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grassetto = Testo principale
Novella grigio = Testo di commento
5011 8 | e non sentii neanche uno scagno.~»Ho capito, dissi: il venti,
5012 21| corse pazze fra le scope; le scalate pericolose agli altissimi
5013 4 | sur un pezzo di muricciolo scalcinato — eccolo qui, dov’era; ve
5014 3 | masso dei ladri, che si scaldavano. Per fortuna aveva il barroccio
5015 1 | balzo magnifico, volò per le scale; ne udimmo l’abbaiare, [
5016 2 | e l’usciolo; ripiegò lo scalèo; lo ributtò con ira sorda
5017 6 | abiti dei due; una saetta scalò rapida l’orizzonte e s’inabissò
5018 1 | qualche parete, a colpi di scalpello.~Coi fucili carichi, gli
5019 2 | colossali, puntellando i piedini scalzi sopra i manici aggraziati,
5020 5 | persona con la [65] quale scambiare i prodotti di quel commercio
5021 10| blocchi oscuri, che io avevo scambiati nel crepuscolo per rialzi
5022 9 | verso la collegiata, che scampanava lietamente, pomposa di drappi
5023 6 | di Grosseto.~Alla prima scampanellata nessuno rispose; alla seconda,
5024 1 | cacciatori stessi eran potuti scampare a prodigio.~Ora Foffo, nel
5025 16| il limo, dove cercavano scampo, tuffandosi sotto l’acqua [
5026 1 | mezz’aria, rintontito e scandalizzato. «Ma senti, — dicevo fra
5027 12| ripigliò — a voi solamente! — e scandì le parole con un’intenzione
5028 11| naso e la voce monotona scandiva le formule sacramentali
5029 21| direttore d’orchestra sul suo scanno; e più in là una cavalletta
5030 3 | predilezione e una cura speciale.~Scansano gli ostacoli; si fermano
5031 13| nottambuli impenitenti e a scappar fuori col sole.~Un raggio
5032 11| truffato e gli toccò poi a scappare, di notte, come un ladro,
5033 11| silenzio perché non gli scappasse una sillaba dei grandi segreti
5034 4 | delle scorpacciate, delle scappatelle, delle gridate del babbo
5035 17| ancora, vedete, che sono scappato dalla casa maledetta, non
5036 2 | romore, mentre i ragazzi scappavano, rasente i muri, dentro
5037 1 | erano, là, abbastanza ragni, scarafaggi e altre bestie, che fuggivano
5038 17| grande ondata viscida, e mi scaraventava nel fango lungo disteso;
5039 21| sbucai fuor dal giaciglio, scarduffato, cogli occhi roteanti nell’
5040 8 | babbo! babbino!...”~»Allora scaricai tutt’e due le canne per
5041 10| chiama così, voltarsi e scaricare la doppietta.~È un tentativo;
5042 3 | il barroccio vuoto; aveva scaricato una cesta di vino di dieci
5043 3 | 46] — Te, col barroccio scarico, — diceva il vecchio al
5044 19| addosso al Dodolo un panciotto scarlatto, e i vecchi sussurravano
5045 12| puntellandosi sui poveri pugni scarni, dai braccioli della sedia,
5046 13| ossi di pollo e di leprotti scarnificati come non saprebbe fare un
5047 15| abbandonate, anche non del tutto scarnite, seppe rifiutarle; il superfluo
5048 1 | tirai indietro, e con la scarpa ferrata menai un calcio
5049 9 | strisciando i piedi, stretti negli scarpini inverniciati, sulla traccia
5050 17| calzettoni e, sopra, le scarpone bucherellate; la distanza
5051 19| E giù risate, tutti, da scarrucolarsi le vertebre.~In mezzo a
5052 13| appunto per questo agli scarsi abitatori superstiti di
5053 1 | nulla; in un tavolino, uno scartafaccio di saldi, de’ quali le cifre
5054 10| al cavallo, che, con uno scarto, si rituffò nel buio donde
5055 18| giuntura e un orecchio scartocciato verso la bocca della tana,
5056 16| alzare il piccone contro lo scasso, o tuffarsi nei fieni mareggianti,
5057 21| strani echi, ripresi la mia scatola e la mia tavoletta; poi,
5058 8 | con la pala in ispalla mi scaturì improvvisamente dinanzi
5059 14| rilucente riappariva quasi scaturisse dalla terra; e un effetto
5060 5 | Giannaccio in persona, era scaturito di dietro il pozzo, col
5061 15| col gran corpo il piccino, scavalcandolo con le zampe anteriori;
5062 8 | io, via, come il vento; scavalco il filo di ferro, corro
5063 14| su per la via sassosa, scavata torno torno alla montagna,
5064 20| particolare a tutti gli scavezzacolli, i quali, in fondo per il
5065 1 | conoscenza delle talpe de’ solai.~Scelsi la camera più bella, anche
5066 21| lavoro, entusiasmato dalla scelta del soggetto (un angolo
5067 17| acqua gialla abbassata, che, scemando di furia, passava davanti
5068 2 | mezz’ora durò l’orribile scena; poi il rantolo andò affievolendosi
5069 4 | amenissimo circondato da uno scenario di montagne superbe e punteggiato
5070 8 | loggia; poi mi diressi, scendendo il lieve declivio erboso
5071 17| alla stazione, e, quando scendevano i forestieri, li portavo
5072 13| accidenti!~— Ma che fai? Scendi, svelto, vien via! — sussurrava
5073 4 | comprati apposta. Certe scene di dolci intimità familiari
5074 8 | La notte ormai era scesa; sentivo le raganelle chiamarsi
5075 8 | ne aveva abboccata una!~»Scesi dal masso, tolsi il cane
5076 10| destra, perché, quando sono sceso, stamani, era a sinistra...
