abbas-capit | capon-duode | duole-innam | inopi-pales | palle-riusc | rived-temet | temi-zucch
Atto, Scena
2505 IV, I | quei cani e il desiderio di riveder la patria ci soveniva di
2506 IV, I | case tanto desiderate di rivedervi! Oh quanto mi parete piú
2507 I, I | trovo il Capitano, di non rivelargli cosí bella trama?).~Balia.
2508 II, V | inganno?~Squadra. Chi v'ha rivelato questa cosa, padrone?~Trasilogo.
2509 V, IX | qual non men che io t'ama e riverisce.~Sennia. Giá lo conosco
2510 III, VIII| dritto che non abbi il suo riverscio. Chiama in consiglio le
2511 IV, VIII| Vorreste che dalla latina mi rivolga testé alla etrusca favella?
2512 II, I | di fuoco.~Protodidascalo. Rivolvendo le tue cure altrove, Amor
2513 III, VII | li intendevano i cani che rodevano l'osso sotto la tavola.
2514 IV, XI | stimulare.~Teodosio. Mi rodo di rabbia che non trovo
2515 I, V | re di paladini, gloria di rodomonti!~Trasilogo. Dove si va?~
2516 V, V | rememoratevi con quanti gemiti vi rogò, genuflexa e provoluta ne'
2517 IV, VIII| sacrario, e locupletata la romana facondia? O detestabil secolo,
2518 III, IX | che senza cagione volete rompere l'amicizia meco.~Trasilogo.
2519 II, VII | non vieni qua ora? ché ti romperei la testa e ti cavarei col
2520 IV, IX | io ti disgrazio che ne rompesti la prigionia e ne facesti
2521 II, VII | Lampridio. Mastica, chi è questo rompiosse e schiacciateste?~Mastica.
2522 Pro | e giovanetta, come una rosa spunta fuor della buccia;
2523 IV, XI | Lampridio. Mirate che faccia rossa, che gesti strani: l'aria
2524 V, III | vecchia sta con gli occhi rossi come avesse pisto cipolle:
2525 IV, VI | fermo. Non vedi che diventi rosso e che cominci a tremare?~
2526 II, V | mandritto sul capo, con questo roverscio alle tempie, poi caricagli
2527 II, V | Ahi, capitan Trasilogo, rovina degli esserciti, distruggitor
2528 III, VI | per minor cosa di questa rovinai la Capestraria, l'Arcifanfana
2529 IV, X | Protodidascalo?~Protodidascalo. Siam rovinati.~Lampridio. Questo vada
2530 III, VIII| Voi sapete che un che ha rubbato o fatto qualche mal'opra
2531 III, IX | masticare.~Trasilogo. Taci, ruffianello macro, morto di fame.~Mastica.
2532 IV, IX | servi l'aranno servito per ruffiani.~Eugenio. In questa cittá,
2533 I, IV | Squadra. (Penso che la ruggine se l'abbi divorate).~Trasilogo. ...
2534 III, VI | destruttor di belovardi, ruina di muraglie e desolator
2535 IV, II | quamobrem», - perché le ruine quanto meno si sperano piú
2536 II, III | queste nozze.~Protodidascalo. Rumina un certo quid de nupzie
2537 II, III | perché è maritata; se ben hai ruminate le recensite parole, non
2538 IV, XI | che feci mai?~Capitano. Lo sabrás como serás en carcel.~Lampridio.
2539 II, IV | verbero», vulgari vocabolo «sacco di bastonate» e «truffatore»?~
2540 IV, VIII| barbarie il tesoro del latino sacrario, e locupletata la romana
2541 II, VI | Protodidascalo. Quei che saepicule abbiam pignorati e venduti
2542 I, IV | spazzino le camere e la sala, attacchino gli arazzi a'
2543 V, III | i miei quarti come carne salata.~Sennia. Ma io non vo' darti
2544 I, V | piscatori, tavernari e salcicciari che mi donano da mangiare:
2545 II, V | spezza la porta, entra, sali e di' ad Olimpia che ho
2546 V, V | queste tue pedanterie mi fai salire tanta rabbia che, se non
2547 II, VII | Ma or che la còlera m'è salita al naso e mi fuma il cervello,
2548 Pro | il parlare che è pieno di salsi scherzi e di gravi piacevolezze;
2549 III, I | forte come se ne volessi saltar fuori.~Mastica. Con questo
2550 III, VII | detto.~Lampridio. Lasciami salutarla; non la vedi per i buchi
2551 IV, VII | Filastorgo. (Non so se debbo salutarlo o se debbo correre e abbracciarlo).~
2552 IV, VII | conoscerlo?).~Filastorgo. (Lo saluterò, poi con insperato gaudio
2553 II, II | mia?~Giulio. Rispondete al saluto prima e dite: - Dio vi aiuti
2554 IV, VIII| Protodidascalo. «Prius te salvere iubeo».~Lalio. Io non v'
2555 III, VII | nettavi la bocca se non col salvietto con che si aveva nettato
2556 II, VII | La testa mia io la vo' sana; se la vuoi rotta tu, battila
2557 I, II | questo ti pone in corpo la sanitá, non ne la cava, né col
2558 IV, II | invase cosí forte che non sapea se retrogrado dovea rimeare
2559 I, I | vero; ma a te non tocca di saperlo.~Anasira. Donde ti è nata
2560 II, III | mangiare.~Giulio. Tutto questo sapevo io.~Squadra. Perché dunque
2561 V, IV | lasagni, o sguazzetti, o saporetti che odoravate cosí suavemente;
2562 IV, VIII| improviso, e impremeditato non sappia che risponderli; come potrei
2563 IV, IV | non visti; e bisognando sappiate rispondere a queste cose. ...~
2564 IV, V | natural certo. Vedrò se sapran fingere come io ho fatto).~
2565 IV, VIII| iambi ed endecasillabi che sapranno della lucubratrice lucernula,
