abbas-capit | capon-duode | duole-innam | inopi-pales | palle-riusc | rived-temet | temi-zucch
Atto, Scena
1001 III, VIII| con inganno.~Squadra. A me duole che quel romano col suo
1002 III, VII | amore.~Lampridio. A torto ti duoli di me che in tutti gli atti
1003 III, III | che si morio.~Lampridio. Duolmi di non poterlo veder vivo.
1004 III, VII | simulate poco tempo ponno durare; ché questa mattina per
1005 III, III | che con mille catene piú dure di queste ci legheremo con
1006 III, III | disciorle m'allacciarebbono in duri ceppi e in amarissima prigione.~
1007 II, V | spada, che mi consigli? ahi Durindana, tu non mi servi a nulla!~
1008 III, II | a cento: non passará una ebdomada che lo saprá tutto Napoli.
1009 Pro | IL PROLOGO.~ ~Eccellentissimo principe, onoratissime gentildonne
1010 V, V | machinato son iti a Sua Eccellenzia e fatto obtrudere in carcere
1011 I, III | Olimpia. È qui Mastica? ecci alcun per le fenestre o
1012 III, II | Protodidascalo. Voi gioveni, eccitati dall'illice d'amore, d'ogni
1013 | eccolo
1014 | Eccovi
1015 IV, XI | mismo viendole llorar y echar gritos tan altos por todo.
1016 IV, VIII| lucernula, che mai dall'edace tempo seran consumpte: queste
1017 IV, VIII| ludibondo uscir dalle sue edi.~Lalio. Madonna, che mi
1018 IV, VII | arai potuto cambiare, ma l'effigie è quella istessa che avevi
1019 IV, VIII| Bellona con l'anguifera egida, soccorrete! che fulgetri,
1020 | Ego
1021 II, IV | dalla concupiscenza abbi l'egresso per questi respiracoli.~
1022 IV, X | lo apostèma e trucida l'egro. Per uscir dal termine dove
1023 IV, X | gran paradosso questo! L'egroto che non vuol obtemperare
1024 Pro | far parer d'una mosca un elefante e che di una giovane piccina,
1025 II, VI | inexplebile aviditate del suo elefantino corpo e pascer l'ingluvie
1026 II, I | piú terso né di indole piú elegante di te. Sempre col Cantalicio
1027 III, II | pastilli farinacei si direbbono eleganter «macheronei».~Lampridio.
1028 IV, V | che devono dimandare la elemosina.~Teodosio. Olá, o di casa!~
1029 IV, X | Protodidascalo. Poiché m'hai eletto per medico al tuo male benemerito,
1030 III, V | prima dieci e poi mi diede l'elezion di tormi qual piú mi piacesse!
1031 II, V | questa mia Balisarda aprir elmi, forar corazze, romper teste,
1032 V, V | ecco la disposizione. L'elocuzione l'ho sicurissima. Cominciarò
1033 V, III | alla italiana?~Sennia. (Emmi venuta questa bestia dinanzi
1034 II, VI | largitade la tua hiante bocca ed empir di vino cotesta tua absorbula
1035 IV, XI | innamorato.~Capitano. Yo no entiendo que diga de mujer y de hermano,
1036 II, V | Vien qua, spezza la porta, entra, sali e di' ad Olimpia che
1037 IV, IV | rispondete.~Squadra. E vo' che entrando in casa diciate, tu, vecchio: -
1038 I, I | dir che sia suo fratello, entrará in casa nostra, disturberá
1039 V, III | e non far piú pensiero d'entrarvi.~Mastica. Lasciatemi cenar
1040 I, V | pensava che le sue parole m'entrassero in corpo e mi servissero
1041 II, IV | queste parole, or vi sia entrata tanta oblivione? Sia maladetto
1042 V, IX | ne fo padrone come lui. Entrate.~Filastorgo. Ringrazio la
1043 I, II | la madre è in letto; che entri in questo vicolo che ti
1044 III, III | piace.~Sennia. Prima che entriate in altro ragionamento, parmi
1045 IV, VIII| fanciullo! gli quadra un volgare epigramma che i giorni preteriti feci
1046 I, V | popoli alopecèi, epitáli ed epismirni. ...~Mastica. Oh che nomi
1047 I, V | a me i popoli alopecèi, epitáli ed epismirni. ...~Mastica.
1048 II, I | ché non solo verrá qua equester o pedester ma navester ancora.~
1049 | eravamo
1050 II, IV | monaco per disperato in un eremo. Anzi fammi una grazia,
1051 | ergo
1052 V, IX | bastasse ad escusar gli errori, ognuno si scusarebbe con
1053 | es
1054 II, I | fargli piú flagranti ed escandescenti.~Lampridio. Non fará il
1055 III, IX | lascierò in casa quando esco fuori per amor vostro. Ah
1056 V, IX | Sennia. Se l'amor bastasse ad escusar gli errori, ognuno si scusarebbe
1057 V, III | figlia, avertete.~Sennia. L'escusarsi senza bisogno è un manifesto
1058 V, V | Qui non va exagerazione ma escusazione). Un paulolo di errore solamente:
1059 IV, VIII| sublevato da' solecismi e dalla esecrabil barbarie il tesoro del latino
1060 II, VI | tuoi tempi! Siamo in questo esecrando secolo, in questa etá ferrea
1061 V, V | mentitor perfido! ahi temerario esecutor di tanta nefanditade che
1062 IV, IV | subito capito e posto in esecuzione. Non ti dissi io che alla
1063 V, V | destitute di consilio? Ecco l'esempio. Teodosio dal capitan de'
1064 V, IX | Dio non avesse dato meglio esito alla mia audacia che io
