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grassetto = Testo principale
Novella grigio = Testo di commento
2005 13| nel pollaio dove le vedove dormivano in fila sui bastoni sognando
2006 1 | tutti e due in uno stato di dormiveglia.~Il vento pareva proprio
2007 21| alti scaffali gremiti dai dorsi enormi de’ volumi in cartapecora,
2008 14| di sonagli e di catene, e dotata d’una velocità addirittura
2009 4 | soltanto il fico, quel bel fico dottato, non c’era più.~La notizia
2010 21| austero, sacerdote, se non dotto, per lo meno ornato di qualche
2011 4 | quella spocchiosa della ‘dottora’ schianta addirittura dalla
2012 7 | pollo talmente ridicola che dové finire col non farne di
2013 17| la mano, che mi pareva di dover ritirare tutta stillante
2014 9 | aveva creduto di non più doverlo rivedere... Per una volta
2015 5 | quel sangue, ho paura di doverne render conto anche al mondo
2016 21| quasi gli cuocesse quel doversi proclamar capace d’intendere
2017 12| questa nottata, che noi dovessimo battere il bosco... — E
2018 21| figuravo: voi non potevate, non dovevate chiedermi altro che questo: «
2019 15| protuberante, che prometteva dovizia di corna capricciosamente
2020 1 | quella bella coda, quella doviziosa criniera, orgoglio e decoro
2021 18| son sicuro che tu te ne dovrai pentire.~— Mai!~— Ah! ne
2022 20| intenzioni, per raggiungerci dovranno fare un lungo giro... Non
2023 7 | critici, che il Governo dovrebbe mandare a colonizzare piuttosto
2024 4 | preparare la famiglia con le dovute cautele, perché c’era da
2025 9 | fiero, perché se li sarebbe dovuti metter subito, per andare
2026 13| fangosi che nidificavano a dozzine fra le barbe delle scope
2027 1 | ferro battuto a teste di draghi, rientrammo là donde s’era
2028 9 | scampanava lietamente, pomposa di drappi aurei e vermigli, parati
2029 15| aquila maschio, lanciando a dritta e a sinistra occhiate trionfanti,
2030 7 | guarda bieca, e soffia, e drizza quel ciuffo sul cranio che
2031 12| disse:~— Non mi permetto di dubitare delle vostre affermazioni,
2032 18| schiera. Non era possibile dubitarne. La caccia si precipitava
2033 20| feci per istaccarglielo e durai fatica a riuscirvi.~Ora,
2034 4 | quel benedetto fico aveva durato anche troppo; non poteva
2035 16| mentre gli uomini, via, via, duravan fatica a fare svelti a piantare
2036 | Ebbene
2037 2 | implacabile dei ragazzi, ebbra del sereno, richiamata dal
2038 16| riconquistata pareva dargli un’ebbrezza feroce, ed era la piena,
2039 | ecc.
2040 | ecce
2041 9 | per Bacco! è una notizia eccellente. Pare che sia finito ogni
2042 1 | superiori e privilegio dell’Eccellentissimo Senato.~Non c’era altro.~
2043 6 | perdere. È una costituzione eccezionale, bisogna assolutamente levar
2044 22| vocio, ecc. S’è fatta eccezione per: bacìo/solatìo, aìre, ~
2045 14| dovuto forse a’ miei nervi eccitabili, mi dava l’illusione che
2046 6 | brigadiere era sudato, ansante, eccitato; il [85] dottore lo seguì
2047 | Eccoli
2048 | Eccomi
2049 1 | furibondo, perdersi, ritornare, echeggiando, per tutto il piano terreno;
2050 16| punto giusto.~Tutto il monte echeggiava dei colpi furibondi di Michele,
2051 4 | costituivano il lecito ed economico divertimento della giornata:
2052 1 | illustrata con rami originali, un’edizione veneziana del 1755, fatta
2053 8 | invisibile, rispondeva:~— Chi èeee?... chi mi voleeeee?~[99] —
2054 1 | Ma che trabocchetti d’Egitto! Io vo a vedere...~— Sor
2055 7 | nobile, pura. Un’aquila egiziana od assira non somiglia mica
2056 21| sollevarsi una locusta elegantissima, pian piano; e da un crepaccio
2057 15| casentinese erano stati eletti dall’occhio infallibile,
2058 5 | avessero ricevuto la scossa elettrica; e voltarono premurosamente
2059 21| con impeto irresistibile, elevando verso il cielo una sinfonia
2060 22| Correzioni al testo~ ~Sono stati eliminati gli accenti aggiunti dal
2061 | ella
2062 13| 154] opache d’ontani, d’ellera e di capelvenere, e la fondeva
2063 2 | fischiante.~Un enorme calore emanava da quel mucchio di miseria;
2064 13| intanto che lei smuoveva un embrice e si calava giù...~O come
2065 16| trasportasse con sé le case emergenti, gli alberi, tutto, verso
2066 18| due o tre abituri sparsi emergevano cupi in mezzo alla neve
2067 12| convulse, senza riuscire a emettere altro che suoni inarticolati;
2068 11| non si sa come, riescì ad emigrare nell’America del Sud. E
2069 1 | che finì di persuaderlo; s’empì la cacciatora di pane e
2070 10| rammulinava sulle stoppie, empiendomi gli occhi di rena e di polvere.~
2071 21| dalla melodia infinita ch’empieva di sé l’universo...~»Fu
2072 18| di fronte, veniva quasi a empire la bocca rotonda della tana
2073 8 | la riportava al monte, empiva d’urli tutta la conca de’
2074 1 | dei raggi obliqui, che empivano le campagne circostanti
2075 4 | guardia si masticava con energia la punta d’un baffo, mormorando:~—
2076 10| se il terreno rampollasse energie di vita nel tragico crepuscolo,
2077 17| peggio dei cani... dove entra lui, nemmeno i cignali!)
