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Maria Ricci Paternò Castello
Nuove poesie

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  • NOTE TRAGICHE.
    • È CAIN CHE S’ILLUDE....
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È CAIN CHE S’ILLUDE....

 

 

Ha l’aspetto e il sermon d’un innocente,
Quasi pura colomba, è senza fiele;
Più che reo forse, è un povero demente,
È Cain che s’illude essere Abele.

 

Il molle dir con gli atti iniqui smente,
E se move l’offeso a lui querele,
Si schermisce così candidamente,
Che la vittima stima crudele.

 

Poi, mentre sbrana col selvaggio artiglio,
Tal con lo sguardo le ferite molce,
Che in un doglia e pietà strappa dal ciglio.

 

Come potesti mai, cieca Natura,
Mescolar tanto amaro e tanto dolce
Nel sangue d’una stessa creatura?


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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