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Salvatore Farina
Amore bendato

IntraText - Concordanze

era

    Paragrafo
1 I | naso non le piaceva, che era fatto non so come e che 2 I | non stetti a badare che era troppo lungo, troppo miope, 3 I | seduceva.~Il signor Leonardo era molto gentile con tutti 4 I | aperto il suo dispetto; era un trofeo di vittoria e 5 I | convincermi che la mia idea era assurda, che non può una 6 I | sospetti del mondo maligno. Non era la via migliore per farmi 7 I | tutte le spese. Leonardo era incantato di trovarsi in 8 I | monumenti, di teatri e di musei; era insomma felice perchè non 9 I | valore. Allora mi domandai se era possibile passar la vita 10 II | confida col suo medico.~ ~Era l'alba. Era quel breve momento 11 II | suo medico.~ ~Era l'alba. Era quel breve momento del giorno, 12 II | ippocastano.~Quel giardino era tutto un mondo agli ocelli 13 II | di nibbio; l'ippocastano era un conservatorio che dava 14 II | sempre piene di attrattiva, era persuasa che le rondini 15 II | cameriere che il padrone si era svegliato. La testa canuta 16 II | alto e massiccio.~Bortolo era corso innanzi ad aprire 17 II | la luce; il visitatore si era fermato sul limitare, tenendo 18 II | giovane pallido e bruno si era tirato mezzo il corpo fuor 19 II | è rimasti quello che si era la vigilia. Molti credono 20 II | dall'ottima idea che gli era venuta, uscì guardandosi 21 III | è venuto egli stesso?~- Era aspettato al Cova.~- Ah!~- 22 III | onore! Dieci anni sono io era spiritualista, credevo a 23 III | imbecille... Allora ed oggi io era persuaso, e pure allora 24 III | faccia fra le mani.~Non si era mai aperto un orizzonte 25 IV | sappiate dunque che non era un cattivo soggetto.~Tutta 26 IV | ingenuità di meno, egli era rimasto organicamente come 27 IV | amore della teorica, e si era limitato nella pratica alle 28 IV | temerario asserire che egli era una creatura press'a poco 29 IV | nemico, vulgo il marito, era entrato in sospetto della 30 IV | galanti.~Il dottor Agenore non era dunque un cattivo soggetto; 31 IV | modesta compiacenza: non era un cattivo soggetto.~Quanto 32 IV | che egli meditava di fare era per filo e per segno suggerito 33 IV | Agenore meditava di fare era suggerito per filo e per 34 V | d'un amore clandestino, era situata sopra Bellagio un 35 V | per l'occasione fausta si era fatto anticipare i raggi 36 V | di sudore il poveraccio, era impolverato ed ansante. 37 V | su in carrozza - e tale era stata la sua intenzione 38 V | la sorte di quei colombi era invidiabile e che egli avrebbe 39 V | poseranno ancora. A Milano ce n'era una colonia che abitava 40 V | civette; verso il tramonto era una festa seguire i loro 41 V | ridere Ernesta; ma il dottore era entrato in materia e non 42 V | passare una fantastica luce.~Era venuta l'ora. Non l'esordio 43 V | guardò ancora Ernesta; - era immobile e pensosa.~- Senta, - 44 V | amore! -~L'ultima frase, che era veramente un'invocazione 45 V | probabilmente dei due audaci, che era venuto a posarsi sul limitare 46 V | un falsetto che non gli era famigliare, il colombo tirò 47 VI | rivelazione. Agenore non era un gaglioffo; anche cedendo 48 VI | rara modestia che la cosa era andata così perchè non poteva 49 VI | vale a dire perchè Ernesta era nell'età, in cui si ha bisogno 50 VI | che la leggiadra Ernesta era stata con lui in ogni occasione 51 VI | baci. Il dottore, dotto com'era delle debolezze femminili, 52 VI | e come le ebbe detto che era leggiadrissima così vestita, 53 VI | che, anche volendo, non era possibile far di meno, si 54 VI | donnina un po' curiosa. Ma era poi curiosa Ernesta?~Essa 55 VI | quest'ispezione fu terminata, era l'ora del desinare. Olimpia 56 VI | avvertire che la tavola era pronta.~A tavola, il dottor 57 VI | mastro dell'amore....~Non era più luogo ad incertezze: 58 VI | chiaro il proprio turbamento; era come un'inquietudine lieve, 59 VI | senz'avvedersene: Leon.... Era uno sproposito grossolano; 60 VI | quando se ne avvide, il nome era uscito più che mezzo e tanto 61 VI | che egli, grazie al cielo, era un uomo in perfetto ordine. ~ 62 VI | atto di sfiducia.