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grassetto = Testo principale
Novella grigio = Testo di commento
3008 12| volessi, potrei compiere intiero il mio dovere — e guardò
3009 1 | pareva una pelle di leopardo intignata; infine, due camere con
3010 21| così che l’alba purpurea, intimando alle convalli, col suo gelido
3011 5 | gruppo si chiuse, si fece più intimo, sopra la porta della farmacia,
3012 21| svegliandomi all’alba, intirizzito, travidi, nel fioco bagliore
3013 7 | irriducibile e grande. E intitolerò questa tela simbolica e
3014 1 | fra la soglia staccata e l’intonaco gonfio e screpolato, e che
3015 19| precedentemente d’intesa, e intonarono a una voce, la Marcia Reale,
3016 9 | commentavano.~La Nena stava lì intontita, senza capir nulla, all’
3017 1 | bruscamente; apersi gli occhi intontiti, e, al chiarore d’un lampo,
3018 19| spallacci elegantemente intrecciati e i laccioli per stringere
3019 6 | movevano addirittura sopra un intreccio di rami, solido come una
3020 21| selvaggio...~»Come per incanto l’intricatissima selva microscopica, che
3021 14| Salivo in mezzo a fantastici intrichi di luci e d’ombre, tra una
3022 6 | e, dandogli la mano, lo introduceva, fra due scope alte, nella
3023 6 | calcio di schioppo; e vi s’introdussero camminando carponi come
3024 5 | sui gradini dell’altare.~“Introìbo ad altare Dei...”~Si fece
3025 19| pelle di diavolo’ oggi quasi introvabile, avevano preso il volo.~
3026 21| lo guardavo fisso, parve intuire la mia domanda, e sorrise
3027 14| si fece strada un lampo d’intuizione, e, prima che qualcuno m’
3028 18| di naso e leccandoselo e inumidendolo per sentir meglio.~C’era
3029 1 | casa ha la nomea d’essere invasa dagli spiriti, non si vende
3030 1 | benessere un po’ doloroso invase le nostre membra affaticate;
3031 11| accuratamente classificati gli inventari dei patrimoni e dei testamenti
3032 7 | mi raccoglievo, dopo un’invernata e una primavera, infernali
3033 9 | stretti negli scarpini inverniciati, sulla traccia di foglie
3034 2 | pioggia e di luce grigia investirono una povera cosa sudicia
3035 21| ogni contorno; e il sole l’investiva, facendogli fiammeggiare
3036 12| le correnti gelate che la investivano, affrettandosi, più che
3037 21| civile.~Come un senso d’invidia ci piglia per quella gente
3038 1 | padre d’Ifigenia gli avrebbe invidiato: sciolse la bestia, la condusse
3039 7 | sparuta, arruffata, feroce, invincibile, irriducibile e grande.
3040 5 | Giannaccio si voltò inviperito, col bastone alzato; tutta
3041 4 | organizzare dei festeggiamenti, invitarci il sindaco ed escludere
3042 11| che sentirono il bisogno d’invitare Martino anche a cena.~[136]
3043 21| come il Padre Guardiano, m’invitò a visitare il convento.~
3044 18| pispigliava sulle cime e s’involava nel sole.~La lupa madre,
3045 5 | borri, al guado, l’avevano inzaccherato e bagnato; le rame avevano
3046 18| cuccia di legno e dell’acqua inzolfata.~— Ma i tuoi cuccioli?~—
3047 3 | fasciate da un cencio di lana inzuppato come una spugna, e dormire
3048 8 | 99] — Beppeeee!... Son iooooo!... sono il sor Ferdinandooo!...~—
3049 1 | credenze, scolpite in legno a ippogrifi e foglie d’acanto, alte
3050 3 | Poverino’, detto così per ironia, per essere riuscito a metter
3051 5 | farmacia, abbassando le voci irose e dando qua e là delle occhiate
3052 2 | sollevato da un respiro aspro, irregolare e fischiante.~Un enorme
3053 13| liberandosi a zampate dai cuccioli irrequieti, tornati a cercarle il latte
3054 10| gli occhi intorno a me, irrequietissimo, quando, finalmente, mi
3055 21| indimenticabile sullo spirito irrequieto di chi è abituato a dibattersi
3056 21| musici partirono con impeto irresistibile, elevando verso il cielo
3057 7 | arruffata, feroce, invincibile, irriducibile e grande. E intitolerò questa
3058 7 | esemplare stupendo... veh, come irrigidisce le penne... e si sbatacchia,
3059 15| il freddo dello spazio li irrigidisse, mentre agli occhi moribondi
3060 1 | piantata sulle quattro zampe irrigidite, ringhiava; ma fiutava l’
3061 19| senza mutar posizione, irrigidito com’era, Gosto si rivoltò
3062 15| ciuffo della testa piatta, s’irrigidiva sulle enormi gambe inflessibili,
3063 10| cavallo fumava dal pelo irsuto e dalle narici aperte, e
3064 8 | coi peli sopra la schiena irti che parevano fili di ferro;
3065 8 | adagio adagio, finivano per iscandirla, accordandola al passo duro
3066 18| tu rammenti, proruppe con isdegno, non sai ch’io sono carnivoro?
