10-brevi | brezz-difes | diffe-gradi | grand-misur | mitig-pudib | pudic-sfugg | sfuma-veder | vedev-zoppo
Paragrafo
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3 I | i commenti all'articolo 323. «Lo spirito della legge,
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6 II | No....~- Hai degli abbagli?~- No....~- Vedi doppio
7 XI | co' suoi raggi e non mi abbaglia e non riesce a farmi battere
8 XXII | corre rischio di restare abbagliato.... -~E siccome la vergine
9 VI | nulla devi all'uomo che ti abbandona, nulla al mondo che ti tiranneggia
10 III | interruppe Ernesta abbandonandosi sul divano.~- Il mio amico
11 VIII | sospiro, ma non le tolse di abbandonarsi intera alla festa di quel
12 VIII | qualunque arme, resistono, ma abbandonate a sè stesse, lasciate inoperose
13 XI | concerto. Ernesta non lo aveva abbandonato interamente a sè, gli teneva
14 XX | luce! - mormorò Leonardo abbassando docilmente la voce.~Ernesta
15 VII | sfinge, che si sollevava e si abbassava tenendosi sospesa sul calice
16 | abbia
17 | abbiamo
18 | abbiano
19 V | le lagrime le sgorgavano abbondanti. Agenore si avvicinò colle
20 I | faccia, perchè è schietto ed abborre le simulazioni, il signor
21 II | Il dottore Agenore abbozzò un sorriso malizioso.~-
22 XII | ad abbracciarla; se non l'abbracci, dottor Agenore, ti scappa. -~
23 XIII | una figura femminile. - Abbracciala, se no ti scappa. - Ed egli
24 XII | verrà da sè. Tutto sta ad abbracciarla; se non l'abbracci, dottor
25 XXII | Leonardo ed Ernesta si abbracciarono stretti, senza parole, senza
26 VII | la pace infinita, qui s'abbreviano le vie che dalla terra conducono
27 XIV | i miei piedi non ci è l'abisso, e che se mi cacciassi a
28 XIV | melanconia di quella casa abitata dalla sventura s'indovinava
29 IX | circolare; uno che aveva abitato nella stessa casa, che le
30 V | ce n'era una colonia che abitava i tetti del mio vicinato,
31 XIII | ed entrò in funzione ex abrupto domandando all'ammalato
32 XXII | pudore, ma evidentemente ne abusa - pensò Agenore - fa il
33 III | un uomo non viziato dall'abuso, non stanco dei piaceri,
34 III | non si sa mai quello che accade nei vasi; il sangue, la
35 VIII | ed ahi! (un gran sospiro) accadevano cose che essi erano ben
36 XVII | Che diancine era dunque accaduto? Il dottore almanaccava
37 III | proseguì il dottor Agenore accalorandosi, alla fine la vita è breve,
38 XIX | ch'io ti veda bene - ed accarezzando colle mani la fronte, i
39 XI | lenzuola levò una mano ad accarezzare la testa tremante del vecchio
40 II | mani leggiere e fresche per accarezzarla sulla fronte, sulle guancie,
41 XX | quale tentò un sorriso ed accarezzò colla mano tremante la testa
42 II | naso. Quell'atto di supremo accasciamento fe' balenare un altro sorrisetto
43 I | perchè guai se mostravo di accasciarmi, subito la signora Virginia
44 XX | supplichevole della povera donna accasciata sul pavimento; Agenore toccava
45 XX | un lieve grido e ancora s'accasciò e nascose la faccia fra
46 XI | melanconica veniva a poco a poco accendendosi, trasfigurandosi in volto.
47 VI | a nascondersi, oppure ad accendere fuocherelli che ardano solitari
48 XI | contenta, quasi lieta. Le si accendevano nel pensiero baleni di luce,
49 X | collera, ma con dignità, accennando Leonardo:~- Egli non ci
50 XIV | istante in meditazione, poi accennava di proseguire; dopo una
51 II | pareva d'udire, parole nuove, accenti ignorati, e quando lo stornello,
52 III | di domandarglielo me ne accerterò io stesso. -~Così dicendo,
53 VI | un'occhiata fuggitiva si accertò che la bella lo guardava
54 XVI | ciarliere che egli aveva accettate.~- Dove è ora Ernesta? -
55 II | Pazienza! Ci separeremo. Accetto la mia parte di vittima. -~
56 X | contrasti fisiologici nè accidentali.... All'anfiteatro anatomico
57 VII | fantasia superstiziosa, accoglierla come un amico strambo che
58 I | modo loro, vale a dire mi accolsero in casa nei primi giorni
59 VI | rispose.~Un'ora dopo essa accommiatava con infinito garbo il suo
60 XVII | ride, - proseguì Agenore, accomodando la benda al cieco, - e si
61 I | piacete, ci sarebbe modo di accomodar tutto senza scandali...
62 II | lei; vuole andarsene, si accomodi. -~E così dicendo la povera