1065 I, I | star ritrosa, l'ha fatta esortar da parenti, da amici e da
1066 V, V | Turchia e Lampridio gli avea espulsi di casa e non han potuto
1067 | essa
1068 II, IV | Protodidascalo. Lasciategli essalar gl'ignicoli accensi nell'
1069 II, II | i precordi e l'ha fatto essangue e pieno di pallore. Segno
1070 III, VIII| pensato e s'è difficile ad esseguire.~Squadra. Ogni cosa è difficile
1071 I, III | e che non manchi tosto esseguirlo. E digli a bocca che l'ho
1072 III, III | schiavo in catene che ave esseguito quanto dalla sua divina
1073 II, V | Trasilogo, rovina degli esserciti, distruggitor delle cittadi,
1074 II, V | ella mi vedesse in mezzo un essercito di nemici, dove non si vede
1075 V, VIII| l'avenire si ricompensi essermi ubidiente, ché giá hai conosciuto
1076 | esserti
1077 IV, XI | Capitano. Dime ¿que has comido esta mañana?~Teodosio. Che dimande
1078 IV, XI | gli alberi che fioriro l'estate che verrá, che frutti produrranno
1079 IV, X | difficultá può patire chi non estima la vita? Ma di grazia, facciam
1080 I, I | cosuccia che si scoprisse estimarebbe subito che fosse uscita
1081 III, VIII| è adesso; poi i nostri, estimati da Sennia verdadieri, potranno
1082 II, I | será veramente l'acqua ch'estinguerá il mio foco.~Protodidascalo.
1083 IV, XI | hombre de dejarme coger á la estrecha contigo.~Teodosio. Ascoltate,
1084 I, III | priego m'aiuti in questo mio estremo bisogno.~Mastica. Son vivo
1085 V, V | mutatosi il nome di un figlio esule di una matrona, è entrato
1086 I, III | che l'ho data d'esser sua eternamente, e che mai non vedrá persona
1087 II, IV | corpi non partirá l'alme in eterno che sieno legate d'amore. ...~
1088 IV, VIII| latina mi rivolga testé alla etrusca favella? Son contento. Dico
1089 III, IX | pensieri del mondo o fussero ettici o avessero avuto la quartana
1090 IV, VI | turchi.~Lampridio. (Quanti Eugeni facesti, o madre?).~Sennia. (
1091 | eum
1092 III, II | viget viresque acquirit eundo. ~Lampridio. Mastica, non
1093 II, VI | che fusse paulo minus che evaso da questa egritudine: or
1094 V, V | sogliono conseguir reprobi eventi, quando quidem, ché la fortuna
1095 II, V | distruggitor delle cittadi, eversor degl'imperi, tu devi esser
1096 V, V | existimationem: bisogna exagerarla). V'è intercetto poter vederlo,
1097 V, V | Protodidascalo. (Qui non va exagerazione ma escusazione). Un paulolo
1098 II, IV | intimo del suo core, che exarso dalla concupiscenza abbi
1099 V, V | per esser il caso grave et exemplare; ...~Filastorgo. Parla presto!~
1100 V, V | deve inrigorirsi ne' casi exemplari. Et Iustinianus in titulo
1101 V, V | iurisdictione, nella legge Malum exemplum, nel titulo De suppositione,
1102 V, V | commiserazione è riuscita bene supra existimationem: bisogna exagerarla). V'
1103 V, V | con miserando et plorabile exito.~Filastorgo. Mio figlio
1104 IV, X | per farti periclitare et explorare questa caduta maggiore.~
1105 V, V | suo figliuolo; sono stati expulsi di casa, ed essi pensiculando
1106 V, V | conscio che Dionisio re, expulso dal suo regno, non volse
1107 II, I | come l'acqua che spruzza il fabro ferrario su' carboni per
1108 II, III | buon'ora carico e c'hai faccende; eccoti spedito.~Squadra.
1109 V, IV | esser tutto oggi cuoco e facchino? Quando credeva che la pancia
1110 IV, X | estima la vita? Ma di grazia, facciam collegio della mia vita
1111 IV, IX | andiamo alla giustizia, facciamolo carcerare, e quivi provi
1112 V, VII | vedervi contenta.~Sennia. Faccilo Iddio, ché n'ho bisogno.~
1113 III, IX | gli ospedali e i pidocchi faccino la vendetta per me.~Mastica.
1114 I, IV | Trasilogo. ... Perché ha piú facende venendo meco che s'andasse
1115 | facendo
1116 | facessero
1117 | facevi
1118 II, I | fattamente soffia nelle faci che m'ave accese nell'alma,
1119 V, V | poenitebit te del commesso facinore, ché non conviene ad un
1120 III, II | medesimo dicono i malefici e facinorosi, e senza avedersene si trovano
1121 IV, VIII| immanitá l'ha impulso a cosí facinoroso atto? Un insolente fanciullo
1122 V, V | iustificus est qui iustitiam facit», e «giustificato», «chi
1123 IV, VIII| e locupletata la romana facondia? O detestabil secolo, qual
1124 IV, X | quasi «factum», idest «factitium nomen» - ti predisse con
1125 IV, X | nomen», et «poios» quasi «factum», idest «factitium nomen» -
1126 I, V | di maccheroni, caponi, faggiani e fegatelli, m'ucciderebbe.
1127 | fagli
1128 IV, IV | grazia.~Squadra. (O Dio, falli cominciar tu).~Teodosio.
1129 V, VI | patirá la pena del suo fallire.~Filastorgo. Ecco colui
1130 II, I | Protodidascalo. Falsum, idest falsa imaginatio est che la vista
1131 II, I | questo amore.~Protodidascalo. Falsum, idest falsa imaginatio
