abbas-capit | capon-duode | duole-innam | inopi-pales | palle-riusc | rived-temet | temi-zucch
Atto, Scena
501 I, V | lasagni, di maccheroni, caponi, faggiani e fegatelli, m'
502 II, I | avedimenti: però andiamo a Capovana a trovar Giulio studente
503 II, V | non avesse a partirsi una cappa meco e ucciderci dentro
504 I, II | primo ti porrei mano al cappello e mi ti tranguggiarei in
505 V, V | Cominciarò l'essordio e captarò benevolenza. - Filastorgo
506 II, VI | mani! Mentre bacio questi caratteri parmi che baci quelle mani
507 I, V | capitan don Juan Manrich Caravaschal cara de Pamplona. ...~Mastica.
508 IV, XI | Lo sabrás como serás en carcel.~Lampridio. Aspettatemi
509 IV, IX | alla giustizia, facciamolo carcerare, e quivi provi come sia
510 V, IX | Eccoti le chiavi, ché l'aveva carcerata in una camera, e quivi pensava
511 II, IV | hominum genere v'è sempre carenzia di fede? e hai sempre floccipeso
512 III, III | fratel mio.~Sennia. (Quante carezze ti fa, Olimpia, il tuo fratello).~
513 II, V | roverscio alle tempie, poi caricagli sopra con un piede inanzi,
514 V, I | volevano far fratelli e sorelle carnali.~Sennia. E come facevano?~
515 I, IV | gli vo' scoprire; forse ne carpirò una colazionetta questa
516 I, V | tra certi scogli, poi feci carri di soveri e vi posi delfini
517 V, IV | cacciarmi digiuno fuori? Il carriar delle legna, il soffiar
518 II, III | Squadra. Non vedete che sto carrico, ho fretta, ho da far molte
519 II, VI | della cantina, dispensa, casce e d'ogni cosa: vo' essere
520 II, V | che ho preso piú cittá e castelli e che ho piú ferite nella
521 V, III | Ma io non vo' darti altro castigo se non che in questa casa,
522 III, VI | Sciagurato, fo come il castrone che si fa indietro per ferir
523 IV, VIII| Immorigerato puerolo, ficoso catamito, inter socraticos notissima
524 III, VI | solo che gli arieti, le catapulte, bombarde e l'artiglierie.~
525 I, V | Mastica. Eccomi, fior della cavalleria, re di paladini, gloria
526 II, VI | e se perdi vo' farti un cavallo, ché non sai accordare il
527 II, VII | ferendoci tra noi ci vogliamo cavare un poco di sangue.~Trasilogo.
528 II, VII | ti romperei la testa e ti cavarei col sangue l'anima: tif,
529 V, IV | padrona! Oimè, perché non cavarmi gli occhi, perché non tagliarmi
530 II, VI | lanista che ti squarti per cavarnela fuori?~Mastica. Anzi mantenermelo
531 II, VII | vuoi, ch'io ti troverò e cavarò gli occhi e farò che tu
532 V, I | poi dici nulla. Non posso cavarti di bocca una parola di questo
533 III, VI | questo luogo, e se alcuno cavasse la testa fuor dalla finestra
534 II, VII | che con poca spesa te ne caverá quanto vuoi.~Mastica. (Uomini
535 III, IX | mangi con noi e poi ne cavi gli occhi.~Mastica. Non
536 IV, VIII| e reconditi.~Lalio. Che ceci conditi son questi che mi
537 IV, VI | Ove è forza, è bisogno che ceda la ragione: ci perderemo
538 III, IX | dui rispondo io, che ve lo cedo.~Trasilogo. Fa' che non
539 I, V | dando loro con la spada cedono al taglio, che non fa ferita.
540 V, V | vernaculi; e Quintiliano celeberrimo scrittore dice: «Perscrutandas
541 II, II | Protodidascalo. Festina i celeri passi, vien alacre, baiula
542 II, IV | utinam, che concomitante il celeste favore questo fusse proficuo
543 IV, VIII| guerra per impetrar da' celicoli vittoria contro gli osti,
544 V, V | hospes sis: la tua radiante celsitudine bene veniat! ...~Filastorgo.
545 V, III | entrarvi.~Mastica. Lasciatemi cenar prima, ché me n'uscirò domani.~
546 V, IV | ballano in corpo! Dove andrò a cenare, ché l'ora è tarda e ho
547 IV, VI | allogato questi ferri e questi cenci che avete adosso? e quanto
548 I, V | non mancarle. Questa sera cenerai nel banchetto della tua
549 II, IV | voi, ch'io non pranserò né cenerò piú mai.~Protodidascalo.
550 III, IV | Lascierò le parole, ché non cenino senza me.~ ~ ~ ~
551 II, I | non prezzi i fatti miei, «cepit te oblivio» d'ogni buon
552 III, III | m'allacciarebbono in duri ceppi e in amarissima prigione.~
553 IV, VI | Questi sono i fatti nostri, cercar i parenti e la casa nostra.~
554 IV, X | collegio della mia vita e cerchiamo qualche rimedio; ...~Protodidascalo.
555 III, V | si conosceva il segno del cerchio della catena: niuno di loro
556 I, II | sopra di me, che quanto piú cerco torlami da dosso piú vi
557 II, IV | Protodidascalo. Oh che tu cernessi con gli occhi miei queste
558 | certa
