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Ferdinando Paolieri
Novelle toscane

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-allib | allon-bisun | biszi-condu | confe-dorme | dormi-ghita | giacc-intes | intie-molle | mollu-piang | piani-resis | respi-scagl | scagn-sopru | sorbi-testi | testo-zucca

                                                grassetto = Testo principale
     Novella                                    grigio = Testo di commento
4511 12| non mangio altro... —~E respinse la scodella, cascando con 4512 1 | in montagna... basta!». Respinsi con tutte le forze il progetto 4513 1 | spalancai le persiane, respinto da una folata d’acqua diaccia. 4514 8 | redini, fermai il cavallo, e, respirando a pieni polmoni, detti un’ 4515 9 | penetrante, che pareva respirata dalla terra dormente, una 4516 17| come una mano vigorosa, non ressero più; agguantai per un braccio 4517 11| molta cortesia, e pregato di restare a pranzo. Eran gente ricca, 4518 19| di stupore da cui erano restati tutti paralizzati.~S’alzò 4519 17| accesa dal tramonto; tuttavia restavo immobile in mezzo all’acqua.~ 4520 5 | vogliono in paese; ma io ci resterò, a marcio dispetto di tutti; 4521 12| è l’unico ricordo che mi resti del mio povero fratello 4522 6 | ottimo dottore s’affrettò a restituire tutto al derubato (bestia, 4523 11| lo inghiottiva e non lo restituiva che a notte alta.~Martino 4524 1 | finisce per non dir nulla, restò a lungo con le braccia in 4525 20| punto dove sapevo che si restringeva a un gomito, in modo che 4526 3 | all’incalzante quantità di reti tranviarie, di servizi automobilistici, 4527 21| sentimenti, che parranno retorici a coloro i quali nella fretta 4528 3 | bollore... — e sparì nella retrostanza.~[46] — Te, col barroccio 4529 15| mal desti.~Il trascurabile rettile strisciante a fior di terra 4530 1 | e reclinato.~Chiusi con reverenza lo sportello, davanti a 4531 6 | per correre con la mano al revolver...~Ma fu un attimo. Colui 4532 4 | rarità: ninnoli, frecce, dei revolvers magnifici, e, per la cognata, 4533 16| uguale a un fantasma, e riabbassavano il capo, impauriti, sul 4534 5 | che l’abbia potuta neanche riabbracciare — ma io ho sofferto tanto, 4535 5 | della bile; il farmacista, riaccendendo il sigaro; il macellaro, 4536 8 | entrassi un po’ laggiù per riacchiapparlo?... Ha la fune rotta al 4537 9 | la Nena, la Maria e Beppe riaccompagnarono la padrona fino alla villa; 4538 14| misteri del bosco.~La luna, riaffacciandosi agli orli del cirro veloce, 4539 14| spariva, e, non appena si riaffacciava allo sguardo, ricominciasse 4540 17| ciuffo d’erbe; ruzzolai, mi rialzai, corsi come un pazzo, e 4541 5 | piazza inondata dal sole, e rialzando la testa arruffata dal viluppo 4542 14| sdrucciolando sulle foglie cadute, rialzandomi, affondando tal volta nel 4543 7 | aquila, non potendosi più rialzare, moriva di fame.~— O... 4544 18| sostenuta, cadde per non più rialzarsi, mentre la vecchia lupa 4545 21| gli steli, i fili d’erba rialzavano lentamente le testine leggiadre.~» 4546 10| scambiati nel crepuscolo per rialzi verdastri del terreno, si 4547 6 | esercitava’ in Maremma! Rialzò il capo e disse risolutamente:~—  4548 18| della vita errante.~Mentre riandava così la sua vita trascorsa, 4549 17| poter riuscire a reggere, a rianimar quella martire col fiato 4550 16| E scomparve in casa, per riapparire di a un minuto, terribile, 4551 14| il gran colle rilucente riappariva quasi scaturisse dalla terra; 4552 1 | sfiancata, disperata, esausta, riapparve a tiro del fucile di Foffo, 4553 18| sibilo, uscente dalle narici riarse per la corsa, tradiva la 4554 17| riscalda l’aria... la febbre riattaccò con un furore!... Quando 4555 5 | il grano biondeggiasse, a riattare gli argini quando le piene 4556 7 | di fame.~— O... non s’è ribellata?~— Altro che! Per quanto 4557 16| il suo fiume così; s’era ribellato a un tratto, come un cavallo 4558 4 | sua coscienza d’uomo si ribellò.~— Piglio la responsabilità 4559 16| parevano avergli fatto siepe, ributtandolo indietro, perché compisse 4560 13| Stanotte — brontolò la Rossa ributtandosi a cuccia — gli uomini fanno 4561 10| ora... È stato lui che ha ricacciato indietro le bufale...~—  4562 8 | voi... Ma intanto Stellino ricacciava la lepre al piano, la riportava 4563 2 | il mozzo alle colonne; si ricacciò sotto il diluvio, sempre 4564 6 | davanti al cavallo, che ricalcitrò bruscamente, con gran terrore 4565 10| affacciato al finestrino, ricambiavo i saluti del [128] bracconiere, 4566 10| bacchetta, non c’era tempo da ricaricare! Bista [126] buttò in terra 4567 15| giornata di caccia, potei ricavare dalla viva voce d’un di 4568 11| restare a pranzo. Eran gente ricca, ma taccagna, di [135] quella 4569 18| anche dorate e non v’ha ricchezza che uguagli la libertà. 