Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Ferdinando Paolieri
Novelle toscane

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-allib | allon-bisun | biszi-condu | confe-dorme | dormi-ghita | giacc-intes | intie-molle | mollu-piang | piani-resis | respi-scagl | scagn-sopru | sorbi-testi | testo-zucca

                                                grassetto = Testo principale
     Novella                                    grigio = Testo di commento
3508 1 | schifosamente costellato di quei molluschi. Tutta questa roba, che 3509 | molte 3510 18| sempre in linea retta per moltiplicare gli ostacoli ai cacciatori 3511 14| silenzio profondo della notte, moltiplicato da tutte le insenature della 3512 7 | vedendoci confusi fra la moltitudine vociante e pigiata contro 3513 7 | forza degli ideali, per le moltitudini è nel simbolo e che non 3514 12| sonno...~Fu in una sosta momentanea della buriana che all’uscio 3515 15| traballando e chiamando la madre, momentaneamente lontana.~In alto, ferma 3516 21| scomparso. Udivo la voce dei monaci cantare dentro la cripta 3517 21| tranquilla serenità che spira nei monasteri, le piccole celle austere, 3518 4 | due vasi di basilico; un monello sgambettò, cantando.~Dal 3519 17| mi messero in mano due monetine d’oro, e chi s’è visto, 3520 5 | fondo a una fodera l’ultime monetucce annodate in una pezzola, 3521 2 | udiva più che il ticchettar monotono delle gocciole dalla tettoia 3522 17| cavalli, bell’e sellati: si monta su, e via nel forteto. Era 3523 7 | voluto la sua parte, e il montanaro ci ha rimesso un dito.~—  3524 6 | pareva un fauno antico.~Montarono; il dottore fu messo nel 3525 11| sonnambula; parecchi erano montati ritti perfino sui panchetti 3526 10| Nessun pericolo, perché era montato; e, poi che volava addirittura 3527 2 | ai pioli, la scaletta, la montò, l’aprì, l’appoggiò alla 3528 18| sicura, qualche coscia di montone dal sapore dolce e acre, 3529 7 | giustificare tutti i mediocri monumenti che da ogni parte s’innalzano 3530 13| bosco, muto come un immenso monumento di marmo bianco, sotto la 3531 20| occhi una benda, non acceca moralmente, non gira su se stesso, 3532 14| distanza, tutta fasciata da un morbido, cupo, mobilissimo velluto 3533 16| quercia buona, che dava pane morendo, come aveva dato consolazione 3534 5 | non gli restava altro che morir di fame, aveva voluto rivedere, 3535 12| se ne seppe più nulla... Morirono anche i miei, dal dolore; 3536 7 | questa gabbia, dove prima che morisse stava una lupa...~— Feroce?~—  3537 21| dei pini scricchiolanti e mormoranti, che gettavano al vento 3538 16| per mille foglie, con un mormorar sommesso che pareva un gemito 3539 16| del vento tra i rami, che mormoravano in fretta qualche cosa di 3540 5 | catena; gli parve che un mormorio sordo, indistinto, simile 3541 18| faceva sentire più atroci i morsi lunghi e rabbiosi della 3542 15| coscia i denti del veleno mortale; finché l’uccello gigantesco 3543 7 | Io stentavo a seguirlo, mortificato e in silenzio, dolente di 3544 6 | supini, fulminati a colpi di moschetto; nel pugno stringevano ancora 3545 8 | accadere...~Smontai, con una mossa energica, quasi a scacciare 3546 4 | spezzarsi; ora il vecchio si era mosso, e si avviava pian piano 3547 21| cervello come l’odore del mosto o delle gaggie; e gli occhi 3548 19| al suo posto, ma ignudo, mostrando tutta la sua oscena intimità 3549 11| destra, aprì un cassetto e mostrò agli eredi sbalorditi un 3550 14| affondando tal volta nel moticcio giallo, incespicando in 3551 2 | bertucce e di pappagalli.~Motivo per cui i ragazzi del borgo, 3552 16| protendendo i colli, movendosi in tondo come fossero in 3553 12| disperati alla Betta che non si movesse, per carità...~Come, finalmente, 3554 6 | dottore e il brigante si movevano addirittura sopra un intreccio 3555 10| occhi, finché, sentendomi mozzare il fiato, e le gambe pesarmi 3556 1 | battesse negli occhi; i [22] mozziconi dei sigari vennero posati 3557 2 | enorme calore emanava da quel mucchio di miseria; un alito di 3558 1 | venne fuori un gran puzzo di muffa; il cavallo tossiva; la 3559 1 | ringhiava; ma fiutava l’aria muffita col naso mobilissimo, e 3560 10| indietro, ogni tanto, a mugghiare.~Si fermò diruminando; volse 3561 19| strada azzurrognola, i bovi mugghiarono, già nelle stalle, e Gosto, 3562 16| luna, ruppe da levante col mugghio d’una mandra di tori.