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Giambattista Della Porta
Lo astrologo

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


a-colio | colla-fusse | fusti-opre | ordin-ritro | riusc-trovo | tuffa-zoroa

                                                         grassetto = Testo principale
     Atto,  Scena                                        grigio = Testo di commento
1 II, VII | aguiero, dalla qui, deja hacer á mi.~Bevilona. Ecco fatto.~ 2 II, III | Tespione gimnosofista, Abbari iperboreo, Ermete Trismegisto, 3 II, VI | quando manco si pensa, e abbassa chi sta piú al sicuro.~Eugenio. 4 II, III | migliore, e con quanta maggior abbondanza tanto l'opra sará piú agevole 5 V, II | della prima moglie dovereste abborrir la seconda; ché non dican 6 II, V | posso contenermi che non vi abbracci e baci di nuovo, e sento 7 II, V | posso contenermi di non abbracciarvi e baciarvi.~Vignarolo. Ed 8 V, II | E voi, signor Pandolfo, abbracciate la pazienza e sposatela!...~ 9 II, V | Vignarolo. (Mentre costui mi ave abbracciato mi ho sentito dare una scossa 10 V, IV | esser appiccato, squartato e abbruciato. Mille pendono dalle forche 11 I, II | Pandolfo. «Sempre fu grand'abondanza di consiglieri e carestia 12 II, VII | fondo).~Gramigna. Se non mi abreis presto, enviaré esta puerta 13 IV, VI | spagnuolo. Or prima che mi accada qualche altra disaventura, 14 I, II | mai piú per l'adietro mi è accaduta una simile occasione.~Cricca. 15 IV, X | non vuo' vecchio; se io mi accaso, lo fa per far figli come 16 IV, IX | mi erano un'esca che mi accendevano il fuoco dell'ira nel petto. 17 II, VI | di quelle faville che s'accesero per man di Amore nel mio 18 IV, IX | voi siate il vignarolo, accetterá la offerta; e in presenzia 19 I, V | libero d'ogni male.~Pandolfo. Accetto volentieri la grazia che 20 II, IV | fatto, e ripararemo questo accidente. Ma cercarò se posso prima 21 V, II | morir squartato! Me l'hai accoccata: giá il dolore e l'affanno 22 IV, X | Non so se Lelio averá accomodato lo scaglione per farlo sdrucciolare 23 IV, VI | solo e parlo come fosse accompagnato.--Ascolta, vignarolo, e 24 II, III | Gramigna. (E ci vuol l'acconciabocca ancora).~Pandolfo. Tutto 25 II, IV | avendo in vita mia mai potuto accoppiare uno carlino quando era vignarolo, 26 V, III | Se non tacete voi non ci accordaremo mai.~Pandolfo. Parla con 27 II, II | Vignarolo. Chi sa, forse mi ci accorderò. Ma come sarò transformato 28 IV, IX | stato tanto sciocco a non accorgermi prima....~Guglielmo. Io 29 V, V | moltitudine ivi dentro. M'accosto piú vicino. Vi veggio un 30 II, III | vivo con sughi di erbe: accrescerá il numero de' burlati e 31 IV, II | Cricca. Mi rallegro dell'accrescimento del vostro stato: che di 32 II, I | minacciandolo ancora di accusarlo alla corte.~Pandolfo. E 33 V, IV | io ve ne farò pentire, vi accusarò; e non mi curo esser appiccato 34 V, IV | avuto l'indulto per noi e accusatone te: e avemo testimoniato 35 I, V | da Capricorno passa in Acquario e in Pesce, il vostro Guglielmo 36 I, V | vostro Guglielmo è morto nell'acque e se l'hanno mangiato i 37 I, II | Come uno negromante vuole acquistar nome si finge di lontani 38 IV, VII | travagli! Andai in Barbaria per acquistare danari, e perdei me stesso; 39 I, I | quello che intendete; ché, acquistata che avremo la credenza appresso 40 V, V | Disacerbare la vendetta nell'acquisto delle robbe e ricevere in 41 I, I | tapezzarie saranno a noi acutissimi incitamenti ad esser piú 42 II, V | Sulpizia che cali giú li addobbamenti di damasco con quelle trine 43 V, IV | tuoi discepoli, e tu ci hai addottorati.~Astrologo. E l'amicizia?~ 44 I, I | quaranta palmi in mano ho administrato giustizia a quei popoli.~ 45 V, II | son pronto e volontaroso adoprarmi ne' vostri servizi piú che 46 II, V | che sgombri la camera e l'adorni tutta; e torna volando.~ 47 II, VIII| diverse donne, commettendo adultèri e stupri a lor modo; e se 48 II, III | Albumazar. Usate le barbe adulterine, impiastri ed altri linguaggi, 49 | adunque 50 I, IV | della morte è gionto il suo afelio,...~Cricca. Poveretto! dice 51 V, II | accoccata: giá il dolore e l'affanno è tanto che mi stringono 52 IV, VIII| che fussi meglio di te, ti affatichi con tante ragioni a darmi 53 I, I | Albumazar. Per altro non m'affatico.~Ronca. Eccoci pronti, o 54 | affatto 55 V, II | comunque si sia; e cosí afferma Sulpizia mia sorella.~Sulpizia. 56 I, I | tutto e gramignando quanto afferri;--e come novi Soloni--che 57 IV, II | della morte tanto vicina, l'affezion della servitú che ho sofferta 58 II, II | ti lascio tre annate dell'affitto che mi rendi della tua villa.