3067 21| banchetto basso, e deposi, per isgranchirmi le gambe, la tavolozza,
3068 17| aaah! aaah! —~Stavo per islanciarmi verso la finestra della
3069 6 | son più frequenti i casi isolati: qualche evaso dal carcere,
3070 4 | laggiù nel solito villino isolato, fuor delle mura, con lo
3071 16| di terra, che formava un isolotto in mezzo al furore buio
3072 1 | nostra disgrazia, mia in ispecie, sarebbe la villa antica,
3073 1 | due letti; e cominciai a ispezionarla un po’.~Sotto i letti, polvere
3074 2 | inginocchiarsi nella mota, se un uomo ispido e giallo, vestito d’una
3075 20| occhi e la fronte; feci per istaccarglielo e durai fatica a riuscirvi.~
3076 14| facoltà di trasformarsi anche istantaneamente, e che lui ne aveva le prove,
3077 6 | mie buone ragioni per non istare tranquillo! —~E tornò a
3078 7 | sdilinquiva alla guisa di un’isterica; tanto da poterlo credere (
3079 18| miserabile che mai; ma non istette molto a pensare e, a un
3080 7 | penetrare nella sua grandezza istintiva, di osservare, minutamente,
3081 21| faine, gli scoiattoli, gl’istrici, gli spinosi e perfino le
3082 1 | male, che siete una persona istruita, ci credete agli spiriti?~[
3083 3 | pensiero ai tempi ne’ quali l’Italia era divisa come uno scacchiere;
3084 7 | le aquile! Basta con le Italie turrite, e via dicendo.
3085 9 | un colonnino, accanto al kepì. Com’era bello! E aveva
3086 14| le parole smozzicate sul labbro.~— È passata!~— È nel castagneto!~—
3087 10| pertica a punta di lancia e il laccio arrotolato all’arcione.~
3088 19| elegantemente intrecciati e i laccioli per stringere la cintura
3089 19| chiamarsi poemi. Una cacciatora lacera bisunta, scolorita dalle
3090 13| guaiti, agli ‘scagni’ più laceranti, agli abbaiamenti più palesi
3091 5 | le rame avevano finito di lacerare quella larva di vestito
3092 17| la voce del bracconiere lacerarsi come un singhiozzo; poi
3093 6 | notte burrascosa di marzo, lacerata dai sibili acuti, dal mugolio
3094 1 | guaito acuto, che avrebbe lacerato i timpani a un sordo.~Per
3095 12| sconosciuto dalla barba incolta, lacero e ripugnante, appoggiato
3096 11| Testamento di Martino Serrati’.~Lacerò la busta, ne levò fuori
3097 4 | nessuno, e versò la sua brava lacrima anche per la povera Gina.~
3098 8 | quegli occhi rossi tutti lacrimosi, e, adagino adagino, posava
3099 16| che sopra, senza posa, vi lagrimavano i lunghi alberi dal tronco
3100 17| ormai tuffato dietro la lama, che incupiva, come se tutto
3101 18| vento.~Così riflettendo e lamentandosi, col pelo irto, i fianchi
3102 17| Io la chiamavo; lei si lamentava; io la sostenevo così, con
3103 6 | al lume sanguigno della lampada, e i punti lucenti dei bruchi,
3104 16| ombra dei cipressi neri, lampeggiando come una fiamma contro i
3105 3 | fiamma le cose di fuori, lampeggianti sotto il sole, dietro i
3106 3 | fasciate da un cencio di lana inzuppato come una spugna,
3107 6 | parte prescelta, punse colla lancetta; e il sangue zampillò, schiumoso
3108 10| pugno una pertica a punta di lancia e il laccio arrotolato all’
3109 15| sull’ali, l’aquila maschio, lanciando a dritta e a sinistra occhiate
3110 7 | io spezzai l’incantesimo lanciandomi innanzi e liberando la gallina.~—
3111 8 | grillo vicino si provava a lanciare un cri acuto, a cui un altro
3112 8 | su e giù; e poi, con un lancio, m’appoggiava le zampe davanti,
3113 10| stazioncella perduta lungo le lande, così melanconica e ridicola
3114 8 | di cui ora incolpavo la languidezza del crepuscolo... o dello
3115 21| vinceva gli ultimi bagliori languidi del vespro violetto, e qua
3116 1 | dita invisibili; un torpore languido, un benessere un po’ doloroso
3117 15| della macchia.~L’aquila languiva.~Per quanto capace d’un
3118 10| diruminando; volse la testa lanosa a grattarsi un fianco con
3119 6 | perfino le fiamme delle lanterne vacillarono dietro i loro
3120 11| uffizio e fecero murare una lapide, dettata dal signor Proposto,
3121 3 | oste col conto, scritto col lapisse in un foglio unto, lo depose
3122 5 | finito di lacerare quella larva di vestito che gli restava
3123 14| racconti; e una folla di larve, di fate, di stregoni, di
3124 21| a valle e in ogni tronco lasciai incisa profondamente a colpi
3125 1 | affaticava a chiudere.~— Lascialo aperto; — dissi io — tutta
3126 13| urlava la voce. — Non mi lascian riposare questi assassini!
