20-dispu | disse-neces | negar-spade | spend-zucch
Atto
501 1 | l’ha date a me.~ ~ERMINIO~Disset’ella, ch’io l’andassi a
502 4 | Pasquina.~ ~PASQUINA~Ma elle mi dissono ch’io non lo dicessi se
503 4 | essere possente a fartene distorre, per non ti provocare lo
504 5 | ARIDOSIO~Chi viene a disturbare i miei lamenti?~ ~RUFFO~
505 4 | ch’ella non causi in me disubbidienza.~ ~MARCANTONIO~Tu ti sei
506 3 | ARIDOSIO~Ave Maria.~ ~IACOMO~Ditela piano, che non mi date impaccio.~ ~
507 2 | Raccomandatemi alla Fiammetta, e ditele che non pianga, e non s’
508 2 | possibile, quanto a farlo diventar uomo da bene: e così ritrovando
509 5 | venir più infelice, son diventato felicissimo, tanto ch’io
510 4 | dì le serve e i servidori diventavano padroni, e essi servi e
511 2 | principio mi pareva buona, mi diventò col tempo cattivissima infra
512 1 | Livia.~ ~TIBERIO~Mezzi te li dò adesso, e il resto domane.~ ~
513 2 | dubiti, o almanco non mi doglia, tornandomi questo in mio
514 3 | altrimenti. O Fogna mia dolce, serbamela anco un’ora,
515 3 | perchè io gli andava dietro dolendomi e rammaricandomi di sì gran
516 1 | annoverai poco fa; ma non ti doler di me; che se i danari non
517 1 | potrei) egli avrebbe causa da dolersi; ma io lo voglio pagare
518 1 | mi dubito che per il gran dolor della vergogna la si faccia
519 3 | spiriti egli è pessimo e doloroso.~ ~ARIDOSIO~Oh perchè l’
520 5 | pigliatevi per un gherone, e domandassera venite che si farà allegra
521 2 | Voi lo tenete in villa, e domandatene me, che sto in Firenze.~ ~
522 1 | li dò adesso, e il resto domane.~ ~RUFFO~Io gli voglio tutti
523 5 | se non vi parrà fatica il donargli una buona dote, gliene farete
524 3 | schiava; se vi piacerà poi donarmi qualcosa, per quello ch’
525 3 | agli spiriti, ch’io ve lo donerei, ed alla fè, me ne sa peggio
526 2 | voi speriate che ella vi doni mille scudi.~ ~ARIDOSIO~
527 | dopo
528 3 | ducati, volevano con una doppia tirarne cinque de’ miei!~ ~
529 5 | avvedimento vostro; però io vi son doppiamente obbligato, prima, che mi
530 1 | a cena?~ ~LUCIDO~Cenò, e dormì con Tiberio in casa Aridosio.~ ~
531 4 | faceste l’altra notte, quando dormii con voi.~ ~PASQUINA~E che
532 1 | Voglion desinar, cenar e dormir lì.~ ~ERMINIO~E lor savi.~~
533 1 | questa notte non ho mai dormito per pensare a qualche via
534 1 | consumato il tempo, e forse si dorrà di te, che non gli provvedesti,
535 3 | intendo è in Firenze, e dorrommi con lui, e son certo che
536 4 | a far per altro, questo doverebbe essere possente a fartene
537 2 | Aridosio, pensando che la cosa dovesse aver effetto; perchè era
538 5 | parlavamo, credendo che voi doveste aver caro d’intendere, che
539 3 | sia Iddio; a ogni modo, e’ dovevano essere un monte di poltroni
540 2 | rumore).~ ~LUCIDO~Oh voi non dovreste volermi appresso, che vi
541 2 | ce ne logora anche sei dozzine; quante volte ho io annoverati
542 Pro| lungo sarebbe, me ne tornerò drento, e dirò d’averlo recitato,
543 5 | dessa, non ve ne state in dubbio, se son veri i segni che
544 2 | tutti, non posso far non dubiti, o almanco non mi doglia,
545 1 | dessi del mio, e quando si duol meco di Tiberio, e che Erminio
546 4 | MARCANTONIO~In verità che mi duole, e dei denari, e dei modi
547 2 | farò? Di qua e di là son duri partiti: pure è meglio nasconderla,
548 4 | che hai tu che ti lamenti? ecci nulla di nuovo?~ ~ARIDOSIO~
549 | Eccolo
550 | eccovi
551 3 | segni vi bisogna pigliare; eleggete qual vi piace.~ ~ARIDOSIO~
552 2 | quando in te è rimessa la elezione. Ecco ch’egli è ritornato
553 1 | mille rispetti le parli, ed ênne guasto, fracido morto, che
554 3 | LUCIDO~Ecco qua tuo padre: entra dentro.~ ~TIBERIO~Che vien
555 2 | orazioni e scongiuri, le quali entrano per tutto, benchè siano
556 3 | manco cose. Ma che bado io d’entrare in casa avanti che Aridosio
557 3 | porta; andatevene di qua e entrate per l’uscio di dietro.~ ~ ~
558 3 | per quello che voi siate entrati costà entro.~ ~LUCIDO~Per
559 3 | appunto; se volessero vi entrerebbero addosso per tutta la persona;