~ 59 II, VIII| ancor me: che ambedue ne affligga un medesimo male.~Artemisia. 60 II, VII | Eugenio. Ma perché tanto affliggervi?~Artemisia. Primieramente 61 I, III | acqua fa questo effetto, affogandovisi dentro.~Gramigna. Ti fa 62 II, VIII| nostre madri, quando nascemo, affogarci, nascendo al mondo per un 63 II, VII | anno. Però vi prego che vi affrettiate e mi cacciate di tanta angoscia.~ 64 I, II | Come in una ora si va nell'Africa?~Cricca. Io pensava dalla 65 II, III | abbondanza tanto l'opra sará piú agevole a riuscire: che in queste 66 IV, IX | cosa che desidera, e verrá agevolmente al giuramento.~Lelio. Come 67 V, II | aranno subornato, e mi hanno aggirato con le loro astuzie e inganni, 68 I, II | mi alleggerissi e non mi aggravassi i miei guai. Per che ti 69 II, VII | aquí lo vino. Trae aquí agua bulliente per limpiarla.~ 70 II, VII | Gramigna. Ponla por este aguiero, dalla qui, deja hacer á 71 II, VII | Gramigna. Yo la limpiaré, ché ahora sará aquí lo vino. Trae 72 II, VIII| credo ben che se Amor non lo aiuta in questo estremo punto, 73 I, II | ruffianeria; ma io ti vo' per aiutante.~Cricca. Dite su.~Pandolfo. 74 II, VI | tôr le spose senza volerci aiutare? Destiamoci noi stessi: 75 II, VI | desidèri e promettere di aiutarlo; ma egli si avisa subito 76 IV, V | che gli anni adietro tu mi aiutasti a medicarla.~Lelio. Colui, 77 I, I | negromante, che pizzica dell'alchimista e del far molini, con l' 78 II, VII | soberbia, non quere alzar algo sin palos.~Bevilona. Eccovi 79 IV, IX | con il quale egli pensava allacciarci: se ne volgeranno le saette 80 I, II | venga! io vorrei che tu mi alleggerissi e non mi aggravassi i miei 81 II, III | cibi ci partiremo da Napoli allegramente).~Pandolfo. Come farò che 82 V, V | allegrezza!~Pandolfo. Le allegrezze non ponno capir in me ripieno 83 I, III | mattina?~Gramigna. Una Venere allessa e un Mercurio arrosto.~Pandolfo. 84 II, III | tal bianchezza e puritá si allettano li influssi lunari, perché 85 II, III | Gramigna. (Anzi per noi, ché ci alletteranno e provocheranno più che 86 V, II | e onesti costumi vi ave allevato: e che questa vita è molto 87 | almen 88 II, III | pedali).~Albumazzar.... un altar nel mezzo della camera, 89 II, VII | vedereste un tempio nel cui altare arde sempre il mio cuore 90 V, V | non bisogna vendicarmene, alterarmene?~Cricca. Disacerbare la 91 II, III | plenilunio alla dicotoma, e in altretanto al panselino,--ci serviremo 92 | altrettanto 93 V, II | poter determinarlo; ché altrimente non son per dire parola 94 | altrimenti 95 IV, VIII| Guglielmo, or bisogna faticar altrotanto a fargli credere che sia 96 II, VII | muy soberbia, non quere alzar algo sin palos.~Bevilona. 97 I, VI | Oimè! che non mi assicuro d'alzarmi.~Cricca. Alzatevi, ché vi 98 I, VI | assicuro d'alzarmi.~Cricca. Alzatevi, ché vi ha difeso la celata 99 IV, VIII| babuazzo, perché Guglielmo non ama la sua massara.~Vignarolo. 100 II, VII | chiarissimo sole, le tenebre e amaritudini del mio cuore tutte si fanno 101 I, II | amore, né posso lasciare d'amarla; ma or mi s'appresenta una 102 II, I | tanto potrei star senza amarti quanto far volar un asino. 103 V, II | gran tempo fra loro si sono amati modestissimamente, e non 104 IV, III | carissimo Pandolfo, cosí amato e desiderato di vedere!~ 105 II, VIII| avveggono di qualche cenno o ambasciata, subito:--Scanna, uccidi, 106 IV, VIII| vignarolo.~Cricca. Dimmi, ami tu Armellina ora o no?~Vignarolo. 107 I, V | guerreggiano fra loro e fanno amicizie e inimicizie, e se stessero 108 II, VIII| subito:--Scanna, uccidi, ammazza; spade, pugnali, coltelli!-- 109 I, II | consiglio. Se vuoi consigliarmi, ammazzami e finiscila presto: tanto 110 V, IV | doniamo la vita, che non ti ammazziamo o ti diamo in poter della 111 V, II | ultima vecchiezza volersi ammogliare: o che siate vecchio rimbambito 112 II, VI | facci accorto di questo suo amorazzo, che un uomo di ottantacinque 113 II, V | medesimo effetto vi bacio molto amorevolmente. Ma come vi chiamate?~Arpione. 114 II, VIII| appetiti, si sfogano le loro amorose passioni, si procacciano 115 IV, VIII| procedere e le parole mi fan ampia fede che tu sei quel vignarolo 116 IV, VII | Guglielmo?~Vignarolo. Degli Anastasi.~Guglielmo. Guglielmo Anastasio? 117 IV, VII | Anastasi.~Guglielmo. Guglielmo Anastasio? quello che andò in Barbaria 118 | anche 119 II, II | di prima. Fa' conto che andarai in maschera per un giorno, 120 I, II | ora è tarda: sará meglio andarci domani.~Pandolfo. Il «domani», 121 IV, X | camera con i padroni; io ci andarei con il vignarolo, bene 122 II, II | faremo intanto?