2078 | entrambe
2079 1 | descrizione del suo uso.~A destra entrammo in un gran salone affrescato
2080 8 | azzardai a domandare: “Se entrassi un po’ laggiù per riacchiapparlo?...
2081 4 | sensi nascosti — dopo... entreremo anche noi!~Il vecchio si
2082 13| bada i cani, mentre che io entrerò nel pollaio... Dal momento
2083 1 | tutta questa faccenda cosa c’entri io!~— Ecco, ma sentite un
2084 7 | un’aquila, mentre non si entusiasmerà mai per un pellicano.~—
2085 2 | essere stato, in qualche epoca lontana, dipinto di rosso;
2086 9 | padiglione, perché non perdesse l’equilibrio, li sollevavano per le nappe
2087 8 | giorni nella vita che lo equivalgono: quello in cui uno ottiene
2088 1 | belare, lungo i declivi erbosi.~Intanto il sole s’era avviato
2089 8 | scendendo il lieve declivio erboso che ricorreva sotto il muro
2090 11| un cassetto e mostrò agli eredi sbalorditi un mazzo di carte
2091 15| una ignuda e grama vipera, eretta fra due scope sulla coda
2092 7 | colonizzare piuttosto l’Eritrea, non senti che frasi di
2093 1 | vedevo benissimo una grande erma di Pane, sferzata da pochi
2094 1 | Ci dovevano esser dell’erme lungo il viale, perché ogni
2095 7 | che voglio fare. Il solito eroe, il solito soldato, il solito
2096 7 | che cerco, la grande linea eroica, la dipingo e la mando al ‘
2097 14| veleggiava ormai di nuvolette errabonde); e dal sentieruolo della
2098 18| verità. Ero stanco di andare errando per la foresta sempre nell’
2099 18| le peripezie della vita errante.~Mentre riandava così la
2100 21| facelle delle prime lucciole erranti.~»In quel punto la debolissima
2101 18| vedono uscire dalle foreste o errare pazzamente per le vie gli
2102 16| soffi di vento, su su per l’erto sentiero scosceso, tra una
2103 21| suolo umidiccio, da cui esalava un alito acre, che mi saliva
2104 9 | odori di vivande buone, che esalavano dalle finestre spalancate
2105 2 | richiamata dal raglio, esaltandosi alla vista [38] delle scimmie,
2106 7 | a sollevarci l’animo, ad esaltarlo.~[87] Ambedue, per lunga
2107 14| di proteggerla da quegli esaltati.~Non sarebbe stata la prima
2108 7 | quel che è bello può essere esaltato. La goffaggine della gallina,
2109 15| acerrime dalla fame acuta, si esaltò finalmente a quei racconti
2110 14| nella precisa, identica, esatta descrizione dello stranissimo
2111 18| contando, né a determinare con esattezza uno spazio di tempo qualunque:
2112 20| detestava, o, per essere più esatti, non annetteva loro l’importanza
2113 21| sasso provvidenziale, s’esaurivano; lo stomaco reclamava i
2114 1 | lepre, sfiancata, disperata, esausta, riapparve a tiro del fucile
2115 12| verità... tanto non se ne esce; o morire o...; — e [145]
2116 16| piegava...~— Bada, Michele! esci! ti schiaccia! —~Michele
2117 4 | precipitato nel giardino, esclamando con voce fioca:~«Tale e
2118 4 | Viene dalla Russia! — esclamarono tutti, urlando come belve
2119 14| quella gente, mentre il prete esclamava, tutto contento:~— Capaci
2120 4 | invitarci il sindaco ed escludere i consiglieri di parte avversa;
2121 5 | sicuro! son Giannaccio... ed esco di galera. Ha capito perché
2122 1 | me, — cosa ti è andato a escogitare! E poi dicono che in montagna...