5077 12| da foco, con tutte quelle schegge, quei pallini, quei diavoli
5078 2 | tracce in qualche tronco scheggiato e sanguinoso come una ferita
5079 14| verdone.~I macigni, gli scheggioni, le quarziti, il galestruccio,
5080 2 | sbatacchiava sinistramente, pareva schernire quegli sforzi inutili e
5081 13| rosse della volpe che li schernivano, oltre il vetro.~Allora
5082 10| In questi posti non si scherza...~— Ho avuto una paura
5083 14| più nemmeno azzardarmi a scherzar su certe cose; e mi parve
5084 4 | il tempo fa di questi scherzi, cara voi!~— O che fa crescere
5085 18| tal frangente? La madre schiacciata per la fuga, già pronta
5086 10| lui?~— Signorino! Lui si schiacciò fra due ondate di renicciolo,
5087 4 | spocchiosa della ‘dottora’ schianta addirittura dalla bile! —~
5088 16| vago, come ronzio d’arnie o schiantar secco di legno adusto; e
5089 17| finestra della capanna e schiantarne le imposte con una calciata
5090 8 | via della gran corsa gli è schiantato il core. Ma, cos’è, cosa
5091 21| cui l’acqua cominciava a schiarirsi, mentre sulla mia testa
5092 13| beccatelli, senza penne, e schidioni lenti intorno a fiammate
5093 21| sulle alte montagne azzurre schierate in giro, c’inondò completamente,
5094 17| esser beffeggiato; sangue schietto, sangue scrio, sangue vivo!
5095 13| fra la compassione e lo schifo.~[160] Se fosse stato un
5096 17| le gambe in tutta quella schifosa poltiglia sanguinolenta,
5097 20| craaaa! sonoro, chiamò il suo schifoso seguito, che, pigramente,
5098 6 | avuto paura quando i fulmini schioccavano frequenti, attirati da tutta
5099 3 | piace più del primo!» E schioccò la frusta per far più presto.~[
5100 2 | incastrata fra due capre schiodate e una ciambella di cerchi
5101 17| agguanto il fucile e semino una schiopettata alla bestiaccia.~»Ma perché
5102 6 | il cavallo, coperto di schiuma, puntò le zampe anteriori
5103 16| bizzarri attorcigliamenti di schiume, trasportando sul dorso
5104 21| torrentelli, in cascate gialle e schiumose; le provviste, nascoste
5105 12| perentorio, e la Betta, allibita schiuse la porta, dopo aver tirato
5106 1 | tirare alla lepre quando schizza, non si trova dovunque,
5107 1 | mentre un rumore sordo faceva schizzar dentro Foffo con un salto
5108 13| non poté fare a meno di schizzare sul davanzale e di guardare
5109 7 | altro che quando ne sono schizzati fuori e l’eroismo puro e
5110 7 | agguantata la tela dove aveva schizzato l’uccello a grandezza naturale,
5111 8 | lui, di galoppo serrato, schizzava in cucina, e aspettava,
5112 7 | strizzandomi l’occhio: — Oggi la schizzo... domani ci ripenso e se
5113 13| la misura e il tempo, e schizzò sul tetto.~Granfialunga
5114 13| lasciavano sulla neve e della scia delle lunghe code a spazzola,
5115 12| sopravvenienti, di cui le sciabole tintinnarono, e rifulsero
5116 17| sentivo il mare che urlava e sciacquava lontano, mettendomi addosso
5117 21| brontolavano, gorgogliavano e sciacquavano, aprendosi ogni tanto a
5118 16| fuscelli sospinti innanzi dallo sciacquio.~Finché si faceva gonfia
5119 19| come un vaglio, cispelloso, sciancato, lendinoso, se ne andava
5120 21| tremando di mille colori, la sciarpa dell’arcobaleno.~»Quando
5121 16| strozzata.~— Ha sciolto lo scilinguagnolo, finalmente — azzardò uno,
5122 5 | sue grandi mani pelose di scimmia, alla sottana del prete,
5123 16| confondevano, ritornavano a scindersi, a ricongiungersi,... una
5124 8 | la prata, dove le lodole scintillano a centinaia, cantando a
5125 21| sguardo al cielo, tutto scintillante di astri quale non m’era
5126 17| chiudendo gli occhi, perché lo scintillio rosso dell’acque tinte mi
5127 1 | volti sbiancati e compunti; scintillò sopra l’enorme carogna del
5128 1 | un uomo forte e a certe sciocchezze non ci credete... voi dovreste
5129 1 | ancora: — Sei persuaso, sciocco?~Un ululato mi rispose;
5130 16| tepido di vetta ai poggi, sciogliendo la neve e facendo luccicare
5131 12| rispondere; il tepore della casa, sciogliendogli il sangue intorpidito, gli
5132 18| di primavera; la neve si scioglieva chiacchierando nei ruscelli
5133 8 | cane a catena, e non lo sciolgo altro che distante qualche
5134 16| la voce strozzata.~— Ha sciolto lo scilinguagnolo, finalmente —
5135 2 | metri, flagellato dallo scirocco, accecato dalla pioggia,
5136 1 | finirono d’addormentarci, e noi scivolammo, come fra due pareti di
5137 13| cuccioli di non si muovere, scivolarono dall’apertura, Granfialunga
5138 2 | e dal finestrino aperto scivolò lentamente nell’interno
5139 18| questi erano più grandi! — sclamò con ira la femmina accennando
5140 18| che roba il cibo bell’e scodellato! ti fa un nodo qui allo
5141 1 | fattoressa, ci versavano nelle scodelle la minestra di tagliatini,
5142 8 | in cucina, e aspettava, scodinzolando, che gli porgessi la pappa...
