Parte, Cap.
1 1, I | asperges d’argento. Il prete era salito nella mia camera
2 1, I | pianerottoli. La giornata era secca, freddina, e uno spicchio
3 1, I | sputando briciole, che il morto era un balordo, perché a pagare
4 1, I | pianerottolo, se il morto era quel giovinetto serio, coll’
5 1, I | definire, qualche cosa che non era tutta mia. Anche la signora
6 1, I | anche gli occhiali, che s’era messi per cercarmi. Mi chiamò
7 1, I | seguirono un po’, ma visto che era fiato perso, ritornarono
8 1, I | migliori.~La cassa, in cui era chiuso il povero Lucini,
9 1, I | attendeva la carrozza funebre, s’era raccolto un crocchio di
10 1, II | me qualche cosa, che non era del solito Marcello. Quel
11 1, II | pieno di ferravecchi, m’era contentato per allora di
12 1, II | orecchie alla voce di Dio era spiaciuta ai miei di casa,
13 1, II | nulla al babbo.~L’impiego era di là da venire, ma promesso
14 1, II | falde. Il mio carattere era greve, un po’ per natura,
15 1, II | quattro parole, seppi che era professore di violino, che
16 1, II | inverno al teatro Carcano, che era forestiero (credo napoletano),
17 1, III | soltanto che nel portafogli v’era un ritratto di donna. Non
18 1, III | d’aver spenta la candela; era un rubare la luce ai defunti
19 1, III | quaggiù v’è la donna; Lucini era stato ucciso per una donna,
20 1, IV | quella sera, perché non era prudente dormire nella camera
21 1, IV | costole di Gioconda, che s’era fatta restia, e che metteva
22 1, IV | dispettuccio. Se ella piangeva non era certo per pietà di quel
23 1, IV | poltrona rossa. La scala era libera, il cancello sempre
24 1, IV | lettera per lei.~Là sotto era abbastanza buio, perché
25 1, IV | con tre spanne di falpalà, era disteso sopra la sbarra
26 1, IV | mezzo minuto una risoluzione era presa, cioè mi chiusi in
27 1, IV | mio volto quella sera non era men bianco del suo, gli
28 1, IV | per un occhio distratto era invisibile. Queste attenenze
29 1, IV | messo in quel ballo, [88] era meglio ballare con disinvoltura,
30 1, IV | Cav. Emanuele Gangamela».~ ~Era l’impresario, al quale io
31 1, IV | signor cavaliere non si era perduto di spirito e dolce
32 1, IV | portafogli, oltre a poche lire, v’era il ritratto di una donna,
33 1, IV | quel derelitto.~La camera era rischiarata da un lampadino
34 1, IV | anni in casa mia, e non v’era certamente al mondo una
35 1, IV | mi raccontava spesso) s’era smarrito girondolone per
36 1, IV | tanto solo nel mondo; allora era necessario che si abbracciasse
37 1, IV | impallidiva dello spavento. Questa era l’anima; egli stesso però
38 1, IV | un po’, vidi che il letto era ancora sfatto, colle coltri
39 1, V | UN LUME ALLA FINESTRA~ ~ ~Era una voce carezzevole e flessuosa,
40 1, V | sue pianelle.~Addio sonno. Era proprio necessario che io
41 1, V | a prenderle.~Ma il guaio era la cassa, alla quale non
42 1, V | a sollevarla da un lato. Era tanto lunga e distesa, che
43 1, V | bocca.~Nello stereoscopio v’era appunto una veduta di Venezia,
44 1, V | aria gelata. La giornata s’era messa un cappuccione di
45 1, VI | caldo col rhum, che ce n’era bisogno, scrissi intanto
46 1, VI | grinta più rannuvolata. Era sabato, giorno di baccano
47 1, VI | seguitava a dire che la bestia era tutta pelle.~Doro che attraversava
