abbas-capit | capon-duode | duole-innam | inopi-pales | palle-riusc | rived-temet | temi-zucch
Atto, Scena
1 II, V | altro che spronar cavalli, abbassar lancie, sonar tamburri e
2 II, V | battaria all'anima. Giá sono abbattute le cortine e occecati i
3 | abbiate
4 IV, VI | moglie, deh lascia che t'abbracci!~Eugenio. O madre, ho pur
5 III, III | madre!~Sennia. Olimpia, abbraccia il tuo fratello: come stai
6 III, VIII| ben fingere di piangere, abbracciare e mostrar tutti quegli atti
7 III, III | figura angelica? non la tengo abbracciata io o forse sogno come ho
8 IV, IV | madre cara!; - e che vi abbracciate e lasciate cader dagli occhi
9 V, I | fratello e la sorella stavano abbracciati insieme; né mai Olimpia
10 II, IV | sentenze, che in questo abietto hominum genere v'è sempre
11 IV, VI | ancora? o forse lo strano abito in che mi vedi o i disaggi
12 II, VII | vuoi.~Mastica. (Uomini che abondano assai di parole mancano
13 Pro | giovane piccina, anzi uno aborto, voglia mostrarvi una gigantessa.
14 II, VI | empir di vino cotesta tua absorbula gola.~Lampridio. Lasciam
15 IV, VIII| cinquanta vocabuli ciceronei abstrusi e reconditi.~Lalio. Che
16 IV, XI | tan altos por todo. Venid acá, ¿que quereis vos de este?~
17 II, VII | conosco te né tu me, non accade far questione altrimente.~
18 IV, X | Protodidascalo. Heu, che non ti potea accader cosa piú mala, peggiore
19 IV, VI | potuto saper giamai che accadette fra noi duo soli. Io non
20 II, I | le tenebre non m'abbino accecato e spento in tutto.~Protodidascalo.
21 V, IX | lei, la disperazione mi accecò gli occhi e l'amore mi fe'
22 II, I | quel famulo terenziano:~Accede ad ignem hunc, iam calesces
23 IV, II | Deus, ché per aver molto accelerato il passo non so come non
24 II, IV | Lasciategli essalar gl'ignicoli accensi nell'intimo del suo core,
25 V, IX | ch'una delle cose che m'accesero fieramente dell'amor di
26 II, IV | ardore che mostravi tener acceso nel petto per amor mio!
27 IV, VII | negato te stesso, volessi accettar di conoscer me per padre.~
28 III, IX | corazze, beve piombi e li caca acciaio.~Trasilogo. Mastica, Mastica!~
29 III, III | compagnia, né basterá alcun accidente schiodarle se non la morte.~
30 III, VIII| trapola scomodar essi e accomodar voi; e non mi soviene cosa
31 IV, IV | che non bisogna altrimente accomodargli di vesti, ché paiono or
32 V, I | avampata di foco in faccia e s'accomodava i capelli; e mi domandò
33 I, IV | la peste e con la guerra accompagnata. Chi tronca piú teste? chi
34 I, I | negargli che non stia solo e accompagnato con la sua Olimpia come
35 I, I | sollecita alla sua salute. E accompagnò queste ultime parole con
36 III, IX | fu all'improviso», «l'acconciaremo un'altra volta».~Squadra.
37 II, VI | un cavallo, ché non sai accordare il geno mascolino col feminino.~
38 I, I | che ne stava innamorato, s'accordò subito: talché s'inviò a
39 III, VII | passerá una settimana che se n'accorgeranno le fanti, la famiglia e
40 IV, V | certissimo, ah ah! non ti accorgesti che subito veggendoci fuggiro
41 V, VI | Non si perda piú tempo, accorrasi prima che si intruda in
42 III, VII | portamenti se ne sarebbono accorte le pietre, non che le persone
43 I, I | intendo, ed è certo un inganno accortissimo; e sento tanta dolcezza
44 I, III | Balia. Non appar anima nata. Accostati, Mastica.~Olimpia. Mastica!~
45 II, VI | che questo pedantaccio non accosti in casa.~Protodidascalo.
46 IV, X | non se ne trovano piú per accrescerli.~Protodidascalo. Tuo padre
47 III, IV | spalancarmi questa bocca, accrescermi un altro filaro di denti,
48 I, V | squassapennacchi che con le loro frappe accrescono le cose loro piú di quello
49 V, III | senza bisogno è un manifesto accusarsi. Dimmi un poco: ti par cosa
50 IV, IX | farci provare una morte piú acerba e piú dolorosa!~Eugenio.
51 IV, XI | pazzi.~Capitano. Yo no me acercaré; habla á la larga.~Teodosio.
52 III, II | mobilitate viget viresque acquirit eundo. ~Lampridio. Mastica,
53 II, I | deperdito te, che chiami acquisizion d'altri la iattura di te
54 IV, X | con quanta difficultá s'acquistano le cose e come poi facilmente
55 II, IV | per onor vostro, si può acquistar tanto merito appresso voi
56 II, II | Lampridi Lampridi, timeo actum esse de te.~ ~ ~ ~
57 II, VI | lasciar deludere.~Mastica. Adaggio, ché abbiamo a far un patto
58 IV, X | perseveri in questa ostinazione adamantinale, serai in discrimine di
59 I, IV | Mastica. (Costui deve essere Adamo. Ma il pecorone s'è ricordato
60 II, I | a Napoli non è altro che addere ignem igni.~Lampridio. Questa
61 IV, XI | fate beffe di me: cosí s'adempie l'uffizio della giustizia?~
