SCENA
III.
Albumazzar,
Pandolfo, Vignarolo, Gramigna.
Albumazzar. Ed arrivati in buon punto di
astrologia: ché se il Sole vi fosse padre, madre Venere, la Luna sorella,
Saturno vostro avo, Marte zio, Giove fratello e Mercurio vostro consobrino, non
si sarebbono collocati in luoghi piú eletti del cielo di favorirvi e spargere
sopra voi i loro felici influssi, che nell'ascendere, che nel mezzo del cielo,
tutti in angoli, in congiongimenti e felicissimi aspetti di trini e di sestili;
e in fortuna, sepolti in luoghi deboli e radenti.
Pandolfo. Sappiamo bene il valore vostro: che
sforzate i cieli a fare a vostro modo. Ecco colui che vuole transformarsi.
Albumazzar. Di buona indole.
Vignarolo. Padron mio, nulla mi duole.
Albumazzar. Di questo date grazia al Fattore del
cielo, delle stelle, influssi planetari celestiali, che t'ha fatto uomo, che
per forza del suo intelletto va penetrando i suoi secreti naturali.
Pandolfo. Vi prego che quanto prima si può si dia
principio all'opra.
Albumazzar. Primieramente bisogna trovar una camera
terrena che sia rivolta al levante, che è la piú benigna parte del cielo; che
non abbia fenestre al ponente;...
Gramigna. (Quel «levante» è il miglior luogo, ché
da quel levante levaremo le robbe della casa; quel «ponente» è suo contrario,
ché non ci porrá altro del suo che parole).
Albumazzar.... e che sia in tutto conversa al
settentrione: ché, secondo la opinione di Zoroastro, figlio di Oromasio
persiano, Iarca bracmane, Tespione gimnosofista, Abbari iperboreo, Ermete
Trismegisto, Budda babilonico, e tutt'i caldei e cabalisti, i cattivi influssi
del cielo vengono da settentrione, che è la parte di dietro del cielo....
Gramigna. (E massime quando quel vento non può star
ristretto e vien fuori per la strada di dietro, che si chiude fra due monti
rotondi della sfera della luna, con influssi umidi).
Pandolfo. O grandissima sapienza, o mirabilissima
astrologia!
Gramigna. (Con quei nomi bizzarri l'ha pieno di
spavento e di stupore!).
Albumazzar.... E se pure la fenestra settentrionale
s'apre in qualche vicolo deserto, non sarebbe tanto cattiva.
Gramigna. (Va designando le finestre donde possiamo
aver la robba, ma ogni fenestra sará settentrionale per lui).
Pandolfo. Vi porterò in mia casa, e voi vi
eleggerete quella stanza che vi piace.
Albumazzar. Or, declinando dalla goezia alla
teurgia, farmacia, neciomanzia, negromanzia, arte notoria e altre vane e
superstiziose scienze, ci attaccaremo all'arte prestigiatoria che illude e
perstringe gli occhi, che fan vedere una cosa per l'altra....
Gramigna. (Giá spaccia la sua mercanzia,
chiacchiere e menzogne e carote in furia).
Albumazzar.... E perché la Luna è quel pianeta in
cielo che si transforma in piú forme--ché dalla neomenia in sette giorni sin
alla dicotoma, e dalla dicotoma in sette altri giorni al panselino, e in sette
altri dal plenilunio alla dicotoma, e in altretanto al panselino,--ci serviremo
di quella nella nostra operazione;...
Pandolfo. Oh cose altissime!
Gramigna. (Giá tuttavia entrano le carote).
Albumazzar.... perché con quel suo mostrarsi in
varie forme, mostra agli uomini d'intelletto che ella sola può fare questa
maravigliosissima metamorfosi....
Pandolfo. Oh che altissime cagioni!
Albumazzar.... Onde bisogna ornare prima quella
camera di drappi bianchi finissimi lunari, e se fossero di tela d'argento,
assai meglio;...
Gramigna. (Quei panni ti faranno trionfar per molti
giorni).
Albumazzar.... la terra coperta di lini bianchi e
sottili;...
Gramigna. (Per camiscie, fazzoletti, calzette e
pedali).
Albumazzar.... un altar nel mezzo della camera, con
vasi d'argento, bacili, bocali, candellieri e turribuli; e se vi fossero alcuni
vasi d'oro non saria male, per la fratellanza che ave il Sol con la Luna e per
piú onoraria:...
Gramigna. (Vuol che ci bastino per molti mesi
ancora).
Albumazzar... ché con tal bianchezza e puritá si
allettano li influssi lunari, perché questo apparecchio si fa per la Luna....
Gramigna. (Anzi per noi, ché ci alletteranno e
provocheranno più che il Sole e la Luna).
Albumazzar.... Bisognano ancor per lo sacrificio e
per certe altre ceremonie animali bianchi lunari, come una vitella di latte ma
tutta bianca, ma se pur avesse qualche macchia piccola, non importa:...
Gramigna. (E ancorché fosse tutta nera, pur ce la
mangiaremo, non dubitate).
Albumazzar.... cosí alcuni capponi, piccioni e vini
bianchi per spruzzar sul foco, come chiarelli, grechi, vernacce, e quanto piú
vecchio e brillante tanto migliore, e con quanta maggior abbondanza tanto
l'opra sará piú agevole a riuscire: che in queste cose «chi piú spende manco
spende», e «se non si fa oggi non si fa in cento anni», perché è la massima
congiunzione di pianeti.
Gramigna. (Oh che sia benedetto un tal astrologo!
ché senza buoni vini il banchetto non poteva riuscire bene; e carichi di robbe
e di cibi ci partiremo da Napoli allegramente).
Pandolfo. Come farò che non ho tanti drappi in casa
né tanti argenti?
Albumazzar. Potrete tôrgli in prestito, ché
serviranno solo per quattro ore e si potranno restituire a' padroni subito
subito. E se vi fossero alcune provature bianche e fresche e altri frutti
bianchi, pur sarebbono a proposito.
Gramigna. (E ci vuol l'acconciabocca ancora).
Pandolfo. Tutto si ará.
Albumazzar. Ma avertite che, doppo fatta l'opra,
vo' la catena d'oro promessame per elemosina delle mie fatiche.
Pandolfo. Le cose son troppo care.
Albumazzar. Tanto le dolcezze d'amore saranno piú
care, perché costono; né amore e avarizia stanno bene insieme.
Pandolfo. Orsú! prometto, doppo che avete
trasformato il servo, donarvi quanto vi ho promesso.
Gramigna. (Diavolo, sazialo tu! dubito che il
troppo chiedere non li faccia perdere il tutto).
Albumazzar. Or andiamo a fare l'elezione delle
camere, poi datemi licenza che vada a prepararmi.
Pandolfo. Andiam presto, ché «il presto è il padron
de' negozi».--Vignarolo, non partirte di qua né dir parola ad uomo di quanto
hai inteso, ancorché ci andasse la vita.
Vignarolo. E se mi uccidessi non mi partirei di
qua, né se mi cavassi la lingua parlarei.
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