48 1, VI | lo sapeva da un pezzo, era il soprannome che le birbe
49 1, VI | pentola, Marcello stavolta era in croce. Risoluto d’andarmene
50 1, VI | enfant. La parolina francese era scritta sul quadro, ed egli
51 1, VI | rispondeva secco secco ch’era una leggenda favolosa e
52 1, VI | interruppe queste parole. Era la figlia che piangeva e
53 1, VI | me stesso che il momento era pericoloso, e che potevano
54 1, VI | vecchia, mi ricordò che io non era ne’ miei panni e non mai
55 1, VI | io muoio.~La frinfrina era caduta in deliquio: la mamma
56 1, VII | commercio del signor Leonardo era scarso, sebbene perenne
57 1, VII | vista, disse che la mia era stata una brutta disgrazia
58 1, VII | di morto e funerale ed era venuto a una conclusione
59 1, VII | Marcello ne morì: la Gioconda era in agonia, malata di crepacuore;
60 1, VII | parve riflettere. Il caso era diverso, ma più grave. Le
61 1, VII | troppo apertamente. Dov’era Marcello? mistero: travestito
62 1, VII | travestito e fuggito. Chi era questo morto, questo suonatore
63 1, VII | La storia di Marina mi era nota, avendo frugato nelle
64 1, VII | comprendeva la pena, onde era stato sorpreso il moribondo
65 1, VII | bollo postale di Venezia. Era diretta a me, cioè al Lucini,
66 1, VIII| nome di Lucini, da Napoli era giunto a Venezia sul principio
67 1, VIII| di volta in volta. Costui era un ricco banchiere o industriale,
68 1, VIII| confessò l’abisso in cui era caduto per la sua sregolatezza,
69 1, VIII| forse bella. Disse che egli era disposto a tacere, a distruggere
70 1, VIII| averlo udito da Marina. Era un delitto che ella, innocente,
71 1, VIII| ella, innocente, espiava? era un raggiro di cui il lugubre
72 1, VIII| del Lucini e lo scopo, cui era destinato quel poco della
73 1, VIII| notizia sul vostro conto; era una curiosità su ciò che
74 1, VIII| altra lettera, che forse era sparita col portafogli.~[
75 1, IX | disceso in me, quasi non era da dubitarne. Anche la Sacra
76 1, IX | scendendo nel mio corpo, era meno lontana da Marina e
77 1, IX | di lapislazzuli. La mia era stata una giovinezza pigra
78 1, IX | concupiscenza del dolore.~Questa era la mia vita artificiale
79 1, IX | Dovevo aprirla? Marcello non era indiscreto e sleale contro
80 1, IX | Quel turbamento da cui era preso nel salire le scale
81 1, IX | lettere, e che il Sultano era passato da Milano verso
82 1, IX | che per sua sventura non era cieco. Da quanto tempo durasse
83 1, IX | perdita di poco momento, era artificio crudele per ritardare
84 1, IX | il resto.~Marcello non si era trovato mai in più brutto
85 1, IX | bisognava dirle, che il Lucini era morto. D’altro lato la coscienza
86 1, IX | viottolo di Milano, non era finita. Al Sultano che ritornava,
87 1, IX | trovare un rimedio, mentre era libera di sé. Chi le avrebbe
88 1, IX | modo di scrivere per verità era goffo e selvatico, e anche
89 1, IX | abbietto del mondo; egli si era intromesso fra due anime
90 1, IX | Anch’io piango...».~ ~Ed era vero. Una lagrima cadde
91 1, IX | bastioni di porta Venezia.~Era sul mezzodì d’una bella
92 1, IX | così pareva a me. Il viale era asciutto, ma nei declivi
93 1, IX | accorsi al loro vestire che era giorno di festa, e precisamente
94 1, IX | bottone del mio vestito; ma era un modo per insinuarsi. ~–