4570 13| sotto il pelame d’inverno riccioluto e sudicio, facevano buona 4571 3 | lorde’ dove andate voi è ricco sfondato, e, se la mercanzia 4572 18| distese come braccia che si ricercassero da tronco a tronco, sorreggevano 4573 14| formino, e che hanno virtù di richiamarne, dai recessi invisibili 4574 21| caccia colle panie e coi richiami, nell’ottobre rossastro... 4575 15| cacciando un ultimo urlo di richiamo al compagno e di bramosia 4576 18| tratto, e a un tratto li richiuse.~Una luce sfolgorante l’ 4577 15| vento della notte, e che si richiusero bentosto su di lui, lasciando 4578 15| Quando un nuvolo di rosa ricingeva ancora la fronte aspra di 4579 1 | cancello, che, stridendo, ricombaciò, serrandosi con un lungo 4580 14| riaffacciava allo sguardo, ricominciasse a cantare.~Io salivo, innanzi 4581 2 | bava verdastra.~Il rantolo ricominciò; lo sterno si alzava e si 4582 1 | a patto che mi lasciasse ricompensare in qualche modo quell’ospitalità.~ 4583 3 | carità; vedrete se saprò ricompensarvi.~— Ecco: — e il barrocciaio 4584 16| armonie e d’ombre da viva; le ricompose le chiome arruffate, ravviandole 4585 6 | fradicio come un pulcino, fu ricondotto a suon di fischi misteriosi 4586 16| ritornavano a scindersi, a ricongiungersi,... una danza di spettri 4587 18| furono a cento metri si riconobbero: eran fratelli! Ma quale 4588 15| dal piano, trepidanti e riconoscenti vedevano la piccola vipera, 4589 21| modo, innalzata fino alla riconoscenza suprema, temperata di dubbio, 4590 18| aiuto agli altri lupi, a riconoscer le armi da fuoco dalle falci 4591 18| salvarsi dalle trappole e a riconoscerle sotto gli inganni di fronde 4592 5 | risoluto, alzò la voce:~— Mi riconoscete? Son Giannaccio... Ho finito... 4593 5 | intero paese, e tutti lo riconoscevano, perché ancora strascicava 4594 12| l’avevo sentito bene, lo riconoscevo tra mille... aveva un modo, 4595 4 | occhi — Orestino, ma non mi riconosci più, dunque? — E si levò 4596 18| inutile che tu neghi... lo riconosco... è il segno del collare!~—  4597 16| la gioia della libertà riconquistata pareva dargli un’ebbrezza 4598 15| al suo nido, ricordava, ricontando i lunghi anni trascorsi 4599 13| erano ormai completamente ricoperti dalla neve e dove, sotto 4600 3 | giacere sul veicolo, col capo ricoperto dall’ombrello aperto e le 4601 9 | la testa della Nena, la ricopriva di baci.~La Contessa, in 4602 1 | arrabbiai con me stesso, e, ricordandomi che da una diecina d’ore 4603 5 | falso! e lo sanno, e se lo ricordano, e, ora che sono tornato, 4604 21| non come agitato dalle ricordanze, ma come lieto di rivedere 4605 19| in coro:~ ~Lungamente a ricordar!~ ~Il Dodolo impettito, 4606 18| dietro gli abeti neri, non ricordasse alla schiera esser tempo 4607 5 | avere in paese un buco dove ricoverarsi durante la stagionaccia, 4608 6 | poco tempo passato, ebbero ricovero due bande di assassini temutissimi...~ 4609 19| le gambe e le braccia, si ricrocifiggeva nell’aria.~Dopo l’un’ora ( 4610 13| bile.~Granfialunga, con un rictus terribile scuopriva i denti 4611 15| arrotando furibonda il becco ricurvo sul masso umido di pioggia, 4612 12| discorsi pochi: a sentirmi ricusare il mio, a quel modo, sulla 4613 14| pesante.~— Eccomi; — dissi, ridendo — e armato fino a’ denti! 4614 21| aperte sui panorami più ridenti, i mobili di quercia, le 4615 11| L’occhio celeste pareva ridesse, nella faccia storta, cotta 4616 16| nella pianura bruscamente ridesta.~Così, quella notte, sotto 4617 15| morte.~Oche biancastre; gru, ridicole in bilico sulle lunghe gambe, 4618 8 | guardate qui la Betta com’è ridotta... guardate come gli trema 4619 12| questi calzoni, strapanati, ridotti in brandelli... Perfino 4620 17| 208] »In quel modo, ridotto come non se ne può fare 4621 6 | prese una fissazione, e si ridusse l’ombra di se stesso.~Il 4622 17| di capirci un ette); si ridussero alla ferrovia, e , prima 4623 5 | branchetto di pecore, che rientra nell’ovile sotto la minaccia 4624 8 | il fucile per le terre, e rientrai in casa, come se fossi ammattito. 4625 1 | battuto a teste di draghi, rientrammo donde s’era venuti.~Foffo 4626 13| dopo; ora l’importante è di rientrare in casa e di mangiare. —~ 4627 4 | mistero’, diventò di porpora, rientrò tutto in se stesso con una 4628 8 | Si provò a bere e non gli riesci; alzò la testa, da capo, 4629 11| Genova donde, non si sa come, riescì ad emigrare nell’America 4630 8 | no, vo’ lo sapete, se la rifà con me... Anzi, guardate 4631 17| zoppiconi, beccando minuzzoli e rifacendo la nostra voce.