20-dispu | disse-neces | negar-spade | spend-zucch
Atto
1 | 20
2 | 50
3 2 | Aridosio, di quanti beni egli abbonda, al qual di buona ragione
4 2 | certi, che ne son indegni, abbondassin di tanti beni, e certi altri,
5 4 | par mill’anni di vederla e abbracciarla.~ ~BRIGA~Aspettatemi, ch’
6 1 | crudele! non credo ch’egli accada in cento anni ad uno, che
7 2 | male, si precipitano, onde accade che pochi se ne trova dei
8 1 | in questa città, e adesso accecato non vede quello si faccia,
9 2 | tal grado, che poco più accender mi potrà di quel ch’io era,
10 3 | IACOMO~A far lume, ad accendere il fuoco e altre faccende.~ ~
11 | acciocch’
12 1 | perdita, perchè già s’era accomodato a’ suoi costumi.~ ~ ~LUCREZIA~
13 5 | ALFONSO~Se i denari avessero acconciar questa cosa, da me non mancherebbe.~ ~
14 5 | RUFFO~Quelli là possono acconciare, sopra di me.~ ~ALFONSO~
15 3 | Non dubitare.~ ~LUCIDO~E acconciarmi il viso bene; io vi so dire,
16 4 | consentir a tutti quelli accordi che vorrem noi rivolendoli.~ ~
17 3 | Oh quanto ci abbiamo noi accostare alla casa?~ ~IACOMO~Accanto
18 3 | avete cotesto lume in mano: accostatevi più in qua, più ancora,
19 3 | IACOMO~Per questa croce; accostiamoci adunque; qui sta bene.~ ~
20 1 | con Fiammetta mia, me gli accosto tanto, ch’ogni po’ più sarei
21 1 | piacere e ogni onore allo accumulare, tanto ch’egli è ridotto
22 3 | propri, quelli che io aveva accumulati fin col cavarmi il pan di
23 4 | PAULINO~Bè, io anderò pur adagio, ch’io ho trottato tutto
24 4 | che sia suo padre, essere addietro. Forse sarà qui stasera
25 2 | desiderio mio, pensai di addimandarla per moglie, e conferito
26 3 | noia.~ ~ARIDOSIO~Oh, non vi adirate per questo. Io starò tanto
27 1 | eredità, e le monache l’hanno adocchiata, e sebbene ella mettesse
28 2 | l’opra sua, lo possiamo adoperare; ed ecco a punto di qua
29 3 | Dio me ne guardi ch’io adoperassi cose di diavoli.~ ~IACOMO~
30 5 | obbligato, più che se m’aveste adottato un’altra volta.~ ~MARCANTONIO~
31 Int| giovane~ERMINIO figliuolo adottivo di Marcantonio~ARIDOSIO
32 3 | sì diligentemente aveva adunati, e ch’io amava più che gli
33 Pro| cervello è questo: gli altri si affaticano in comporre, chieggono,
34 2 | ei ci pare niente; niente affè: ma se qualcuno ci avesse
35 5 | o più.~ ~ERMINIO~Io ti affermo le impromesse.~ ~CESARE~
36 4 | questa è una gran grazia. E affermotti d’averla sempre tenuta in
37 4 | altro! Oimè! l’amore e l’affetto mi lacerano con tanto dolore
38 2 | che non pianga, e non s’affligga, poichè il piangere e lo
39 2 | poichè il piangere e lo affliggersi altro non fa che farle male,
40 2 | me lo ricordare, che mi s’agghiaccia il sangue; io non ho però
41 4 | che non partorisca, senza aggiugnermi quest’altro! Oimè! l’amore
42 5 | e l’ho lasciata come un agnello, e abbiamo conchiuso questa
43 3 | cosa del prete, mi bisogna aguzzare lo ingegno come io abbia
44 1 | voi sapete che la fortuna aiuta i giovani.~ ~ERMINIO~Tu
45 4 | calda.~ ~ERMINIO~Oh Dio aiutaci!~ ~PASQUINA~Basterebbe,
46 3 | tu eri pur piena! Lucido, aiutami, ch’io non mi reggo ritto.~ ~
47 4 | MARCANTONIO~Io lo voglio aiutare in quel ch’io posso.~ ~ARIDOSIO~
48 1 | mai nulla. Io so che tu m’aiuterai, e penserai a qualche modo
49 3 | presente, e ho bisogno che mi aiutiate in assai cose; pigliate
50 1 | compiaccio, e più presto lo aiuto nelle sue voglie e ne’ suoi
51 | alcun
52 1 | sebbene ella mettesse l’ali, mai potrebbe uscir del
53 1 | questa mutazione non si può allegare altre ragioni, e non si
54 5 | domandassera venite che si farà allegra festa.~ ~
55 1 | mio fratello e io fummo allevati in un medesimo tempo e dai
56 | allo
57 3 | bandire o in pergamo o all’altare; gli troverete in ogni modo.~ ~
58 2 | mancasse. E bench’io ne era altramente risoluto, questa essere
59 | altrimenti
60 3 | Sì, prometto.~ ~ARIDOSIO~Alzate la fè.~ ~IACOMO~Per questa