559 II, VI | Mastica. Tu ridi adesso? o cervellaggine d'innamorati!~Protodidascalo.
560 III, VI | per nettar il sangue e le cervelle, le braccia, le mani e l'
561 III, IV | serò questa sera, che non cessarò di masticar mai finché non
562 II, VI | Da dolentis? heu, ah et cetera. Ma «o tempora, o mores»,
563 V, V | a me queste tue disutili chiacchiare?~Protodidascalo. Che importano
564 II, VI | opem», che tu partorisca, o chiamar un lanista che ti squarti
565 IV, IV | che tu, vecchio, fingi chiamarti Teodosio, e tu, giovane,
566 IV, VI | tu.~Eugenio. Voi potete chiamarvi del mio nome ed esser figlio
567 IV, VIII| Vorresti per sorte che lo chiamassi? aspetta che tornerò adesso
568 IV, VII | tolto in cambio, perché chiamate Lampridio un che si chiama
569 I, I | vedendola a caso un gentiluomo chiamato Lampridio, ch'era venuto
570 I, II | chiama Mastica non chiama me: chiamimi «digiuno» se vuol che gli
571 II, VII | malanno che Dio ti dia, non mi chiamo cosí io!~Lampridio. Tu fuggi,
572 V, IX | carissima, poiché sei giá fatta chiara ch'io sia Teodosio tuo marito
573 II, I | stimi che s'alcun formoso la chieda in copula matrimoniale,
574 V, IX | e ordinari modi farvela chieder per moglie. Ma sapendo che
575 III, IX | pan di ferro, insalate di chiodi, minestre di corazze, beve
576 III, II | il prelibato carnefice ti chiuda la vita. Sai quanto in Napoli
577 I, II | e se pur per stanchezza chiude gli occhi, si sveglia subito;
578 V, V | poter vederlo, perché sta chiuso in un carcere orcico.~Filastorgo.
579 V, I | Taci, vattene su e non cicalar a persona del mondo ve',
580 IV, VIII| munuscolo di cinquanta vocabuli ciceronei abstrusi e reconditi.~Lalio.
581 II, IV | animadvertito con mille ciceroniane auree sentenze, che in questo
582 III, VII | Mastica. O che ella fusse cieca per non veder ciò che fai,
583 III, VII | che tutti gli altri sian ciechi. Tu non stai appresso Olimpia
584 III, VI | con ordine, con ordine. O ciel traverso!~ ~ ~ ~
585 IV, XI | mascalzoni.~Capitano. Por cierto yo me lo he imaginado da
586 IV, VIII| socraticos notissima fossa cinaedos!~ ~ ~ ~
587 III, I | mie aventurose, dunque voi cingerete il collo della terrena mia
588 V, III | rossi come avesse pisto cipolle: non so che se l'aggira
589 IV, VIII| Protodidascalo. Et tibi malum cito.~Lalio. Che comandate protomastro,
590 III, II | frode che usi per fruir la clavigera del cuor tuo, non è altro
591 IV, XI | Capitano. ¡Valame Dios! clerigo sois. Dejadle, dejadle.~
592 IV, X | A questi colpi non ci è clipeo che li facci obstaculo,
593 V, V | grave, né se gli potrebbe coacervar pena che non ne meritasse
594 V, V | portavate a lei si fusse coacervato con l'amor che comunemente
595 II, VI | seu «coquinaria», cioè di cocina; questo è un sinonimo.~Lampridio.
596 III, VI | nulla.~Trasilogo. Taci, codardo! ché avilisci costoro. Su,
597 IV, XI | yo soy hombre de dejarme coger á la estrecha contigo.~Teodosio.
598 IV, X | Protodidascalo. Etiam atque etiam cogitandum.~Lampridio. ... ché ben
599 II, II | questo nunzio oltre ogni suo cogitato dispiacevole, il freddo
600 V, IX | Spettatori, or che Olimpia coglie il frutto della sua fermezza
601 III, I | oggi il primo giorno che cognovisti eum.~Mastica. Ricordati
602 I, IV | scoprire; forse ne carpirò una colazionetta questa mattina).~Trasilogo.
603 IV, VIII| di suo padre acciò non lo colga all'improviso, e impremeditato
604 V, V | amorose, inopinatamente è collapso un'altra volta in mano della
605 IV, X | vita? Ma di grazia, facciam collegio della mia vita e cerchiamo
606 IV, III | oh che spiagge, oh che colline! parmi che non assomigli
607 V, V | vana la speranza d'aver collocato in esso la quiete della
608 V, V | al tuo figlio con blandi colloqui, pieni di mille apoftegmi
609 II, II | augurio per voi. Vi son colombe, animal di Venere: dinota
610 I, IV | venissero sergenti, capitani, colonnelli, maestri di campo o altre
611 I, I | restò con la faccia di color di cenere e stette buon
612 III, VII | non ti trasmuti di cento colori; non mai te le distacchi
613 | coloro
614 V, III | Avertete, padrona, ch'io non ho colpa nessuna nelle cose di vostra
615 IV, X | Lampridio. Perché parli coltelli e pugnali e spade che m'
616 I, II | veggia morire in braccio. Coltello di questo core!...~Mastica.
617 III, VIII| pensaro prima; per non esser còlti in frode lascieranno l'impresa
618 | com'