~Michele 3563 10| viola; si udivano bufale muggire, lontane, alla notte imminente; 3564 8 | ridere); poi principiava a mugolare, piangeva... capite? piangeva 3565 1 | ragazzi, cani rispondevano con mugolii e ululati; i contadini, 3566 6 | lacerata dai sibili acuti, dal mugolio disperato d’un vento piovorno 3567 18| diritti.~— Ma, fratello — mugolò il Rosso stupito — tu ritorni 3568 5 | mandavan le [71] cicale al mulino, dagli ontani, su quel 3569 19| spalancata la [226] vetràge multicolore della sala terrena, si fermò 3570 21| popolata di piccoli esseri multicolori, mentre l’ombra vinceva 3571 7 | più: ma il giorno dopo mi munii di una sportellina piena 3572 1 | pronto! —~Quindi il fattore, munito d’un lume (era ormai notte 3573 1 | caricò il fucile con la munizione più grossa. —~Il cavallo 3574 5 | stelle come il grano; senza muovermi io, che cominciavo a correr 3575 1 | Piantatevi costì; non muovetevi, e fra cinque minuti la 3576 16| lago gialliccio, che ora si muoveva lento, quasi trasportasse 3577 16| infisso nelle pietre della muraglia, tirava l’acqua, appendeva 3578 11| un bell’uffizio e fecero murare una lapide, dettata dal 3579 11| giovine faceva il maestro muratore e guadagnava bene, ma se 3580 17| appoggiato a un tallo di musco color di ruggine.~Distinguevo 3581 16| lentarono e distesero i muscoli di bronzo nel conato estremo, 3582 21| Il concerto musicale~ ~ ~Quando ebbi finito di 3583 21| parziali, poi, tutti insieme, i musici partirono con impeto irresistibile, 3584 3 | ombroso; levarono loro le musoliere, e posero in quella vece 3585 4 | la guardia si torceva i mustacchi grigi, dando nel gomito 3586 11| portava che la camicia e le mutande, e con un vastissimo cappello 3587 19| precisione meccanica, senza mutar posizione, irrigidito com’ 3588 22| í) e sulla u (ú) si sono mutati in gravi (ì, ù).~Poiché 3589 19| profondo. Ogni settimana ne mutava una: cacciatore, giubbe 3590 15| all’ingiù, un gran mare mutevole d’azzurro, che diventava 3591 15| ferire i vapori densi e mutevoli, nei quali il grande uccello 3592 9 | equilibrio, li sollevavano per le nappe rilucenti con una cura ridicola 3593 19| la cintura all’inglese, narrava la storia d’un’eredità passata 3594 16| affacciandosi verso il sole nascente, vide venirsi incontro uomini 3595 5 | sole e mi posavo quando nasceva la luna; obbligato a stare 3596 3 | gli zoccoli, e i ragazzi nascevano a occhi chiusi...»~Un bel 3597 7 | più forte dell’altro per nascondere la propria impotenza, che 3598 12| più disfatto: — Perché nasconderlo, — disse — perché tacere 3599 14| semplice fantasia dovesse nascondersi negli strani racconti che 3600 14| fredda di nebbia luminosa che nascondeva le stelle, pareva ascoltasse 3601 13| dimenticavo che i leprotti nascono di gennaio e noi siamo sempre 3602 12| turbata del pievano, e non nascose una smorfia di malcontento; 3603 9 | loro sul petto, sospese al nastro di seta celeste, strisciando 3604 15| covò i suoi tre formidabili nati; de’ quali uno uccise, perché 3605 21| tradivano ancora la fierezza nativa.~— Tu?... voi?... —~Io non 3606 12| appoggiata a dei contrafforti naturali di macigno, tremava come 3607 7 | all’albergo e di sfogarsi, naturalmente, con me.~Ma arrivati all’ 3608 15| di sangue, dove il sole naufragava, gettando tutt’e due, a 3609 19| e con immense sgorature, nauseabonde, oleose, da per tutto.~Ugo, 3610 20| perché il sole, che ora navigava a mezzo cielo, gli batteva 3611 8 | paline, sull’albeggiare nebuloso degli olivi tra la foschia 3612 2 | i monelli sono le mosche necessarie, in tutte le parti del mondo.~ 3613 7 | contro il simbolismo così necessario alle ‘masse’... Che cosa 3614 15| bosco si dettero la voce; negarono all’aquila il consueto diritto 3615 18| profondo, qui? È inutile che tu neghi... lo riconosco... è il 3616 1 | buio e silenzioso; forme nerastre, alberi senza dubbio, si 3617 15| possente; le ali, vaste e nerborute.~Nimica d’ogni società, 3618 1 | abbiatevene a male, un po’ ‘nervastenici’, non ci son più venuti, 3619 1 | sente; e i padroni, gente nervosa, capite? gente di città, 3620 14| occhi sbarrati, i gesti nervosi, le parole smozzicate sul 3621 6 | striscia di porpora tagliava netto in due parti il buio della 3622 1 | fece piovere in terra una nevicata di calcinacci... Ma la porta 3623 13| aperto sul turbinio del nevischio si distingueva un pezzo 3624 15| cappe rance”.~Sulle branche nevose la luna accendeva riflessi 3625 3 | muli, cantando l’ottava del Niccheri e segnando la cadenza con 3626 1 | statua di guerriera, in una nicchia sul pianerottolo; poi seguitai 3627 9 | curato, facendosi vento col nicchio, s’affrettò verso la collegiata, 3628 5 | arrampicava sui pini a togliere i nidi. Perché non ci sarebbe ritornato? 