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Emilio De Marchi
Due anime in un corpo

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-attra | attua-compe | compi-elemo | elett-iera | ignor-mario | marit-poltr | polve-risol | rison-solid | solin-tonfo | topo-zul

     Parte,  Cap.
1 | 10 2 | 101 3 | 102 4 | 103 5 | 104 6 | 105 7 | 106 8 | 107 9 | 108 10 | 109 11 1, VIII| sparita col portafogli.~[110]~ ~ ~ ~ 12 | 111 13 | 112 14 | 113 15 | 114 16 | 115 17 | 116 18 | 117 19 | 118 20 | 119 21 | 120 22 | 121 23 | 122 24 | 123 25 | 124 26 | 125 27 | 126 28 | 127 29 | 128 30 | 129 31 | 130 32 | 131 33 | 132 34 | 133 35 | 134 36 | 135 37 | 136 38 | 137 39 | 138 40 | 139 41 | 140 42 | 141 43 | 142 44 | 143 45 | 144 46 | 145 47 | 146 48 | 147 49 | 148 50 | 149 51 | 150 52 | 151 53 | 152 54 | 153 55 | 154 56 | 155 57 | 156 58 | 157 59 | 158 60 | 159 61 | 160 62 | 161 63 | 162 64 | 163 65 | 164 66 | 165 67 | 166 68 | 167 69 | 168 70 | 169 71 | 170 72 | 171 73 | 172 74 | 173 75 | 174 76 | 175 77 | 176 78 2, V | di un’anima presa dallo [177] spavento. Se fosse dato 79 2, V | per andar sempre innanzi.~[178] Ma la strada ingombra di 80 2, V | rigido d’un moribondo.~[179]~ ~ ~ ~ 81 2, VI | eterno il suo tragitto pel [180] salottino, e quando me 82 2, VI | finalmente la sua voce!~[181] – La chiamo così per dirle 83 2, VI | cominciai a lamentarmi, [182] a muovermi con più trepidazione, 84 2, VI | apparire dei due carabinieri.~[183] Questi erano venuti per 85 2, VI | gemito mi rispose di dentro.~[184] – Sono il Lucini, vengo 86 2, VI | offenderla, potevo sollevarla, [185] metterla a giacere coll’ 87 2, VI | viaggio: vedo discendere [186] molti veli bruni innanzi 88 2, VI | emo sepolta sta matina.~[187]~ ~ ~ ~ 89 Pre | Prof. Marco D’Olona~Aprile 1878.~[75]~ ~ ~ ~ ~ 90 | 25 91 | 28 92 | 35 93 | 54 94 | 7 95 | 74 96 | 75 97 | 76 98 | 77 99 | 78 100 | 79 101 | 80 102 | 81 103 | 82 104 | 83 105 | 84 106 | 85 107 | 86 108 | 88 109 | 89 110 | 9 111 | 90 112 | 91 113 | 92 114 | 93 115 | 94 116 | 96 117 | 97 118 | 98 119 | 99 120 2, I | della fanciulla, sperando di abbagliarla coi diamanti del Viceré 121 2, V | buoni signori il grosso abbaglio in cui erano caduti; belle 122 1, VIII| lagrime fossero contate. Abbandonai tutte le amiche, perché 123 1, III | con singhiozzi strozzati, abbandonando la testa morta sul guanciale; 124 1, X | Ah! Giorgio! – esclamò, abbandonandosi sullo schienale e incrociando 125 2, VI | geloso marito aveva potuto abbandonarla sola quella mattina?~Non 126 1, X | per liberarsi di voi vi abbandonarono a gente prezzolata, che 127 2, VI | vita, e l’altro e la testa abbandonati sulla sponda, pallida...~ 128 2, I | proprio un filo d’argento. Abbandonò del tutto la testa sui guanciali 129 1, V | io avessi una gondola...~Abbassai il riverbero dello stereoscopio 130 2, III | sindacodisse il delegato, e abbassò il vetro della carrozza. 131 2, I | non sono i suoi capelli abbondanti, non il suo sguardo. Ebbe 132 1, IV | allora era necessario che si abbracciasse al suo violino, che ritornasse 133 1, VII | la cottura. Il caffè va abbronzato tutto eguale, perché se 134 1, IV | cenere giacevano due legni abbruciacchiati) stava il letto, poi una 135 1, VIII| padrone. Ho paura di dovervi abbruciare, Giorgio.~ ~«Ha dimenticato 136 2, III | buoni pronostici sulla mia abilità e con una certa sollecitudine 137 2, I | ODALISCA~ ~Il cuore ha i suoi abissi come il ghiaccio, e chi 138 1, V | cara al defunto. Che Marina abitasse uno di quei palazzi? una, 139 1, XII | Noi trovammo nella camera abitata dal sedicente Lucini, e 140 1, VIII| di quel suo palazzo, già abitato da una famiglia di dogi. 141 1, IX | caso alla mia prima [111] abitazione del numero ventitré. Allora 142 1, VII | donna pareva divenuto già abituale alla mia mente, perché anche 143 2, I | dei sacrifici di Marina e abusando di liquori, godeva qualche 144 2, V | buon vivente, a cui ne sia accaduta una bellina assai.~Intanto, 145 1, IX | questi fatti, che sarebbero accaduti, se Dio non vi poneva un 146 1, X | raccontai il fatto, come era accaduto, e i sospetti che m’erano 147 1, IX | veramente di due anime, che si accapigliavano dentro di lui.