619 IV, II | fugire.~Obstupui steteruntque comae et vox faucibus haesit.~
620 III, I | che serai intrato in casa, comanda che si tiri il collo a quante
621 II, VII | mani? sto io con te che mi comandi?~Lampridio. Sí, perché ci
622 I, V | della guerra?~Trasilogo. ... Combattendo seco, quantunque l'avessi
623 I, V | è piú gran pericolo che combatter con lei; e se non mi difendessi
624 I, V | bisogno di queste armi per combattere con la fame: ché non ho
625 I, V | prese, le tante volte che ho combattuto in steccato e le battaglie
626 II, II | zelotipia ave invaso la fiamma comburenteli i precordi e l'ha fatto
627 II, I | Protodidascalo. La fiamma ti comburerá l'ali, caderai deplumato
628 IV, VI | che diventi rosso e che cominci a tremare?~Eugenio. Vi paio
629 IV, XI | mali umori l'assaltano e lo cominciano a stimulare.~Teodosio. Mi
630 IV, IX | fin pervenuti e siamo nel cominciare!~Teodosio. O fortuna, io
631 IV, IV | L'abbiamo pregati che comincino, or sará bisogno strapregarli
632 Pers | INTERVENGONO~ ~Balia~Anasira commare~Mastica parasito~Olimpia
633 V, V | iterum atque iterum se gli commenda.~Filastorgo. Che figlio?
634 III, II | macheronium», che anticamente si commendava ne' panefici; però quelli
635 IV, I | sicuramente fussero state commesse. Almeno Olimpia ritrovassimo
636 V, V | ragione, poenitebit te del commesso facinore, ché non conviene
637 IV, IV | piú sottil barro di lui commettere il fatto in mano.~Eugenio.
638 V, VI | riprensione, e massime quelli che commettono i giovani ne' primi amori.
639 I, I | moglie; e non altro che la commoditá manca a dar fine agli affanni
640 I, I | Che disse la madre? non si commosse tutta?~Balia.... Lodò molto
641 V, V | genere deliberativo per commoverlo e vi mescolerò un poco del
642 IV, XI | mai?~Capitano. Lo sabrás como serás en carcel.~Lampridio.
643 III, IX | Mastica. Se vuoi esser mio compagno lo farò, ché ambiduo ne
644 IV, X | peggiore e pessima - positivo, comparativo e superlativo.~Lampridio.
645 V, IX | ingannata; né io arei ardire comparirti dinanzi se la suprema bontá
646 I, II | tanto amaramente che farebbe compassione alla crudeltade: par che
647 I, I | innamoramento e non venir al compimento fin al dolce?~Balia. ...
648 III, V | tanto menato le gambe per compir presto il viaggio che par
649 II, I | bello animo suo, ch'io nol comporterò.~Protodidascalo. Ma penso
650 I, V | Disgrazio tal legge e chi la compose!~Trasilogo. Tu sei in còlera
651 II, III | queste?~Squadra. Vengo da comprare, vo a casa per apparecchiare
652 III, III | stato ben poco se l'avessi comprata con pericoli di mille vite.~
653 II, VI | ogni cosa: vo' essere il compratore, il cuoco e il maggiordomo;
654 III, IX | cosa?~Trasilogo. ... che compri un capestro ...~Mastica.
655 I, I | certo Giulio studente, amico comune, che per quanto ha cara
656 V, V | coacervato con l'amor che comunemente portavate a questo unigenito.~
657 V, VI | parentado; al qual potrete conceder senza dote la vostra figliuola
658 V, VI | massimamente unica, me vi fa concedere quanto desiderate.~Filastorgo.
659 III, VIII| verdadieri, potranno senza altro concedervi Olimpia per moglie; all'
660 V, IX | in questa vita? Poiché mi concedi il mio marito doppo sí lungo
661 II, VI | e quell'animo che gli ha concetti.~Mastica. Non tanti baci
662 II, I | reciprocano meno si saziano. Concludo ergo che questo tuo venir
663 II, IV | Protodidascalo. Oh, utinam, che concomitante il celeste favore questo
664 II, IV | suo core, che exarso dalla concupiscenza abbi l'egresso per questi
665 V, III | vorrei).~Mastica. Volete condisca la carne col petrosemolo,
666 IV, VIII| reconditi.~Lalio. Che ceci conditi son questi che mi volete
667 III, V | Anasira. Troppo è misera la condizion delle donne, poiché ne bisogna
668 II, IV | nata nel mondo dalla vostra condizione. ...~Protodidascalo. Oh
669 V, V | al vostro figlio, a chi condonarete voi? E dovete tanto piú
670 V, V | picciola pena. Ché se voi non condonate al vostro figlio, a chi
671 IV, IX | è stata crudele avendoci condotti salvi: quanto mi saresti
672 IV, II | faucibus haesit.~Vorrei confabular con Lampridio, acciò di
673 I, I | rendergli il contracambio; e confacendosi i costumi dell'una e dell'
674 I, III | sto come quella che sta confessandosi che d'ora in ora aspetta
675 V, IX | andar a veder Olimpia mia e confortarla, che per questi casi successi
676 II, I | Ed io vice versa tutto mi congratulava di tanta obedienza. Or piú
677 V, VI | Protodidascalo. Optime quidem, congrua risposta.~Teodosio. Indegno
678 V, IX | la onestá e la bontá che conobbi in lei; e se mento, facci
679 III, III | gli è stato imposto, acciò conosca l'ardentissimo desiderio