~Alla cattiva 4632 17| la vuole tutta per sé.~“Rifammi il resto” gli dico io.~“ 4633 15| del tutto scarnite, seppe rifiutarle; il superfluo de’ propri 4634 5 | soltanto, perché l’altra pareva rifiutarsi a seguire la cadenza del 4635 5 | cento porte e riceveva cento rifiuti: si sa, è la solita storia 4636 1 | accorsi che si trattava del riflesso che, dalla stalla, vi mandava 4637 18| sedere sull’anche angolose, rifletteva profondamente; a vederlo 4638 21| di sentirsi per ogni vena rifluir faticosamente la vita.~Di 4639 12| Disgraziatamente s’è rifocillato in fretta, ed è ripartito, 4640 17| liberi... Il Ranca frugò, rifrugò; si sentivano i cani abbaiare 4641 12| fredda luce di sprezzo che rifulse in quelli del maremmano. 4642 12| sciabole tintinnarono, e rifulsero nell’ombra le bottoniere, 4643 18| era fuggito su tre gambe rigando di sangue la neve per lungo 4644 5 | lavoro forzato, la giubba a righe, il letto che ritornava 4645 17| ora, la mi’ Ghita, fredda rigida su quel letto! Morta, morta 4646 18| lungo sonno.~La notte era rigidissima; il cielo levigato come 4647 8 | Intorno al muso ci aveva, rigirato tre volte, un filo di bava... 4648 9 | ancora, sempre. Girava e rigirava intorno alla farmacia, sullo 4649 17| scuote la testa; ordina riguardo, carne di pollo, chinino...~» 4650 17| passava davanti a me con dei rigurgiti rochi, come bollisse; e 4651 21| fasciati dalle raffiche [246] e rilavati da quel rovescio continuo; 4652 9 | arme il piccolo antifonario rilegato in pelle, berciavano, voltandosi 4653 14| cielo; poi il gran colle rilucente riappariva quasi scaturisse 4654 6 | chi, e dove ve lo debbo rimandare?~— Oh, non importa che lo 4655 6 | Oh, non importa che lo rimandiate; tenetelo pure... E questi 4656 20| la fava, il cappuccio gli rimane attaccato alla testa.~»Cieco, 4657 6 | dubbio avrebbe finito per rimaner , ammazzato da un fulmine 4658 1 | mai visto prima d’allora!) rimanesse digiuna tanto tempo; che 4659 6 | pagarvi bene; vedrete che rimarrete contento... Siete disposto 4660 2 | 33] probabilmente essere rimasti rinserrati nei capanni sparsi 4661 15| nel pallore [177] lunare, rimasticando qualche barba infracidita 4662 11| Orbo, da quell’unico occhio rimastogli in testa ci vedeva per quattro, 4663 2 | un tuono lungo, che parve rimbalzare su tutti i tetti, si scaraventò 4664 2 | cassone, dove il cadavere rimbalzò; poi, alzando le lunghe 4665 14| gridò uno.~— Ma no!... — rimbeccava qualcun altro.~— Ma sì!~—  4666 1 | potrà smentire! —~Io ero rimbecillito.~Da principio non seppi 4667 1 | casa, enorme e vuota, ne rimbombava, mentre di fuori raffittivano 4668 13| spiati o seguiti, tornavano a rimbucarsi a passo di carica sotto 4669 16| cortese quel dolore senza rimedi, Michele fini per convincersi 4670 19| sfilacciature d’una vaga rimembranza di fodere in seta e con 4671 7 | parte, e il montanaro ci ha rimesso un dito.~— Meno male! —  4672 5 | peccati Iddio misericordioso rimette... Su... su... con me... 4673 5 | senza saper dove né perché, rimettendosi al caso, dormendo nei fienili, 4674 5 | assassino in quel modo!~— A rimettere in circolazione un sanguinario 4675 10| e, mentre la macchina si rimetteva in moto, e io, affacciato 4676 14| su che mi scoppiasse e ci rimettevo la faccia! Cos’è questa!? 4677 5 | essere stato affogato dai rimorsi, e avere il fegato di ritornare 4678 12| lazzaretti, costretto a rimpatriare, a ritornare verso le manette 4679 5 | vuole? perché m’è toccato a rimpiattarmi qua dentro? perché mi toccherà 4680 5 | addeum quiletìcat...: mi rimuginava sempre in mente, dentro... 4681 21| acuto come da una fungaia; rincantucciando tutte le fiere ne’ covili, 4682 19| inciampato nello spigolo, rincasando briaco.~Però per molti anni 4683 6 | così assoluta, che finì per rincorarsi anche lui, e, fattasi forza, 4684 10| quando, finalmente, mi rincorò il noto fischio di Beppe; 4685 16| mani aperte a giumella, rincorrendoli nelle tane sotto il limo, 4686 5 | i bambini fiorenti che rincorrevano il gatto, le tavole apparecchiate 4687 5 | ombra de’ muri, come un can rincorso; ma l’aspettava una brutta 4688 2 | ghiandaie.~Intanto il tempo rincupiva sempre di più, il tuono 4689 1 | denti, e il vento andava rinforzando. Certo l’uragano, covato 4690 2 | della querciona; le scimmie, rinfrancate, imitavano, con le mani 4691 6 | perduto nella campagna per rinfrescarsi un poco, e, mentre smontava 4692 3 | disse il ‘Poverino’ tutto ringalluzzito all’idea della mancia e 4693 13| divennero frenetici.