1132 V, V | Here, non detestare la famigerata mia arte. Non sète conscio
1133 II, I | maritava con un certo Capitano famigerato?~Lampridio. È bugia, nol
1134 III, VII | accorgeranno le fanti, la famiglia e tutta la casa.~Lampridio.
1135 | fammi
1136 I, V | che un tempo ebbi con la famosa Alitia. Questa è piú valorosa
1137 V, V | l'ufficio della mente. Il famoso Marone: «Omnia vincit Amor».~
1138 II, I | Neapolim versus. Non sai quel famulo terenziano:~Accede ad ignem
1139 I, IV | vedendolo Olimpia, che è una fanciulla, non le venghi lo spasimo.
1140 III, VIII| Giá me ne va una per la fantasia che è la vera contracava
1141 III, VIII| Io son stato gran pezza fantasticando con alcuna trapola scomodar
1142 I, IV | ritratto che sta in quello atto fantastico e bizzarro e con quegli
1143 II, VI | Mastica. Menti tu, che sia tuo fante.~Protodidascalo. Heu, heu,
1144 III, VII | che se n'accorgeranno le fanti, la famiglia e tutta la
1145 | farai
1146 | faranno
1147 II, VII | se ben portasse seco un fardello di pane, gli sará piú periglio
1148 I, II | affligge tanto amaramente che farebbe compassione alla crudeltade:
1149 I, V | mangiar meco, eh?~Mastica. Fareste una opera pia: all'altro
1150 II, I | Lampridio. E come desiosa farfalla corre intorno l'amato lume,
1151 III, II | panefici; però quelli pastilli farinacei si direbbono eleganter «
1152 | farla
1153 | farli
1154 V, IV | maladetta la mia sciocchezza a farmene cavar fuora senza mangiar
1155 III, III | da me stesso son venuto a farmevi prigione. Ma quelle che
1156 | farne
1157 V, IX | legitimi e ordinari modi farvela chieder per moglie. Ma sapendo
1158 III, VI | spezzarò su la schena dieci fasci di bastoni, né lo difenderan
1159 IV, VII | Lampridio. Tu sei troppo fastidioso: vuoi a forza ch'io ti conoschi
1160 I, V | uccider mai, perché era fatata come Orlando. Al fin per
1161 Pro | d'ingrata riconoscenza, fatele questo uffizio dinanzi,
1162 V, V | non fusse per suo merito, fatelo per amor di sua madre, la
1163 | fatene
1164 III, VI | Benissimo!~Trasilogo. ... Orsú, fatevi inanzi, soldati! olá, Pelabarba,
1165 III, IX | qualche cornacchia vecchia che fattala bollir tutto un giorno non
1166 V, VIII| domandarvi perdono dell'offesa fattavi.~Filastorgo. Fa' che per
1167 IV, VI | giá giá vi riconosco alle fattezze se di te non mente il vivo
1168 V, IX | serviva con pensiero che, fattone consapevole mio padre, sperava
1169 V, V | capitan de' satelliti riputato fatuo, riconosciuta la sua giustizia,
1170 IV, II | steteruntque comae et vox faucibus haesit.~Vorrei confabular
1171 IV, X | altro te si mostrò cosí fautrice ne' primordi che per farti
1172 II, I | sotto la cenere, che ogni favillula dandole fiato cresce in
1173 Pers | scena dove si rappresenta la favola è Napoli.~~ ~ ~ ~
1174 III, II | coriambi e proceleusmatici in favor della sorte:~O sors mala... .~
1175 III, II | Protodidascalo. Forse a coloro favorisce la sorte. Ma ascolta questo
1176 III, I | naturale.~Lampridio. Amor, favoriscimi a questo inganno, ché non
1177 II, IV | vivere. Sendo mancata la mia fé nel cuor di quella di cui
1178 V, V | natura; ma spargendo il fecondo seme della viride virtude
1179 II, IV | questo dito: mi mostravi due fedi gionte, che se ben la lontananza
1180 III, I | ottenga cosí desiderata felicitá, donami tanta forza che
1181 II, V | Trasilogo. O Dio, che queste feminacce del diavolo fanno sí poco
1182 II, V | non fusse che è una vil feminella, non la scamparia il cielo
1183 II, VI | accordare il geno mascolino col feminino.~Protodidascalo. Va' e disputa
1184 I, III | Mastica? ecci alcun per le fenestre o per la strada che mi veggia?~
1185 II, VI | bisogna invocar: «Iuno Lucina fer opem», che tu partorisca,
1186 II, VII | parlarti piú chiaro, dico che ferendoci tra noi ci vogliamo cavare
1187 III, VI | castrone che si fa indietro per ferir con maggior impeto dinanzi.
1188 III, VI | dalla finestra o tetto, ferisci con essa e togli le difese;
1189 II, V | e castelli e che ho piú ferite nella persona ch'ella non
1190 IV, X | Lampridio. Oimè, tu m'hai ferito, son morto!~Protodidascalo.
1191 IV, VIII| pari tuoi.~Protodidascalo. Ferma costí, ascolta quaeso due
1192 V, IX | coglie il frutto della sua fermezza e amore e che son finite
1193 IV, XI | movendosi per lo corpo fa ferneticare: non vedete la faccia sparsa
1194 II, I | acqua che spruzza il fabro ferrario su' carboni per fargli piú
1195 II, VI | esecrando secolo, in questa etá ferrea a garrir con questo petulante.~
1196 Pro | del volto non iscema il festevole di motti: cose ch'ave imparate
1197 II, II | esser bugia.~Protodidascalo. Festina i celeri passi, vien alacre,