62 IV, VIII| Alloquar hominem. Heus, puer! «Adesdum; paucis te volo».~Lalio.
63 I, I | Balia. Sai bene come i mesi adietro Olimpia dimorò in Salerno
64 II, VI | Perdonami se a torto mi sono adirato teco.~Mastica. Conosci tu
65 III, I | Protodidascalo. È stato supervacuo admonircelo, egli lo fa indesinenter;
66 II, I | vedrai: «Quem quaeritis? adsum»; ché non solo verrá qua
67 V, III | sia mio figlio per farlo adultero di mia figlia!~Mastica.
68 IV, VIII| venuto un certo forestiero, advena, oggi in tua casa?~Lalio.
69 IV, VIII| cerziore Lampridio dell'advento di suo padre acciò non lo
70 V, II | vivere si sopportano molte adversitadi. Oh con quanto pericolo
71 IV, VIII| candiditate «fama super aethera notus».~Lalio. (Questi deve
72 II, III | A dio, trattenitor degli affacendati.~ ~ ~ ~
73 I, II | quanto piú mangia piú s'affama. Io stimo esser nato con
74 I, I | commoditá manca a dar fine agli affanni loro. E di questo amore
75 IV, VII | conoscerlo. Ite, padri, affaticatevi in nodrir figli, in allevargli
76 I, I | amorevolezza, la baciò in fronte affettuosamente con dirle che non era nata
77 V, VIII| le debite grazie di tanta affezione mi mancano le parole: però
78 V, IX | casi successi dubito che s'affliga.~Sennia. Eccoti le chiavi,
79 I, II | fitta su questi pensieri e s'affligge tanto amaramente che farebbe
80 IV, VII | mia vecchiezza! Ma perché affligo me stesso? io non lo vo'
81 V, VII | insieme.~Sennia. Io son cosí afflitta che non posso credere a
82 I, I | questa sciagura, me l'arei affogata a lato quando era bambina.~
83 I, III | il Capitano sollecita e s'affretta, la mia volontá non ci consente;
84 Pro | venduti certi maestri d'Africa e di Umbria, non le mostrano
85 IV, IV | Squadra. Lo potrete fare agevolmente.~Teodosio. Eccomi all'obedire.~
86 IV, IV | dimandargli il successo a bel aggio.~ ~ ~ ~
87 I, III | di queste cose.~Olimpia. Aggiongivi altro tanto del tuo, Mastica,
88 V, VII | esser piú persone di nuovo aggionte, bisogna comprar piú robbe
89 V, III | cipolle: non so che se l'aggira per lo capo. Certo ará scoverto
90 I, II | tu avessi detto «come un agnello», aresti detto assai meglio,
91 I, II | una donna bella come un agnolo?~Mastica. Se tu avessi detto «
92 Pro | ella parimente se ne possa aiutare: ché se il dir male dietro
93 III, VIII| sappi in questo bisogno aiutarvi. Io son stato gran pezza
94 V, V | portato dinari assai che mi aiutassero in questo bisogno.~Protodidascalo.
95 IV, IX | occecati, e ce l'aranno aiutato i servi. Onde la sua astuzia,
96 V, V | ricorrerò io per favore? chi mi aiuterá in questa terra ove non
97 I, II | mi avessi dato da bere t'aiuterei a piangere, ché gli occhi
98 II, II | Festina i celeri passi, vien alacre, baiula un simposio sive
99 IV, X | visto la sera al far dell'alba.~Protodidascalo. Ricordati
100 IV, XI | Lampridio. Vòltati qua, gli alberi che fioriro l'estate che
101 III, IV | che mercanzia muta, oh che alchimia non conosciuta, dove con
102 IV, X | di quelli alexifarmaci, alexeteri che purgano i mali umori.~
103 IV, X | di lei sia uno di quelli alexifarmaci, alexeteri che purgano i
104 II, I | La fiamma ti comburerá l'ali, caderai deplumato e ustulato
105 II, V | conosceva che ne stava molto aliena.~Trasilogo. O Dio, che queste
106 I, V | tempo ebbi con la famosa Alitia. Questa è piú valorosa d'
107 | aliud
108 III, III | ch'io pensassi disciorle m'allacciarebbono in duri ceppi e in amarissima
109 III, IV | manderanno via. O Dio, potessi allargarmi questo ventre altro tanto
110 IV, VII | affaticatevi in nodrir figli, in allevargli nobili e delicati; ché all'
111 V, III | convenevole che tu, nato e allevato in casa mia e sempre ben
112 II, VII | gonfie, i nervi distesi, allisciarsi la pelle della mia pancia
113 | allo
114 IV, VI | rispondetemi: quanto avete allogato questi ferri e questi cenci
115 III, IV | un altro filaro di denti, allongarmi questo collo, che se mai
116 I, I | che non volea cosí tosto allontanarsi da lei, non avendo conosciuto
117 IV, VIII| mi tira?~Protodidascalo. Alloquar hominem. Heus, puer! «Adesdum;
118 V, V | Convenir questo Teodosio, alloquere a questa Sennia madre della
119 | allora
120 II, III | non hai piú diverticolo d'allucinar te stesso. È maritata, plus
121 IV, VIII| ostia»?~Protodidascalo. Ti allucini, figliuolo, perché «hostia»
122 II, I | faci che m'ave accese nell'alma, che sono avampato di sorte
123 II, IV | parte i corpi non partirá l'alme in eterno che sieno legate
124 I, V | dinamèi e dícei; a me i popoli alopecèi, epitáli ed epismirni. ...~