2123 13| seguita a nevicare i cani non escono dalle stalle o dai canili,
2124 20| per mantenerlo tale, lo eseguisce a spirali concentri che,
2125 4 | ha abitato, dove uno, per esempio, è nato... —~Lo sconosciuto,
2126 15| capricciosamente contorte; tutti gli esemplari delle foreste immense che
2127 2 | dove stavano, come sempre, esercitandosi al bersaglio contro un pregevole
2128 6 | altre in dieci anni che ‘esercitava’ in Maremma! Rialzò il capo
2129 12| gli permettevano le sue esili gambe, tirò la catena con
2130 3 | meno impressionabili che esistano sulla terra.~[41] ‘Poverino’,
2131 18| Ma smettila con codesta esistenza arrabbiata, vieni anche
2132 6 | esercito, non ha più luogo d’esistere in posti nei quali la macchia
2133 19| cravatta (perché la camicia non esisteva) pendeva una fusciacca che
2134 14| amare e farmi amare; non esitai, dunque, neppure un secondo.~
2135 12| o...; — e [145] tacque, esitando — ma — ripigliò — a voi
2136 12| tavola. Il pievano, senza esitare un istante, messa la destra
2137 17| via e via: un lamento, un’esortazione, un gemito suo, una preghiera
2138 21| ch’io vi corrisposi con espansione.~Dopo di che l’ottimo frate,
2139 4 | delegato, eh? —~Calmate l’espansioni, si misero tutti a sedere.~
2140 5 | perché, perché? o non aveva espiato? o non aveva sofferto per
2141 11| a chiamare quando avesse espletato tutte le pratiche per sapere
2142 16| tutti i segreti, ne aveva esplorati tutti i meandri, pescando
2143 17| oserebbe mai di ritrarre e d’esporre, senza tema d’esser beffeggiato;
2144 10| quasi la terra, come l’aveva espressa a un tratto, così, a un
2145 1 | osservò attentamente, poi espresse l’opinione che si trattasse
2146 4 | incrociarsi continuo di sguardi espressivi in un’atmosfera satura d’
2147 21| Io non sapevo bene come esprimermi, benché ora, ripensando
2148 | essa
2149 | essendosi
2150 9 | fazzoletto impregnato d’essenze.~La sera, calando lenta,
2151 7 | comprendere i caratteri essenziali della bestia più nobile
2152 | essi
2153 4 | lì, intorno alla tavola, estatici, a sentire certi racconti
2154 7 | Altro che! Per quanto estenuata dal digiuno, ha voluto la
2155 5 | Così, selvaggio, sparuto, estenuato, era apparso sulla piazza
2156 7 | pare non venga più... è all’estero con la figliola e col genero...
2157 19| solenne aveva appena finito d’estinguersi nel cerchio nero di monti
2158 2 | disfacevano in brandelli gli estremi soffi del vento.~Adagio,
2159 15| asprezze del macigno alle due estremità, traversato da rami pieghevoli,
2160 16| muscoli di bronzo nel conato estremo, con un gran grido; poi
2161 17| Ma perché mi venne quell’estro? Me ne pentii subito, badate;
2162 6 | altri due; strofinò coll’etere la parte prescelta, punse
2163 15| il verde, impennacchiati eternamente di fumo, segno certo che
2164 10| Chi sa come gli parve eterno quel minuto!... Venite,
2165 17| mi riusciva di capirci un ette); si ridussero alla ferrovia,
2166 6 | i casi isolati: qualche evaso dal carcere, qualche disertore,
2167 6 | le possessioni da altri eventuali malandrini, e ammazzano
2168 18| la china senza sentiero evitando con l’istinto e con l’abitudine
2169 13| da che strada passare per evitar le tagliole!~— Quand’è così,
2170 14| occhi quella visione che evocava il suo cervello pauroso
2171 10| fantastico, per qualche evocazione fatta, tutto il terreno
2172 7 | vicino alla villa del Conte F...~— Se si andasse a vedere
2173 19| perdé tutto il suo tempo a fabbricare un magnifico spauracchio
2174 12| io non apro; giran certe facce... Fosse qualche fuoruscito!~—
2175 18| arrabbiata, vieni anche tu e facciamola finita — vedrai che bel
2176 1 | lampo rossastro illuminò la facciata del castello, nera, arcigna,
2177 21| brillavano e si spegnevano le facelle delle prime lucciole erranti.~»
2178 | facendole
2179 | facendolo
2180 17| di finire la bestia, e, facendomi beccare a sangue, la presi
2181 | facendosi
2182 | facevi
2183 12| ma voi... indovinate facilmente lo scopo della mia visita. —
2184 14| avvertiva che le streghe hanno facoltà di trasformarsi anche istantaneamente,
2185 22| medicei; piòli > pioli, faína > faina, vocío > vocio,
2186 16| gremito dalle nere croci dei falchi, che vi svolazzavano; la
2187 18| riconoscer le armi da fuoco dalle falci o dalle vanghe, a non lasciarsi
2188 19| una redingote con mezza falda che gli procurò una grande
2189 4 | scene di dolci intimità familiari si somigliano tutte, ed
2190 15| oscure, come quello de’ fanciulli; capretti saltellanti oltre
2191 15| liscie come quelle d’un fanciullo, dal manto roseo, col petto
2192 9 | sopravvenienti; ultima, la fanfara si preparava, imboccando
2193 19| reggimento e dalle gioie fanfaresche del buttasella nelle belle
2194 2 | inebetito, seduto in terra nella fanghiglia, cogli occhi vitrei fissi
2195 17| viscida, e mi scaraventava nel fango lungo disteso; ma io avanti!