~Ernesta era una buona figliuola, e se 63 VI | doveva essa a colui che era stato suo marito e di cui 64 VII | a dire sua madre, a cui era stato finalmente concesso 65 VII | per mezzo d'uno stornello! Era la rivelazione tante volte 66 VII | suo spirito famigliare, era il vagheggiato dubbio fatto 67 VII | le passava rasente e già era lontana, lieta del suo bottino; 68 VII | vivere sotto il tetto che era nido agli stornelli, nella 69 VIII | infuocato. La povera creatura s'era sagrificata così in nome 70 VIII | con un terzo sospiro che era in verità un preamboletto; 71 VIII | sempre di cateratte; Virginia era curiosissima, ed il dottore 72 VIII | che la signorina Virginia era una donnetta amabile, non 73 VIII | donna.~Ernesta, a parer suo, era una di quelle nature battagliere, 74 VIII | allargando la breccia, si era fatto un mucchio di rottami 75 VIII | trattenersi con lui, ed era invece venuto a porla in 76 VIII | camera di Leonardo.~Non v'era entrata quasi mai e ne serbava 77 VIII | la piacevole commozione; era un'ora da occupare illegittimamente, 78 VIII | ad una bella, se pure non era uscito dal paniere d'una 79 IX | giorni prima; Ernesta si era accontentata di levare gli 80 IX | mese, ancora Leonardo non era tornato dai bagni.~In questo 81 IX | entrare da conquistatore, era molto più che una breccia; 82 IX | sarà per domani.» Non era lontano il giorno, in cui 83 IX | medico.~Questo trionfo gli era costato un tesoro di sapienza 84 IX | fenomeno ed altri, ed altri; era disposto a concedere l'impossibile.~ 85 IX | con un assalto repentino. Era uomo metodico il dottore, 86 IX | caterattoso corticale si era felicemente mutato, per 87 IX | pensava Ernesta.~Leonardo era suo marito, ma di nome soltanto, 88 IX | aveva voluto. E in fondo chi era Leonardo? Uno, in compagnia 89 IX | abitudini, credenze, tutto era contrario fra di loro, o 90 IX | meno ignoto. In fondo chi era Leonardo? Un estraneo.~Che 91 IX | domande, ci pensava ancora; era come una lotta con un nemico 92 IX | lettera col bollo di Milano. Era della cuginetta. Diceva 93 X | X.~ ~Cieco!~ ~Per via era stata sorretta dall'entusiasmo 94 X | muto; la faccia scialba si era composta ad una gravità 95 XI | contemplazione del passato che era una barriera alla carità. 96 XI | In fatti Ernesta tornava. Era andata a dare ordini ad 97 XI | mormorando una preghiera.~Era ancora notte fitta quando 98 XI | svegliò; nel sonno sua madre era venuta a vederla, l'aveva 99 XI | tornò lentamente al divano.~Era il primo momento che Ernesta 100 XI | Leonardo che soffre;» ed essa era corsa a Milano, si era fatta 101 XI | essa era corsa a Milano, si era fatta forte per ribellarsi 102 XI | austero sentimento del dovere, era succeduta una pietà infinita; 103 XI | interrogava stessa.~Era contenta, quasi lieta; non 104 XI | dormente, pallido, infelice... era contenta, quasi lieta. Le 105 XI | mille voci domandata invano. Era fiera, orgogliosa di 106 XI | il fondo del suo cuore; era contenta, quasi lieta.~E 107 XI | cigolio annunziò che la fiamma era spenta. Allora il pensiero 108 XI | dirsi che quella camera nera era un mondo nero, e che, dannata 109 XII | scappa. -~Il dottore, che si era fermato un istante sulla 110 XIII | cuginetta domandasse se Leonardo era visibile. Era visibile. 111 XIII | se Leonardo era visibile. Era visibile. All'atto di uscire 112 XIII | stretta di mano silenziosa. Era impossibile con minor numero 113 XIII | cugina; ma quando costei era già per metà fuori dell' 114 XIII | polso e la lingua.~Che cosa era avvenuto?~Ecco: il dottore 115 XIII | mattino la guerra al sole; era giunto tentoni fin presso 116 XIII | vero. Oltre che l'equivoco era evidente, egli aveva dovuto 117 XIII | Dunque? Dunque Ernesta era compromessa, dunque la pace 118 XIII | compromessa, dunque la pace di lei era minacciata, minacciata la 119 XIII | domandare se la cateratta era matura.~- È maturissima - 120 XIII | peso. Poco dopo il dottore era tornato al suo primo pensiero 121 XIII | Ernesta non sorrideva più; si era fatta seria in viso e contemplava 122 XIII | rudimentale, di cui ella era stata vittima, portava un 123 XIII | cameriera, ad Olimpia, e che era un innocente amplesso reo 124 XIII | disse il dottore che le si era avvicinato approfittando 125 XIV | puntiglio, dalle stizze, era entrata una forza nuova 126 XIV | della divinità.