61 4 | poss’io non amar chi mi ama? non desiderar chi mi desidera
62 1 | amor senza esser amato, o amando, ed essendo amato, e desiderando
63 4 | perchè come poss’io non amar chi mi ama? non desiderar
64 3 | diligentemente aveva adunati, e ch’io amava più che gli occhi propri,
65 1 | sempre a questo modo; quell’ambasciate, che tu sai ch’io desidero
66 1 | se fatto lo avessimo lo amiamo, e più forse, perchè nè
67 2 | dell’animo, dubito di non mi ammalare, e tutto per causa di quel
68 1 | sentissi mai; lui vuole ammazzar suo padre, se torna di villa;
69 3 | gli trovo son deliberato d’ammazzarmi.~ ~LUCIDO~Eh, non tanto
70 3 | Avessi un coltello, che mi ammazzerei.~ ~LUCIDO~Io vo’ vedere
71 2 | chi volete voi, che gli ammazzi? bisogna menar preti, frati,
72 2 | mandarvi tanti, che gli ammazzin tutti?~ ~LUCIDO~Parlate
73 4 | le fa, e io mi tribulo, e ammazzo per cercar di lui, e rimediare
74 1 | d’esser amato da chi io amo, egli è tanto il dispiacere,
75 5 | sono riconosciuti e fatte amorevolezze grandissime, con tanta tenerezza,
76 5 | partorito, subito me ne andai dalla priora, che la trovai
77 2 | avere sì tristo effetto; ma andando crescendo, come fanno tutti
78 4 | ci portano mille pericoli andandovi. Però, figliuol mio, muta
79 3 | comodità di far altro, ch’andarla a vedere al monistero dove
80 3 | LUCIDO~Io voglio adesso andarlo a vendere, che il Ruffo
81 2 | ti par niente? e se gli andassero anche in villa?~ ~LUCIDO~
82 1 | ERMINIO~Disset’ella, ch’io l’andassi a vedere?~ ~LUCIDO~Ella
83 3 | misero come son tenuto; ma andatevi con Dio, non istate più
84 2 | ne vadano.~ ~ARIDOSIO~Ed anderannosene?~ ~LUCIDO~Risolutamente.~ ~
85 5 | farem quello che tu vorrai; andiam pur là adesso.~ ~ARIDOSIO~
86 2 | maraviglio di voi.~ ~ARIDOSIO~Andianne, Lucido.~ ~LUCIDO~Io ne
87 2 | vedrete; ma è meglio ch’andiate a ragguagliar ogni cosa
88 2 | masserizia, il buon uomo se n’andò in villa, e evvi già stato
89 1 | torrà, e daragliene, e tu n’andrai bene, se non ti caccerà
90 4 | Firenze, fin a cavarmi l’anel di dito.~ ~MARCANTONIO~Di
91 2 | egli abbia la casa piena d’angeli, non di diavoli.~ ~ARIDOSIO~
92 5 | liberato da un dolore e da un’angoscia maggiore che mai io avessi;
93 1 | mi ti levi dinanzi; tò, annoveragli.~ ~RUFFO~Gli annoverai poco
94 1 | annoveragli.~ ~RUFFO~Gli annoverai poco fa; ma non ti doler
95 3 | impossibili.~ ~RUFFO~Gli voglio annoverare.~ ~LUCIDO~Di grazia, che
96 2 | dozzine; quante volte ho io annoverati questi ferri, e considerati
97 3 | bella mostra legato alla antica, scantonato un poco da una
98 3 | in più di trenta, ed è l’antichità nostra.~ ~IACOMO~Adunque
99 3 | avevano ancora mezza la tavola apparecchiata; ma che farò io di quel
100 2 | arzigogoli sofistici, che hanno apparenza di veri, e poi non reggono
101 2 | Lucido dir mi vuole? Cosa appartenente a Cassandra bisogna che
102 3 | pazzo è questo! quando s’appicca ad uno è come la mignatta.~ ~
103 2 | ch’io sono, anche mi vo appiccando, quasi com’io non sapessi,
104 2 | porta; è ben vero che va appoggiandosi, e par che porti i frasconi.~ ~
105 3 | ruinar la porta, prima che aprire a nessuno?~ ~LUCIDO~Per
106 3 | tic toc, oh di casa, o là, aprite, volete voi ch’io vi rovini
107 4 | vogliate opporvi alle mie ardenti fiamme, le quali è impossibile,
108 2 | anche il vero, e la casa arderebbe or ch’io ripenso; io gli
109 3 | che io non voglio che mi ardiate la barba per questo.~ ~ARIDOSIO~
110 3 | stia cheto; in tutto dì non arebbe mai fatto altro verso.~ ~
111 4 | pensare a quello ch’io non arei mai pensato, e vi prometto,
112 Pro| chiamato per essere più arido che la pomice) della quale
113 Pro| nuova commedia intitolata Aridosia, da Aridosio detta (Aridosio
114 1 | essa uno che m’ha dato l’arra.~ ~LUCIDO~Io non posso più
115 4 | dinanzi, sciagurato, che postù arrabbiare!~ ~PAULINO~Oh porta i fiaschi
