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| Giambattista Della Porta Lo astrologo IntraText CT - Lettura del testo |
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SCENA V.
Albumazar, Pandolfo, Vignarolo.
Albumazar. La casa è molto a proposito. Io andrò a tôr le mie armi, astrolabi, meteoroscopi, e per via di azimut e almicantarat prepararò le cose necessarie. Voi andate a tôr li argenti e paramenti in prestito e l'altre cose che vi ho detto, e lasciate ordinato in casa che si sgombri la camera e poi s'orni. Pandolfo. Sará fatto in un subito quanto avete ordinato. Albumazar. Vo e volarò qui fra poco. Pandolfo. Andate felice!--Vignarolo, di' a Sulpizia che cali giú li addobbamenti di damasco con quelle trine d'oro e tutti gli argenti miei, e che sgombri la camera e l'adorni tutta; e torna volando. Vignarolo. Cosí farò. Pandolfo. O felice me, o benedetto astrologo! eccomi giunto a quanto mai ho desiderato: posseder Artemisia per isposa. Cancaro! se ci dovesse andar la vita. E non mi par che mai giunga quell'ora; oh, quanto tarda il vignarolo!--Finiamola, a che dimori tanto? Vignarolo. Eccomi! Pandolfo. Vien meco a portar vasi di argento che mi farò prestar dagli amici, li animali e quei liquori. Vignarolo. Vengo.
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