~Albumazar. Andaremo a spasso per mezza ora; 123 I, VI | fare li fatti suoi.~Cricca. Andiancene presto a casa.~Pandolfo. 124 IV, III | Guglielmo. Non so che vi dite.~p ANDOLFO. Scherzi o dici da senno?~ 125 II, V | è molto a proposito. Io andrò a tôr le mie armi, astrolabi, 126 II, III | mezzo del cielo, tutti in angoli, in congiongimenti e felicissimi 127 II, VII | affrettiate e mi cacciate di tanta angoscia.~Eugenio. Non bisogna, signora, 128 II, II | mio amico, ti lascio tre annate dell'affitto che mi rendi 129 II, VI | Destiamoci noi stessi: pur chi s'annega, mena le braccia e le gambe 130 I, III | cerchiati di cerchi artici e antartici.~Cricca. Di che paese è 131 IV, IX | costui è di quella linea antica di Bartolomeo Colione: persuaderlo 132 I, II | sua non si dilettavano di anticaglie ma di modernaglie, e molte 133 IV, X | bisogno. (Giá ha ricevuto l'antipasto della collazione).~Vignarolo. 134 IV, I | quelli scogli di arena, s'aperse il legno in mille parti 135 II, III | va' al Cerriglio e fa' apparecchiar questi animali bene e questi 136 I, I | delle donne, tenerne sempre apparecchiati gli magazzini sotto la lingua; 137 II, VII | tenebroso e pien di orrore; cosí apparendo voi, mio chiarissimo sole, 138 IV, VIII| via quel colore e quella apparenza di Guglielmo, ed è restata 139 V, IV | Ricordatene pur tu a cui si appartiene. Fuggi presto, scampa la 140 II, IV | altro di vignarolo che l'appetito e l'essere innamorato di 141 I, IV | Albumazar. Ho visto mille appicati in vita mia, ma non ho veduto 142 V, IV | appiccato per far esser appiccati voi.~Ronca. Abbiamo avuto 143 V, V | è finita: fate il solito applauso che avete fatto all'altre 144 II, I | se non ha il palo dove s'appoggia, sta male.~Armellina. Impalato 145 II, VI | assai: la cosa istessa ci apporta rimedio; e se son contrario 146 II, VII | che l'indugio vi potrebbe apportar qualche disturbo?~Eugenio. 147 I, I | buona dottrina che abbiamo appresa da voi.~Albumazar. Come 148 I, II | lasciare d'amarla; ma or mi s'appresenta una occasione di conseguire 149 IV, IV | figlia cara!~Artemisia. Aprir io? me ne guarderò molto 150 II, VII | saliscende: calo giú ad aprirne. (Presto, Guglielmo caro!).~ 151 II, VII | quella finestra).~Vignarolo. (Apritemi l'uscio di dietro del giardino, 152 IV, II | nella vostra effigie vi aprono le casse e vi togliono i 153 II, III | ancora).~Pandolfo. Tutto si ará.~Albumazzar. Ma avertite 154 I, IV | bestia! quei vocabuli sono arabichi e turcheschi.~Cricca. Astrologo, 155 V, V | restituircelo.~Pandolfo. Arai cappe, calze e calzoni, 156 V, II | Cricca e col vignarolo, l'aranno subornato, e mi hanno aggirato 157 II, II | alla zappa, alla vanga, all'aratro, a' buoi, anche a' porci 158 I, II | bugie?~Pandolfo. Le credo, arcicredo, stracredo.~Cricca. Non 159 I, VI | abbia male, o salamonissimo arcidottore. Li suoi pronostichi mi 160 IV, IX | volgeranno le saette contra l'arciero, e noi resteremo ricchi 161 V, II | modo.~Eugenio. Ed io ne arcigiuro.~Lelio. Ed io ne stragiuro.~ 162 I, V | Io vi prego, strapriego, arciprego, o mio negromantissimo astrologo, 163 II, VII | un tempio nel cui altare arde sempre il mio cuore in sacrificio 164 IV, III | pena della sua temeritá e ardimento....~Pandolfo. (Che bella 165 IV, V | un'altra volta non aver ardire con queste tue trasformazioni 166 IV, II | Guglielmo tanto naturale che non ardisco).~Guglielmo. (Giá mi sovien 167 IV, V | tuo padre, considera che l'ardore del sole mi ha fatto un 168 IV, I | dato in quelli scogli di arena, s'aperse il legno in mille 169 I, III | Cricca. Né numero aureoargenteo lo posso mai trovare nella 170 I, V | su l'orizonte nel segno d'Ariete di marzo, di martedi, all' 171 II, V | proposito. Io andrò a tôr le mie armi, astrolabi, meteoroscopi, 172 II, V | Arpione e che mi voleva arpizar la borsa? Perché lasciarmi 173 II, V | borsa? Perché lasciarmi arpizarla? Certo, che devo essere 174 II, V | ché come un arpione hai arpizato! Oh come è sparito! Ma come 175 I, I | roncheggiando; tu, Arpione, arpizzando; e tu, Gramigna, stendendo 176 V, IV | Gramigna sgramignata ed io arpizzata; e ce andiamo verso levante 177 IV, III | argento: sarebbe cosa da farmi arrabbiare!~Cricca. Ah, ah, ah! mirate 178 II, VI | li avete dato, pur non si arresta di chiederlavi.~Lelio. Ogni 179 II, III | Gramigna.~ ~ ~Albumazzar. Ed arrivati in buon punto di astrologia: 180 IV, III | volta; mi riscattai, sono arrivato a casa a salvamento.~Cricca. 181 II, III | legge e senza fede, che arrobbaresti voi stessi quando non avesti 182 V, V | sproporzionato desiderio, che ne arrossirò ogni volta che ne sentirò 183 I, III | Venere allessa e un Mercurio arrosto.