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Emilio De Marchi
Due anime in un corpo

IntraText - Concordanze

era

    Parte,  Cap.
1 1, I | asperges d’argento. Il prete era salito nella mia camera 2 1, I | pianerottoli. La giornata era secca, freddina, e uno spicchio 3 1, I | sputando briciole, che il morto era un balordo, perché a pagare 4 1, I | pianerottolo, se il morto era quel giovinetto serio, coll’ 5 1, I | definire, qualche cosa che non era tutta mia. Anche la signora 6 1, I | anche gli occhiali, che s’era messi per cercarmi. Mi chiamò 7 1, I | seguirono un po’, ma visto che era fiato perso, ritornarono 8 1, I | migliori.~La cassa, in cui era chiuso il povero Lucini, 9 1, I | attendeva la carrozza funebre, s’era raccolto un crocchio di 10 1, II | me qualche cosa, che non era del solito Marcello. Quel 11 1, II | pieno di ferravecchi, m’era contentato per allora di 12 1, II | orecchie alla voce di Dio era spiaciuta ai miei di casa, 13 1, II | nulla al babbo.~L’impiego era di da venire, ma promesso 14 1, II | falde. Il mio carattere era greve, un po’ per natura, 15 1, II | quattro parole, seppi che era professore di violino, che 16 1, II | inverno al teatro Carcano, che era forestiero (credo napoletano), 17 1, III | soltanto che nel portafogli v’era un ritratto di donna. Non 18 1, III | d’aver spenta la candela; era un rubare la luce ai defunti 19 1, III | quaggiù v’è la donna; Lucini era stato ucciso per una donna, 20 1, IV | quella sera, perché non era prudente dormire nella camera 21 1, IV | costole di Gioconda, che s’era fatta restia, e che metteva 22 1, IV | dispettuccio. Se ella piangeva non era certo per pietà di quel 23 1, IV | poltrona rossa. La scala era libera, il cancello sempre 24 1, IV | lettera per lei.~ sotto era abbastanza buio, perché 25 1, IV | con tre spanne di falpalà, era disteso sopra la sbarra 26 1, IV | mezzo minuto una risoluzione era presa, cioè mi chiusi in 27 1, IV | mio volto quella sera non era men bianco del suo, gli 28 1, IV | per un occhio distratto era invisibile. Queste attenenze 29 1, IV | messo in quel ballo, [88] era meglio ballare con disinvoltura, 30 1, IV | Cav. Emanuele Gangamela».~ ~Era l’impresario, al quale io 31 1, IV | signor cavaliere non si era perduto di spirito e dolce 32 1, IV | portafogli, oltre a poche lire, v’era il ritratto di una donna, 33 1, IV | quel derelitto.~La camera era rischiarata da un lampadino 34 1, IV | anni in casa mia, e non v’era certamente al mondo una 35 1, IV | mi raccontava spesso) s’era smarrito girondolone per 36 1, IV | tanto solo nel mondo; allora era necessario che si abbracciasse 37 1, IV | impallidiva dello spavento. Questa era l’anima; egli stesso però 38 1, IV | un po’, vidi che il letto era ancora sfatto, colle coltri 39 1, V | UN LUME ALLA FINESTRA~ ~ ~Era una voce carezzevole e flessuosa, 40 1, V | sue pianelle.~Addio sonno. Era proprio necessario che io 41 1, V | a prenderle.~Ma il guaio era la cassa, alla quale non 42 1, V | a sollevarla da un lato. Era tanto lunga e distesa, che 43 1, V | bocca.~Nello stereoscopio v’era appunto una veduta di Venezia, 44 1, V | aria gelata. La giornata s’era messa un cappuccione di 45 1, VI | caldo col rhum, che ce n’era bisogno, scrissi intanto 46 1, VI | grinta più rannuvolata. Era sabato, giorno di baccano 47 1, VI | seguitava a dire che la bestia era tutta pelle.