125 II, VII | Lampridio. Mira che passeggiar altiero, mira che bravura!~Squadra.
126 IV, VIII| Protodidascalo. Heu Iuppiter altitonante, belligero Marte, armipotente
127 II, III | de nupzie e ringrazia l'altitono Giove che sian pur fatte.~
128 IV, XI | llorar y echar gritos tan altos por todo. Venid acá, ¿que
129 | altrimenti
130 III, VI | queste mani a' fianchi; tu, alza la testa, che mi pari un
131 II, I | philin, apò tû astorgin», «ab amando filium», «che ti ama molto»; -
132 II, II | ch'ella è l'anima mia? non amandomi come potrei viver senz'anima?
133 II, II | di amore: «Palleat omnis amans», disse Nasone.~Lampridio.
134 V, VI | Filastorgo. Convenevole ad un amante.~Teodosio. Ará tolto l'onor
135 I, II | pensieri e s'affligge tanto amaramente che farebbe compassione
136 III, II | allegrezza con questi tuoi amari ricordi, ché l'animo determinato
137 III, III | allacciarebbono in duri ceppi e in amarissima prigione.~Olimpia. Ho tanta
138 IV, IX | tiri appresso una grande amaritudine. Oimè! che l'allegrezza
139 I, III | piú per esser costante in amarlo e osservargli la fede che
140 IV, IX | tanto dolce quanto or m'è amaro vedermi scacciato dal luogo
141 II, I | che al fin ti será molto amarulenta. Nota «aedepol» col diftongo.~
142 II, V | impossibile che Olimpia v'amasse mai, perché alla vista conosceva
143 IV, VI | il mondo duo sposi che s'amassero piú di noi. ...~Sennia. (
144 V, IX | tuo marito che un tempo amasti con tanta fede e amore,
145 V, IX | ricevere in questa vita. L'amava e serviva con pensiero che,
146 V, IX | il latte e partoristi, e amavi un tempo.~Sennia. Succedi,
147 I, II | me?~Balia. Ho da farti un'ambasciata di Olimpia.~Mastica. Che
148 II, III | ha portato e riferito l'ambasciate e ogni giorno mangia col
149 | ambedue
150 IV, III | che bei giardini, oh che amenitá d'aria, oh che bel mare,
151 IV, I | cittá e piú d'ogni altra d'ameno sito e di nobilissima aria.
152 V, IX | tempo, che amai tanto e amerò mentre viva, temo di non
153 I, I | fatta esortar da parenti, da amici e da vicini ancora; al fin
154 III, IX | cagione volete rompere l'amicizia meco.~Trasilogo. Dio voglia
155 V, V | ignorante, questi sono gli ammaestramenti che tu gli hai dato? Di
156 III, IX | tua si fa dieta come gli ammalati. Si pensava questo asino
157 V, I | Olimpia ha giurato di volermi ammazzare.~Sennia. E se non lo dici,
158 II, V | uscito per incontrarlo e ammazzarlo.~Squadra. Per dirlovi, padrone,
159 V, I | Sennia. E se non lo dici, ti ammazzarò or ora. Quello d'Olimpia
160 II, V | siete in furore, che non m'ammazzate.~Trasilogo. Orsú, poni effetto
161 II, III | banchetto, ché il Capitano s'ammoglia questa sera. Ecco t'ho detto
162 V, V | apoftegmi e auree sentenze, l'ammoniva che tutto era frustratorio,
163 V, VIII| giá hai conosciuto se t'amo.~Lampridio. Non arei potuto
164 I, I | Balia.... Lodò molto la sua amorevolezza, la baciò in fronte affettuosamente
165 IV, IX | finto Eugenio. Sennia è amorevolissima, e il desiderio di veder
166 V, V | irretito dalle illecebre amorose, inopinatamente è collapso
167 Pro | comparir fra gran cerchi di sí ampio teatro né fra sí gran numero
168 II, I | costume, e ti sei posto ad amplectere l'amor d'una donna. Odi
169 V, V | che gli ultronei piaceri s'amplexano e fan parvipendere ogni
170 III, II | duodecasticon che consta di anapesti, coriambi e proceleusmatici
171 I, I | ch'io ben considero gli andamenti di questa vita mi par proprio
172 IV, I | tenendoti in braccio e andando a diporto per lo capo di
173 I, III | vino ad un fiato, se ben andassi a pericolo di scoppiare.~
174 III, III | Caminate, fratello.~Lampridio. Andatemi innanzi, sorella.~Olimpia.
175 V, IX | desidero compagnia al mangiare, andatevene alle vostre case; e se pur
176 I, I | carestia di chi t'ascoltasse, l'andavi raccontando a questa piazza.~
177 I, V | Trasilogo. Ascolta, che poi anderemo a pranso.~Mastica. Vo' piuttosto
178 II, VII | che provare.~Lampridio. Andiam per i fatti nostri.~Mastica.
179 II, IV | giovenecida Amore! Germanule, andiamgli dietro, ché non incida in
180 I, I | in braccio per ischerzo, andò a diporto ad una sua villa
181 II, IV | calpestata la mia fede. Anello, tu non starai piú in questo
182 III, III | non è questa la sua figura angelica? non la tengo abbracciata
183 I, V | detto che se ho un viso d'angiolo ho un cuor di diavolo? in
184 V, II | Sennia. Anzi in tormento e angoscia. O vita mia, serbata in
185 I, V | Questa è piú valorosa d'una Angroia, d'una Marfisa bizzarra,
186 IV, VIII| armipotente Bellona con l'anguifera egida, soccorrete! che fulgetri,