~Pandolfo. Perché Venere 184 I, I | che sono le nostre sette arti liberali:--come uomini di 185 I, III | barili cerchiati di cerchi artici e antartici.~Cricca. Di 186 I, V | sotto ponto di Mercurio ascendente nel suo segno.~Pandolfo. 187 I, V | quando egli felicissimo ascendeva su l'orizonte nel segno 188 V, III | voler tramettere tempo per ascoltar le tue scuse: la cagion 189 IV, VIII| mi vedi né mi conosci; ma ascolti parlare e mi conosci alla 190 I, III | diventare li uomini bestie, asini e becchi, e le donne vacche 191 IV, X | Armellina. Che bisogna adunque aspettar che Guglielmo partorisca 192 V, II | ben che voi m'avete fatto aspettare, eh?~Guglielmo. Eh, fratello, 193 V, II | vendicherò! se dovessi morire lo aspettarò, il trovarò, il castigherò 194 II, III | congiongimenti e felicissimi aspetti di trini e di sestili; e 195 II, VI | Io non ho voluto con piú aspre parole ingiuriarlo e modi 196 I, I | sentinelle per le strade per dare assalti alle porte de' palazzi e 197 I, V | mezzo la strada, di giorno, assassinio grande!~Ronca. Tu non 198 I, IV | Albumazar. Giá sormontava negli assi e poli de' cardini celesti 199 II, II | prima.~Vignarolo. E chi m'assicura che torni come prima? ché 200 IV, IX | dimandarli alcuna cosa per assicurarmene meglio). Ditemi, signor 201 II, IV | padrone; ma par che non mi assicuri).~Ronca. Oh, signor Guglielmo, 202 IV, V | padre. Oh quanto se gli assomiglia! Se Cricca non me ne avesse 203 I, V | disse: «Sapiens dominabitur astris».--Gramigna, calami giú 204 II, VI | con le sue astrologherie astrologa tutti gli uomini.~Lelio. 205 II, VI | stampato, che con le sue astrologherie astrologa tutti gli uomini.~ 206 I, V | negromantissimo astrologo, o mio astrologhissimo negromante, che prendiate 207 IV, IX | veramente molto sottile e astuto!~Lelio. Non potria imaginarsi 208 V, II | hanno aggirato con le loro astuzie e inganni, ché tutti si 209 I, I | notte scriveva le leggi d'Atene--voi virtuosamente spendendo 210 II, VIII| Gramigna. Camina, ché io vendré atrás.~Vignarolo. (O povero vignarolo, 211 II, III | superstiziose scienze, ci attaccaremo all'arte prestigiatoria 212 II, I | Cricca. Chi ha promesso attenda.~Pandolfo. Confesso che 213 V, V | ricuperare le robbe e poi attenderemo a' sponsalizi de' figli. 214 I, V | tornasse a casa sua e vi attendesse la promessa, e poi tornasse 215 I, I | di uno specchio.~Ronca. Attendete a far bene voi la parte 216 I, I | novi Soloni--che il giorno attendeva alle cose publiche e la 217 II, III | Ma non vorrei che mentre attendo all'utile commune di un 218 IV, III | inganno).~Pandolfo. (Vo' attenermi al tuo consiglio).~Cricca. 219 I, I | ravoglie nel cuore: state attenti a' miei pronostichi e fateli 220 I, V | dite! son morto! Voi state attonito?~Albumazar.... E perché 221 V, III | per tuo cattivo animo non attribuirlo alla sorte.~Vignarolo. Ho 222 I, III | Doppo l'osservazione avremo audienza noi?~Gramigna. Si porrá 223 I, I | onori.~Ronca. Ed io ne ho aúto parte degli onori, che fui 224 V, II | e mi dia ciascuno di voi auttoritá in particolare di poter 225 I, I | da noi vedrai effetti che avanzaranno la tua stima.~Albumazar. 226 I, III | succhia e se li beve; l'avanzo si conserva, per quando 227 IV, IX | potei complire trecento ché Avareggio, nostro parente, ne venne 228 II, III | perché costono; né amore e avarizia stanno bene insieme.~Pandolfo. 229 | avean 230 II, VIII| nostra volontá, con dir che avendoci vestite di queste membra 231 | avendola 232 | avendone 233 | avendovi 234 IV, X | Armellina. (Non so se Lelio averá accomodato lo scaglione 235 | averci 236 V, I | farglila credere).~Pandolfo. Averei desiderio sapere che ha 237 V, II | uscirá dalla bocca vostra, averla sempre per rata e ferma 238 | averli 239 | averlo 240 | avermi 241 V, V | fortuna.~Pandolfo. Lo farò se averò tanto potere. (Certo costui 242 IV, VII | persona e lo mio spirito). Ma avèrti, giovane, che io son Guglielmo, 243 II, III | Tutto si ará.~Albumazzar. Ma avertite che, doppo fatta l'opra, 244 | avesti 245 IV, I | che mi veggia salvo. Vo' aviarmi verso la casa mia.~ ~ ~ ~ 246 II, VI | andasse a casa mia, m'era aviato alla vostra. Donque, avete 247 II, VI | di aiutarlo; ma egli si avisa subito del tutto.~Eugenio. 248 II, VI | fará: io andarò a casa ad avisar tutti del fatto; tu partiti, 249 II, I | Quando egli verrá fuori per avisarci che il vignarolo è trasformato, 250 II, IV | veggano insieme: andarò e avisarò Lelio ed Eugenio del tutto).