~Doro che attraversava 48 1, VI | lo sapeva da un pezzo, era il soprannome che le birbe 49 1, VI | pentola, Marcello stavolta era in croce. Risoluto d’andarmene 50 1, VI | enfant. La parolina francese era scritta sul quadro, ed egli 51 1, VI | rispondeva secco secco ch’era una leggenda favolosa e 52 1, VI | interruppe queste parole. Era la figlia che piangeva e 53 1, VI | me stesso che il momento era pericoloso, e che potevano 54 1, VI | vecchia, mi ricordò che io non era ne’ miei panni e non mai 55 1, VI | io muoio.~La frinfrina era caduta in deliquio: la mamma 56 1, VII | commercio del signor Leonardo era scarso, sebbene perenne 57 1, VII | vista, disse che la mia era stata una brutta disgrazia 58 1, VII | di morto e funerale ed era venuto a una conclusione 59 1, VII | Marcello ne morì: la Gioconda era in agonia, malata di crepacuore; 60 1, VII | parve riflettere. Il caso era diverso, ma più grave. Le 61 1, VII | troppo apertamente. Dov’era Marcello? mistero: travestito 62 1, VII | travestito e fuggito. Chi era questo morto, questo suonatore 63 1, VII | La storia di Marina mi era nota, avendo frugato nelle 64 1, VII | comprendeva la pena, onde era stato sorpreso il moribondo 65 1, VII | bollo postale di Venezia. Era diretta a me, cioè al Lucini, 66 1, VIII| nome di Lucini, da Napoli era giunto a Venezia sul principio 67 1, VIII| di volta in volta. Costui era un ricco banchiere o industriale, 68 1, VIII| confessò l’abisso in cui era caduto per la sua sregolatezza, 69 1, VIII| forse bella. Disse che egli era disposto a tacere, a distruggere 70 1, VIII| averlo udito da Marina. Era un delitto che ella, innocente, 71 1, VIII| ella, innocente, espiava? era un raggiro di cui il lugubre 72 1, VIII| del Lucini e lo scopo, cui era destinato quel poco della 73 1, VIII| notizia sul vostro conto; era una curiosità su ciò che 74 1, VIII| altra lettera, che forse era sparita col portafogli.~[ 75 1, IX | disceso in me, quasi non era da dubitarne. Anche la Sacra 76 1, IX | scendendo nel mio corpo, era meno lontana da Marina e 77 1, IX | di lapislazzuli. La mia era stata una giovinezza pigra 78 1, IX | concupiscenza del dolore.~Questa era la mia vita artificiale 79 1, IX | Dovevo aprirla? Marcello non era indiscreto e sleale contro 80 1, IX | Quel turbamento da cui era preso nel salire le scale 81 1, IX | lettere, e che il Sultano era passato da Milano verso 82 1, IX | che per sua sventura non era cieco. Da quanto tempo durasse 83 1, IX | perdita di poco momento, era artificio crudele per ritardare 84 1, IX | il resto.~Marcello non si era trovato mai in più brutto 85 1, IX | bisognava dirle, che il Lucini era morto. D’altro lato la coscienza 86 1, IX | viottolo di Milano, non era finita. Al Sultano che ritornava, 87 1, IX | trovare un rimedio, mentre era libera di sé. Chi le avrebbe 88 1, IX | modo di scrivere per verità era goffo e selvatico, e anche 89 1, IX | abbietto del mondo; egli si era intromesso fra due anime 90 1, IX | Anch’io piango...».~ ~Ed era vero. Una lagrima cadde 91 1, IX | bastioni di porta Venezia.~Era sul mezzodì d’una bella 92 1, IX | così pareva a me. Il viale era asciutto, ma nei declivi 93 1, IX | accorsi al loro vestire che era giorno di festa, e precisamente 94 1, IX | bottone del mio vestito; ma era un modo per insinuarsi. ~– 95 1, X | dal brutto inganno, in cui era caduto, ma sentivo la difficoltà 96 1, X | volete conoscerlo del tutto – era un omiciattolo tondo, ravvolto 97 1, X | La Giuditta pescivendola era amica di vostra madre e 98 1, X | tremante e mista di pianto. Era un gran colpevole, ma il 99 1, X | tratto che quel suo figlio era morto? Tirai un lungo respiro 100 1, X | me in questa camera. Gli era piaciuto questo nome, aveva 101 1, X | raccontai il fatto, come era accaduto, e i sospetti che 102 1, X | questo can da pagliaio?