1198 Pro | delle trecce, o qualche festuca le fusse rimasta attaccata
1199 III, IX | che pigli il siroppo. Due fette di prisciutto; due di formaggio
1200 V, V | di questa cittá: anzi vi fia difficillimo ottenerlo.
1201 V, I | ghiottarello! presto, che ti possi fiaccare il collo!~Lalio. Avertete
1202 I, II | questo or su quell'altro fianco come se il letto fusse d'
1203 II, VI | si dia la rotta a tutt'i fiaschi, pignatte, bicchieri e piatti
1204 III, VI | prigione in casa mia; a Mastica ficcherò un spiedo per sotto che
1205 IV, VIII| mucrone. Immorigerato puerolo, ficoso catamito, inter socraticos
1206 I, I | Olimpia ha pigliato piú fidanza di seguire. ...~Anasira.
1207 V, V | hai dato? Di che mi devo fidar io, se avendoti tolto dalla
1208 V, V | dice: «Perscrutandas esse a fideli praeceptore origines nominum».~
1209 II, I | deorum' - atque hominum fidem»!~Lampridio. Questi che
1210 V, IX | delle cose che m'accesero fieramente dell'amor di tua figlia,
1211 I, V | che sono. In fatti son piú fiero che non mostro con le parole.
1212 I, I | di quella tua bellissima figliana che fa ragionar tutta questa
1213 V, IV | schena; par che sia una donna figliata di fresco, una vessica sgonfiata.
1214 V, IX | Teodosio. Ecco Eugenio tuo figliolo a cui desti il latte e partoristi,
1215 V, V | detto severo destruttor di figliuoli che padre che abbi consentito
1216 III, III | mia? non è questa la sua figura angelica? non la tengo abbracciata
1217 III, IV | bocca, accrescermi un altro filaro di denti, allongarmi questo
1218 II, I | tû astorgin», «ab amando filium», «che ti ama molto»; -
1219 II, V | poni effetto a questo falso filo, ché saresti per sbarattar
1220 IV, VI | figliuolo.~Lampridio. Voi fingete cosí, ma non sète quelli
1221 I, IV | ritrosa!~Trasilogo. Ella fingeva cosí per fare mona Onesta
1222 V, IX | lo conosco a tempo che tu fingevi nol conoscere.~Filastorgo.
1223 II, I | ciceroniani e non possa finire il sesto di Virgilio che
1224 I, III | Arei molto che dirti. Per finirla, apriti il petto, mostragli
1225 IV, VII | annoverando i giorni che finisca il termine della nostra
1226 II, VI | proboscide.~Lampridio. Presto, finisci d'uccidermi.~Mastica. ...
1227 V, IX | fermezza e amore e che son finite le lacrime e i sospiri,
1228 I, I | soli giorni, quali son giá finiti; e s'è inviato a dirsi al
1229 II, VI | novella di Lampridio mio? - e finiva le parole che le portavano
1230 III, VI | barbagianni; tu, con questa fionda sta' in questo luogo, e
1231 I, V | Trasilogo.~ ~Mastica. Eccomi, fior della cavalleria, re di
1232 IV, XI | Vòltati qua, gli alberi che fioriro l'estate che verrá, che
1233 I, IV | intrepido core che vi possa fissar lo sguardo. ...~Mastica. (
1234 V, I | qualche occhiatina per le fissure e per lo buco della chiave.
1235 I, II | le braccia. E sta tanto fitta su questi pensieri e s'affligge
1236 II, I | carboni per fargli piú flagranti ed escandescenti.~Lampridio.
1237 II, IV | carenzia di fede? e hai sempre floccipeso le mie parole. Che vuol
1238 V, V | micròpsico, che appena la fluctuante anima hos regit artus? bisognava
1239 V, IX | queste cose a far divenir folle altro cervello che d'un
1240 V, IX | degno di perdono: tôr per follia di gioventú l'onor ad una
1241 II, V | spianar questa casa da' fondamenti.~Squadra. Fermatevi, padrone,
1242 I, II | la tua non ha né fin né fondo. Star morto di fame, stracco,
1243 III, V | viaggio che par che abbia una fontana di sotto.~ ~ ~ ~
1244 II, V | mia Balisarda aprir elmi, forar corazze, romper teste, tagliar
1245 III, II | osserva la giustizia, e tu sei forastiero.~Lampridio. Taci, vattene
1246 I, IV | poliscano l'armatura e forbiscano ben bene la mia «passacuori»,
1247 IV, XI | Teodosio. Produrranno una forca dove fosti appiccato!~Lampridio.
1248 IV, VI | aspetta, ché ti veggio le forche scolpite negli occhi, ti
1249 IV, VII | tu Lampridio?~Lampridio. Forestiere, m'avete tolto in cambio,
1250 III, VIII| fa' la rassegna delle tue forfanterie. Di cosa nasce cosa, e da
1251 II, V | conto d'un cor tremendo e foribondo! Mirami un poco in viso:
1252 III, IX | fette di prisciutto; due di formaggio tanto sottili che traspaiono
1253 II, VI | baci quelle mani che l'han formati, quella bocca che gli ha
1254 II, VII | será buona per pasto delle formiche....~Squadra. Non con tanto
1255 I, IV | Regno sieno stregliati e forniti di tutto punto, e fra gli
1256 II, VII | dove piace a me: vuoimene forzar tu? sei tu padrone delle
1257 IV, VIII| inter socraticos notissima fossa cinaedos!~ ~ ~ ~
1258 I, I | scoprisse estimarebbe subito che fosse uscita da me. Taci e ascolta.~
1259 | fossero
1260 V, IX | travagli mora nella patria e fra' miei parenti.~Mastica. Spettatori,