560 1 | Tiberio, come lui proprio, io entrerei a punto in questo labirinto;
561 2 | LUCIDO~Io ho pensato che voi entriate in un forziero, e fingendo
562 | entro
563 5 | Deh Aridosio, noi siamo in equivoco; chè dei due mila ducati,
564 5 | Aridosio, che la clava ad Ercole; pur proverò oggi che ho
565 | eri
566 | ero
567 4 | cosa conosco, padre mio, di errare grandemente, e dall’altra
568 4 | il non commettere questo errore, tanto adesso mi è difficile,
569 5 | riscontrarlo. Oh là, ecco, che esce di chiesa.~ ~ ~MARCANTONIO
570 4 | arricordo de’ miei denari, io esco di cervello; e per la pena
571 2 | CESARE~I miei, Lucido, pur escono di stampa, perchè i miei
572 1 | essendo monaca è cosa più escusabile. Ma dimmi; di chi è ella
573 1 | pur talvolta si sono visti esempi in contrario, che le donne
574 1 | per non avere a cercare esempio più discosto, ti devi ricordare
575 2 | detto, e trovare qualche espediente, per cavar coloro di casa;
576 4 | consigliare, e pensa ch’io ho più esperienza di te e che solo ti dico
577 5 | il quale mi ha comandato espressamente che senza mille ducati io
578 | Essendovi
579 3 | delle cose belle non si estingue mai?~ ~LUCIDO~Ecco qua tuo
580 4 | del tempo possano essere estinte: in tutte le altre cose
581 2 | perchè i miei mali sono estraordinari.~ ~LUCIDO~Oh così dicon
582 2 | ch’io debba fare, ma che facc’io della borsa?~ ~LUCIDO~
583 2 | buono, Lucido mio.~ ~LUCIDO~Facciàn levar quel letto e quella
584 2 | sono, ch’io ci passai, che faceano un rumore, che parea che
585 | facendo
586 | facesse
587 | faceste
588 | facevi
589 3 | ieri tolsi di bocca alla faina, e del finocchio: non vi
590 4 | appresso l’occhio, che non può fallire; oltre di questo dice, che
591 2 | risoluto, questa essere falsissima opinione, niente di manco
592 3 | io; che non vo’ morir di fame.~ ~ARIDOSIO~Che dite voi?~ ~
593 | Fammi
594 3 | ARIDOSIO~Costui m’intorbida la fantasia, e non intendo ogni cosa.~ ~
595 3 | carico a me.~ ~ARIDOSIO~Faran eglino male a me cavandomelo
596 | farci
597 3 | massime del nostro? i putti farebbero oggi lor credere che gli
598 5 | pregarlo, chè due mila ducati farebbono tor moglie a lui.~ ~LUCIDO~
599 1 | potrà dire.~ ~LUCREZIA~Te lo faresti ben prima dire a questa
600 | fargli
601 5 | che per manco mi obbligo farglielo fare, ma Tiberio doveva
602 | farle
603 1 | che le altre, tu indugi a farmele saper più che tutte l’altre.~ ~
604 | farne
605 5 | domattina a buon’ora, e farolla venire a casa tua, dove
606 4 | doverebbe essere possente a fartene distorre, per non ti provocare
607 | farti
608 | farvi
609 Pro| vedrete, e io per non vi fastidire con l’argomento, che lungo
610 3 | Non ci piace questo segno, fatecene un altro.~ ~LUCIDO~Caveremo
611 2 | l’ambasciata.~ ~ERMINIO~Fategline in ogni modo, e se non può
612 3 | potrò io trovare?~ ~RUFFO~Fatel dire a Lucido, che ne tiene
613 3 | vergogno di farlo.~ ~IACOMO~Fatela costì; se voi vi partite
614 2 | farò; se vi manca altro fatemelo sapere.~ ~MARIETTA~Vorremmo
615 3 | Nessuno non me ne piace: fatevene dare un altro.~ ~IACOMO~
616 1 | la cosa torna bene: le fatiche e le brighe tocchino a me,
617 1 | Egli è vero che i padri o fattori o i maestri lo possano fare,
618 | fece
619 1 | mali; e solo allora fanno felici e avventurate le case, quando
620 5 | infelice, son diventato felicissimo, tanto ch’io non muterei
621 4 | spendere, giocare, tener femmine, lasciar fare in malora:
622 5 | volte ha fatto, da quella ferma e buona intenzione che io
623 2 | volta, e che io non ci lasci fermar persona; adesso voglio andar
624 4 | prieghi mi saranno leggi fermissime; ma in questo, che non è
625 1 | nostri desideri, che tanto di ferro, ch’io resto morto, e vommi
626 1 | dubito, che, passato questo fervore della sua gioventù, forte
627 4 | opporvi alle mie ardenti fiamme, le quali è impossibile,
628 2 | altre volte l’ho messa, e fidatamente sempre ce l’ho ritrovata:
629 4 | scanfarda.~ ~PASQUINA~Va poi, e fidati di questi morbetti: e’ ridicono