3629 13| di topolini fangosi che nidificavano a dozzine fra le barbe delle 3630 4 | un anno in carcere per ‘nikilista’; e di quando, in America, 3631 15| ali, vaste e nerborute.~Nimica d’ogni società, viveva con 3632 17| scrio, sangue vivo! Erbe, ninfee, tronchi d’albero marciti, 3633 4 | messo dentro tante rarità: ninnoli, frecce, dei revolvers magnifici, 3634 11| coi piatti e ogni cosa.~I nipoti intorno al letto, lo circondarono, 3635 16| gabbia, muggendo lungo, nitrendo acuto alla morte, che sentivano, 3636 16| 186] Ma una quercia aspra, nocchieruta, gigantesca, tutta fronde 3637 18| bell’e scodellato! ti fa un nodo qui allo stomaco come se 3638 8 | anno preciso ero tornato a noleggiare per arrampicarmi fino alla 3639 3 | questa strana stirpe di nomadi hanno, ora, un campo ristrettissimo 3640 1 | così, se una casa ha la nomea d’essere invasa dagli spiriti, 3641 22| La -î dei plurali dei nomi e aggettivi in –io è stata 3642 | nonché 3643 3 | foglio unto, lo depose con noncuranza sulla tavola, parlottando.~ 3644 | Nondimeno 3645 12| questi di chi sono?»~«Ma, nossignore, si sono accodati dopo...»~« 3646 14| delle finestre mettevano una nota abbagliante di chiarezza, 3647 12| usciva da casa senza farsi notare, e, imbacuccata in uno scialle, 3648 11| quello, su per giù, che dai notari si va a far tutti... a depositare 3649 21| acutissima, slanciava le note dell’Angelus per tutta la 3650 4 | del fico parve rattristare notevolmente Antonio; si ricordò delle 3651 10| finalmente, mi rincorò il noto fischio di Beppe; e, mentre 3652 12| la Betta. —~Il brigadiere notò la voce turbata del pievano, 3653 20| qualche cosa — denaro, potere, notorietà — si butta a capo fitto 3654 13| interrompere le loro abitudini di nottambuli impenitenti e a scappar 3655 12| destino, proprio con questa nottata, che noi dovessimo battere 3656 14| di stregoni, di capre, di nottoloni, e di megere, a cavallo 3657 1 | quel chiacchierone, che, novantanove su cento, mi aveva messo 3658 18| prode tutte verdi d’erba novellina; un profumo acre si levava 3659 16| perla oscillante a ogni ramo novello.~Allora il fiume schiantava 3660 17| quattrini sparivano; guadagni novi non se ne facevano, e di 3661 15| un inverno terribile; il novilunio aveva illuminata la campagna, 3662 19| dallo spettacolo di quella novissima meraviglia.~La faccia camusa, 3663 11| scadevano si può dire le nozze d’argento colla morte.~L’ 3664 17| pedata. Mi apparve una stanza nuda, senza letto, senza una 3665 16| tronco rugoso con le braccia nude color del bronzo — bisognava 3666 14| col collo e le braccia nudi, gli occhi sbarrati, i gesti 3667 | null’ 3668 6 | Tiburzi in poi, superò il numero di tre o quattro.~Costoro, 3669 18| col pelame ravviato per numerose mangiate di polli strappati 3670 3 | utomòrbidi’, — gli raccomandò la nuora, giovine rubiconda e dispettosa, 3671 1 | avete veduta? pareva che nuotasse; faceva innamorare! E badate 3672 7 | deboli, indifesi...~— Si nutre di serpenti (ecco un altro 3673 7 | sangue per la terra che l’ha nutrito, ma, se è possibile, deve 3674 14| cirro, un di quei fiocchi di nuvola che non si sa donde vengano, 3675 20| stoppia; poi dal terreno; la nuvolata nera s’alzò improvvisa, 3676 14| cielo veleggiava ormai di nuvolette errabonde); e dal sentieruolo 3677 6 | con minor violenza; ma i nuvoloni si facevano più vicini alla 3678 18| la luce diaccia d’un’alba nuvolosa, quando (prima fra tutti 3679 8 | esser da lepre, dei cani obbedienti come Stellino non ne avrò 3680 3 | di notte, né della ‘manoobbligatoria.~I muli, a gubbie, come 3681 21| inutili e d’imperdonabile oblio.~Così questi sentimenti, 3682 15| bramosia insieme, si scagliò obliquamente verso una radura, incontro 3683 1 | bellissimi; quindi una sala oblunga con un trucco, di cui il 3684 19| Padron Gosto non ebbe occasione di rivedere il contadino 3685 20| a vederle stralunare gli occhiacci gialli nelle convulsioni 3686 20| che piantargli un paio d’occhiali sul becco, per farne un 3687 13| il masso delle fate.~Ma occorreva mangiare! Era di carne tiepida 3688 10| un caso come quello che è occorso [125] a voi... Ma venite 3689 11| provarono a chiedergli se voleva occuparsi delle faccende dei poderi...~ 3690 2 | di puzza ardente, crassa, occupava sensibilmente l’angusto 3691 12| macchie delle maremme, sull’oceano, nell’America lontana, dove 3692 15| avvicinarsi della morte.