~Era la voce più sincera che 103 1, X | averle parlato di matrimonio?~Era la storia del signor Manganelli 104 1, X | a scrivere: una furia s’era cacciata nel mio corpo, 105 1, X | scalette dei Tanelli, mentre era già abbastanza buio, entrai 106 1, X | affollava di qua e di , – era giorno di festa – col cervello 107 1, X | stazione.~Il momento non era stato scelto a capriccio, 108 1, X | di vetro della stazione era un via vai, un formicolio 109 1, X | cioccolatte incartato. La sala era affollata e tutti cicalavano, 110 1, X | anche lui nel precipizio. Era l’inferno! mi pareva di 111 1, X | passo d’uno scompartimento.~Era ancora quel signore di poco 112 1, X | conosciamo, n’è vero?~– Noi?... – Era il gentilissimo delegato 113 1, XI | e il signor delegato si era sempre mostrato con me gentile 114 1, XI | fra un quarto d’ora.~Non era una prigione, ma una cameretta 115 1, XI | università, ma la finestra era alta fino al soffitto, e 116 1, XI | attraverso l’uscio.~Marcello non era in prigione; l’aveva detto 117 1, XI | le chiavi. La coscienza era tranquilla, il trattamento 118 1, XI | La febbre, che forse s’era già messa in istrada due 119 1, XI | pianerottolo d’uno scalone: era fermo, ritto al muro, alto, 120 1, XII | Presidente. L’indirizzo era ad Anzela Marzani, via Cavalletto, 121 1, XII | separazione).~Presidente. Qual era la vostra intenzione scrivendo 122 1, XII | Marzani.~Presidente. Questa era conosciuta, ma è morta. ( 123 1, XIII| sotterrato vivo.~Marcello era accusato solamente di assassinio 124 1, XIII| Confesso che un po’ di colpa era mia, perché non aveva saputo 125 1, XIII| insegnato un po’ di poesia, era scritto e trascritto da 126 1, XIII| indicassi alla Corte com’era venuto a scoprire, presso 127 1, XIII| favorevole, se Dio volesse.~Io era nel caso di un navigante 128 1, XIII| questo brutto scherzo?~Non v’era più dubbio. Il Sultano, 129 1, XIII| qualunque concessione. L... non era che il Sultano, il marito 130 1, XIII| la porcellana.~Quest’uomo era venuto in casa mia, mi aveva 131 1, XIII| 136] spettro inesorabile, era venuto a conclusioni troppo 132 1, XIII| lettere di Marina ormai era inutile, nel breve spazio 133 1, XIII| catene.~Ma la sua schiavitù era più triste della mia. Il 134 1, XIV | del teatro La Fenice. Mi era raccomandato dal mio amico 135 1, XIV | il mio povero Marcello. Era nostro desiderio che seguitasse, 136 1, XIV | signor Marcello, e siccome era un bel giovine, s’innamorò 137 1, XIV | Come mai la signora Brigida era indotta a credere che il 138 1, XIV | Tanelli. Forse mia figlia si era ingannata... ~presidente. 139 1, XIV | biancheria. La scala non era troppo illuminata e ho sempre 140 1, XIV | Marcello, mentre questo era a pranzo all’osteria. Il 141 1, XIV | biancheria.~Presidente. Era di sera?~Teste Manganelli. 142 2, I | stabilì.~La sua conversazione era piacevole, specialmente 143 2, I | Visto sotto questo punto era brutto, ma a un tratto poteva 144 2, I | centimetri, ma nessuna gli era sembrata così bella, come 145 2, I | grosso: il vecchio Sultano era incapace di amore, spesso 146 2, I | spesso delirava. Marina era una fanciulla onesta. Ma 147 2, I | accorse ben presto che Marina era al di sopra d’ogni seduzione; 148 2, I | di passaggio a trovarlo v’era un tunisino, d’origine francese, 149 2, I | una corona di brillanti era immobile fantasma, che sedeva 150 2, I | Vienna o in California), si era addormentata sulla paglia, 151 2, I | paglia, e svegliandosi si era trovata in un letto di penne 152 2, I | sicura, valente, ignota. Era il fastidio di due giorni 153 2, I | Ciascuno di questi tre viventi era necessario all’altro come 154 2, I | perduto a sedici anni.