680 II, IV | delle gentili sí. Ben si conosce che vi sopravince la còlera.~
681 II, I | trovar Giulio studente che conoscemmo in Salerno, ché quel certo
682 I, I | da vicini ancora; al fin conoscendola ostinata, l'ha fatto intendere
683 IV, VII | forza ch'io ti conoschi non conoscendoti.~Filastorgo. Non conosci
684 IV, VII | stesso, volessi accettar di conoscer me per padre.~Lampridio.
685 II, VI | Lampridio. Eh, Mastica, conoscerai in altro modo la mia liberalitá.~
686 I, I | bellezza. Se la vedessi non la conosceresti: par un'altra, tanto è trasfigurata.
687 V, V | ubidienza il finger di non conoscermi? Da chi spero io essere
688 I, II | Balia. Parea che non mi conoscessi.~Mastica. La fame m'avea
689 IV, XI | Capitano, costui, che forse non conoscete, è scemo di cervello e va
690 IV, XI | Gentilhombre, me perdonarás si no conosciendole le he offendido.~Lampridio.
691 II, VII | prima. - Dimmi un poco, conoscimi tu?~Lampridio. Io non ti
692 III, IV | muta, oh che alchimia non conosciuta, dove con poche parole si
693 V, V | famigerata mia arte. Non sète conscio che Dionisio re, expulso
694 V, V | optimamente disposite sogliono conseguir reprobi eventi, quando quidem,
695 I, III | affretta, la mia volontá non ci consente; l'obedienza di mia madre
696 II, VI | Lampridio. O cielo, come consenti che gli occhi, sole d'ogni
697 II, VI | negando sempre non volse mai consentirvi; pur volendo la madre che
698 V, V | figliuoli che padre che abbi consentito alle sue sceleraggini.~Protodidascalo. (
699 IV, IV | ordinata, arei a caro che consertaste un poco gli atti e le parole,
700 Pro | spalle fu sempre biasmevole, considerate quanto sia vituperoso ad
701 I, III | vita nelle sue mani: che consideri in che vita e in che inferno
702 V, VIII| col vostro savio discorso consideriate quel tanto obligo che vi
703 I, I | Balia. Sempre ch'io ben considero gli andamenti di questa
704 II, V | assalto; ahi spada, che mi consigli? ahi Durindana, tu non mi
705 II, VI | in casa; vo' che mi sieno consignate le chiavi della cantina,
706 V, V | properanter e destitute di consilio? Ecco l'esempio. Teodosio
707 IV, IV | quest'altro a tuono, alle consonanze!~Teodosio. O Sennia molto
708 III, II | questo duodecasticon che consta di anapesti, coriambi e
709 II, I | Lampridio. Il fuoco d'amore si consuma piuttosto da se stesso col
710 IV, VIII| mai dall'edace tempo seran consumpte: queste lo trafigeranno
711 III, VII | stavi sempre come stupido a contemplarla, non mangiavi se non delle
712 III, IX | ben che un par mio stia a contender con lui, né io uso armi
713 I, I | scherzo cosí teco. (Ma chi può contenersi, se trovo il Capitano, di
714 III, VIII| contentarsi di quello che, non contentandosi, non per questo non sará
715 V, IX | lieto fine e delle altre contentezze di costoro, prima che vi
716 IV, IX | sommerso, ché sarebbomo morti contentissimi! n'hai condotto in porto
717 IV, XI | dejarme coger á la estrecha contigo.~Teodosio. Ascoltate, non
718 I, I | volentieri e rendergli il contracambio; e confacendosi i costumi
719 III, VIII| la fantasia che è la vera contracava del loro inganno, che col
720 IV, IV | Giovani, siete voi di questa contrada?~Trasilogo. (Squadra, mira:
721 I, I | sempre, non sarebbe stata contraria al voler suo. Olimpia sentendo
722 III, VII | Oh che dura battaglia è contrastar col piacere!~Lampridio.
723 I, I | con ragione resistere a' contrasti della madre, ha detto de
724 II, II | imaginarmi. Parmi che sii contristato: sei tutto mutato di colore.~
725 III, III | delicato e a questi fianchi ci convengono le braccia di chi vi ama
726 V, V | questo?~Protodidascalo. Convenir questo Teodosio, alloquere
727 V, III | Mastica. Questo nome non convenne mai né a me né ad alcuno
728 III, III | fratelli e sorelle devono conversare con questa domestichezza).~
729 Pro | scena che vedea i volti conversi in lei ed esser bersaglio
730 V, V | commesso facinore, ché non conviene ad un padre tanta truculenzia,
731 II, II | baiula un simposio sive un convivio intiero, ch'è infausto augurio
732 I, IV | Oh! come fa bene a farlo coprire, ché non è uomo che non
733 II, I | alcun formoso la chieda in copula matrimoniale, per amor tuo
734 II, VI | Protodidascalo. Dico «culinaria» seu «coquinaria», cioè di cocina; questo
735 III, II | che consta di anapesti, coriambi e proceleusmatici in favor
736 V, III | carne col petrosemolo, col coriandolo o col petrotimo.~Sennia. (
737 Pro | non è lecito di andare a Corinto. Porta una toga insino a'
738 III, IX | quartana dieci anni; o qualche cornacchia vecchia che fattala bollir
739 V, II | Squadra. Trasilogo ha preso Cornelia, di che era stato stimu1ato
740 IV, X | per la via una sinistra cornice, oscine inauspicato, crocitando -