~Oche biancastre; gru, ridicole 3693 | od 3694 16| e profondo, come si può odiare in una persona il nemico.~ 3695 16| ma solo. Da allora in poi odiò il fiume d’un odio feroce 3696 9 | cristallo, si mescolava ai mille odori di vivande buone, che esalavano 3697 18| faceva quei meandri tiepidi e odorosi di umidità come caverne.~ 3698 6 | dite su!~— Ecco; ma non offendetevene, noi s’intende di pagarvi 3699 13| bianchi affilati ad un riso offensivo e i due cani minacciavano 3700 13| che volevano forse essere offese e minacce.~Granfialunga, 3701 5 | pagliaio, a colpi di bastone, offrendo le braccia per segare quando 3702 11| giacché erano in tanti, d’offrir loro la cena al paesano 3703 14| della vertigine, e che mi offriva un bersaglio biancastro.~ 3704 1 | parco; non distinguevo gli oggetti, in quella confusione, e 3705 | ognuna 3706 | ognuno 3707 2 | enormi dei grossi recipienti oleari, che mandavano un suono 3708 19| sgorature, nauseabonde, oleose, da per tutto.~Ugo, impiegato 3709 2 | i monti, i boschi, gli oliveti via via sempre più prossimi, 3710 16| o tra le schiere degli olmi, a’ quali s’abbarbicavano 3711 20| modo che l’avrei potuto oltrepassare d’un salto.~Quando vi giunsi, 3712 18| sovrabbondanti acciocché il corpo non oltrepassasse mai quel periodo di digiuno 3713 15| l’ultimo capretto aveva oltrepassato la soglia del nido funesto, 3714 7 | avergli dato un dolore.~Si oltrepassò così il cancello e, invece 3715 9 | coll’ostensorio sotto l’ombrellino giallo, preceduto da due 3716 3 | tirarono i muli in un cantuccio ombroso; levarono loro le musoliere, 3717 6 | qualche disertore, qualche omicida per vendetta si alla 3718 5 | Avere sulla coscienza un omicidio di quella fatta; avere assassinato 3719 1 | proteso verso la porta, l’onda dei lucidi crini disfatti, 3720 17| dal canale con una grande ondata viscida, e mi scaraventava 3721 6 | impenetrabile, sinistra, ondeggiante e infinita come il mare; 3722 5 | in orgasmo dei cittadini onesti che pagano puntualmente 3723 5 | Vien via, ti dico...~— Dio Onnipotente! in sagrestia?~— Ecco la 3724 12| parola...~— La mia parola d’onore! — esclamò il prete, ponendosi 3725 18| dove, dopo una battaglia onorevolmente sostenuta, cadde per non 3726 16| gridando a ogni strappo: oooh! E la quercia rispondeva 3727 13| fra le due pareti [154] opache d’ontani, d’ellera e di 3728 21| delle stanzette a vetri opachi, gl’inginocchiatoi con sopravi 3729 10| fiammelle rossastre ferme nell’opacità,... sicché, preso il fucile 3730 20| intenso in un color diafano d’opale, quando il mio strano compagno 3731 9 | accorrevano ragazzi, donne, operai; i mazzieri, in cappa azzurra, 3732 3 | quiete delle boscaglie e all’operosa festività delle colline 3733 1 | attentamente, poi espresse l’opinione che si trattasse d’uno stromento 3734 17| si chiudevano, dai lati opposti dell’orizzonte, due spettacolose 3735 16| esser più tanto solo, e l’opre lo videro alzare il piccone 3736 | or 3737 1 | qualcuno di fronte si faceva oramai certezza.~[24] «Gli tiro 3738 5 | M’intendo io nelle mie orazioni! Avere sulla coscienza un 3739 16| pugno, gli occhi fuori dell’orbita.~— E io vi dico — urlò —  3740 3 | furbi dentro una cavità orbitale inverosimile, ‘Poverino’ 3741 2 | di marmo attribuito all’Orcagna; ed erano corsi, gridando 3742 21| lavanda, come un direttore d’orchestra sul suo scanno; e più in 3743 17| polso, scuote la testa; ordina riguardo, carne di pollo, 3744 3 | e una vecchia pistola d’ordinanza, sempre carica, perché credeva, 3745 19| poter entrare da Grillino e ordinare con sussiego le paste a 3746 21| movendo solo raramente o l’orecchia o la zampa, ascoltavano, 3747 4 | strada pensava che bisognava organizzare dei festeggiamenti, invitarci 3748 1 | missionari e illustrata con rami originali, un’edizione veneziana del 3749 19| miei fichi!” Poi tentò d’orizzontarsi e pensa, pensa, gli vennero 3750 14| luna, riaffacciandosi agli orli del cirro veloce, illuminò 3751 9 | velluto chermisi tempestato d’ornamentazioni simboliche d’argento vero 3752 21| le foglie; e la selva ad ornarsi d’innumerevoli finimenti 3753 3 | embrici, mattoni, orci, ornati di manici aggraziati e d’ 3754 21| se non dotto, per lo meno ornato di qualche cultura, raccolto 3755 4 | povera Gina.~Allorché l’orologio a cuccù del salotto suonò 3756 18| migliaio di metri.~Si sentiva l’orrendo fragore della muta lontana 3757 13| Granfialunga minacciava di passare orribilmente le feste di Natale.~I cacciatori 3758 5 | precipitarono in farmacia.