~Ernesta era ingegnosa nel ritrovare 127 XIV | omero della dama gentile ed era andato in giro per le camere.~- 128 XIV | labbra dei due poveretti: era raro che Leonardo non si 129 XIV | Ernesta faceva la lettura; era una festa pel cieco, il 130 XV | è qualche cosa, ma ci era posto anche per altro, ti 131 XV | fermagli dorati.~- L'albo ci era, ma non ci è più; ha mutato 132 XV | aggiunse: - non è solo.»~Era in fatti Agenore accompagnato 133 XVI | molti giorni Ernesta non era uscita di casa.~- Ti ammalerai - 134 XVI | bene...~- Tanto più se vi era avvezza, perchè doveva passeggiare 135 XVI | ed io ti rispondeva che era inutile, tenessi tu le tue 136 XVI | Ernesta.~- Sì, una volta. -~Era inconcepibile per Leonardo 137 XVI | equilibrio; il sagrifizio era consumato: Agenore rinunciava 138 XVI | momento il dottore Agenore era bello. E non si sono udite 139 XVI | E il dottore, che già si era mosso per andare in salotto, 140 XVI | con un organismo simile era un peccato che la signorina 141 XVII | non oggi.»~Che diancine era dunque accaduto? Il dottore 142 XVII | quando si rizzò quanto era grande e grosso, levò la 143 XVII | imporporate dal rossore, la quale era entrata dietro ad Ernesta 144 XVII | e se la teneva, e non ci era verso di fargliela restituire; 145 XVII | Leonardo rimasero soli.~Era l'ora del mezzodì; dal cortile 146 XVII | adoperasse a nasconderlo, egli era inquieto, crollava ogni 147 XVII | vedi, non dormivi.... -~Era incomprensibile per Ernesta 148 XVII | scorrere una lagrima dove si era posato il primo bacio d' 149 XVIII| quel giorno medesimo, che era un giovedì, il celebre dottor 150 XVIII| ben rinfrancato. Siffatta era la solennità dell'avvenimento 151 XVIII| ogni tratto che il domani era un giorno come un altro 152 XVIII| ambasciata? A me?~- Cioè, ieri era un'ambasciata.... oggi muta 153 XVIII| Ernesta parlò a monosillabi; era inquieta, andava e veniva, 154 XVIII| buona notte.»~Scherzoso era l'accento, ma le batteva 155 XVIII| mio! -~Il poveretto non era più cieco, poichè vedeva 156 XIX | degli angeli; la rivelazione era compiuta. Non rimaneva più 157 XIX | di tutto un tempo che non era più che una memoria: - è 158 XIX | ne ho detto nulla, perchè era la mia espiazione; la gelosia 159 XIX | vero?~Nessuna risposta. Era vero.~- Senti, - proseguiva 160 XIX | accorti di me.~- Io me n'era accorto - disse Leonardo, - 161 XIX | liberamente; il momento difficile era passato.~Nella faccia ilare, 162 XX | Ernesta.~Il più sereno dei tre era Leonardo, il quale in un 163 XX | guardò verso Agenore. Costui era occupatissimo intorno alle 164 XX | come la prima volta gli era apparso, indifferente e 165 XX | udire un martello assiduo; era il suo povero cuore in tumulto. 166 XX | paziente - l'operazione era finita.~- La luce?... - - 167 XXI | Agenore se n'andava com'era venuto.~Silenzio.~A quando 168 XXI | aperti.~Il buio della camera era per lei come un velo nero, 169 XXI | compagna - e la poveretta era, ratta a chiudergli le labbra 170 XXI | Silenzio.~Il suo posto favorito era al capezzale dell'infermo, 171 XXI | mai per lo innanzi se n'era avveduta. Quel sorriso era 172 XXI | era avveduta. Quel sorriso era un madrigale; e chi sa quante 173 XXI | labbra senza saperlo leggere!~Era bello Leonardo? Sì, era 174 XXI | Era bello Leonardo? Sì, era bello; dalla fasciatura 175 XXI | baffetti neri e belli... Era bello Leonardo!~E non poterglielo 176 XXI | vivamente l'organo indebolito... Era venuto il momento. Ernesta 177 XXI | per premio la speranza, era stata un inganno; ecco, 178 XXII | benda a Leonardo e se n'era andato.~Non lo disse espressamente, 179 XXII | espressamente, ma lasciò capire che era una disgrazia.~- Peccato! - 180 XXII | approvazione scherzosa, che era di Ernesta, la cuginetta 181 XXII | seconda approvazione, ch'era del dottore, chinò gli occhi 182 XXIII| non gli battesse sul viso.~Era l'ora del mezzodì; sotto


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