741 IV, X | Protodidascalo. Io dunque, imponendo coronide al mio dire, ti lascio senza
742 II, I | E come desiosa farfalla corre intorno l'amato lume, cosí
743 V, VI | giovani ne' primi amori. Però correggasi l'errore il meglio che si
744 V, VI | ordini.~Teodosio. Come si correggerá tanta pazzia e temeritá
745 IV, VII | debbo salutarlo o se debbo correre e abbracciarlo).~Lampridio. (
746 Pro | membri sian ben disposti, se corrispondono tutte le parti, se fanno
747 I, I | mezzano, che Lampridio l'avea corrotto con dargli benissimo da
748 IV, I | disavedutamente presi da' corsari. A me parendo aver un pegno
749 IV, VII | Hai fatto la vista cosí corta o forse l'aria di Napoli
750 III, III | ma ringrazio di ciò il cortese animo vostro.~Lampridio.
751 II, IV | di dolervi: ci sono delle cortesi e delle gentili sí. Ben
752 V, IX | Ringrazio la vostra soverchia cortesia.~Teodosio. Consorte carissima,
753 II, V | anima. Giá sono abbattute le cortine e occecati i belovardi,
754 II, II | ritornarne a Salerno di corto e vorrá ella istessa darti
755 III, VIII| Il romano che ha la coscienza lesa dell'inganno usato,
756 I, III | posso far piú per esser costante in amarlo e osservargli
757 IV, VIII| tuoi.~Protodidascalo. Ferma costí, ascolta quaeso due paroline.~
758 II, I | te oblivio» d'ogni buon costume, e ti sei posto ad amplectere
759 I, I | altro che lo sappi, e ogni cosuccia che si scoprisse estimarebbe
760 III, VI | patirá che gli sia fatta cotanta ingiuria? ...~Squadra. Veramente
761 I, V | uccelli per l'aria, e son coverti di piume molli che dando
762 III, IX | giamai? Stimi da senno ch'io creda queste tue bravarie, o dubito
763 I, I | gran voti. Or da questa credenza Olimpia ha pigliato piú
764 IV, VI | duo soli. Io non so a chi creder io. Dio mi liberi di qualche
765 V, IV | cuoco e facchino? Quando credeva che la pancia avesse a gonfiarsi
766 V, V | ci viene pede plumbeo; e credo...~Filastorgo. Che cosa?~
767 IV, XI | ch'io sia matto; e se lo credono). Capitano, vorrei dirvi
768 IV, IX | ardir della gioventú, la credulitá di Sennia, la malignitá
769 III, VIII| una verisimil bugia è piú creduta d'una semplice veritá.~Trasilogo.
770 I, I | Sennia non solo se l'ha creduto ma n'ha preso un'allegrezza
771 III, III | Ringraziatene pur colui che vi creò di tal pregio che sforza
772 III, V | strada ch'erano gionti doi cristiani scampati di man di turchi:
773 IV, XI | Lampridio. Io mi fo la croce: non dice parola che non
774 IV, X | cornice, oscine inauspicato, crocitando - per onomatopeiam, «apò
775 I, V | Arcipelago. ...~Mastica. Crudel battaglia fu questa!~Trasilogo. ...
776 I, II | farebbe compassione alla crudeltade: par che d'ora in ora me
777 IV, XI | parlare.~Capitano. Habla cuanto quieres.~Lampridio. Non
778 IV, VIII| Meglio será ne vada al mio cubicolo e mi vendichi con invettive
779 IV, VIII| essere qualche pedante, «cuium pecus» che sputa «cuiussi»
780 IV, VIII| cuium pecus» che sputa «cuiussi» e parla in «bus» e «bas»).
781 IV, VIII| trafigeranno piú d'ogni cultrato mucrone. Immorigerato puerolo,
782 I, IV | Trasilogo. ... che si cuopra quel mio ritratto che sta
783 II, V | tagliar colli e infilar cuori; s'ella mi vedesse con una
784 II, I | Protodidascalo. Rivolvendo le tue cure altrove, Amor insufflando
785 I, I | Balia. Donde a te tanta curiositá.~Anasira. Se non fussi stata
786 IV, I | eravamo guardati con tanta custodia, e ancora senza esser usi
787 III, VI | Capestraria, l'Arcifanfana e la Cuticulindonia.~Squadra. Dove sono queste
788 II, VI | ahi come la tratti male! Dammela ché me la pongo nel petto,
789 II, V | occecati i belovardi, ecco mi dan l'assalto; ahi spada, che
790 II, I | cenere, che ogni favillula dandole fiato cresce in gran fiamma.
791 III, VI | che hai questo cuoio di dante.~Squadra. E questa spada
792 IV, IV | turchi).~Teodosio. Di grazia, datene risposta.~Squadra. (Lasciate
793 III, I | galline ci sono e che mi siano dati dinari per comprar robbe.~
794 III, I | collo della terrena mia dea? o bocca mia, tu bascierai
795 V, VIII| segno, e per rendervi le debite grazie di tanta affezione
796 V, VIII| debbo e per natura e per debito, e facci Iddio che io viva
797 V, IX | quanto conosco che ti son debitore! Ecco mio padre, il qual
798 V, V | minitava; che potea far io decrepito e micròpsico, che appena
799 II, I | deplumato e ustulato come il Dedalide - patronimice loquendo:
800 II, I | loquendo: Icaro figliuolo di Dedalo.~Lampridio. ... da cui per
801 III, II | per apportarti il maggior dedecore che mai s'ascolti?~Lampridio.
802 IV, VIII| discedens oscula nulla dedi». Oh che indole maiestale
803 V, V | iustus est qui ius non deflectit», però «giustiziato, gastigato
804 | degl'