2196 13| pasciuto com’era di topolini fangosi che nidificavano a dozzine
2197 7 | sprizzare da tutti i pori del fantasioso [93] pittore, il mio amico
2198 14| preda.~Salivo in mezzo a fantastici intrichi di luci e d’ombre,
2199 19| da militare, cappotti da fanteria o da artiglieria, giacchettine
2200 | farà
2201 13| loro; quelli teneri, che farebbero comodo ai nostri cuccioli,
2202 12| che non fo male, che non farei male a nessuno per tutto
2203 | faremo
2204 1 | borro, risposi brusco:~— Faresti meglio ad aggarettare la
2205 13| rami colla leggerezza di farfalle stanche, parevano curvarsi,
2206 | fargli
2207 | farli
2208 18| ch’io sono carnivoro? per farmene che, di grazia, della tua
2209 8 | liberi, dà volta e comincia a farneticare... E tremavo peggio d’una
2210 10| cacciatore, le sottovesti... A farvela breve: sempre correndo,
2211 | farvi
2212 3 | ombrello aperto e le gambe fasciate da un cencio di lana inzuppato
2213 21| leone, i miei tristi reami fasciati dalle raffiche [246] e rilavati
2214 3 | pittoreschi traini carichi di fascine, di masserizie, ma per lo
2215 20| intorno a lui aveva un suo fascino, che non si potrà spiegare,
2216 6 | poi medicò, compresse, fasciò, ordinò una dieta: qualche
2217 18| montagna, riprese il lupo, faticando a discorrere perché i fianchi
2218 14| trenta secondi di corsa faticosa, vidi la grande carbonaia
2219 2 | quegli sforzi inutili e faticosi; una serie continua ininterrotta
2220 6 | rincorarsi anche lui, e, fattasi forza, si alzò, trasse di
2221 | fatte
2222 1 | come la farina, d’una bella fattoressa, ci versavano nelle scodelle
2223 5 | domenicale, di contadini, di fattori, di signorazzi, che aspettavano
2224 13| luccicava simile al fuoco fatuo nella notte.~Dietro di lui
2225 6 | setolose, che pareva un fauno antico.~Montarono; il dottore
2226 10| in quell’attimo, perse la favella, e l’udito; e ora fa il
2227 6 | magnifiche trova un compagno, un favoreggiatore, e forma così una banda,
2228 6 | disturbi provocati dalle febbri o da qualche scorpacciata;
2229 14| un momento, e principiai, febbrilmente, a vestirmi.~Non ebbi neppur
2230 12| terra (sarà stato in buona fede, avrà creduto di aver sentito
2231 11| avesse fatto, non rispose, fedele alla sua vecchia abitudine.
2232 13| e minacce.~Granfialunga, felice dell’umiliazione dei suoi
2233 9 | lentamente; s’avvicinò ai due felici; domandò a Beppe, con un
2234 17| terribili di prima, i tre gridi femminili:~— Aaah! aaah! aaah! —~Stavo
2235 9 | ancora; e avrebbe voluto fendere la barriera [112] di gente
2236 1 | accorsi a guardarci come fenomeni, e che ci auguravano il
2237 8 | Son iooooo!... sono il sor Ferdinandooo!...~— Vengooooo!... —~Poi
2238 15| lamentevoli urli, che parvero ferire i vapori densi e mutevoli,
2239 4 | tutti, urlando come belve ferite — viene dalla Russia!!!~—
2240 20| vedrete. Attenzione! —~Ci fermammo in riva al canale, che defluiva
2241 1 | Senti, — gli risposi io, fermandomi a metà dello scalone — se
2242 10| del branco muggiva sempre, fermandosi ad aspettare; e altre vacche
2243 3 | Scansano gli ostacoli; si fermano quando sono stanchi; fanno
2244 2 | fragore altissimo fecero fermare il ciuco, a un tratto, cogli
2245 8 | ne’ calcagni; e mi toccò a fermarmi per non cascare; ma appena
2246 10| che tutta la mandria si fermasse; gli fecero circolo intorno;
2247 3 | qui?~— Io non mi sono mai fermato.~— Vuol dire che ci fermeremo
2248 10| come fiammelle rossastre ferme nell’opacità,... sicché,
2249 3 | fermato.~— Vuol dire che ci fermeremo oggi! —~Scesero, tirarono
2250 1 | diga: la cagna, latrando ferocemente, si scagliò nel buio con
2251 5 | avuti da parte della moglie, feroci e spietati, che l’accusavano
2252 14| 173] stridé sotto i tacchi ferrati, col fucile che mi tremava
2253 10| Dove sarà stata la stazione ferroviaria, la piccola stazioncella
2254 3 | automobilistici, di ‘bracci’ di ferrovie che s’incrociano in tutti
2255 16| mareggianti, con più giocondo fervore.~In quel tempo lavorò per
2256 2 | che mandavano un suono fesso, profondo e lontano.~[30]
2257 13| passare orribilmente le feste di Natale.~I cacciatori
2258 4 | bisognava organizzare dei festeggiamenti, invitarci il sindaco ed
2259 3 | boscaglie e all’operosa festività delle colline del Chianti.~
2260 21| piccolo cimitero, le macchie festonate di vitalba, i boschetti
2261 9 | incontrò dopo, la salutavano festosamente con la medesima frase gioconda;
2262 16| chi sa qual costruzione feudale, in cui era accomodata una
2263 13| schidioni lenti intorno a fiammate scoppiettanti e ne aveva
2264 1 | perché il vento spegneva i fiammiferi, appena accesi. Come Dio