~Ma — orrore, audacia incredibile — anche 3759 18| degli avanzi di brodo e d’ortaggi cotti. —~Il Rosso mandò 3760 22| ù).~Poiché sembra essere ortografia peculiare, è stata mantenuta 3761 5 | intorno al ciuco del Seta, l’ortolano; ma o che lo facessero di 3762 10| galoppo.~Allora corsi, senza osare di voltarmi addietro; corsi, 3763 15| cornacchie che avessero osato, con un pettegolezzo da 3764 19| mostrando tutta la sua oscena intimità di paglia infracidita 3765 13| monumentale, dopo avere oscillato più volte in modo inquietante, 3766 16| in mezzo al gruppo, che oscillò, spaventato, arretrando 3767 18| bocca rotonda della tana oscura e calda nella quale il bandito 3768 18| quello stato s’arresterà, non oserà inseguirci.~Ora i due lupi 3769 17| incredibile, che nessun pittore oserebbe mai di ritrarre e d’esporre, 3770 1 | ricompensare in qualche modo quell’ospitalità.~E ci s’incamminò, passo 3771 11| caffè, e seguito dai suoi ospiti, andò a vedere l’orto e 3772 15| di carne puzzolenta e d’ossami onde si abbelliva il coviglio 3773 7 | grandezza istintiva, di osservare, minutamente, la ferocia 3774 1 | oggetto bizzarro.~[16] Foffo l’osservò attentamente, poi espresse 3775 2 | se le avessero spezzato l’osso del collo; e non si mosse, 3776 20| a due passi. Sicuri dell’ostacolo frapposto fra loro e noi, 3777 9 | Prima del vicario, coll’ostensorio sotto l’ombrellino giallo, 3778 6 | maremmani; ma i circostanti ostentavano una calma, una tranquillità 3779 11| ultimo centesimo con una ostinazione particolare. Finché avendo 3780 3 | seguire i muli, cantando l’ottava del Niccheri e segnando 3781 9 | non sentiva più nulla. Ottavio, il legnaiuolo, passandole 3782 9 | Contessa — siccome è ferito, ha ottenuto una licenza straordinaria.~—  3783 8 | equivalgono: quello in cui uno ottiene la laurea o l’impiego, dopo 3784 6 | quattro.~Costoro, forniti di ottimi fucili, di magnifici stivaloni, 3785 | otto 3786 21| panie e coi richiami, nell’ottobre rossastro... Se rammentavo!~ 3787 8 | molto, signorino, quest’ova?~— Poco... ma non tenetemi 3788 13| faticosamente uno spiraglio fra l’ovatta bigia delle nuvole, e batteva 3789 13| diffondeva sulla campagna ovattata di neve un fioco suon di 3790 19| che gli procurò una grande ovazione da parte di tutti gli avventori 3791 5 | pecore, che rientra nell’ovile sotto la minaccia dei lampi, 3792 4 | si somigliano tutte, ed è ozioso ripetersi. Antonio non si 3793 22| che chiude un dialogo.~ ~p. 32 un cane legato al mulo > 3794 21| un senso stranissimo di pacatezza nell’anima, sul margine 3795 4 | Firenze il sor Aurelio, con un pacchetto di pasticcini comprati apposta. 3796 12| maiali m’hanno lasciato in pace, signor curato! Mal sicuro 3797 21| piglia per quella gente pacifica e rassegnata, che pare abbia 3798 1 | del cuore, la milionesima ‘padella’, mentre l’abbaiare rotto 3799 9 | tesi i cordoni dorati del padiglione, perché non perdesse l’equilibrio, 3800 19| d’un’eredità passata dal padroncino al guardacaccia, dal guardacaccia 3801 3 | barrocciaio arrivò a un paesino, prima di Lucca, che il 3802 5 | dei cittadini onesti che pagano puntualmente le tasse? Oh, 3803 3 | lasciare ai topi un conto da pagare come quello che avete fatto 3804 3 | volle che i barrocciai gli pagassero, del desinare che aveva 3805 7 | mangia il fegato di Prometeo, pagata da Giove. —~E il giorno 3806 5 | Giannaccio... Ho finito... ho pagato il mio debito... ho diritto 3807 19| i quattrini del Dodolo pagavano come quelli del signor avvocato 3808 2 | il lembo d’un costume da pagliaccio, che penzolava da un chiodo; 3809 13| rintanati nei fienili e sotto i pagliai e urlano come disperati 3810 16| tirava l’acqua, appendeva il paiolo di ferro alla catena fuligginosa 3811 14| cortinaggi della verzura, paiono, fugaci, trasvolare, sulla 3812 11| estate sotto quell’immenso palamidone non portava che la camicia 3813 11| crepuscolo.~Usciva con una gran palandrana abbottonata fino ai piedi, 3814 14| e agl’intercolonni d’un palazzo incantato; saltavo di sasso 3815 1 | disperati vidi in un prato di paleo un grande abbaruffio di 3816 13| laceranti, agli abbaiamenti più palesi di rabbia, di furore compresso, 3817 1 | Spalancai il portone, tirando i paletti con gran fragore, poi mi 3818 1 | stato solo, avrei dato di paletto, e mi sarei messo a leggere 3819 11| Sano di Gigi di Bacco di Palle di Santi il quale non s’ 3820 18| racchiuso fra le [212] montagne pallide screziate di nero dalle 3821 10| di cogliere con qualche pallino, verso gli occhi, la bufala 3822 12| Ed ecco qua la carica, la pallottola; e tagliatevi il pezzo che 3823 7 | filamentoso di carne sulla palma della mia mano destra, aveva 3824 5 | pietra, col viso tra le palme; e non si mosse più.