SCENA
VI.
Teodosio, Eugenio,
Filastorgo, Protodidascalo.
Teodosio. Giá l'han preso prigione e non
gli è giovato il far credere al Capitano ch'io fossi matto.
Eugenio. Ecco, patirá la pena del suo
fallire.
Filastorgo. Ecco colui ch'è per rifarvi ogni
danno.
Teodosio. Chi sei tu per rifar cosí gran
danno?
Filastorgo. Padre di colui che avete
prigione.
Teodosio. Sète certo padre d'un giovane di
buona speranza!
Filastorgo. Voi sapete che i peccati per
amore non meritano tanta riprensione, e massime quelli che commettono i giovani
ne' primi amori. Però correggasi l'errore il meglio che si può. Dalle infirmitá
nascono i rimedi, da' malefici le leggi e da' disordini i migliori ordini.
Teodosio. Come si correggerá tanta pazzia e
temeritá d'un giovane?
Filastorgo. Col senno e con la prudenza di
vecchi.
Protodidascalo. Optime quidem, congrua risposta.
Teodosio. Indegno d'un uom da bene.
Filastorgo. Convenevole ad un amante.
Teodosio. Ará tolto l'onor alla vergine.
Filastorgo. Se le restituirá.
Teodosio. Come se le potrá restituire?
Filastorgo. Prendendola per moglie: cosí
l'ará tolto a se stesso.
Teodosio. Ará fatto danno alla casa.
Filastorgo. Será rifatto ogni danno, ché per la Dio mercé abbiamo come
possiamo farlo.
Teodosio. O uomo temerario e insolente!
Filastorgo. Anzi amorevole, ché l'amore
sviscerato che portava a vostra figlia l'avea cieco del tutto.
Teodosio. Non è amore dove si cerca tôr
l'onore.
Filastorgo. Non fu questo il suo primo
pensiero.
Teodosio. Chi siete voi?
Filastorgo. Gentiluomo romano e desioso
servirvi, e di ricchezze ancor non mediocri, che son tutte di questo mio unico
figliuolo, e non indegno del vostro parentado; al qual potrete conceder senza
dote la vostra figliuola per moglie.
Teodosio. A lui sarebbe torto usarsegli
benignitá, e sería bene che ne piangesse la pena per aver fatto cosa indegna di
voi, di me e di gentiluomo. Ma la pietá, che mi vien di voi e della mia
figliuola, e massimamente unica, me vi fa concedere quanto desiderate.
Filastorgo. E da voi solo ricevo in dono la
vita di mio figliuolo, il quale per lo fallo non n'era degno.
Protodidascalo. Non si perda piú tempo, accorrasi
prima che si intruda in carcere e il fatto si palesi il meno che si può.
Filastorgo. Andiamo andiamo, per amor di Dio!
Teodosio. Non si fa altro. Voi mi scalzate
le scarpe.
Filastorgo. Perdonatemi, ché «ad un che desia,
ogni prestezza è tarda».
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