~ ~«Vi amo, 148 1, XI | molta tenerezza, come se accarezzassi qualcuno fuori di me, rannicchiai 149 1, X | gigantesche persone, che si accarezzavano i baffi.~Il conduttore serrava 150 2, I | sopra lo spazio, invece di accartocciarla come una pillola in un vaso: 151 1, IV | sul mio conto, pensai di accendere un po’ di fuoco e di rifare 152 1, IV | la seconda risoluzione di accenderne una; dalli, dalli, ci consumai 153 2, IV | camminavo e più sentivo accendersi la voglia d’andare presto, 154 2, III | grassotto, avvolto nel pelo.~– Accendetemi un fanale, che si è spento – 155 1, X | la vettura, e mentre si accendevano le lampade per le vie, e 156 1, IX | avrei potuto vagamente accennare a un gran pericolo e alla 157 1, XIV | interno.~Presidente. Vorrebbe accennarle?~Teste. Portava la berretta 158 1, VIII| troppo pigro a scrivere e accennava a consigli dati poco prima 159 2, IV | che egli è morto, no, ma accennerai il pericolo in cui si trova 160 1, XIV | che so io?~Presidente. Accenni questi difetti.~Teste. Mettere 161 1, V | turbamento inesplicabile.~Per accertarmi esamino la cartina al rovescio, 162 1, V | freddo e dalla paura, onde, accesa anche la seconda candela 163 1, IV | Viveva del suo lavoro, accettando ogni occasione, risparmiando 164 1, VIII| una grande speranza, aveva accettata la prima occasione; altre 165 2, V | cavallo, che volentieri accettava le concessioni del padrone.~ 166 1, IV | un altro violino, che non accettò, se non in quanto io gli 167 2, IV | striscie taglienti come l’acciaio, forse il mare.~Spinsi l’ 168 2, I | grassa, per non so quale accidente, e allora le rughe scappavano, 169 2, I | credette adagiarsi in una beata accidia e il Sultano sentì tornare 170 1, VI | di polvere di caffè; mi accolse con gioia schietta e mi 171 2, I | inattesa, la devozione onde fu accolta in un palazzo dogale, le 172 1, III | a destra e a sinistra e accompagnando il moto con tentennamenti 173 1, I | piacere, s’erano offerti di accompagnare; il povero Lucini, il quale, 174 1, V | carezzevole e flessuosa, che accompagnata dallo squillo del campanello, 175 2, III | avvolte nei mantelli e accompagnate da un tintinnìo, che ha 176 2, III | ultimi fatti, un sospetto accompagnato da spavento tentava farsi 177 2, III | sordo nel vincere una riva, accompagnava i miei ragionamenti, e io 178 2, III | miei ragionamenti, e io mi accordava alle ruote; onde fra me 179 2, III | susurrarono gli ultimi accordi e coi fucili sotto i mantelli, 180 1, XII | senza nome?~Accusato. (si accorge della sua contraddizione 181 1, IV | Cominciò a piangere e, non accorgendosi che io aspettava indicazioni 182 1, XI | carte, e non pareva che si accorgessero di me: mi avevano fin 183 1, II | non conveniva che io mi accorgessi di queste elemosine pietose, 184 1, IX | per la prima volta io mi accorgo a qual pericolo, o amica, 185 1, II | sento bussare al mio uscio; accorro e vedo il Lucini pallido, 186 1, III | Gioconda, la figliuola, che accorsero colle mani in mano, invocando 187 2, I | susurra. Nessuno sarebbe accorso al tonfo. Così pensò.~Ma 188 1, X | io, sono Marcellodissi accostandomi. – È questo mantello che 189 1, IV | per paura, non osavano accostarsi al letto del morente, ma 190 2, IV | Intanto il passo sonoro si accostava e già udivo il brontolìo 191 2, I | la testa e se lo vide d’accosto. Rifuggì inorridita.~– L’ 192 2, I | molto pelo pareva una belva accovacciata sopra una sedia: la [156] 193 1, XIII| accusava, aveva creduto coll’accumulare sul mio capo una duplice 194 2, I | fuggire, o per vendetta lo accusasse egli stesso?~Marina traguardò 195 1, VI | istizzissero, pareva che mi accusassero di crudeltà e di ipocrisia. 196 1, VII | sospiri del sarto da uomo mi accusavano troppo apertamente. Dov’ 197 1, XIV | piombare, come tre fulmini, tre accuse: assassinio, falso, e offesa 198 2, VI | Ammalò alcun poco, ma ne accusò il viaggio. Onde suo marito, 199 1, VII | che sono il suo tallone d’Achille e che non vi rinuncierà 200 2, I | tutto lo spazio di sotto, acquisti la curva e l’immensità del 201 2, II | prima volta sentiva gli acuti desideri della gioventù 202 2, I | gran male e Marina credette adagiarsi in una beata accidia e il 203 1, V | Dio traeva la costola ad Adamo e che il mondo, curioso, 204 1, IV | dissi, voltando le spalle, e adattando la voce a un accento stretto; 205 2, I | fin dietro la nuca, ove addensavasi un po’ di ciccia, gli venivano 206 2, III | una strada postale che si addentrava certamente nel Friuli, ma 207 1, IV | Onorevole signor Lucini!