116 4 | ARIDOSIO~Ma infine, quand’io m’arricordo de’ miei denari, io esco
117 3 | che Aridosio e il prete arrivino qui? Tic toc, tic toc, oh
118 1 | mai al mondo fosse il più arrogante padrone di costui.~ ~RUFFO~
119 1 | fare Iddio che tu parli sì arrogantemente con un giovane da bene?~ ~
120 3 | ARIDOSIO~Rotta una pentola, arsa una granata e della legna
121 1 | LUCIDO~Guarda se sa fare l’arte questo scannauomini.~ ~TIBERIO~
122 2 | servi: trovano certi lor arzigogoli sofistici, che hanno apparenza
123 1 | ERMINIO~Queste sono molto asciutte risposte.~ ~LUCIDO~Io ve
124 3 | uomo, adesso non è tempo d’ascoltar le tue disgrazie. Torna
125 2 | mi nuoce? sempre è buono ascoltare assai pareri, quando in
126 3 | oggi lor credere che gli asini volassero: e questo è il
127 3 | significarlo, è meglio tacersi, aspettando l’occasione di dimostrarlo
128 2 | essere, chè non mi farebbe aspettar qui indarno; ma, matto ch’
129 3 | non gli vedere.~ ~IACOMO~Aspettate; io vi legherò questa berretta
130 4 | e abbracciarla.~ ~BRIGA~Aspettatemi, ch’io tornerò a voi, s’
131 1 | ne andremo qui in casa, e aspetteremo Erminio, che ci ha detto
132 2 | al proposito, e se tu m’aspetti qui, te la dirò, e starò
133 1 | posso più patire questo assassino; può fare Iddio che tu parli
134 3 | che la cosa del Ruffo sia assettata; poi ve ne potrete andare
135 1 | tuoi denari.~ ~RUFFO~Chi m’assicura?~ ~TIBERIO~Non t’ho io detto
136 1 | ch’io resto morto, e vommi assimigliando a Tantalo, il qual stando
137 3 | o costoro sono morti o assordati, tic toc, tic toc, Tiberio,
138 3 | inteso; voi parlate troppo astutamente: che cosa avete voi in quella
139 3 | RUFFO~Guarda che sciocca astuzia è questa: con dir ch’io
140 | at
141 3 | percuota in qual cosa.~ ~IACOMO~Attaccatevi a me.~ ~ ~LUCIDO, TIBERIO
142 3 | pur da vostra.~ ~IACOMO~Attendete a dire l’Ave Maria, e lassate
143 Pro| recitato, e voi se starete attenti, caverete il subbietto da
144 4 | non vedeva me, e guardossi attorno più di cento volte.~ ~ERMINIO~
145 Pro| a non curarvi di saper l’autore, perch’egli è un certo omiciatto,
146 2 | farne parlare a persone d’autorità con Aridosio, pensando che
147 1 | non pensa ad altro che ad avanzare, e allora gli parrebbe bene,
148 3 | due al prete, e tre che avanzino saranno del povero Lucido.~ ~
149 2 | se niega d’aver denari, l’avarone.~ ~LUCIDO~Venite pure a
150 | avean
151 Pro| PROLOGO~ ~Se voi averete pazienza, sarete spettatori
152 | averne
153 2 | borsa mia, che pagherei averti in seno?~ ~LUCIDO~Io mi
154 3 | la vita mia, l’anima mia; avess’io almanco un capestro da
155 | avessero
156 5 | RUFFO~Oh non sapete, ch’io l’avev’io?~ ~ARIDOSIO~Non io, ma
157 | avevamo
158 | avranno
159 4 | e così fra noi due gli avrem portati.~ ~PASQUINA~Alla
160 | avremmo
161 | avreste
162 | avuta
163 1 | desidera.~ ~MARCANTONIO~Io m’avvederò se tu avrai fatto seco il
164 5 | ERMINIO~Sorte no, ma sapere, e avvedimento vostro; però io vi son doppiamente
165 4 | grandemente, e dall’altra banda m’avveggo di non poter fare altro:
166 1 | solo allora fanno felici e avventurate le case, quando inaspettatamente
167 2 | sopportare una felicità come una avversità, bench’io sia certo di non
168 4 | cominciare, ma ti voglio avvertire.~ ~ERMINIO~Oh Dio voglia
169 4 | Marcantonio, Lucido e tu; però avvertiscili che tacciano.~ ~ERMINIO~
170 1 | caro che me n’abbia fatto avvertito, perchè ne voglio ritrovare
171 1 | a fare, quanto è meglio avvezzargli che non si abbiano a vergognare
172 1 | che importa assai, e così avvezzarlo, che ei m’ubbidisca non
173 5 | MARCANTONIO~E’ non è però d’avvezzarsi a far simili disordini,
174 3 | stiamo più a perder tempo, avviamoci in là.~ ~ARIDOSIO~Oh quanto
175 2 | abbia due mila ducati: ma avviati, Lucido, che io verrò a
176 5 | egli è meglio, ch’io mi avvii in là per riscontrarlo.