2566 II, III | col Capitano?~Giulio. Mi sapresti dir dove fusse?~Squadra.
2567 IV, IX | tu n'avessi sommerso, ché sarebbomo morti contentissimi! n'hai
2568 III, VII | onesti portamenti se ne sarebbono accorte le pietre, non che
2569 II, V | Che tardi?~Squadra. Non saria meglio, padrone, sfogar
2570 I, V | ponno imaginare che sia quel satanasso, quel gran diavolo ch'io
2571 V, V | Teodosio dal capitan de' satelliti riputato fatuo, riconosciuta
2572 II, I | hunc, iam calesces plus satis;~che il fuoco arde piú vicino
2573 I, II | mangiare, non mi veggio satollo mai, anzi quanto piú mangio
2574 V, V | l'arcigero che gli aveva sauciato il petto, dilaniato il core
2575 II, I | piú reciprocano meno si saziano. Concludo ergo che questo
2576 II, VI | Protodidascalo. Sempre sta l'animo in saziar l'inexplebile aviditate
2577 III, VII | fenestra sua, non sei ancor sazio di mirarla? Su su, partiamoci.~
2578 II, V | falso filo, ché saresti per sbarattar la scrima.~Squadra. Avertite
2579 IV, IV | Teodosio. Siamo e or ora sbarcati qui in Napoli.~Squadra. (
2580 I, IV | bene come io sia morto e sbudellato per amor suo.~Mastica. (
2581 V, IX | per l'altrui inganni mi scacciasti da te, dammi ora licenza
2582 IV, X | Teodosio ed Eugenio e l'ho scacciati di casa, ed eglino sono
2583 IV, VI | Lampridio. (Se non gli scaccio di qui, non será ben di
2584 V, IX | figliuolo: poiché egli vi scacciò, io vi ricolgo in questa
2585 I, I | non cape nella pelle e va scalza per le chiese e fa gran
2586 V, VI | Non si fa altro. Voi mi scalzate le scarpe.~Filastorgo. Perdonatemi,
2587 IV, VI | dimenticata di tanto nostro scambievole amore, ché in quel breve
2588 I, III | mostragli il cor tuo in scambio del mio; ché sapendo egli
2589 IV, I | facile ne fusse stato lo scampar di man di turchi dove eravamo
2590 IV, IX | la prigionia e ne facesti scampare, ché ci era piú dolce soffrir
2591 II, V | una vil feminella, non la scamparia il cielo che non avesse
2592 IV, XI | Lampridio. (O Dio, come scamperò dalle mani di costoro?).
2593 III, VII | la tavola che l'hai fatto scappar la pianella dieci volte;
2594 III, IX | ché non altrimenti potrai scappare!~Mastica. Che?~Trasilogo.
2595 III, II | amore, d'ogni cosa volete scapricciarvi, e la voglia v'impiomba
2596 I, V | questi prattico e fo le mie scaramucce. Ma che seguí della guerra?~
2597 II, V | sonar tamburri e trombe, scaricar archibuggi, bombarde e artegliarie,
2598 Pro | avventura i capelli fussero scarmigliati over alcuno uscisse fuor
2599 V, VI | altro. Voi mi scalzate le scarpe.~Filastorgo. Perdonatemi,
2600 IV, III | prender fiato o riposarmi, a scavezzacollo son qui venuto per lo desiderio
2601 V, V | abbi consentito alle sue sceleraggini.~Protodidascalo. (Qui va
2602 IV, XI | che forse non conoscete, è scemo di cervello e va dicendo
2603 V, V | onorato se il mio figlio mi schernisce? Giá m'ha fatto chiaro quanto
2604 III, IX | Ah ah, io so che volete scherzar meco.~Trasilogo. Pezzo d'
2605 I, I | amor di Dio!~Anasira. Io scherzo cosí teco. (Ma chi può contenersi,
2606 II, VII | rompa la testa e non li schiacci quell'ossa.~Lampridio. Mastica,
2607 II, VII | chi è questo rompiosse e schiacciateste?~Mastica. È quel Capitano
2608 I, III | Balia. Mastica, son tua schiava.~Mastica. E io tua chiave.~ ~ ~ ~
2609 III, V | mirando certi che erano stati schiavi di turchi. Desiosa veder
2610 III, III | Lampridio. Ecco il vostro schiavo in catene che ave esseguito
2611 II, III | Non posso volgermi: ho la schiena troppo dura adesso. Paga
2612 Pro | piaccia a se stessa piú cosí schietta come nacque, che con tutti
2613 III, III | basterá alcun accidente schiodarle se non la morte.~Lampridio.
2614 IV, VIII| O Dio, che avessi il mio schioppetto!).~Protodidascalo. Vorrei
2615 III, IV | non bolla e non mandi la schiuma fuori. Iddio voglia che
2616 I, I | imaginarsi, non solo di schivar queste nozze cosí odiate
2617 IV, VI | discostate da me, voi mi schivate, dubitate forse che non
2618 I, IV | mio. Oh, non sarebbe una sciocca se ricusasse me per qualsivoglia?
2619 V, IV | chiave. Sia maladetta la mia sciocchezza a farmene cavar fuora senza
2620 II, VII | Lampridio. Mastica, mira se è sciocco: non ha voluto venir all'
2621 III, III | sopra tutto bramo vedervi sciolto da queste catene che temo
2622 V, II | contrario: a rinunziarla e sciorsi dalla promessa.~Sennia.
2623 I, II | midolle dell'ossa, né tutti i sciroppi, medicine e servigiali del
2624 I, V | gomene di navi tra certi scogli, poi feci carri di soveri
2625 IV, IX | farci battere in questo scoglio crudele, per farci provare
2626 IV, VIII| scuola.~Lalio. Io non vo' scola, altrimente.... Che volete
2627 IV, VIII| preteriti feci in lode d'un mio scolare.~Lalio. (Aspetta che l'arai).~
2628 IV, VI | ché ti veggio le forche scolpite negli occhi, ti sfreggiarei