63 XVI | senza pensarci quasi, ti accompagna per servirsi della tua carrozza
64 XIX | cui i grilli facevano l'accompagnamento.~- Ah! - disse Ernesta voltandosi.~-
65 XIX | Due risate squillanti lo accompagnarono un tratto. Poi il medico
66 II | andassi in teatro solo per accompagnarvi lei, che la conducessi a
67 VIII | cuginetta venne sola, a piedi, accompagnata dal vecchio servitore, poco
68 III | da un marito indegno, l'accompagnava nella solitudine, spiava
69 I | tutto senza scandali... Acconsentireste a darmi la vostra mano? -~
70 X | impressioni e se ne andò, accontentandosi di un saluto dei più semplici.
71 III | ci può nulla); vorrebbe accontentarle tutte e due.... potendo.~-
72 IX | giorni prima; Ernesta si era accontentata di levare gli occhi e di
73 XIII | questo avvenimento e si accontentò di dire che gli zii Rinucci
74 VII | scendeva dalle montagne si accordavano a dire: «Qui si contempla
75 VI | tavola, il dottor Agenore, accorgendosi di certe occhiate furtive
76 XVI | ed io non potrò nemmeno accorgermene per dirti: «cattivella,
77 XVI | uomo che pensa finisce con accorgersi della sua e dell'altrui
78 III | volta in vita sua egli si accorgeva del fascino sintetico che
79 XVII | chi vuoi che sia? Non ti accorgi della premura, con cui ti
80 XVII | ti sta intorno?~- Sì, mi accorgo di tutto, medito ogni sua
81 XXI | ogni tanto, ella vedeva accorrere mille giocondi pensieri
82 XIX | osando sperare. E quando accorresti al fianco della mia sciagura,
83 XXI | sottovoce: - Ernesta?... -~Accorreva essa e gli ordinava con
84 XXI | Mille fantasmi ridenti accorrevano ad ingannare il tempo lungo.~
85 III | aggiunse volgendosi ad Olimpia accorsa alla chiamata: - Prepara
86 I | specialmente meco; non me ne sarei accorta, se la mia cuginetta non
87 IX | stesso non preferisse le cure accorte d'una infermiera già pratica
88 XIX | domani, che non vi sareste accorti di me.~- Io me n'era accorto -
89 XVIII| ordinazioni del medico, ed accostandosi a Leonardo gli disse per
90 XXII | pudore no; è impossibile accostarsi ad una donna che faccia
91 II | addormentata sul seggiolone, si è accostato, ha chiuso adagino la finestra
92 XXI | istante immobile, poi si accostava al letto sulla punta dei
93 XV | mano, con una muta carezza, accusandosi in cuore di essere stata
94 V | altro in cui fui colta da un acquazzone. Salvo che allora godevo
95 XIV | frenati, che lo scongiurava di acquetarsi, diceva finalmente con un
96 V | sole, i canarini si erano acquetati nel vano della finestra,
97 XVI | tumulto; un momento di lotta acre e rabbiosa, poi tornò l'
98 II | tue; la discussione è un acrobatismo dell'ingegno, uno sforzo
99 XVI | vuoto, tu non sai quanto si acuiscano i sensi, e che parole si
100 II | veglia protratta le aveva acuito i sensi più ancora; udiva,
101 VI | aspetta....~Ma una voce acuta, meglio un fischio che una
102 II | giovine donna aveva quell'acutezza di senso delle nature fantastiche
103 XXI | immobilità, il silenzio.~Adagiato l'infermo nel letto, sopra
104 II | si è accostato, ha chiuso adagino la finestra già invasa dal
105 XVIII| quello del marito, vi si adagiò, poi disse scherzosamente: «
106 VII | Buona notte!»~E le ombre si addensavano, e le stelle ammiccavano
107 V | giorni di pazienza... Li addomestico a venire a mangiare il miglio
108 II | svegliarmi, mi ha vista addormentata sul seggiolone, si è accostato,
109 XIV | spesso Ernesta credendolo addormentato camminava sulla punta dei
110 I | e quando aveva finito si addormentava col sorriso del giusto sulle
111 II | invece mi tiro un inferno addosso. Tu sai come è andata. Ernesta
112 III | pigliando per mano la bella adirata, la trasse con lieve violenza
113 XVII | disse altro; pur comunque si adoperasse a nasconderlo, egli era
114 VI | la più formidabile: tu adoperi un'iperbole pel gusto di
115 XXIV | Agenore.~Il dottore si lascia adorare, si lascia dire che è bello,
116 XIX | mormorando coll'accento dell'adorazione il nome di Ernesta, parve
117 XV | buona.~- È vero, ha la voce affabile... è alto?~- No, mezzano.~-
118 XXIV | nel viale, i colombi si affacciarono dalla piccionaia per vederli
119 XXI | se uno, insistente, se ne affacciava ogni tanto, ella vedeva