~ ~ ~ ~ 251 II, IV | perdere tempo: troverogli e avisarogli del fatto, e ripararemo 252 I, I | freno che di sproni; ma per avisarvi che siamo in Napoli, cittá 253 II, VI | promessa. Non tanti consigli: avisate quei di casa che, volendo 254 I, I | pronostichi e fateli riuscir veri. Avisatemi di quello che intendete; 255 II, VI | pericolo se non fussimo avisati; ma sapendo il tutto, cessa 256 II, VI | padrone stimarebbe che l'aviso fosse uscito da me, ed io 257 II, III | sorella, Saturno vostro avo, Marte zio, Giove fratello 258 | avranno 259 IV, IX | Lelio. Vorrei che mentre l'avrem prigione facciam vendetta 260 | avresti 261 | avrete 262 | avuta 263 V, IV | da voi.~Arpione. Or te ne avvedi: dovevi pensarci prima.~ 264 IV, II | che questa bestia non si avvegga che ancor è quel vignarolo 265 II, VIII| e se di noi meschine s'avveggono di qualche cenno o ambasciata, 266 II, II | Ma che diavolo te ne può avvenire per questo?~Vignarolo. Io 267 IV, VIII| fo cosa cattiva.~Cricca. Avverti bene che non sei Guglielmo.~ 268 II, II | Vignarolo. Risolutissimo; ma avvertite che vuo' che mi promettiate 269 II, VII | favilla alcuna di luce con cui avvivi la speranza dell'esser vostra.~ 270 II, VII | qui fuora.~Gramigna. Yo te ayudaré: abre la porta; non es menester 271 II, VIII| aver fondato l'onore nelle azioni di noi povere donnicciuole? 272 V, IV | stendardo su la torre di Babilona, restarai piantato per ornamento 273 II, III | Ermete Trismegisto, Budda babilonico, e tutt'i caldei e cabalisti, 274 IV, VIII| Dunque tu sei il vignarolo, babuazzo, perché Guglielmo non ama 275 II, VII | doniate i vostri guanti; ché baciando quelli mi parrá di baciare 276 II, VII | baciando quelli mi parrá di baciare le vostre mani, e vestendone 277 IV, X | buona volontá; ma io vo' baciarti i piedi.~Vignarolo. Oh canchero! 278 II, III | camera, con vasi d'argento, bacili, bocali, candellieri e turribuli; 279 II, V | torcer le braccia, come i bagatellieri che fanno vedere e stravedere? 280 IV, IV | mio padre e vo' dargli la baia un poco!).~Guglielmo. (Ben 281 IV, III | fosti raso. (Lasciamo le baie, dimandiamoli delli argenti 282 IV, II | costui, abbia preso tanta baldanza meco: come ride il furfante!).~ 283 IV, X | tagliano la faccia, e le balene che ti inghiottono vivo?~ 284 I, VI | il mio cervello non sia balzato un miglio fuor della testa.~ 285 II, III | ché senza buoni vini il banchetto non poteva riuscire bene; 286 I, I | scritture, processi e polize al banco, e la notte dando la caccia 287 I, II | bisogna che lo publichi e bandischi, ché mi rovinaresti i disegni, 288 V, V | Non vo' piú moglie; e giá bandisco da me tutte le speranze 289 II, III | faremo.~Albumazar. Usate le barbe adulterine, impiastri ed 290 I, I | tutto il popolo fosse birri, bargelli, manigoldi, e tutta la cittá 291 I, III | estivali; e altri in certi barili cerchiati di cerchi artici 292 IV, IX | di quella linea antica di Bartolomeo Colione: persuaderlo che 293 I, IV | intelligenza mercuriale.~Pandolfo. Bascio le mani della Vostra Strologheria, 294 I, V | Torremo una intelligenza di bassa mano, che vuole poca spesa, 295 V, V | Pandolfo. Non mi curo del modo: bastami solo che sia mia.~Cricca. 296 I, III | pericolo delle gambe.~Pandolfo. Bastano questi. Muoio se non lo 297 V, V | birri, ché ne hai detto a bastanza.~Cricca. ... Non potendo 298 V, V | salsapariglia del Perú non bastaranno a restituircelo.~Pandolfo. 299 V, IV | furfantarie che la millesima parte basterebbe di farti esser appiccato, 300 IV, III | la soverchia bestialitá basti a far un uomo savio.~Pandolfo. 301 II, III | Gramigna. (Vuol che ci bastino per molti mesi ancora).~ 302 II, VI | che ne racconti, ed io non basto a crederle.~Lelio. Chi è 303 II, II | s'insuperbiscono, se li bastoneggi s'indurano»; non si sa come 304 IV, V | avea proposto nell'animo bastoneggiarti molto bene, la riverenza 305 I, I | danari e mi vennero tre bastoni, ma Rubasco, nostro compagno, 306 I, I | alle porte de' palazzi e batterie alle botteghe--che sono 307 IV, VII | dici piú simili parole, ti batterò con una pertica come si 308 I, III | batti la porta.~Cricca. Batto. Tic toc.~ ~ ~ ~ 309 IV, VII | con una pertica come si battono le noci. Che asinitá! se 310 I, IV | Farfarello.~Gramigna. Avete battuto troppo gagliardo, perché 311 II, I | ché le maneggi a tuo modo. Beata te, se tu farai a mio modo!~ 312 I, VI | la vil plebe.~Pandolfo. Beato te che sei uscito di periglio, 313 I, III | li uomini bestie, asini e becchi, e le donne vacche e scrofe.~ 314 IV, IX | se ne vien dritto a casa: beffeggiamolo un poco.