177 4 | stesso.~ ~ERMINIO~E’ si è avvisto della burla degli spiriti.~ ~
178 1 | contento, nè perciò toccar nè baciar la posso. Oh almanco fosse
179 2 | male di non aver tempo da badar teco, perch’io t’ho da dir
180 4 | portar queste cose, che son badata pur troppo, innanzi che
181 4 | Bisogna pur che provegga la balia e l’altre cose.~ ~MARCANTONIO~
182 5 | che non vi si potrebbe nè ballare, nè far cosa buona.~ ~MARCANTONIO~
183 3 | a tenere; voi mi parete balordo, che non badate voi a quello
184 2 | potrebbe ad ogni ora fare il bambino.~ ~ERMINIO~Meschino a me.~ ~
185 3 | RUFFO~Io vo adesso al bando, e quelli che non saranno
186 3 | voglio che mi ardiate la barba per questo.~ ~ARIDOSIO~Cercate
187 2 | tutti?~ ~LUCIDO~Parlate basso di simil cose.~ ~ARIDOSIO~
188 2 | non che senza dote, mi bastava: ma mio padre mi comandò,
189 5 | due mila ducati, e mille basterà che gliene dia Tiberio,
190 4 | Dio aiutaci!~ ~PASQUINA~Basterebbe, se fusse innamorato di
191 3 | grande, che le parole non bastino a significarlo, è meglio
192 4 | importa assai.~ ~PAULINO~Bè, io anderò pur adagio, ch’
193 5 | ch’io voglio, e ch’io son beato, tanto più mi vo’ ricordare
194 4 | ne sarà che con lei di bellezza e di gentilezza si possa
195 2 | ricchezze, figliuoli, sanità, bellezze e simil cose; imperocchè
196 3 | volassero: e questo è il bello, che parendogli di esser
197 2 | MARIETTA~Va sano, che Dio ti benedica.~ ~ERMINIO~Io son certo
198 4 | che da altra cosa che dal benefizio del tempo possano essere
199 3 | innanzi, Lucido, e ordina da bere; un poco, di pane e una
200 1 | luogo, e insomma bisogna berla, e Erminio mi dice ch’io
201 4 | è chiamata Livia, che è bianca, ha gli occhi neri, e belle
202 Pro| onde vi prega che voi la biasimate, acciò li togliate questa
203 Pro| costui domanda di essere biasmato, e questo dice che fa solo
204 4 | pazza di nona Pasquina: che bisbigli tu?~ ~PASQUINA~Dico ch’io
205 2 | spalle?~ ~ARIDOSIO~Questo bisbigliare intorno alla borsa non mi
206 3 | sian tutti.~ ~ARIDOSIO~Che bisbigliate voi costà?~ ~RUFFO~Or ch’
207 2 | a Marcantonio, acciocchè bisognandoci poi l’opra sua, lo possiamo
208 2 | è tanto presto, che non bisognasse più; io ti fo intendere,
209 4 | voglia a Tiberio che ha bisognato glie ne dia 50 ducati: e
210 1 | Erminio mi dice ch’io pensi; e bisognava che pensasse egli a farlo
211 5 | MARCANTONIO~Se sta così, non bisognerà troppo pregarlo, chè due
212 2 | anche in villa?~ ~LUCIDO~Bisognerebbe che avessi pazienza.~ ~ARIDOSIO~
213 1 | monache son sue tutrici, e ha bonissima eredità, secondo ch’io intendo,
214 1 | e trovasi contanti in un borsotto due mila ducati, li quali
215 1 | mia possessione e la mia bottega, senza la quale vivere non
216 3 | tu non sei peso dalle mie braccia; appunto nel modo, ch’io
217 1 | LUCIDO~Là dentro con la sua bracciata, e fate conto, che adesso
218 1 | letto, e fanno le maggior bravate, che voi sentissi mai; lui
219 1 | loro istessi facendo cose brutte? Pensa però Aridosio per
220 2 | ipocrito, superbo, dappoco, bugiardo, ladro, senza fede, senza
221 1 | più sto, peggio è; chè le bugie od ora o poi gli ho a dire;
222 5 | Ella ci sarà domattina a buon’ora, e farolla venire a casa
223 2 | avrei detto.~ ~LUCIDO~Io mi burlo teco; adesso vengo: ma i
224 2 | ma che resto io di non bussare alla ruota?~ ~ ~MONACA alla
225 2 | questa casa, e s’egli è bussato, e fusse rovinata la porta,
226 1 | loro inclinazioni, o con busse, o con minaccie, perchè
227 5 | lasciai qui con Tiberio; busserò a veder se ci sono. Tic
228 2 | chiamare? o Erminio, che c’è?~ ~ERMINIO~Male, suor Marietta
229 1 | n’andrai bene, se non ti caccerà via.~ ~TIBERIO~Potrà egli
230 2 | trovar meglio, e il maggior cacciadiavoli non è in Toscana.~ ~ARIDOSIO~
231 3 | quest’altro scongiuro gli caccio via. Io vi comando da parte
232 4 | padrone che ha la febbre calda.~ ~ERMINIO~Oh Dio aiutaci!~ ~
233 4 | che questi mi paiono pan caldi.~ ~MARCANTONIO~Va via, non
234 3 | ARIDOSIO~Tu dei aver cambiato l’uscio; non so io che mi
235 3 | non saranno buoni me li cambierete.~ ~LUCIDO~Gli è onesto,
236 2 | pur ella del continuo il cambio, nè altro far poteva mò
237 3 | togliete le chiavi della camera terrena d’Erminio e serratevi
238 2 | Livia, in una di queste camere, e non gli rispondessi mai?~ ~
239 4 | cosa; gli domanderò pur la camicia per la buona nuova. Oh!