2265 8 | dar bere... Ci avete un fiammifero, signorino? grazie... Guardate,
2266 20| che è ghiotto della fava, ficca la testa nel cappuccio,
2267 20| uno di questi cappucci, lo ficco in un buco, fino al pari
2268 1 | marmi de’ comodini; la cagna ficcò il naso sotto una zampa;
2269 5 | si trascicava a stento, fidandosi di quel sostegno e d’una
2270 9 | entrò in casa, e lasciò i fidanzati, soli, a salutarsi, sulla
2271 1 | delle donne c’è poco da fidarsi; hanno a noia le bestie;
2272 16| lo scasso, o tuffarsi nei fieni mareggianti, con più giocondo
2273 21| dessero asilo in qualche fienile... capirete... — e abbassò
2274 3 | quella vece il fascio del fieno. Poi, a braccetto come due
2275 21| rincantucciando tutte le fiere ne’ covili, e tutti gli
2276 21| occhi tradivano ancora la fierezza nativa.~— Tu?... voi?... —~
2277 8 | quando alla fine, come un’eco fievole, mi parve rispondesse una
2278 15| passato; e ora la madre e il figlio guardavano, dall’orlo della
2279 7 | più... è all’estero con la figliola e col genero... Si tratta
2280 21| uccellini, s’affacciò una figura esile e slanciata di frate,
2281 5 | le spalle alla piazza., figurando di guardare con attenzione
2282 8 | grossa così non ve la potete figurare!~— Ma che t’è, forse, morta
2283 9 | contentezza, mentre gli altri figuravano di cicalare fra loro, non
2284 21| lasciò finire — già! me lo figuravo: voi non potevate, non dovevate
2285 1 | bizzarro e fuggevole alle figure dipinte sul muro, vidi Foffo,
2286 7 | permette di disegnarla?~— Si figuri! Venga quando e quante volte
2287 11| Ora che siete venuto, mi figuro, non vorrete star solo!~—
2288 7 | cappone, beccava un brincello filamentoso di carne sulla palma della
2289 18| sereno che spinge lunghe file di persone a spalare in
2290 9 | argento vero e di bronzo filettato a oro di zecchino; due compagni,
2291 12| avesse vinto le nuvole, filtrando da uno strappo.~Il lume
2292 16| mano.~Fra masso e masso filtrava l’acqua con uno sgocciolio
2293 5 | stornellavo tutto il giorno come i filunguelli! Per trent’anni, capite?
2294 12| piovigginava un’acquerugiola fina e gelata, nonostante che
2295 13| chiesa, che staccava coi suoi finestroni fiammeggianti in cima al
2296 18| tutta la notte lunga dalle finestrucce rosse, in mezzo al paesaggio
2297 12| cogli occhi fissi alla finestrucola, lungo i vetri della quale
2298 4 | precauzione al tranvai, fingendo di non riuscire ad accendere
2299 16| dolore senza rimedi, Michele fini per convincersi che la quercia
2300 1 | gli scrupoli e l’appetito, finii coll’acconsentire, a patto
2301 21| ad ornarsi d’innumerevoli finimenti di gemme; e dileguare anche
2302 3 | barrocciaio toscano è un tipo che finirà con lo scomparire, davanti
2303 11| la mattina di poi, ebbe finite le faccende e uscì di casa,
2304 8 | una canizza lunga che non finiva mai; e, su per il viottolo,
2305 17| una, due volte, sempre più fioche, e camminai a lungo sull’
2306 12| nevicare forte, verso Santa Fiora, perché tutta la pievania,
2307 5 | intorno al fuoco, i bambini fiorenti che rincorrevano il gatto,
2308 2 | una ciambella di cerchi fioriti di carta, si chinava sulla
2309 10| cogli orecchi che mi [122] fischiavano e delle fiamme davanti agli
2310 10| mi dovevo essere sperso!~Fischiavo, invano, ché il sibilo lieve
2311 9 | riusciva. Una sola idea fissa la dominava: «Torna! Egli
2312 6 | tranquillo! —~E tornò a fissare, dei tre uccisi, quello
2313 21| lucenti della Via Lattea, vidi fissarmi i tre occhi maggiori della
2314 6 | pensarci sopra, ci prese una fissazione, e si ridusse l’ombra di
2315 19| con padron Gosto (povero fittavolo pien di miseria detto ‘padrone‘
2316 6 | Ma erano entrati in tal fittume, che pochissimi spruzzi
2317 21| sponde; gonfiando i borri e i fiumicelli, che, soli, brontolavano,
2318 18| saltando fratte, burroni, fiumiciattoli e staccionate, sempre diritti.~—
2319 1 | irrigidite, ringhiava; ma fiutava l’aria muffita col naso
2320 6 | da campo, come se fosse flagellata da mille demoni.~[82] Il
2321 3 | per liberarmi da questo flagello, proprio non baderei alle
2322 1 | che discende, delle labbra flosce, grumate di sangue sopra
2323 16| rotondi e lisci, cominciava a fluire con bizzarri attorcigliamenti
2324 16| trasportando sul dorso fluitante le foglie giallicce [188]
2325 5 | più!»~Tastò in fondo a una fodera l’ultime monetucce annodate
2326 19| d’una vaga rimembranza di fodere in seta e con immense sgorature,
2327 15| a una [178] piccola aia, foggiato a guisa di soffitta, col
2328 15| era terribile; nessuna folgore piombò più veloce sul piano;
2329 15| grembo a quelle scoppiarono folgori secche e abbaglianti; e