~Lelio. Lascia far 315 IV, II | mariti che avete le donne belle, ché i loro innamorati sotto 316 V, III | occhi; e quando mi tolse la benda, trovai la camera sgombrata.~ 317 V, III | voleva trasformarmi, mi bendò gli occhi; e quando mi tolse 318 IV, IV | cara, aprimi, che sii tu benedetta!~Artemisia. «Figlia cara», 319 IV, III | in casa.~Guglielmo. Sian benedetti i cieli che mi vi tolsero 320 IV, IX | venuta quanto riesce a nostro beneficio tanto fa bello il nostro 321 II, III | al levante, che è la piú benigna parte del cielo; che non 322 I, V | riempiano la casa d'influssi benigni, propizi e fortunati!~ ~ ~ ~ 323 II, VII | anima mia!~Eugenio. Siate la benvenuta, dolcissimo sostegno della 324 V, IV | Ma eccoli). Voi siate i benvenuti!~Ronca. Dubito che sarete 325 I, III | porrá a tavola a mangiare e bere.~Pandolfo. Che berrá? che 326 V, IV | piantato per ornamento di una berlina, per trofeo di una forca 327 I, I | la cittá prigioni, galee, berline e forche, lo faremo star 328 I, III | mangiare e bere.~Pandolfo. Che berrá? che mangiará questa mattina?~ 329 II, VIII| questo fatto?~Sulpizia. Bestemmia la sua sorte crudele, i 330 I, III | influssi» e non «flussi», bestiaccia! Doppo l'osservazione avremo 331 IV, III | un bestiale.~Cricca. Ed i bestiali sogliono essere maliziosi; 332 II, I | doppo che mi sono innamorato bestialmente, mi par che in villa sia 333 V, III | trarti il cuor dal petto e bevermi il tuo sangue!~Vignarolo. 334 II, III | vitella di latte ma tutta bianca, ma se pur avesse qualche 335 II, III | fossero alcune provature bianche e fresche e altri frutti 336 II, III | Albumazzar... ché con tal bianchezza e puritá si allettano li 337 II, VII | ché non posso!~Gramigna. Bien sta, ora lo quiero inviar 338 I, II | occasione.~Cricca. A che bisognan tanti proemi? pare come 339 II, III | la Luna).~Albumazzar.... Bisognano ancor per lo sacrificio 340 II, VI | i consigli suoi?~Lelio. Bisognarebbe farli un salvacondotto per 341 II, II | Vignarolo. Io pensava che bisognasse disfarmi e risolvere la 342 II, III | Gramigna. (Con quei nomi bizzarri l'ha pieno di spavento e 343 II, III | vasi d'argento, bacili, bocali, candellieri e turribuli; 344 I, I | i segni alle spalle, con bolle e patenti espedite a gloria 345 I, II | buon brodo», «Lardo vecchio bona minestra».~Cricca. Il fatto 346 I, IV | ora, in miglior minuto, in bonissimo secondo, in felicissimo 347 I, I | il giorno insidiando alle borse e falsando monete, scritture, 348 IV, X | sia trovato in mezzo al bosco a suon di mosconi! Ma tu 349 IV, V | che dovevi ricevere delle bòtte, forsi un'altra volta ti 350 V, V | lui si ficca dentro una bottega. Passo inanti per conoscere 351 I, I | palazzi e batterie alle botteghe--che sono le nostre sette 352 IV, VIII| vignarolo?~Cricca. La prima bozza e lo stelo della tua persona 353 II, III | Oromasio persiano, Iarca bracmane, Tespione gimnosofista, 354 II, VI | voi non lo sapete? quel bravaccio tanto vostro amico.~Vignarolo. 355 II, III | e quanto piú vecchio e brillante tanto migliore, e con quanta 356 I, II | Gallina vecchia fa buon brodo», «Lardo vecchio bona minestra».~ 357 II, VII | come può cadere in voi cosí brutto pensiero se sapete certo 358 II, III | iperboreo, Ermete Trismegisto, Budda babilonico, e tutt'i caldei 359 IV, VII | so io: sei un cavallo, un bue, un asino.~Guglielmo. Messer 360 I, IV | mirate costui che è mezzo buffone, e però ha preso con voi 361 II, VII | lo vino. Trae aquí agua bulliente per limpiarla.~Bevilona. 362 II, II | alla vanga, all'aratro, a' buoi, anche a' porci e all'asino 363 I, IV | laetari! siate venuti in buon'ora, in miglior minuto, in 364 IV, X | vignarolo.~Armellina. Voi volete burlarmi; sète Guglielmo.~Vignarolo. 365 I, VI | dicevi poco innanzi e lo burlavi e non gli volevi credere. 366 V, III | Pandolfo. Or me inganni e burli piú che mai.~Vignarolo. 367 I, I | nobilissimo essercizio della busca, cioè far suo quel che è 368 I, I | come uomini della prima bussola,--ne ho fermo proposito 369 I, III | fare meglio di lui: gli butta dalla forca senza pericolo 370 I, III | dentro.~Gramigna. Ti fa buttare da un luogo eminente senza 371 II, II | poi impastarmi di nuovo e buttarmi a cola dentro le forme di 372 IV, IV | còlera; e se non mi aprite, buttarò le porte per terra.~Armellina. 373 II, III | babilonico, e tutt'i caldei e cabalisti, i cattivi influssi del 374 I, III | questo vostro mangiapianeti e cacaflussi?~Gramigna. Di uno paese 375 I, III | Che flussi: di sangue o di cacaiole?~Pandolfo. Dice «influssi» 376 IV, VI | hanno i loro cancheri e cacasangui. Era tutto allegro che avea 377 II, I | quella puttana che l'ha cacato! Prima non conosceva altro 378 II, VI | naufragio e venuto a casa, via, cacciarlo, e non volendosi partire, 379 II, VII | che vi affrettiate e mi cacciate di tanta angoscia.