~Non era più capriccio in lui, ma 155 2, I | giovane pallido, pensò se non era bene ucciderlo.~Il Sultano 156 2, I | bieca vedeva però quel che era a farsi e così decretò di 157 2, I | si accorse che in lui v’era anche il padre, e per ringraziare 158 2, I | difficile: la Camera francese era in disaccordo, ma non si 159 2, I | l’avrebbe chiamato: egli era un uomo senza nome.~Orrore! 160 2, I | e il parricida forse non era che un assassino. Vedete 161 2, I | Lo scopo del suo viaggio era di scoprire se il vivo coincideva 162 2, I | l’irritazione dei nervi era caduta: era inzuppato e 163 2, I | irritazione dei nervi era caduta: era inzuppato e floscio. Tornò 164 2, I | pesante come una mole. Non era più speranza che lo tirasse, 165 2, I | poteva rivedere suo figlio, era uomo da rinunciare a Marina, 166 2, I | nel cranio: il resto non era che involucro. Finalmente 167 2, I | di lui.~Il sangue, che s’era raggrumato in alto, precipita 168 2, I | Nessun uomo – se lo sentivaera più abbietto di lui: forse 169 2, I | più abbietto di lui: forse era invecchiato di dieci anni, 170 2, I | gorilla: che importa! Marina era sua, e l’avrebbe seguito, 171 2, I | faccia all’uscio per cui era entrato, si andava per un 172 2, I | schietta. Nella sua voce v’era proprio un filo d’argento. 173 2, I | cessasse di battere? Non era uomo troppo vigoroso, ma 174 2, I | capì ove ella mirasse. Era lasciar per sempre il Lucini, 175 2, I | movimenti del capo: la vita era negli occhi.~– Non se ne 176 2, I | orribili senza nome. Suo marito era ubriaco, pazzo o feroce? 177 2, I | pazzo o feroce? Perché si era inginocchiato? perché aveva 178 2, I | testa ingombrarsi di sonno. Era necessario che dormisse, 179 2, I | sapeva dove fosse. La notte era muta, e tendendo l’orecchio 180 2, I | ella non sognava? non v’era modo di svegliarsi da quel 181 2, I | intirizzire. Ma pur troppo non era sogno, appunto perché avrebbe 182 2, I | chiamava Linucci, il quale era vissuto esule e vagabondo 183 2, I | e vagabondo a Parigi... Era [157] una storia assai nota 184 2, I | limiti della probabilità, era troppo stravagante per sogno. 185 2, I | stravagante per sogno. Forse era una storia vera!~Che aveva 186 2, I | svegliò; il suo sguardo era cieco, come quello dei morti.~ 187 2, I | meno dell’ombra e che non era luce. Nel resto silenzio.~ 188 2, I | agitarsi senza spasimo. A tale era giunta la poveretta.~Che 189 2, I | nascosto in un andito; ivi era la camera di suo padre. 190 2, I | sue braccia: certamente v’era in quel delitto qualche 191 2, I | gli occhi immobili. Non era mai stata tanto perversa, 192 2, I | somma di milioni fantastici. Era il suo peccato e il suo 193 2, I | aritmetiche, egli che per poco non era annegato in una goccia d’ 194 2, I | una goccia d’inchiostro.~Era molto invecchiato; i patimenti 195 2, I | calcolava: se monsieur Talbot era veramente arrestato, nessuno 196 2, II | e viva.~La giornata non erabellabrutta, ma il 197 2, II | vivo.~Il signor delegato (era il mio compagno), sempre 198 2, II | incontrarsi in un pesce grosso, si era fra cento incertezze, nel 199 2, II | Il mio modo di vestire era creduto opportuno per sorprendere 200 2, II | l’anima del povero Lucini era ancora dentro di me e fremeva 201 2, II | amore.