Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giambattista Della Porta
L'Olimpia

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO IV.
    • SCENA VIII.   Protodidascalo, Lalio paggio.
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

SCENA VIII.

 

Protodidascalo, Lalio paggio.

 

Protodidascalo. O Dio, come potrei far cerziore Lampridio dell'advento di suo padre acciò non lo colga all'improviso, e impremeditato non sappia che risponderli; come potrei io vederlo? Ma veggio un puello ludibondo uscir dalle sue edi.

Lalio. Madonna, che mi tira, che mi tira?

Protodidascalo. Alloquar hominem. Heus, puer! «Adesdum; paucis te volo».

Lalio. Chi è costui che vola?

Protodidascalo. Heus, olá, a chi dico io?

Lalio. Se non lo sai tu a chi dici, né tampoco lo so io.

Protodidascalo. «Tibi dico, Pamphile».

Lalio. Parlate con me?

Protodidascalo. Optime quidem, sí bene.

Lalio. Chi sète voi?

Protodidascalo. Ego sum Protodidascalo gimnasiarca, ludimagistro, restitutore e reintegrator del romano eloquio all'antica candiditate «fama super aethera notus».

Lalio. (Questi deve essere qualche pedante, «cuium pecus» che sputa «cuiussi» e parla in «bus» e «bas»). Magister, bonum sero.

Protodidascalo. Et tibi malum cito.

Lalio. Che comandate protomastro, patriarca?

Protodidascalo. «Prius te salvere iubeo».

Lalio. Io non v'intendo.

Protodidascalo. Dico che siate salvo.

Lalio. E voi salvo e contento.

Protodidascalo. Per mostrarvi la mia largitade vi vo' fare un munuscolo di cinquanta vocabuli ciceronei abstrusi e reconditi.

Lalio. Che ceci conditi son questi che mi volete dare, di mele o di zucchero?

Protodidascalo. Dico vocabuli ciceroniani.

Lalio. Questi vocali son buoni da bere?

Protodidascalo. Son cose che quando sarete in etá piú provetta vi faranno onore nella scuola.

Lalio. Io non vo' scola, altrimente.... Che volete da me?

Protodidascalo. Paulo ante vi ho visto uscir da questo ostio.

Lalio. Che «ostia»?

Protodidascalo. Ti allucini, figliuolo, perché «hostia» con «h», aspirazione, viene «ab hostibus», che è un animale che s'immolava dall'imperadore proficiscente alla guerra per impetrar da' celicoli vittoria contro gli osti, cioè nemici. Onde il sulmonese poeta:

Hostibus a domitis hostia nomen habet.

Lalio. Voi volete dir gli osti che stanno nelle taverne?

Protodidascalo. Ma «ostio» sine aspiratione vuol dir le «valve», le «gianue».

Lalio. Barbagianni a me, maestro! mi parete voi un barbagianni da dovero. Parlatemi cristiano se volete che vi risponda.

Protodidascalo. Vorreste che dalla latina mi rivolga testé alla etrusca favella? Son contento. Dico che vi ho visto uscir da questo ostio, cioè da questo uscio; dico se stiate in cotesta casa.

Lalio. Se sto qui adesso, come sto in questa casa?

Protodidascalo. Argutule argutule. Se mi vuoi far un piacere ti farò un presentuculo.

Lalio. Che vorresti? va' via, va', conosco i pari tuoi.

Protodidascalo. Ferma costí, ascolta quaeso due paroline.

Lalio. Parla da lungi, di' presto, che vuoi?

Protodidascalo. Non è venuto un certo forestiero, advena, oggi in tua casa?

Lalio. Sí bene. (O Dio, che avessi il mio schioppetto!).

Protodidascalo. Vorrei dirli duo verba.

Lalio. Vorresti per sorte che lo chiamassi? aspetta che tornerò adesso adesso.

Protodidascalo. «Heu mihi! discedens oscula nulla dedi». Oh che indole maiestale di fanciullo! gli quadra un volgare epigramma che i giorni preteriti feci in lode d'un mio scolare.

Lalio. (Aspetta che l'arai).

Protodidascalo.

O piú formoso del troian giovencolo subrepto dall'uccello fulminifero....

Lalio. Eh! fermati un poco.

Protodidascalo. Heu Iuppiter altitonante, belligero Marte, armipotente Bellona con l'anguifera egida, soccorrete! che fulgetri, che terrifichi bombi son questi? Questo è il rispetto alla venerabil toga? questo merita chi ha sublevato da' solecismi e dalla esecrabil barbarie il tesoro del latino sacrario, e locupletata la romana facondia? O detestabil secolo, qual immanitá l'ha impulso a cosí facinoroso atto? Un insolente fanciullo con nefario áuso attacca a me nella posterga parte i scoppicoli di pagina ignivomi, fumivomi, e mi dá in preda del foco! a me tanto nemico e prosequente, che in tanto pavore prolapso sono che non è atomo in me che non tremi, e lo spirito par che voglia migrare! Ma dove è sublato dagli occhi miei questo fugaculo? l'andrò cercando con occhio scrutatorio, e se mi vien obvio lo farò col capo arietar in un muro. Meglio será ne vada al mio cubicolo e mi vendichi con invettive di iambi ed endecasillabi che sapranno della lucubratrice lucernula, che mai dall'edace tempo seran consumpte: queste lo trafigeranno piú d'ogni cultrato mucrone. Immorigerato puerolo, ficoso catamito, inter socraticos notissima fossa cinaedos!

 

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2008. Content in this page is licensed under a Creative Commons License