abbas-capit | capon-duode | duole-innam | inopi-pales | palle-riusc | rived-temet | temi-zucch
Atto, Scena
1505 V, V | dalle illecebre amorose, inopinatamente è collapso un'altra volta
1506 V, V | Protodidascalo. Lampridio inquam, quel vostro unigenito.~
1507 V, V | legislatori che la giustizia deve inrigorirsi ne' casi exemplari. Et Iustinianus
1508 III, IX | che mangia pan di ferro, insalate di chiodi, minestre di corazze,
1509 I, II | se ben tutte le donne son insaziabili di natura, la tua non ha
1510 II, VI | questi endecasillabi che t'insegnano a non farti deludere.~Lampridio.
1511 III, III | ci legheremo con nodi d'inseparabil compagnia, né basterá alcun
1512 IV, X | alla morte. Amore è cosí insignorito di me e con sí forti catene
1513 V, I | che ti trarrò la lingua insin dalla gola, sai.~ ~ ~ ~
1514 V, V | Però perpendi il mio animo insonte e la bona qualitas mentis.~
1515 III, I | colore.~Lampridio. Questa insperata speranza d'allegrezza m'
1516 IV, VII | Filastorgo. (Lo saluterò, poi con insperato gaudio vo' abbracciarlo).~
1517 II, IV | dilegui dalla memoria. L'instabilitá è ogetto del vostro cuore,
1518 II, I | le tue cure altrove, Amor insufflando ne' tuoi igniculi non fará
1519 V, V | ogni animadversione, mi insultava e minitava; che potea far
1520 V, V | virtude ne' teneri meati intellectuali e nelle interne viscere
1521 III, VII | usavi certe zifoli che li intendevano i cani che rodevano l'osso
1522 II, IV | che il tempo bastasse ad intepidirti l'ardore che mostravi tener
1523 | inter
1524 V, V | bisogna exagerarla). V'è intercetto poter vederlo, perché sta
1525 IV, II | questo importuno nunzio l'intercida le sue dolcedini. Ma eccolo,
1526 V, V | meati intellectuali e nelle interne viscere di putti, divenne
1527 II, I | femina»; dove l'Ascensiano interprete enucleando quelle parole
1528 V, IX | con questo Capitano, per interromper questo matrimonio mi fu
1529 Pers | PERSONE CHE V'INTERVENGONO~ ~Balia~Anasira commare~
1530 III, III | Olimpia. Desidero non essere intesa da' vicini o da quei di
1531 III, V | fa di casa d'una amica, intesi dir per la strada ch'erano
1532 II, IV | gl'ignicoli accensi nell'intimo del suo core, che exarso
1533 III, VIII| Mastica. (Cosí a ponto intravenerá a voi, che pensate guadagnare
1534 II, IV | Verde seta, quanto mal fosti intrecciata con essi: mi promettesti
1535 I, IV | irato non è persona di sí intrepido core che vi possa fissar
1536 II, IV | vedessimo sospite di queste intricabili erumne!~Lampridio. ... Ahi
1537 II, VI | fin per tôrsi da questo intrico, ha inventato il piú bello
1538 V, VI | accorrasi prima che si intruda in carcere e il fatto si
1539 V, VII | Sennia. Non mi far rallegrare invano, ché poi con doppio affanno
1540 IV, II | che un repentino tremore m'invase cosí forte che non sapea
1541 II, II | pavore di zelotipia ave invaso la fiamma comburenteli i
1542 I, II | fastidio; ma questo quanto piú invecchiamo piú ne piace. Lasciam questo:
1543 Pro | piuttosto farsi monaca e invecchiarsi in un monistero e contentarsi
1544 V, V | moltiscio Cicerone? Ho giá l'invenzione: ecco la disposizione. L'
1545 IV, VIII| cubicolo e mi vendichi con invettive di iambi ed endecasillabi
1546 Pro | ché a vostro dispetto l'invidia resterá occecata da' suoi
1547 I, I | accordò subito: talché s'inviò a chiamare Olimpia, ché
1548 II, VI | Protodidascalo. Dunque bisogna invocar: «Iuno Lucina fer opem»,
1549 V, V | commiserazione). Quando l'ira obtemperará alla ragione,
1550 I, IV | questi occhi che stando irato non è persona di sí intrepido
1551 Pro | il severo del volto non iscema il festevole di motti: cose
1552 I, I | giorno Eugenio in braccio per ischerzo, andò a diporto ad una sua
1553 V, V | Filastorgo. Hai tu forse animo d'iscusarlo?~Protodidascalo. (Dopo l'
1554 IV, IV | casa, vo' che mi diate per isposa Olimpia - quella sua figlia,
1555 Pro | corpo è insieme dicevole e isquisitamente proporzionata. Vedetela
1556 | istesso
1557 I, I | tu imparato cominciar una istoria de innamoramento e non venir
1558 V, III | serva: alla francese o alla italiana?~Sennia. (Emmi venuta questa
1559 IV, VII | finger di non conoscerlo. Ite, padri, affaticatevi in
1560 V, V | l'inganno machinato son iti a Sua Eccellenzia e fatto
1561 IV, VIII| Protodidascalo. «Prius te salvere iubeo».~Lalio. Io non v'intendo.~
1562 II, VI | Dunque bisogna invocar: «Iuno Lucina fer opem», che tu
1563 IV, VIII| poco.~Protodidascalo. Heu Iuppiter altitonante, belligero Marte,
1564 V, V | Iustinianus in titulo De usurpata iurisdictione, nella legge Malum exemplum,
1565 V, V | giustificato». Nam «iustus est qui ius non deflectit», però «giustiziato,