240 4 | ERMINIO~Basta, va via, cammina.~ ~PASQUINA~Uh, signore.~ ~
241 4 | PASQUINA~Io ti farei camminar cento miglia per ora, alla
242 3 | mano. Vedi uomo da tener candele; pare un moccolo in un candelliere:
243 3 | candele; pare un moccolo in un candelliere: tenetela un po’ più ritta,
244 1 | solo attende a’ cavalli, a’ cani o all’amore, onde mi dubito,
245 2 | vicini, che suonano e che cantano, ma più la notte, e la maggior
246 3 | si raccapricciono tutt’i capelli.~ ~IACOMO~Cotesta candela
247 2 | o facessi conto di non capitarli più innanzi: ond’io per
248 3 | Aridosio, che voi siete capitato a buone mani.~ ~ARIDOSIO~
249 3 | matti; tien qui sotto la cappa, ch’ei non veda.~ ~ARIDOSIO~
250 1 | Erminio, che mi ha a fare un cappello, perch’io non ho fatta la
251 2 | discosti?~ ~LUCIDO~S’avete cara la vita, discostatevi.~ ~
252 3 | ducati, e deve valere sei carlini; ond’io vedendomi a simil
253 4 | gli occhi neri, e belle carni, e quel contrassegno della
254 1 | felici e avventurate le case, quando inaspettatamente
255 2 | ERMINIO~E’ si pensa a’ casi d’ognuno, e a’ miei niente.~ ~
256 5 | mi vieni a portar qualche cattiva novella?~ ~MARCANTONIO~Non
257 5 | novella?~ ~MARCANTONIO~Non più cattive nuove, Aridosio, sta di
258 1 | costumi dei giovani, o buoni o cattivi che si siano, procedono
259 2 | buona, mi diventò col tempo cattivissima infra le mani, perchè io
260 4 | fare, acciò ch’ella non causi in me disubbidienza.~ ~MARCANTONIO~
261 3 | di buona voglia. Spirito, cava presto e vatti con Dio.~ ~
262 1 | faccende; solo attende a’ cavalli, a’ cani o all’amore, onde
263 3 | ARIDOSIO~Faran eglino male a me cavandomelo di dito?~ ~IACOMO~Niente.~ ~
264 3 | io che mi son trovato a cavargli?~ ~RUFFO~Orsù, sia come
265 1 | non si può trovare o di cavarla o di farla partorire segretamente,
266 1 | ci manchino le donne da cavarsi le sue voglie, che si abbia
267 3 | mano e gittarla là che lo cavassero a lor bell’agio.~ ~ARIDOSIO~
268 3 | all’imperadore; ben hai tu cavate le tue voglie?~ ~TIBERIO~
269 1 | potesse, che di sua mano la caverebbe dal monastero per metterla
270 3 | fatecene un altro.~ ~LUCIDO~Caveremo quell’anello di dito ad
271 2 | meneremlo qui subito, e caverenne le mani. In tanto domanderò
272 Pro| voi se starete attenti, caverete il subbietto da mona Lucrezia
273 3 | ha promesso. Credi che io caverò quindici scudi di questo
274 2 | fare in modo, che noi gli caviam di mano venticinque scudi
275 3 | Noi siamo contenti che voi caviate l’anello ad Aridosio, promettendoci
276 3 | si voltò alla forza, e cavommela di casa.~ ~ARIDOSIO~Oimè,
277 2 | facciate portare fin in cella sua.~ ~ARIDOSIO~Oh e’ mi
278 1 | LUCIDO~Voglion desinar, cenar e dormir lì.~ ~ERMINIO~E
279 5 | Lucido, va, ordina; chè tutti ceneremo in casa mia.~ ~LUCIDO~Che
280 1 | non tornò a cena?~ ~LUCIDO~Cenò, e dormì con Tiberio in
281 1 | loro; e per non avere a cercare esempio più discosto, ti
282 3 | barba per questo.~ ~ARIDOSIO~Cercate come mi batte il cuore.~ ~
283 5 | MARCANTONIO~Oh Erminio, io ti cercava, e ho da darti bonissime
284 5 | mio, e Marcantonio: voi cercavo, padrone.~ ~ERMINIO~Che
285 1 | bene, e con ogni rimedio cercherei stornelo benchè alla gioventù
286 2 | tu ti affatichi, a chi tu cerchi di lasciar tanta roba: ad
287 2 | infra le mani, perchè io cerco lei, e non la dote, e lei
288 2 | Ei ci è degli altri, che cercon questo medesimo.~ ~ARIDOSIO~
289 | certamente
290 5 | veggiamola, acciocchè io mi certifichi se è dessa o no.~ ~RUFFO~
291 4 | l’ha venduta, deve avere certissimi indizi ch’ella è nobilissima
292 3 | certi quattrini che stia cheto; in tutto dì non arebbe
293 5 | piazza.~ ~MARCANTONIO~Oh chiamalo; è Lucido.~ ~ERMINIO~Oh
294 1 | son qui innanzi all’uscio; chiamami.~ ~LUCIDO~Questo importa
295 4 | Sempre vuoi ch’io t’abbia a chiamar cento volte; è gran cosa
296 2 | ERMINIO~Io vorrei che voi mi chiamaste la Fiammetta.~ ~MONACA~Ell’
297 4 | segni: e dice che sempre è chiamata Livia, che è bianca, ha
298 Pro| Aridosio detta (Aridosio chiamato per essere più arido che
299 3 | ARIDOSIO~Or bene.~ ~IACOMO~Chiamogli io?~ ~ARIDOSIO~Fate voi.~ ~
300 2 | io credo, che sarà ito in chiasso, con riverenzia parlando;
301 2 | pur che Tiberio non ha la chiave, ma temo, che non ci sia
302 3 | LUCIDO~Sì, togliete le chiavi della camera terrena d’Erminio
303 Pro| affaticano in comporre, chieggono, e pregano di essere lodati,
304 2 | paura di lui fui forzato a chinar le spalle, e a cercar nuove
305 2 | il cuore, ma s’io veggio chinarli, o far atto nessuno, io
306 3 | pazzia non farò io; ma mi chiuderò ben gli occhi per non gli
307 2 | stata questa.~ ~LUCIDO~Ma chiudete questa porta col chiavistello,
308 2 | si può metter la mano a chius’occhi.~ ~MARIETTA~Chi m’
309 5 | non istò forte a vostre ciance; tu hai trovato due mila
310 4 | MARCANTONIO~Orsù, vattene in casa, cicalaccia, e fa che tu non parli con
311 4 | invidia, e fanno un rumore, un cicalìo per quel monastero, che
312 4 | Io ti so dire che tu sei cima: orsù, portane tre e io
313 1 | TIBERIO~Tu hai d’aver da me cinquanta scudi, non è così?~ ~RUFFO~
314 3 | perdere una casa che ne val cinquecento.~ ~ARIDOSIO~Dieci scudi?