2629 III, VIII| fantasticando con alcuna trapola scomodar essi e accomodar voi; e
2630 I, III | viveva, che non l'ho lasciato scompagnato un sol passo, che gli sono
2631 II, V | core che mi rode tutto e mi scompiglia: che verme, che verme! Io
2632 II, VII | acqua di legno, che gli lo sconcierá di sorte che per parecchi
2633 V, VII | tu! non deve mai l'uomo sconfidarsi della tua grazia, ché sai
2634 III, VIII| semplice veritá.~Trasilogo. Non sconfidarti per questo, ché non è dritto
2635 I, V | Mastica. Oh che nomi da scongiurare spiriti! e sonovi questi
2636 III, I | tu saresti piuttosto per sconsolarle che rallegrarle con la tua
2637 III, VI | che venir fuori con una scopa? che mi pari piuttosto un
2638 III, VIII| secreti d'Olimpia l'ará scoperti Lampridio.~Trasilogo. Tu
2639 II, VI | cuore ma pietra, come non scoppi di doglia in sentir questo?~
2640 I, III | ben andassi a pericolo di scoppiare.~Olimpia. È bisogno ch'or
2641 IV, VIII| me nella posterga parte i scoppicoli di pagina ignivomi, fumivomi,
2642 III, VIII| ultimo poco importa che si scopra l'inganno che ha sortito
2643 III, IV | bevendo vien meno? E se ben si scopre, che potrá farmi Sennia?
2644 III, II | si può scoprire se non lo scopriamo noi stessi, ché non ci è
2645 IV, VI | ascolteranno le nostre ragioni e si scopriranno l'altrui vigliaccherie.~
2646 I, I | riconosciuto in Napoli, non si scoprirebbe l'inganno?~Balia. Egli non
2647 I, I | non mancando di servirla e scoprirle il suo fuoco, Olimpia cominciò
2648 II, VI | Presto, ché l'allegrezza mi scorre per tutte le vene di trovarmi
2649 I, V | uomini e mezzi pesci; e cosí scorrono per lo mare come gli uccelli
2650 III, VIII| che desiavano, e voi siate scorto per buffalo; e la metá di
2651 III, VI | padrone! Trasilogo. Io farei scotendo cader la torre di Babilonia:
2652 V, III | aggira per lo capo. Certo ará scoverto qualche cosa di Lampridio
2653 II, V | saresti per sbarattar la scrima.~Squadra. Avertite che non
2654 V, V | Quintiliano celeberrimo scrittore dice: «Perscrutandas esse
2655 I, I | mandasse Eugenio di Turchia, scrivendole ch'era morto Teodosio e
2656 II, II | pregò caldamente che vi scrivessi che per quanto amor portate
2657 IV, II | cespitato e caduto in qualche scrobe. Il diafragma e l'organo
2658 Pro | autoritá, né di troppo severi e scropulosi giudici di bellezze di donne,
2659 IV, VIII| andrò cercando con occhio scrutatorio, e se mi vien obvio lo farò
2660 III, IV | poche parole si fanno molti scudi! E poiché son consapevole
2661 III, VI | ogni luoco. Dammi tu questo scudo. Orsú, state in cervello,
2662 IV, VIII| provetta vi faranno onore nella scuola.~Lalio. Io non vo' scola,
2663 V, IX | escusar gli errori, ognuno si scusarebbe con amore. Ma io, poiché
2664 II, VI | diavolo tu e tuoi versi: che seccaggine è questa!~Protodidascalo.
2665 IV, X | cominciò la prima che seguí la seconda, poi la terza; e mi getta
2666 I, II | parlerá da quella fenestra secreta.~ ~ ~ ~
2667 I, I | giovane, - e or tieni tanto secrete le cose altrui.~Balia. E
2668 I, I | Anasira. Donde ti è nata tanta secretezza?~Balia. Donde a te tanta
2669 IV, VI | accioché ogni uomo da questo segnale si guardasse non farsi ingannare
2670 IV, X | una sciagura che non ne seguano mille, ché la fortuna non
2671 II, IV | Protodidascalo. Oh miserrimo chi segue questo giovenecida Amore!
2672 II, VI | prosternate passioni.~Lampridio. Segui.~Mastica. ... Al fin per
2673 I, I | pigliato piú fidanza di seguire. ...~Anasira. A che effetto
2674 IV, XI | non pensa di farla. (Vo' seguirli per veder che succede di
2675 III, III | carissimo.~Lampridio. Vi seguo, sorella. O dolcissima conversazione!~ ~ ~ ~
2676 IV, VI | hanno talmente mutato il sembiante che non mi riconosci? Poiché.
2677 V, V | ma spargendo il fecondo seme della viride virtude ne'
2678 III, II | cuor tuo, non è altro che seminar il canape per tesserne un
2679 II, I | stuzzicassi i carboni semivivi, semisopiti sotto la cenere, che ogni
2680 II, I | non stuzzicassi i carboni semivivi, semisopiti sotto la cenere,
2681 | semper
2682 III, VIII| bugia è piú creduta d'una semplice veritá.~Trasilogo. Non sconfidarti
2683 II, IV | Assai meglio che mal vivere. Sendo mancata la mia fé nel cuor
2684 IV, XI | tambien. ¡Válgame nuestra Señora! Tomad este y arrastradle.
2685 V, III | è in ordine e vi potrete sentare quando volete.~Sennia. Fa'
2686 I, I | contraria al voler suo. Olimpia sentendo questo, pensa tu, sorella,
2687 III, IX | comincia a mangiare che ti senti dare in capo il «buon pro
2688 IV, I | di sorte che quasi poco sentiamo della passata fatica?~Teodosio.
2689 V, VII | Mastica. Quante volte volete sentirlo? Ed è venuto suo padre di
2690 IV, IV | dissi io che alla ciera mi sentiva di furbo?).~Teodosio. O
2691 | senz'