805 V, IX | certo che mia figlia fusse degna d'esser serva vostra e moglie
806 II, VI | dell'altre, poiché ella s'è degnata appoggiarci le belle mani!
807 IV, XI | Capitano. Ni yo soy hombre de dejarme coger á la estrecha contigo.~
808 I, V | carri di soveri e vi posi delfini a briglia; e dando loro
809 Pro | cagneschi. E quando pur siate deliberati torle l'onor suo e borbottando
810 V, V | lustri. Mi servirò del genere deliberativo per commoverlo e vi mescolerò
811 III, I | tu bascierai le guancie delicate e gli occhi del mio sole?
812 IV, VII | in allevargli nobili e delicati; ché all'ultimo che dovrebbono
813 III, III | offendano, ché a questo collo delicato e a questi fianchi ci convengono
814 V, V | vi mescolerò un poco del demonstrativo. Deh, perché non ho ora
815 V, V | il mellifluo eloquio di Demostene o del moltiscio Cicerone?
816 II, I | dico; «obtestor deûm - pro 'deorum' - atque hominum fidem»!~
817 II, I | Protodidascalo. Oh miserrimo e deperdito te, che chiami acquisizion
818 II, I | comburerá l'ali, caderai deplumato e ustulato come il Dedalide -
819 IV, VII | Lasciate la robba a quei che desiano piú la nostra morte che
820 V, V | figliuolo mio caro, quanto piú desiava vederti meno ti potrò vedere;
821 III, VIII| sia riuscita meglio che desiavano, e voi siate scorto per
822 I, I | succedere ogni cosa come desidera. Ti vo' lasciare, a dio.~
823 V, IX | audacia che io avessi saputo desiderare.~Sennia. Grande fu la tua
824 II, V | Squadra. Or questo sí che desiderarebbe veder Olimpia prima che
825 V, IX | che d'un giovine.~Sennia. Desiderarei certo che mia figlia fusse
826 II, I | quell'ora, che per troppo desiderarla mai non parea che venisse.
827 I, V | Trasilogo. Orsú vo' che desini meco.~Mastica. O principe,
828 V, VI | Filastorgo. Gentiluomo romano e desioso servirvi, e di ricchezze
829 III, VI | belovardi, ruina di muraglie e desolator de cittadi patirá che gli
830 | desse
831 III, III | maritata e questa sera abbiamo destinata alle sue nozze: aremo doppia
832 V, V | che si fanno properanter e destitute di consilio? Ecco l'esempio.
833 IV, VIII| locupletata la romana facondia? O detestabil secolo, qual immanitá l'
834 V, V | Protodidascalo. Here, non detestare la famigerata mia arte.
835 III, II | Ascolta: è una certa radicula detta «macheronium», che anticamente
836 II, VI | quella bocca che gli ha dettati e quell'animo che gli ha
837 II, I | le orecchie; non ti dava dettato cosí grande che non l'avessi
838 II, I | quel che ti dico; «obtestor deûm - pro 'deorum' - atque hominum
839 IV, II | Protodidascalo. O mi Deus, ché per aver molto accelerato
840 V, V | dilaniato il core e fatto devio l'ufficio della mente. Il
841 IV, II | caduto in qualche scrobe. Il diafragma e l'organo del pulmone sono
842 IV, VI | ha visto nella faccia. Ma diamogli un poco la baia).~Sennia.
843 IV, IV | sarete in casa, vo' che mi diate per isposa Olimpia - quella
844 III, I | non mi capi nel petto, tu dibatti cosí forte come se ne volessi
845 I, V | popoli grínei, dinamèi e dícei; a me i popoli alopecèi,
846 IV, XI | è scemo di cervello e va dicendo a ciascheduno che è venuto
847 V, I | mi domandò di voi e, io dicendole che non l'avea vista se
848 III, VIII| in somma siano tali che, dicendoseli il principio, sappino da
849 II, VI | pietoso che parea che mi dicesse: - Mastica, abbi pietá di
850 I, I | prima a pregarti che lo dicessi, m'aresti pagata che t'ascoltassi,
851 V, I | avertete. Quando voi mi diceste che stessi in camera, io
852 I, I | domandi si ci sono. Che cosa dicevi di comedia? è forse alcuna
853 Pro | del suo corpo è insieme dicevole e isquisitamente proporzionata.
854 V, V | ragione.~Protodidascalo. Dicovi che tunc temporis è venuto
855 I, V | quantunque l'avessi dato diecimilla stoccate non la poteva uccider
856 III, V | provare prima dieci e poi mi diede l'elezion di tormi qual
857 III, IX | sempre in casa tua si fa dieta come gli ammalati. Si pensava
858 III, VI | fasci di bastoni, né lo difenderan dalle mie mani cento muraglie
859 I, V | combatter con lei; e se non mi difendessi a piatti di lasagni, di
860 IV, VI | Teodosio. Andiamo, figlio, che difesa possiamo far noi quasi nudi
861 V, V | questa cittá: anzi vi fia difficillimo ottenerlo. Ma eccoli: questi
862 II, I | amarulenta. Nota «aedepol» col diftongo.~Lampridio. Pur la buona
863 IV, XI | Capitano. Yo no entiendo que diga de mujer y de hermano, ni
864 V, V | aveva sauciato il petto, dilaniato il core e fatto devio l'
865 IV, V | riceverá e bacierá! penso si dileguará dall'allegrezza.~Eugenio.
866 II, IV | che in un punto non vi si dilegui dalla memoria. L'instabilitá
867 IV, IV | giovane: - O Olimpia, sorella diletta, o madre cara!; - e che
868 IV, XI | filastroche; e si piglia diletto di dar la baia a tutta questa
869 V, IX | s'ha acquistato con tanta diligenza e con tanti anni.~Lampridio.
870 V, VII | senza mangiare.~Sennia. Eh! dilla su.~Mastica. Olimpia è maritata...~