1566 V, V | gastigato dalla giustizia»; ma «iustificus est qui iustitiam facit»,
1567 V, V | inrigorirsi ne' casi exemplari. Et Iustinianus in titulo De usurpata iurisdictione,
1568 V, V | ma «iustificus est qui iustitiam facit», e «giustificato», «
1569 V, V | non «giustificato». Nam «iustus est qui ius non deflectit»,
1570 I, V | che tolsi al capitan don Juan Manrich Caravaschal cara
1571 I, II | occhi spaventosi di qua e di lá, ragiona sola fra se stessa
1572 III, VII | dove ella poneva le sue labra, né ti nettavi la bocca
1573 I, II | potresti cavar fuori una lacrima. Ma che vuol da me?~Balia....
1574 IV, IV | lasciate cader dagli occhi due lacrimette come per tenerezza, e simili
1575 III, VIII| spalle. ...~Trasilogo. (Buon ladro deve esser costui! lo deve
1576 I, I | ultime parole con certe lagrimette che si pensò la madre che
1577 IV, X | andati alla giustizia a lamentarsi.~Protodidascalo. Heu, che
1578 I, IV | colpo, il lucido paia il lampo e la caduta il tuono;...~
1579 II, V | s'ella mi vedesse con una lancia in resta e prima che si
1580 II, V | spronar cavalli, abbassar lancie, sonar tamburri e trombe,
1581 II, VI | partorisca, o chiamar un lanista che ti squarti per cavarnela
1582 III, IX | sottili che traspaiono come lanterne, che te ne potresti servir
1583 I, I | siamo troppo novelliere e larghe di natura al parlare; e
1584 II, II | sempre.~Protodidascalo. Larva d'uomo.~Lampridio. Lasciam
1585 I, V | tenendogli sospesi dall'acqua gli lasciai morir di fame come cani. ...~
1586 I, I | lei; e che tanto sarebbe lasciarla quanto lasciar la propria
1587 IV, X | disgrazia. All'ultimo, per non lasciarmi tantillo di speranza, fa
1588 IV, III | questa Napoli! non è cosa da lasciarsi di vedere. Oh che bei giardini,
1589 II, VII | mira che bravura!~Squadra. Lasciatelo andar, padrone, ché alla
1590 III, VIII| non esser còlti in frode lascieranno l'impresa e fugiranno di
1591 I, I | sempre in casa. Cosí la lasciò per parecchi giorni; pur
1592 Pro | Se fusse un poco vana o lascivetta, iscusatela, ché il bello
1593 IV, VIII| Protodidascalo. Vorreste che dalla latina mi rivolga testé alla etrusca
1594 III, II | di voi. Ma come diresti latinamente i maccheroni? Ascolta: è
1595 IV, VIII| esecrabil barbarie il tesoro del latino sacrario, e locupletata
1596 V, V | trarrá da queste mani. O Laudomia moglie cara, quanto felice
1597 Pro | iscusatela, ché a tutti non è lecito di andare a Corinto. Porta
1598 II, I | voglia giacer frigida nel lecto?~Lampridio. Protodidascalo,
1599 II, VI | dorate con che tu suoli legare ogni persona? o cuor mio,
1600 II, IV | alme in eterno che sieno legate d'amore. ...~Protodidascalo.
1601 II, VI | Lampridio. Deh, lasciami leggere tutto oggi, ché mentre leggo
1602 II, IV | ogetto del vostro cuore, la leggerezza è nata nel mondo dalla vostra
1603 II, VI | non l'hai letta, vuoi tu leggerla un'altra volta?~Lampridio.
1604 Pro | Vedetela caminare, con quanta leggiadria stende i passi; gustate
1605 IV, IX | travaglio e affanno era leggiero con speranza al fin di riposare,
1606 II, VI | leggere tutto oggi, ché mentre leggo questa parmi che ragioni
1607 III, III | catene piú dure di queste ci legheremo con nodi d'inseparabil compagnia,
1608 I, III | chi ben ama ogni affanno è legiero. ...~Mastica. (Giá è cominciata
1609 V, V | Protodidascalo. ... perché dicono i legislatori che la giustizia deve inrigorirsi
1610 V, IX | sposar con lei, e poi con legitimi e ordinari modi farvela
1611 V, IV | fuori? Il carriar delle legna, il soffiar del foco mi
1612 I, IV | splendente che il sole in leone, che calando di sopra il
1613 I, II | che cani - piú di cento leoni nello stomaco; io non vorrei
1614 III, VIII| romano che ha la coscienza lesa dell'inganno usato, in veder
1615 II, VI | Non piú, basta: non l'hai letta, vuoi tu leggerla un'altra
1616 I, III | ricordare di queste parole letterate?~Olimpia. ... E digli che
1617 II, VI | che spendo né che mi~facci levar mattino, ma che mangi e
1618 II, I | mi verrá in fastidio e mi levarò da questo amore.~Protodidascalo.
1619 II, VI | conoscerai in altro modo la mia liberalitá.~Mastica. Eccoti la lettera,
1620 V, V | la sua giustizia, è stato liberato; e Lampridio, irretito dalle
1621 III, III | stringono appo voi mi fanno piú libero dell'istessa libertade;
1622 III, III | piú libero dell'istessa libertade; e che sia vero, ecco che
1623 V, IX | pur volete rallegrarvi del lieto fine e delle altre contentezze
1624 IV, XI | Capitano, se non lo fate ligare e strascinar in prigione,
1625 IV, XI | Son uomo da esser cosí ligato e strascinato? questa è
1626 III, III | posso tenermi: sento il cuor liquefarsi di tenerezza. Raguagliami:
1627 V, IV | odoravate cosí suavemente; o liquore, o vino che tornavi l'anima