1261 I, IV | Si fará.~Trasilogo. ... Fracasso e Spezzacatene racconcino
1262 V, III | Come volete si serva: alla francese o alla italiana?~Sennia. (
1263 I, V | squassapennacchi che con le loro frappe accrescono le cose loro
1264 III, IV | mostrerò grasse e liscie. Fratanto attenderò ad empirmi la
1265 II, II | cogitato dispiacevole, il freddo pavore di zelotipia ave
1266 V, IV | sia una donna figliata di fresco, una vessica sgonfiata.
1267 I, IV | ancora: che i cavalli fresoni, ginetti di Spagna e quelli
1268 II, I | per amor tuo voglia giacer frigida nel lecto?~Lampridio. Protodidascalo,
1269 V, V | l'ammoniva che tutto era frustratorio, che gli ultronei piaceri
1270 IV, XI | l'estate che verrá, che frutti produrranno la primavera
1271 V, IX | or che Olimpia coglie il frutto della sua fermezza e amore
1272 IV, VIII| dagli occhi miei questo fugaculo? l'andrò cercando con occhio
1273 IV, VII | che fare, misero me! debbo fuggire oppur fingere di non conoscerlo?).~
1274 IV, V | accorgesti che subito veggendoci fuggiro via?).~Lampridio. (Racconta
1275 IV, II | eccolo, mi si fa obvio: fuggirò per questa strada.~ ~ ~ ~
1276 III, II | scoprisse, non saremo uomini da fugir di Napoli, di Roma e tutto
1277 III, VIII| lascieranno l'impresa e fugiranno di Napoli per téma di qualche
1278 IV, II | rimeare i passi o antigrado fugire.~Obstupui steteruntque comae
1279 V, II | tutto il mondo. Bisognerá fugirmene di qui e vivere disconosciuta
1280 | fui
1281 IV, VIII| anguifera egida, soccorrete! che fulgetri, che terrifichi bombi son
1282 II, V | persone, mi giudicarebbe un fulmine di guerra; ed ella e tutto
1283 IV, VIII| giovencolo subrepto dall'uccello fulminifero....~Lalio. Eh! fermati un
1284 II, VII | m'è salita al naso e mi fuma il cervello, ti farò conoscere
1285 IV, VIII| scoppicoli di pagina ignivomi, fumivomi, e mi dá in preda del foco!
1286 | fummo
1287 II, I | igniculi non fará altro che fumo. Ma se tu non volessi ignescere
1288 III, II | non si trovarebbono tante fune per far tanti capestri.~
1289 V, V | riconciliarlo col figlio mi bisogna funger l'ufficio di buon retore,
1290 IV, X | ché se ben sto col corpo fuore, l'animo è dentro. Oimè,
1291 I, I | villa a Pausilippo; e quivi fur presi di notte da una galeotta
1292 II, VII | tal calcio dietro a questo furbetto che lo farò andar tanto
1293 IV, VI | questo?).~Lampridio. (I furbi che vanno a torno per lo
1294 IV, IV | alla ciera mi sentiva di furbo?).~Teodosio. O moglie, o
1295 I, I | primo amore: però è cosí furioso.~Balia.... Sennia intanto,
1296 II, V | la spada or che siete in furore, che non m'ammazzate.~Trasilogo.
1297 V, V | preterito, - vi sará - futuro, - vi è - presente: tria
1298 I, IV | me d'animo, di forza e di gagliardia.~Mastica. (E di discorso
1299 I, IV | mezzo che questo mio braccio gagliardo? ...~Mastica. (Certo costui
1300 I, IV | veggio Mastica. O Mastica mio galante!~ ~ ~ ~
1301 I, I | fur presi di notte da una galeotta di turchi, e da quell'ora
1302 V, V | figliuolo, mi faresti uscir da' gangheri. Che importano a me queste
1303 II, VI | in questa etá ferrea a garrir con questo petulante.~Mastica.
1304 V, V | deflectit», però «giustiziato, gastigato dalla giustizia»; ma «iustificus
1305 III, VI | No no, è stata una gatta.~Trasilogo. Facciamo una
1306 IV, VII | saluterò, poi con insperato gaudio vo' abbracciarlo).~Lampridio. (
1307 V, V | rememoratevi con quanti gemiti vi rogò, genuflexa e provoluta
1308 Pro | onoratissime gentildonne e voi generosissimi spettatori che tratti dalla
1309 II, VI | cuore, ben serbi l'animo tuo generoso in ricordarti di chi promettesti
1310 II, VI | ché non sai accordare il geno mascolino col feminino.~
1311 III, III | altre volte?~Olimpia. Sento gente venir di su. Caminate, fratello.~
1312 I, I | tanta dolcezza che questa gentil giovane resti contenta,
1313 II, IV | sono delle cortesi e delle gentili sí. Ben si conosce che vi
1314 V, V | con quanti gemiti vi rogò, genuflexa e provoluta ne' vostri piedi,
1315 II, IV | questo giovenecida Amore! Germanule, andiamgli dietro, ché non
1316 IV, X | seconda, poi la terza; e mi getta sopra monti ardenti di mali,
1317 V, I | quanto mi fa penar questo ghiottarello! presto, che ti possi fiaccare
1318 II, I | matrimoniale, per amor tuo voglia giacer frigida nel lecto?~Lampridio.
1319 IV, VIII| vuol dir le «valve», le «gianue».~Lalio. Barbagianni a me,
1320 IV, III | lasciarsi di vedere. Oh che bei giardini, oh che amenitá d'aria,
1321 Pro | aborto, voglia mostrarvi una gigantessa. Perché veggio fuor la sua
1322 IV, VIII| Ego sum Protodidascalo gimnasiarca, ludimagistro, restitutore