2330 16| cantando, dentro le sue folte chiome... In questo modo
2331 12| invisibile la scotesse dalle fondamenta, mentre giù, dalle gole
2332 7 | essendo concordi sul tema fondamentale della bellezza e della necessità
2333 15| tempesta e circonfuso di nebbie fonde, dalle quali spuntavano
2334 8 | rapidamente, cominciava a fondere le cose d’intorno, dando
2335 13| ellera e di capelvenere, e la fondeva un pochino.~In quella poltiglia
2336 2 | stettero lì, seduti in giro sui fondi lucidi degli orci, come
2337 13| orecchi.~Guardarono da un forame e videro i contadini e le
2338 19| meraviglia.~La faccia camusa, forata di puntolini e pustolette
2339 3 | al passo e Osteria delle forbici. «Più al passo di così —
2340 4 | Francamente, — rispose il forestiero — a me pare che ci siamo
2341 3 | cosa. Mentre mangiavano il formaggio, si avvicinò, si mise a
2342 14| che vi batteva in pieno, formando di quel fabbricato, e di
2343 21| nel terreno fino a mezzo e formandone un asilo pei vagabondi,
2344 18| famiglia del bandito fu formata e visse e prolificò, sola,
2345 15| ho accennato, nel vuoto formato dalle due rocce ciclopiche,
2346 16| promontorio di terra, che formava un isolotto in mezzo al
2347 10| nel tragico crepuscolo, formicolando delle strane bestie diaboliche;
2348 18| rivivesse d’una vita misteriosa, formicolante e larga, che pigliava tutta
2349 14| sa donde vengano, come si formino, e che hanno virtù di richiamarne,
2350 11| voce monotona scandiva le formule sacramentali con tono di
2351 3 | principi, e non lasciò i fornelli altro che quando gli avventori
2352 15| spazio prescelto a regno fornisse loro da vivere; come il
2353 6 | tre o quattro.~Costoro, forniti di ottimi fucili, di magnifici
2354 12| nero come nella bocca del forno, e, poi che la vecchia alzava
2355 15| lunghi sei piedi, incastrati fortemente contro le asprezze del macigno
2356 6 | avezzo a camminare per certi forteti andando in cerca di beccacce,
2357 12| bussati colpi frettolosi, ma forti.~Don Luigi alzò la testa,
2358 2 | quando un raggio di sole, forzando le nuvole, accese ogni cosa
2359 9 | con qualche esclamazione forzata.~Quello fu un desinare allegro:
2360 5 | anni il silenzio, il lavoro forzato, la giubba a righe, il letto
2361 6 | vegetazione lussureggiante, e la fosca guida, con la lanterna cieca
2362 1 | ombre turchine e di luci fosforescenti; gli alberi fremevano e
2363 20| un terzo, dall’orlo d’un fossato; un quarto, da una stoppia;
2364 10| affannando, le buche, i fossetti, i cespugli, preceduto e
2365 10| quel modo; ma ci vuole un fossetto, un avvallamento, qualcosa,
2366 17| viva!~»Allora mi buttai nel fosso; fui sbatacchiato contro
2367 4 | Stato! Ecco qui le carte, la fotografia, i rapporti dei vari penitenziari...
2368 21| sulle foglie e sull’erbe fracide, e subito un coro improvviso,
2369 21| a inghiottire un tronco fracido che si lasciasse piombare
2370 5 | cantuccio fresco e delle fragole saporite... Ma poi, la notte?
2371 21| non faccia il più alto dei fragori; ma nell’accasciamento di
2372 15| la loro spera le correnti fragorose; anche l’“Archian rubesto”
2373 15| starne dal volo basso e fragoroso: piccoli mufloni dal cranio
2374 21| Sorridevo, pensando che il bravo Francescano il quale ora gittava quell’
2375 21| una reincarnazione di San Francesco.~Tutti si scostarono riverenti,
2376 3 | ricordava d’aver accompagnato i Francesi, quando calarono a Firenze,
2377 21| Poi, volgendosi a me, con franchezza gioviale e tendendomi la
2378 18| parte.~Che fare, in tal frangente? La madre schiacciata per
2379 13| piombava sulla tavola, frantumando il lume e ogni cosa...~Al
2380 14| il viottolo, con la testa frantumata, insanguinando una berretta
2381 20| passi. Sicuri dell’ostacolo frapposto fra loro e noi, tranquilli
2382 14| alito di brezza agiti una frasca, o un uccello, mutando posto,
2383 14| il suo cervello pauroso e frastornato di leggende; tanto più che
2384 21| abituato a dibattersi nel frastuono civile.~Come un senso d’
2385 18| teneri e grossi tanto! Ah! fratel mio, che roba il cibo bell’
2386 18| lupi volavano, saltando fratte, burroni, fiumiciattoli
2387 4 | dentro tante rarità: ninnoli, frecce, dei revolvers magnifici,
2388 15| grande uccello come una freccia sparì.~E subito il maschio,
2389 20| io, non dubitate. —~E si fregava le mani, tutto contento.~
2390 16| risplendente, ricominciava subito a fremere, a pigolare, a cantare,
2391 16| che l’anima dell’albero fremesse per entro la vasta midolla,
2392 1 | fosforescenti; gli alberi fremevano e si scotevano al soffio
2393 4 | e nella folla corse un frèmito d’ammirazione e di pietà.