~Era 3825 14| una forza invisibile a due palmi d’altezza dal suolo.~Anche 3826 10| capanna, una staggionata, un palo...: nulla!~In fondo all’ 3827 4 | gassosa. Nessuno batteva palpebra; il momento era solenne; 3828 1 | sotto una zampa; le nostre palpebre, pianino pianino, scesero 3829 2 | una povera cosa sudicia e palpitante, disfatta, sul fondo di 3830 21| rispondevan, concordi, con un muto palpitare di ciglia raggianti.~»Frattanto 3831 7 | sulla peluria dorata che palpitava sotto di lei.~Aristide, 3832 17| rugliando, si buttava nella palude, piegando le canne già mezze 3833 17| silenzi disperati delle paludi morte, ha sonorità inattese; 3834 16| grandi olivi contorti; i pampani delle viti arrugginivano, 3835 16| abbarbicavano contorte viti pampinose o azzurre di grappoli rilucenti, 3836 2 | picchiavano disperatamente sulle pance enormi dei grossi recipienti 3837 14| le voci della notte.~Le ‘Panche’, il luogo dove da due giorni 3838 11| montati ritti perfino sui panchetti e gridavano a quelli i quali 3839 3 | mediceo sulla curva del pancione rosso; un campo d’azione 3840 11| sacramentali con tono di panegirico.~[130] Gli attori, i testimoni, 3841 21| segreti; e la caccia colle panie e coi richiami, nell’ottobre 3842 13| come le intelaiature dei panieri di vimini!~Che cosa volete 3843 12| invece, bianco come un pannolino, lentamente, puntellandosi 3844 7 | nero come la pelle d’una pantera.~Sotto al rapace, una grossa 3845 4 | Aurelio, a Firenze, dal Paoli, perché venisse via col 3846 8 | scodinzolando, che gli porgessi la pappa... Quello, signorino, non 3847 2 | carico di bertucce e di pappagalli.~Motivo per cui i ragazzi 3848 19| cui erano restati tutti paralizzati.~S’alzò di scatto, prese 3849 18| i burroni mascherati da parapetti di ghiaccio e cercando di 3850 1 | una sola parola. In quel parapiglia la lepre uccisa era rimasta 3851 5 | diretto in sagrestia, a pararsi, quando vide quell’uomo 3852 9 | drappi aurei e vermigli, parati agli architravi delle tre 3853 1 | dei cosi biancastri, che parean fantasmi; e sentivo Foffo 3854 | parecchio 3855 19| foglie che, contro luce, parevan nere, il sole morente abbagliava, 3856 17| andassi non ve lo so dire; parevo la versiera; ma prima che 3857 7 | disseta col sangue. —~Non parlai più: ma il giorno dopo mi 3858 2 | degli orci, come un piccolo parlamento improvvisato, vociando tutti 3859 12| Perfino i maiali, con rispetto parlando, signor curato, i maiali 3860 13| verso l’abitato non c’era da parlarne neppure perché, quando non 3861 3 | osteria.~L’oste, che dalla parlata strascicata si rivelava 3862 14| levigato, un rispettoso parlottare, seguito da qualche pausa 3863 5 | coraggio... svelto... mentre mi paro... —~La gente, che gremiva 3864 21| Così questi sentimenti, che parranno retorici a coloro i quali 3865 4 | toscano:... all’accento non parrebbe...~— Eh, signor mio, se 3866 12| sopra il modesto orto della parrocchia, sussurrò, a voce fioca 3867 4 | fermava, mentre il convoglio partente scompariva alla svolta, 3868 4 | i quali gli arrivi e le partenze costituivano il lecito ed 3869 6 | da quei brividi lunghi, particolari alle foreste, prima dell’ 3870 1 | cristallina, svelava le meno me particolarità dei panorami più distanti. 3871 1 | imboccò sullo stradone; e partimmo, salutati da tutti i contadini, 3872 4 | carrozzone che stava per partire.~Appena lo videro, gli rivolsero 3873 21| tutti insieme, i musici partirono con impeto irresistibile, 3874 11| riuscire mai a vincere una partita (proprio nemmeno una!) volle 3875 4 | morì subito dopo che fu partito; son vent’anni che Aurelio 3876 15| messi sotto un’insolita parvenza di morte.~I rami degli abeti 3877 21| furon due, tre tentativi parziali, poi, tutti insieme, i musici 3878 1 | ma seguito dalla cagna pasciuta, e si gettò sulla minestra 3879 13| perdendosi nel bosco, ben pasciuto com’era di topolini fangosi 3880 20| e traversò un canale per pascolare più tranquillamente.