5143 19| cacciatora lacera bisunta, scolorita dalle intemperie, ma cogli
5144 1 | tinello, con due credenze, scolpite in legno a ippogrifi e foglie
5145 9 | un Cristo enorme di legno scolpito, dipinto di color bruno
5146 1 | qualcuno; era la collezione, scompagnata e manomessa, della Storia
5147 3 | un tipo che finirà con lo scomparire, davanti all’incalzante
5148 15| assalto dell’aquila, che, sconcertata ed incerta, ripiegò.~Frattanto
5149 1 | noi, a capo basso, mogi e sconfitti, cominciammo a scendere
5150 2 | dalla tettoia di lamiera sconnessa, quando un raggio di sole,
5151 2 | delle ruote sull’ammattonato sconnesso un cane legato al muro,
5152 21| quella cosa, a me fino allora sconosciuta, che è la febbre.~»Fu dunque
5153 17| queste parti; ve lo avevo sconsigliato... anche a voi... ma sì!
5154 12| curato, credetemi, l’ho scontata e la sconto ormai da venticinque
5155 12| credetemi, l’ho scontata e la sconto ormai da venticinque anni,...
5156 21| monte per qualche strano sconvolgimento, e andato a cascare su tre
5157 18| e cose sotto le sue ali sconvolte.~Ora il sereno tornava,
5158 14| megere, a cavallo della scopa tradizionale, pareva, animata
5159 11| rifaceva la camera e gli scopava lo studio, un’ora tutte
5160 1 | la cagna rizzò il pelo e scoperse i denti bianchi, ringhiando
5161 13| ogni traccia non rimaneva scoperta più di mezzo minuto.~Sotto
5162 1 | sangue sopra i denti bianchi, scoperti in un spaventoso riso spasmodico;
5163 22| aggiunti dal curatore a scopi didattici: détte > dette;
5164 12| indovinate facilmente lo scopo della mia visita. — E alzò
5165 15| nuvole; e in grembo a quelle scoppiarono folgori secche e abbaglianti;
5166 14| Un po’ più in su che mi scoppiasse e ci rimettevo la faccia!
5167 12| il viso a voi? Quando è scoppiata la canna, bonanotte, sonatori!
5168 1 | tutto il giorno, sarebbe scoppiato nella notte.~Come Dio volle,
5169 13| lenti intorno a fiammate scoppiettanti e ne aveva sgozzate quattro,
5170 16| come quelli principiavano a scoppiettare, usciva fuori e si lasciava
5171 13| cosa succede? —~[161] Uno scoppio di tosse interrompeva le
5172 8 | s’acquattava tutto, scopriva i denti, da parere volesse
5173 12| disgraziato, al quale, se mi scoprono, è aperta la galera e per
5174 17| singhiozzo; poi Miseria, scordando ogni rispetto, mi attenagliò
5175 4 | delle fattezze, ci si può scordare anche delle stature! —~[
5176 13| staccato di lì; ma una voce scordata, di vecchio catarroso, che
5177 17| tutto, lo sapevo; non mi ero scordato d’infilarmi i calzettoni
5178 8 | possibile che me [105] ne scordi — mi guardò, e batté a fatica
5179 4 | ripetersi. Antonio non si scordò di nessuno, e versò la sua
5180 7 | s’era finito di pranzare, scorgemmo una folla di gente sullo
5181 12| alzava il lume, indietreggiò, scorgendo al chiarore uno sconosciuto
5182 6 | dalle febbri o da qualche scorpacciata; e disse alla moglie, che,
5183 4 | Antonio; si ricordò delle scorpacciate, delle scappatelle, delle
5184 8 | e sicché la settimana scorsa detti l’aìre a Stellino,
5185 2 | vecchia cappella secentesca scortecciata e cadente, fra mezzo ai
5186 16| appoggiava l’orecchio contro la scorza, e sentiva, dentro, un romor
5187 18| del monte, su certe rupi scoscese in fondo alle quali rombava
5188 9 | tratto i due giovani furono scossi da un romore di passi; si
5189 21| San Francesco.~Tutti si scostarono riverenti, mentre egli si
5190 12| poté articolar parola, scotendo la testa, accasciato nella
5191 16| e mormorava lungamente, scotendosi tutta, mentre in alto, nascosto
5192 12| un gigante invisibile la scotesse dalle fondamenta, mentre
5193 1 | gli alberi fremevano e si scotevano al soffio d’un libeccio
5194 17| fretta come una cosa che scotti; feci ancora qualche metro
5195 8 | intanto un par di animali li scova; e noi a uno, su alla cipressa,
5196 5 | sulle rive lungo il borro, a scovar buche di tassi e di faine,
5197 1 | sera.~La Diana a un tratto scovò l’animale, gli dette come
5198 18| strozzati.~— E... la cagna scozzese?~— Mi ha tradito... mi ha
5199 18| bel pelame! e che cagne! Scozzesi! che somigliano tutte a
5200 17| me, dentro a quelle mura screpolate.~D’un balzo fui sull’argine,
5201 1 | staccata e l’intonaco gonfio e screpolato, e che Foffo, senz’avvedersene,
5202 18| le [212] montagne pallide screziate di nero dalle rocce e dalle
5203 14| all’ombre interrotte che screziavano il suolo; il torrente rombava
5204 16| della quercia partì uno scricchiolio lungo, doloroso, aspro,
5205 17| sangue schietto, sangue scrio, sangue vivo! Erbe, ninfee,
5206 1 | viaggi per mare e per terra, scritta dai missionari e illustrata