~Eugenio. 380 II, VIII| che mi dia quel vecchio cadavero e putrefatto di vostro padre 381 II, I | Vignarolo. La vite come sta sola cade in terra e s'insalvatichisce: 382 I, V | tra poco: un gran sasso vi caderá sopra il capo, che vi spolpará 383 II, IV | cattiva riuscita: per lo piú cadono sopra coloro che l'ordiscono.~ 384 I, IV | stellarum, signorum et omnium caeli caelorum!~Pandolfo. La stupendissima 385 I, IV | signorum et omnium caeli caelorum!~Pandolfo. La stupendissima 386 V, III | ascoltar le tue scuse: la cagion è che vo' trarti le budella!~ 387 IV, VII | viaggio io sia fievole e cagionevole della persona che non possa 388 II, III | Pandolfo. Oh che altissime cagioni!~Albumazzar.... Onde bisogna 389 II, I | per chi, ah? per te, lupa, cagna che ti mangi il mio cuore; 390 I, V | dominabitur astris».--Gramigna, calami giú quel cappello e talari 391 V, V | capir in me ripieno di tante calamitá, ché la maladetta fortuna 392 II, VII | non volermi dar tempo di calar giú?~Gramigna. Tengo pressa 393 I, IV | luna.~Albumazar. Non sono calato piú presto perché stava 394 II, I | uscir i gridi fin dalle calcagne; ma bisogna che tu m'aiuti 395 II, III | Budda babilonico, e tutt'i caldei e cabalisti, i cattivi influssi 396 I, III | Guardisi che non moia d'altro caldo che di sole.~Pandolfo. Mangiando 397 II, II | persona mia, non sarei piú in calendario e non restarebbe segnale 398 II, V | Vignarolo, di' a Sulpizia che cali giú li addobbamenti di damasco 399 II, VII | la fune del saliscende: calo giú ad aprirne. (Presto, 400 V, II | ma in quella etá che i calori della concupiscenza son 401 V, V | restituircelo.~Pandolfo. Arai cappe, calze e calzoni, e quanto saprai 402 II, III | Per camiscie, fazzoletti, calzette e pedali).~Albumazzar.... 403 V, V | Pandolfo. Arai cappe, calze e calzoni, e quanto saprai chiedermi.~ 404 II, III | a fare l'elezione delle camere, poi datemi licenza che 405 V, I | ma dove volete che corra, camini e voli?~Pandolfo. Trova 406 II, III | sottili;...~Gramigna. (Per camiscie, fazzoletti, calzette e 407 V, IV | parte sua e sfrattata la campagna.~Astrologo. E la mia parte?~ 408 I, IV | Albumazar. Fate sonare la campana a mortorio.~Pandolfo. Ancor 409 I, VI | Pandolfo. Vorrei aver un campanil in testa per stare piú sicuro. 410 II, II | la promessa, e sarò tuo campione.~Vignarolo. Su su, me ne 411 IV, X | fuori?~Vignarolo. Dammi campo franco in una camera, ché 412 V, II | o traditore, o gaglioffo can mastino, se non te ne farò 413 IV, VI | ancor eglino hanno i loro cancheri e cacasangui. Era tutto 414 I, IV | Albumazar. Cera da far candele: la forca prolongar la potrai 415 II, III | argento, bacili, bocali, candellieri e turribuli; e se vi fossero 416 II, VII | pur Amor non permette che cangi voglia. Il padre cerca privarmi 417 II, II | Farò seco come si fa con i cani: che, per fargli piacevoli 418 I, III | legare con un suono senza canto.~Gramigna....che vi seguono 419 II, IV | questo «ligare» non siano un capestro che ti leghi e ti strangoli 420 V, V | Le allegrezze non ponno capir in me ripieno di tante calamitá, 421 IV, VII | soavi; o mare, mio nemico capitale, perché mi lasciasti vivo, 422 II, II | non ci sto bene. Io farei capitomboli per amor vostro.~Pandolfo. 423 V, V | Cricca. Voi vedete la mia cappa che ha solamente perduto 424 I, V | Gramigna, calami giú quel cappello e talari di Mercurio, fatti 425 II, III | Albumazzar.... cosí alcuni capponi, piccioni e vini bianchi 426 I, II | possibile lasciare questo capriccio quanto me stesso. In somma 427 I, III | n'ha portato piú di cento carafelle piene; e or sta con quadranti, 428 II, VII | Don Giovanni Termosiglia Caravaschal di Siviglia!~Vignarolo. ( 429 I, IV | sormontava negli assi e poli de' cardini celesti e vaneggiava tra 430 I, II | abondanza di consiglieri e carestia d'aiuti». Vorrei piú tosto 431 II, III | Molo, piglia una fregata e caricala di tutte le robbe. Poi, 432 V, IV | maggiore quando il boia ti caricará sopra le spalle!~Astrologo. 433 V, IV | come tu; tutti li abbiamo caricati sopra di te.~Astrologo. 434 V, IV | Ed io posso sopportar tal carico?~Ronca. Lo sopportarai maggiore 435 V, II | Guglielmo. Caro Pandolfo e voi carissimi figlioli, volendosi trattar 436 IV, III | che Guglielmo, e non è or carnevale che vada in maschera. Non 437 I, I | onori, che fui fatto re di Cartagine, con la corona in testa 438 V, III | te: siamo patti pagati e cassate le partite.