2692 I, III | detto portarmi, e se non ha sepolto con la lontananza la memoria
2693 IV, VIII| che mai dall'edace tempo seran consumpte: queste lo trafigeranno
2694 III, VIII| conoscere chi son io! Ma chi seranno costoro che ti potranno
2695 IV, XI | Capitano. Lo sabrás como serás en carcel.~Lampridio. Aspettatemi
2696 II, VII | Squadra. Perché non vi serbate la còlera per lo bisogno?~
2697 V, II | O onor mio acquistato e serbato con tanta fatica per sí
2698 II, VI | allegrezza di questo cuore, ben serbi l'animo tuo generoso in
2699 I, IV | Pelabarba, se venissero sergenti, capitani, colonnelli, maestri
2700 V, VI | torto usarsegli benignitá, e sería bene che ne piangesse la
2701 IV, VIII| bas»). Magister, bonum sero.~Protodidascalo. Et tibi
2702 V, I | gola! se la porta stava serrata a chiave, come vedevi che
2703 II, IV | figliuolo? Andiamo a casa, serratevi in una camera e qui a vostra
2704 II, VI | consentisse per forza, si serrò in una camera, si stracciò
2705 V, I | facevano?~Lalio. Che so io? Si serrorno a chiave entro la camera.~
2706 II, II | e questi che viene è suo servidore; volete che gli ne dimandi?
2707 I, II | tutti i sciroppi, medicine e servigiali del mondo non la possono
2708 III, IX | lanterne, che te ne potresti servir per occhiali; due oncie
2709 III, VIII| Truffa: o che eglino ne serviranno o ne troveranno uomini al
2710 V, V | versato molti lustri. Mi servirò del genere deliberativo
2711 I, V | entrassero in corpo e mi servissero per cibo, o forse mi voleva
2712 IV, IX | malignitá di servi l'aranno servito per ruffiani.~Eugenio. In
2713 I, I | questo amore Mastica, il servitore di casa, era il mezzano,
2714 V, IX | in questa vita. L'amava e serviva con pensiero che, fattone
2715 II, I | ciceroniani e non possa finire il sesto di Virgilio che ho cominciato,
2716 II, IV | piú vostro luogo! Verde seta, quanto mal fosti intrecciata
2717 IV, IX | dolce soffrir la fame, la sete, la prigionia e l'ingiuriose
2718 III, VII | so che non passerá una settimana che se n'accorgeranno le
2719 III, IX | ci bisogna la fame di tre settimane per divorarlo. E appena
2720 | seu
2721 Pro | tanta autoritá, né di troppo severi e scropulosi giudici di
2722 V, IX | Sennia. Grande fu la tua sfacciataggine e molto l'ardire né cosí
2723 IV, XI | Non vedete gli occhi come sfavillano? giá li mali umori l'assaltano
2724 I, IV | bizzarro e con quegli occhi sfavillanti, ché sarebbe impossibile
2725 II, V | colpi di spada. Al primo sfodrar della spada fatti innanzi
2726 II, V | Non saria meglio, padrone, sfogar questa còlera sopra Mastica
2727 II, IV | lasciami qui solo, lasciami sfogare e dolere a modo mio.~Giulio.
2728 I, I | Balia. Eh! come sta la sfortunata giovane? non ci è piú segno
2729 IV, VII | dovrebbono con ogni loro sforzo essere il sustentamento
2730 IV, VI | scolpite negli occhi, ti sfreggiarei cotesta faccia bugiarda,
2731 Pro | senza risparmio alcuno e sfreggiarle il volto d'ingrata riconoscenza,
2732 II, VI | vino. - ... Poi quando alla sfuggita mi potea parlare, diceva: -
2733 III, VI | Che il capitan Trasilogo, sgombrator di campagne, destruttor
2734 V, IV | figliata di fresco, una vessica sgonfiata. Oimè, che le budella mi
2735 V, IV | porchette, o lasagni, o sguazzetti, o saporetti che odoravate
2736 II, VI | Menti, lurcone, nugigerolo, sicofanta!~Mastica. Menti tu, che
2737 Pro | sua venuta, eccola che mi siegue: non mai verrebbe fuora
2738 I, I | Sennia tien gran speranza che sien vivi, ché una zingara vedendole
2739 V, IX | nol conoscere.~Filastorgo. Signora mia, se non volevate che
2740 Pro | degno apparato, con grato silenzio e con benigna udienza state
2741 III, VIII| Squadra. ... Troveremo il Simia vecchio o il Trappola giovine
2742 II, V | tanto ardimento da farmi un simile inganno?~Squadra. Chi v'
2743 IV, IV | lacrimette come per tenerezza, e simili gesti e parole che sogliono
2744 III, III | di servirla e mostri il simolacro del cor suo qual stia avinto
2745 II, II | vien alacre, baiula un simposio sive un convivio intiero,
2746 III, VII | Ben si dice che le cose simulate poco tempo ponno durare;
2747 | sine
2748 IV, X | mane che per la via una sinistra cornice, oscine inauspicato,
2749 II, VI | cioè di cocina; questo è un sinonimo.~Lampridio. Maestro, di
2750 III, IX | bevendo par che pigli il siroppo. Due fette di prisciutto;
2751 IV, I | piú d'ogni altra d'ameno sito e di nobilissima aria. E
2752 | sive
2753 III, I | ricordandomelo piú, me lo faresti smenticare.~Mastica. Tu sei tutto mutato