630 3 | può esser desso? Io non mi fido in tutto di costui; perchè
631 4 | ch’io ritrovi la mia unica figiuola che abbia salvo l’onore,
632 4 | che s’ingiuria chi v’ha le figliuole e le sorelle, e che si ci
633 | Finalmente
634 2 | entriate in un forziero, e fingendo di voler mandar panni e
635 5 | MARCANTONIO~Lasciami finire, e perchè ella non è ancora
636 2 | griderò.~ ~ERMINIO~Orsù finisci.~ ~LUCIDO~Poi uscire del
637 1 | alla ruota, e che abbian finita la risposta, gli è sera;
638 3 | logora, che noi abbiamo finito l’opera; tenetela su. Io
639 3 | bocca alla faina, e del finocchio: non vi basta?~ ~IACOMO~
640 2 | dovessi dar per manco due fiorini ch’ella non mi sta.~ ~LUCIDO~
641 2 | metta qua giù in questo fondo sotto questa lastra, dove
642 2 | la miseria di suo padre, fornirà inutilmente la sua gioventù.~ ~
643 2 | ond’io per paura di lui fui forzato a chinar le spalle, e a
644 5 | quando tu non la volessi, ti forzerebbe a torla, che tu non te ne
645 2 | porterò prima meco alla fossa, che lassargliene; meschino
646 | foste
647 1 | le parli, ed ênne guasto, fracido morto, che altro non pensa
648 2 | appoggiandosi, e par che porti i frasconi.~ ~TIBERIO~Non sarebbe meglio
649 2 | ammazzi? bisogna menar preti, frati, reliquie, e far comandar
650 1 | che questo desinar non si freddi; per l’amor di Dio, va e
651 1 | labbri tocca un rivo di acqua fresca, nè perciò ne mandò mai
652 1 | non perch’io speri di far frutto.~ ~MARCANTONIO~Voglio andare
653 3 | ladro, tenete ognun che fugge, serrate le porte, gli usci,
654 | fummo
655 2 | ho trovato altro, che un fungo. Voi state pur meglio in
656 5 | licenza Fiammetta d’uscir fuora del monastero?~ ~MARCANTONIO~
657 1 | ma vi prometto, che si furieranno, se fanno a questo modo;
658 2 | avessimo il tempo lungo, e fussimo tutti d’accordo, difficile
659 4 | Il caso è a trovargli; tu fusti pazzo a metter due mila
660 2 | tanto, ch’io lo ritrovi per gastigarlo secondo ch’ei merita? ma
661 5 | ALFONSO~Per Dio, ch’egli è una gentil persona. Ed essa è là dentro?~ ~
662 2 | ch’è la più bella, la più gentile, non dico di Firenze, ma
663 4 | con lei di bellezza e di gentilezza si possa paragonare: però,
664 1 | io ti prometto da vero gentiluomo che stasera a ventiquattro
665 2 | qualche sassata.~(Quei di casa gettan giù tegoli).~ ~CESARE~Io
666 3 | qui una ripa, che mi ci getterei.~ ~LUCIDO~Io so quel che
667 2 | fatti d’altri, e i vostri si gettino dietro alle spalle?~ ~ARIDOSIO~
668 2 | qualche malo scherzo; ei getton qui spesso tegoli, pietre
669 5 | sì che pigliatevi per un gherone, e domandassera venite che
670 Int| fratello di Marcantonio~MONACA~GIACOMO prete~Suor MARIETTA~Mona
671 | giammai
672 3 | di noi; mi tremavano le ginocchia, che io non poteva stare
673 3 | vi partite un braccio di ginocchioni, io me n’andrò con Dio,
674 4 | cosa, e se voleva spendere, giocare, tener femmine, lasciar
675 3 | Ruffo non è uomo da voler gioie.~ ~TIBERIO~E noi che farem
676 1 | e ogni giorno ho questa gita per amor di Dio e de’ servi
677 3 | Potrebbesi tagliare la mano e gittarla là che lo cavassero a lor
678 2 | panca e con il letto, e gittate giù qualche tegolo, quando
679 2 | aver effetto; perchè era giudicato così da ogni uomo; e così
680 Pro| fare come i poeti; e a mio giudizio ha mille ragioni, perchè
681 3 | ho lassato che mi voleva giuntare con un rubino falso, e darmi
682 3 | ogni cosa: sì che bisogna giuntarlo più due scudi, che gl’interessi
683 4 | mila ducati, e sono stato giuntato d’un rubino da Lucido, uccellato
684 2 | cavare.~ ~LUCIDO~Voi gli giunterete; non vi stann’eglino dentro
685 4 | volsuti portare per andar a giuocare.~ ~PAULINO~E io dirò quel
686 3 | JACOMO~Io vel credo senza giurare, chè queste cose fanno così:
687 3 | vuoi tu dirmi?~ ~RUFFO~Cosa giusta e ragionevole.~ ~ARIDOSIO~
688 3 | comando da parte di San Giusto, che voi vi partiate di
689 | gl’
690 5 | avrà stasera.~ ~ERMINIO~Ei glien’ha da render la metà, l’
691 1 | perciò ne mandò mai giù una goccia, e così stando io in continuo