871 V, VII | che mi lasci dire.~Sennia. Dillami su.~Mastica. Ma avertete
872 III, V | persone raccolte insieme: dimandai e mi fu risposto che stavano
873 III, I | eum.~Mastica. Ricordati dimandar quello che ti ho detto,
874 IV, IV | ci partiamo, ché potremo dimandargli il successo a bel aggio.~ ~ ~ ~
875 I, IV | altre persone di conto a dimandarmi, gli dica che son ito a
876 IV, XI | esta mañana?~Teodosio. Che dimande son queste? Un canchero!~
877 IV, IV | la casa nostra.~Eugenio. Dimandiamo costoro.~Teodosio. Giovani,
878 IV, XI | paiono pazzi: e che sia vero dimandiamogli alcuna cosa e vedrete come
879 IV, XI | risponde a proposito.~Capitano. Dime ¿que has comido esta mañana?~
880 I, IV | Trasilogo. Ascolta, m'era dimenticato il meglio: fa' ...~Mastica. (
881 I, I | come i mesi adietro Olimpia dimorò in Salerno in casa di Beatrice
882 V, VIII| io viva tanto che possa dimostrarlovi.~Filastorgo. Fa' che ami
883 V, V | della mia vecchiezza, in dimostrarmesi cosí iniquo e discortese. ...~
884 I, V | in aiuto i popoli grínei, dinamèi e dícei; a me i popoli alopecèi,
885 II, II | colombe, animal di Venere: dinota coniugio. Lampridi Lampridi,
886 V, V | arte. Non sète conscio che Dionisio re, expulso dal suo regno,
887 IV, XI | orecchio.~Capitano. ¡Valame Dios! clerigo sois. Dejadle,
888 Pro | presenza che non farei io a dipingerlavi con le parole. A dio.~ ~ ~ ~
889 III, II | Lampridio. Mastica, non lo dirá, perché li terremo la bocca
890 IV, IV | quella sua figlia, che tu dirai esser tua sorella e tu tua
891 III, II | quelli pastilli farinacei si direbbono eleganter «macheronei».~
892 III, II | quanto saprá di voi. Ma come diresti latinamente i maccheroni?
893 IV, VIII| Protodidascalo. Vorrei dirli duo verba.~Lalio. Vorresti
894 III, VIII| aresti tolto questa fatica a dirlo.~Squadra. Dammi l'orecchio.~
895 II, V | ammazzarlo.~Squadra. Per dirlovi, padrone, a me parea impossibile
896 Pro | l'onor suo e borbottando dirne male senza risparmio alcuno
897 Pro | mi piace, le sono - per dirvela onestamente - come un ruffiano.
898 IV, XI | credono). Capitano, vorrei dirvi due parole da solo a solo.~
899 IV, I | mi son ito sempre teco disacerbando la passione che ne soffriva.~
900 IV, VI | abito in che mi vedi o i disaggi sufferti m'hanno talmente
901 V, III | perché le vivande stanno a disaggio, si guastano.~Sennia. Non
902 IV, VI | possiamo far noi quasi nudi e disarmati?~Eugenio. Come posso patir
903 IV, I | capo di Pausilippo, fummo disavedutamente presi da' corsari. A me
904 IV, VIII| Protodidascalo. «Heu mihi! discedens oscula nulla dedi». Oh che
905 III, III | vostro, sempre ch'io pensassi disciorle m'allacciarebbono in duri
906 V, II | fugirmene di qui e vivere disconosciuta dovunque vada, per non aver
907 III, VIII| rimedio. Troveremo due persone disconosciute, l'una vecchia di sessanta
908 I, III | tanti mille anni n'abbia di discontento; e se per merito d'altra
909 III, II | ti poni in pericolo che discoprendosi è per apportarti il maggior
910 V, V | dimostrarmesi cosí iniquo e discortese. ...~Protodidascalo. Bona
911 IV, IV | servigio di che non vi saremo discortesi?~Teodosio. Che piacere possiamo
912 IV, VI | generato.~Teodosio. Voi vi discostate da me, voi mi schivate,
913 IV, VII | incontrare a peggiore: or serò discoverto del tutto).~Filastorgo. (
914 Pro | morderete, mordetela con discrezione, di modo che non appaiano
915 IV, X | comincia a visitarci con le sue disgrazie, né per altro te si mostrò
916 I, I | consolazione che tanto tempo avea disiato da lei; percioché sapendo
917 IV, IX | luogo dove sperava essere disiosamente ricevuto.~Eugenio. Siamo
918 IV, IX | forse Iddio, che mai suole dismenticarsi de' miseri, ne dará qualche
919 V, VI | malefici le leggi e da' disordini i migliori ordini.~Teodosio.
920 II, VI | le chiavi della cantina, dispensa, casce e d'ogni cosa: vo'
921 V, III | attaccato per li piedi alle dispense come presciutto, e i miei
922 V, IX | che viver senza lei, la disperazione mi accecò gli occhi e l'
923 IV, I | mie con le sue si fussero disperse per lo lungo viaggio; e
924 I, II | tutto oggi.~Balia. Cosí ti dispiacciono le donne, eh? che maggior
925 II, I | Niuno crede a quel che gli dispiace. Ma io mi dimentichi tutti
926 I, II | Mastica. Non vo' far questo dispiacere a me né alla mia persona;
927 Pro | perla dalle orecchie e vi dispiacessero, toglietele via, ché non
928 II, II | oltre ogni suo cogitato dispiacevole, il freddo pavore di zelotipia
929 V, V | Se le cose optimamente disposite sogliono conseguir reprobi
930 V, V | giá l'invenzione: ecco la disposizione. L'elocuzione l'ho sicurissima.
931 Pro | vedete se i membri sian ben disposti, se corrispondono tutte
932 II, VI | Lampridio Lampridio, tu dispreggi le mie parole, eh? non ti
933 II, IV | come vil servo vincere e dispreggiare. ...~Protodidascalo. Lasciategli
934 II, VI | feminino.~Protodidascalo. Va' e disputa con i tuoi pari dell'arte