95 1, X | dal brutto inganno, in cui era caduto, ma sentivo la difficoltà
96 1, X | volete conoscerlo del tutto – era un omiciattolo tondo, ravvolto
97 1, X | La Giuditta pescivendola era amica di vostra madre e
98 1, X | tremante e mista di pianto. Era un gran colpevole, ma il
99 1, X | tratto che quel suo figlio era morto? Tirai un lungo respiro
100 1, X | me in questa camera. Gli era piaciuto questo nome, aveva
101 1, X | raccontai il fatto, come era accaduto, e i sospetti che
102 1, X | questo can da pagliaio?~Era la voce più sincera che
103 1, X | averle parlato di matrimonio?~Era la storia del signor Manganelli
104 1, X | a scrivere: una furia s’era cacciata nel mio corpo,
105 1, X | scalette dei Tanelli, mentre era già abbastanza buio, entrai
106 1, X | affollava di qua e di là, – era giorno di festa – col cervello
107 1, X | stazione.~Il momento non era stato scelto a capriccio,
108 1, X | di vetro della stazione era un via vai, un formicolio
109 1, X | cioccolatte incartato. La sala era affollata e tutti cicalavano,
110 1, X | anche lui nel precipizio. Era l’inferno! mi pareva di
111 1, X | passo d’uno scompartimento.~Era ancora quel signore di poco
112 1, X | conosciamo, n’è vero?~– Noi?... – Era il gentilissimo delegato
113 1, XI | e il signor delegato si era sempre mostrato con me gentile
114 1, XI | fra un quarto d’ora.~Non era una prigione, ma una cameretta
115 1, XI | università, ma la finestra era alta fino al soffitto, e
116 1, XI | attraverso l’uscio.~Marcello non era in prigione; l’aveva detto
117 1, XI | le chiavi. La coscienza era tranquilla, il trattamento
118 1, XI | La febbre, che forse s’era già messa in istrada due
119 1, XI | pianerottolo d’uno scalone: era fermo, ritto al muro, alto,
120 1, XII | Presidente. L’indirizzo era ad Anzela Marzani, via Cavalletto,
121 1, XII | separazione).~Presidente. Qual era la vostra intenzione scrivendo
122 1, XII | Marzani.~Presidente. Questa era conosciuta, ma è morta. (
123 1, XIII| sotterrato vivo.~Marcello era accusato solamente di assassinio
124 1, XIII| Confesso che un po’ di colpa era mia, perché non aveva saputo
125 1, XIII| insegnato un po’ di poesia, era scritto e trascritto da
126 1, XIII| indicassi alla Corte com’era venuto a scoprire, presso
127 1, XIII| favorevole, se Dio volesse.~Io era nel caso di un navigante
128 1, XIII| questo brutto scherzo?~Non v’era più dubbio. Il Sultano,
129 1, XIII| qualunque concessione. L... non era che il Sultano, il marito
130 1, XIII| la porcellana.~Quest’uomo era venuto in casa mia, mi aveva
131 1, XIII| 136] spettro inesorabile, era venuto a conclusioni troppo
132 1, XIII| lettere di Marina ormai era inutile, nel breve spazio
133 1, XIII| catene.~Ma la sua schiavitù era più triste della mia. Il
134 1, XIV | del teatro La Fenice. Mi era raccomandato dal mio amico
135 1, XIV | il mio povero Marcello. Era nostro desiderio che seguitasse,
136 1, XIV | signor Marcello, e siccome era un bel giovine, s’innamorò
137 1, XIV | Come mai la signora Brigida era indotta a credere che il
138 1, XIV | Tanelli. Forse mia figlia si era ingannata... ~presidente.
139 1, XIV | biancheria. La scala non era troppo illuminata e ho sempre
140 1, XIV | Marcello, mentre questo era a pranzo all’osteria. Il
141 1, XIV | biancheria.~Presidente. Era di sera?~Teste Manganelli.