692 1 | ben fare, che tu non la goda mai più.~ ~TIBERIO~Starò
693 5 | Non tante parole, bada a goderti la Fiammetta, poi ch’ella
694 1 | mai fare ch’io non mi sia goduto Livia mia?~ ~LUCIDO~E’ potrà
695 3 | paura che facciate come il Gonnella.~ ~IACOMO~Voi pensate assai
696 2 | collocati, mi condusse a tal grado, che poco più accender mi
697 3 | sentirete nulla.~ ~ARIDOSIO~Graffierannomi le mani?~ ~IACOMO~Appunto
698 3 | Rotta una pentola, arsa una granata e della legna credo, ch’
699 1 | benchè a lui paresse di fare grandissima perdita, perchè già s’era
700 5 | riconosciuti e fatte amorevolezze grandissime, con tanta tenerezza, che
701 2 | logora intorno a queste grate, ce ne logora anche sei
702 2 | Fiammetta.~ ~MONACA~Ell’è malata grave, e non vuole che nessun
703 5 | il quale mi ha pregato graziosamente, ch’io vi preghi che voi
704 2 | oh ladri.~ ~ERMINIO~Che grida son queste?~ ~ARIDOSIO~La
705 1 | le venti ore non vadi a gridare a tuo padre, e dicali, che
706 2 | o far atto nessuno, io griderò.~ ~ERMINIO~Orsù finisci.~ ~
707 2 | dic’egli di mille scudi? grido?~ ~ERMINIO~Non ti ho io
708 5 | Meglio.~ ~ERMINIO~Che non è grossa?~ ~MARCANTONIO~Meglio ancora.~ ~
709 2 | monache non le vedano il corpo grosso; non già che le doglie la
710 5 | paion troppi, e oggi n’hai guadagnati otto mila.~ ~ARIDOSIO~Come
711 4 | persone, che fan più conto del guadagno che d’altra cosa, l’abbiamo
712 2 | cosa, padrone; togliete il guanto, che vi è cascato.~ ~ARIDOSIO~
713 1 | altra faccenda, che far la guardadonna alla Fiammetta.~ ~ERMINIO~
714 1 | che più da te che da me si guardano, e poi ti ragguaglierò.~ ~
715 1 | uscir del monastero; tal guardia le fanno.~ ~MARCANTONIO~
716 1 | muri, da ferri, e porte, e guardie; com’io provo con la Fiammetta
717 4 | ed ei non vedeva me, e guardossi attorno più di cento volte.~ ~
718 3 | che vien di qua, che mi guasta il mio disegno: aspetterò
719 1 | ne avesse a pentire, ma guastando s’impara, e ringrazii Iddio
720 3 | mattoni, ohimè, che mi guastano tutta la mia casa.~ ~IACOMO~
721 2 | ARIDOSIO~Oh e’ mi debbon guastar tutta la casa?~ ~LUCIDO~
722 5 | essere; i denari non hanno a guastare (se io ne avrò tanti); ma
723 4 | niente, di grazia, che voi guasteresti il disegno a Cesare.~ ~MARCANTONIO~
724 4 | per madre; a’ quali per le guerre di Milano fu rubata, e da
725 4 | poi che tu hai bisogno di guida; come si chiama la strada
726 1 | gustato, io mai lei avessi gustata, che adesso avrei molto
727 1 | come Tantalo mai l’acqua ha gustato, io mai lei avessi gustata,
728 3 | con voi, dite pure il qui habitat, e state di buona voglia.
729 5 | mila ducati che son miei, e haimeli a dare, se non per amor,
730 2 | ella lo conduca a bene, e hammi detto che io ti dica da
731 | Hanc
732 3 | ordinare il desinare, ed hannoci desinato Erminio ed egli.~ ~
733 4 | la mia figliuola.~ ~BRIGA~Holle parlato: e dicono che è
734 3 | vi sarà un colombo, che ieri tolsi di bocca alla faina,
735 1 | MARCANTONIO~Che è d’Erminio, che iersera non tornò a cena?~ ~LUCIDO~
736 2 | lei, e non la dote, e lei ignuda, non che senza dote, mi
737 5 | meglio? Padre mio, non mi so imaginare altro di meglio.~ ~MARCANTONIO~
738 1 | figliuoli, ha fatto che ci siamo imbattuti in un giovane, qual è Erminio,
739 4 | MARCANTONIO~Tu ti sei immaginato, credo, quello ch’io ti
740 1 | pentire, ma guastando s’impara, e ringrazii Iddio che non
741 3 | intervenuto, l’ha fatto impazzare, e non fa mai altro che
742 5 | paura che costui non sia impazzato.~ ~ARIDOSIO~Oh uomo sfacciato:
743 4 | via coloro, che Erminio impazzerà dell’allegrezza di aver
744 5 | modo che Tiberio è quasi impazzito d’allegrezza, e non ha altra
745 2 | che qualcuno venga qui ad impedirmi; voglio anch’io veder s’
746 1 | vantaggio oltre a questo gli ha impegnato sè e gli amici suoi, per
747 3 | tu ti puoi pareggiare all’imperadore; ben hai tu cavate le tue
748 2 | bellezze e simil cose; imperocchè prima la offende quelli
749 3 | io almanco un capestro da impiccarmi; ell’è pur vota; o Dio!