935 II, VI | petulante.~Mastica. Vuoi disputar meco? e se vincerai vo'
936 V, I | e la parola insieme. Poi dissero che si volevano far fratelli
937 IV, IV | posto in esecuzione. Non ti dissi io che alla ciera mi sentiva
938 III, VII | cento colori; non mai te le distacchi da lato. In tavola stavi
939 II, V | rovina degli esserciti, distruggitor delle cittadi, eversor degl'
940 II, VI | vene di trovarmi con lei e disturbar il matrimonio tra lei e
941 I, I | entrará in casa nostra, disturberá le nozze di questo Capitano,
942 V, V | importano a me queste tue disutili chiacchiare?~Protodidascalo.
943 IV, VI | ritrovare il Capitano e ditegli da mia parte che è stato
944 II, IV | non starai piú in questo dito: mi mostravi due fedi gionte,
945 IV, X | o patirá una egritudine diuturna.~Lampridio. Tu sei medico
946 IV, II | quassabondi come se si volessero divellere. Io ho visto hisce oculis
947 V, V | interne viscere di putti, divenne ludimagistro? Ma se al tuo
948 IV, VI | Sta' fermo. Non vedi che diventi rosso e che cominci a tremare?~
949 IV, XI | divenir matto.~Lampridio. Non diverrai tu matto, perché sei matto
950 II, I | Napoli? e non ci fu detto nel diversorio che Olimpia si maritava
951 II, III | recensite parole, non hai piú diverticolo d'allucinar te stesso. È
952 III, III | esseguito quanto dalla sua divina padrona gli è stato imposto,
953 V, II | risaputasi per tutto Napoli: si divolgherá per tutto il mondo. Bisognerá
954 III, IX | fame di tre settimane per divorarlo. E appena si comincia a
955 I, IV | che la ruggine se l'abbi divorate).~Trasilogo. ... ancora:
956 II, VI | hai?~Protodidascalo. Mi doglio all'antica. Da dolentis?
957 III, V | la strada ch'erano gionti doi cristiani scampati di man
958 II, I | piú melliflua e piena di dolcedine ch'un polcrissimo aspetto,
959 IV, II | nunzio l'intercida le sue dolcedini. Ma eccolo, mi si fa obvio:
960 I, I | accortissimo; e sento tanta dolcezza che questa gentil giovane
961 II, VI | Lampridio. Oh, che parole dolcissime! O bello inganno, ben veramente
962 IV, VI | questi è un altro te. Mi dolea di aver perduto un figlio
963 II, VI | Mi doglio all'antica. Da dolentis? heu, ah et cetera. Ma «
964 V, II | cosa di che fussi forzata a dolermi mentre io viva! O vecchiezza
965 II, IV | qui nella strada publica dolersi come figliuolo? Andiamo
966 II, IV | una che vi dia cagion di dolervi: ci sono delle cortesi e
967 II, IV | camera e qui a vostra posta doletivi quanto vi piace.~Lampridio.
968 V, V | per non trovarti a questo dolor presente! A cui ricorrerò
969 IV, IX | Eugenio. Padre, lasciate tanti dolori, ché questi non vi restituiranno
970 IV, IX | una morte piú acerba e piú dolorosa!~Eugenio. Padre, forse questa
971 IV, IV | come ave a fingere e far il doloroso). Cominciate di grazia.~
972 V, VIII| Lampridio. O padre, mi vergogno domandarvi perdono dell'offesa fattavi.~
973 I, I | qui?~Anasira. Mi vedi e mi domandi si ci sono. Che cosa dicevi
974 I, V | alfangia o armangia! vi domando s'è cosa da mangiare.~Trasilogo. ...
975 V, I | accomodava i capelli; e mi domandò di voi e, io dicendole che
976 V, III | cenar prima, ché me n'uscirò domani.~Sennia. Ti lascierò fuor
977 III, III | devono conversare con questa domestichezza).~Sennia. Vo innanzi, Eugenio
978 I, II | La fame ha preso tanto dominio sopra di me, che quanto
979 IV, VIII| sulmonese poeta:~Hostibus a domitis hostia nomen habet.~Lalio.
980 I, V | scimitarra che tolsi al capitan don Juan Manrich Caravaschal
981 III, I | cosí desiderata felicitá, donami tanta forza che la possa
982 I, V | tavernari e salcicciari che mi donano da mangiare: con questi
983 I, V | cose ad Olimpia, che ti donarò una alfangia spagnola vecchia. ...~
984 V, VI | E da voi solo ricevo in dono la vita di mio figliuolo,
985 III, III | destinata alle sue nozze: aremo doppia allegrezza.~Lampridio. Poiché
986 II, VI | straccino quelle trecce dorate con che tu suoli legare
987 II, VI | mattino, ma che mangi e dorma quanto mi piace; e sopra
988 I, II | d'intorno. La notte non dorme mai: or si volge su questo
989 II, V | dí miei; e chi m'avea a dormir seco lo riputava a molto
990 III, VIII| manchi a te stesso? Hai dormito fin ora, risvegliati, piglia
991 I, IV | Spezzacatene, Cacciadiavoli! O che dormono intorno al foco o stanno
992 V, VI | qual potrete conceder senza dote la vostra figliuola per
993 | dov'
994 III, VIII| risoluto i matrimoni non doverli trattar con arme ma con
995 V, IX | tanta impertinenza, non dovevate far figlia tanto bella né
996 IV, VII | delicati; ché all'ultimo che dovrebbono con ogni loro sforzo essere
997 II, IV | quel core ove piú regnar dovresti ti lasci come vil servo
998 V, V | Non v'ho detto che iam dudum erano venuti di Turchia
999 III, IX | Mastica.~Mastica. A tutti dui rispondo io, che ve lo cedo.~
1000 III, II | sorte. Ma ascolta questo duodecasticon che consta di anapesti,
|