120 VII | una luce; ad una ad una si affacciavano le stelle, in ogni zolla
121 XVI | aveva lasciata poc'anzi, si affacciò alla finestra per cercarla;
122 II | borghesucci, da gente di affari. Un impiegato che passa
123 | affatto
124 V | scibile a quest'unica formula: afferra quello che ti passa a tiro
125 X | viva, non riuscivano ad afferrare un raggio nelle ombre fitte;
126 I | zia procurò di divagarmi affidandomi tutte le rimendature, mia
127 XVIII| venir oggi a vederti, ti ha affidato a me, e se domani non ti
128 VII | stornelli, nella solitudine che affina i sensi, farsi della sfinge
129 I | doleva proprio; nella mia afflizione per aver perduta la mamma,
130 IX | del dovere non ti ha fatto affrettare abbastanza. La tua lettera
131 VI | dottore, raccomandandogli di affrettarsi per giungere a Bellagio
132 V | udì uno starnazzar d'ali affrettate; un paio di colombi gli
133 V | perde, rivive a modo suo... Affrettiamo l'amore! -~L'ultima frase,
134 XXII | riuniti, uscì in questo aforisma balzano:~«Ogni donna è un'
135 V | economici ed i più spediti. -~L'aggiunta scherzosa del dottore fece
136 XII | di rasoio in fretta.... aggiusta ancora il nodo della cravatta
137 XVII | rassicurato, ed appena ne ebbe agio, ripetè con accento di preghiera: «
138 X | mangia le minestrine, e non agitarti; procura di dormire....
139 IX | diventata una di quelle virtù in agonia, delle quali si dice: «sarà
140 XX | rianimò la disinvoltura agonizzante d'Agenore.~Si parlò di narcotizzazione;
141 II | Leonardo, che aveva preso l'aire e non poteva fermarsi, dovette
142 VIII | ippocastano e sulle brevi aiuole e di averne coscienza, usciva
143 XIII | impiegato da Bortolo nell'aiutare a vestire il padrone, Agenore
144 XIII | Ernesta chiamò Bortolo perchè aiutasse il suo padrone a vestirsi
145 XVIII| il dottore Q... abbia un aiuto e non un impaccio; a teoriche,
146 XI | venne presso al padrone e l'aiutò a rizzarsi, intanto Ernesta
147 II | allegre, su cui non posava mai ala di nibbio; l'ippocastano
148 V | capo, seguì cogli occhi l'alata coppia, e vide sotto una
149 VI | mezzo al verde fogliame l'alato consigliere.... finchè lo
150 VII | terrestri dall'alto degli alberi facevano la parodia dei
151 | alcuno
152 VI | conseguente mutezza. Costretto ad alimentare il discorso che cadeva un
153 III | altrettanti nemici che noi alimentiamo, e quando ci pare di essere
154 VI | spengano per mancanza di alimento; se il tempo è pigro, ti
155 XI | Leonardo.~E quando sentì alitare sul viso la brezzolina della
156 II | pallida, accompagnato dall'alito fresco del mattino; fendevano
157 VIII | forza di staccar sassolini allargando la breccia, si era fatto
158 XVIII| palpebrale del paziente, o per allargarla troppo cagioni un arrovesciamento,
159 V | e non punto rassicurato, allargò le ali e spiccò il volo.~
160 VIII | proponeva dunque di stare allegra, di compensare coll'intensità
161 V | nero. Ernesta battè le mani allegramente:~- Quanti! Quanti! e' sono
162 XIX | Ernesta e Leonardo.~Di nuovo l'allegria si spense sulle faccie dei
163 XVI | Agenore rimanesse a tener allegro l'ammalato.~Dalla finestra
164 XIV | ritrovare mille modi per alleviare la buia solitudine del povero
165 XI | al fianco di un cieco, di alleviargli gli spasimi della noia,
166 IX | coscienza: - correre a Milano, allietare la notte dello sciagurato
167 V | veramente eroi i miei piccoli allievi, ma tanto, sa? a quest'ora
168 VII | perdersi in ciancie; un'allodola piombava dall'alto come
169 VI | libera sulla fronte come per allontanare un pensiero insistente -
170 XVIII| sulle guance.... poi volle allontanarsi, ma si sentì trattenuto
171 XIX | passo della moglie che si allontanava, stette in ascolto finchè
172 V | direttamente quello che si allunga verso Lecco. L'idea di nido
173 XVI | prima vedute, manine che si allungano nel vuoto a carezzarti?
174 X | non inciampare nelle gambe allungate del cieco, e venne presso
175 XVII | dunque accaduto? Il dottore almanaccava invano, guardando in faccia
176 XI | pigliar parte alla generale altalena.~- E all'immenso susurrar
177 XVIII| taschino e ve le ricacciava, alternando; finalmente si fece forza
178 XXIII| posarsi in cima ad un noce altissimo, dove ripigliò il suo gorgheggio.~
179 | altr'