750 2 | si dimenino, quali sieno impiombati, e quai no, e so in qual
751 3 | o Livia.~ ~LUCIDO~Oh che importuno pazzo è questo! quando s’
752 Pro| veniva a farvi l’argomento, m’impose che io vi facessi una imbasciata
753 3 | ben certe cose che sono impossibili.~ ~RUFFO~Gli voglio annoverare.~ ~
754 1 | Erminio di levarsi da questa impresa, che non è nè utile nè onorevole,
755 5 | ERMINIO~Io ti affermo le impromesse.~ ~CESARE~Mi ti raccomando;
756 5 | vatti con Dio, che io t’imprometto d’averne parlato innanzi
757 1 | avventurate le case, quando inaspettatamente si muoiono.~ ~MARCANTONIO~
758 2 | e levar l’animo loro, ma inclinati dove naturalmente il suo
759 1 | possano ritrarre dalle loro inclinazioni, o con busse, o con minaccie,
760 2 | quattro anni sono ch’io incominciai a voler bene a Cassandra
761 2 | vostra comodità, che non m’incresce l’aspettare.~ ~ARIDOSIO~
762 2 | mi farebbe aspettar qui indarno; ma, matto ch’io sono, anche
763 2 | mai, che certi, che ne son indegni, abbondassin di tanti beni,
764 2 | volte.~ ~ARIDOSIO~E chi l’ha indiavolata, Lucido?~ ~LUCIDO~Questo
765 5 | fretta? Oh gran cosa la indiscrezione dei servidori: e’ mi viene
766 4 | venduta, deve avere certissimi indizi ch’ella è nobilissima di
767 4 | come egli presume per lo indizio, di ricomprarla ogni gran
768 1 | saper prima che le altre, tu indugi a farmele saper più che
769 1 | ragione tu, ed io il torto; ma indugia un poco più a dirmi com’
770 | infatti
771 1 | costumi.~ ~ ~LUCREZIA~Oh infelici donne le quali a detto vostro
772 5 | in un punto! dove io era infelicissimo, e temeva di ora in ora
773 5 | nulla se non a’ miei denari; infin che io non gli veggio almanco,
774 4 | ALFONSO~Tu sei benissimo informato adunque.~ ~BRIGA~Io gli
775 | infra
776 4 | savio dopo il fatto, da me infuori, che son sempre pazzo, sempre
777 1 | resto dei denari; e così infuriati dicon le più belle cose
778 Pro| vecchio avaro, un servo che lo inganni, e simil cose, delle quali
779 2 | Io comincio ad intender l’inganno.~ ~ARIDOSIO~Oh Lucido, io
780 5 | la roba tua.~ ~ERMINIO~M’ingegnerò con tutto il cuore, che
781 3 | mi bisogna aguzzare lo ingegno come io abbia a fare il
782 2 | amore, e insomma è un mostro ingenerato da’ vizj e dalla sciocchezza;
783 3 | ancora, un po’ più: orsù, inginocchiatevi: che vi guardate voi di
784 4 | Lasso stare ancora, che s’ingiuria chi v’ha le figliuole e
785 4 | mai mi state a dir mille ingiurie.~ ~ERMINIO~Dov’è la lettera?~ ~
786 1 | uno, che alla prima volta ingravidi una donna.~ ~LUCIDO~Forse
787 5 | ALFONSO~ ~RUFFO~Saprestici tu insegnare dove sia Livia e Tiberio?~ ~
788 3 | raccomando ch’io son morto; insegnatemi chi m’ha rubato la vita
789 2 | strepito per casa; abbiate insin cura che il letto non faccia
790 1 | voglio aspettare più che insino a 20 ore.~ ~LIVIA~Sino a
791 2 | altri modi, lo feci, credo, insospettire, e forse anche per far più
792 2 | a me.~ ~CESARE~Ancor non intend’io questa matassa.~ ~LUCIDO~
793 2 | egli sia, se nol sapete, lo intenderete. Egli avaro, invidioso,
794 4 | parlar con la Priora, e intenderò i particolari della cosa,
795 3 | IACOMO~Or vedi, che la intendeste; che segno darete voi, pel
796 3 | ARIDOSIO~Eh, voi non m’intendete; dico se gli è buon per
797 5 | da quella ferma e buona intenzione che io ho di portarmi bene,
798 3 | giuntarlo più due scudi, che gl’interessi hanno a correre sopra di
799 Int| INTERLOCUTORI~ ~ ~MARCANTONIO vecchio~
800 1 | perchè ne voglio ritrovare l’intero, e di poi piglierò quel
801 1 | peggior cosa mi poteva egli intervenire, sorte crudele! non credo
802 3 | Una disgrazia, che gli è intervenuto, l’ha fatto impazzare, e
803 2 | per i peccati di Tiberio m’intervien tutto; dov’è egli quel ribaldo?~ ~
804 3 | che si partano: io l’ho intesa.~ ~ARIDOSIO~Io voglio; ma......~ ~
805 5 | MARCANTONIO~Io, che come intesi lei aver partorito, subito
806 Pro| spettatori di una nuova commedia intitolata Aridosia, da Aridosio detta (
807 3 | pesca.~ ~ARIDOSIO~Costui m’intorbida la fantasia, e non intendo
808 5 | li tocco.~ ~MARCANTONIO~Inunanzi che tu gli abbia, ci hai
809 2 | miseria di suo padre, fornirà inutilmente la sua gioventù.~ ~LUCIDO~
810 1 | abbia a pentire di avere invano consumato il tempo, e forse
811 1 | che sgridarlo, che lascia invecchiarsi in casa la mia nipote; egli