5207 1 | alla fiamma del lume, come scritte coll’anilina rossa; in un
5208 3 | della medesima andatura, scrollando le sonagliere lustre di
5209 14| Marchesino...! —~[174] Ma Tonio scrollava il capo, e mi avvertiva
5210 1 | sempre, mentre l’acqua, ora, scrosciava a diluvio, come se ci volesse
5211 20| mantenendosi in una colonna d’aria scrupolosamente diritta al punto donde s’
5212 1 | delle lepri l’allevatore scrupoloso di cani, mi aveva messo
5213 16| occhi tesi, disperatamente a scrutare.~Non aveva mai visto il
5214 11| tondo come un bersaglio scrutava il fascio di carte bollate
5215 2 | tremante nella sua maglia scucita, faceva cenno, cogli occhi
5216 18| coi peli del dorso rigidi scuoprendo i denti.~Incontro a lui
5217 21| da un vento improvviso; e scuoprire un cielo quale mai avevo
5218 13| con un rictus terribile scuopriva i denti bianchi affilati
5219 18| disammantava i clivi che scuoprivano le prode tutte verdi d’erba
5220 17| la donna, tasta il polso, scuote la testa; ordina riguardo,
5221 10| terreno, si sollevarono, scuotendo polvere, e, dondolandosi
5222 1 | all’uscio di camera nostra, scuotendolo come per entrare.~Nel tempo
5223 13| tratto, sobbalzò e la Rossa, scuotendosi di dosso i cuccioli, fu,
5224 6 | un rombo terribile parve scuotere tutte le querce circostanti,
5225 18| stirava voluttuosamente, e scuoteva, con gli orecchi, il torpore
5226 10| libeccio, si alzavano, si scuotevano muggendo, e s’indirizzavano
5227 16| uomini armati di corde e scuri. Non capì, da principio;
5228 7 | bella.~A metà del lavoro, scusandosi molto, il fattore venne
5229 7 | genio? niente! un’aquila sdegnata d’esser prigioniera, così,
5230 15| leone, ch’è re del deserto, sdegnava qualunque compagnia, risparmiando
5231 14| controscarpe [166] puntate sdegnosamente contro il fianco del monte,
5232 7 | può essere che solitario e sdegnoso.~— È per questo — seguitava
5233 7 | infuocata.~[92] Aristide si sdilinquiva alla guisa di un’isterica;
5234 1 | ringhiava sempre.~Io mi sdraiai sul letto grande, adagio,
5235 17| vero il sole, il fegato di sdraiarlo l’avrei avuto anche subito,
5236 2 | mosse, mai più.~Il marito sdrucciolò giù per la scaletta, come
5237 19| lunghissime, con grandi sdrusci nei gomiti da cui uscivano
5238 1 | camino una civetta morta, secca come un uscio; era entrata
5239 20| pensato: questi due uomini ci seccano; passiamo il canale; e loro,
5240 1 | non spuntava, e io, fra seccato e incuriosito, sferzai il
5241 1 | spogliato; poi andai con un secchio, verso la fonte, a prendere
5242 2 | vicino alla vecchia cappella secentesca scortecciata e cadente,
5243 1 | arcigna, con le finestre secentesche a mensoloni, appiccicate
5244 1 | quello spaventoso capolavoro secentesco; e dissi a Foffo, che tremava
5245 | seco
5246 3 | negli assassini, come mezzo secolo prima, quando li vide giù
5247 14| finalmente, dopo trenta secondi di corsa faticosa, vidi
5248 12| scarni, dai braccioli della sedia, con le labbra convulse,
5249 18| vanghe, a non lasciarsi sedurre da agnelli o da quarti di
5250 2 | stemmi medicei; stettero lì, seduti in giro sui fondi lucidi
5251 16| aiutarono coll’asce, colla sega; il grande albero resisteva,
5252 3 | arguto e pronto al proverbio, segaligno, ossuto, colorito come una
5253 5 | offrendo le braccia per segare quando il grano biondeggiasse,
5254 3 | l’ottava del Niccheri e segnando la cadenza con grandi scoppi
5255 17| ridere! Quella sera avevo segnato la mia condanna. Arrivo
5256 7 | gran passi.~Io stentavo a seguirlo, mortificato e in silenzio,
5257 1 | nicchia sul pianerottolo; poi seguitai a salire in silenzio.~Alte,
5258 1 | trovato!...~— E i colpi seguitano. Li sentite? — fece Foffo.~—
5259 20| non potevo fare a meno di seguitare ad andarci a caccia insieme;
5260 10| della foresta; e la cagna mi seguiva, tirando di naso disperatamente,
5261 17| piglio i cavalli, bell’e sellati: si monta su, e via nel
5262 15| ciuffi d’erba, le macchie, le selve sottostanti, cercando dove
5263 16| contorta fra le due sponde selvose: guardava tenacemente, sempre
5264 22| in gravi (ì, ù).~Poiché sembra essere ortografia peculiare,
5265 1 | non abbiatevene a male, sembrate di campagna; voi, insomma,
5266 21| tono e intensità d’accento, sembrava che la musica s’allontanasse,
5267 15| parvero squilli guerrieri, sembrò quasi seguire la traccia
5268 2 | e trovò una bottiglia, semi vuota, puzzolenta di rumme
5269 4 | al muro, [54] cogli occhi semichiusi, ripeteva, come macchinalmente,
5270 18| muta, zoppicando, urlando, seminando il sentiero di larghe tracce
5271 12| famiglia, quando io ero in seminario a Firenze.~— Dio di misericordia!