1628 I, III | soblimato, che s'usa ne' lisci della faccia, per avelenarmi.
1629 III, IV | nude, le mostrerò grasse e liscie. Fratanto attenderò ad empirmi
1630 Pro | segni delle piaghe e le lividure di denti cagneschi. E quando
1631 IV, XI | imaginado da mi mismo viendole llorar y echar gritos tan altos
1632 III, VI | però seria bene che mi locaste nella retroguarda.~Trasilogo.
1633 IV, VIII| tesoro del latino sacrario, e locupletata la romana facondia? O detestabil
1634 II, V | Olimpia? Io mi ho inteso lodar di bellezza e ho fatto morir
1635 III, IX | d'asino!~Mastica. Voi mi lodate, ché sempre mi ho conosciuto
1636 IV, VIII| giorni preteriti feci in lode d'un mio scolare.~Lalio. (
1637 Pro | contentarsi delle poche lodi ch'avea avute da chi la
1638 I, I | commosse tutta?~Balia.... Lodò molto la sua amorevolezza,
1639 Pro | piena d'onesti costumi e lontana da viziose azioni, onde
1640 II, I | il Dedalide - patronimice loquendo: Icaro figliuolo di Dedalo.~
1641 III, IX | volessi dar a beccarla a losignuoli; pan duro di dieci giorni
1642 IV, VIII| sapranno della lucubratrice lucernula, che mai dall'edace tempo
1643 Pro | ponetevi gli occhiali che sian lucidi, accioché non vi mostrino
1644 I, IV | calando di sopra il colpo, il lucido paia il lampo e la caduta
1645 II, VI | Dunque bisogna invocar: «Iuno Lucina fer opem», che tu partorisca,
1646 IV, VIII| endecasillabi che sapranno della lucubratrice lucernula, che mai dall'
1647 IV, VIII| vederlo? Ma veggio un puello ludibondo uscir dalle sue edi.~Lalio.
1648 II, I | farfalla corre intorno l'amato lume, cosí vo io ratto a pascermi
1649 I, II | infermitá che si chiama «lupa», che dá una fame tanto
1650 II, VI | Protodidascalo. Menti, lurcone, nugigerolo, sicofanta!~
1651 I, I | fingendo buon viso, con certe lusinghette rispose che non volea cosí
1652 V, V | che io ho versato molti lustri. Mi servirò del genere deliberativo
1653 IV, XI | Gentilhombre, váyase V. M. en buena hora; y le beso
1654 Pro | mostrano qualche isconcia macchia per neo. Se per avventura
1655 II, IV | ingrate parlo io, - tutte sète macchiate d'una pece, tutte sète ad
1656 IV, XI | vedete la faccia sparsa di macchie nere? giá si muove la còlera
1657 III, II | si direbbono eleganter «macheronei».~Lampridio. E quando si
1658 III, II | una certa radicula detta «macheronium», che anticamente si commendava
1659 III, VIII| squadra, pensa, fingi, machina qualche cosa.~Squadra. Questo
1660 V, V | essi pensiculando l'inganno machinato son iti a Sua Eccellenzia
1661 III, IX | Trasilogo. Taci, ruffianello macro, morto di fame.~Mastica.
1662 IV, VIII| uscir dalle sue edi.~Lalio. Madonna, che mi tira, che mi tira?~
1663 II, VI | compratore, il cuoco e il maggiordomo; vo' la parte di tutto quello
1664 | maggiore
1665 | maggiori
1666 III, II | altro.~Protodidascalo. Che magior granditudine di cosa si
1667 IV, VIII| parla in «bus» e «bas»). Magister, bonum sero.~Protodidascalo.
1668 III, IX | tanta robba che potrò dar a magnare a dieci di pari tuoi.~Trasilogo.
1669 IV, III | solo.~ ~Filastorgo. Oh che magnifica cittá è questa Napoli! non
1670 IV, VIII| nulla dedi». Oh che indole maiestale di fanciullo! gli quadra
1671 II, IV | entrata tanta oblivione? Sia maladetto tal core e sia maladetta,
1672 IV, VI | per lo mondo e sappiamo di malizia la parte nostra.~Eugenio.
1673 IV, VII | Lampridio. (L'ho cacciati in malora!). Andiamcene su, madre.~
1674 I, I | massime essendo vecchia, malsana e in etá da esser governata,
1675 IV, XI | Dime ¿que has comido esta mañana?~Teodosio. Che dimande son
1676 I, I | non altro che la commoditá manca a dar fine agli affanni
1677 I, I | ardentissimamente; e non mancando di servirla e scoprirle
1678 I, V | volse la fede mia di non mancarle. Questa sera cenerai nel
1679 III, IX | ché in tavola sua mai ti mancaro né galline né polli.~Mastica.
1680 II, IV | meglio che mal vivere. Sendo mancata la mia fé nel cuor di quella
1681 II, IV | piuttosto il sole sarebbe mancato di luce che tu giamai di
1682 I, V | lettera, che per mancia non mi mancherá un banchetto da imperadore.~~ ~ ~ ~
1683 I, I | pensiamo: chi piú crede sapere manco sa, tal si crede avere una
1684 II, II | Olimpia.~Lampridio. Come può mandarvi salute chi è privo d'ogni
1685 I, I | finto certe lettere come le mandasse Eugenio di Turchia, scrivendole
1686 IV, VII | mio figliuolo che ti ho mandato di Roma per studiare a Salerno.~
1687 III, II | dará da ingurgitar vino, manderá giú quelle polente mileacee
1688 III, IV | punta delle dita che le manderanno via. O Dio, potessi allargarmi
1689 II, VI | Sappi che quando la vecchia mandò a chiamare Olimpia da Salerno,