~Dopo molti giorni io era ancora nella condizione 202 2, II | annunciarle la morte di Lucini, ma era costretto quasi da un destino, 203 2, II | quasi da un destino, che non era il mio.~– Crede ella, signor 204 2, II | persone che la mia presenza era inutile, perché il Sultano 205 2, II | soffrire, e per la quale era caduto di rete in rete più 206 2, II | rete in rete più grossa, era forse l’amore? Io accusava 207 2, II | il Lucini, ma in verità era Marcello che per la prima 208 2, II | inverno.~Il signor delegato era artista, ma le sue parole 209 2, II | ora quasi palpabile ed era naturale che il capriccio 210 2, II | traversata della laguna.~L’acqua era rosea per il tramonto e 211 2, III | ora riprodurre gli indizi. Era già notte quando ci movemmo. 212 2, III | villa, dove il Sultano s’era ritirato, per aver l’Alpi 213 2, III | tenebre del mistero: io era dunque sicuro che al primo 214 2, III | dormiva o fingeva.~Non c’era modo di chiuder occhio con 215 2, III | onde fra me e la carrozza era difficile scegliere chi 216 2, III | acceso un desiderio, che era proprio come l’ultimo lucignolo 217 2, III | troncarla a mezza battuta era dare uno strappo all’anima.~ 218 2, III | sulla schiena d’una collina. Era dei Zeno di Venezia, ma 219 2, III | tutto naturale. Dunque io era a tre miglia da Marina, 220 2, III | strano.~Verso le quattro – era ancora affatto buio – i 221 2, III | del focolare; il vetturale era finito addormentato sul 222 2, III | strana di piangere. La camera era rischiarata anche qui da 223 2, III | l’anima del povero Lucini era stanca di vivere dentro 224 2, III | che mi aveva invasato, era agli sgoccioli; il destino, 225 2, III | innanzi all’osteria. La strada era molto battuta, e qualche 226 2, III | pezzo di ghiaccio sul cuore.~Era lui.~Era il Sultano in persona, 227 2, III | ghiaccio sul cuore.~Era lui.~Era il Sultano in persona, che 228 2, III | non mi veniva.~Il Sultano era sicuro di non essere riconosciuto, 229 2, III | fargli paura, Marcello non era un eroe e, sebbene fosse 230 2, III | flutti e mi accese le guance. Era gioia? era amore? Era il 231 2, III | accese le guance. Era gioia? era amore? Era il caso o la 232 2, III | guance. Era gioia? era amore? Era il caso o la provvidenza 233 2, IV | villa.~Il disegno geografico era semplice, ma avviene di 234 2, IV | viaggiava solo e non c’era dubbio che Marina non fosse 235 2, IV | dalla nebbia.~Di fioccare era cessato, anzi un venticello 236 2, IV | pozze e la neve fracida non era un bell’andare. Non conoscevo 237 2, IV | panierino chiuso. Il paese era deserto, non un uomo, non 238 2, IV | verso l’oriente. Il sole era spuntato, e la catena delle 239 2, IV | martellate dure. Senza avvedermi era giunto all’ossario, una 240 2, IV | far rumore. La situazione era così stravagante che s’io 241 2, IV | freddo e con la riva non era il miglior modo: camminai 242 2, IV | oltre lo svolto. La strada era più asciutta e più alpestre: 243 2, IV | notturno, la stanchezza era naturale, onde discussi 244 2, IV | sgomento che non so spiegare. Era villa Carnica, e me lo disse 245 2, V | ore della mattina e gli era toccato anche di vedere 246 2, V | noti però che la strada era molto battuta, e che il 247 2, V | forse sì, perché l’anima sua era già inclinata a vedere in 248 2, V | nemico o come figliuolo.~Egli era giunto a villa Carnica, 249 2, V | intese altre notizie.~– Era un’ombra colui? – domandava 250 2, V | meno triste sulla terra era quel po’ di libertà, per 251 2, V | correre sempre.~Lo scopo era di guadagnare tanto spazio 252 2, V | carrozzone del signor delegato era troppo pesante e i suoi 253 2, V | sfida.