5272 17| arrabbiato, agguanto il fucile e semino una schiopettata alla bestiaccia.~»
5273 21| il boscaiolo diciottenne, seminudo, arso dal sole, che faceva
5274 10| teneva fra i denti.~In quella semioscurità, contro il cielo ancora
5275 16| Michele balzò dal letto, semivestito, uscì all’aperto con la
5276 22| aggettivi in –io è stata resa semplicemente con –i: varî penitenziarî >
5277 4 | lunga pausa, disse con molta semplicità:~— Ebbene? se venissi dalla
5278 1 | privilegio dell’Eccellentissimo Senato.~Non c’era altro.~Un uscio,
5279 5 | piazza; e teneva il capo in seno, tutto rabbuffato in se
5280 20| concedere loro una propria sensibilità. Per lui una bestia, perché
5281 2 | ardente, crassa, occupava sensibilmente l’angusto spazio; ma lo
5282 14| streghe e di stregonerie; ma, sentendoli arrivare trafelati a quel
5283 10| davanti agli occhi, finché, sentendomi mozzare il fiato, e le gambe
5284 6 | dal profondo dell’anima, sentendosi a un tratto liberato da
5285 4 | basso di tutti?~— Eh! — sentenziò una comare — il tempo fa
5286 14| A che cosa ho da badare? Sentiamo un po’...~[165] — Non tirategli;
5287 13| battevano più il bosco dove i sentieri erano ormai completamente
5288 14| nuvolette errabonde); e dal sentieruolo della lepre, precisamente
5289 21| imperdonabile oblio.~Così questi sentimenti, che parranno retorici a
5290 1 | fu al piano terreno, li sentimmo chiari, vicinissimi.~— Chi
5291 17| pare, quando ci penso, di sentirli ancora rintronarmi dentro
5292 8 | gran tormento che provavo a sentirlo sberciare in quel modo,
5293 8 | l’ho mai sentito e non ne sentirò più:... era come quando
5294 9 | venuta via dalla piazza, per sentirsela ripetere ancora, sempre.
5295 10| o in una pianura, si son sentiti abbandonati essere umani,
5296 16| silenzio, in un cantuccio separato dagli altri; poi ripigliava
5297 9 | silenzio per quel povero morto, sepolto tanto lontano, di là dal
5298 18| che aveva invaso i gioghi seppellendo uomini e cose sotto le sue
5299 13| vomitando una valanga di piatti, seppelliva il lepraiolo e il restone,
5300 | seppure
5301 19| ai tenui soffii del vento serale, si crollava agitando le
5302 17| Ve l’ho detto: era una serata d’inferno, e sentivo il
5303 3 | ghiacciaia, ma non ci posso serbar nulla, nulla! È infestata
5304 2 | furore dei fulmini, de’ quali serbavano le tracce in qualche tronco
5305 5 | cominciarono a squillare nell’aria serena; e a Giannaccio parve che
5306 21| que’ due suoi grandi occhi sereni come l’acqua del ruscello
5307 4 | la nostra guardia, e del Sermini, e di Pilletta? Ma cosa
5308 10| dai corni lunghi diritti serpeggianti [121] lunati, dal muso nero,
5309 6 | ruscelli, stillar pozzanghere, serpeggiar rivoletti... Il Favilli
5310 1 | di me, mentre l’ululato serpeggiava di nuovo per tutta la casa
5311 9 | a cui s’attortigliava il serpente verde, dipinta tanto bene
5312 16| insanguinati dai tronchi serpentini, rosi nelle barbe da qualche
5313 1 | corridoio; e null’altro.~Serrai, tornandomene in camera,
5314 1 | stridendo, ricombaciò, serrandosi con un lungo fremito metallico.~[
5315 5 | campo vangato; le mascelle serrate pel furore compresso: ah,
5316 3 | fece le cose in regola: servì un desinare da principi,
5317 12| Impossibile!~— Bene! o servirsi, allora, d’un fucile migliore!