142 2, I | stabilì.~La sua conversazione era piacevole, specialmente
143 2, I | Visto sotto questo punto era brutto, ma a un tratto poteva
144 2, I | centimetri, ma nessuna gli era sembrata così bella, come
145 2, I | grosso: il vecchio Sultano era incapace di amore, spesso
146 2, I | spesso delirava. Marina era una fanciulla onesta. Ma
147 2, I | accorse ben presto che Marina era al di sopra d’ogni seduzione;
148 2, I | di passaggio a trovarlo v’era un tunisino, d’origine francese,
149 2, I | una corona di brillanti era immobile fantasma, che sedeva
150 2, I | Vienna o in California), si era addormentata sulla paglia,
151 2, I | paglia, e svegliandosi si era trovata in un letto di penne
152 2, I | sicura, valente, ignota. Era il fastidio di due giorni
153 2, I | Ciascuno di questi tre viventi era necessario all’altro come
154 2, I | perduto a sedici anni.~Non era più capriccio in lui, ma
155 2, I | giovane pallido, pensò se non era bene ucciderlo.~Il Sultano
156 2, I | bieca vedeva però quel che era a farsi e così decretò di
157 2, I | si accorse che in lui v’era anche il padre, e per ringraziare
158 2, I | difficile: la Camera francese era in disaccordo, ma non si
159 2, I | l’avrebbe chiamato: egli era un uomo senza nome.~Orrore!
160 2, I | e il parricida forse non era che un assassino. Vedete
161 2, I | Lo scopo del suo viaggio era di scoprire se il vivo coincideva
162 2, I | l’irritazione dei nervi era caduta: era inzuppato e
163 2, I | irritazione dei nervi era caduta: era inzuppato e floscio. Tornò
164 2, I | pesante come una mole. Non era più speranza che lo tirasse,
165 2, I | poteva rivedere suo figlio, era uomo da rinunciare a Marina,
166 2, I | nel cranio: il resto non era che involucro. Finalmente
167 2, I | di lui.~Il sangue, che s’era raggrumato in alto, precipita
168 2, I | Nessun uomo – se lo sentiva – era più abbietto di lui: forse
169 2, I | più abbietto di lui: forse era invecchiato di dieci anni,
170 2, I | gorilla: che importa! Marina era sua, e l’avrebbe seguito,
171 2, I | faccia all’uscio per cui era entrato, si andava per un
172 2, I | schietta. Nella sua voce v’era proprio un filo d’argento.
173 2, I | cessasse di battere? Non era uomo troppo vigoroso, ma
174 2, I | capì ove ella mirasse. Era lasciar per sempre il Lucini,
175 2, I | movimenti del capo: la vita era negli occhi.~– Non se ne
176 2, I | orribili senza nome. Suo marito era ubriaco, pazzo o feroce?
177 2, I | pazzo o feroce? Perché si era inginocchiato? perché aveva
178 2, I | testa ingombrarsi di sonno. Era necessario che dormisse,
179 2, I | sapeva dove fosse. La notte era muta, e tendendo l’orecchio
180 2, I | ella non sognava? non v’era modo di svegliarsi da quel
181 2, I | intirizzire. Ma pur troppo non era sogno, appunto perché avrebbe
182 2, I | chiamava Linucci, il quale era vissuto esule e vagabondo
183 2, I | e vagabondo a Parigi... Era [157] una storia assai nota
184 2, I | limiti della probabilità, era troppo stravagante per sogno.
185 2, I | stravagante per sogno. Forse era una storia vera!~Che aveva
186 2, I | svegliò; il suo sguardo era cieco, come quello dei morti.~
187 2, I | meno dell’ombra e che non era luce. Nel resto silenzio.~
188 2, I | agitarsi senza spasimo. A tale era giunta la poveretta.~Che
189 2, I | nascosto in un andito; ivi era la camera di suo padre.
190 2, I | sue braccia: certamente v’era in quel delitto qualche
191 2, I | gli occhi immobili. Non era mai stata tanto perversa,
192 2, I | somma di milioni fantastici. Era il suo peccato e il suo
193 2, I | aritmetiche, egli che per poco non era annegato in una goccia d’
194 2, I | una goccia d’inchiostro.~Era molto invecchiato; i patimenti
195 2, I | calcolava: se monsieur Talbot era veramente arrestato, nessuno
196 2, II | e viva.~La giornata non era né bella né brutta, ma il
197 2, II | vivo.~Il signor delegato (era il mio compagno), sempre
198 2, II | incontrarsi in un pesce grosso, si era fra cento incertezze, nel
199 2, II | Il mio modo di vestire era creduto opportuno per sorprendere
200 2, II | l’anima del povero Lucini era ancora dentro di me e fremeva
201 2, II | amore.~Dopo molti giorni io era ancora nella condizione
202 2, II | annunciarle la morte di Lucini, ma era costretto quasi da un destino,
203 2, II | quasi da un destino, che non era il mio.~– Crede ella, signor
204 2, II | persone che la mia presenza era inutile, perché il Sultano
205 2, II | soffrire, e per la quale era caduto di rete in rete più
206 2, II | rete in rete più grossa, era forse l’amore? Io accusava
207 2, II | il Lucini, ma in verità era Marcello che per la prima
208 2, II | inverno.~Il signor delegato era artista, ma le sue parole
209 2, II | ora quasi palpabile ed era naturale che il capriccio
210 2, II | traversata della laguna.~L’acqua era rosea per il tramonto e
211 2, III | ora riprodurre gli indizi. Era già notte quando ci movemmo.