2754 II, I | cresce in gran fiamma. Però smorzalo.~Lampridio. Oimè come vuoi
2755 II, I | Oimè come vuoi ch'io lo smorzi se tutto ardo? e Amor sí
2756 III, VI | porta per terra, con le smosse le mura e la casa.~Squadra.
2757 I, III | m'ho serbata una carta di soblimato, che s'usa ne' lisci della
2758 III, VI | del Capitano acciò possa soccorrere dove è il bisogno, e dietro
2759 IV, VIII| Bellona con l'anguifera egida, soccorrete! che fulgetri, che terrifichi
2760 IV, VIII| ficoso catamito, inter socraticos notissima fossa cinaedos!~ ~ ~ ~
2761 IV, VI | bene: mirate che braccia sode, proprio nate per stare
2762 Pro | veggio fuor la sua balia, vi sodisfará meglio ella con la sua presenza
2763 IV, IV | luogo dove sia nato, morrei sodisfattissimo.~Squadra. Basta, basta.
2764 IV, IX | ingiuriose parole che abbiamo sofferte da quei cani, che quello
2765 II, I | ardo? e Amor sí fattamente soffia nelle faci che m'ave accese
2766 V, IV | carriar delle legna, il soffiar del foco mi hanno talmente
2767 II, VI | lacrime? o Amore, come tu soffri che si straccino quelle
2768 IV, IX | scampare, ché ci era piú dolce soffrir la fame, la sete, la prigionia
2769 IV, X | Lampridio. Tante piú ne soffriremo. Che difficultá può patire
2770 IV, I | disacerbando la passione che ne soffriva.~Eugenio. Chi avesse potuto
2771 III, IV | Olimpia, la terrò sempre soggetta e la farò fare a voglia
2772 I, I | ed ella dice che se li sogna ogni notte che vengono. ...~
2773 III, III | forse sogno come ho soluto sognarmi altre volte?~Olimpia. Sento
2774 I, V | Mastica. Che questa notte s'è sognata con voi e che voi le parete
2775 III, III | tengo abbracciata io o forse sogno come ho soluto sognarmi
2776 | solamente
2777 III, VI | Orsú, fatevi inanzi, soldati! olá, Pelabarba, Cacciadiavoli,
2778 III, VI | piuttosto un spazzacamino che soldato. ...~Squadra. Buon pensiero,
2779 IV, VIII| merita chi ha sublevato da' solecismi e dalla esecrabil barbarie
2780 IV, IV | in te!~Trasilogo. (Oh che solenne barro, non si potria far
2781 I, II | quelle ore nelle quali era solita star in conversazione in
2782 II, I | tempo che con ricordi o solleciti avedimenti: però andiamo
2783 III, III | io o forse sogno come ho soluto sognarmi altre volte?~Olimpia.
2784 III, IX | Squadra, porta qua dieci some di bastoni, ché non posso
2785 I, V | una pietra al collo e la sommergo nell'Arcipelago. ...~Mastica.
2786 IV, IX | tanta paura tu n'avessi sommerso, ché sarebbomo morti contentissimi!
2787 II, V | cavalli, abbassar lancie, sonar tamburri e trombe, scaricar
2788 I, V | da scongiurare spiriti! e sonovi questi popoli sul pappamondo?~
2789 V, II | che col lungo vivere si sopportano molte adversitadi. Oh con
2790 III, III | la fatica grande ch'avete sopportata la notte e il giorno stimo
2791 II, IV | sí. Ben si conosce che vi sopravince la còlera.~Lampridio. ...
2792 I, V | questa cittá o sei nato sordo, poiché non hai inteso per
2793 III, II | in favor della sorte:~O sors mala... .~Lampridio. Non,
2794 III, VIII| scopra l'inganno che ha sortito buon fine, ché será bisogno
2795 I, V | imboscata, poi tenendogli sospesi dall'acqua gli lasciai morir
2796 II, III | Olimpia, e di quanto ho sospetto, che sia vero).~Protodidascalo. (
2797 I, II | povera martorella? piange e sospira sempre, né so come gli occhi
2798 II, VI | fece altro che piangere e sospirare. ...~Lampridio. Questa è
2799 IV, IV | Sennia poco goduta e molto sospirata!~Eugenio. O sorella Olimpia,
2800 III, III | Sennia. O Eugenio pianto e sospirato sí lungo tempo!~Lampridio.
2801 II, IV | rimedio che lo vedessimo sospite di queste intricabili erumne!~
2802 IV, I | mangiar quasi nulla ci siamo sostentati di sorte che quasi poco
2803 III, VI | e dietro questo cantone sosterrò l'impeto della battaglia.~
2804 IV, IV | ch'io non saprei a chi piú sottil barro di lui commettere
2805 III, IX | di carne tanto minutata sottile come se volessi dar a beccarla
2806 III, IX | due di formaggio tanto sottili che traspaiono come lanterne,
2807 IV, I | di riveder la patria ci soveniva di cibo e di riposo, e sopra
2808 II, II | farmi felice.~Giulio. Se soverchiano a voi siano per i vostri
2809 I, V | scogli, poi feci carri di soveri e vi posi delfini a briglia;
2810 III, VIII| accomodar voi; e non mi soviene cosa a proposito. Giá me
2811 | sovra
2812 IV, XI | alla larga.~Capitano. Ni yo soy hombre de dejarme coger
2813 IV, XI | questi l'ascolta io son spacciato). Signor Capitano, se non
2814 IV, X | parli coltelli e pugnali e spade che m'han peggio che morto.~
2815 I, IV | cavalli fresoni, ginetti di Spagna e quelli del Regno sieno