1323 I, IV | che i cavalli fresoni, ginetti di Spagna e quelli del Regno
1324 IV, III | amori; e questa mattina giongendo in Salerno mi fu detto che
1325 IV, IV | che gli abbiam detto: ci giongono del loro ancora).~Trasilogo. (
1326 II, IV | dito: mi mostravi due fedi gionte, che se ben la lontananza
1327 III, V | dir per la strada ch'erano gionti doi cristiani scampati di
1328 I, V | inimici. Un dí bandimmo giornata: a lei vennero in aiuto
1329 Pro | che buona nella bontá; e giovanetta, come una rosa spunta fuor
1330 II, V | padrone, ché vien Mastica e un giovanetto, qual stimo il romano. Ascoltiamo
1331 II, VII | gridassi dopo, a che mi giovarebbe?~Lampridio. Mastica, mira
1332 II, III | nupzie e ringrazia l'altitono Giove che sian pur fatte.~Giulio.
1333 IV, VIII| O piú formoso del troian giovencolo subrepto dall'uccello fulminifero....~
1334 II, IV | miserrimo chi segue questo giovenecida Amore! Germanule, andiamgli
1335 III, II | orecchie.~Protodidascalo. Voi gioveni, eccitati dall'illice d'
1336 II, V | almen sette persone, mi giudicarebbe un fulmine di guerra; ed
1337 III, I | con queste vesti, non ti giudichi or ora scampato di man di
1338 Pro | troppo severi e scropulosi giudici di bellezze di donne, appena
1339 I, I | ritornata a Napoli. Come ella giunse, cominciò Sennia con belle
1340 V, I | l'avea vista se non io, giurò che, se diceva alcuna cosa
1341 I, III | che d'ora in ora aspetta giustiziarsi; che se sono forzata maritarmi
1342 I, V | cavalleria, re di paladini, gloria di rodomonti!~Trasilogo.
1343 III, III | ad avervi in piú stima e gloriarmi di questa mia bellezza,
1344 V, V | paragrafo Si supponatur, dove la glossa enucleando quel passo dice: ...~
1345 IV, IX | Almeno faremo che non la goda piú: andiamo alla giustizia,
1346 III, VII | questo tuo amore tanto piú goderai. - Dove ti volgi? parli
1347 V, IX | inghiottirsela, andremo a godere. E perché io non desidero
1348 IV, I | se ebbi trista fortuna in goderle, l'abbia almen buona in
1349 IV, IX | medicina di tutti i mali. S'ará goduto Olimpia, che rimedio può
1350 I, V | tesi una rete tessuta di gomene di navi tra certi scogli,
1351 V, IV | credeva che la pancia avesse a gonfiarsi duo palmi fuora, sento il
1352 II, VII | Andiamo. Ecco mi vedrò le vene gonfie, i nervi distesi, allisciarsi
1353 Pro | fusse rimasta attaccata alla gonna, che per trascuraggine di
1354 I, I | malsana e in etá da esser governata, e che avea bisogno d'una
1355 II, VI | Protodidascalo. Come può esser gracilescente se dentro vi sono i Bartoli
1356 V, VII | Sapete, padrona, che per una grandissima nuova si fa sempre grazia
1357 III, II | Protodidascalo. Che magior granditudine di cosa si può autumare,
1358 III, IV | carni nude, le mostrerò grasse e liscie. Fratanto attenderò
1359 II, VI | Mastica. Anzi mantenermelo grasso e grosso, onto e bisonto.~
1360 Pro | con degno apparato, con grato silenzio e con benigna udienza
1361 I, IV | stanno distesi in stalla a grattarsi la pancia. Non posso vedermi
1362 Pro | pieno di salsi scherzi e di gravi piacevolezze; ma il severo
1363 V, VIII| e per rendervi le debite grazie di tanta affezione mi mancano
1364 IV, IV | Trasilogo. (Se fussero nati in Grecia? E il buono è che non bisogna
1365 II, I | Filastorgo - che è nome greco, «apò tû philin, apò tû
1366 I, II | sé si straccia i capelli, grida e fa cose da spiritata:
1367 II, VII | voi gridate.~Trasilogo. Se gridassi dopo, a che mi giovarebbe?~
1368 II, VII | Ancor non vi ha tócco e voi gridate.~Trasilogo. Se gridassi
1369 I, V | vennero in aiuto i popoli grínei, dinamèi e dícei; a me i
1370 IV, XI | viendole llorar y echar gritos tan altos por todo. Venid
1371 IV, VII | l'aria di Napoli è cosí grossa che non ti fa veder bene?~
1372 II, VI | Anzi mantenermelo grasso e grosso, onto e bisonto.~Lampridio.
1373 III, VIII| guadagnare perderá e chi perdere guadagnará.~Mastica. (Cosí a ponto
1374 IV, XI | velenosi. Questi sono i guadagni che si fanno con i pazzi.~
1375 III, I | bocca mia, tu bascierai le guancie delicate e gli occhi del
1376 II, V | finestra.~Trasilogo. Mira se mi guarda.~Squadra. Non vi move gli
1377 V, II | Oh con quanto pericolo si guardano le cose che piacciono a
1378 IV, VI | uomo da questo segnale si guardasse non farsi ingannare da te.~
1379 IV, VI | racquistati duo).~Lampridio. (Guardate che viso di ribaldo, che
1380 IV, XI | solo a solo.~Lampridio. Guardatevi, signor Capitano, ché come
1381 IV, I | man di turchi dove eravamo guardati con tanta custodia, e ancora
1382 II, VII | Io lo spaventerò con la guardatura, che non será altrimente
1383 V, III | vivande stanno a disaggio, si guastano.~Sennia. Non mi dar fastidio.~