212 2, III | villa, dove il Sultano s’era ritirato, per aver l’Alpi
213 2, III | tenebre del mistero: io era dunque sicuro che al primo
214 2, III | dormiva o fingeva.~Non c’era modo di chiuder occhio con
215 2, III | onde fra me e la carrozza era difficile scegliere chi
216 2, III | acceso un desiderio, che era proprio come l’ultimo lucignolo
217 2, III | troncarla a mezza battuta era dare uno strappo all’anima.~
218 2, III | sulla schiena d’una collina. Era dei Zeno di Venezia, ma
219 2, III | tutto naturale. Dunque io era a tre miglia da Marina,
220 2, III | strano.~Verso le quattro – era ancora affatto buio – i
221 2, III | del focolare; il vetturale era finito addormentato sul
222 2, III | strana di piangere. La camera era rischiarata anche qui da
223 2, III | l’anima del povero Lucini era stanca di vivere dentro
224 2, III | che mi aveva invasato, era agli sgoccioli; il destino,
225 2, III | innanzi all’osteria. La strada era molto battuta, e qualche
226 2, III | pezzo di ghiaccio sul cuore.~Era lui.~Era il Sultano in persona,
227 2, III | ghiaccio sul cuore.~Era lui.~Era il Sultano in persona, che
228 2, III | non mi veniva.~Il Sultano era sicuro di non essere riconosciuto,
229 2, III | fargli paura, Marcello non era un eroe e, sebbene fosse
230 2, III | flutti e mi accese le guance. Era gioia? era amore? Era il
231 2, III | accese le guance. Era gioia? era amore? Era il caso o la
232 2, III | guance. Era gioia? era amore? Era il caso o la provvidenza
233 2, IV | villa.~Il disegno geografico era semplice, ma avviene di
234 2, IV | viaggiava solo e non c’era dubbio che Marina non fosse
235 2, IV | dalla nebbia.~Di fioccare era cessato, anzi un venticello
236 2, IV | pozze e la neve fracida non era un bell’andare. Non conoscevo
237 2, IV | panierino chiuso. Il paese era deserto, non un uomo, non
238 2, IV | verso l’oriente. Il sole era spuntato, e la catena delle
239 2, IV | martellate dure. Senza avvedermi era giunto all’ossario, una
240 2, IV | far rumore. La situazione era così stravagante che s’io
241 2, IV | freddo e con la riva non era il miglior modo: camminai
242 2, IV | oltre lo svolto. La strada era più asciutta e più alpestre:
243 2, IV | notturno, la stanchezza era naturale, onde discussi
244 2, IV | sgomento che non so spiegare. Era villa Carnica, e me lo disse
245 2, V | ore della mattina e gli era toccato anche di vedere
246 2, V | noti però che la strada era molto battuta, e che il
247 2, V | forse sì, perché l’anima sua era già inclinata a vedere in
248 2, V | nemico o come figliuolo.~Egli era giunto a villa Carnica,
249 2, V | intese altre notizie.~– Era un’ombra colui? – domandava
250 2, V | meno triste sulla terra era quel po’ di libertà, per
251 2, V | correre sempre.~Lo scopo era di guadagnare tanto spazio
252 2, V | carrozzone del signor delegato era troppo pesante e i suoi
253 2, V | sfida.~Il delegato, che si era mosso dall’osteria quasi
254 2, V | sangue degli umori rabbiosi. Era astuto, coraggioso, ricco,
255 2, V | aperto il pericolo, se v’era pericolo, tentare insomma
256 2, V | parole a dirle, ma dopo tutto era meglio tirar via, lesto,
257 2, V | travestita.~La strada non era più quella di prima, larga,
258 2, V | stesso non sapeva dirlo; era giunto al punto che le cose
259 2, V | avventura, l’impotenza in cui era caduto, la sciocchezza della
260 2, V | sangue, ma vedendo che non v’era più scampo, cominciò a combattere
261 2, VI | TROVO MARINA~ ~Io intanto era venuto passo passo, con
262 2, VI | alla villa; il cancello era aperto e notai lungo il
263 2, VI | senza capirle. Il momento era più grave di quel che altri
264 2, VI | così gentile, come io me l’era disegnata, in un grazioso
265 2, VI | il cuore si capovolgesse.~Era dessa? perché non fuggivo?
