Atto, Scena
1 I, I | tre soli giorni, quali son giá finiti; e s'è inviato a
2 I, I | fin al dolce?~Balia. ... Giá devi sapere che Sennia,
3 I, I | scampato di man loro, perché è giá di venti anni, conforme
4 I, I | fatto; e però son uscita e giá lo veggio venir in qua.~ ~ ~ ~
5 I, III | è legiero. ...~Mastica. (Giá è cominciata la predica,
6 I, V | ch'adesso ritornerò, che giá non è ora di pranso.~Mastica.
7 II, IV | promettesti speranza ma è giá morta ogni speranza per
8 II, V | dá la battaria all'anima. Giá sono abbattute le cortine
9 III, III | maritata?~Sennia. L'abbiamo giá per maritata e questa sera
10 III, IV | dubitate, fratelli e sorelle: giá da ora cominciate a far
11 III, VIII| soviene cosa a proposito. Giá me ne va una per la fantasia
12 IV, VI | Teodosio. O Sennia moglie cara, giá giá vi riconosco alle fattezze
13 IV, VI | Sennia moglie cara, giá giá vi riconosco alle fattezze
14 IV, VI | sempre portato nel core; giá ti conosco alla sola vista.~
15 IV, VI | andare, Eugenio mio, che giá si partono.~Teodosio. Ricordati,
16 IV, VI | veramente passato il core, ché giá mi ricordo avergli io detto
17 IV, VII | Sennia.~ ~Filastorgo. Son giá fastidito d'andar dimandando,
18 IV, X | padre è venuto.~Lampridio. Giá lo sai?~Protodidascalo.
19 IV, X | infausto omine questo fatto. Giá la fortuna comincia a visitarci
20 IV, XI | matto, perché sei matto giá. Signor Capitano, si trova
21 IV, XI | sparsa di macchie nere? giá si muove la còlera nera.~
22 IV, XI | gli occhi come sfavillano? giá li mali umori l'assaltano
23 V, I | Nulla: l'avevano fatto giá.~Sennia. Menti per la gola!
24 V, V | del moltiscio Cicerone? Ho giá l'invenzione: ecco la disposizione.
25 V, V | mio figlio mi schernisce? Giá m'ha fatto chiaro quanto
26 V, VI | Protodidascalo.~ ~ ~Teodosio. Giá l'han preso prigione e non
27 V, VIII| ricompensi essermi ubidiente, ché giá hai conosciuto se t'amo.~
28 V, VIII| facciamo piú penare.~Teodosio. Giá la vedo comparire dinanzi
29 V, IX | ama e riverisce.~Sennia. Giá lo conosco a tempo che tu
30 V, IX | Consorte carissima, poiché sei giá fatta chiara ch'io sia Teodosio
31 V, IX | cena di bocca da' lupi che giá avevano aperta la gola e
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