~Poi, 3881 14| barlume, un’ombra nera che passa più veloce del vento, il 3882 9 | Ottavio, il legnaiuolo, passandole daccanto, l’ebbe a scrollare 3883 6 | Fatemi passare, fatemi passar subito, e ve lo dirò: è 3884 9 | pareva che il tempo non passasse mai. Laggiù in fondo, in 3885 14| sentivano; ma negli occhi miti passavano dei lampi di ferocia insolita, 3886 1 | sarei messo a leggere o a passeggiare per la stanza, [21] fumando; 3887 11| lento cominciava la sua passeggiata consistente nel giro delle 3888 19| vermiglio, e sciami di passere pettegole turbinando nell’ 3889 20| questi due uomini ci seccano; passiamo il canale; e loro, se hanno 3890 4 | andata! La guardia, dalla passione, non poté più stare a sedere; 3891 19| ordinare con sussiego le paste a sugo e un litro di quello 3892 4 | Aurelio, con un pacchetto di pasticcini comprati apposta. Certe 3893 12| quale, che mi chiamavanoPastocchio’, da quanto ero buono... 3894 16| spalancò la stalla, sciolse le pastoie al cavallo e ai vitelli; 3895 2 | si strappò di dosso il pastrano, rimanendo con la sola maglia 3896 1 | pedata, che provocò un gesto paterno e desolato di Foffo, dissi 3897 3 | come una statua di bronzo patinata dal tempo, con due occhi 3898 11| alla visione lontana della patria vittoriosa».~Allorché fu 3899 1 | c’era nulla, e la cucina, patriarcale, lunghissima, col camino 3900 11| classificati gli inventari dei patrimoni e dei testamenti di tutti 3901 10| mandria muggiva in coro, a pause ritmiche, quasi a un segnale; 3902 19| ringoiandosi la rabbia, da bestia paziente, aspettò qualche giorno, 3903 8 | gli fo io, — abbiate pazienza, mi ha rotto il guinzaglio; 3904 20| cielo dei suoi desideri pazzeschi, e finisce per suicidarsi, 3905 5 | alzati in piedi; anche i tuoi peccati Iddio misericordioso rimette... 3906 6 | quella notte nera come la pece.~Di tanto in tanto, però, 3907 8 | di cane, non un belo di pecora, non un garrir di bambini: 3908 22| sembra essere ortografia peculiare, è stata mantenuta la lineetta 3909 10| respiro, dal suono delle mie pedate, i due romori che affaticavano 3910 12| E sapete, dev’essere la peggior morte che si possa immaginare... 3911 3 | le un’ c’erano; il mondo peggiora tutti i giorni! aohé! —~ 3912 17| cattiva stagione, la donna peggiorò; non me lo volle dir mai, 3913 | pel 3914 18| giallo fu un rotolio fulvo di pelarne, tra rantoli sordi, poi 3915 5 | con le sue grandi mani pelose di scimmia, alla sottana 3916 7 | ricadde ad ali spiegate sulla peluria dorata che palpitava sotto 3917 16| alla catena fuligginosa che pendea dal camino, vi buttava su 3918 13| borro, immobile coi suoi pendoni di cascatelle ghiacciate, 3919 21| monotona, uguale, sottile, penetrando a guisa di spilli il terreno, 3920 9 | cantilena lunga, stridula, penetrante, che pareva respirata dalla 3921 22| semplicemente con –i: varî penitenziarî > vari penitenziari.~Gli 3922 7 | occhi per posare la prima pennellata cacciò un grido e rimase 3923 5 | cappa bianca, genuflettersi penosamente sui gradini dell’altare.~“ 3924 6 | la vita.~Così, a furia di pensarci sopra, ci prese una fissazione, 3925 4 | certo Antonio Frattigiani! Pensateci bene! Avrà, ora, l’età vostra, 3926 4 | malincuore; e per la strada pensava che bisognava organizzare 3927 17| portai via con me.~»Almeno, pensavo, farà ridere la mi’ donna, 3928 11| assorto in chissà quali pensieri, non rispondeva a nessuno.~ 3929 17| venne quell’estro? Me ne pentii subito, badate; ma ormai... 3930 18| sicuro che tu te ne dovrai pentire.~— Mai!~— Ah! ne sono certissimo: 3931 1 | Sor Ferdinando, ve ne pentirete... —~Io misi la mano sulla 3932 5 | ciondoloni sul petto.~Ora si pentiva d’essere uscito dal bosco, 3933 2 | costume da pagliaccio, che penzolava da un chiodo; il vestito 3934 18| d’un rastrello, la lingua penzoloni, stracco e accaldato peggio 3935 20| lo fa impazzire, perde la percezione di quel che gli avviene, 3936 1 | insinuava chissà di dove, percorreva follemente la casa vuota, 3937 2 | sbaragliò tutte le nuvole e percorse vittorioso i campi, i boschi, 3938 21| appena il divino silenzio ci percuote e ci prostra con maggior 3939 20| spavento che lo fa impazzire, perde la percezione di quel che 3940 19| affare di fichi primaticci, perdé tutto il suo tempo a fabbricare 3941 9 | del padiglione, perché non perdesse l’equilibrio, li sollevavano 3942 1 | pubblico incanto! E voi ci perdete la senseria! Se ho capito? 3943 8 | avere urlato e chiamato a perdigola, girai, traendomi dietro 3944 6 | macchia a mancina, macchia a perdita d’occhio, folta, impenetrabile, 3945 7 | nulla. E non me l’ha più perdonata.~~ [96]~ 3946 12| stanno le cose, anche voi mi perdonerete e mi salverete... Se no, 3947 18| tutti i cacciatori, non perdono mai la calma; quando il 3948 19| ammirare in tutta la sua peregrina bellezza.