~Il delegato, che si era mosso dall’osteria quasi 254 2, V | sangue degli umori rabbiosi. Era astuto, coraggioso, ricco, 255 2, V | aperto il pericolo, se v’era pericolo, tentare insomma 256 2, V | parole a dirle, ma dopo tutto era meglio tirar via, lesto, 257 2, V | travestita.~La strada non era più quella di prima, larga, 258 2, V | stesso non sapeva dirlo; era giunto al punto che le cose 259 2, V | avventura, l’impotenza in cui era caduto, la sciocchezza della 260 2, V | sangue, ma vedendo che non v’era più scampo, cominciò a combattere 261 2, VI | TROVO MARINA~ ~Io intanto era venuto passo passo, con 262 2, VI | alla villa; il cancello era aperto e notai lungo il 263 2, VI | senza capirle. Il momento era più grave di quel che altri 264 2, VI | così gentile, come io me l’era disegnata, in un grazioso 265 2, VI | il cuore si capovolgesse.~Era dessa? perché non fuggivo? 266 2, VI | sbattezzai tre volte. L’uscio era coperto da una cortina di 267 2, VI | verso di me.~Il suo passo era corto, talché mi parve eterno 268 2, VI | insieme a Venezia.~Il vecchio era veramente commosso e non 269 2, VI | persuasi che al vecchio era svanito alquanto il cervello.~– 270 2, VI | impolverati e dal loro disordine era facile capire che il Sultano 271 2, VI | che io sapevo e quel che era facile supporre concordarono 272 2, VI | proprio morta.~La villa era isolata, la casa senza servi 273 2, VI | cuore e allora ciò che prima era dubbio, pensiero, imaginazione 274 2, VI | interrogarlo e scoprire, se era possibile, dove fosse Marina.~ 275 2, VI | piano.~ ~Il Sultano non era fuggito, ma il suo viaggio 276 2, VI | la gioventù di Marina gli era mantenuta e assicurata, 277 2, VI | vecchio miserabile, che era come la cauzione di nuove 278 2, VI | prima. Marina, l’ho detto, era rassegnata, ma seguiva con 279 2, VI | quando furono sicuri che egli era veramente partito e che 280 2, VI | tagliata la via del ritorno; ma era una gioia amara, che spingeva 281 2, VI | soccorso in quella solitudine era inutile, e, seguendo i consigli 282 2, VI | cercare la mano d’un fabbro, era perdere troppo tempo.~Marina, 283 2, VI | che per suo padre non v’era più pericolo a temere, rimasta 284 2, VI | al muro opposto (l’andito era assai ristretto), per scompaginare 285 2, VI | passione del povero Giorgio era da un pezzo diventata mia 286 2, VI | mia e il destino di Marina era legato alla mia vita.~– 287 2, VI | questa parete.~L’uscio non era serrato a chiave, e il paletto 288 2, VI | asfissiato. In faccia a me era la finestra chiusa della 289 2, VI | o a sinistra dell’uscio. Era giorno fatto; sui vetri 290 2, VI | pietà di me: l’ambiente era già abbastanza corretto, 291 2, VI | peccato.~La mia vita non era mai stata adorna di fiori 292 2, VI | Il fantasma di Marina mi era comparso una notte dolorosa, 293 2, VI | prima il nome di Lucini, era balzata per venirmi incontro, 294 2, VI | venirmi incontro, ma la vita era già troppo insidiata e cadde. 295 2, VI | troppo insidiata e cadde. Non era morta; un filo di roseo 296 2, VI | che d’alabastrino, che mi era apparso dal ritratto, e 297 2, VI | spasimo dell’agonia. Non era morta, ma non voleva guardarmi: 298 2, VI | le sue braccia che io mi era cinte al collo, per levarla 299 2, VI | più veemenza al mio corpo. Era morta.~ ~Anch’io mi sentii 300 2, VI | morire. L’aria della camera era avvelenata e l’aspetto della 301 2, VI | Era svenuto e due giorni dopo, 302 Con | dimostrare che il Lucini era figlio dell’accusato, il


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