187 V, V | e fan parvipendere ogni animadversione, mi insultava e minitava;
188 III, II | l'orecchie che non vi fa animadvertere cosa alcuna. Questa frode
189 II, IV | t'ho io da gl'incunabuli animadvertito con mille ciceroniane auree
190 II, II | per voi. Vi son colombe, animal di Venere: dinota coniugio.
191 IV, VIII| ab hostibus», che è un animale che s'immolava dall'imperadore
192 III, VII | ti tuffi nel latte che ti anneghi. Quanto piú dura a scoprirsi
193 IV, VII | nostra vecchiezza, o stanno annoverando i giorni che finisca il
194 | ante
195 V, III | me né ad alcuno di miei antecessori.~Sennia. Vien qua dunque,
196 III, II | detta «macheronium», che anticamente si commendava ne' panefici;
197 IV, II | dovea rimeare i passi o antigrado fugire.~Obstupui steteruntque
198 V, IX | da' lupi che giá avevano aperta la gola e stavano per inghiottirsela,
199 V, III | Cosí cotesto stomaco ti sia aperto e a cotesta gola ti sia
200 V, V | colloqui, pieni di mille apoftegmi e auree sentenze, l'ammoniva
201 IV, X | medico pio fa marcir lo apostèma e trucida l'egro. Per uscir
202 Pro | discrezione, di modo che non appaiano nel volto o nel petto i
203 IV, IX | di veder suo figlio l'ará appannato di sorte gli occhi che l'
204 V, IX | portava al nome tuo: quella m'appannò gli occhi e quella sola
205 I, III | che mi veggia?~Balia. Non appar anima nata. Accostati, Mastica.~
206 Pro | questa comedia - con degno apparato, con grato silenzio e con
207 II, III | comprare, vo a casa per apparecchiare il banchetto, ché il Capitano
208 III, VI | Squadra. Tutti siam qui apparecchiati.~Trasilogo. ... ponetevi
209 I, IV | Squadra. Perché questo apparecchio, padrone?~Trasilogo. Questa
210 II, IV | Protodidascalo. Vuoi tu per questo appeter la morte?~Lampridio. Assai
211 V, III | Mastica. Oh! che io perda l'appetito per dieci giorni e il gusto
212 III, VIII| Un capestro alla gola e l'appiccasse!).~Squadra. ... quasi mel
213 IV, XI | Produrranno una forca dove fosti appiccato!~Lampridio. Io mi fo la
214 III, IX | Trasilogo. ... e che t'appicchi, ...~Mastica. Se vuoi esser
215 II, V | Trasilogo. Dici bene, mi vo' appigliare al tuo consiglio; potrebbe
216 III, III | che mentre mi stringono appo voi mi fanno piú libero
217 II, VI | poiché ella s'è degnata appoggiarci le belle mani! Mentre bacio
218 IV, X | per me.~Protodidascalo. T'apporta salute.~Lampridio. Odio
219 III, II | che discoprendosi è per apportarti il maggior dedecore che
220 II, VI | è la lieta novella che m'apportavi? Mi hai mezzo morto!~Mastica.
221 II, VI | Parla presto: che nuova m'apporti d'Olimpia?~Mastica. Nulla,
222 IV, X | ancora ignori i tuoi guai: t'apporto nuovi guai.~Lampridio. I
223 I, V | fa ferita. Né si può loro appressar con navi, perché portan
224 V, IV | son stato tutto oggi ad apprestare. Mi sento l'anima venire
225 I, I | dirsi al Capitano che s'appresti sposarla per questa sera....~
226 II, V | con questa mia Balisarda aprir elmi, forar corazze, romper
227 I, III | che dirti. Per finirla, apriti il petto, mostragli il cor
228 II, I | subito ti ponevi in ordine e aprivi le orecchie; non ti dava
229 I, II | Non sai tu che la mattina apro prima la bocca che gli occhi?~
230 III, VI | occhi di ciascheduno che non aran piú ardimento d'offendermi. ...~
231 I, IV | la sala, attacchino gli arazzi a' muri e mettano in ordine
232 II, VI | Protodidascalo. (Me miserum, io arbitrava che fusse paulo minus che
233 II, VI | Bartoli e Baldi, i testi, l'arche e la supellectile ch'avevi
234 II, V | tamburri e trombe, scaricar archibuggi, bombarde e artegliarie,
235 III, VI | rovinai la Capestraria, l'Arcifanfana e la Cuticulindonia.~Squadra.
236 V, V | ma di questo s'incolpe l'arcigero che gli aveva sauciato il
237 III, IX | non mi mandi quei popoli arcinfanfari o uomini maritimi ad uccidermi?
238 V, III | nieghi ancora?~Mastica. L'arciniego ancora. Ti giuro per questo
239 I, V | collo e la sommergo nell'Arcipelago. ...~Mastica. Crudel battaglia
240 I, I | mai inteso al mondo il piú ardente amor di questo: non amor
241 IV, X | e mi getta sopra monti ardenti di mali, che appena mi dá
242 I, I | s'accese dell'amor suo ardentissimamente; e non mancando di servirla
243 III, III | imposto, acciò conosca l'ardentissimo desiderio c'ho di servirla
244 IV, IX | Onde la sua astuzia, l'ardir della gioventú, la credulitá
245 II, I | ch'io lo smorzi se tutto ardo? e Amor sí fattamente soffia
246 II, IV | bastasse ad intepidirti l'ardore che mostravi tener acceso
247 III, III | destinata alle sue nozze: aremo doppia allegrezza.~Lampridio.
248 II, IV | avete ingannato; ma chi non areste ingannato se ci foste avolti
