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TESTINA BIGIA.
Testina bigia, vecchia,
sdentata,
Accesa tutta di fedeltà,
Sovra il mio seno lieve adagiata,
Quanta mi désti felicità!
Dietro la folta, pelosa
lana
Il coricino, che ti battè,
Parea dicesse «Lusinga vana
L’amor costante quaggiù non è.»
E con lo sguardo
profondo, intenso,
Addimostrava di dire il ver;
Testina bigia, quando a te penso,
Mi faccio incredula al mondo inter.
Proclive al bene, molle
al perdono
Rendevi l’aspro mio core tu;
Voll’esser tenero, gentile e buono,
Ad emulare le tue virtù.
L’odio e l’oltraggio de’
miei nemici
Misericorde mi ritrovò;
Gridai persino: «Che sien felici,»
Mentre il lor ferro mi trapassò.
Oh se sapessi, dacchè mi
manchi,
Come gli affetti mi s’intristîr!
Di ciance amabili i labbri stanchi
Tosto impararono a maledir.
Orfana, vedova, senza
famiglia,
Fuor del mio tetto raminga vo;
Nessun mi chiama consorte o figlia,
Bacio e carezza che sia non so.
Soavi amici, cari
parenti
Ben mi concedono parte del cor,
Ma non è un’anima che fra’ viventi
Segno mi faccia d’unico amor.
Tu ribellandoti ai fini
scaltri
Di leggi incognite, ostili a me,
Eri mio solo, non eri d’altri,
La tua n’è pegno canina fè.
Testina bigia, perchè
sei morta,
Tu del mio fato meno crudel?
Sete ho d’un bacio, m’apri la porta
Del tuo modesto, picciolo avel.
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