180 | altrettanti
181 XX | dice che, se preferisci alzarti, nel tuo stato non vi è
182 II | gioia se fosse un altro, amante e riamato, per poter correre
183 XV | cercando di veder meglio quelle amate sembianze, poi voltò la
184 XXII | balzano:~«Ogni donna è un'amazzone, o combatte colla civetteria
185 IX | stornelli possano o no recare le ambasciate degli spiriti superiori,
186 XVI | Ercoli dell'egoismo e dell'ambizione sono gente che ha pensato
187 XV | che cosa è?~- Una tenda americana; vi è dipinta una pianta
188 II | mi piacerai sempre, e ti amerò in eterno; hai una posizione,
189 XIV | disperato: «siamo infelici, amiamoci!»~Il dolore fa grandi, dà
190 VII | sensi, farsi della sfinge l'amica del crepuscolo, dei grilli
191 IX | Circolo, una ventina di amiche e di conoscenze - ecco il
192 XI | dicesse: «Leonardo, mettiamo l'amicizia dove non fu mai l'amore.»~-
193 VI | Caffè ed al Circolo; si ammala, si finisce da sè, è cosa
194 XXII | del medico colla pudibonda ammalata, al cospetto solenne di
195 XVI | era uscita di casa.~- Ti ammalerai - aveva detto il cieco, -
196 I | voglio più vivere, la legge ammette la separazione per incompatibilità
197 VII | addensavano, e le stelle ammiccavano più fulgide, e i grilli
198 VIII | portava una dedica a' suoi ammiratori, non priva d'ingenuità o
199 II | un po' quanti avventori ammogliati con prole conta il Caffè
200 XI | orologio a pendolo; Leonardo ammutolì e stette in ascolto contando
201 I | alla petulanza e lo fece ammutolire. Toccò alla zia a parlamentare
202 XIX | fatto io per meritare l'amor tuo. Tu non sai perchè m'
203 XX | disse l'operatore con voce amorevole.~- Starò fermo, - rispose
204 I | disparte per me, e qualche amorevolezza delle solite da ricambiare
205 V | natura; solo nelle sue febbri amorose l'uomo trova il conforto
206 II | sempre bisticci e scene analoghe.... Le ho detto che oggi
207 IV | sempre con una lezione d'anatomia, allo scopo di ottenere
208 | ancor
209 I | mi garbava molto; pur vi andai felice di uscire dalla casa
210 V | senta... -~E invano volle andar oltre. Ernesta non sollevava
211 I | non potendolo cambiare per andarle a genio, la consigliai di
212 XI | finestra è là, e mi sento d'andarvi solo.... sta a vedere. -~
213 VIII | siete separati, che te ne andasti in campagna per non stare
214 XIV | colori, i contorni, siano andati perduti nel buio senza fine....
215 XV | sapere che le minestrine andavano soggette alla revisione
216 III | Ed io?~- E tu in luglio andrai ai bagni di Spa, te li ordino
217 XIX | staremo sempre insieme, andremo in campagna; ho tante cose
218 XIV | strano, ad uno dei mille aneddoti, coi quali il semplice e
219 I | regalare quattro o cinque anelli, un medaglione ed uno scialletto
220 XIX | parlato il linguaggio degli angeli; la rivelazione era compiuta.
221 VIII | monotoni, lunghi, pieni d'angoscia senza nome. Il dottore,
222 XIX | Senti, - proseguiva il cieco animandosi, - guarirò, voglio guarire,
223 XI | melanconica, che parevano animarsi per sorriderle, per dirle: -
224 V | aggiunse - sono scorie animate dalla stessa madre comune,
225 XIV | venisse dall'alto. Nelle anime prima esacerbate dal puntiglio,
226 VI | ad errare nello spazio, animella leggera, sopra e sotto nuvole....
227 I | va in campagna, certa di annoiarmici un pochino, ma felice della
228 XVI | finalmente osservò:~- Doveva annoiarsi in campagna! -~Il dottore
229 XI | vero forse?~- È vero.~- T'annoierai, sono un melanconico compagno;
230 VII | Agenore:~«Caro Dottore - Mi annoio mortalmente: le è possibile
231 VIII | quinto giorno Ernesta si annoiò, con minori spasimi e più
232 IX | di compiere un dovere;» annunciava la cecità di Leonardo e
233 XIII | nominò e ripetè il fausto annunzio della visita dei coniugi
234 XI | un impercettibile cigolio annunziò che la fiamma era spenta.
235 VIII | spiritello buffone di un anonimo, a cui aveva ogni volta
236 V | poveraccio, era impolverato ed ansante. Avrebbe potuto farsi tirar
237 III | aspettava al Cova con una certa ansietà:~- Dunque?~- Se ne va.~-
238 I | che mi si promettevano, anticipando alla mia vanità di fanciulla
239 VI | qual frutto dal mio senno anticipato? Tanto ci è la tomba che
240 XXII | siccome non mi aspettereste, anticiperò.~- Brava!~- Brava! -~Alla
241 XXIV | Estratto dalla Nuova Antologia.~
242 XIII | stette un istante a braccia aperte come un crocifisso, e nella
243 IX | filosofo materialista la parola apostasia non ha significato, perchè
244 VI | fanciulla. Invasa come da apostolico zelo, per convertire alla