3127 10| nel buio donde era venuto, lasciandomi in asso più sbalordito di
3128 3 | dovete scendere in cantina e lasciare ai topi un conto da pagare
3129 20| una volta andai lì lì per lasciargli cascare un pugno sulla testa,
3130 3 | grazia di Dio in cantina e lasciarla lì, ai signori topi, perché
3131 11| cari parenti l’affronto di lasciarli così...~Martino ingrassava
3132 8 | lepre, e io vi prometto di lasciarvi fare ogni tanto una girata
3133 14| montanari rozzi e incaponiti che lasciassero bene avere la Betta, la
3134 7 | paralizzato dall’ammirazione, lasciata cadere la tela, mi stringeva
3135 8 | dalla bandita; ma voi mi lasciate portare, all’apertura di
3136 20| infamia delle solite.~— Voi lasciatevi servire, e poi vedrete.
3137 15| fischiando, la testa, che aveva lasciati infissi nella coscia i denti
3138 16| scoppiettare, usciva fuori e si lasciava cadere sotto il grande albero,
3139 13| senza curarsi dell’orme che lasciavano sulla neve e della scia
3140 2 | mugolando apri uno sportello laterale, donde un soffio di pioggia
3141 17| addensavano e si chiudevano, dai lati opposti dell’orizzonte,
3142 11| di civiltà” nell’America latina, «morto sereno com’era vissuto,
3143 1 | sollevare una diga: la cagna, latrando ferocemente, si scagliò
3144 8 | Nessuna risposta: non un latrar di cane, non un belo di
3145 14| tre o quattro pezzetti di latta, provocando la furia, la
3146 21| nebbie lucenti della Via Lattea, vidi fissarmi i tre occhi
3147 21| me, coi quali innalzare laudi concordi; e improvvisamente,
3148 8 | quello in cui uno ottiene la laurea o l’impiego, dopo molti
3149 9 | sulla traccia di foglie di lauro.~I salmisti, a bocca spalancata,
3150 6 | riconobbe subito i cadaveri, e: “Laus Deo!” esclamò dal profondo
3151 1 | due metri, un camino e un lavabo di marmo, che mi parvero
3152 21| in vetta a un ciuffo di lavanda, come un direttore d’orchestra
3153 1 | bidente o all’aratro; alcune lavandaie, con le braccia e le gambe
3154 12| vedete un po’ voi... io me ne lavo le mani. —~Il prete, che
3155 16| trascorresse alla svelta, e, lavorando con accanimento, il tempo
3156 19| annodati.~Un cappello, che, per lavorare, era sempre utile, [229]
3157 11| Rispose: Grazie... ho lavorato abbastanza, laggiù... e
3158 16| giocondo fervore.~In quel tempo lavorò per dieci uomini.~[192]
3159 12| nelle stive, asfissiato nei lazzaretti, costretto a rimpatriare,
3160 21| quella bella stretta di mano leale e vigorosa, ch’io vi corrisposi
3161 5 | ed era sfuggito come i lebbrosi.~Già una bile sorda, che
3162 12| quattro cani rugliavano, leccando il sangue che gli grondava
3163 18| magre, tirando di naso e leccandoselo e inumidendolo per sentir
3164 13| chiese Granfialunga, leccandosi i baffi dalla libidine,
3165 8 | sullo stomaco, e cercava di leccarmi nel viso... e io: “Giù,
3166 1 | querciolo, mentre la Diana leccava con avidità il sangue della
3167 6 | in un raggio di qualche lega, assolutamente deserto;
3168 1 | aggarettare la lepre, a legar la cagna e farla finita!
3169 17| quanto; e la cornacchia, legata a un piede della tavola,
3170 6 | ferito... perché allora, per legge, bisogna fare il referto.~—
3171 15| Il racconto, saporito di leggenda, che, asciugandomi al gran
3172 14| pauroso e frastornato di leggende; tanto più che il lume di
3173 13| posavano sui rami colla leggerezza di farfalle stanche, parevano
3174 11| signor Giuseppe, notaro, leggeva un atto, si alzava in piedi,
3175 21| Ma su quel volto io ora leggevo una nuova parola, rivedevo
3176 7 | dell’aquila?~Eppure se tu leggi gli articoli di tutti questi
3177 21| rialzavano lentamente le testine leggiadre.~»Io mangiai, con un senso
3178 21| i messali incatenati, i leggii enormi, le librerie scure [
3179 5 | ritornato? Avrebbe raccolto legna, fuscelli, pine vuote strappate
3180 9 | sentiva più nulla. Ottavio, il legnaiuolo, passandole daccanto, l’
3181 11| perduta la testa, tirò una legnata all’avversario accusandolo
3182 11| diligenziaio, al quale cavallo le legnate e la paglia avevano conferito
3183 21| che mi comprava quelle due legne, non s’era più fatto vivo;
3184 12| illividirono in una caduta di legni bruciacchiati, mentre il
3185 19| cispelloso, sciancato, lendinoso, se ne andava via a testa
3186 16| s’inclinò; venti braccia lentarono e distesero i muscoli di
3187 13| corpi snelli e neri del lenzuolo che li andava sempre maggiormente
3188 13| di piatti, seppelliva il lepraiolo e il restone, piombava sulla
3189 11| prese una busta arancione, e lesse: ‘Testamento di Martino
3190 13| fiaschi di vino, un cappone lesso che fumava e un tegame,
3191 12| venticinque anni,... ma fui più lesto di lui! —~E s’abbandonò,
3192 16| nelle barbe da qualche germe letale; e il padrone della torre
3193 9 | anche lui, sfogasse la sua letizia, tirando le funi con uno
3194 3 | nulla! È infestata alla lettera dai topi. Topi di chiavica
3195 20| simpatici.~Ma io non tedierò i lettori con uno studio psicologico
3196 17| quella nebbia che si leva quando riscalda l’aria...