2816 I, V | che ti donarò una alfangia spagnola vecchia. ...~Mastica. Che
2817 III, IV | ventre altro tanto per verso, spalancarmi questa bocca, accrescermi
2818 V, V | vasta e profonda natura; ma spargendo il fecondo seme della viride
2819 II, VI | sole d'ogni tuo sole, or sparghino tante lacrime? o Amore,
2820 IV, XI | ferneticare: non vedete la faccia sparsa di macchie nere? giá si
2821 I, IV | madre; ma ella si strugge e spasima per amor mio. Oh, non sarebbe
2822 II, V | ho cento gentildonne che spasimano per amor mio; e se non fusse
2823 I, IV | fanciulla, non le venghi lo spasimo. Ho tanta virtú in questi
2824 II, VII | padrone.~Trasilogo.... Io lo spaventerò con la guardatura, che non
2825 I, V | che vo' raccontartene una spaventevole che un tempo ebbi con la
2826 I, III | tempo mostrarlo; non lo spaventi periglio o fatica, che solo
2827 I, IV | vien meco la morte e lo spavento? e ovunque volgo lo sguardo
2828 I, II | stessa: volge gli occhi spaventosi di qua e di lá, ragiona
2829 I, I | di cenere e stette buon spazio a riaver la favella. Pur
2830 III, VI | che mi pari piuttosto un spazzacamino che soldato. ...~Squadra.
2831 Pro | trascuraggine di chi l'ha spazzata la veste vi fusse restata,
2832 I, IV | Pestamuso e a Franginaso che spazzino le camere e la sala, attacchino
2833 Pro | la sua bellezza; se pur i specchi ch'ella suol straccare specchiandovisi
2834 Pro | specchi ch'ella suol straccare specchiandovisi dentro, che le han venduti
2835 II, III | fare?~Giulio. Un che ti spedirá tosto. Volgiti.~Squadra.
2836 II, III | e c'hai faccende; eccoti spedito.~Squadra. A dio, trattenitor
2837 II, IV | mille parti, non perché si spenda la vita mille volte per
2838 III, I | Lampridio. Eccoti dinari, spendi ciò che tu vuoi, non me
2839 II, VI | vedere il conto di quel che spendo né che mi~facci levar mattino,
2840 II, III | Fermati, Squadra.~Squadra. Chi spensierato trattien un carico e che
2841 II, I | non m'abbino accecato e spento in tutto.~Protodidascalo.
2842 IV, II | le ruine quanto meno si sperano piú tosto vengono, e con
2843 I, I | tue vergogne, come posso sperare che tacci l'altrui? Noi
2844 II, VII | un barbiero che con poca spesa te ne caverá quanto vuoi.~
2845 IV, XI | Signor Capitano, si trova una spezie di còlera che movendosi
2846 II, V | stimato cosí poco! Vien qua, spezza la porta, entra, sali e
2847 IV, V | Mastica. Ché batti? vuoi tu spezzar questa porta?~Teodosio.
2848 III, VI | la bocca; a questo romano spezzarò su la schena dieci fasci
2849 IV, III | oh che bel mare, oh che spiagge, oh che colline! parmi che
2850 II, V | difese. Andiamo, ché vo' spianar questa casa da' fondamenti.~
2851 III, VI | Bene!~Trasilogo. ... Se non spianarò questa casa dal basso suolo,
2852 II, I | col Cantalicio e con lo Spicilegio alle mani; appena diceva: «
2853 I, II | letto fusse d'ortiche o di spine, e se pur per stanchezza
2854 III, V | lo piglio a due mani, e spingo innanzi finché vedo due
2855 I, II | capelli, grida e fa cose da spiritata: e ché la madre non la senta,
2856 I, V | che nomi da scongiurare spiriti! e sonovi questi popoli
2857 IV, VIII| in me che non tremi, e lo spirito par che voglia migrare!
2858 Pro | gran numero di nobilissimi spirti, di persone di tanta autoritá,
2859 III, VII | Che stella è in cielo che splenda a par degli occhi suoi?~
2860 I, IV | passacuori», che sia piú splendente che il sole in leone, che
2861 III, IV | Sennia? potrá altro che spogliarmi questi panni che m'ha fatto
2862 III, VIII| portata in camera e vi fusse spogliata e posta in letto, e che
2863 III, IX | Trasilogo.... acciò ti spolpe insino all'osse!~Mastica.
2864 V, IX | bontá licenza di potermi sposar con lei, e poi con legitimi
2865 I, III | digli che mia madre mi vuol sposare ad ogni modo col Capitano,
2866 I, I | Capitano che s'appresti sposarla per questa sera....~Anasira.
2867 I, IV | Trasilogo. Questa sera mi sposerò con Olimpia, che iersera
2868 IV, VI | Eccovi, madre, il bello sposo.~Teodosio. O Sennia moglie
2869 II, V | viso: è faccia questa da sprezzarsi da Olimpia? Io mi ho inteso
2870 II, IV | calpesto cosí voi come ella ha sprezzata e calpestata la mia fede.
2871 II, V | dove non si vede altro che spronar cavalli, abbassar lancie,
2872 II, I | Protodidascalo. Será come l'acqua che spruzza il fabro ferrario su' carboni
2873 Pro | giovanetta, come una rosa spunta fuor della buccia; e tutta
2874 III, IX | con un pugno poi ti farò spuntar denti fuor della bocca;
2875 IV, VIII| pedante, «cuium pecus» che sputa «cuiussi» e parla in «bus»