245 VI | di spegnersi, ed il suo apostolo si infervorava a tenerlo
246 VII | forte, e il cuculo inanimito appaiava più di frequente le sue
247 VI | d'alcun affetto per non appannarne il decoro? E quale decoro?
248 VI | è finzione, è formula, è apparato per aggiungere solennità
249 I | accorgermi che in quella felicità apparente l'amore non entrava per
250 I | Quanto ha durato il nostro? Apparentemente tre mesi, in realtà meno
251 VI | tua vanità, dà al fuoco le apparenze del ghiaccio e fantastica
252 XI | ufficio santo, e, comunque apparisse avvolto di melanconia, un
253 XX | come la prima volta gli era apparso, indifferente e cortese,
254 XIII | un altro indirizzo, che apparteneva come provento d'ufficio
255 II | l'altro, - manco male; io appartengo ad una classe che ha vacanza
256 XXIII| quando te bella, gentile, appassionata possedevo indifferente,
257 II | un'altra rondine si teneva appesa al nido sotto la gronda
258 XX | seggiole, gli armadi, i quadri appesi alle pareti, non parendole
259 II | toppa, ha avuto paura si appiccasse fuoco alle cortine del mio
260 XI | sola, noi siamo qui per applaudire alla tua anima generosa. -~ ~ ~ ~
261 VI | grandi occasioni. Agenore applicava queste idee ed altre sull'
262 XIV | aveva detto un giorno, - ti appoggerai al mio braccio; ti farà
263 XVII | offrì l'omero perchè vi si appoggiasse e lo menò in giro per le
264 XI | di piacere. -~Colle mani appoggiate al davanzale continuò a
265 X | Leonardo! -~Ernesta si appoggiò allo schienale del seggiolone
266 II | e quando lo stornello, appollaiato sull'ultimo ramo dell'ippocastano,
267 XVI | di bene; cattivo marito, apprenderò a rispettare il culto della
268 IV | filosofia materialistica, appresa nell'anfiteatro anatomico
269 | appresso
270 II | corda o sulla barra che non approda a nulla. Tu non sei padrone
271 XVIII| carità facesse rispettare appuntino le ordinazioni del medico,
272 XXII | cuginetta rizzò il capo ed appuntò le labbra pronta a combattere
273 XVII | melanconico, - che io doveva aprir gli occhi quando ci potevo
274 XIX | qualcuno a parlarmi di te, ad aprirmi gli occhi, a farmi vedere
275 I | e mia cugina Rinucci mi aprirono le braccia a modo loro,
276 XV | membra del cieco.~Stava per aprirsi uno spiraglio nell'avvenire.~
277 II | altra a Bortolo perchè non aprisse tanto le imposte. Bortolo
278 XXIV | cardini delle porte che si aprono di rado - s'irruginiscono
279 XXIV | ha affilato ed il babbo aquilino,... ha.... Via, diciamolo,
280 VI | accendere fuocherelli che ardano solitari e si spengano per
281 V | ma anche questa volta l'ardita metafora gli parve, come
282 IX | la severità verso alcune arditezze dell'innamorato - ma concedeva
283 VIII | complicata, centrale, posteriore, argentea, calcarea, capsulare, piramidale,
284 XVI | finestra.~Si udì la voce argentina di Ernesta che rispose: «
285 XIII | grossa!~Che cosa doveva argomentare la signorina Rinucci da
286 II | Tua moglie farà le sue argomentazioni, immagino?~- Pur troppo....~-
287 VI | solitudine, per avvizzirti nell'aridità del cuore, per atrofizzare
288 I | s'inanimiva e pigliava le arie di vincitrice. L'autorità
289 VIII | esauriva il suo repertorio d'ariette; le frondi, il venticello,
290 XX | letto, le seggiole, gli armadi, i quadri appesi alle pareti,
291 VI | suo, egli concedette un armistizio alla bella, e come le ebbe
292 VII | passeri biricchini, il cuculo armonista, ricevere la visita delle
293 XII | allo specchio.... sei in arnese, non ti manca nulla....
294 VIII | inoperose e passive, si arrendono. La nuova strategia del
295 XVI | pomeriggio l'infermiera si arrese, accettò di scendere in
296 II | ragione - uscì a dire Leonardo arrestandosi di botto, mentre stava mettendosi
297 XIV | leggitrice di star zitta, si arrestava un istante in meditazione,
298 IX | strategia con una mossa troppo arrischiata o con un assalto repentino.
299 IX | chiedere di Leonardo.~- Non è arrivato, - rispose il dottore colla
300 XII | bacchetta ed ecco il programma: arrivi in casa dell'amico Leonardo
301 XIII | Agenore. Aveva la faccia arrossata, non salutò nemmeno Ernesta
302 XVI | un saluto; ma la vergine arrossì. E per un quarticino d'ora,
303 XVI | la parola, la signorina arrossiva e chinava gli occhi a terra~
304 XVIII| allargarla troppo cagioni un arrovesciamento, e guasti il tuo decoro
305 V | domanda. Filosofia, scienze, arti - ghiribizzi fosforescenti;
306 XIV | Ernesta raddoppiava gli artifizi, gli inganni, le giravolte