~Dai ringhi, passarono ai brontolii, 4694 1 | stesso la cagna riprese a ringhiare; e il colpo sotterraneo 4695 19| in trattoria...~Allora, ringoiandosi la rabbia, da bestia paziente, 4696 9 | mio Beppe?~— Anche lui! Ringraziate Iddio, e state allegra. —~ 4697 10| Lui?! E non l’ho neppur ringraziato... Ma, aspettate, avete 4698 21| Come ebbri di vivere, ringraziavano la Divina Potenza della 4699 12| olio santo, — i colpi si rinnovarono più affrettati e più vigorosi, —  4700 7 | male, ma poiché il falcone rinnovava l’attacco, io spezzai l’ 4701 1 | il colpo sotterraneo si rinnovò.~Ero certo che si trattava 4702 8 | tran tra, su per l’erta, rinsaccandomi sulla sella dura, tastando 4703 2 | grembiuli in capo, correre a rinserrarsi in casa, spingendosi avanti 4704 2 | probabilmente essere rimasti rinserrati nei capanni sparsi qua e 4705 13| spazzola, dove le zecche, rintanandosi sotto la pelle al contatto 4706 13| a caccia, i cani stanno rintanati nei fienili e sotto i pagliai 4707 20| l’erba fradicia, lo [236] rinvenni ad ali aperte con la pancia 4708 7 | stroncata e quella buona, poi, rinvigorita, s’agitò di nuovo fra le 4709 1 | rimedio; troppo tardi per riparare alle conseguenze della nostra 4710 11| che con quell’occhio solo riparava per tutto, i ragazzi, ormai, 4711 12| sia morto... chi dice che riparò in America, dove fece fortuna; 4712 14| di chiesa. E l’ombra mi ripassa, fra due gemiti di tramontano, 4713 19| da carrettiere, e che, ripassata due volte sotto il pomo 4714 18| incredibile... e tu come te la ripassi?~— Ma... benone, come vedi. 4715 21| esprimermi, benché ora, ripensando quello che m’era stato raccontato, 4716 5 | pigliava una grande melanconia, ripensandoci... Il bosco? era stato casa 4717 7 | la schizzo... domani ci ripenso e se la linea è quella che 4718 18| trappole, bastoni, fucilate; ripensò all’eroismo di suo padre 4719 1 | battere sotto il pavimento, ripercotendosi nell’intime fibre nostre, 4720 14| Betta, incolpata di malia, e ripetevo a me stesso che m’incombeva 4721 3 | in piena via maestra; poi ripigliano il loro passo, come dominati 4722 2 | mentre il silenzio pareva ripiombar sulle cose con un ultimo 4723 17| andarmelo ad abboccare e riportarlo di mezzo alla poltiglia 4724 8 | ricacciava la lepre al piano, la riportava al monte, empiva d’urli 4725 8 | querciolo... Lo lego, lo riporto a casa. E vi fo questo patto: 4726 1 | Foffo, nel canto del fuoco, riposandosi dalle solite cacce, dopo 4727 13| la voce. — Non mi lascian riposare questi assassini! Assunta! 4728 18| Allora il Rosso, dopo essersi riposato qualche istante come riflettendo, 4729 6 | e i cavalli selvaggi che riposavano, e, giù in fondo, lontanissima, 4730 7 | con rabbia, dopo averci riposto i pennelli, e agguantata 4731 11| sull’osteria.~Ma vennero a riprenderlo, gli si raccomandarono perché 4732 9 | entrava di corsa in cucina, e, ripresa col braccio buono la testa 4733 21| salmodia destava strani echi, ripresi la mia scatola e la mia 4734 12| barba incolta, lacero e ripugnante, appoggiato a un bastone, 4735 21| par dipinto! —~Sorridevo, ripulendomi alla meglio le mani macchiate, 4736 6 | delle saette. —~La signora risalì, pensando a dove potesse 4737 18| Il Rosso piuttosto che risalir la montagna preferì di stabilirsi 4738 20| cappuccio; un uso che deve risalire ai tempi, quando non c’erano 4739 15| passo uguale dell’asino, risalivano da Badia a Prataglia l’aspro 4740 19| cena, Sua Altezza? —~E giù risate, tutti, da scarrucolarsi 4741 20| chiude mai! — E giù una risatina lunga.~— Ma a caccia di 4742 17| nebbia che si leva quando riscalda l’aria... la febbre riattaccò 4743 12| mentre la Betta in cucina risciacquava i piatti con un fracasso 4744 2 | giacente, non ebbe virtù di riscuoterla, di provocare neppure un 4745 15| nemmeno l’alba avrebbe saputo riscuoterli.~Lastre alte di lucido vetro 4746 6 | assolutamente deserto; riscuotono le taglie dai cari possidenti; 4747 2 | ribrezzo su quella pelle risecchita e arsa.~Ora l’uomo, appoggiandosi 4748 10| ma di a un momento si risentì quel galoppo, cadenzato, 4749 11| ascoltò attentamente, poi si riservò di mandarli a chiamare quando 4750 5 | quercia, si fece un cor risoluto, alzò la voce:~— Mi riconoscete? 