249 V, IV | polmone che è fatto piú arido d'una pomice. Questa è stata
250 IV, VIII| vien obvio lo farò col capo arietar in un muro. Meglio será
251 III, VI | farò piú io solo che gli arieti, le catapulte, bombarde
252 I, IV | Spezzacatene racconcino l'armaria, poliscano l'armatura e
253 Pro | comparire. Orsú, voi che armati di malignitá siete venuti
254 I, IV | racconcino l'armaria, poliscano l'armatura e forbiscano ben bene la
255 IV, VIII| altitonante, belligero Marte, armipotente Bellona con l'anguifera
256 Pro | le parti, se fanno fra sé armonia, e se tutta la testura del
257 IV, VI | ed Eugenio, e io stesso m'arò dato l'ascia nelle gambe
258 IV, XI | nuestra Señora! Tomad este y arrastradle. Gentilhombre, váyase V.
259 II, I | alle mani; appena diceva: «arrige aures», che subito ti ponevi
260 I, I | come gli piace. Ecco son arrivata fin al dolce, fin al fine;
261 II, V | scaricar archibuggi, bombarde e artegliarie, e io con questa mia Balisarda
262 Pro | artificiosa, perché non ha veruno artificio. Il piú bello ornamento
263 Pro | fuor della buccia; e tutta artificiosa, perché non ha veruno artificio.
264 III, VI | catapulte, bombarde e l'artiglierie.~Squadra. Sento genti, signor
265 V, V | fluctuante anima hos regit artus? bisognava succumbere. Però
266 II, I | mutabile semper femina»; dove l'Ascensiano interprete enucleando quelle
267 IV, VI | e io stesso m'arò dato l'ascia nelle gambe in fargli conoscere
268 I, II | gli occhi mi stanno cosí asciutti che se gli ponessi in un
269 I, V | capitan di ranocchi, mi fa ascoltare e parlar quattro ore, poi
270 I, I | per aver carestia di chi t'ascoltasse, l'andavi raccontando a
271 I, I | dicessi, m'aresti pagata che t'ascoltassi, che poco anzi per aver
272 IV, XI | cose di queste.~Teodosio. Ascoltatemi, di grazia: due altre parole.~
273 IV, VI | Andremo a gridare dove s'ascolteranno le nostre ragioni e si scopriranno
274 IV, IV | grazia, non interrompete: ascoltiate prima, poi rispondete.~Squadra.
275 IV, VI | nella faccia, indovinano gli ascosti nella persona: lo sa per
276 IV, XI | serás en carcel.~Lampridio. Aspettatemi un poco, lasciatemi parlare.~
277 IV, VII | perfidia cominciata. Pur aspettava che qualche segno di vergogna
278 II, I | dolcedine ch'un polcrissimo aspetto, e quanto gli oculari radii
279 IV, VIII| Protodidascalo. Ma «ostio» sine aspiratione vuol dir le «valve», le «
280 IV, VIII| perché «hostia» con «h», aspirazione, viene «ab hostibus», che
281 II, VII | caduta. E quest'altro vo' che assaggi un pugno delle mie mani,
282 III, IV | staranno vergognosetti, appena assaggiaranno le vivande con la punta
283 IV, XI | sfavillano? giá li mali umori l'assaltano e lo cominciano a stimulare.~
284 III, IV | voltarella da alcuno di tanti assassinati dall'amor suo. A che se
285 I, III | l'ho amato assai piú in assenza che non l'amai in presenza,
286 IV, III | che colline! parmi che non assomigli se non a se stessa e che
287 I, IV | chiama «il Capitano», che s'assomiglia tutto a me d'animo, di forza
288 III, III | Olimpia. Il resto dovea assomigliare a suo padre.~Sennia. Non
289 I, V | quattro ore, poi me ne manda assordito e diseccato, senza mangiare
290 II, I | apò tû philin, apò tû astorgin», «ab amando filium», «che
291 IV, IX | aiutato i servi. Onde la sua astuzia, l'ardir della gioventú,
292 III, VIII| Chiama in consiglio le tue astuzie, fa' la rassegna delle tue
293 IV, XI | corte! Sois preso; o vos, atadle.~Lampridio. Che ho fatto
294 Pro | fiato né sa di quel mele di Atene o di Roma, iscusatela, ché
295 IV, VIII| prolapso sono che non è atomo in me che non tremi, e lo
296 IV, X | questa tua medicina será piú atta ad uccidermi che la malattia.~
297 II, V | dosso.~Trasilogo. Deh, che m'attaccassi ora alla scaramuccia con
298 Pro | festuca le fusse rimasta attaccata alla gonna, che per trascuraggine
299 V, III | voglio esser squartato e attaccato per li piedi alle dispense
300 I, IV | spazzino le camere e la sala, attacchino gli arazzi a' muri e mettano
301 I, V | per torlami dinanzi, le attacco una pietra al collo e la
302 IV, III | esser stato avisato che non attende agli studi altrimente ma
303 Pro | con benigna udienza state attendendo questa sua venuta, eccola
304 III, IV | grasse e liscie. Fratanto attenderò ad empirmi la pancia ben
305 IV, VII | venti anni in Turchia e non attese a studio mai.~Filastorgo.
306 I, II | di tutti.~Balia. ... Sta attonita e sospesa d'animo, e quando
307 IV, IV | Cominciate su.~Squadra. (Come sta attonito!).~Trasilogo. (Deve pensare
308 V, IX | camera, e quivi pensava o attossicarla o che fusse suo perpetuo