1384 III, VI | incantata, non vedi che guasti l'ordine? Tu, porta queste
1385 I, V | sei poco prattico nelle guerre, però non li conosci.~Mastica.
1386 V, V | me ne rendi cosí iniquo guiderdone?~Protodidascalo. Here, non
1387 Pro | leggiadria stende i passi; gustate la lingua che è melata e
1388 V, III | appetito per dieci giorni e il gusto del vino se so nulla di
1389 IV, VIII| figliuolo, perché «hostia» con «h», aspirazione, viene «ab
1390 V, III | hai sí poco onorata, non habbi piú mai da mettervi il piede.~
1391 IV, VIII| Hostibus a domitis hostia nomen habet.~Lalio. Voi volete dir gli
1392 IV, XI | parlare.~Capitano. Ya no hablas con las manos.~Lampridio. (
1393 IV, II | steteruntque comae et vox faucibus haesit.~Vorrei confabular con Lampridio,
1394 III, IX | denti fuor della bocca; haimi tu inteso o vuoi che te
1395 IV, XI | entiendo que diga de mujer y de hermano, ni de falso ni de veras.~
1396 II, VI | munificentissima largitade la tua hiante bocca ed empir di vino cotesta
1397 IV, X | dice il princeps medicorum Hippocrates, o perirá o patirá una egritudine
1398 IV, II | volessero divellere. Io ho visto hisce oculis sbarcar Filastorgo
1399 IV, XI | larga.~Capitano. Ni yo soy hombre de dejarme coger á la estrecha
1400 IV, VIII| Protodidascalo. Alloquar hominem. Heus, puer! «Adesdum; paucis
1401 IV, XI | Gentilhombre, váyase V. M. en buena hora; y le beso las manos.~Teodosio.
1402 V, V | appena la fluctuante anima hos regit artus? bisognava succumbere.
1403 V, V | patrone, incolumes sis, hospes sis: la tua radiante celsitudine
1404 | hunc
1405 IV, VIII| vendichi con invettive di iambi ed endecasillabi che sapranno
1406 II, I | chiami acquisizion d'altri la iattura di te medesimo! Rememora
1407 II, I | patronimice loquendo: Icaro figliuolo di Dedalo.~Lampridio. ...
1408 II, I | fumo. Ma se tu non volessi ignescere piú di quello che sei, non
1409 II, I | è altro che addere ignem igni.~Lampridio. Questa será
1410 II, IV | Lasciategli essalar gl'ignicoli accensi nell'intimo del
1411 II, I | Amor insufflando ne' tuoi igniculi non fará altro che fumo.
1412 IV, VIII| parte i scoppicoli di pagina ignivomi, fumivomi, e mi dá in preda
1413 V, V | piú d'ogni altro da poco e ignorante, questi sono gli ammaestramenti
1414 IV, X | dimandi il male? Ma tu ancora ignori i tuoi guai: t'apporto nuovi
1415 II, VI | quel suo tumido ventre, ignoriamo dove la porti.~Mastica.
1416 V, V | Lampridio, irretito dalle illecebre amorose, inopinatamente
1417 III, II | Voi gioveni, eccitati dall'illice d'amore, d'ogni cosa volete
1418 IV, XI | Por cierto yo me lo he imaginado da mi mismo viendole llorar
1419 III, VIII| trama, né se ne potrebbe imaginar altra migliore; e piacemi
1420 II, II | Giulio. Non saprei che imaginarmi. Parmi che sii contristato:
1421 II, II | Non saprei.~Lampridio. Che imaginate?~Giulio. Non saprei che
1422 II, I | Protodidascalo. Falsum, idest falsa imaginatio est che la vista d'una cosa
1423 V, VII | maritata?~Mastica. Né tanto v'imaginavate aver perduto onore quanto
1424 IV, III | e che avanzi ogni umana imaginazione. E se non fusse il desiderio
1425 II, IV | cuor di quella di cui l'imagine è piú viva nel mio che non
1426 IV, VIII| detestabil secolo, qual immanitá l'ha impulso a cosí facinoroso
1427 IV, VIII| che è un animale che s'immolava dall'imperadore proficiscente
1428 IV, VIII| d'ogni cultrato mucrone. Immorigerato puerolo, ficoso catamito,
1429 II, V | ed ella e tutto il mondo impararebbe a far altro conto di me
1430 Pro | festevole di motti: cose ch'ave imparate a casa sua e non le sono
1431 I, I | sciapita, eh! Onde hai tu imparato cominciar una istoria de
1432 Pro | il buono non pottero mai imparentarsi insieme; ché se privaste
1433 V, V | Filastorgo. Io vo' che impari esser figlio da chi veramente
1434 III, VIII| questo?~Squadra. ... Prima impediremo che la cosa non passi piú
1435 III, VII | comprar robbe per la cena, e t'impegno la mia fede esser storpiato
1436 II, V | delle cittadi, eversor degl'imperi, tu devi esser stimato cosí
1437 V, IX | figlio avesse usata tanta impertinenza, non dovevate far figlia
1438 IV, VIII| proficiscente alla guerra per impetrar da' celicoli vittoria contro
1439 V, IV | sará se questa sera non m'impicco con le mie mani!~ ~ ~ ~
1440 III, II | scapricciarvi, e la voglia v'impiomba cosí l'orecchie che non
1441 IV, X | Protodidascalo. Io dunque, imponendo coronide al mio dire, ti
1442 V, V | sufficit che al figlio se gl'imponga picciola pena. Ché se voi
1443 I, I | ridire, e questa è cosa d'importanza piú che non pensi.~Anasira.
1444 V, V | tanta rabbia che, se non importasse la vita di mio figliuolo,
1445 III, III | divina padrona gli è stato imposto, acciò conosca l'ardentissimo