2394 13| vetro.~Allora divennero frenetici.~Dai ringhi, passarono ai
2395 4 | svolta, con un cigolio di freni tremendo.~Gli avventori
2396 18| sfuggiva il respiro corto e frequente, facendo muovere in su e
2397 9 | assopita, come una benedizione frettolosa; le due donne sentirono
2398 9 | musica; si sentiva aprirsi frettolosamente qualche finestra ritardataria.~
2399 12| casetta furon bussati colpi frettolosi, ma forti.~Don Luigi alzò
2400 3 | batteva nel petto come un fringuello nello stacciolo.~Non si
2401 3 | un momento, l’odore del fritto si sparse d’attorno, mentre
2402 18| Bandito e cacciatore di frodo, il Rosso non capiva perché
2403 14| muraglie verdi di paline fronzute, tutta quadrellata, per
2404 1 | la canina rossiccia, che frugava le macchie), le ginestre,
2405 17| caccia liberi... Il Ranca frugò, rifrugò; si sentivano i
2406 1 | statua di marmo e ho sentito frullare un merlo... Vuoi un sorso
2407 8 | agosto...”~La frase magica mi frullava per il cervello, mi scendeva
2408 8 | inciampai; da tutte le parti mi frullavano i merli d’intorno... chiò!
2409 17| svegliando fremiti di piante e frulli d’uccelli, così tetri, nella
2410 16| finalmente la voce veniva con un frusciar più forte del vento tra
2411 12| momenti, portavano fin lì i fruscii caratteristici dei fogliami
2412 6 | incolta; la cacciatora di frustagno, tutta toppe e sbrendoli;
2413 2 | rabescata a grossi festoni di frutta e fogliami, chiedeva silenzio
2414 3 | una mano infilata nella fuciacca rossa, brandendo coll’altra
2415 14| caro Tonio; adoperate certi fucilacci!...~— E la Betta, cosa faceva
2416 14| cortinaggi della verzura, paiono, fugaci, trasvolare, sulla montagna
2417 16| loro il perché.~Il sole, fugate tutte le nebbie, dardeggiava
2418 14| sbucare i due strani esseri fuggenti dalle forme bizzarre.~Senza
2419 1 | dando un aspetto bizzarro e fuggevole alle figure dipinte sul
2420 12| Sì, è vero, io sono un fuggiasco, sono un disgraziato, al
2421 21| disperato della mia solitudine, fuggii nella notte verso i monti
2422 16| gran grido; poi gli uomini fuggirono veloci, mentre la quercia
2423 2 | uno slancio unanime, erano fuggiti di sotto ai loggiati della
2424 18| stinco, rabbiosamente, ed era fuggito su tre gambe rigando di
2425 17| consumavo... E la corrente fuggiva con certi muggiti... quasi
2426 1 | scarafaggi e altre bestie, che fuggivano da tutte le parti, lungo
2427 16| paiolo di ferro alla catena fuligginosa che pendea dal camino, vi
2428 14| tentennare...~Perché la Betta, fulminata da un colpo, press’a poco
2429 6 | tre uomini caduti supini, fulminati a colpi di moschetto; nel
2430 12| testa fra le mani, come fulminato.~Il pievano si raddrizzava,
2431 6 | rimaner lì, ammazzato da un fulmine o affogato dalla tempesta,
2432 18| terreno giallo fu un rotolio fulvo di pelarne, tra rantoli
2433 1 | entrata probabilmente dal fumaiolo, e non aveva più saputo
2434 9 | i camini principiarono a fumare.~La Nena entrò nella cucinetta
2435 15| scrosciando sulla terra fumida, e il sole minacciava di
2436 1 | vento, verso i monti, che fumigavano di nubi cenerognole.~Rapido,
2437 | fummo
2438 15| impennacchiati eternamente di fumo, segno certo che gli uomini
2439 15| oltrepassato la soglia del nido funesto, e la femmina, dopo d’aver
2440 21| saliva acuto come da una fungaia; rincantucciando tutte le
2441 3 | fossero annodate bene e che funzionasse la martinicca.~— Eh, lo
2442 3 | dal tempo, con due occhi furbi dentro una cavità orbitale
2443 1 | l’abbaiare, [25] lungo e furibondo, perdersi, ritornare, echeggiando,
2444 2 | muro, fra la paglia, abbaiò furiosamente, e le scimmie strillarono
2445 10| lo portava via il vento furioso pazzo e salmastro, che rammulinava
2446 1 | sacrifizio, ardente d’un furor sacro, che il padre d’Ifigenia
2447 19| panno buono, una giubba di fustagno ‘pelle di diavolo’ oggi
2448 21| pericolose agli altissimi fusti dei pini scricchiolanti
2449 11| terrena dove l’oste teneva le gabbie di quando andava al capanno,