812 1 | RUFFO~Infine io sono invecchiato in questa usanza.~ ~TIBERIO~
813 4 | mi dicono a quel modo per invidia, e fanno un rumore, un cicalìo
814 2 | intenderete. Egli avaro, invidioso, ipocrito, superbo, dappoco,
815 4 | tanti lacci mi trovo essere inviluppato: sì che altra deliberazione
816 2 | all’uscio, e non uscite un iota di questa commissione, chè
817 | ipse
818 1 | con la sorella, perchè non ispenda, e perchè non pratichi nella
819 2 | Cotesto sì.~ARIDOSIO~Ed io non istarò a cotesto rischio, che ti
820 3 | ma andatevi con Dio, non istate più a disagio; a rivederci
821 1 | Chi gode un tratto non istenta sempre: Lucido, io mi ti
822 1 | vergognare dai padri, ma da loro istessi facendo cose brutte? Pensa
823 5 | non so tante cose; io non istò forte a vostre ciance; tu
824 1 | sia trotterà qua giù per istordire tutti quanti; ecco appunto
825 | ita
826 2 | di Firenze, ma di tutta Italia: dall’altro canto, qual
827 3 | Venite sicuramente, che sono iti affatto.~ ~ARIDOSIO~Affatto,
828 4 | va presto, e vedi se tu ’l trovi, chè mi par mill’anni
829 1 | in continua sete, con i labbri tocca un rivo di acqua fresca,
830 1 | entrerei a punto in questo labirinto; per Dio, la cosa torna
831 4 | il rimediarci; in tanti lacci mi trovo essere inviluppato:
832 4 | l’amore e l’affetto mi lacerano con tanto dolore che appena
833 5 | non hanno potuto tener le lagrime, ma nè ancora quelli, che
834 4 | Oimè!~ ~MARCANTONIO~Chi si lamenta?~ ~ARIDOSIO~Oimè!~ ~ERMINIO~
835 5 | dessa o no.~ ~RUFFO~Io la lasciai qui con Tiberio; busserò
836 2 | letto e quella tavola, e lasciam la casa come la stava prima,
837 4 | odioso l’usare con monache; lasciamo stare il peccato che si
838 5 | superba che un toro; e l’ho lasciata come un agnello, e abbiamo
839 3 | RUFFO~Io vi prego che non mi lasciate far torto.~ ~LUCIDO~Adesso
840 5 | in malora tutti quanti e lasciatemi vivere.~ ~RUFFO~O ascoltate,
841 4 | delle cose ben fatte; però lasciati consigliare, e pensa ch’
842 1 | vivere che da mia madre mi fu lasciato, e di questa mutazione non
843 1 | carico è dato a me, che lo lascio fare; ei pare, che a Firenze
844 2 | dia, il paragon non gli lassa lor parer buoni; e così
845 4 | appunto di qua mio padre: lassaci di grazia un poco soli.~ ~
846 2 | rovinato, e dove la posso io lassare, ch’ella non mi stia a pericolo?~ ~
847 2 | prima meco alla fossa, che lassargliene; meschino a me, che questa
848 1 | averli più a godere.~ ~LUCIDO~Lassatela adesso passare, e desinate
849 3 | madre ne sapeva il certo; ma lassatemi dire; egli fino allora non
850 3 | Questo è ben ragionevole, e lassatene il carico a me.~ ~ARIDOSIO~
851 3 | avessi molta speranza, l’ho lassato che mi voleva giuntare con
852 3 | io me n’andrò con Dio, e lasserò stare gli spiriti tanto
853 1 | me li dia; ma che tu mi lassi andare con costei.~ ~LUCIDO~
854 4 | di Dio, e degli uomini. Lasso stare ancora, che s’ingiuria
855 3 | che tu sia stato sempre lassù.~ ~TIBERIO~Se ti pare.~ ~
856 3 | vi debbono intendere in latino.~ ~IACOMO~Sarà il meglio.
857 1 | miseria attende a cumulare, lavora infino alla terra di sua
858 3 | avea assai bella mostra legato alla antica, scantonato
859 1 | Marcantonio, che l’amor non ha legge, ed è un gran tempo che
860 3 | portata bene; ohimè! l’è sì leggieri, ohimè! che vi è dentro?
861 3 | IACOMO~Aspettate; io vi legherò questa berretta dinanzi
862 3 | sentano me: Hanc tua Penelope lento Tibi mittit, Ulysse, Nil
863 5 | stato due mesi senza aver lettere, nè imbasciata da voi, non
864 2 | fallo, figliuol mio: e levaci così fatta pena dal cuore.~ ~
865 5 | MARCANTONIO~Manderemo domattina a levarla di là, ch’ella vi sta a
866 1 | conforta pure Erminio di levarsi da questa impresa, che non
867 1 | Addio.~ ~LIVIA~Oh e’ mi s’è levata una macina di sul cuore.~ ~
868 3 | con quest’acqua, ma non vi levate la berretta dagli occhi,
869 4 | toccavate voi?~ ~PASQUINA~Levatimi dinanzi, sciagurato, che
870 2 | ARIDOSIO~Dico che mi si leverà dell’animo una gran briga,
871 2 | proprio sangue, perchè io la leverei a voi e a me ad un tratto.~ ~
872 3 | o ch’io muoia.~ ~LUCIDO~Leviamci di qui.~ ~ARIDOSIO~Dove
873 5 | oncia di fortuna, che una libbra di sapienza.~ ~MARCANTONIO~
874 1 | tanta mutazione, e che di liberale l’abbia fatto miserissimo?