1446 IV, VIII| lo colga all'improviso, e impremeditato non sappia che risponderli;
1447 IV, VIII| secolo, qual immanitá l'ha impulso a cosí facinoroso atto?
1448 IV, X | sinistra cornice, oscine inauspicato, crocitando - per onomatopeiam, «
1449 III, VI | tup.~Trasilogo. O bestia incantata, non vedi che guasti l'ordine?
1450 II, I | lungi?~Lampridio. Anzi l'incendio d'amore arde e si fa sentir
1451 V, V | e pentito del temerario incepto. E se... .~Filastorgo. Dimmi
1452 II, IV | andiamgli dietro, ché non incida in qualche discrimine della
1453 III, II | misereor del caso dove sei per incidere.~Lampridio. Se tu avesti
1454 V, V | il doppio; ma di questo s'incolpe l'arcigero che gli aveva
1455 V, V | here, patronorum patrone, incolumes sis, hospes sis: la tua
1456 IV, IV | atti e le parole, accioché incontrandovi con esse la cosa riesca
1457 II, II | desiderata non arei potuto incontrar oggi!~Giulio. Dio vi salvi
1458 IV, V | ogni momento mill'anni d'incontrarci insieme.~ ~ ~ ~
1459 IV, VII | Sennia! non l'arei potuto incontrare a peggiore: or serò discoverto
1460 II, V | mia sposa. Son uscito per incontrarlo e ammazzarlo.~Squadra. Per
1461 IV, VII | dimandando, e dubito se non l'incontro a caso, di non averlo a
1462 II, VI | ove sei! o Cicerone che increpavi i tuoi tempi! Siamo in questo
1463 II, IV | Protodidascalo. Non t'ho io da gl'incunabuli animadvertito con mille
1464 V, V | non volse evadere filosofo indagando i secreti della vasta e
1465 V, VI | pena per aver fatto cosa indegna di voi, di me e di gentiluomo.
1466 III, I | admonircelo, egli lo fa indesinenter; non è oggi il primo giorno
1467 III, VI | padrone?~Trasilogo. Nell'India del Mondo nuovo. Suona il
1468 IV, VI | che vedono nella faccia, indovinano gli ascosti nella persona:
1469 II, II | Lampridio. Par che l'animo se l'indovini.~Giulio. Forse è per ritornarne
1470 V, II | veggio, Sennia.~Sennia. M'indovino la nuova.~Squadra. Voi dovete
1471 I, I | zingara vedendole la mano le indovinò ch'eran vivi e ben presto
1472 II, VI | sta l'animo in saziar l'inexplebile aviditate del suo elefantino
1473 II, IV | che mi tradivi; della tua infedeltá non devo punto maravegliarmi,
1474 V, VII | Mastica. Sète voi tanto infelice?~Sennia. Che buona nuova
1475 I, II | mio paese che si trova una infermitá che si chiama «lupa», che
1476 I, III | consideri in che vita e in che inferno mi trovo, che sto come quella
1477 V, V | narrazione). Io non vo' inficiare che il temerario áuso non
1478 II, IV | Ahi donne perfide e infideli - delle ingrate parlo io, -
1479 IV, VII | Filastorgo. O Dio, che infideltá ho ritrovato in un figlio!
1480 II, V | romper teste, tagliar colli e infilar cuori; s'ella mi vedesse
1481 III, VI | questo spiedo?~Squadra. Per infilzar Mastica, come avete detto,
1482 I, IV | questa razza di poltroni infingardi.~Squadra. Che comandate,
1483 V, VI | meglio che si può. Dalle infirmitá nascono i rimedi, da' malefici
1484 Pro | come vergine non ancora informata da alcuno delle cose del
1485 III, IX | con acqua di legno come infranciosato.~Mastica. Io ti voglio esser
1486 IV, VI | segnale si guardasse non farsi ingannare da te.~Sennia. Eugenio,
1487 V, IX | venerabil nome di madre io t'ho ingannata; né io arei ardire comparirti
1488 IV, XI | Teodosio. Questi è l'ingannatore, signor Capitano. Birri,
1489 III, VIII| Trasilogo. Questa mi pare una ingegnosa trama, né se ne potrebbe
1490 V, IX | aperta la gola e stavano per inghiottirsela, andremo a godere. E perché
1491 V, II | Squadra. Avete il torto ingiuriarmi.~Sennia. Non parlava con
1492 IV, IX | la sete, la prigionia e l'ingiuriose parole che abbiamo sofferte
1493 III, VI | avete detto, accioché non ingoi piú fegatelli.~Trasilogo.
1494 V, IV | venuti i lupi e s'hanno ingoiato la cena che son stato tutto
1495 III, II | migliacci e maccheroni che gl'ingozzeranno, né potrá parlar se ben
1496 Pro | e sfreggiarle il volto d'ingrata riconoscenza, fatele questo
1497 II, IV | perfide e infideli - delle ingrate parlo io, - tutte sète macchiate
1498 III, II | Protodidascalo. Un altro li dará da ingurgitar vino, manderá giú quelle
1499 I, V | stati sempre capitalissimi inimici. Un dí bandimmo giornata:
1500 I, I | cominciar una istoria de innamoramento e non venir al compimento
1501 I, I | dell'una e dell'altro, si innamoraro sí fattamente che non fu
1502 III, V | quel modo innanzi la sua innamorata. Me ne andrò a riposare,
1503 I, II | sospiri. Io ho visto femine innamorate, ma non mai come questa.
1504 II, VI | adesso? o cervellaggine d'innamorati!~Protodidascalo. Ecco ristorate
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