307 XXIII| Ah! perchè no? Lunga, asciuttina, coi capelli color di stoppa....
308 XXIII| cuore....~- Sta zitto.... ascolta.... -~E così dicendo, si
309 XVII | suo linguaggio; bisogna ascoltarne attentamente uno e meditarvi
310 XIX | ma credevo che tu pure ascoltassi quello che dice l'usignuolo.~-
311 II | una e mezza; alle due mi aspettano al Cova. Fatti annunciare....
312 VIII | signorina Virginia la pregava di aspettarla in casa il giorno successivo
313 V | saluto ed un cenno perchè aspettasse alquanto e non si movesse.~
314 XX | La luce?~ ~Venne l'alba aspettata con desiderio e con trepidanza.~
315 IX | esposizione di rose; erano anche aspettate le dame Viennesi per dare
316 XIX | fantasmi dell'avvenire, l'aspettavano altri fantasmi, già paurosi
317 VI | strategica le pene dell'aspettazione e del digiuno ad un esercito
318 XXII | Virginia; - e siccome non mi aspettereste, anticiperò.~- Brava!~-
319 V | lacrimali; ora è passato; mi aspetti qui, vado a cancellarne
320 IV | incominciare una cura radicale.~Aspettò, partì e giunse a Bellagio.
321 XIX | profondi sconforti, delle aspirazioni interminate che mozzavano
322 XIV | comandava la pace; alle aspre guerricciuole combattute
323 | assai
324 XXII | pudore; la civetteria, che assalisce da lontano e tira a cimento
325 V | male; vi è l'organismo dell'assassinio, come vi è l'organismo del
326 V | lettuccio; quello in cui assediai la galleria d'un grillo
327 XII | compassione, e la tua bella assediata ti casca nel tenerume; e
328 XXII | come cuginetta, Ernesta assediò di domande Agenore, il quale
329 XVI | venuta a Milano quando ero assente?~- Chi?~- Ernesta.~- Sì,
330 IV | degli amici, non è temerario asserire che egli era una creatura
331 II | vi legge il Sindaco o l'Assessore; sono quattro buoni articoli,
332 III | coll'aria d'un guerriero che assicura l'asta in pugno, e ricominciò
333 XX | attonita.~Il dottore veniva assicurando una compressa sopra l'occhio
334 II | un'azione meritoria, di assicurarmi la mia porzione di paradiso,
335 IV | pretesto di farle visita, di assicurarsi della sua salute, ed incominciare
336 II | ci pensi sul serio, e ti assicuro che faccio una fatica, una
337 XI | la moglie venne ancora ad assiderglisi presso, egli lottò dentro
338 XXI | non una donna, vagolava assiduamente in quel buio - Ernesta,
339 XXI | pensieri a cacciarlo, ed assisteva come impassibile a quella
340 VI | dal mondo una vita che non assomigli a questa. Così sarai riverita,
341 XXIV | Perchè quella creaturina non assomiglia nè a Virginia nè ad Agenore;
342 XXIV | Ernesta, - si è proposta di assomigliarti; tienilo per te, e bada
343 XI | campanello. Leonardo, che pareva assopito, non si mosse, solo come
344 V | gli uccelli gridano per assordarsi a vicenda? Scommetto di
345 I | convincermi che la mia idea era assurda, che non può una giovinetta
346 V | contrario al mio, il che è assurdo; la infinita varietà delle
347 III | guerriero che assicura l'asta in pugno, e ricominciò l'
348 VIII | un'ora in contemplazione, astrattamente, senza diletto, e se le
349 XX | filacci, levar da un piccolo astuccio certi ferretti lucenti,
350 VI | rettoriche, l'antitesi è la più astuta, la più formidabile: tu
351 XII | giunte le cose la guerra d'astuzie non giova.... bada, il nodo
352 XIV | finchè anch'io diventavo un atomo di quel caos e giravo anch'
353 III | robustamente, la linfa lo atrofizza, i cattivi umori gli inacidiscono
354 VI | nell'aridità del cuore, per atrofizzare la fibra in una vacua contemplazione.~«
355 VIII | svelato ogni cosa; pel vivo attaccamento eransi tenuti informati
356 V | con un sorriso ingenuo, si attaccò al braccio del poderoso
357 V | voleva uscirne, e proseguì atteggiandosi con una certa solennità,
358 I | io feci la sorda e mi attenni alla lettera.~Fu allora
359 XVII | amare un'infermiera così attenta, così premurosa, così bella...
360 VIII | pensiero di stare ad ascoltare attentissima, anche quando la signora
361 XI | Leonardo aveva seguito con attento orecchio tutti quei movimenti.
362 II | pareva curiosissimo in quegli atti, e pensava: - Qual gioia
363 XX | Leonardo, il quale in un attimo fu vestito ed accomodato
364 IX | estatica delle ore intiere, vi attingeva non so qual forza virtuosa
365 XX | Ernesta aprì gli occhi attonita.~Il dottore veniva assicurando
366 XXI | le piante, li guardavano attoniti, e quante creature avevano
367 II | parevano sempre piene di attrattiva, era persuasa che le rondini
368 I | elegante, disinvolto e miope, attraversarlo tirandomi dietro lo strascico