1690 II, V | fatti innanzi con questo mandritto sul capo, con questo roverscio
1691 IV, X | Protodidascalo. Ricordati questa mane che per la via una sinistra
1692 III, VI | portagallina.~Trasilogo. Sai maneggiar questa spada a due mani?~
1693 III, IV | novelli e la prima volta che mangiano insieme, staranno vergognosetti,
1694 III, IX | non venire a casa vostra e mangiarmi in tavola vostra un pasticcio
1695 III, IX | sera, che quanto egli ha mangiato un anno in casa sua. Avisarò
1696 III, VII | stupido a contemplarla, non mangiavi se non delle cose che mangiava
1697 I, V | Trasilogo.... E ave un bel manico d'avorio posticcio.~Mastica.
1698 II, IV | da quella con tante belle maniere e tanti baci? Io calpesto
1699 IV, VII | qualche segno di vergogna lo manifestasse. Tu pur sei Lampridio mio
1700 V, III | escusarsi senza bisogno è un manifesto accusarsi. Dimmi un poco:
1701 I, V | tolsi al capitan don Juan Manrich Caravaschal cara de Pamplona. ...~
1702 II, VI | cavarnela fuori?~Mastica. Anzi mantenermelo grasso e grosso, onto e
1703 III, V | Lampridio, ché non mi scappi il manto, me lo piglio a due mani,
1704 IV, IX | inteso in casa nostra. O mar, la tua pietá ne è stata
1705 II, IV | infedeltá non devo punto maravegliarmi, perché hai fatto da quel
1706 IV, VII | me ne maraviglio: maggior maraviglia sarebbe se, avendo negato
1707 IV, VII | Che nieghi me non me ne maraviglio: maggior maraviglia sarebbe
1708 IV, X | Protodidascalo. Il medico pio fa marcir lo apostèma e trucida l'
1709 I, V | valorosa d'una Angroia, d'una Marfisa bizzarra, e siamo stati
1710 III, VIII| Squadra, tu pur sei nato tra marioli e truffatori e hai fatto
1711 V, IX | tanta fretta la volevate maritar con questo Capitano, per
1712 II, VI | Olimpia da Salerno, la voleva maritare con un certo Capitano sciagurato. ...~
1713 I, III | giustiziarsi; che se sono forzata maritarmi con questo Capitano, m'ho
1714 III, IX | popoli arcinfanfari o uomini maritimi ad uccidermi? Assai fo stima
1715 I, I | padrona, venti anni sono si maritò con Teodosio e di lui n'
1716 IV, VIII| Iuppiter altitonante, belligero Marte, armipotente Bellona con
1717 I, II | Balia. Eh! che fa la povera martorella? piange e sospira sempre,
1718 III, VIII| parole, ché i fatti son maschi e le parole femine.~Trasilogo.
1719 I, I | ebbe duo figli, Eugenio il maschio, Olimpia la femina. Teodosio
1720 II, VI | non sai accordare il geno mascolino col feminino.~Protodidascalo.
1721 V, VI | e della mia figliuola, e massimamente unica, me vi fa concedere
1722 III, IV | sera, che non cessarò di masticar mai finché non toccherò
1723 II, IV | da quel che sei! Ma io mi masticherò questo tuo core.~Protodidascalo.
1724 I, II | esser Mastica, ché non mastico se non sputo e vento.~Balia.
1725 II, IV | vuol dir Mastica se non «mastix», «verbero», vulgari vocabolo «
1726 I, III | apre la porta del capitan Mastrilogo o Trasilogo, e vien fuori:
1727 III, VIII| Trasilogo. Son risoluto i matrimoni non doverli trattar con
1728 II, I | formoso la chieda in copula matrimoniale, per amor tuo voglia giacer
1729 IV, VI | perduto un figlio e in un medemo tempo n'ho racquistati duo).~
1730 IV, III | ho di vederlo e che egli medesimamente deve tener di veder me:
1731 I, II | Balia.~ ~Mastica. Dicono i medici del mio paese che si trova
1732 I, II | ossa, né tutti i sciroppi, medicine e servigiali del mondo non
1733 IV, X | medico, come dice il princeps medicorum Hippocrates, o perirá o
1734 V, VI | e di ricchezze ancor non mediocri, che son tutte di questo
1735 II, I | Protodidascalo. Pol, aedepol, mehercle, quidem, Lampridio, che
1736 III, VIII| appiccasse!).~Squadra. ... quasi mel facesti dire.~Trasilogo.
1737 Pro | gustate la lingua che è melata e suave; uditene il parlare
1738 II, I | Protodidascalo. O quam melius non stuzzicassi i carboni
1739 II, I | giamai; anzi non è cosa piú melliflua e piena di dolcedine ch'
1740 V, V | Deh, perché non ho ora il mellifluo eloquio di Demostene o del
1741 III, VI | braccia, le mani e l'altre membra, che si troncheranno per
1742 Pro | insino a' piedi, vedete se i membri sian ben disposti, se corrispondono
1743 II, VII | cambio di menar le mani mena piedi).~Trasilogo. Oimè,
1744 Pro | non uscissi. A me sta il menarla dove mi piace, le sono -
1745 Pro | toglietevela con le man vostre, menatevela dove vi piace. E se pur
1746 IV, IV | mentre siete vivi d'andar piú mendicando.~Squadra. ... E accioché
1747 I, V | Trasilogo. Io non so dir mensogne, né son di questi squassapennacchi
1748 V, V | insonte e la bona qualitas mentis.~Filastorgo. Io vo' che
1749 IV, VI | dubitate forse che non mentisca? Non è vivo alcun di nostri