2876 I, II | ché non mastico se non sputo e vento.~Balia. Oh che affamata
2877 III, VIII| será intento. Io non so che squadrar, che pensar e che fingere,
2878 I, IV | deve esser boia, poiché squarta uomini, taglia teste e scavezza
2879 V, III | trovarete tal cosa, voglio esser squartato e attaccato per li piedi
2880 II, VI | chiamar un lanista che ti squarti per cavarnela fuori?~Mastica.
2881 I, V | mensogne, né son di questi squassapennacchi che con le loro frappe accrescono
2882 I, IV | foco o stanno distesi in stalla a grattarsi la pancia. Non
2883 IV, IV | su e di giú siamo ornai stanchi. Sará bisogno all'ultimo
2884 | stando
2885 III, IV | pignata che bolle: Olimpia standogli intorno gli stuzzica il
2886 | starai
2887 | staranno
2888 | starei
2889 V, VII | lieta novella.~Mastica. Statene sicurissima.~Sennia. Non
2890 | stavi
2891 III, VII | veder tanto?~Lampridio. Che stella è in cielo che splenda a
2892 IV, VI | in quel breve tempo che stemmo insieme non ebbe il mondo
2893 Pro | caminare, con quanta leggiadria stende i passi; gustate la lingua
2894 | stesse
2895 IV, II | antigrado fugire.~Obstupui steteruntque comae et vox faucibus haesit.~
2896 | stette
2897 III, VII | né mostrar atti onde stimar si possa che tu l'ami? E
2898 IV, IV | moglie, o figlia, che v'ho stimate morte, poiché di tante lettere
2899 III, VIII| subito che sieno i veri, né stimeranno che altri abbino saputo
2900 V, II | Cornelia, di che era stato stimu1ato da' parenti; e or si fanno
2901 IV, XI | assaltano e lo cominciano a stimulare.~Teodosio. Mi rodo di rabbia
2902 I, V | l'avessi dato diecimilla stoccate non la poteva uccider mai,
2903 I, IV | punto, e fra gli altri lo stornello che si chiama «il Capitano»,
2904 IV, XI | strascinar in prigione, storpiará alcuno e fará piú strane
2905 III, VII | impegno la mia fede esser storpiato e mutolo come dici e star
2906 Pro | pur i specchi ch'ella suol straccare specchiandovisi dentro,
2907 I, II | tramortisce; e come torna in sé si straccia i capelli, grida e fa cose
2908 II, VI | Amore, come tu soffri che si straccino quelle trecce dorate con
2909 II, VI | serrò in una camera, si stracciò i capelli, si batté il petto,
2910 I, II | fondo. Star morto di fame, stracco, fastidito e donne intorno,
2911 IV, XI | storpiará alcuno e fará piú strane cose di queste.~Teodosio.
2912 III, IX | la facci per me e che ti strangoli la gola, poiché sempre in
2913 IV, XI | faccia rossa, che gesti strani: l'aria proprio d'un pazzo.~
2914 IV, VI | raffiguri tu ancora? o forse lo strano abito in che mi vedi o i
2915 III, IX | ti taglierò il capo, ti straparò il naso dalla faccia, con
2916 IV, XI | come gli sarete vicino, vi strapperá il naso dal viso con i denti;
2917 IV, IV | comincino, or sará bisogno strapregarli che taccino).~Squadra. Sento
2918 IV, XI | se non lo fate ligare e strascinar in prigione, storpiará alcuno
2919 IV, XI | uomo da esser cosí ligato e strascinato? questa è la giustizia?~
2920 II, V | potrebbe esser qualche stratagemma, che ci fusse qualche imboscata
2921 I, IV | e quelli del Regno sieno stregliati e forniti di tutto punto,
2922 I, IV | non veder quella faccia di stregone).~Squadra. Che sète forse
2923 I, V | principe, o re, o Capitano strenuo e valoroso!~Trasilogo. Che
2924 III, VII | veder ciò che fai, o tu stropiato e mutolo per non toccarla
2925 I, IV | con la madre; ma ella si strugge e spasima per amor mio.
2926 IV, III | avisato che non attende agli studi altrimente ma si sia dato
2927 IV, VII | in Turchia e non attese a studio mai.~Filastorgo. Che Eugenio,
2928 III, VII | tavola stavi sempre come stupido a contemplarla, non mangiavi
2929 III, IV | Olimpia standogli intorno gli stuzzica il fuoco; poco potrá tardare
2930 II, I | Protodidascalo. O quam melius non stuzzicassi i carboni semivivi, semisopiti
2931 Pro | la lingua che è melata e suave; uditene il parlare che
2932 V, IV | saporetti che odoravate cosí suavemente; o liquore, o vino che tornavi
2933 V, V | pulcrissima di cui l'animo subbolliva d'amore.~Filastorgo. Ahi
2934 IV, VIII| voglia migrare! Ma dove è sublato dagli occhi miei questo
2935 IV, VIII| toga? questo merita chi ha sublevato da' solecismi e dalla esecrabil
2936 IV, VIII| formoso del troian giovencolo subrepto dall'uccello fulminifero....~
2937 IV, XI | seguirli per veder che succede di questo fatto).~~ ~ ~ ~
2938 II, I | ho cominciato, se non ti succederá quel che ti dico; «obtestor
2939 I, I | Anasira. Iddio le faccia succedere ogni cosa come desidera.