~Vignarolo. Se 439 IV, II | vostra effigie vi aprono le casse e vi togliono i danari: 440 II, VI | della giustizia e farlo castigare?~Cricca. No, ché il padrone 441 V, III | dato, te ne pagherò io in castigarti come io fo; e se non ti 442 V, II | aspettarò, il trovarò, il castigherò a mio modo!--Ma ecco che 443 IV, VII | vostre vi pareranno nulle! O catene, o prigioni, o sferzate 444 II, VI | morire fra poco.~Eugenio. Cavami da cosí gran pericolo.~Cricca. 445 V, II | non mirano piú oltre che cavarsi li loro sensuali appetiti; 446 IV, X | vignarolo, o scorticarvi per cavarvelo fuori?~Vignarolo. Dammi 447 II, III | partirei di qua, né se mi cavassi la lingua parlarei.~ ~ ~ ~ 448 IV, V | Mi vuo' partir ancor io e cedere all'iniqua fortuna!~ ~ ~ ~ 449 I, VI | Alzatevi, ché vi ha difeso la celata fatta a ponti di stelle.~ 450 I, IV | assi e poli de' cardini celesti e vaneggiava tra gli eccentrici, 451 IV, X | Armellina. Giá avete avuta la cena, ora si prepara il retropasto 452 I, V | risuscitare un uomo dalle ceneri, oh che stento, oh che manifattura! 453 I, I | Albumazar. Giá da' vostri ladri cenni, furbeschi atti e muti zerghi 454 II, VIII| meschine s'avveggono di qualche cenno o ambasciata, subito:--Scanna, 455 V, III | vita, né il pentire né il cercare perdono ha piú luogo appresso 456 V, V | ricuperato dall'astrologo? Vo' cercargli la mancia. Ma eccolo, che 457 II, IV | ripararemo questo accidente. Ma cercarò se posso prima disuader 458 V, I | non vi potea vedere: ho cercato ogni buco per trovarvi.~ 459 I, IV | concentrici ed epicicli: cercava alcuni punti felici per 460 I, V | d'azimut e almicantarat cercherò felici ponti per voi.~Pandolfo. 461 I, III | e altri in certi barili cerchiati di cerchi artici e antartici.~ 462 II, VII | posso baciarvi le mani, vi cerco un favore.~Eugenio. Eccomi 463 II, III | sacrificio e per certe altre ceremonie animali bianchi lunari, 464 IV, V | Figlio, non so che altra certezza possa darti che sia tuo 465 | certi 466 I, V | di grazia, mandate per un cerusico!~Pandolfo. Non temer, no.~ 467 I, III | par di corna piú di uno cervo.~Cricca. Ogni donna maritata 468 II, VI | avisati; ma sapendo il tutto, cessa il pericolo.~Eugenio. E 469 II, III | spaccia la sua mercanzia, chiacchiere e menzogne e carote in furia).~ 470 IV, II | cento diavoli!~Cricca. Vo' chiamar il padrone, ché venga ancor 471 I, II | animalacci.~Pandolfo.... e chiamasi Albumazzaro metereoscopico....~ 472 II, V | amorevolmente. Ma come vi chiamate?~Arpione. Non vi ricordate 473 I, V | dell'astrologia!~Cricca. Chiamatemi un medico che mi medichi.~ 474 IV, VI | guadagnato dieci ducati e chiamato da quella signora in scambio 475 II, V | asino: non ha detto che si chiamava Arpione e che mi voleva 476 II, III | innamorata di Guglielmo; lo chiami a mangiare e a solazzarsi 477 II, III | spruzzar sul foco, come chiarelli, grechi, vernacce, e quanto 478 IV, VIII| lui.~Lelio. Come potremo chiarirci di questo? Mira come il 479 II, VII | cosí apparendo voi, mio chiarissimo sole, le tenebre e amaritudini 480 IV, X | maliziosa e furfanta. Allor sarò chiaro della veritá, se sarò ricevuto 481 II, VII | aprire, ché se ne porta le chiavi).~Vignarolo. (Che ho donque 482 I, II | Artemisia sua figliuola, chiedendomi due mesi a fare le nozze, 483 II, VI | dato, pur non si arresta di chiederlavi.~Lelio. Ogni ora, ogni momento 484 II, I | al saluto prima, poi mi chiedi che porto.~Armellina. Rispondi 485 I, V | Signor astrologo mio, ti chiedo perdono.~Albumazar. Impara 486 II, III | strada di dietro, che si chiude fra due monti rotondi della 487 IV, X | Vignarolo. Oimè, mi hai chiusa la porta sul volto, mi hai 488 II, II | consignato al vignarolo, l'ho chiusi in quell'altra camera vicina 489 V, IV | trofeo di una forca e per ciambello di corde.~Astrologo. Non 490 | ciascuno 491 II, III | e carichi di robbe e di cibi ci partiremo da Napoli allegramente).~ 492 V, V | dagli occhi che mi rendeva cieco, conosco quanto mal fa colui 493 II, VII | meschina me!).~Vignarolo. Por cierto que deve star alcun innamorado, 494 IV, IX | riesca, non bisogna andar cinguettando che Guglielmo sia tornato. 495 I, I | con la corona in testa circondando la cittá a cavallo, con 496 IV, VII | come or si trova vivo nella cittade?~Vignarolo. Goffo! perché 497 I, II | furfante e se avessi la coda dietro, saressi un diavolo 498 II, IV | fatte, non ci ha potuto coglier me: ci ha colto te che sei 499 II, II | impastarmi di nuovo e buttarmi a cola dentro le forme di Guglielmo 500 IV, IX | linea antica di Bartolomeo Colione: persuaderlo che non sia


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