4751 14| specie di bambola volante e risonante come un timballo, seguita 4752 21| arso dal sole, che faceva risonare l’intera selva, più delle 4753 1 | qualche minuto i colpi non risonavano più) mi apparve nella penombra 4754 15| che parevano rovinare e risorgere sovrapponendosi continuamente 4755 21| quegli che amavo imaginarmi risorto per un incantesimo dai miti 4756 5 | dato quasi fondo ai pochi risparmi accumulati in tanti anni, 4757 15| sdegnava qualunque compagnia, risparmiando gli uccelli minori; solo 4758 4 | rispondeva; e tutti tacquero, rispettando quel raccoglimento doloroso; 4759 14| qualche sasso levigato, un rispettoso parlottare, seguito da qualche 4760 16| la quercia, tutta gaia e risplendente, ricominciava subito a fremere, 4761 1 | tutto allegro, non seppe risponderci nulla; si mise le mani nei 4762 16| sprigionar la sua voce per rispondergli; e finalmente la voce veniva 4763 21| slanciava verso le stelle, che rispondevan, concordi, con un muto palpitare 4764 21| furore tanto doloroso di risse inutili e d’imperdonabile 4765 1 | Tutto era inutile, ormai!~Ristemmo, silenziosi, desolati, intorno 4766 4 | Entrarono in casa, si ristorarono con del vin santo, con de’ 4767 3 | nomadi hanno, ora, un campo ristrettissimo dove muoversi coi loro pittoreschi 4768 7 | conoscevamo a puntino i risultati dello sfibramento intellettuale 4769 3 | prosciutto e un vino che risuscita i morti. Di dove venite? —~ 4770 2 | vittorioso i campi, i boschi, risuscitando ogni cosa, svelando il bianco 4771 15| fischiò, fischiò, fischiò, risvegliando tutti gli echi intorno al 4772 14| tutti dallo spavento; e dal risvolto del [172] viottolo delle 4773 9 | frettolosamente qualche finestra ritardataria.~La Nena piangeva come una 4774 10| i cespugli, preceduto e ritardato dalla cagna, che si accosciava 4775 6 | nei quali la macchia si ritira continuamente, come l’acque 4776 9 | sopra tutto, che bisognava ritirar fuori le scarpe grosse e 4777 10| muggiva in coro, a pause ritmiche, quasi a un segnale; e il 4778 4 | cuori battevano col medesimo ritmo.~— Non mi siete viso nuovo, 4779 16| urtavano, si confondevano, ritornavano a scindersi, a ricongiungersi,... 4780 8 | avrò più... La sera, quando ritornavo a casa, stracco e sudato, [ 4781 2 | mozzo, insopportabile e i ritornelli, ora vicini ora lontani, 4782 7 | subito. —~Aristide volò via e ritornò subito armato di una gran 4783 17| pittore oserebbe mai di ritrarre e d’esporre, senza tema 4784 9 | tromba alzata, camminava a ritroso, vociando e incespicando; 4785 7 | probabilmente non l’ha più potuta ritrovare per quei burroni e deve 4786 10| bufala si difilò, con la coda ritta, la testa torta, verso di 4787 9 | accanto, colle orecchie ritte e il naso al vento. Che 4788 10| che, con uno scarto, si rituffò nel buio donde era venuto, 4789 1 | Morti? Morti, come? —~Foffo riunì con uno sforzo gigantesco 4790 15| Frattanto le due rapaci s’erano riunite sotto la volta di nubi, 4791 12| la traccia), e poi tutti riuniti in piena canizza sull’orme; 4792 10| quali si allontanavano e si riunivano con la velocità de’ baleni, 4793 1 | nella notte.~Come Dio volle, riuscii a spalancare il cancello, 4794 20| anche per molti cacciatori, riuscirà nuovo, ma di cui i vecchi 4795 21| raccontare, e forse non riuscirei a farmi intendere; ma a 4796 20| istaccarglielo e durai fatica a riuscirvi.~Ora, col cappuccio di carta 4797 20| Attenzione! —~Ci fermammo in riva al canale, che defluiva 4798 5 | ricominciato a tender lacci sulle rive lungo il borro, a scovar 4799 21| leggevo una nuova parola, rivedevo un aspetto antico! E così 4800 1 | fare autoritario, mi si rivelò subito un fattore o qualcosa 4801 10| cominciavano a fuggire nel buio, al riverbero giallo dei lumi, tanti punti 4802 21| Francesco.~Tutti si scostarono riverenti, mentre egli si avanzava, 4803 21| alzati contro il cielo che si riversava sulla terra, imprecai con 4804 18| barbe e delle ramaglie morte rivivesse d’una vita misteriosa, formicolante 4805 6 | pozzanghere, serpeggiar rivoletti... Il Favilli non l’ha mai 4806 1 | mille lire: e voi — terminò, rivolgendosi a me — voi, che scrivete 4807 4 | partire.~Appena lo videro, gli rivolsero la solita domanda che gli 4808 10| E tutte si provarono a rivoltarlo [127] coi corni; e lui, 4809 16| nero aspettava, grugnendo e rivoltolandosi nella melma della pozzanghera, 4810 18| pensare e, a un tratto, rizzando risolutamente il muso, disse 4811 1 | Vigliacco io? — urlò Foffo, rizzandosi di scatto, senza neanche 4812 13| cristallo.~~ * * *~ ~I due cani rizzarono le orecchie ed il pelo, 4813 15| masso umido di pioggia, rizzava il ciuffo della testa piatta, 4814 1 | Nel tempo stesso la cagna rizzò il pelo e scoperse i denti 4815 7 | Crocifissioni di Luca della Robbia, ma non starebbe bene sulle 4816 16| attortigliava, lanciato da mani robuste, al tronco rugoso; e qualcuno, 4817 16| lentamente, e, , in quella rocca pericolante, la quale, senza 4818 15| trascinato fino all’orlo della roccia, col capo troppo pesante 4819 17| davanti a me con dei rigurgiti rochi, come bollisse; e il lamento 4820 18| raccapezzar qualche cosa da rodere e dove trovò subito una 4821 17| immagini la bile, s’immagini il rodio, qui dentro, mentre tornavo 4822 15| ai lontani confini delle Romagne, i boscaioli, che, lenti, 4823 14| dalla bella testa rasata di romano antico — voi scherzate; 4824 4 | certi racconti che parevano romanzi. E di quando l’arrestarono 4825 8 | su... Credete a me: è un romanzo... Sta’! sentite? avete 4826 10| rispondeva cupamente la sorda romba del mare.