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Maria Ricci Paternò Castello
Nuove poesie

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  • ALLA MUSA.
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ALLA MUSA.

 

 

Sembran versi e non son, benchè raccolti
In nitido stampato abbigliamento;
Son riflessi di spiriti e di volti,
Cui m’incatena mistico tormento.

 

Son aure accese di sospiri molti,
Di desiderii dal supplicio lento;
È la propria alma mia, Musa, che ascolti,
Me medesma tradotta in ciò ch’io sento.

 

E in cor te sento, o dalle brune chiome
Pallida Musa; ed Ibla mia respiro
E il greco Imetto nel tuo dolce nome.

 

Prendi, son tue, com’io tua son, le carte
Scritte senza sudor, dacchè ti miro....
Prendi, è ben tuo ciò che da te si parte.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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