369 XV | mondo. Quanti luoghi ho attraversati frettoloso, sbadatamente,
370 VII | bottino; un frosone tardivo attraversava l'aria frettoloso, senza
371 VI | di questo fantasma, non attribuiva scioccamente la sua fortuna
372 VI | il mio amico Leonardo, si attutiscono i sensi nell'inerzia e nello
373 V | uno probabilmente dei due audaci, che era venuto a posarsi
374 XI | sguardo in quella povera aureola senza vederla, finchè, più
375 XI | pietoso ufficio. Poi all'austero sentimento del dovere, era
376 XX | ancora girava il capo come un automa, e ancora fissava gli occhi
377 XX | intorno con un movimento automatico del capo, contemplava il
378 | Avendo
379 | avergli
380 XVII | salutò scusandosi di non averla veduta, senza altro risultato
381 | avermi
382 VI | Ricordava, e si stupiva di non avervi badato prima, che la leggiadra
383 | avessero
384 | avete
385 XI | un'ispirazione; una voce avevale detto: «Il tuo posto è al
386 | avevi
387 | avrai
388 | avrebbero
389 | avrò
390 XXI | per lo innanzi se n'era avveduta. Quel sorriso era un madrigale;
391 XXIII| od al circolo, che non mi avveleni a stilla a stilla colla
392 XXII | Nessuno seppe mai che cosa avvenisse in quel primo incontro del
393 VIII | senza diletto, e se le avveniva di fermare l'occhio sull'
394 V | oramai, ma l'occasione d'avventare una metafora. Agenore si
395 XXIII| del sole nessun uccello si avventurava sugli alberelli vicini,
396 XIII | la lingua.~Che cosa era avvenuto?~Ecco: il dottore Agenore
397 IX | tornasse nel tetto coniugale, avvertendo fra parentesi che ella sapeva
398 XVIII| far visita al cieco, ed avvertì il suo collega che l'operazione
399 II | voce di un altro campanello avvertiva il vecchio cameriere che
400 X | ombra nera nel mezzo, ed avvezzando l'occhio alla scarsa luce,
401 XXI | sì che a stento gli occhi avvezzi potevano vedere il nero
402 XV | salotto, - soggiunse Leonardo, avviandosi al braccio della moglie.~-
403 VI | venuti fuori di casa e si avviarono passo passo lungo un viale.
404 VI | doveva credere la digestione avviata, il dottore reputò non contrario
405 XIII | il dottore che le si era avvicinato approfittando dell'attonitaggine
406 V | sgorgavano abbondanti. Agenore si avvicinò colle fibre in tumulto;
407 III | noi siamo povere creature avviluppate in una rete di nervi, mal
408 XX | Leonardo e la mano di lui avvinghiarsi alla propria; strinse vie
409 X | si mosse. Finalmente si avviò a passi lenti, attraversò
410 VI | consumarti nella solitudine, per avvizzirti nell'aridità del cuore,
411 XI | sole che mi saetta e mi avvolge co' suoi raggi e non mi
412 XI | santo, e, comunque apparisse avvolto di melanconia, un avvenire.
413 XIX | e giudichino le nostre azioni; e ad ogni atto che stiamo
414 XXIV | Agenore; la mamma ha gli occhi azzurri, il babbo neri, e il piccino
415 XI | distanze, l'ultima luce azzurrognola del lumicino che si spegneva,
416 VII | diceva il venticello blando baciandola sulle guancie e tentando
417 XI | venuta a vederla, l'aveva baciata in fronte con un bacio lieve
418 X | Il dottore fece il giro badando a non inciampare nelle gambe
419 VI | si stupiva di non avervi badato prima, che la leggiadra
420 XI | non comprendeva, non le badava neppure; tutto immerso in
421 V | questa volta la bella non badò al cinguettìo carezzevole,
422 I | getterò nelle braccia e bagnerò di lagrime la sua testina
423 XI | profonda pietà, riuscì a balbettare:~- Che vuoi, Leonardo?~-
424 XIV | vedo, lo vedrai tu pure, - balbettava la povera donna con accento
425 XIX | colmava ora.~Ma a quelle baldanze, a quegli impeti, a quei
426 XXI | stata un inganno; ecco, i baldi fantasmi fuggono dalla sua
427 IX | legame, di consistenza, balenando un istante per sparire subito
428 II | supremo accasciamento fe' balenare un altro sorrisetto sulla
429 VII | le stelle, in ogni zolla balenava il segnale amoroso delle
430 XI | accendevano nel pensiero baleni di luce, le correvano al
431 IV | avevano voluto il sangue, la balia, la complessione, a dispetto
432 XVIII| egli, sta per entrare in ballo la tua riputazione di medico,
433 V | quella parte copre la ripida balza del monticello.~Il dottore
434 III | accomoda, - disse Ernesta balzando in piedi e suonando il campanello.~-
435 II | il sangue colle sue idee balzane.... Pazienza! Ci separeremo.
436 II | state chiuse le imposte; balzò in piedi si stropicciò gli
437 XXIV | suo; è biondo...~- Tutti i bambini sono biondi....~- Ma il
438 VIII | cuginetta dalla testa di bambola, ripartiva per Bellagio -