2940 V, IX | amavi un tempo.~Sennia. Succedi, figlio, in quel luoco che
2941 V, IX | confortarla, che per questi casi successi dubito che s'affliga.~Sennia.
2942 IV, IV | ché potremo dimandargli il successo a bel aggio.~ ~ ~ ~
2943 V, V | hos regit artus? bisognava succumbere. Però perpendi il mio animo
2944 V, V | egritudine si deve piú patienter sufferre.~Filastorgo. Che rimedio
2945 IV, VI | che mi vedi o i disaggi sufferti m'hanno talmente mutato
2946 V, V | truculenzia, ché per ogni fallo sufficit che al figlio se gl'imponga
2947 V, V | di speranza, se il divino suffragio per sua perenne grazia,
2948 IV, X | termine dove sei bisogna suffrir alcuna cosa contro l'animo
2949 III, II | quelle polente mileacee suffrixe che tu dici e vomiterá con
2950 | sugli
2951 IV, VIII| osti, cioè nemici. Onde il sulmonese poeta:~Hostibus a domitis
2952 | sum
2953 Pro | se pur i specchi ch'ella suol straccare specchiandovisi
2954 III, VI | spianarò questa casa dal basso suolo, non vo' portar piú spada
2955 II, VI | Baldi, i testi, l'arche e la supellectile ch'avevi in casa?~Mastica.
2956 | super
2957 IV, X | maggiore.~Lampridio. Il superar la fortuna non è altro che
2958 IV, X | volgi trovi nuove erumne da superare.~Lampridio. Tante piú ne
2959 III, IX | Venghi il canchero a tanta superbia! Che mi puoi far tu giamai?
2960 IV, X | positivo, comparativo e superlativo.~Lampridio. Oh con quanta
2961 III, I | Protodidascalo. È stato supervacuo admonircelo, egli lo fa
2962 I, II | so come gli occhi possano supplire a tante lacrime e il petto
2963 IV, X | in prigione e patir ogni supplizio sino alla morte. Amore è
2964 V, V | suppositione, paragrafo Si supponatur, dove la glossa enucleando
2965 V, V | exemplum, nel titulo De suppositione, paragrafo Si supponatur,
2966 | supra
2967 V, IX | comparirti dinanzi se la suprema bontá di Dio non avesse
2968 II, VI | questa speranza sará un suscitabulo, ché di nuovo la fiamma
2969 IV, IV | veggano e ci prendano per suspetti, e ascoltiamo da canto la
2970 IV, VII | ogni loro sforzo essere il sustentamento della nostra vecchiezza,
2971 I, II | stanchezza chiude gli occhi, si sveglia subito; non mangia né beve....~
2972 V, IX | mentre viva, temo di non svenirmi di contentezza.~Teodosio.
2973 IV, IX | Eugenio. Siamo entrati in una sventura maggior della prima; ché
2974 I, I | come posso sperare che tacci l'altrui? Noi femine siamo
2975 IV, IV | bisogno strapregarli che taccino).~Squadra. Sento venir genti,
2976 I, I | Taci e ascolta.~Anasira. Taccio e ascolto.~Balia. Sai bene
2977 III, II | voglia.~Protodidascalo. Taedet me et misereor del caso
2978 II, VII | col sangue l'anima: tif, taf. Hai paura di me? Fuggi
2979 II, V | forar corazze, romper teste, tagliar colli e infilar cuori; s'
2980 V, IV | cavarmi gli occhi, perché non tagliarmi il naso e l'orecchie e non
2981 III, VI | nominare.~Trasilogo. ... Tagliarò Sennia per mezo; Olimpia
2982 III, IX | Trasilogo. Un giorno ti taglierò il capo, ti straparò il
2983 I, V | loro con la spada cedono al taglio, che non fa ferita. Né si
2984 | talché
2985 | tali
2986 IV, XI | parole.~Capitano. Y de missa tambien. ¡Válgame nuestra Señora!
2987 III, VI | Io non ho né naccheri né tamburi.~Trasilogo. Suona con la
2988 III, VI | del Mondo nuovo. Suona il tamburo, Squadra.~Squadra. Io non
2989 II, V | abbassar lancie, sonar tamburri e trombe, scaricar archibuggi,
2990 IV, XI | viendole llorar y echar gritos tan altos por todo. Venid acá, ¿
2991 IV, IV | Eugenio. Io non posso capir tant'allegrezza e par che venghi
2992 IV, X | ultimo, per non lasciarmi tantillo di speranza, fa venir Filastorgo
2993 III, II | può autumare, che per un tantulo di oblectamento ti poni
2994 V, III | poi.~Mastica. Non bisogna tardar piú perché le vivande stanno
2995 III, IV | stuzzica il fuoco; poco potrá tardare che non bolla e non mandi
2996 I, V | popoli panettari, piscatori, tavernari e salcicciari che mi donano
2997 IV, VIII| gli osti che stanno nelle taverne?~Protodidascalo. Ma «ostio»
2998 Pro | gran cerchi di sí ampio teatro né fra sí gran numero di
2999 I, I | che non pensi.~Anasira. Teh! ti sei fidata di me delle
3000 II, V | posto punti d'ago su la tela in sua vita, e che ho cento
3001 II, VI | Che testi, che archi, che tele?~Protodidascalo. Quei che
3002 III, VIII| fugiranno di Napoli per téma di qualche malanno. ...~
3003 V, VI | correggerá tanta pazzia e temeritá d'un giovane?~Filastorgo.
3004 IV, XI | Teodosio. Ascoltate, non temete; questi vi burla.~Lampridio. (
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