1750 II, VII | Menti per la gola: questa è mentita data a tempo, non te la
1751 V, V | d'amore.~Filastorgo. Ahi mentitor perfido! ahi temerario esecutor
1752 V, IX | che conobbi in lei; e se mento, facci Iddio ch'io sia privo
1753 I, I | al parlare; e fra tante meraviglie che s'odono, mai s'udí che
1754 III, V | ciera d'innamorato, e mi meraviglio come vogli Lampridio comparir
1755 III, IV | morirmi piú di fame. Oh che mercanzia muta, oh che alchimia non
1756 IV, VI | Turchia?~Eugenio. Si fan mercanzie, palaggi e navi, e si dicono
1757 IV, VI | qui: andate a gridare al mercato.~Eugenio. Andremo a gridare
1758 V, VI | i peccati per amore non meritano tanta riprensione, e massime
1759 V, V | coacervar pena che non ne meritasse il doppio; ma di questo
1760 V, V | deliberativo per commoverlo e vi mescolerò un poco del demonstrativo.
1761 I, I | Balia. Sai bene come i mesi adietro Olimpia dimorò in
1762 I, IV | attacchino gli arazzi a' muri e mettano in ordine il palazzo; ...~
1763 III, IX | bastonate.~Mastica. Non ti mette conto che m'uccidi.~Trasilogo.
1764 V, III | onorata, non habbi piú mai da mettervi il piede.~Mastica. Voi burlate!
1765 III, VI | Tagliarò Sennia per mezo; Olimpia la prenderò per
1766 V, V | potea far io decrepito e micròpsico, che appena la fluctuante
1767 III, II | terremo la bocca otturata con migliacci e maccheroni che gl'ingozzeranno,
1768 II, V | bellezza e ho fatto morir le migliaia delle donne d'amore a dí
1769 IV, VIII| lo spirito par che voglia migrare! Ma dove è sublato dagli
1770 III, II | manderá giú quelle polente mileacee suffrixe che tu dici e vomiterá
1771 IV, V | Eugenio. Mi par ogni momento mill'anni d'incontrarci insieme.~ ~ ~ ~
1772 III, IX | Assai fo stima di queste tue minacce!~Trasilogo. La farai dell'
1773 II, VII | mio con lui, ché a me ogni minima ferita m'ucciderebbe perché
1774 I, I | ordita tra lei e Mastica ministro del tutto, ha finto certe
1775 V, V | animadversione, mi insultava e minitava; che potea far io decrepito
1776 III, VI | vendetta.~Trasilogo. Io per minor cosa di questa rovinai la
1777 | minus
1778 II, VII | mia carne, e li farò tanto minuta la carne e l'ossa che non
1779 III, IX | due oncie di carne tanto minutata sottile come se volessi
1780 III, V | fu risposto che stavano mirando certi che erano stati schiavi
1781 III, III | La contentezza che ho di mirarvi a mio modo e di servirvi,
1782 Pro | occecata da' suoi raggi. Miratela dalle trecce insino a' piedi,
1783 III, VII | meco e non m'ascolti, tu miri alla fenestra sua, non sei
1784 V, V | Protodidascalo. ... giustiziato con miserando et plorabile exito.~Filastorgo.
1785 III, II | Protodidascalo. Taedet me et misereor del caso dove sei per incidere.~
1786 IV, IX | suole dismenticarsi de' miseri, ne dará qualche rimedio.~
1787 I, III | cada nel piú basso stato di miseria che si trovi....~Mastica.
1788 II, VI | insieme.~Protodidascalo. (Me miserum, io arbitrava che fusse
1789 IV, XI | me lo he imaginado da mi mismo viendole llorar y echar
1790 IV, XI | altre parole.~Capitano. Y de missa tambien. ¡Válgame nuestra
1791 III, IX | Mastica. Non è tanto, no: misurate bene che senza cagione volete
1792 III, II | non aliud velocius ullum, mobilitate viget viresque acquirit
1793 III, VII | atti mi sono mostrato la modestia stessa.~Mastica. A te pare
1794 V, V | discrimine della vita senza un modiolo di speranza, se il divino
1795 III, VIII| piacemi sovra tutto che moiano con le loro armi, che sará
1796 I, V | e son coverti di piume molli che dando loro con la spada
1797 II, IV | grazia, fratello: menami al Molo grande, ch'io voglio or
1798 V, V | eloquio di Demostene o del moltiscio Cicerone? Ho giá l'invenzione:
1799 I, III | dimenticata di lui; e per quanti momenti di piacere ho avuti lontano
1800 I, IV | Ella fingeva cosí per fare mona Onesta con la madre; ma
1801 Pro | determinato piuttosto farsi monaca e invecchiarsi in un monistero
1802 II, IV | sol punto; andrò a farmi monaco per disperato in un eremo.
1803 IV, X | terza; e mi getta sopra monti ardenti di mali, che appena
1804 V, IX | che dopo tanti travagli mora nella patria e fra' miei
1805 I, II | la madre non la senta, si morde le labbra e le braccia.
1806 Pro | se pur biasmando lei la morderete, mordetela con discrezione,
1807 Pro | biasmando lei la morderete, mordetela con discrezione, di modo
1808 II, II | anima? sarei un che vivesse morendo sempre.~Protodidascalo.
1809 II, VI | cetera. Ma «o tempora, o mores», o aurea etá, dove sei
1810 V, V | presente: tria tempora - sempre morigerante e obtemperante.~Filastorgo.
1811 III, III | Sennia. Son dieci anni che si morio.~Lampridio. Duolmi di non
1812 III, IV | m'è riuscita, non dubito morirmi piú di fame. Oh che mercanzia