~[119] Dove sarà 4827 16| scorza, e sentiva, dentro, un romor vago, come ronzio d’arnie 4828 6 | mentre in lontananza si udiva romoreggiare il tuono.~— C’è il dottore?~—  4829 10| delle mie pedate, i due romori che affaticavano la terra 4830 2 | imbocco del paese la comitiva romorosa dei ragazzi si fermò; tenne 4831 6 | criniera lunga, soffiando romorosamente dalle froge, dilatate per 4832 6 | veloce, rasentando i muri, rompendo quasi, col petto e con la 4833 15| minori; solo puniva, col romper loro il cranio d’un sol 4834 3 | peso di quelli di sopra rompesse il collo a nemmeno a uno 4835 16| Cuccumio! cuccumio! — Ron-ron... —~Erano le sole parole, 4836 19| insaccati in un abito a coda di rondine con due falde lunghissime, 4837 16| stridevano, balenando, le rondini; i passeri pettegoli non 4838 9 | baciati, petali bianchi di rose maggesi, veniva lo stendardo [ 4839 2 | con le mani schifosamente rosee, cacciate dietro i crani 4840 16| sorgeva adagio tra vapori rosei, dorando la cima al grande 4841 15| d’un fanciullo, dal manto roseo, col petto carnicino; lo 4842 14| Betta col grembio pieno di rosmarino e di ruta; e la canna mi 4843 1 | di cui il panno verde, roso dalle tarme, pareva una 4844 1 | lanternino metteva bagliori rossastri, che facevano parere più 4845 1 | quali le cifre sbiadite rosseggiavano alla fiamma del lume, come 4846 1 | di commozione, la canina rossiccia, che frugava le macchie), 4847 13| prese di mira un fabbricato rossiccio con un gran portico davanti 4848 15| distanza l’una [182] dall’altra roteando, cogli occhi smisuratamente 4849 21| scarduffato, cogli occhi roteanti nell’orbite, la scure in 4850 7 | gli artigli formidabili, roteava l’occhio in modo impressionante, 4851 16| tuttavia; e poi finalmente, un rotolar lungo di tuono rimbalzava 4852 13| alto del cumulo di macigni rotolati l’uno sull’altro chissà 4853 18| Sul terreno giallo fu un rotolio fulvo di pelarne, tra rantoli 4854 6 | sulla bocca il bavero del rotolò, andava innanzi a stento.~ 4855 16| graticciate colme di sassi rotondi e lisci, cominciava a fluire 4856 18| pendeva un pelo; liscio, rotondo, cogli occhi sfavillanti, 4857 8 | riacchiapparlo?... Ha la fune rotta al collo; non vorrei mi 4858 2 | come un fracasso di vetri rotti; e la frotta implacabile 4859 4 | abbracciarono, di sopra al tavolino, rovesciando la bottiglia della gassosa. 4860 10| d’un corno... Se no, ci rovesciano, c’infilano, e bonanotte! 4861 10| affrettai, stupefatto, a rovesciare nelle mani del buttero la 4862 15| acqua era stata un poco dal rovesciarsi soffiando e scrosciando 4863 2 | raffica vicina, e avevano rovesciate le foglie dalla parte bianca.~ 4864 10| la Vespina, cogli orecchi rovesciati indietro e la coda fra le 4865 2 | lamiera, da cui l’acqua si rovesciava, piangendo, sulla strada, 4866 2 | 35] uno specchio, dove si rovesciavano le sagome degli alberi agitati; 4867 6 | loro vetri; e un diluvio si rovesciò sul tetto d’incerato e sulla 4868 20| gran botta data sul terreno rovinando da quell’altezza.~Dal becco 4869 15| nuvole bigie, che parevano rovinare e risorgere sovrapponendosi 4870 5 | oggi ch’è domenica; e son rovinato! —~Giannaccio non rispose 4871 18| da chi sa qual branco nel rovinio di una fuga disperata davanti 4872 14| persuadere quei montanari rozzi e incaponiti che lasciassero 4873 6 | aggredito il fattore Armellini, rubandogli il portafogli con dieci 4874 3 | aggrediscono: i Lucchesi rubano; a Siena mi hanno spogliato», 4875 5 | ne ricordate di quando si rubava le covate ai merli, giù 4876 15| fragorose; anche l’“Archian rubesto” taceva immobile sotto lo 4877 18| abitudini borghesi — quand’è che rubiamo questi agnelli?~— Diamine! 4878 1 | innanzi un uomo tarchiato e rubicondo, il quale, dalla cacciatora 4879 5 | di nulla. —~L’accento era rude, il commiato era perentorio; 4880 16| piena, che si scagliava ruggendo, dalla curva lontana vigilata 4881 16| sussurrarono.~— Sì! matto! — ruggì Michele, che aveva udito —  4882 17| tallo di musco color di ruggine.