309 II, II | suspetto.~Giulio. Vuoi tu attristarti del male prima che sia?~
310 V, IX | dato meglio esito alla mia audacia che io avessi saputo desiderare.~
311 II, VI | o tempora, o mores», o aurea etá, dove sei transacta,
312 II, I | appena diceva: «arrige aures», che subito ti ponevi in
313 III, II | granditudine di cosa si può autumare, che per un tantulo di oblectamento
314 V, I | apersero, stava Olimpia avampata di foco in faccia e s'accomodava
315 II, I | accese nell'alma, che sono avampato di sorte che son tutto di
316 | avanti
317 IV, III | se non a se stessa e che avanzi ogni umana imaginazione.
318 | aveano
319 III, II | malefici e facinorosi, e senza avedersene si trovano il carnefice
320 II, I | con ricordi o solleciti avedimenti: però andiamo a Capovana
321 I, III | lisci della faccia, per avelenarmi. Onde s'è vero quello amore
322 | avemmo
323 IV, VI | Turchia?~Eugenio. Niuna, l'avemo ritrovate fatte.~Lampridio.
324 IV, IX | pietá ne è stata crudele avendoci condotti salvi: quanto mi
325 IV, VI | sète riscattati?~Teodosio. Avendomo inviato molte lettere per
326 | avendoti
327 III, VII | tosto; però prima che ciò avenga será bene avisar Sennia
328 V, VIII| Filastorgo. Fa' che per l'avenire si ricompensi essermi ubidiente,
329 III, I | Lampridio. O braccia mie aventurose, dunque voi cingerete il
330 | avergli
331 | avermi
332 III, VII | sarebbe stato assai meglio non avermici fatto entrare.~Mastica.
333 III, VI | Trasilogo. Questa non è paura ma avertenza di guerra per poter provedere
334 III, VII | sotto la tavola. Tu devi avertire che Sennia è vecchia prattica
335 II, V | sbarattar la scrima.~Squadra. Avertite che non vi scappi da mano.
336 | avessimo
337 | avesti
338 II, VI | in saziar l'inexplebile aviditate del suo elefantino corpo
339 III, VI | Trasilogo. Taci, codardo! ché avilisci costoro. Su, mano all'armi,
340 III, IX | mangiato un anno in casa sua. Avisarò Lampridio e Sennia di questo
341 II, IV | areste ingannato se ci foste avolti da quella con tante belle
342 I, V | E ave un bel manico d'avorio posticcio.~Mastica. Pasticcio?
343 | avrete
344 | avuta
345 | avute
346 Pro | macchia per neo. Se per avventura i capelli fussero scarmigliati
347 III, VIII| Trasilogo. Ben: che n'avverrá per questo?~Squadra. ...
348 III, VI | scotendo cader la torre di Babilonia: farò piú io solo che gli
349 IV, V | allegrezza ci riceverá e bacierá! penso si dileguará dall'
350 I, I | la sua amorevolezza, la baciò in fronte affettuosamente
351 IV, VI | Lampridio. Per non tenerti a bada, io son tutto quello che
352 III, II | è tempo adesso di queste baie. Non mi turbar la presente
353 II, II | celeri passi, vien alacre, baiula un simposio sive un convivio
354 II, VI | dentro vi sono i Bartoli e Baldi, i testi, l'arche e la supellectile
355 II, V | artegliarie, e io con questa mia Balisarda aprir elmi, forar corazze,
356 V, IV | Oimè, che le budella mi ballano in corpo! Dove andrò a cenare,
357 I, I | affogata a lato quando era bambina.~Anasira. Balia, narrami
358 I, V | capitalissimi inimici. Un dí bandimmo giornata: a lei vennero
359 II, VI | entrato in casa, vo' che si bandisca la guerra mortale a sangue
360 V, VII | banchetto e tener corte bandita.~Sennia. O Dio, ringraziato
361 IV, VIII| solecismi e dalla esecrabil barbarie il tesoro del latino sacrario,
362 II, VII | soverchia a te, vattene ad un barbiero che con poca spesa te ne
363 I, III | mangiare sempre e mi beverei un baril di vino ad un fiato, se
364 II, VI | gracilescente se dentro vi sono i Bartoli e Baldi, i testi, l'arche
365 IV, VIII| cuiussi» e parla in «bus» e «bas»). Magister, bonum sero.~
366 III, I | mia dea? o bocca mia, tu bascierai le guancie delicate e gli
367 I, IV | Squadra. Che sète forse basilisco?~Trasilogo.... Non sai tu
368 V, IX | altri in tuo nome.~Eugenio. Bastami solo, madre, che m'ami e
369 I, V | piú brave. ...~Mastica. Bastan queste: non piú, di grazia.~
370 V, IX | onore e di tanto merito, ché bastarebbono queste cose a far divenir
371 III, III | inseparabil compagnia, né basterá alcun accidente schiodarle
372 II, II | giorni!~Lampridio. Un solo basteria a farmi felice.~Giulio.
373 III, VI | mie mani cento muraglie o bastioni. ...~Squadra. Bene!~Trasilogo. ...
374 I, I | inganno è questo?~Balia. Bastiti quanto t'ho detto.~Anasira.
375 I, V | combattuto in steccato e le battaglie terribili c'ho fatte?~Mastica.
376 II, V | con cento cannoni mi dá la battaria all'anima. Giá sono abbattute
377 II, VI | si stracciò i capelli, si batté il petto, né fece altro