875 5 | rendere, se io glie l’ho liberamente venduta?~ ~ARIDOSIO~Io non
876 3 | essere a costui, che ti ha liberata dalle mani di siffatto Ruffo,
877 5 | obbligato, prima, che mi avete liberato da un dolore e da un’angoscia
878 1 | pensare a qualche via che vi liberi da tanta molestia, e vi
879 2 | gli occhi da vedermi, e la lingua da ridirlo. Fogna, io mi
880 Pro| non hanno altro rimedio si lodano da loro, e costui domanda
881 1 | risolvette in modo che io m’ho da lodare grandemente e egli da dolere,
882 Pro| chieggono, e pregano di essere lodati, e quando e’ non hanno altro
883 Pro| imbasciata a tutti, che se voi loderete questa sua commedia sarete
884 2 | conferito la cosa con mio padre, lodò il parentado per ogni altro
885 2 | ma avviatevi verso San Lorenzo, dov’è quel prete mio amico,
886 3 | non avete turato tutt’i luoghi appunto; se volessero vi
887 1 | Oh e’ mi s’è levata una macina di sul cuore.~ ~TIBERIO~
888 1 | che i padri o fattori o i maestri lo possano fare, ma le madri
889 2 | sta meglio.~ ~ARIDOSIO~Che maladetti siate voi, diavoli, che
890 2 | Fiammetta.~ ~MONACA~Ell’è malata grave, e non vuole che nessun
891 1 | diavolo, e così vivono tutti malcontenti, infino a quella povera
892 4 | sempre pazzo, sempre sto malcontento, e duro fatica e stento
893 2 | Quant’è che cominciò questa maledizione, ch’io non ho mai saputo
894 3 | vi dispiacciono le cose malfatte; son venuto a voi pregandovi
895 3 | Io vi comando, spiriti maligni, da parte di quel medesimo,
896 2 | sentono, vi faranno qualche malo scherzo; ei getton qui spesso
897 4 | già di quindici anni, e in man di persone, che fan più
898 1 | e ogni uom propizio, mi mancano, con la speranza insieme
899 5 | minor spiacer mi sarebbe il mancarne, ancora che unica sia, che
900 4 | ducati!~ ~ARIDOSIO~E’ mi mancava questo; oh figliuol del
901 3 | ARIDOSIO~Zucche! io me ne vo in mance.~ ~LUCIDO~E al povero Lucido?~ ~
902 5 | ti verrà fatto: Tiberio è manceppato, e non ho che far seco.~ ~
903 1 | belle e delle ricche non gli mancheranno.~ ~LUCIDO~Gli mancherà questa,
904 5 | acconciar questa cosa, da me non mancherebbe.~ ~RUFFO~Quelli là possono
905 1 | ei pare, che a Firenze ci manchino le donne da cavarsi le sue
906 1 | questo.~ ~LUCIDO~Adesso mi manda a vedere quel ch’ella fa:
907 2 | mia.~ ~MARIETTA~Ascolta, mandaci un poco di trebbiano da
908 1 | venuto, ed è due ore ch’io lo mandai.~ ~LUCIDO~Quanto più sto,
909 2 | briga, se questi diavoli si mandan via; ma io ti ricordo, Lucido,
910 2 | forziero, e fingendo di voler mandar panni e altre robe, vi facciate
911 4 | ALFONSO~Io poteva fare senza mandarti innanzi, poi che tu hai
912 2 | ho io a fare? non è bene mandarvi tanti, che gli ammazzin
913 4 | PASQUINA~Dove mi avevi voi mandata?~ ~ERMINIO~Tu sei già stata
914 3 | cose di diavoli.~ ~IACOMO~Mandatemele a me, che son ciurmato.~ ~
915 1 | LUCIDO~A dirvi il vero mi mandava a vedere se ella voleva
916 2 | cotesto modo: ma come gli manderà egli via se gli hanno serrati
917 2 | MARIETTA~Ascolta; chi manderai tu che la porti?~ ~ERMINIO~
918 5 | altra volta.~ ~MARCANTONIO~Manderemo domattina a levarla di là,
919 4 | mandi subito a me, e io manderò chi la porti.~ ~PASQUINA~
920 1 | acqua fresca, nè perciò ne mandò mai giù una goccia, e così
921 3 | casa Marcantonio non si mangia cipolle.~ ~ARIDOSIO~Va,
922 4 | cosa, l’abbiamo volsuta mantenere tanto vergine. Dall’altro
923 4 | si fosse allevata, e così mantenuta; ma in qualunque modo si
924 1 | Io, Dio grazia, mi sono mantenuto con quello stile di vivere
925 2 | col nome di San Cresci. In manus tuas, Domine, commendo spiritum
926 3 | cose.~ ~ARIDOSIO~Non vi maravigliate, che io non ho mai visto
927 4 | quel contrassegno della margine appresso l’occhio, che non
928 5 | dire, messer Alfonso, che a maritar l’avete, e che per tutto
929 5 | tornerà molto meglio a esser maritata qua, dove è allevata, e
930 1 | figliuoli, ma ancora ne’ mariti loro; e per non avere a
931 2 | veri, e poi non reggono al martello; ma l’udirlo, che mi nuoce?
932 2 | forse anche per far più masserizia, il buon uomo se n’andò
933 4 | tutte le cose del mondo? e massimamente non essendo donna al mondo,
934 3 | pur credere a parole di matti; tien qui sotto la cappa,
935 3 | Perchè tirano giù tegoli, mattoni, ohimè, che mi guastano
936 | medesima
937 2 | Fiammetta di farsi portar a medicare a casa sua.~ ~ERMINIO~Oh!