5318 12| letto... In che cosa posso servirvi, caro brigadiere? un bicchierino
5319 18| indipendenza mal sicura che una servitù tranquilla. Son figliuolo
5320 3 | quantità di reti tranviarie, di servizi automobilistici, di ‘bracci’
5321 5 | del canonico, seguito dal servo che recava il messale, i
5322 6 | tutto coperto di pelli setolose, che pareva un fauno antico.~
5323 3 | bene, nonostante i suoi settanta anni sonati, e volle andar
5324 4 | bel pomeriggio, mi pare di settembre, il signor Aurelio Frattigiani
5325 1 | silenzio afoso del pomeriggio settembrino, un lungo, misurato scagnare,
5326 9 | arrivata, e s’era messa a sfaccendare sullo spianato di terra
5327 2 | quel corpo coi suoi colori sfacciati, avviluppandolo come in
5328 9 | baccalà’, il sole, sempre più sfacciato e dardeggiante, e un fiocco
5329 18| liscio, rotondo, cogli occhi sfavillanti, la coda elegantemente arcuata,
5330 1 | fra seccato e incuriosito, sferzai il cavallo e gli feci fare
5331 3 | quelli di sotto), si che poté sferzare i muli e fuggire a trotto
5332 1 | una grande erma di Pane, sferzata da pochi allori, dietro
5333 1 | inseguimento, quando la lepre, sfiancata, disperata, esausta, riapparve
5334 17| inginocchiai sull’argine sfiancato, e protesi lo sguardo al
5335 7 | puntino i risultati dello sfibramento intellettuale delle razze
5336 21| imprecai con impeto indicibile, sfidandolo sette volte sette a vendicarsi
5337 15| serpe agitarsi minacciando, sfidar, tracotante, la mole enorme
5338 10| variavano forma di continuo, sfilacciandosi contro il cielo color viola;
5339 19| gomiti da cui uscivano le sfilacciature d’una vaga rimembranza di
5340 19| l’altra gli tirava, per sfilarla, una manica della giubba,
5341 5 | grasso, impassibile come una sfinge, seduto davanti al solito
5342 15| traccia aperta nelle nebbie sfioccate, di cui i lembi tremolavano
5343 14| con la velocità del vento, sfiorando le macchie, stroncando i
5344 16| passando rasente a Michele, sfiorandolo con le foglie più giovani,
5345 10| sull’erbe, che pareva non sfiorasse neppure coi quattro zoccoli,
5346 7 | arrivare all’albergo e di sfogarsi, naturalmente, con me.~Ma
5347 9 | sagrestano, contento anche lui, sfogasse la sua letizia, tirando
5348 6 | anche la burrasca s’era sfogata, la temperatura era discesa;
5349 19| chiacchiere e seguitava a sfoggiare una varietà di guardaroba
5350 1 | in modo da far pietà. Ne sfogliai qualcuno; era la collezione,
5351 4 | Adagio adagio la gente sfollò.~I ragazzi avevano fatto
5352 5 | piene d’autunno li avessero sfondati! Ma ora? era vecchio, era
5353 13| appostato in fondo a uno sforo alto del cumulo di macigni
5354 13| dove i cipressi parevano sforzarsi di sollevare i corpi snelli
5355 19| volta in quella posizione sforzata?~Quando era stracco Gosto
5356 7 | rapace fu quietissimo e si sforzava tanto a tendere il collo
5357 2 | pareva schernire quegli sforzi inutili e faticosi; una
5358 1 | bassa d’un pesco, mirò e sfracellò il capo alla povera bestia,
5359 14| lì a poco, a torcersi, a sfrascare, quasi bruciasse! Io mi
5360 10| Verso di me a carriera sfrenata, veniva un cavallo.~Nessun
5361 19| stelle nel cielo) Gosto sentì sfrusciare verso la siepe del campo.~[
5362 9 | messo di sghembo, lasciando sfuggire di sotto alla tesa il ciuffo
5363 5 | e là delle occhiate alla sfuggita, per badar bene che nessuno
5364 5 | vecchio, era solo, ed era sfuggito come i lebbrosi.~Già una
5365 18| colle gole ardenti da cui sfuggiva il respiro corto e frequente,
5366 20| e il cielo cominciava a sfumare dall’azzurro intenso in
5367 20| crocifiggeva sull’uscio dello sgabuzzino degli uccelli, [232] con
5368 4 | di basilico; un monello sgambettò, cantando.~Dal tranvai scesero
5369 17| mettendo una chiave nella toppa sgangherata dell’uscio — guardate pure;
5370 16| filtrava l’acqua con uno sgocciolio sordo, che aveva l’aria
5371 1 | ma il bracconiere, senza sgomentarsi correva a perdifiato alla
5372 19| fodere in seta e con immense sgorature, nauseabonde, oleose, da
5373 6 | ciglio.~Il dottore lasciò sgorgare il sangue; poi medicò, compresse,
5374 7 | alle gazze ciarliere...~— Sgozza gli agnellini... i cerbiatti...~—
5375 13| scoppiettanti e ne aveva sgozzate quattro, portandole fuori
5376 1 | minestra con due occhi così sgranati, che non li dimenticherò
5377 19| maestra, poi, dopo essersi sgranchito le gambe e le braccia, si
5378 8 | spalanca gli occhi, li sguscia, e caccia fuori le pupille,
5379 1 | urlò Foffo cogli occhi sgusciati. — Voi siete matto! E un
5380 12| del vecchio bracconiere, sibilandogli in faccia: — Ah, disgraziato!