378 IV, IX | condotto in porto per farci battere in questo scoglio crudele,
379 IV, V | o di casa!~Mastica. Ché batti? vuoi tu spezzar questa
380 II, VII | sana; se la vuoi rotta tu, battila in quel muro.~Lampridio.
381 IV, V | madre, ché temi che sia battuta?~Mastica. Non ti morrai
382 II, VI | Oh dolcissimo principio! Beata carta, quanto tu devi tenerti
383 II, VI | Mastica. Dieci di queste beatitudini le venderei per un bicchier
384 II, VI | pietá di me. ...~Lampridio. Beato te!~Mastica. Per che cosa?
385 II, I | Protodidascalo. «O terque quaterque beatus» se non ci fosti venuto
386 III, IX | sottile come se volessi dar a beccarla a losignuoli; pan duro di
387 IV, XI | provecho.~Teodosio. Voi vi fate beffe di me: cosí s'adempie l'
388 IV, III | lasciarsi di vedere. Oh che bei giardini, oh che amenitá
389 Pro | nacque, che con tutti i belletti che si pongono le donne
390 IV, VIII| Heu Iuppiter altitonante, belligero Marte, armipotente Bellona
391 I, I | nelle nozze di quella tua bellissima figliana che fa ragionar
392 IV, VIII| belligero Marte, armipotente Bellona con l'anguifera egida, soccorrete!
393 III, V | vivere fin alla morte. Sia benedetta l'anima di mia madre, che
394 IV, X | eletto per medico al tuo male benemerito, eccoti un opportuno e proficuo
395 V, V | Cominciarò l'essordio e captarò benevolenza. - Filastorgo here, patronorum
396 Pro | con grato silenzio e con benigna udienza state attendendo
397 V, VI | sarebbe torto usarsegli benignitá, e sería bene che ne piangesse
398 II, VII | Trasilogo. ... Io gli darò a ber un poco d'acqua di legno,
399 Pro | conversi in lei ed esser bersaglio di tanti occhi, come vergine
400 IV, XI | V. M. en buena hora; y le beso las manos.~Teodosio. Son
401 V, V | quanto mi fa penar questa bestiaccia!). Narrami la ragione.~Protodidascalo.
402 I, III | tavola a mangiare sempre e mi beverei un baril di vino ad un fiato,
403 III, VII | cose che mangiava ella, non bevevi se non da quella parte dove
404 Pro | dove vi piace. E se pur biasmando lei la morderete, mordetela
405 II, IV | caro, non avete ragione biasmar tutte per una che vi dia
406 Pro | malignitá siete venuti per biasmarla, ponetevi gli occhiali che
407 Pro | restata, non per questo biasmate lei. Se fusse un poco vana
408 Pro | dietro le spalle fu sempre biasmevole, considerate quanto sia
409 II, VI | beatitudini le venderei per un bicchier di vino. - ... Poi quando
410 II, VI | tutt'i fiaschi, pignatte, bicchieri e piatti piccioli che sono
411 III, IX | casa tua? Tu bevi ad un bicchiero cosí picciolo che bevendo
412 IV, VI | ombelico con certi peluzzi biondi?~Sennia. (Come, figlio,
413 II, VII | che pareva la faccia della bisavola mia.~Trasilogo. Son partiti,
414 IV, IV | farsi a parenti non visti; e bisognando sappiate rispondere a queste
415 V, V | fluctuante anima hos regit artus? bisognava succumbere. Però perpendi
416 V, II | divolgherá per tutto il mondo. Bisognerá fugirmene di qui e vivere
417 II, VI | grasso e grosso, onto e bisonto.~Lampridio. Mira che gran
418 I, V | una Angroia, d'una Marfisa bizzarra, e siamo stati sempre capitalissimi
419 I, IV | quello atto fantastico e bizzarro e con quegli occhi sfavillanti,
420 V, V | Ma se al tuo figlio con blandi colloqui, pieni di mille
421 I, II | mi ti tranguggiarei in un boccone!~Balia. Parea che non mi
422 III, IV | poco potrá tardare che non bolla e non mandi la schiuma fuori.
423 III, IV | Lampridio è come la pignata che bolle: Olimpia standogli intorno
424 III, IX | cornacchia vecchia che fattala bollir tutto un giorno non si potea
425 IV, VIII| fulgetri, che terrifichi bombi son questi? Questo è il
426 IV, VIII| bus» e «bas»). Magister, bonum sero.~Protodidascalo. Et
427 Pro | deliberati torle l'onor suo e borbottando dirne male senza risparmio
428 V, III | Sennia. Vien qua presto! che borbotti?~Mastica. Avertete, padrona,
429 III, VI | dare l'assalto. Alla prima botta col piede farò andar la
430 III, III | quei di casa, e sopra tutto bramo vedervi sciolto da queste
431 III, IX | senno ch'io creda queste tue bravarie, o dubito che non mi mandi
432 I, V | ne racconterò delle piú brave. ...~Mastica. Bastan queste:
433 II, VII | passeggiar altiero, mira che bravura!~Squadra. Lasciatelo andar,
434 | breve
435 I, V | soveri e vi posi delfini a briglia; e dando loro la caccia
436 I, V | perché portan fuoco e le bruggian tutte. ...~Mastica. Voi
437 Pro | una rosa spunta fuor della buccia; e tutta artificiosa, perché
438 III, VII | salutarla; non la vedi per i buchi della gelosia?~Mastica.
439 V, I | per le fissure e per lo buco della chiave. Quando apersero,