1813 I, V | I miei compagni tutti moriro all'impresa e di loro non
1814 III, IX | mangiava in casa sua che mi morissi di fame: vo' che mi preghi.
1815 V, V | amor di sua madre, la qual moritura rememoratevi con quanti
1816 IV, X | perché son vivo? perché non moro? che fa in questa vita?
1817 IV, V | battuta?~Mastica. Non ti morrai di fame tu per non essere
1818 IV, IV | il luogo dove sia nato, morrei sodisfattissimo.~Squadra.
1819 IV, XI | dal viso con i denti; e i morsi di pazzi son velenosi. Questi
1820 II, VI | che si bandisca la guerra mortale a sangue e a foco al pollaio,
1821 I, III | finirla, apriti il petto, mostragli il cor tuo in scambio del
1822 II, VI | Lampridio. Lasciam questo: mostrami Olimpia mia.~Mastica. Scostiamci
1823 Pro | Africa e di Umbria, non le mostrano qualche isconcia macchia
1824 III, II | avesti pietá di me, me lo mostraresti in altro.~Protodidascalo.
1825 I, III | mostrò d'amare, ch'or è tempo mostrarlo; non lo spaventi periglio
1826 III, VII | in tutti gli atti mi sono mostrato la modestia stessa.~Mastica.
1827 III, IV | mostrar le carni nude, le mostrerò grasse e liscie. Fratanto
1828 Pro | lucidi, accioché non vi mostrino una cosa per un'altra: ché
1829 I, V | fatti son piú fiero che non mostro con le parole. Va' e racconta
1830 IV, VI | e al ragionare fa certi motivi che, se ben mi ricordo,
1831 Pro | non iscema il festevole di motti: cose ch'ave imparate a
1832 II, V | guarda.~Squadra. Non vi move gli occhi da dosso.~Trasilogo.
1833 IV, XI | una spezie di còlera che movendosi per lo corpo fa ferneticare:
1834 IV, VI | Sennia. (Eugenio, figlio, al mover della bocca e al ragionare
1835 V, I | fatto. Perché mi parli cosí mozzo? parla col tuo malanno!~
1836 IV, VIII| trafigeranno piú d'ogni cultrato mucrone. Immorigerato puerolo, ficoso
1837 IV, XI | no entiendo que diga de mujer y de hermano, ni de falso
1838 II, VI | venduti per pabulare con munificentissima largitade la tua hiante
1839 IV, VIII| largitade vi vo' fare un munuscolo di cinquanta vocabuli ciceronei
1840 III, I | in queste braccia, non mi muoia di contentezza.~Mastica.
1841 III, VI | terra, con le smosse le mura e la casa.~Squadra. Tanta
1842 I, IV | attacchino gli arazzi a' muri e mettano in ordine il palazzo; ...~
1843 II, I | Odi Marone: «Varium et mutabile semper femina»; dove l'Ascensiano
1844 V, V | paulolo di errore solamente: mutatosi il nome di un figlio esule
1845 III, VI | Squadra.~Squadra. Io non ho né naccheri né tamburi.~Trasilogo. Suona
1846 Pro | stessa piú cosí schietta come nacque, che con tutti i belletti
1847 IV, IV | padrone!).~Trasilogo. (Presto! narragli il fatto, fagli capire il
1848 I, I | altrui.~Balia. E se tu m'hai narrate le tue vergogne, come posso
1849 V, V | Protodidascalo. (Dopo l'essordio alla narrazione). Io non vo' inficiare che
1850 I, I | mai s'udí che una femina nascesse muta.~Anasira. Or poiché
1851 V, VI | si può. Dalle infirmitá nascono i rimedi, da' malefici le
1852 I, I | rabbia. S'han dato la fede di nascosto d'esser marito e moglie;
1853 II, II | Palleat omnis amans», disse Nasone.~Lampridio. Per dirti la
1854 IV, IV | Trasilogo. (Se fussero nati in Grecia? E il buono è
1855 IV, V | cosí ben travestiti. Dal natural certo. Vedrò se sapran fingere
1856 IV, VI | piangere naturale!).~Sennia. (Naturalissimo).~Teodosio. ... Ti sei a
1857 II, I | qua equester o pedester ma navester ancora.~Lampridio. Il fuoco
1858 II, I | sei, non saresti venuto Neapolim versus. Non sai quel famulo
1859 V, V | temerario esecutor di tanta nefanditade che fa ingiuria al padre,
1860 IV, VIII| insolente fanciullo con nefario áuso attacca a me nella
1861 II, VI | questo).~Mastica. ... Ella negando sempre non volse mai consentirvi;
1862 IV, VII | ritrovato in un figlio! negar se stesso, il padre, e finger
1863 I, I | Capitano, e niuno potrá negargli che non stia solo e accompagnato
1864 IV, VII | maraviglia sarebbe se, avendo negato te stesso, volessi accettar
1865 II, VI | Protodidascalo. Heu misera, negletta e profligata virtude!~Mastica.
1866 IV, VI | torno per lo mondo, da' nèi che vedono nella faccia,
1867 | nello
1868 I, V | la fame: ché non ho altra nemica al mondo, né è piú gran
1869 IV, VIII| preda del foco! a me tanto nemico e prosequente, che in tanto
1870 IV, XI | giá si muove la còlera nera.~Capitano. En verdad, que
1871 IV, XI | faccia sparsa di macchie nere? giá si muove la còlera
1872 II, VII | vedrò le vene gonfie, i nervi distesi, allisciarsi la
1873 | nessuna
1874 | nessuno
1875 III, VI | Buon pensiero, padrone, per nettar il sangue e le cervelle,
1876 III, VII | salvietto con che si aveva nettato la sua; poi facevi un menar