266 2, VI | sbattezzai tre volte. L’uscio era coperto da una cortina di
267 2, VI | verso di me.~Il suo passo era corto, talché mi parve eterno
268 2, VI | insieme a Venezia.~Il vecchio era veramente commosso e non
269 2, VI | persuasi che al vecchio era svanito alquanto il cervello.~–
270 2, VI | impolverati e dal loro disordine era facile capire che il Sultano
271 2, VI | che io sapevo e quel che era facile supporre concordarono
272 2, VI | proprio morta.~La villa era isolata, la casa senza servi
273 2, VI | cuore e allora ciò che prima era dubbio, pensiero, imaginazione
274 2, VI | interrogarlo e scoprire, se era possibile, dove fosse Marina.~
275 2, VI | piano.~ ~Il Sultano non era fuggito, ma il suo viaggio
276 2, VI | la gioventù di Marina gli era mantenuta e assicurata,
277 2, VI | vecchio miserabile, che era come la cauzione di nuove
278 2, VI | prima. Marina, l’ho detto, era rassegnata, ma seguiva con
279 2, VI | quando furono sicuri che egli era veramente partito e che
280 2, VI | tagliata la via del ritorno; ma era una gioia amara, che spingeva
281 2, VI | soccorso in quella solitudine era inutile, e, seguendo i consigli
282 2, VI | cercare la mano d’un fabbro, era perdere troppo tempo.~Marina,
283 2, VI | che per suo padre non v’era più pericolo a temere, rimasta
284 2, VI | al muro opposto (l’andito era assai ristretto), per scompaginare
285 2, VI | passione del povero Giorgio era da un pezzo diventata mia
286 2, VI | mia e il destino di Marina era legato alla mia vita.~–
287 2, VI | questa parete.~L’uscio non era serrato a chiave, e il paletto
288 2, VI | asfissiato. In faccia a me era la finestra chiusa della
289 2, VI | o a sinistra dell’uscio. Era giorno fatto; sui vetri
290 2, VI | pietà di me: l’ambiente era già abbastanza corretto,
291 2, VI | peccato.~La mia vita non era mai stata adorna di fiori
292 2, VI | Il fantasma di Marina mi era comparso una notte dolorosa,
293 2, VI | prima il nome di Lucini, era balzata per venirmi incontro,
294 2, VI | venirmi incontro, ma la vita era già troppo insidiata e cadde.
295 2, VI | troppo insidiata e cadde. Non era morta; un filo di roseo
296 2, VI | che d’alabastrino, che mi era apparso dal ritratto, e
297 2, VI | spasimo dell’agonia. Non era morta, ma non voleva guardarmi:
298 2, VI | le sue braccia che io mi era cinte al collo, per levarla
299 2, VI | più veemenza al mio corpo. Era morta.~ ~Anch’io mi sentii
300 2, VI | morire. L’aria della camera era avvelenata e l’aspetto della
301 2, VI | Era svenuto e due giorni dopo,
302 Con | dimostrare che il Lucini era figlio dell’accusato, il
|