Paragrafo
1 I | naso non le piaceva, che era fatto non so come e che
2 I | non stetti a badare che era troppo lungo, troppo miope,
3 I | seduceva.~Il signor Leonardo era molto gentile con tutti
4 I | aperto il suo dispetto; era un trofeo di vittoria e
5 I | convincermi che la mia idea era assurda, che non può una
6 I | sospetti del mondo maligno. Non era la via migliore per farmi
7 I | tutte le spese. Leonardo era incantato di trovarsi in
8 I | monumenti, di teatri e di musei; era insomma felice perchè non
9 I | valore. Allora mi domandai se era possibile passar la vita
10 II | confida col suo medico.~ ~Era l'alba. Era quel breve momento
11 II | suo medico.~ ~Era l'alba. Era quel breve momento del giorno,
12 II | ippocastano.~Quel giardino era tutto un mondo agli ocelli
13 II | di nibbio; l'ippocastano era un conservatorio che dava
14 II | sempre piene di attrattiva, era persuasa che le rondini
15 II | cameriere che il padrone si era svegliato. La testa canuta
16 II | alto e massiccio.~Bortolo era corso innanzi ad aprire
17 II | la luce; il visitatore si era fermato sul limitare, tenendo
18 II | giovane pallido e bruno si era tirato mezzo il corpo fuor
19 II | è rimasti quello che si era la vigilia. Molti credono
20 II | dall'ottima idea che gli era venuta, uscì guardandosi
21 III | è venuto egli stesso?~- Era aspettato al Cova.~- Ah!~-
22 III | onore! Dieci anni sono io era spiritualista, credevo a
23 III | imbecille... Allora ed oggi io era persuaso, e pure allora
24 III | faccia fra le mani.~Non si era mai aperto un orizzonte
25 IV | sappiate dunque che non era un cattivo soggetto.~Tutta
26 IV | ingenuità di meno, egli era rimasto organicamente come
27 IV | amore della teorica, e si era limitato nella pratica alle
28 IV | temerario asserire che egli era una creatura press'a poco
29 IV | nemico, vulgo il marito, era entrato in sospetto della
30 IV | galanti.~Il dottor Agenore non era dunque un cattivo soggetto;
31 IV | modesta compiacenza: non era un cattivo soggetto.~Quanto
32 IV | che egli meditava di fare era per filo e per segno suggerito
33 IV | Agenore meditava di fare era suggerito per filo e per
34 V | d'un amore clandestino, era situata sopra Bellagio un
35 V | per l'occasione fausta si era fatto anticipare i raggi
36 V | di sudore il poveraccio, era impolverato ed ansante.
37 V | su in carrozza - e tale era stata la sua intenzione
38 V | la sorte di quei colombi era invidiabile e che egli avrebbe
39 V | poseranno ancora. A Milano ce n'era una colonia che abitava
40 V | civette; verso il tramonto era una festa seguire i loro
41 V | ridere Ernesta; ma il dottore era entrato in materia e non
42 V | passare una fantastica luce.~Era venuta l'ora. Non l'esordio
43 V | guardò ancora Ernesta; - era immobile e pensosa.~- Senta, -
44 V | amore! -~L'ultima frase, che era veramente un'invocazione
45 V | probabilmente dei due audaci, che era venuto a posarsi sul limitare
46 V | un falsetto che non gli era famigliare, il colombo tirò
47 VI | rivelazione. Agenore non era un gaglioffo; anche cedendo
48 VI | rara modestia che la cosa era andata così perchè non poteva
49 VI | vale a dire perchè Ernesta era nell'età, in cui si ha bisogno
50 VI | che la leggiadra Ernesta era stata con lui in ogni occasione
51 VI | baci. Il dottore, dotto com'era delle debolezze femminili,
52 VI | e come le ebbe detto che era leggiadrissima così vestita,
53 VI | che, anche volendo, non era possibile far di meno, si
54 VI | donnina un po' curiosa. Ma era poi curiosa Ernesta?~Essa
55 VI | quest'ispezione fu terminata, era l'ora del desinare. Olimpia
56 VI | avvertire che la tavola era pronta.~A tavola, il dottor
57 VI | mastro dell'amore....~Non era più luogo ad incertezze:
58 VI | chiaro il proprio turbamento; era come un'inquietudine lieve,
59 VI | senz'avvedersene: Leon.... Era uno sproposito grossolano;
60 VI | quando se ne avvide, il nome era uscito più che mezzo e tanto
61 VI | che egli, grazie al cielo, era un uomo in perfetto ordine. ~
62 VI | atto di sfiducia.~Ernesta era una buona figliuola, e se