3197 16| giallo di luna, ruppe da levante col mugghio d’una mandra
3198 12| e levatevi di qui...»~«Levarmi di qui?!»~«Sì.»~«Io?»~«Voi!...».~
3199 3 | in un cantuccio ombroso; levarono loro le musoliere, e posero
3200 11| destra al feltro logoro e col levarselo. In paese ne discorsero
3201 15| compiuta la strage.~Ma ecco levarsi dal basso un sibilo acutissimo,
3202 20| passi lontano da dove s’era levato, mandando il suo lugubre
3203 14| Anche il vicario, che, levatosi dal letto al baccano, era
3204 18| novellina; un profumo acre si levava dal terreno dove pareva
3205 14| mentre nuovi rumori e voci si levavano da tutte le parti, e da’
3206 8 | l’avete messo il fucile? leviamolo da quell’angolo, ché la
3207 13| chirurgo, bianchi [156] e levigati, senza una goccia di siero
3208 2 | di faina nel buio e nel lezzo di quell’antro immondo.~
3209 21| terrestri, quello della libera contemplazione sulla soglia
3210 6 | toccate da mano o scure, liberamente prolificando, avevano vegetato
3211 7 | incantesimo lanciandomi innanzi e liberando la gallina.~— Ecco! — gridai
3212 13| lui la Rossa s’agitava, liberandosi a zampate dai cuccioli irrequieti,
3213 3 | darei qualunque cosa per liberarmi da questo flagello, proprio
3214 6 | sentendosi a un tratto liberato da quell’incubo.~— O che? —
3215 4 | Finalmente Antonio si liberò della gente; la mano robusta
3216 13| leccandosi i baffi dalla libidine, alla Rossa, che stranutì.~
3217 21| incatenati, i leggii enormi, le librerie scure [240] cogli alti scaffali
3218 1 | accomodata a biblioteca, ma di libri ce n’erano pochi. [18] Legati
3219 9 | ferito, ha ottenuto una licenza straordinaria.~— Allora
3220 1 | fatta dal Valvasense, con licenzia de’ superiori e privilegio
3221 21| dalle ricordanze, ma come lieto di rivedere l’amico d’un’
3222 2 | aggraziati, sulle sporgenze lievi degli stemmi medicei; stettero
3223 18| traversavano così la parte limacciosa del prato, neri contro il
3224 21| arrugginito nelle acque limacciose del burrone; poi, con entrambi
3225 6 | diritta e cupa, che pareva limitar l’orizzonte: la macchia.~
3226 18| in una grande radura sul limitare della foresta, vicino a
3227 9 | calpestati saliva nell’aria limpida come il cristallo, si mescolava
3228 22| peculiare, è stata mantenuta la lineetta che chiude un dialogo.~ ~
3229 18| muovere in su e in giù le lingue rosse come il fuoco.~La
3230 15| occhi aveva scintillanti e lionati; le unghie, taglienti come
3231 17| avevo paura a smuovere quel liquido cruento, a tuffarci la mano,
3232 2 | livide non risposero, e il liquore gocciolò lungo il mento
3233 7 | aveva le penne raccolte, lisce come quelle d’un corvo,
3234 2 | sdrucciolando sulla mota liscia e crassa; ma la furia dell’
3235 15| latte, dalle carni tenere e liscie come quelle d’un fanciullo,
3236 18| assestatino, non pendeva un pelo; liscio, rotondo, cogli occhi sfavillanti,
3237 20| brontolando, ammonendosi, litigando fra sé...~Uno, a un tratto,
3238 2 | ridevano, tossicchiavano, litigandosi; il pappagallo chiedeva: «
3239 19| sussiego le paste a sugo e un litro di quello da moribondi.~
3240 6 | e alto qualche piede sul livello del suolo!~Intanto poche
3241 14| veloce, illuminò dei volti lividi, contratti, pietrificati.~
3242 17| Miseria mi raggiunse; era livido, affannava un po’; mi chiese
3243 16| sorgendo squallida sul lividore tragico dell’immenso lago
3244 21| un citiso, sollevarsi una locusta elegantissima, pian piano;
3245 8 | ecco la prata, dove le lodole scintillano a centinaia,
3246 5 | di sotto gli archi delle logge, gli erano addosso gli occhi
3247 11| fatto? Perché non era mica logico che stesse sull’osteria
3248 11| portare la destra al feltro logoro e col levarselo. In paese
3249 11| conferito il dono della longevità.~Chiudeva a colpo il portone,
3250 10| udivano bufale muggire, lontane, alla notte imminente; e,
3251 6 | riposavano, e, giù in fondo, lontanissima, una linea diritta e cupa,
3252 16| sommesso che pareva un gemito lontanissimo.~Tutti ristavano, a distanza