315 | cioè
316 3 | un poco, di pane e una cipolla mi basta, ch’io non sono
317 3 | Marcantonio non si mangia cipolle.~ ~ARIDOSIO~Va, ordina di
318 3 | non sono avvezzo con molte cirimonie.~ ~LUCIDO~In casa Marcantonio
319 3 | Mandatemele a me, che son ciurmato.~ ~ARIDOSIO~E voi tocchereste
320 5 | mano ad Aridosio, che la clava ad Ercole; pur proverò oggi
321 2 | raccomando a voi; egli è in collera meco, perché pensa, che
322 2 | fanno tutti gli amori ben collocati, mi condusse a tal grado,
323 3 | per nuocere; ei vi sarà un colombo, che ieri tolsi di bocca
324 2 | differenza, non si curano di coltivar e levar l’animo loro, ma
325 4 | tutte le altre cose i vostri comandamenti, i vostri prieghi mi saranno
326 2 | frati, reliquie, e far comandar loro che se ne vadano.~ ~
327 4 | fatto!~ ~ERMINIO~Che volete comandarmi?~ ~MARCANTONIO~Tu sai che
328 4 | sempre, bench’io potessi comandarti, ti ho pregato, nè adesso
329 2 | LUCIDO~Fate voi; che comandate, Erminio?~ ~ERMINIO~E’ si
330 2 | bastava: ma mio padre mi comandò, che senza mille ducati
331 1 | quanto noi siam stati a combatter col Ruffo.~ ~ERMINIO~Dimmi,
332 4 | pregato, nè adesso voglio cominciare, ma ti voglio avvertire.~ ~
333 Pro| può uscire chi vuol fare commedie, di nuovo li vedrete, e
334 2 | In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum.~ ~CESARE~
335 4 | stare il peccato che si commette appresso Iddio che è grandissimo,
336 4 | facile sul principio il non commettere questo errore, tanto adesso
337 2 | uscite un iota di questa commissione, chè voi e me rovinereste
338 1 | Oh almanco fosse stata la comparazione simile in tutto, che così
339 1 | son fatte; innanzi ch’elle compariscano alla ruota, e che abbian
340 1 | perchè tu sai se io lo compiaccio, e più presto lo aiuto nelle
341 Pro| gli altri si affaticano in comporre, chieggono, e pregano di
342 1 | bisogno fa così.~ ~LUCIDO~Comportalo fino a stasera.~ ~RUFFO~
343 2 | e giustizia insieme, non comporterebbe mai, che certi, che ne son
344 1 | gran carico, e a te che la comporti.~ ~ ~MARCANTONIO~Di questo
345 1 | benchè alla gioventù si comportino più cose che tu forse non
346 3 | stato più volte per voler comprar da me una fanciulla, ch’
347 1 | farei peggio, ma bisogna col concedergli una cosa che importa poco,
348 4 | faceva al tempo antico, che concedeva, che per otto dì le serve
349 2 | velate qualche volta si è concesso.~ ~ERMINIO~Il tentar non
350 5 | come un agnello, e abbiamo conchiuso questa cosa.~ ~ERMINIO~Oh
351 3 | gliene desti: e lo voglio conciare in modo che ne verrà compassione
352 5 | Andiamo adesso dentro a concludere affatto questi parentadi,
353 5 | dove noi saremo tutti, e lì concluderemo ogni cosa ad un tratto.~ ~
354 2 | senza mille ducati d’oro mai concludessi il parentado, o facessi
355 1 | queste due più infelice condizione, o l’amor senza esser amato,
356 1 | dispiacere! Vedi a quel ch’io son condotto! a desiderare di non aver
357 2 | non penso mai, ch’ella lo conduca a bene, e hammi detto che
358 3 | fatta ch’egli me l’ebbe condurre a casa mia, cominciò a pregarmi,
359 2 | amori ben collocati, mi condusse a tal grado, che poco più
360 2 | addimandarla per moglie, e conferito la cosa con mio padre, lodò
361 1 | MARCANTONIO~Basta questo, conforta pure Erminio di levarsi
362 2 | che farle male, e tenetela confortata, che noi troveremo ben qualche
363 3 | questa matassa, ch’io sto confuso quello ch’io m’abbia a credere.
