Parte, Cap.
1 1, I | vetri, il signor Placido, uomo di poche parole e geloso
2 1, I | una barca che passa; un uomo, tutto rattoppato e coperto
3 1, II | Milano nel cinquantaquattro, uomo liberale, amico più del
4 1, IV | baffetti e alla chioma qual è l’uomo, che non possa disporne
5 1, IV | a guardare; tal altra un uomo intabarrato [92] mi aspettava
6 1, VI | che faceva pensare a un uomo materiale e grasso, seguitava
7 1, VI | Gaspare Tanelli, sarto da uomo, e sogguardando con pena
8 1, VI | trovare soltanto il sarto da uomo col quale mi sarei sbrigato,
9 1, VI | cogli eruditi.~Il sarto da uomo stava piluccando una marsina
10 1, VI | sulla cenere, e il sarto da uomo mi girava intorno, ninnandosi,
11 1, VII | i sospiri del sarto da uomo mi accusavano troppo apertamente.
12 1, VIII| tutta la nostra famiglia. Un uomo solo, costui, poteva salvarlo
13 1, VIII| padre a palazzo e il pover’uomo trova tutto bello, tutto
14 1, IX | consegnare qualche lettera a un uomo, che per sua sventura non
15 1, IX | questo istante mi parve l’uomo più abbietto del mondo;
16 1, IX | volevo parlarle. Io sono un uomo che, grazie al cielo, vivo
17 1, X | osservare come è fatto quell’uomo, che fu causa dei vostri
18 1, XI | cappello, e seguii un buon uomo, che mi fece un segno coll’
19 1, XI | seguitai bel bello il mio uomo.~Entrammo in un corridoio,
20 1, XI | Finalmente il mio buon uomo (io pensava che un ventino
21 1, XI | aveva detto anche quel buon uomo, che si allontanava tintinnando
22 1, XIII| morte. Io lo vedevo quest’uomo, sebbene non avessi di lui
23 1, XIII| come la porcellana.~Quest’uomo era venuto in casa mia,
24 1, XIII| inganni d’un amico. Quest’uomo, che preso da un amore selvatico
25 1, XIII| colle mie stesse armi.~Quest’uomo io l’aveva incontrato due
26 1, XIV | possa rifare la vita d’un uomo. Quel Lucini doveva avere
27 1, XIV | è quanto. Del resto ogni uomo è suscettibile d’errore. (
28 1, XIV | Gaspare Tanelli, sarto da uomo, che entra senza levare
29 1, XIV | delle sue idee: il povero uomo non si è mai trovato, pare,
30 1, XIV | osteria. Il signor Manganelli, uomo maturo, è innamorato della
31 2, I | tunisino, d’origine francese, uomo d’ogni mestiere, che parlava
32 2, I | notte G. P. poteva essere uomo ricco, dare una corona di
33 2, I | creduto che pesasse tanto un uomo morto, e che fosse più irto
34 2, I | Vive! chi ha creato un uomo – pensava – ha meno colpa
35 2, I | avrebbe chiamato: egli era un uomo senza nome.~Orrore! I pochi
36 2, I | non posso innanzi a quest’uomo far a meno di pensare ai
37 2, I | rivedere suo figlio, era uomo da rinunciare a Marina,
38 2, I | incominciava il bottino. Nessun uomo – se lo sentiva – era più
39 2, I | fece inchinare quel dabben uomo, che silenzioso, ritto in
40 2, I | cessasse di battere? Non era uomo troppo vigoroso, ma pigliava
41 2, I | che meritava ancora quest’uomo, causa prima de’ suoi mali?~
42 2, III | rispondeva con parsimonia, come uomo che sa la prudenza non essere
43 2, III | per il vino; il vetturale, uomo muto, io credo, che lungo
44 2, III | meglio: sentivo che Marcello, uomo dalle scarpe grosse, cominciava
45 2, III | cavalli verso Mestre.~– L’uomo è mio – disse fregandosi
46 2, IV | paese era deserto, non un uomo, non una voce nei campi,
47 2, IV | almeno un campanile, o un uomo, o un segno di vita: ma
48 2, V | inclinata a vedere in ogni uomo un nemico, e lo sguardo
49 2, V | bestemmiava, come avrebbe fatto un uomo di testa leggera. Ma come
50 2, V | educati che indicavano un uomo, il quale fa di tutto per
51 2, VI | subito, passai oltre, come un uomo che venga a rubare, fino
52 2, VI | piedi del letto, a guisa d’uomo sfiaccolato di un troppo
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