5381 17| che pareva un artiglio, sibilandomi all’orecchio:~— Fui vigliacco,
5382 4 | voleva dire un mondo di cose sibilline.~Per un momento un gran
5383 3 | il rimedio? Ce l’ho io, e sicurissimo.~— Ditemelo, per carità;
5384 13| levigati, senza una goccia di siero o di grasso, e alcune penne
5385 11| trasognato, ma la bocca pareva sigillata. Poi dette una crollata
5386 8 | casa: il venti d’agosto significa l’indipendenza sconfinata,
5387 15| compagna, spaventata dal significato non dubbio di quell’accento
5388 5 | contadini, di fattori, di signorazzi, che aspettavano l’ora della [
5389 11| cercarlo da parte di certi signorotti che portavano il suo stesso
5390 17| capivo; ma la voce umana, nei silenzi disperati delle paludi morte,
5391 2 | nella polvere l’impronta silenziosa di goccioloni grossi come
5392 1 | inutile, ormai!~Ristemmo, silenziosi, desolati, intorno alla
5393 8 | degli olivi tra la foschia silvana che li circondava, quando
5394 9 | pini, come un buon gigante silvano, parato d’oro e di verde
5395 7 | non si debbono mutare i simboli dell’eroismo, ma affermo
5396 7 | E intitolerò questa tela simbolica e verista: ‘Eroismo’. —~
5397 9 | tempestato d’ornamentazioni simboliche d’argento vero e di bronzo
5398 7 | quando gridano contro il simbolismo così necessario alle ‘masse’...
5399 20| pur troppo per diventare simpatici.~Ma io non tedierò i lettori
5400 11| quella pupilla era talmente sincera che gli improvvisati parenti
5401 4 | festeggiamenti, invitarci il sindaco ed escludere i consiglieri
5402 21| elevando verso il cielo una sinfonia così acuta, che pareva potesse
5403 5 | del chiostro; e piangeva e singhiozzava e batteva i denti e imprecava,
5404 17| bracconiere lacerarsi come un singhiozzo; poi Miseria, scordando
5405 2 | arruffava e sbatacchiava sinistramente, pareva schernire quegli
5406 10| e tutte quelle fiammelle sinistre si dispersero come dissolte
5407 | sino
5408 9 | chiome argentee le curve sinuose del fiume; di faccia, Poggio
5409 16| scendeva a capriccio lungo la sinuosità; e la corrente rallentava,
5410 15| infracidita a fior del terreno; o sitivano presso li stagni, cercando
5411 20| sapendo cosa si fare, si slancia a un volo diritto, e, per
5412 15| quell’accento di dolore, slanciandosi vertiginosamente dietro
5413 21| affacciò una figura esile e slanciata di frate, che mi parve,
5414 14| una sola parola, mi ero slanciato col fucile in mano per la
5415 13| ultimi tratti dell’agonia, si slanciavano come proiettili, sull’aia,
5416 20| Immediatamente un altro corvo si slanciò, proprio di là dal canale.
5417 6 | barroccino, dopo d’avere slegato il cavallo — perché io resto
5418 7 | larga e comprensiva, vette smaglianti di gemme contro cieli d’
5419 9 | squillò, dal campanilluccio smantellato; si diffuse rapida sulla
5420 11| in preda a una specie di smarrimento, col portare la destra al
5421 14| La mia intelligenza ci si smarriva, tanto più che non c’era
5422 9 | lì, sotto quel sole, come smemorata; non vedeva, non sentiva
5423 10| diurna...~Rimasi fisso, come smemorato, ascoltando, senza pensare,
5424 1 | ché nessuno ve lo potrà smentire! —~Io ero rimbecillito.~
5425 10| ridicola con la sua tettoia smerlata di lamiera grigia, tutta
5426 19| ancora cenci e casacche smesse in mezzo alla campagna,
5427 1 | pareva proprio che avesse smesso di urlare; se l’uscio dava
5428 2 | che gocciolava; le scimmie smisero di stridere e di grattarsi,
5429 11| occhio di Martino si sbarrava smisurato e celeste, sotto il sopracciglio
5430 8 | o lì lì per accadere...~Smontai, con una mossa energica,
5431 6 | rinfrescarsi un poco, e, mentre smontava dalla cavallina, si vide
5432 12| pievano, e non nascose una smorfia di malcontento; poi, con
5433 12| accendeva gli occhi del prete si smorzò contro la fredda luce di
5434 17| dalle vibrazioni dell’onde smosse in cerchi concentrici; e
5435 14| gesti nervosi, le parole smozzicate sul labbro.~— È passata!~—
5436 13| i cani, intanto che lei smuoveva un embrice e si calava giù...~
5437 13| sforzarsi di sollevare i corpi snelli e neri del lenzuolo che
5438 7 | infernali per il lavoro snervante, in un meritato riposo,
5439 4 | finiscono, e comincia a snodarsi la ripida via maestra ferrata
5440 18| discorrere perché i fianchi gli sobbalzavano dalla gran corsa fatta,
5441 13| Granfialunga, a un tratto, sobbalzò e la Rossa, scuotendosi
5442 8 | sdraiato in terra, cogli occhi soccalati, le zampe distese, la bava
5443 5 | dalle gelosie, dalle porte socchiuse delle botteghe, di sotto
5444 7 | cortesemente, cenno d’avanzare e, socchiuso uno dei battenti, c’introdusse
5445 2 | saltimbanchi, purulente piaghe sociali, di cui i monelli sono le
5446 10| coio che le stringeva, mi soffermai a respirare, con la sinistra