938 2 | quale, stando nel letto, medicherò tutti questi mali: vattene
939 5 | sua ventura, ma di grazia menaci dove sono, che io mi muoio
940 5 | Cesare, va per tuo padre e menalo qui in casa mia, dove noi
941 2 | che gli ammazzi? bisogna menar preti, frati, reliquie,
942 3 | pure in casa.~ ~ARIDOSIO~Menatemi, ch’io non percuota in qual
943 5 | Pensa tu.~ ~ERMINIO~E chi ha menato la pratica?~ ~MARCANTONIO~
944 2 | amico, e io vengo dietro, e meneremlo qui subito, e caverenne
945 2 | d’andare?~ ~LUCIDO~Io mi meraviglio ch’egli stia tanto, perch’
946 5 | quale abbia usato come con meretrice?~ ~RUFFO~Oh non sa egli,
947 2 | credo a zappar la terra, che meriterebbe esser regina.~ ~LUCIDO~Io
948 2 | però mai fatto cosa, ch’io meriti questo, ma per i peccati
949 1 | quale tu sai quanto era meschina, perfida e da poco; e mai
950 5 | RUFFO~E s’io era stato due mesi senza aver lettere, nè imbasciata
951 5 | Ei glien’ha da render la metà, l’altra è a parte della
952 1 | caverebbe dal monastero per metterla accanto ad Erminio. O s’
953 3 | ARIDOSIO~Non si potrebbe metterlo in dito a voi?~ ~IACOMO~
954 1 | molto bene a questi tempi mettersi una bocca vantaggio in casa,
955 1 | adocchiata, e sebbene ella mettesse l’ali, mai potrebbe uscir
956 2 | Obbligato le sarò io, se ve la metti.~ ~ARIDOSIO~Ma se la fosse
957 2 | dei tristi; e di qui si mettono gli stolti a negare la provvidenza
958 | meum
959 4 | ti farei camminar cento miglia per ora, alla fè.~ ~ERMINIO~
960 3 | hanno avuto il mio rubino migliore; ma in ogni modo lo riaverò,
961 3 | appicca ad uno è come la mignatta.~ ~ARIDOSIO~E ne debbe pur
962 | mihi
963 4 | a’ quali per le guerre di Milano fu rubata, e da un fante
964 1 | inclinazioni, o con busse, o con minaccie, perchè sappi certo che,
965 1 | volentieri ci ha dato Erminio suo minore, e noi lo tegniamo, e come
966 4 | qui presso.~ ~ALFONSO~È un miracolo. Ed egli è in casa?~ ~BRIGA~
967 2 | che ha a por fine alle mie miserie; ma che aspetto? che qualcuno
968 1 | di liberale l’abbia fatto miserissimo? perchè in fin a questo
969 3 | tua Penelope lento Tibi mittit, Ulysse, Nil mihi rescribas;
970 2 | cambio, nè altro far poteva mò che scriver talvolta l’uno
971 3 | da tener candele; pare un moccolo in un candelliere: tenetela
972 4 | poter pigliare poi que’ modj che migliori parranno.~ ~~
973 1 | via che vi liberi da tanta molestia, e vi contenti, e ancora
974 | molta
975 | molti
976 1 | abbia andare infino nei monasteri.~ ~LUCIDO~Io gli ho detto
977 4 | credete? Si trovano poche mone Pasquine.~ ~ERMINIO~E massime
978 2 | io gli ho a sciorre della moneta; tutti d’oro sono. Oh fortuna,
979 Pro| migliori delle nuove; le monete, le spade, le sculture,
980 1 | di non vituperare lei, il monisterio e sè ad un tratto, perchè
981 3 | modo, e’ dovevano essere un monte di poltroni a starsi tutto
982 4 | poi, e fidati di questi morbetti: e’ ridicono ogni cosa:
983 4 | quel Ruffo che l’avea, si morde le mani, parendoli in poco
984 1 | ventura, che quando ella si morì, benchè a lui paresse di
985 3 | non l’arò io; che non vo’ morir di fame.~ ~ARIDOSIO~Che
986 4 | fin ch’io vivo; poi quando morrò, la lascerò ad un altro.~ ~
987 4 | serva; or ch’io sono stanca morta, mi convien andare a Santa
988 3 | questa porta? o costoro sono morti o assordati, tic toc, tic
989 3 | falso; avea assai bella mostra legato alla antica, scantonato
990 5 | che voi foste quello che movesse suo padre.~ ~ERMINIO~Questo
991 3 | ch’io gli trovi o ch’io muoia.~ ~LUCIDO~Leviamci di qui.~ ~
992 5 | menaci dove sono, che io mi muoio di desiderio di vederla.~ ~
993 1 | quando inaspettatamente si muoiono.~ ~MARCANTONIO~E che vuoi
994 1 | cosa, esser proibito da muri, da ferri, e porte, e guardie;
995 4 | andandovi. Però, figliuol mio, muta questo tuo amore in un più
996 5 | felicissimo, tanto ch’io non muterei lo stato mio a quel d’un
997 2 | duri partiti: pure è meglio nasconderla, e dappoi che la sorte dell’
998 4 | ti sarà, chè questa è la natura delle cose ben fatte; però
999 2 | loro, ma inclinati dove naturalmente il suo uso gli tira, cioè
1000 1 | di Erminio, perchè gli è necessario che la gioventù l’abbia
1001 3 | altri, avendo i medesimi necessità di esser consigliati, e
1002 5 | e non la dote, ma io son necessitato a far la voglia di mio padre,
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