1877 III, VII | poneva le sue labra, né ti nettavi la bocca se non col salvietto
1878 | niente
1879 IV, VII | nodrir figli, in allevargli nobili e delicati; ché all'ultimo
1880 IV, I | altra d'ameno sito e di nobilissima aria. E mi sento le carni
1881 Pro | né fra sí gran numero di nobilissimi spirti, di persone di tanta
1882 III, III | queste ci legheremo con nodi d'inseparabil compagnia,
1883 IV, VII | padri, affaticatevi in nodrir figli, in allevargli nobili
1884 I, II | né col tempo ti viene a noia. La donna piace per un poco,
1885 IV, VII | Lampridio. Non ho inteso nominar tal nome giamai.~Filastorgo.
1886 III, VI | Olimpia non vi può sentir nominare.~Trasilogo. ... Tagliarò
1887 V, V | fideli praeceptore origines nominum».~Filastorgo. (O Dio, quanto
1888 | nostre
1889 II, I | ti será molto amarulenta. Nota «aedepol» col diftongo.~
1890 I, I | vizio di natura e siamo pur note a tutti, non ci vituperiamo
1891 IV, VIII| catamito, inter socraticos notissima fossa cinaedos!~ ~ ~ ~
1892 IV, VIII| candiditate «fama super aethera notus».~Lalio. (Questi deve essere
1893 III, IV | sera che, per esser sposi novelli e la prima volta che mangiano
1894 I, I | Noi femine siamo troppo novelliere e larghe di natura al parlare;
1895 V, V | irretito da questo suo novizio amore, è cespitato e pentito
1896 III, IV | se ho da mostrar le carni nude, le mostrerò grasse e liscie.
1897 IV, VI | difesa possiamo far noi quasi nudi e disarmati?~Eugenio. Come
1898 IV, VI | tremare se ben sto mezzo nudo?~Lampridio. Come sei venuto
1899 IV, XI | missa tambien. ¡Válgame nuestra Señora! Tomad este y arrastradle.
1900 II, VI | non credere, son tutte nughe.~Lampridio. Dimmi, Mastica,
1901 II, VI | Protodidascalo. Menti, lurcone, nugigerolo, sicofanta!~Mastica. Menti
1902 Pro | ampio teatro né fra sí gran numero di nobilissimi spirti, di
1903 IV, VI | Ove è questo mio marito nuovamente resuscitato?~Lampridio.
1904 IV, X | ubicumque ti volgi trovi nuove erumne da superare.~Lampridio.
1905 IV, X | ignori i tuoi guai: t'apporto nuovi guai.~Lampridio. I miei
1906 II, III | Rumina un certo quid de nupzie e ringrazia l'altitono Giove
1907 I, I | tenendo per fermo che, come obediente figliuola che l'era stata
1908 IV, IV | agevolmente.~Teodosio. Eccomi all'obedire.~Squadra. Vo' che tu, vecchio,
1909 II, II | Oh come optatissimo ti obietti agli occhi nostri!~Lampridio.
1910 III, II | autumare, che per un tantulo di oblectamento ti poni in pericolo che
1911 V, VIII| consideriate quel tanto obligo che vi debbo e per natura
1912 II, I | i fatti miei, «cepit te oblivio» d'ogni buon costume, e
1913 II, IV | or vi sia entrata tanta oblivione? Sia maladetto tal core
1914 IV, X | ci è clipeo che li facci obstaculo, perché ubicumque ti volgi
1915 IV, II | passi o antigrado fugire.~Obstupui steteruntque comae et vox
1916 V, V | tempora - sempre morigerante e obtemperante.~Filastorgo. Chiami tu ubidienza
1917 V, V | commiserazione). Quando l'ira obtemperará alla ragione, poenitebit
1918 IV, X | questo! L'egroto che non vuol obtemperare al medico, come dice il
1919 II, I | succederá quel che ti dico; «obtestor deûm - pro 'deorum' - atque
1920 V, V | Sua Eccellenzia e fatto obtrudere in carcere il tuo figliuolo.~
1921 IV, X | obtruso in carcere e d'esserti obtruncato il capite, e perderai Olimpia
1922 IV, X | in discrimine di essere obtruso in carcere e d'esserti obtruncato
1923 Pro | dispetto l'invidia resterá occecata da' suoi raggi. Miratela
1924 V, I | facessero?~Lalio. Dava qualche occhiatina per le fissure e per lo
1925 II, I | polcrissimo aspetto, e quanto gli oculari radii piú reciprocano meno
1926 IV, II | divellere. Io ho visto hisce oculis sbarcar Filastorgo padre
1927 I, II | Mastica. Che vuoi tu ch'oda? «Ventre che non rode, mal
1928 I, II | non rode, mal volentier ode».~Balia. Lascia questi scherzi.~
1929 I, I | schivar queste nozze cosí odiate da lei ma di venir al fin
1930 I, I | fra tante meraviglie che s'odono, mai s'udí che una femina
1931 III, III | Lampridio. O Sennia madre, ché l'odor del sangue mi ti fa conoscere
1932 V, IV | sguazzetti, o saporetti che odoravate cosí suavemente; o liquore,
1933 III, VI | non aran piú ardimento d'offendermi. ...~Squadra. Benissimo!~
1934 IV, XI | si no conosciendole le he offendido.~Lampridio. Non fa offesa
1935 II, IV | memoria. L'instabilitá è ogetto del vostro cuore, la leggerezza
1936 | ognun
1937 | ognuno
1938 | oltre
1939 IV, VI | Non avete un neo nell'ombelico con certi peluzzi biondi?~
1940 IV, X | ti predisse con infausto omine questo fatto. Giá la fortuna
1941 | Omnia
1942 | omnis
1943 III, IX | servir per occhiali; due oncie di carne tanto minutata