~Distinguevo a venti passi 4883 1 | chiave per aprire; la cagna rugliava; Foffo bestemmiava fra i 4884 12| abbattuto; tre o quattro cani rugliavano, leccando il sangue che 4885 2 | semi vuota, puzzolenta di rumme e di spirito; l’accostò 4886 14| spiegazioni, mentre nuovi rumori e voci si levavano da tutte 4887 1 | grossa. —~Il cavallo tossì rumorosamente, soffiò dalle froge con 4888 21| mutato tutti i viottoli in ruscelletti, in torrentelli, in cascate 4889 21| sereni come l’acqua del ruscello a cielo chiaro, e seguitò:~—  4890 3 | stava a Lucca: un ‘lorderusso, come diceva lui.~Si sentiva 4891 17| fradicia, un ciuffo d’erbe; ruzzolai, mi rialzai, corsi come 4892 1 | uno schianto, o si sentiva ruzzolar nel solaio, non ci si badava 4893 4 | innanzi, lo mandò quasi a ruzzolare fra le braccia aperte del 4894 19| lontani.~Eppure tutti i sabati, piovesse, nevicasse o tirasse 4895 10| la terra, col viso nella sabbia, senza poter guardare, senza 4896 21| lui!~E lo trovavo austero, sacerdote, se non dotto, per lo meno 4897 12| la destra sull’immagine sacra:~— Signor brigadiere! —  4898 11| monotona scandiva le formule sacramentali con tono di panegirico.~[ 4899 18| a nulla gli era valso il sacrificio, ché il sangue aveva guidato 4900 1 | magnifico votò la cagna al sacrifizio, ardente d’un furor sacro, 4901 2 | profilasse, finalmente, la sagoma del campanile!~Andò avanti 4902 2 | dove si rovesciavano le sagome degli alberi agitati; uno 4903 9 | pareva che Boccette, il sagrestano, contento anche lui, sfogasse 4904 18| stoppa. La lezione è stata salata, ma da ora in poi...~— Basta —  4905 16| curva lontana vigilata dai salci, nella pianura bruscamente 4906 1 | tavolino, uno scartafaccio di saldi, de’ quali le cifre sbiadite 4907 2 | cassone, pericolante sulle sale malferme, da cima a fondo; 4908 9 | disperse adagio adagio, salendo a spirali, contro lo sconfinato 4909 16| cavallo, come pazzi, erano saliti sopra un promontorio di 4910 10| il vento furioso pazzo e salmastro, che rammulinava sulle stoppie, 4911 9 | traccia di foglie di lauro.~I salmisti, a bocca spalancata, brandendo 4912 21| Traversai il chiostro, dove la salmodia destava strani echi, ripresi 4913 1 | destra entrammo in un gran salone affrescato e con poca mobilia; 4914 10| corrosa e arroggita dalla salsedine?~Giravo gli occhi intorno, 4915 8 | il guardia...~»Vederlo, saltargli addosso (capirete non se 4916 14| giorno, siete capaci di saltarle addosso come cani arrabbiati!~—  4917 10| no la staggionata non la saltate...: ecco, così!... Insomma 4918 4 | amicizia col nuovo venuto; gli saltavano sulle ginocchia; lo chiamavano 4919 15| de’ fanciulli; capretti saltellanti oltre lo sguardo vigile 4920 2 | erta del prato, incontro ai saltimbanchi, purulente piaghe sociali, 4921 18| la calma; quando il Rosso saltò fuori d’una foschia d’abeti 4922 8 | volpe vien su diritto, mi saluta, si ferma e si mette a accender 4923 19| Il Dodolo impettito, salutando la folla col ‘Metternich’, 4924 9 | lasciò i fidanzati, soli, a salutarsi, sulla straduccia.~[116] 4925 8 | sor [100] Ferdinando... Salutate, voialtri costì... E te, 4926 1 | sullo stradone; e partimmo, salutati da tutti i contadini, accorsi 4927 12| mantello, e uscì, dopo aver salutato militarmente, seguito da’ 4928 11| gente, incontrandolo, lo salutava, e lui assorto in chissà 4929 9 | quanti ne incontrò dopo, la salutavano festosamente con la medesima 4930 21| che precede la formidabile salutazione del sole, mi scoprì in cima 4931 21| alto, misurato, di rane, salutò dal borro, in tre tempi, 4932 10| sdraiarsi. Qualche volta ci si salva a quel modo; ma ci vuole 4933 12| laggiù... Come ho fatto a salvarmi? non lo so... Erano in branco; 4934 18| cacciatori a cavallo, a salvarsi dalle trappole e a riconoscerle 4935 12| voi mi perdonerete e mi salverete... Se no, cosa ci starebbero 4936 5 | c’era speranza, non c’era salvezza; in sei mesi aveva dato 4937 10| cento bufale, nemmen’una? Si salvò; ma, dal ribrezzo, in quell’ 4938 1 | una pozzanghera riluceva, sanguigna, come specchiasse una fiamma.~ 4939 6 | viluppi di serpenti al lume sanguigno della lampada, e i punti 4940 5 | rimettere in circolazione un sanguinario di quella fatta! —~E il 4941 17| quella schifosa poltiglia sanguinolenta, che diventava violetta 4942 1 | Guardatela qui, com’è graffiata, sanguinosa, ansante... L’avete veduta 4943 2 | qualche tronco scheggiato e sanguinoso come una ferita viva, aveva [ 4944 7 | un vaglio dove i chicchi sani non si discernono da quelli 4945 6 | energica e rabbiosa, l’ottimo sanitario si rivoltò dispettosamente 4946 11| Raccontavano che Pietro di Sano di Gigi di Bacco di Palle 4947 2 | e gli olivi del monte di Sant’Antonio ristavano, curvi, 4948 5 | come una sola voce e quelle sante parole di sdegno:~— Oh, 4949 14| ho vista bene!