439 VI | gli uomini e le donne che banchettano ripeteranno il nome tuo
440 I | contino, sul calesse nuovo del banchiere, sul prossimo duello, sull'
441 II | soprano di cartello, il barone C... che passa i giorni
442 II | trapezio, sulla corda o sulla barra che non approda a nulla.
443 XI | del passato che era una barriera alla carità. Non trovava
444 XII | ma non hai a credere che basti; è vero, hai molto trascurato
445 VI | deliberato di mutare il piano di battaglia. ~La bella donna, non so
446 VI | occupandolo nelle finte battaglie dell'amore, nella scherma
447 VIII | era una di quelle nature battagliere, che, combattute con qualunque
448 XXIII| Sbagliato! - gridò Ernesta battendo le mani; - bravissimo!~-
449 XI | silenzio profondo, misurato dai battiti sommessi dell'orologio.~
450 XXI | donna le misurava con un battito tranquillo.~Sentiva una
451 I | vivremo come Filemone e Bauci.~E siccome io pigliava fuoco,
452 V | in tanto ci vengono per beccare il miglio; finiranno ad
453 XXIII| innocente dei tuoi fiori, e beffai la canzone del tuo canarino,
454 XXIII| canto e ripigliò a dire beffandosi:~- Sarà.... ogni anno ne
455 VI | ripigliava a dire una voce beffarda, in nome della virtù tu
456 VI | modi di Ernesta, tra il beffardo e il romantico, quello spasimo
457 VI | e dubiti, e temi, mentre beffi i tuoi dubbi e le tue paure.
458 XXI | ricciuti, baffetti neri e belli... Era bello Leonardo!~E
459 II | insopportabile; peccato, perchè è bellina proprio e vi sono nella
460 IX | Viennesi; ve n'ha delle belline fra i violini.... Un caro
461 VI | sangue e nei nervi della bellissima creatura un po' di noia
462 XXIV | merito proprio e della sarta, belloccia; in fine Virginia Rinucci
463 XII | tua fatta, grande, grosso, belloccio, con una testa espressiva!...
464 XI | star molto male con questa bendaccia sugli occhi. -~Sorrideva.~-
465 X | schienale e cogli occhi bendati.... Le si strinse il cuore,
466 XIV | santo rito d'una pietosa, benedetto dalla gratitudine d'un infelice.
467 XXIII| Arturo Shopenhauer benedirà le nozze - entrò a dire
468 XV | dottor Q.... con accento benevolo; - si faccia coraggio.~Per
469 VI | importuno, lo diceva la benigna languidezza dell'atto con
470 XIX | fantasmi, già paurosi ora benigni, quelli del passato, quelli
471 XII | già cambiarla, spianarne i bernoccoli, rimpastarle il fosforo;
472 X | e la lisciò leggermente, bevette un sorso e riconsegnò il
473 X | meglio.... mi raccomando, bevi la tua pozione, mangia le
474 II | compatirla; le sono idee bevute coll'educazione, idee da
475 XI | veggo buone faccie, ridenti, bianche più della neve, con occhi
476 V | nasceva spontanea vedendo biancheggiare la casa attraverso il boschetto
477 XXI | rimboccatura, perchè la bianchezza del lenzuolo non ferisse
478 XV | mustacchi più neri che bianchi, fronte alta, naso medio,
479 I | apposta per dar luce al biondo-stoppa dei suoi capelli.~Un giorno,
480 IX | alba ed al tramonto, quella birba di stornello incaricato
481 IV | signori miei, commette una birbonata.~I clienti si guardavano
482 VII | ore; ascoltare i passeri biricchini, il cuculo armonista, ricevere
483 II | i giorni e le notti alla bisca e corre di galoppo verso
484 II | peggio dei soliti... anzi bisognerà che ci pensi sul serio,
485 XII | rovescio delle solite testoline bizzarre; ma tu non puoi già cambiarla,
486 XI | penetrava, insieme colla blanda carezza del venticello,
487 V | guardano in faccia ad ogni boccone, tirando indietro il collo,
488 VI | fu costretto a misurare i bocconi e pose questo sacrifizio
489 IX | venne recata una lettera col bollo di Milano. Era della cuginetta.
490 II | coll'educazione, idee da borghesucci, da gente di affari. Un
491 VII | lago e la solenne voce dei boschi che scendeva dalle montagne
492 VIII | paradiso in estate, ha colline boschive, dintorni leggendarii e
493 V | preferiscono vagar pel bosco, ma di tanto in tanto ci
494 VII | era lontana, lieta del suo bottino; un frosone tardivo attraversava
495 I | occhio a tavola, ad andare a braccetto per le vie. Sarò finalmente
496 V | lassù si vedevano i tre bracci del lago, ma più direttamente
497 XVII | mosse un passo leggerissimo brancicando per cercare il seggiolone,
498 I | far la moglie come le più brave. Ma che colpa ne ho io se
499 VIII | rimanere in città venti brevissimi giorni, chè tanto doveva
500 XXIII| tacque il gorgheggio.... un brevissimo istante di silenzio, e finalmente
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