63 VI | doveva essa a colui che era stato suo marito e di cui
64 VII | a dire sua madre, a cui era stato finalmente concesso
65 VII | per mezzo d'uno stornello! Era la rivelazione tante volte
66 VII | suo spirito famigliare, era il vagheggiato dubbio fatto
67 VII | le passava rasente e già era lontana, lieta del suo bottino;
68 VII | vivere sotto il tetto che era nido agli stornelli, nella
69 VIII | infuocato. La povera creatura s'era sagrificata così in nome
70 VIII | con un terzo sospiro che era in verità un preamboletto;
71 VIII | sempre di cateratte; Virginia era curiosissima, ed il dottore
72 VIII | che la signorina Virginia era una donnetta amabile, non
73 VIII | donna.~Ernesta, a parer suo, era una di quelle nature battagliere,
74 VIII | allargando la breccia, si era fatto un mucchio di rottami
75 VIII | trattenersi con lui, ed era invece venuto a porla in
76 VIII | camera di Leonardo.~Non v'era entrata quasi mai e ne serbava
77 VIII | la piacevole commozione; era un'ora da occupare illegittimamente,
78 VIII | ad una bella, se pure non era uscito dal paniere d'una
79 IX | giorni prima; Ernesta si era accontentata di levare gli
80 IX | mese, ancora Leonardo non era tornato dai bagni.~In questo
81 IX | entrare da conquistatore, era molto più che una breccia;
82 IX | sarà per domani.» Non era lontano il giorno, in cui
83 IX | medico.~Questo trionfo gli era costato un tesoro di sapienza
84 IX | fenomeno ed altri, ed altri; era disposto a concedere l'impossibile.~
85 IX | con un assalto repentino. Era uomo metodico il dottore,
86 IX | caterattoso corticale si era felicemente mutato, per
87 IX | pensava Ernesta.~Leonardo era suo marito, ma di nome soltanto,
88 IX | aveva voluto. E in fondo chi era Leonardo? Uno, in compagnia
89 IX | abitudini, credenze, tutto era contrario fra di loro, o
90 IX | meno ignoto. In fondo chi era Leonardo? Un estraneo.~Che
91 IX | domande, ci pensava ancora; era come una lotta con un nemico
92 IX | lettera col bollo di Milano. Era della cuginetta. Diceva
93 X | X.~ ~Cieco!~ ~Per via era stata sorretta dall'entusiasmo
94 X | muto; la faccia scialba si era composta ad una gravità
95 XI | contemplazione del passato che era una barriera alla carità.
96 XI | In fatti Ernesta tornava. Era andata a dare ordini ad
97 XI | mormorando una preghiera.~Era ancora notte fitta quando
98 XI | svegliò; nel sonno sua madre era venuta a vederla, l'aveva
99 XI | tornò lentamente al divano.~Era il primo momento che Ernesta
100 XI | Leonardo che soffre;» ed essa era corsa a Milano, si era fatta
101 XI | essa era corsa a Milano, si era fatta forte per ribellarsi
102 XI | austero sentimento del dovere, era succeduta una pietà infinita;
103 XI | interrogava sè stessa.~Era contenta, quasi lieta; non
104 XI | dormente, pallido, infelice... era contenta, quasi lieta. Le
105 XI | mille voci domandata invano. Era fiera, orgogliosa di sè
106 XI | il fondo del suo cuore; era contenta, quasi lieta.~E
107 XI | cigolio annunziò che la fiamma era spenta. Allora il pensiero
108 XI | dirsi che quella camera nera era un mondo nero, e che, dannata
109 XII | scappa. -~Il dottore, che si era fermato un istante sulla
110 XIII | cuginetta domandasse se Leonardo era visibile. Era visibile.
111 XIII | se Leonardo era visibile. Era visibile. All'atto di uscire
112 XIII | stretta di mano silenziosa. Era impossibile con minor numero
113 XIII | cugina; ma quando costei era già per metà fuori dell'
114 XIII | polso e la lingua.~Che cosa era avvenuto?~Ecco: il dottore
115 XIII | mattino la guerra al sole; era giunto tentoni fin presso
116 XIII | vero. Oltre che l'equivoco era evidente, egli aveva dovuto
117 XIII | Dunque? Dunque Ernesta era compromessa, dunque la pace
118 XIII | compromessa, dunque la pace di lei era minacciata, minacciata la
119 XIII | domandare se la cateratta era matura.~- È maturissima -
120 XIII | peso. Poco dopo il dottore era tornato al suo primo pensiero
121 XIII | Ernesta non sorrideva più; si era fatta seria in viso e contemplava
122 XIII | rudimentale, di cui ella era stata vittima, portava un
