Quando lessi su «La lotta umana», rassegna anarchica che Luigi
Fabbri diresse in Parigi, un accurato, acuto ed organico
studio di Torquato Gobbi sul problema della Razionalizzazione del
Lavoro, avrei voluto essere in condizioni di ristamparlo in opuscolo. E sarei felice di veder pubblicata la traduzione italiana
del «Desarollo del Trabajo Humano» del prof. Nicolai, nonchè altre monografie
di parte nostra, o alle nostre idee inspirantesi, che
trattano del lavoro in rapporto all'uomo.
In questa vigilia di cataclismi
sociali e fra tanto imperversare di socialismo statolatra, di comunismo
autoritario e semplicismo economicista, sarebbe compito specifico degli
anarchici porre in termini concreti e chiari il problema della disciplina del
lavoro; problema che, come qualsiasi altro problema
sociale, va aggiornato in base alle nuove tendenze tecniche, alle nuove
esperienze economiche, fisiologiche e psicologiche, nonchè ai problemi che si
vanno man mano affacciando in seguito a questa o quella corrente determinatasi
in seno al proletariato industriale.
Bisogna che l'Anarchismo
precisi, fisse restando le grandi linee tendenziali e le finalità ultime, i
mezzi e i metodi del suo divenire come ordine nuovo. Quale attività più
universale del lavoro? Quale problema più vasto e più ricco di
interferenze con tutti gli altri problemi di quello del lavoro? Leggi
economiche, leggi fisiologiche, leggi psichiche: quasi tutta la società e quasi
tutto l'uomo sono in gioco in quest'attività, che
ancor oggi è una pena, ma che domani diventerà la suprema delle dignità umane.
Lo studio che segue non è che
una specie di introduzione al tema: il lavoro
attraente; tema sul quale vorrei vedere attratta l'attenzione di quanti
potrebbero apportare idee, esperienze personali, particolari conoscenze
tecniche. Un competente avrebbe fatto di più e di meglio; ma dato che i
competenti sono restii a utilizzare la propria
preparazione, tocca ai più disinvolti il ruolo di sollevare i problemi e di
imporli all'attenzione dei compagni.
Se
nelle nostre riunioni e sulla nostra stampa riusciremo a sviscerare la
questione del lavoro libero e attraente sarà un passo in avanti che avremo
fatto, tanto più che questa questione ne involge molte altre ed è per sua
natura atta a richiamare interessanti esperienze e a suggerire schemi
costruttivi fecondi di possibili realizzazioni.
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