~L’urlo che stava 3949 21| verità, il bozzetto non era peregrino; ma c’era tanta cordialità 3950 21| fra le scope; le scalate pericolose agli altissimi fusti dei 3951 4 | penitenziari... È un truffatore pericolosissimo! Insomma, ora l’ho in custodia 3952 15| frequenti erano ormai i periodi nei quali il colossale nido, 3953 18| non oltrepassasse mai quel periodo di digiuno al di del 3954 16| e facendo luccicare una perla oscillante a ogni ramo novello.~ 3955 20| sparpagliò contro il cielo perlaceo, ricadde senza strepito 3956 7 | superba. Senta, fattore, mi permette di disegnarla?~— Si figuri! 3957 1 | badò a battere di non poter permettere che una persona come me ( 3958 4 | sconosciuto, dicendo:~— Permettete?~— Fate pure! — quello rispose.~ 3959 14| qualche pausa di silenzio, che permetteva di distinguere il respiro 3960 12| alzò con l’impeto che gli permettevano le sue esili gambe, tirò 3961 12| acerbo, disse:~— Non mi permetto di dubitare delle vostre 3962 19| mutò di vestiti e non si permise più il lusso d’andare a 3963 17| detta dal farmacista: «la perniciosa...»~[208] »In quel modo, 3964 3 | che vive in uno stato di perpetua contravvenzione, non si 3965 14| affrettò a confessarmi la sua perplessità.~Prima d’ogni cosa, badava 3966 11| tenevano l’intero paese perplesso.~La sera, in trattoria, 3967 18| piccini a galoppo serrato si persero in un batter d’occhio dietro 3968 14| Prima d’ogni cosa, badava a persuadere quei montanari rozzi e incaponiti 3969 1 | argomento principale che finì di persuaderlo; s’empì la cacciatora di 3970 12| solo; mentre Don Luigi si persuadeva sempre più d’aver messo 3971 15| di soffitta, col piano di pertiche e bastoni lunghi sei piedi, 3972 6 | modo o nell’altro, fecero pervenire al medico regali d’ogni 3973 6 | coviglio.~[81] Come Dio volle, pervennero a una specie di tunnel, 3974 12| tagliatevi il pezzo che vi perviene...»~«Ma io non taglio nulla, 3975 4 | di San Casciano in Val di Pesa, un colle amenissimo circondato 3976 9 | chierici lasciarono ricadere la pesantissima portiera imbottita; e sulla 3977 10| mozzare il fiato, e le gambe pesarmi come divenute troppo grosse, 3978 21| profumi acri di resina; e la pesca proibita col fazzoletto 3979 16| esplorati tutti i meandri, pescando i pesci con le mani aperte 3980 11| a letto), essendo stato pescato per come testimone, 3981 5 | tendeva lacci agli uccelli, pescava nei fossi, dormiva sotto 3982 3 | parte di Siena, e oltre Pescia, dalla parte diametralmente 3983 1 | alla inforcatura bassa d’un pesco, mirò e sfracellò il capo 3984 12| che si difilavano sulla pesta, e prima gli scagni, uno 3985 10| cominciato a zamparlo, capite? a pesticciarlo con lo zoccolo; e una anzi 3986 17| Il Ranca era graffiato, pesto, faceva sangue da tutte 3987 9 | dopo di averli baciati, petali bianchi di rose maggesi, 3988 19| vermiglio, e sciami di passere pettegole turbinando nell’aria finivano 3989 15| che avessero osato, con un pettegolezzo da donnicciuole ciarlere, 3990 16| balenando, le rondini; i passeri pettegoli non chiacchieravano per 3991 13| atrofizzate dalla fame, un povero pettirosso chiappato a volo, tra due 3992 14| alla coda tre o quattro pezzetti di latta, provocando la 3993 5 | monetucce annodate in una pezzola, poi spinse l’uscio dell’ 3994 5 | fare... Lo sapete, non mi piacciono i vagabondi... —~Vagabondo? 3995 3 | perché il secondo cartello mi piace più del primo!» E schioccò 3996 1 | Tutta questa roba, che a me piaceva poco, a Foffo non piacque 3997 13| dei tassi.~I topolini non piacevano a Granfialunga, gli mettevano 3998 3 | inutili e insulse.~— V’è piaciuto il vino? Quel conigliolo 3999 1 | piaceva poco, a Foffo non piacque punto, e specialmente l’ 4000 7 | parecchio tempo fa perché la piaga è mezza cicatrizzata. Ma 4001 21| fasi — alta, altissima, piana — [249] dall’acque, dai 4002 21| Proprio io, — disse il frate pianamente, ma senza melanconia — proprio 4003 6 | disse alla moglie, che, in pianelle, accendeva la candela:~—  4004 1 | guerriera, in una nicchia sul pianerottolo; poi seguitai a salire in 4005 2 | cui l’acqua si rovesciava, piangendo, sulla strada, rimaneva 4006 2 | faceva cenno, cogli occhi piangenti, con le mani tremanti, che 4007 12| sentite male?... ma voi... voi piangete! Vergine, Vergine, Vergine! 4008 17| mi strappavo i capelli, piangevo, mi raccomandavo alla Madonna,


10-allib | allon-bisun | biszi-condu | confe-dorme | dormi-ghita | giacc-intes | intie-molle | mollu-piang | piani-resis | respi-scagl | scagn-sopru | sorbi-testi | testo-zucca

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License