123 XIII | cameriera, ad Olimpia, e che era un innocente amplesso reo
124 XIII | disse il dottore che le si era avvicinato approfittando
125 XIV | puntiglio, dalle stizze, era entrata una forza nuova
126 XIV | della divinità.~Ernesta era ingegnosa nel ritrovare
127 XIV | omero della dama gentile ed era andato in giro per le camere.~-
128 XIV | labbra dei due poveretti: era raro che Leonardo non si
129 XIV | Ernesta faceva la lettura; era una festa pel cieco, il
130 XV | è qualche cosa, ma ci era posto anche per altro, ti
131 XV | fermagli dorati.~- L'albo ci era, ma non ci è più; ha mutato
132 XV | aggiunse: - non è solo.»~Era in fatti Agenore accompagnato
133 XVI | molti giorni Ernesta non era uscita di casa.~- Ti ammalerai -
134 XVI | bene...~- Tanto più se vi era avvezza, perchè doveva passeggiare
135 XVI | ed io ti rispondeva che era inutile, tenessi tu le tue
136 XVI | Ernesta.~- Sì, una volta. -~Era inconcepibile per Leonardo
137 XVI | equilibrio; il sagrifizio era consumato: Agenore rinunciava
138 XVI | momento il dottore Agenore era bello. E non si sono udite
139 XVI | E il dottore, che già si era mosso per andare in salotto,
140 XVI | con un organismo simile era un peccato che la signorina
141 XVII | non oggi.»~Che diancine era dunque accaduto? Il dottore
142 XVII | quando si rizzò quanto era grande e grosso, levò la
143 XVII | imporporate dal rossore, la quale era entrata dietro ad Ernesta
144 XVII | e se la teneva, e non ci era verso di fargliela restituire;
145 XVII | Leonardo rimasero soli.~Era l'ora del mezzodì; dal cortile
146 XVII | adoperasse a nasconderlo, egli era inquieto, crollava ogni
147 XVII | vedi, non dormivi.... -~Era incomprensibile per Ernesta
148 XVII | scorrere una lagrima dove si era posato il primo bacio d'
149 XVIII| quel giorno medesimo, che era un giovedì, il celebre dottor
150 XVIII| ben rinfrancato. Siffatta era la solennità dell'avvenimento
151 XVIII| ogni tratto che il domani era un giorno come un altro
152 XVIII| ambasciata? A me?~- Cioè, ieri era un'ambasciata.... oggi muta
153 XVIII| Ernesta parlò a monosillabi; era inquieta, andava e veniva,
154 XVIII| buona notte.»~Scherzoso era l'accento, ma le batteva
155 XVIII| mio! -~Il poveretto non era più cieco, poichè vedeva
156 XIX | degli angeli; la rivelazione era compiuta. Non rimaneva più
157 XIX | di tutto un tempo che non era più che una memoria: - è
158 XIX | ne ho detto nulla, perchè era la mia espiazione; la gelosia
159 XIX | vero?~Nessuna risposta. Era vero.~- Senti, - proseguiva
160 XIX | accorti di me.~- Io me n'era accorto - disse Leonardo, -
161 XIX | liberamente; il momento difficile era passato.~Nella faccia ilare,
162 XX | Ernesta.~Il più sereno dei tre era Leonardo, il quale in un
163 XX | guardò verso Agenore. Costui era occupatissimo intorno alle
164 XX | come la prima volta gli era apparso, indifferente e
165 XX | udire un martello assiduo; era il suo povero cuore in tumulto.
166 XX | paziente - l'operazione era finita.~- La luce?... - -
167 XXI | Agenore se n'andava com'era venuto.~Silenzio.~A quando
168 XXI | aperti.~Il buio della camera era per lei come un velo nero,
169 XXI | compagna - e la poveretta era, ratta a chiudergli le labbra
170 XXI | Silenzio.~Il suo posto favorito era al capezzale dell'infermo,
171 XXI | mai per lo innanzi se n'era avveduta. Quel sorriso era
172 XXI | era avveduta. Quel sorriso era un madrigale; e chi sa quante
173 XXI | labbra senza saperlo leggere!~Era bello Leonardo? Sì, era
174 XXI | Era bello Leonardo? Sì, era bello; dalla fasciatura
175 XXI | baffetti neri e belli... Era bello Leonardo!~E non poterglielo
176 XXI | vivamente l'organo indebolito... Era venuto il momento. Ernesta
177 XXI | per premio la speranza, era stata un inganno; ecco,
178 XXII | benda a Leonardo e se n'era andato.~Non lo disse espressamente,
179 XXII | espressamente, ma lasciò capire che era una disgrazia.~- Peccato! -
180 XXII | approvazione scherzosa, che era di Ernesta, la cuginetta
181 XXII | seconda approvazione, ch'era del dottore, chinò gli occhi
182 XXIII| non gli battesse sul viso.~Era l'ora del mezzodì; sotto
|