~— Vergine Santissima! —~Ci si fermò a domandare 4950 19| scacciare i passerotti, tutte le santissime ore, colla pertica da bacchiare 4951 9 | inginocchiando per l’avvicinarsi del Santissimo, e gridarlo a voce alta 4952 5 | piedi, tossicchiava, senza sapersi spiegare il perché di quell’ 4953 4 | Eh, signor mio, se sapeste quanto ho viaggiato! Non 4954 5 | cantuccio fresco e delle fragole saporite... Ma poi, la notte? È vero 4955 15| contemplato da Dante.~Il racconto, saporito di leggenda, che, asciugandomi 4956 4 | concitata:~— State attento, e sappiatemi dire che mistero è questo... —~[ 4957 6 | Guarda un po’ chi è; e sappimelo dire. —~La buona donna aprì 4958 6 | Ditegli di venir giù, e lo saprà.~— Ma che deve andar di 4959 13| leprotti scarnificati come non saprebbe fare un chirurgo, bianchi [ 4960 12| ma, signor curato, quando saprete come stanno le cose, anche 4961 | sarete 4962 4 | di già d’andar a tirar le sassate nei vetri del villino!~La 4963 14| si saliva, su per la via sassosa, scavata torno torno alla 4964 18| vedi. Ho fatto or ora una satolla di ossi con certi pezzi 4965 4 | espressivi in un’atmosfera satura d’ansia addirittura ineffabile.~ 4966 15| selva le coppie de’ cervi sauri bramivano a lungo nel pallore [ 4967 3 | poi, quando saranno ben sazi, vodovete scendere in 4968 3 | Poverino’, ora che era sazio, si sentiva tornato come 4969 18| fece forza, aprì e serrò sbadigliando le mascelle d’acciaio, poi 4970 18| si appuntellò, tornando a sbadigliare, mentre si stirava voluttuosamente, 4971 13| suoi leprotti, se non mi sbaglio, sono già in grado di starsene 4972 11| cassetto e mostrò agli eredi sbalorditi un mazzo di carte da giuoco 4973 2 | Il sole, trionfalmente, sbaragliò tutte le nuvole e percorse 4974 2 | pupille disperatamente [34] sbarrate e vaneggianti, mentre non 4975 11| unico occhio di Martino si sbarrava smisurato e celeste, sotto 4976 11| facesse un vitalizio?~Martino sbarrò la pupilla celeste e si 4977 7 | irrigidisce le penne... e si sbatacchia, e guarda bieca, e soffia, 4978 10| rinforzava, arido, cattivo, sbatacchiandomi in faccia fuscelli e arena, 4979 1 | fonte piangeva a intervalli, sbatacchiandosi fra dei lauri agitati; il 4980 2 | gli olivi, che arruffava e sbatacchiava sinistramente, pareva schernire 4981 16| entro la folta chioma e sbattacchiandola a sua posta di qua e di 4982 1 | se avesse i cardini unti, sbatté contro il muro dell’andito, 4983 7 | buttò con furore, la divorò sbattendo l’ala stroncata e quella 4984 4 | moscone, che alla fine andò a sbattere, rabbioso, nei vetri.~—  4985 15| venti furibondi agitarono e sbatterono, per l’anfiteatro delle 4986 9 | lieve soffio primaverile, sbatteva la seta della gran bandiera 4987 1 | della pioggia a raffiche, sbattuta contro le muraglie dal vento.~ 4988 18| guardavano dalle cime più alte, sbellicandosi dal ridere, attaccati ai 4989 8 | tormento che provavo a sentirlo sberciare in quel modo, mi venne detto: “ 4990 1 | saldi, de’ quali le cifre sbiadite rosseggiavano alla fiamma 4991 1 | illuminò i nostri volti sbiancati e compunti; scintillò sopra 4992 13| Avanzava a piccoli salti, di sbieco, cogli occhi rossi smisuratamente 4993 2 | poggiato su quattro ruote sbilenche, e che, col proprio peso, 4994 17| bufera! L’acqua ogni tanto sboccava dal canale con una grande 4995 14| insieme nel pericolo, faceva sbocciare sulle labbra dei vecchi 4996 16| non si moveva più, finché sbocciavan le stelle.~Su quel fiume 4997 21| e, nel silenzio enorme, sbocciavano, l’un dopo l’altro, tremuli 4998 14| scender cautamente la scala sbocconcellata, affibbiandomi sul ventre 4999 10| voi... Ma venite con me, sbrigatevi, se non volete perdere il 5000 1 | a braccioli, col damasco sbrindellato; nel soffitto, delle ragnatele 5001 21| Allora io mi levai in piedi, sbucai fuor dal giaciglio, scarduffato, 5002 13| conduceva al giaciglio, sbucando poi a valle in un punto 5003 13| lungo i meandri del vano, e, sbucato fuori dall’apertura delle 5004 15| Allora la grande aquila sbucava fuori da’ vapori trionfanti, 5005 16| appoggiato al tronco immane e scabro, come fosse anche lui parte 5006 3 | Italia era divisa come uno scacchiere; e anche, se tornava dalla ‘ 5007 13| pezzo di terreno, bianco scaciato, scoperto, e su quello spiazzo 5008 11| sicché per il vecchio legale scadevano si può dire le nozze d’argento 5009 16| fiamma contro i raggi obliqui scagliati dal sole di tra mezzo alle 5010 16| vittoriosa piena, che si scagliava ruggendo, dalla curva lontana


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