3253 15| sul sole, che scompariva, lottando, in mezzo a valanghe di
3254 7 | bene sulle Crocifissioni di Luca della Robbia, ma non starebbe
3255 3 | Aretini aggrediscono: i Lucchesi rubano; a Siena mi hanno
3256 2 | illuminando il sentiero luccicante come [35] uno specchio,
3257 16| sciogliendo la neve e facendo luccicare una perla oscillante a ogni
3258 13| occhio che, in quel buio, luccicava simile al fuoco fatuo nella
3259 7 | avessero perduta perfino la lucentezza, il capo senza il solito
3260 8 | trema la mano a reggermi la lucerna... ma anch’io, credete,
3261 21| cartapecora, illuminate da lucerne a tre fiamme, l’erba dell’
3262 8 | tutto schiacciato a uso di lucertola, e rimaneva così... Allora
3263 3 | avete fatto a noi; e Santa Lucia benedetta mi secchi tutti
3264 3 | basto a chiodi d’ottone, lucidati con la polvere rossa de’
3265 15| riscuoterli.~Lastre alte di lucido vetro s’erano accostate
3266 1 | d’argentee [17] tracce di lumache, mangiato, rosicato rabbiosamente
3267 19| nelle belle mattine gelide e luminose fosse passato a coprire
3268 7 | gemme contro cieli d’una luminosità bizantina, ed ogni cosa
3269 21| quando, da uno spiraglio luminoso, che si apriva, in fondo,
3270 10| diritti serpeggianti [121] lunati, dal muso nero, dalla stella
3271 5 | rendevano così truce, i capelli lunghissimi; ne aveva avuto tutto il
3272 1 | immobile per sempre, col collo lunghissimo proteso verso la porta,
3273 19| mangiatoia una manata di lupinella e averli abbeverati, andò
3274 1 | Quando però s’avvide che io, lusingato dalla descrizione che della
3275 6 | tutta quella vegetazione lussureggiante, e la fosca guida, con la
3276 3 | scrollando le sonagliere lustre di ottone, per le quali
3277 7 | ciuffo ritto e gli occhi lustri d’una bramosia la quale
3278 5 | cucina, col viso accerito e lustro, in mano la penna di falco
3279 21| ripulendomi alla meglio le mani macchiate, quando, da uno spiraglio
3280 10| il romore, e, mentre la macchina si rimetteva in moto, e
3281 8 | correre fra le scope, lungo i macchioni, dentro la palina... A un
3282 5 | medico, il farmacista e il macellaio, spingendosi l’uno coll’
3283 5 | riaccendendo il sigaro; il macellaro, grattandosi la testa, fecero
3284 7 | vero ‘ falcone ‘ col petto maculato di giallo e di nero come
3285 18| alberi sotto le cortecce madide, stillava in lacrime da’
3286 15| bene non raggiungesse le maestose proporzioni d’un’aquila
3287 14| chiarezza, in mezzo al cupo e maestoso silenzio delle montagne
3288 1 | dormirci, lassù al castello, magari con Foffo e la cagna...
3289 9 | petali bianchi di rose maggesi, veniva lo stendardo [111]
3290 | maggior
3291 14| come si fa sempre, alla ‘maggioranza’, mi posi lo schioppo a
3292 | maggiore
3293 | maggiori
3294 13| lenzuolo che li andava sempre maggiormente avvolgendo, la Rossa si
3295 8 | Venti d’agosto...”~La frase magica mi frullava per il cervello,
3296 19| pugno a braccio teso, a maglio, capace d’accoppare un vitello.~
3297 3 | che volete? ho una cantina magnifica, ariosa, fredda come una
3298 1 | circondavano, una specie d’arringa, magnificando le proprie qualità, e anche,
3299 6 | macchia; in quelle tenebre magnifiche trova un compagno, un favoreggiatore,
3300 13| al viottolo, coi fianchi magri ansanti sotto il pelame
3301 1 | chilometri in mezzo a strade malagevoli e oscure; tanto valeva,
3302 17| dava alla testa; mi avanzai malamente verso il buio del canneto,
3303 6 | possessioni da altri eventuali malandrini, e ammazzano le spie. Ma
3304 2 | carta, si chinava sulla malata, trascinandosi carponi sulle
3305 1 | masticare la semola, di malavoglia. Noi chiudemmo l’uscio,
3306 2 | vicendevolmente con aria malcontenta.~Come eran giunti vicino
3307 12| non nascose una smorfia di malcontento; poi, con un sorriso acerbo,
3308 18| annusandolo) tu puzzi d’uomo, maledettamente...~— Ti giuro...~— Perché
3309 12| secco d’una schioppettata. Maledetti! Mi avevan tagliato la posta.