364 1 | volte, ed egli parte sel conosce; ma voi sapete, Marcantonio,
365 1 | dire a questa porta; tu non conosci Lucido, eh?~ ~MARCANTONIO~
366 2 | facciano un segno pel quale voi conosciate, che ne siano usciti; ma
367 2 | Erminio; io non t’aveva conosciuto.~ ~ERMINIO~Mi raccomando
368 4 | ERMINIO~Nella qual cosa conosco, padre mio, di errare grandemente,
369 4 | cosa più opportuna a farti conseguire il tuo desiderio di aver
370 4 | che a questo modo lo farem consentir a tutti quelli accordi che
371 2 | che per il suocero; ma considerando la voglia ch’io n’avea,
372 1 | mi risponde che bisogna considerare molto bene a questi tempi
373 2 | annoverati questi ferri, e considerati quali si dimenino, quali
374 3 | parendogli di esser savi vogliono consigliar altri, avendo i medesimi
375 4 | ben fatte; però lasciati consigliare, e pensa ch’io ho più esperienza
376 2 | andar a casa Marcantonio, e consigliarmi quel ch’io debba fare, ma
377 3 | medesimi necessità di esser consigliati, e provano questo con dire,
378 4 | Buon per lui se si fusse consigliato meco.~ ~ARIDOSIO~Ma faccia
379 4 | di lui; lo voglio un po’ consolare.~ ~ERMINIO~Ricordatevi che
380 2 | ben qualche modo, che si consoli.~ ~MARIETTA~Così farò; ella
381 1 | pentire di avere invano consumato il tempo, e forse si dorrà
382 1 | vuol dar marito, e trovasi contanti in un borsotto due mila
383 3 | ogni cosa; quand’io ebbi contato al prete, ciò che io voleva
384 5 | dote di Cesare, e così si contenterà l’uno e l’altro.~ ~ERMINIO~
385 1 | Tantalo, il qual stando in continua sete, con i labbri tocca
386 1 | padre gli ha le mani in capo continuamente, lo tiene in villa con la
387 5 | solo mi resta la speranza contraria a quella ch’io avea dianzi;
388 1 | si sono visti esempi in contrario, che le donne più abbiano
389 4 | neri, e belle carni, e quel contrassegno della margine appresso l’
390 2 | andare? Oh povero Tiberio, ti converrà pensare ad altro che il
391 4 | io sono stanca morta, mi convien andare a Santa Susanna,
392 2 | monache non le vedano il corpo grosso; non già che le doglie
393 3 | che gl’interessi hanno a correre sopra di lui questa volta:
394 3 | dire che avevano trovato il corribo; dove m’hanno a dare venticinque
395 2 | satisfare loro. Questa è la più corta.~ ~~
396 3 | gli aveste a creder queste cosacce! Ma usciamo di questi ragionamenti;
397 Pro| soddisfaciate, poi che non vi ha a costare altro che parole. L’argomento
398 | costoro
399 3 | IACOMO~Io non gli posso costringere a dare più che tre segni.~ ~
400 2 | perchè pel monasterio si crede, ch’ella stia per morire:
401 5 | RUFFO~Noi parlavamo, credendo che voi doveste aver caro
402 3 | bella, che voi gli aveste a creder queste cosacce! Ma usciamo
403 5 | cosa, ch’io duro fatica a crederla.~ ~MARCANTONIO~Ah, ah, credi
404 4 | sì semplice, che l’abbia creduto: e se egli avea bisogno
405 2 | portamenti di Tiberio mi fan crepar il cuore. Oimè, Lucido,
406 2 | questa mattina ho pensato di crepare affatto: fra la fatica del
407 2 | tristo effetto; ma andando crescendo, come fanno tutti gli amori
408 2 | mettiamla giù col nome di San Cresci. In manus tuas, Domine,
409 3 | comando da parte di Santa Cristiana, che voi usciate di costì.~ ~
410 3 | Che lamenti son questi sì crudeli?~ ~ARIDOSIO~Avessi qui una
411 1 | estrema miseria attende a cumulare, lavora infino alla terra
412 2 | non fa differenza, non si curano di coltivar e levar l’animo
413 Pro| quale vi conforto a non curarvi di saper l’autore, perch’
414 1 | secondo che io penso, son cure da far passare i fastidii;
415 1 | luogo di padre o di madre li custodiscono.~ ~LUCREZIA~Egli è vero
416 | da’
417 2 | sia il ritrovarsi con la dama, nè penso che voi speriate
418 5 | O tu te li fa rendere, e dammeli, o tu li pagherai.~ ~RUFFO~
419 1 | morire sei tu, perchè non mi dando i miei denari, mi fai morire,
420 2 | invidioso, ipocrito, superbo, dappoco, bugiardo, ladro, senza
421 1 | prima cosa te la torrà, e daragliene, e tu n’andrai bene, se
422 5 | tolga, e ha disegnato di darli due mila ducati della sua
423 4 | per figliuolo, e a lui di darmivi!~ ~MARCANTONIO~Che fanciulla
424 5 | affatto questi parentadi, e a darne notizia ai nostri parenti
425 1 | fare; io vi ricordo, che il darsi tanto dispiacere delle cose,
426 2 | mia, in un punto me l’hai data in mano; ma per farli maggior
427 5 | ancora quelli, che erano dattorno, e in ultimo messer Alfonso
428 2 | consigliarmi quel ch’io debba fare, ma che facc’io della
429 3 | mignatta.~ ~ARIDOSIO~E ne debbe pur essere qualcosa.~ ~LUCIDO~
430 2 | in Firenze.~ ~ARIDOSIO~Lo debbi ben sapere, che tu e Erminio
431 2 | trovano.~ ~ARIDOSIO~Oh e’ mi debbon guastar tutta la casa?~ ~