2450 7 | collo fuori dei ferri del gabbione per chiedermi la ciccia,
2451 21| l’odore del mosto o delle gaggie; e gli occhi erano attirati
2452 12| si mesceva da sé il vino gagliardo a calici colmi, come se
2453 2 | del Cantagallo, calava da Gagnolo verso Quercione un veicolo
2454 16| neri, la quercia, tutta gaia e risplendente, ricominciava
2455 12| stare in Chianti, sotto Gaiole, a dieci miglia da Siena (
2456 8 | suono degli zoccoli sul galestro del viottolo di montagna
2457 14| scheggioni, le quarziti, il galestruccio, sparsi qua e là lungo l’
2458 18| afferrare con delicatezza e galoppando con una velocità ignota
2459 11| pronunziare una sillaba, galopparono dal notaro.~Il sor Giuseppe
2460 10| La galoppata~ ~ ~Non c’era più dubbio:
2461 18| là, ma avanti alla muta galoppavano, molto avanti, due cani
2462 1 | masticava con tutte e due le ganasce e durava fatica a discorrere —
2463 8 | a me... attacchiamolo al gancio... è sicuro... Eccola qui,
2464 17| gli dico io.~“E chi mi garantisce — ribatté lui — che non
2465 20| invece, corbellerò loro; e vi garantisco che vi torcerete dal ridere.~—
2466 18| libertà la tua! una morte garantita!~Ma smettila con codesta
2467 3 | e, se la mercanzia gli garba, vi darà una bella mancia
2468 18| foresta, perché non gli garbava di aver lasciato delle tracce
2469 12| po’? Aspetto per vedere il garbo dell’uomo, e, siccome quello
2470 8 | un belo di pecora, non un garrir di bambini: nulla. Ora,
2471 16| nascosto fra i rami, un nido garrulo chiacchierava squillando,
2472 21| covile, d’ogni astuzia; il garzone feroce e brutale, che [242]
2473 8 | che pareva il giorno del gastigo.~Non per vantazione, ma,
2474 12| con la persona le correnti gelate che la investivano, affrettandosi,
2475 19| buttasella nelle belle mattine gelide e luminose fosse passato
2476 5 | perché capiva che dalle gelosie, dalle porte socchiuse delle
2477 4 | ributtò al collo del fratello, gemendo:~— Il nostro fico, Agenore;
2478 16| pianto senza fine, a furia di gemere alla sua ombra cortese quel
2479 7 | penne, come tremando, e gemevano con suoni di voce quasi
2480 14| ombra mi ripassa, fra due gemiti di tramontano, ratta, [171]
2481 12| girando di notte per paura de’ gendarmi, mangiando ghiande e marroni
2482 19| principe degli straccioni.~Generalmente il Dodolo girava alla larga
2483 7 | estero con la figliola e col genero... Si tratta di una rarità...
2484 16| difeso dalla sua ombra generosa, inchiodava lo sguardo sul
2485 15| propri banchetti lasciò generosamente agli altri animali del bosco;
2486 1 | sopra l’enorme carogna del generoso animale, immobile per sempre,
2487 7 | solito gladiatore, il solito genio? niente! un’aquila sdegnata
2488 13| rossa ed avida, mentre i genitori a sedere, in alto, in mezzo
2489 13| che i leprotti nascono di gennaio e noi siamo sempre a dicembre!
2490 11| quale lavorava, raggiunse Genova donde, non si sa come, riescì
2491 17| ginocchioni, capite?~»Fu gentile; mi dette perfino il cavallo...
2492 5 | persona, con la cappa bianca, genuflettersi penosamente sui gradini
2493 9 | un giovinetto bruno col geranio infilato dietro l’orecchio,
2494 1 | star sotto, come si dice in gergo venatorio, e di far tirare
2495 16| rosi nelle barbe da qualche germe letale; e il padrone della
2496 15| coltre di neve, covando i germi delle messi sotto un’insolita
2497 14| mia caccia notturna; e lo gettai ai piedi di quella gente,
2498 21| scricchiolanti e mormoranti, che gettavano al vento le ondate de’ loro
2499 15| erano rannicchiati tremando, ghermiti dagli otto formidabili uncini,
2500 3 | ariosa, fredda come una ghiacciaia, ma non ci posso serbar
2501 13| suoi pendoni di cascatelle ghiacciate, fra le due pareti [154]
2502 16| godeva di sapere che sotto la ghiaia passava la corrente lenta
2503 20| possibile.~»Il corvo, che è ghiotto della fava, ficca la testa
2504 17| quanto polmone potevo: “Ghitaaa! son quaaa! coraggioooo!...”~»
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