Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giambattista Della Porta
L'Olimpia

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO V.
    • SCENA VII.   Mastica, Sennia.
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

SCENA VII.

 

Mastica, Sennia.

 

Mastica. Mi ha giovato lo star qui intorno, perché ho inteso che costoro sono d'accordo e la cosa è riuscita a miglior fine che non pensava. Dunque io serò il primo che porterò la nuova a Sennia e per mancia ritornerò all'ufficio della cucina. - O Sennia padrona, o padrona!

Sennia. Chi mi chiama?

Mastica. Chi desia vedervi contenta.

Sennia. Faccilo Iddio, ché n'ho bisogno.

Mastica. Sète voi tanto infelice?

Sennia. Che buona nuova mi rapporti?

Mastica. La dirò se posso far tanta triegua con la fame che mi lasci dire.

Sennia. Dillami su.

Mastica. Ma avertete che bisogna star un anno in banchetto per ristorarmi della paura presa per avermi cacciato di casa senza cagione e senza mangiare.

Sennia. Eh! dilla su.

Mastica. Olimpia è maritata...

Sennia. È maritata la mia figliuola?

Mastica. ... con un gentiluomo...

Sennia. Chi gentiluomo?

Mastica. ... che s'era finto vostro figliuolo.

Sennia. La mia figliuola è maritata?

Mastica. Né tanto v'imaginavate aver perduto onore quanto n'avete al doppio racquistato.

Sennia. Ed è questa la veritá?

Mastica. Qual vi ho detto.

Sennia. La mia figliuola è maritata?

Mastica. Quante volte volete sentirlo? Ed è venuto suo padre di Roma e si è incontrato col vostro vero marito venuto di Turchia, e son stati d'accordo insieme.

Sennia. Io son cosí afflitta che non posso credere a sí lieta novella.

Mastica. Statene sicurissima.

Sennia. Non mi far rallegrare invano, ché poi con doppio affanno mi faresti dolere.

Mastica. Sapete, padrona, che per una grandissima nuova si fa sempre grazia a' prigioni e agli appiccati. Però per questa allegrezza faccisi grazia a quei presciutti che sono stati tanto tempo appiccati senza ragione; e per esser piú persone di nuovo aggionte, bisogna comprar piú robbe per lo banchetto e tener corte bandita.

Sennia. O Dio, ringraziato sii tu! non deve mai l'uomo sconfidarsi della tua grazia, ché sai meglio rimediare che noi sappiamo dimandare.

Mastica. Eccoli che vengono; calate giú, padrona, a riceverli.

 

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License