432 1 | se tu avrai fatto seco il debito tuo.~ ~LUCIDO~Lo farò per
433 5 | gioventù non mi faccia più declinare, come altre volte ha fatto,
434 | degl’
435 | Deh
436 4 | inviluppato: sì che altra deliberazione non spero, e non voglio
437 4 | troppo crudele quando ti deliberi di far male ad uno! io non
438 2 | altre tutte buone parti, deliberò farne parlare a persone
439 | dello
440 1 | non aver fatto quel che desiderai far pria più che di vivere,
441 1 | amando, ed essendo amato, e desiderando una medesima cosa, esser
442 4 | non amar chi mi ama? non desiderar chi mi desidera sopra tutte
443 1 | quel ch’io son condotto! a desiderare di non aver fatto quel che
444 4 | quale tu possa ottenere il desiderato fine senza tanti pericoli:
445 5 | avea dianzi; perchè com’io desiderava e sperava, che quella fusse
446 1 | Lassatela adesso passare, e desinate in pace; poi penseremo a
447 3 | il desinare, ed hannoci desinato Erminio ed egli.~ ~ARIDOSIO~
448 4 | Firenze, che i suoi non te la dessero volentieri; disponti adunque
449 2 | contento quando non gli deste niente.~ ~ARIDOSIO~Io farò
450 3 | sarà possibile come gliene desti: e lo voglio conciare in
451 Pro| intitolata Aridosia, da Aridosio detta (Aridosio chiamato per essere
452 1 | esempio più discosto, ti devi ricordare come Aridosio
453 2 | torno a te.~ ~CESARE~Che diamine può esser questo che Lucido
454 2 | ARIDOSIO~Meschino a me: che dic’egli di mille scudi? grido?~ ~
455 1 | a gridare a tuo padre, e dicali, che tu lo hai sforzato,
456 3 | LUCIDO~Ah, ah, non vi diceva io ch’egli è fuor di sè?~ ~
457 2 | aveva paura.~ ~LUCIDO~Che dicevate voi di ladri?~ ~ARIDOSIO~
458 4 | Iddio che è grandissimo, e dichiamo che non è cosa che dispiaccia
459 5 | che tu non te ne potresti difendere.~ ~ERMINIO~Io credo le leggi;
460 4 | qualche cosa particolare farsi differente dagli altri: sì che quando
461 1 | quelle cose, che sono più difficili ad ottenersi. Io non credo,
462 2 | dirgliene.~ ~MARIETTA~Fa tu, digliene in modo onesto.~ ~ERMINIO~
463 1 | che la fortuna sempre si diletti di far venir voglia agli
464 3 | pure che Tiberio è stato a diletto stamane con quella fanciulla
465 3 | miei denari, quelli che sì diligentemente aveva adunati, e ch’io amava
466 4 | maestra della Fiammetta, e dille che se la Priora è contenta,
467 4 | vedi ch’io non gli potrò dimandar la mancia.~ ~MARCANTONIO~
468 4 | che paiono smarriti, mi dimandin la strada, e mi tengano
469 2 | e considerati quali si dimenino, quali sieno impiombati,
470 3 | aspettando l’occasione di dimostrarlo con fatti.~ ~TIBERIO~E non
471 4 | poi.~ ~MARCANTONIO~Che mi dirai~ ~PASQUINA~Che Erminio......~ ~
472 3 | senza dar segni?~ ~IACOMO~E diranno d’andarsene e non se n’andranno,~ ~
473 1 | vecchio, che io credo lo direderà, s’ei sa che sia venuto,
474 2 | s’ella fosse monaca non direi io così, ma alle non velate
475 1 | giovane da bene?~ ~RUFFO~Che direstù, s’io non gli ne volessi
476 2 | farem noi?~ ~ERMINIO~Bisogna dirgliene.~ ~MARIETTA~Fa tu, digliene
477 4 | che indugio io di andare a dirlo ad Erminio? Oh ecco di qua
478 5 | mi paiono ben troppi, a dirti il vero.~ ~MARCANTONIO~Ti
479 2 | LUCIDO~Son stato per dirvelo.~ ~ERMINIO~Tu hai pensato
480 1 | quel che tu.~ ~LUCIDO~A dirvi il vero mi mandava a vedere
481 5 | nozze, perchè la mia è tanto disagiata stanza, che non vi si potrebbe
482 2 | Lucido, di grazia non ti discostar da me.~(Lucido si spurga
483 3 | nè male nè paura: non vi discostate, Aridosio, e non temete,
484 2 | Perchè vuoi tu ch’io mi discosti?~ ~LUCIDO~S’avete cara la
485 2 | racconciano; ecco un tegolo; discostiamoci, che noi non abbiam qualche
486 5 | voglia che la tolga, e ha disegnato di darli due mila ducati
487 3 | tempo d’ascoltar le tue disgrazie. Torna un’altra volta, che
488 1 | ma questo ha troppo del disonesto; ei dovrebbe pure aver rispetto
489 2 | trovar rimedio a questo disordine; oh pensa, essendo mal d’
490 4 | Eh, elle son cose da far disperare ognuno.~ ~ERMINIO~Oh Dio!
491 1 | grande da marito, che è disperata, perchè per non si avere
492 2 | mutazione, perchè dove io era disperato di aver mai a veder Cassandra
493 1 | contenti, e ancora non mi dispero di poter trovar qualche
494 4 | dichiamo che non è cosa che dispiaccia più alla maggior parte degli
495 2 | mi ha mezzo morto, e il dispiacer dell’animo, dubito di non
496 4 | quello che ti parrà strano e dispiacevole sul principio, alla fine
497 4 | te la dessero volentieri; disponti adunque a voler tor moglie,
498 5 | vogliate essere con Aridosio, e disporlo a questa cosa.~ ~MARCANTONIO~
499 2 | ha a esser questa? io son disposto di stare infino al fine,
500 1 | fosse noi non avremmo a disputare.~ ~TIBERIO~Tu hai d’aver
|