3310 14| vecchia sospetta [164] di maleficio; e che un’esemplare condanna,
3311 10| di me; mi colse quel vago malessere che hanno tutti coloro i
3312 2 | pericolante sulle sale malferme, da cima a fondo; le scimmie
3313 | malgrado
3314 2 | soma grottesca dei suoi mali, scrutando disperatamente,
3315 14| vecchia Betta, incolpata di malia, e ripetevo a me stesso
3316 14| allora si tratta di spiriti maligni?~— Eh, capirete... se girano
3317 1 | l’avete vista con che malizia cercava la lepre? Sapeva
3318 14| avessero, per avventura, malmenata o anche uccisa qualche povera
3319 2 | chiamando la sua donna per nome, maltrattandola anche, perché non rispondeva;
3320 10| coda fra le gambe, era di malumore, e non cacciava più.~Intanto,
3321 5 | la coccola di ginepro, la malva?~— No, andate pure; non
3322 15| altro, perché troppo vorace, mancando ormai, per l’inclemenza
3323 9 | ma quasi subito si sentì mancare. vacillò e cadde come un
3324 4 | È di molto, dunque, che mancate di Toscana?~— Lo lascio
3325 17| sposai fu annata buona, e mance se ne fecero a bizzeffe;
3326 17| Finalmente persi la voce; mi mancò la forza; cascai giù nella
3327 1 | Ah!, — e dentro di me mandai una... benedizione a quel
3328 7 | dipingi questo soggetto e mandalo al ‘Salon’ con quel titolo! —~
3329 5 | anch’io! Ecco perché mi mandan via; ecco perché non mi
3330 20| lontano da dove s’era levato, mandando il suo lugubre grido.~[234]
3331 11| attentamente, poi si riservò di mandarli a chiamare quando avesse
3332 11| il portone, poi dava la mandata a chiave, e dopo aver fatto
3333 13| Granfialunga. — Ma ci hanno mandato a male tanti desinari, gli
3334 1 | riflesso che, dalla stalla, vi mandava il lanternino lasciato acceso.
3335 5 | borro della Bifonica, e si mandavan le [71] cicale al mulino,
3336 2 | grossi recipienti oleari, che mandavano un suono fesso, profondo
3337 1 | cinque minuti la Diana vi manderà su l’animale! —~E guardava
3338 19| pertica da bacchiare le mandorle, finché una bella sera,
3339 16| levante col mugghio d’una mandra di tori.~Michele balzò dal
3340 18| lungo i torrenti e tappa le mandre nei presepi fumanti, che
3341 16| per tutto il giorno, da mane a vespro, allorché Michele
3342 12| rimpatriare, a ritornare verso le manette o verso la fame... Tutti
3343 16| Michele, ohe! Michele! Eppure mangi del mio! Cosa ho da fare?
3344 21| le testine leggiadre.~»Io mangiai, con un senso stranissimo
3345 13| alle case...~— E i cani ci mangiano!~— Adagio! Prima di tutto,
3346 1 | che qualcuno l’aiutasse a mangiarli; e così via, finché io,
3347 18| non era buono neanche da mangiarsi! e per protestare contro
3348 3 | consumata ogni cosa. Mentre mangiavano il formaggio, si avvicinò,
3349 3 | signori topi, perché se la mangino tutta, tutta, tutta.~— E
3350 12| nulla,... perché io non mangio altro... —~E respinse la
3351 16| nella sua contemplazione di maniaco, finché s’alzava, maledicendo,
3352 19| tirava, per sfilarla, una manica della giubba, e, subito,
3353 19| accompagnandosi in cadenza coi manichi dei coltelli sopra i bicchieri.~
3354 7 | lui dipingeva, con la sua maniera larga e comprensiva, vette
3355 20| lui una bestia, perché non manifestava il dolore, non sentiva nulla.
3356 2 | armata d’un ciottolo la manina bruna, picchiavano disperatamente
3357 1 | collezione, scompagnata e manomessa, della Storia generale dei
3358 20| a spirali concentriche, mantenendosi in una colonna d’aria scrupolosamente
3359 18| il segreto del covile, a mantener la parola e a dare aiuto
3360 20| un volo diritto, e, per mantenerlo tale, lo eseguisce a spirali
3361 22| ortografia peculiare, è stata mantenuta la lineetta che chiude un
3362 21| inginocchiarsi, adorando, una mantide; e una blatta, dal corsaletto
3363 12| fra sé la preghiera: «In manus tuas, Domine…»~La Betta,
3364 21| 247] »Ora lo stupore, la maraviglia m’inchiodavano con la faccia
3365 15| pianura gialliccia ardeva maravigliosamente, fino ai lontani confini
3366 21| commozione destata in me dal maraviglioso racconto del frate e alzai
3367 12| seguito da’ suoi uomini, marcando il passo pesante con un
3368 5 | segni coi quali sogliono marcare i vagabondi che si confidano
3369 5 | traverso i boschi che l’avevano marcato dei segni coi quali sogliono
3370 14| non conosco altri che il Marchesino...! —~[174] Ma Tonio scrollava
3371 16| golpe entrò nel grano, e ne marcì gli steli; [194] nebbie
3372 5 | paese; ma io ci resterò, a marcio dispetto di tutti; o farò
3373 17| ninfee, tronchi d’albero marciti, il forteto, tutto pruni
3374 18| terreno dove pareva che il marciume delle barbe e delle ramaglie
3375 12| tutto, nelle macchie delle maremme, sull’oceano, nell’America
3376 6 | solo...~[76] — Va’ di là, Marianna; fammi per piacere, un po’
3377 6 | continuamente, come l’acque marine, davanti alle coltivazioni,
3378 20| per il cinismo della loro marioleria, finiscono pur troppo per
3379 13| fila sui bastoni sognando i mariti ciondoloni dai beccatelli,
3380 13| pochino.~In quella poltiglia marmata i volpacchiotti cacciavano,
3381 1 | sigari vennero posati sui marmi de’ comodini; la cagna ficcò
3382 21| tunica rossastra e il volto marmoreo.~Ma su quel volto io ora
3383 8 | quel po’ di vestituccio marrone, veniva di carriera a incontrarmi;
3384 12| gendarmi, mangiando ghiande e marroni crudi... Era morto, anche
3385 17| mentre nel cervello mi martellava quella brutta parola detta
3386 3 | bene e che funzionasse la martinicca.~— Eh, lo so: — rispose —
3387 17| reggere, a rianimar quella martire col fiato che ci consumavo...