440 IV, XI | Gentilhombre, váyase V. M. en buena hora; y le beso las manos.~
441 III, VI | la testa, che mi pari un bufalo o barbagianni; tu, con questa
442 III, VIII| e voi siate scorto per buffalo; e la metá di questa vergogna
443 IV, VI | sfreggiarei cotesta faccia bugiarda, accioché ogni uomo da questo
444 II, III | dimandi?~Giulio. Va' in buon'ora carico e c'hai faccende;
445 IV, VIII| Lalio. Questi vocali son buoni da bere?~Protodidascalo.
446 IV, XI | Ascoltate, non temete; questi vi burla.~Lampridio. (Se questi l'
447 IV, X | finger di non conoscerlo, burlarlo e cacciarmelo dinanzi. Con
448 V, III | mettervi il piede.~Mastica. Voi burlate! io me n'entro.~Sennia.
449 III, VIII| Lampridio.~Trasilogo. Tu burli.~Squadra. E voi non mi lasciate
450 IV, VIII| sputa «cuiussi» e parla in «bus» e «bas»). Magister, bonum
451 II, IV | grande, ch'io voglio or ora buttarmi in mare.~Protodidascalo.
452 III, IX | preghi. Será piú quello che butterò questa sera, che quanto
453 III, IX | corazze, beve piombi e li caca acciaio.~Trasilogo. Mastica,
454 IV, XI | que has comido.~Teodosio. Cacasangue!~Capitano. Buen provecho.~
455 III, VII | Mastica.~ ~Lampridio. Dove mi cacci? ho il bene in casa e mi
456 I, V | briglia; e dando loro la caccia gli feci cadere nell'imboscata,
457 IV, X | non conoscerlo, burlarlo e cacciarmelo dinanzi. Con che faccia
458 IV, VII | paglia.~Lampridio. (L'ho cacciati in malora!). Andiamcene
459 V, VII | della paura presa per avermi cacciato di casa senza cagione e
460 IV, X | ho finto non conoscerlo e cacciatolo via. Ci è di peggio: che
461 I, III | son cambiata mai di fede, cada nel piú basso stato di miseria
462 II, I | fiamma ti comburerá l'ali, caderai deplumato e ustulato come
463 I, V | loro la caccia gli feci cadere nell'imboscata, poi tenendogli
464 IV, VI | vedete le lacrime che gli cadono dagli occhi? mirate che
465 IV, II | come non sia cespitato e caduto in qualche scrobe. Il diafragma
466 Pro | piaghe e le lividure di denti cagneschi. E quando pur siate deliberati
467 I, IV | che il sole in leone, che calando di sopra il colpo, il lucido
468 III, VI | piú di mille uomini che calano con arme. ... No no, è stata
469 III, V | Caminando piú avanti, trovai una calca di persone raccolte insieme:
470 II, VII | Trasilogo. Io darò tal calcio dietro a questo furbetto
471 II, II | casa Mastica e mi pregò caldamente che vi scrivessi che per
472 II, I | Accede ad ignem hunc, iam calesces plus satis;~che il fuoco
473 I, IV | ché non è uomo che non cali giú gli occhi per non veder
474 III, V | turchi con le mani piene di calli e ne' piedi si conosceva
475 II, IV | come ella ha sprezzata e calpestata la mia fede. Anello, tu
476 II, IV | maniere e tanti baci? Io calpesto cosí voi come ella ha sprezzata
477 IV, VII | e i panni t'arai potuto cambiare, ma l'effigie è quella istessa
478 V, V | di casa e non han potuto cambiarsi le vesti?~ ~ ~ ~
479 I, III | merito d'altra persona son cambiata mai di fede, cada nel piú
480 I, IV | Franginaso che spazzino le camere e la sala, attacchino gli
481 III, I | Protodidascalo.~ ~Mastica. Camina sicuramente, ché non è uomo
482 III, VI | la bocca mentre costoro caminano in ordinanza.~Squadra. Tup,
483 Pro | proporzionata. Vedetela caminare, con quanta leggiadria stende
484 III, III | Sento gente venir di su. Caminate, fratello.~Lampridio. Andatemi
485 IV, IV | in mano.~Eugenio. Padre, caminiamo senza far nulla.~Teodosio.
486 III, VI | Trasilogo, sgombrator di campagne, destruttor di belovardi,
487 I, IV | colonnelli, maestri di campo o altre persone di conto
488 III, IX | lui, né io uso armi con la canaglia: lascio che gli ospedali
489 III, II | non è altro che seminar il canape per tesserne un laccio con
490 IV, VIII| romano eloquio all'antica candiditate «fama super aethera notus».~
491 II, V | sento Amore che con cento cannoni mi dá la battaria all'anima.
492 II, I | elegante di te. Sempre col Cantalicio e con lo Spicilegio alle
493 I, I | allegrezza cosí grande che non cape nella pelle e va scalza
494 III, VI | cosa di questa rovinai la Capestraria, l'Arcifanfana e la Cuticulindonia.~
495 III, II | tante fune per far tanti capestri.~Protodidascalo. Forse a
496 III, I | fermo; tu par che non mi capi nel petto, tu dibatti cosí
497 IV, IV | narragli il fatto, fagli capire il negozio, accioché lo
498 I, V | bizzarra, e siamo stati sempre capitalissimi inimici. Un dí bandimmo
499 I, IV | se venissero sergenti, capitani, colonnelli, maestri di
500 IV, X | d'esserti obtruncato il capite, e perderai Olimpia e la
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