1944 II, II | posso, sta in gran tempesta, ondeggia. Ridillo, che non t'ho inteso.~
1945 I, IV | fingeva cosí per fare mona Onesta con la madre; ma ella si
1946 V, IX | amor di tua figlia, fu la onestá e la bontá che conobbi in
1947 Pro | piace, le sono - per dirvela onestamente - come un ruffiano. Ella
1948 IV, X | inauspicato, crocitando - per onomatopeiam, «apò tû onomatos» idest «
1949 IV, X | per onomatopeiam, «apò tû onomatos» idest «nomen», et «poios»
1950 III, III | che vi vede a servirvi e onorarvi.~Olimpia. Desidero non essere
1951 V, III | casa, che tu hai sí poco onorata, non habbi piú mai da mettervi
1952 V, II | comparir fra le persone onorate. O onor mio acquistato e
1953 Pro | Eccellentissimo principe, onoratissime gentildonne e voi generosissimi
1954 II, VI | mantenermelo grasso e grosso, onto e bisonto.~Lampridio. Mira
1955 II, VI | invocar: «Iuno Lucina fer opem», che tu partorisca, o chiamar
1956 I, V | eh?~Mastica. Fareste una opera pia: all'altro mondo ve
1957 IV, X | male benemerito, eccoti un opportuno e proficuo rimedio: fuggi
1958 IV, VII | misero me! debbo fuggire oppur fingere di non conoscerlo?).~
1959 III, VIII| rubbato o fatto qualche mal'opra sta sempre in suspetto,
1960 II, II | Protodidascalo. Oh come optatissimo ti obietti agli occhi nostri!~
1961 V, V | Protodidascalo. Se le cose optimamente disposite sogliono conseguir
1962 V, V | Son de' primati e degli optimati di questa cittá: anzi vi
1963 V, V | interrompete la veemenzia dell'orare. - ... E se non fusse per
1964 IV, X | Fa' conto che questo star orbato di lei sia uno di quelli
1965 I, IV | signor Capitano?~Trasilogo. Ordina a Pestamuso e a Franginaso
1966 III, VI | mentre costoro caminano in ordinanza.~Squadra. Tup, tup, tup.~
1967 V, IX | lei, e poi con legitimi e ordinari modi farvela chieder per
1968 V, VI | da' disordini i migliori ordini.~Teodosio. Come si correggerá
1969 I, I | come stava saldo alla trama ordita tra lei e Mastica ministro
1970 IV, II | scrobe. Il diafragma e l'organo del pulmone sono cosí quassabondi
1971 V, V | esse a fideli praeceptore origines nominum».~Filastorgo. (O
1972 I, V | perché era fatata come Orlando. Al fin per torlami dinanzi,
1973 IV, IV | Caminando di su e di giú siamo ornai stanchi. Sará bisogno all'
1974 IV, III | vedendo questi palaggi e ornate chiese. Ma egli mi fa star
1975 I, II | come se il letto fusse d'ortiche o di spine, e se pur per
1976 IV, X | via una sinistra cornice, oscine inauspicato, crocitando -
1977 IV, VIII| Protodidascalo. «Heu mihi! discedens oscula nulla dedi». Oh che indole
1978 III, IX | canaglia: lascio che gli ospedali e i pidocchi faccino la
1979 III, IX | acciò ti spolpe insino all'osse!~Mastica. Io non v'intendo.~
1980 III, II | Sai quanto in Napoli s'osserva la giustizia, e tu sei forastiero.~
1981 I, III | esser costante in amarlo e osservargli la fede che l'ho data d'
1982 IV, VIII| questo ostio.~Lalio. Che «ostia»?~Protodidascalo. Ti allucini,
1983 I, I | ancora; al fin conoscendola ostinata, l'ha fatto intendere che
1984 IV, X | Se perseveri in questa ostinazione adamantinale, serai in discrimine
1985 V, V | anzi vi fia difficillimo ottenerlo. Ma eccoli: questi sono.~
1986 III, I | Amore, se ti piace ch'io ottenga cosí desiderata felicitá,
1987 III, V | tengono per vero e Olimpia ottenghi il suo desiderio. Caminando
1988 III, II | perché li terremo la bocca otturata con migliacci e maccheroni
1989 II, I | onde o ti richiamerá a Roma overo un giorno tel vedrai: «Quem
1990 II, VI | pignorati e venduti per pabulare con munificentissima largitade
1991 V, II | Ho fretta, ti lascio in pace.~Sennia. Anzi in tormento
1992 IV, VII | di non conoscerlo. Ite, padri, affaticatevi in nodrir
1993 I, III | Olimpia. Mastica!~Mastica. Padroncina mia dolce!~Olimpia. Ricordati
1994 I, II | Dicono i medici del mio paese che si trova una infermitá
1995 II, III | schiena troppo dura adesso. Paga un che ti ubedisca.~Giulio.
1996 I, I | che lo dicessi, m'aresti pagata che t'ascoltassi, che poco
1997 III, IX | ché non sète cosí presto pagatore a chi dovete.~Trasilogo.
1998 III, IX | dell'opre, e ben tosto te ne pagherò.~Mastica. Ho tempo, ché
1999 IV, VIII| posterga parte i scoppicoli di pagina ignivomi, fumivomi, e mi
2000 IV, VII | cercando lui come un ago nella paglia.~Lampridio. (L'ho cacciati
2001 IV, VI | cominci a tremare?~Eugenio. Vi paio io uomo da tremare se ben
2002 I, V | della cavalleria, re di paladini, gloria di rodomonti!~Trasilogo.
2003 II, I | che da presso. Ma io vo' palesarti il mio pensiero: le cose
2004 V, VI | in carcere e il fatto si palesi il meno che si può.~Filastorgo.
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