3388 21| bosco le lepri, i tassi, le martore, le faine, gli scoiattoli,
3389 6 | una notte burrascosa di marzo, lacerata dai sibili acuti,
3390 12| disperato che si strappi la maschera, e disse al prete:~— Iddio
3391 18| con l’abitudine i burroni mascherati da parapetti di ghiaccio
3392 14| in cui io uccisi il gatto mascherato, era stata trovata morta
3393 5 | nel loro interno: vide le massaie affaccendate [66] intorno
3394 7 | simbolismo così necessario alle ‘masse’... Che cosa vorrebbero
3395 3 | traini carichi di fascine, di masserizie, ma per lo più di terrecotte,
3396 17| noi, e, aprendo il becco massiccio, cacciò tre volte il suo
3397 21| o la zampa, ascoltavano, masticando quieti, — i piccoli occhi
3398 1 | mangiatoia; poi si mise a masticare la semola, di malavoglia.
3399 21| aereo, impalpabile, quasi materiato di polvere di stelle o di
3400 10| treno, che avevo una paura matta di perdere!~[124] Ma il
3401 9 | case in quella prodigiosa mattinata; da tutti gli sbocchi accorrevano
3402 16| una duplice fila di grano maturo dalle spighe inclinate come
3403 11| tasca e nella destra la mazza col pomo all’ingiù, a passo
3404 1 | se gli avessero dato una mazzata sul capo — notate bene,
3405 9 | ragazzi, donne, operai; i mazzieri, in cappa azzurra, si davano
3406 19| subito, con precisione meccanica, senza mutar posizione,
3407 1 | zampe magre, che battono meccanicamente i mattoni; la bava, che
3408 9 | veli bianchi, colle grandi medaglie dell’Immacolata che battevano
3409 | medesime
3410 | medesimi
3411 22| didattici: détte > dette; medícei > medicei; piòli > pioli,
3412 3 | aggraziati e d’un bello stemma mediceo sulla curva del pancione
3413 6 | dottor Favilli, uno dei medici condotti di Grosseto.~Alla
3414 17| arrivato, che avessi avuto le medicine e ogni cosa, la notte aveva
3415 6 | sgorgare il sangue; poi medicò, compresse, fasciò, ordinò
3416 7 | modo a giustificare tutti i mediocri monumenti che da ogni parte
3417 14| incitato dal favore d’una meditazione interna; dietro di me era
3418 14| capre, di nottoloni, e di megere, a cavallo della scopa tradizionale,
3419 10| perduta lungo le lande, così melanconica e ridicola con la sua tettoia
3420 1 | intelligente, girare i grandi occhi melanconici, già velati dalla morte;
3421 8 | sentirmi discorrere così mellifluo, rimasi imbecillito, cascai
3422 16| grugnendo e rivoltolandosi nella melma della pozzanghera, che alle
3423 21| raggiunto dovunque dalla melodia infinita ch’empieva di sé
3424 1 | doloroso invase le nostre membra affaticate; i vapori del
3425 1 | atterriti le peripezie di quella memoranda notte, termina sempre additando
3426 14| delle Carbonaie, perché mena a quei cumuli di terra sotto
3427 1 | e con la scarpa ferrata menai un calcio alla porta, un
3428 13| urlano come disperati al menomo romore sospetto.~ ~* * *~ ~
3429 1 | le finestre secentesche a mensoloni, appiccicate sull’architettura
3430 5 | erba di San Giovanni, la menta, la coccola di ginepro,
3431 11| qualche pelo già bianco.~La meravigliata indignazione di quella pupilla
3432 4 | sigaro che tirava invece meravigliosamente, scrutando di sottecchi
3433 7 | Però il pellicano...~— Meraviglioso simbolo d’eroismo cristiano,
3434 4 | America, aveva fatto il mercante di bovi; e degl’Indiani
3435 3 | ricco sfondato, e, se la mercanzia gli garba, vi darà una bella
3436 2 | cielo davanti ai poggi da Mercatale e Cerbaia, guadagnante rapidissimamente
3437 | mercé
3438 16| forse non le sentiva.~Nei meriggi afosi, quando l’aria trema
3439 4 | dubitate, lo tratterò come si merita. —~Uscirono mogi mogi. La
3440 1 | indugiandosi specialmente sui meriti della cagna, della quale
3441 1 | e ho sentito frullare un merlo... Vuoi un sorso di cognac?~—
3442 12| avidità da far paura, e si mesceva da sé il vino gagliardo
3443 3 | pane e il prosciutto, e si mescevano il vino rosso, frizzante
3444 7 | il mio amico cominciò a mescolare sulla tavolozza le tinte.~
3445 10| continuo, nel quale eran mescolati, attutiti dal mio respiro,
3446 9 | limpida come il cristallo, si mescolava ai mille odori di vivande
3447 5 | dal servo che recava il messale, i contadini stropicciarono
3448 21| inginocchiatoi con sopravi i messali incatenati, i leggii enormi,
3449 1 | parevano immense casse funebri messe per ritto; e, per un’altra
3450 17| prima di salire in treno, mi messero in mano due monetine d’oro,
3451 12| Pare da un cacciatore di mestiere...~— O perché?~— Questo
3452 21| muovere, di sotto a ventri metallici, qualcosa, come un arco
3453 1 | striscie brillanti come il metallo, ed era schifosamente costellato
3454 17| avvicinava alla capanna, mettendo una chiave nella toppa sgangherata
3455 17| urlava e sciacquava lontano, mettendomi addosso una melanconia da
3456 8 | dicendo; e non aveva finito di metterci i piedi, che... baiii! baiii!