5447 13| della strada maestra si soffermarono ad ascoltare. Un grande
5448 21| d’andare non si sieno mai soffermati a pensare un istante, s’
5449 7 | sbatacchia, e guarda bieca, e soffia, e drizza quel ciuffo sul
5450 16| piegati dalla medesima parte, soffiavano contro la luna sibili lamentosi
5451 17| camminai a lungo sull’erba soffice che smorzava i passi, stringendomi
5452 19| accorciandosi a mo’ d’un soffietto di organino, fece il giro
5453 19| uomo il quale, ai tenui soffii del vento serale, si crollava
5454 1 | probabilmente, condurre alle soffitte, dove non m’importava per
5455 1 | con cortinaggi oscuri, i soffitti a cassettoni, i letti a
5456 1 | damasco sbrindellato; nel soffitto, delle ragnatele così spesse,
5457 4 | che pareva lo volessero soffocare.~— Francamente, — rispose
5458 10| col cuore qui, alla gola, soffocato, pazzo, raddoppiavo di lena.~—
5459 9 | tanto me l’aspettavo... — e soffocava i singulti, premendosi il
5460 17| dubbio possibile: qualcuno soffriva; qualcuno, certo una donna,
5461 21| i mobili di quercia, le soglie, gli attici di pietra bigia,
5462 13| dormivano in fila sui bastoni sognando i mariti ciondoloni dai
5463 6 | se stesso se era desto o sognava!~Ma la spiegazione d’ogni
5464 12| fracasso rabbioso, e i cani sognavano al calduccino, movendo le
5465 4 | E dire che tutto questo sogno crollò, come un castello
5466 1 | conoscenza delle talpe de’ solai.~Scelsi la camera più bella,
5467 1 | si sentiva ruzzolar nel solaio, non ci si badava proprio;
5468 21| che mi parve, in un raggio solare, fra mezzo a quell’armonia,
5469 18| chi ti ha fatto questo solco profondo, qui? È inutile
5470 15| maestosa come [176] quella solcò, gittando il suo grido di
5471 10| tutte, come un reggimento di soldati! Noi s’aveva un bel correre,
5472 9 | Guardò il ritratto di lui, da soldatino: la sinistra sul fianco,
5473 11| Martino non spendeva mai un soldo. Soleva dire che non ne
5474 15| talvolta ad ammirare, facendo solecchio di una mano bruna alla fronte
5475 6 | cotone idrofilo, e annunziò solennemente:~— È una polmonite traumatica,
5476 20| sul becco, per farne un solennissimo filosofo! I corvi, credilo
5477 1 | imbracciato il fucile, accesi uno solfino. Foffo si decise a trovare
5478 13| spezzare il guinzaglio di solidissima fune, ritti in bilico sulle
5479 15| udirlo perdersi in quelle solitudini azzurre; il fiato, possente;
5480 16| lontano, sfolgorante sotto il solleone; e rimaneva lunghe ore nella
5481 3 | mangiare di lusso, pietanze che solletichino il gusto, qualcosa come
5482 7 | di questa bestia che si solleva sul volgo degli altri animali.
5483 5 | chiamò; gli alzò il viso, sollevandolo per il mento, e fece due
5484 7 | ogni cosa contribuiva a sollevarci l’animo, ad esaltarlo.~[
5485 10| verdastri del terreno, si sollevarono, scuotendo polvere, e, dondolandosi
5486 21| ginestre; e, su per un citiso, sollevarsi una locusta elegantissima,
5487 2 | bava alla bocca, il petto sollevato da un respiro aspro, irregolare
5488 10| giallastro qualche cosa si sollevò, si scosse, s’incamminò,
5489 2 | a trascinarsi dietro la soma grottesca dei suoi mali,
5490 2 | pappagallo e i ragli del somaro, s’eran presi tutti per
5491 6 | pecore in discorso dovevano somigliare molto ai carabinieri!~Il
5492 1 | baldacchino, le antiche camere si somigliavano tutte. Una stanza era stata
5493 9 | quale erano attaccati i sommari dei giornali cittadini,
5494 1 | portantina, e dandogli una sommaria descrizione del suo uso.~
5495 20| strepito in mezzo alla radura, sommersa nell’erbe.~— Attento! —
5496 19| Accidenti! — disse una voce sommessa alle sue spalle — Accidenti!
5497 6 | minuto; sentirono dei fischi sommessi, che parevano sibili di
5498 14| che faceva un rumore di sonagli e di catene, e dotata d’
5499 12| pare? sono le undici bell’e sonate!~— Non mi canzonate! l’undici?!~—
5500 3 | nonostante i suoi settanta anni sonati, e volle andar da sé a far
5501 12| scoppiata la canna, bonanotte, sonatori! E sapete, dev’essere la
5502 11| gente come attorno alla sonnambula; parecchi erano montati
5503 17| picchiava e rimbalzava sonoramente sui vetri, concluse:~— E
5504 17| disperati delle paludi morte, ha sonorità inattese; e a un chilometro
5505 20| tranquillamente.~Poi, con un craaaa! sonoro, chiamò il suo schifoso
5506 14| tutta la costa ripida che lo sopportava, un solo punto, in cui gli
5507 11| smisurato e celeste, sotto il sopracciglio folto punteggiato di qualche
5508 21| opachi, gl’inginocchiatoi con sopravi i messali incatenati, i
5509 11| a quelli i quali via via sopravvenivano, di fare ammodo, che non
5510 17| avuto anche subito, perché soprusi a me non se ne fanno; ma
5511 12| perché mi volle far quel sopruso; ma perché volle far perdere
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