3457 7 | Barberia, mi disse:~— Oggi metterò mano ai pennelli: la linea
3458 8 | porta Bistecca nella stalla; mettigli un po’ di crusca davanti
3459 1 | arrivano i forestieri, li mettono sull’avviso; e quelli non
3460 17| palude, piegando le canne già mezze coperte; il picchetto e
3461 7 | che assentire con tutti i mezzi di cui potevo disporre.~
3462 1 | imitai insuperabilmente il miagolio e il soffiare d’un gatto
3463 21| incanto l’intricatissima selva microscopica, che vegeta al piede dei
3464 16| fremesse per entro la vasta midolla, cercando di sprigionar
3465 9 | parato d’oro e di verde dalle migliaia di ginestre in fiore.~Un
3466 18| tratto libero, per qualche migliaio di metri.~Si sentiva l’orrendo
3467 12| servirsi, allora, d’un fucile migliore! O non vi preme il viso
3468 19| gocciola, si vestì dei panni migliori, e, aspettato il crepuscolo,
3469 6 | un mal di petto... Qui mignatte non ce ne sono, e non c’
3470 16| nuvole, e insieme spolverò la mignola fitta dai grandi olivi contorti;
3471 11| celeste e si grattò col mignolo della sinistra la testa.
3472 1 | parete.~Le nuvole, a stormi, migravano immani per il cielo sconvolto,
3473 1 | disordinati del cuore, la milionesima ‘padella’, mentre l’abbaiare
3474 19| a due petti, tuniche da militare, cappotti da fanteria o
3475 12| uscì, dopo aver salutato militarmente, seguito da’ suoi uomini,
3476 8 | occhio e mi guardò — campassi mill’anni non sarà mai possibile
3477 17| voi, signorino, erano tre ‘milordi Inghilesi’! Senza tanti
3478 13| volevano forse essere offese e minacce.~Granfialunga, felice dell’
3479 5 | rientra nell’ovile sotto la minaccia dei lampi, si precipitarono
3480 15| minuscola serpe agitarsi minacciando, sfidar, tracotante, la
3481 1 | comprano; e così i padroni minacciano di vederselo andare all’
3482 13| riso offensivo e i due cani minacciavano di spezzare il guinzaglio
3483 3 | tutti i sensi, avanzando minacciosamente fra mezzo alla santa quiete
3484 18| che, di grazia, della tua minestrina da convalescenti? aspetta
3485 5 | adagio, distinse il vecchio ministro, grasso, impassibile come
3486 1 | paglia era polverizzata, minuta; non c’era verso di fare
3487 7 | istintiva, di osservare, minutamente, la ferocia aristocratica
3488 17| zoppicon zoppiconi, beccando minuzzoli e rifacendo la nostra voce.~
3489 13| forte.~Granfialunga prese di mira un fabbricato rossiccio
3490 1 | quale raccontava vita e miracoli, come farebbe un cerretano,
3491 14| dalle forme bizzarre.~Senza mirare, d’imbracciatura, diressi
3492 1 | inforcatura bassa d’un pesco, mirò e sfracellò il capo alla
3493 18| pareva anche più secco, più miserabile che mai; ma non istette
3494 12| seminario a Firenze.~— Dio di misericordia! O da chi fu ammazzato?~—
3495 1 | e per terra, scritta dai missionari e illustrata con rami originali,
3496 14| nero; e s’inabissarono nei misteri del bosco.~La luna, riaffacciandosi
3497 15| Un giorno essa scomparve, misteriosamente come era venuta; né mai
3498 13| tirò indietro, prese la misura e il tempo, e schizzò sul
3499 12| di fronte all’altro, si misuravano con degli sguardi d’un’eloquenza
3500 14| vendetta.~Intanto la paura, mitigata da quel sentirsi stretti
3501 19| allungandosi ed accorciandosi a mo’ d’un soffietto di organino,
3502 15| mostrava sopra il velluto mobile della foresta, tutte le
3503 13| qua un po’ in là gli occhi mobilissimi e, finalmente, videro le
3504 7 | intellettuale delle razze moderne disperatamente in traccia
3505 12| salottino, che dava sopra il modesto orto della parrocchia, sussurrò,
3506 5 | aprì, facendo trillare in molesto modo il vecchio campanello
3507 3 | fresco delizioso, un’ombra molle, che faceva apparire di
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