~Milano, addì 25 gennaio~         ~Stante 208 1, XII | prove che la lettera ci addita sarebbero contro di voi. 209 1, XI | me, rannicchiai le gambe addolorate, mi aggrappai insomma, come 210 2, VI | venir meno, che sembra un addormentarsi, anzi provo la strana sensazione 211 1, V | occhi socchiusi, come se addormentasse un suo fantolino.~ ~.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .   .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .~ ~ 212 2, I | o in California), si era addormentata sulla paglia, e svegliandosi 213 2, III | il vetturale era finito addormentato sul fieno insieme a’ suoi 214 1, XI | col fatto del Lucini, e addormentatomi a cavallo di questa idea, 215 2, I | della monacella, quando si adira un poco col suo stornello. 216 2, VI | e apersero solamente l’adito ad una mano. Allora mi parve 217 1, I | mani contro il freddo e adocchiando la torcia più grossa.~Quattro 218 1, X | vettura che aveva già prima adocchiata e dissi: – Alla stazione.~ 219 2, II | tiranni e delle vittime sono adombrati di mistero: chi potrebbe 220 1, IV | dimentica le dita, quando non le adopra. Accesi il fuoco con due 221 2, III | chinai colle palme aperte a adorare il fuoco. Certamente il 222 2, VI | mia vita non era mai stata adorna di fiori e non conosceva, 223 | adunque 224 1, X | un formicolio di persone affaccendate, che mi davano la sordia.~ 225 1, XIV | ebbe alcuna mano nel brutto affare del povero Lucini, stanteché 226 2, IV | ero mosso.~Marina mi aveva affascinato e mi attirava con tutte 227 2, V | e i suoi cavalli troppo affaticati per vincere la sfida.~Il 228 1, IX | mai suo padrerisposi, afferrandomi alla maniglia dell’uscio 229 1, I | per paura che scappasse, l’afferrarono per il vestito, per le braccia, 230 2, VI | testa pesare, e indarno le afferro e l’una e l’altra mano, 231 1, X | da un impulso naturale d’affetto, mi pareva sincero. Come 232 1, VI | disse la madre con voce affettuosa per insegnare alla figliuola 233 Pre | aspetto da chi mi fu discepolo affezionatissimo opere di maggior momento, 234 2, I | seduzione; ma l’ostacolo affila il desiderio, e più sommergi 235 2, I | morto.~La solitudine lo affogava: cercò, tastando, l’uscio 236 1, X | cioccolatte incartato. La sala era affollata e tutti cicalavano, ritti 237 1, X | per le vie, e la gente si affollava di qua e di , – era giorno 238 1, X | voltai [125] lo sguardo, affrettai il passo, entrai nella sala 239 2, II | fortuna maligna a essere agente di polizia, dopo essere 240 2, I | d’una ruota, negozianti, agenti di cambio, studenti al verde, 241 1, IV | moribondo. La fantasia si aggirava in quell’aria verdognola 242 2, III | leggesse nel cuore, e voleva aggiungere: non [168] spaventiamo quella 243 1, III | inchiesta, sebbene il Lucini aggiungesse di nuovo soltanto che nel 244 1, XIV | Un giornale più popolare aggiungeva:~ ~«Sappiamo da fonte certa 245 1, XI | le gambe addolorate, mi aggrappai insomma, come un gatto che 246 2, VI | ghiaccio: io muoio tentando di aggrapparmi a lei.~ ~.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .~ ~ 247 2, I | pazzia, traspariva nell’aggrottare spesso delle ciglia, nel 248 1, IV | urtava la testa contro gli aggrovigliamenti delle crome, e snodava colla 249 1, IX | anima diversa.~Divenni più agile e più delicato nei movimenti, 250 2, I | sospesa nell’aria, le dita agili e metalliche, finché trovò 251 1, IX | più nervosa ed entrambe agire sulle corde con bell’arte 252 1, XI | magica di spaventi, di sogni, agitandomi tutta la santa notte fra 253 2, I | presa d’artrite, non può agitarsi senza spasimo. A tale era 254 1, IV | come se una mano vigorosa agitasse un branco di sassolini in 255 2, VI | nemico fino alla villa, agitato da continui spaventi, provò 256 2, I | raccapriccio dell’anima, e si agitavano come serpi assiderate che 257 2, III | dei sogni più brutti.~Mi agito un po’, caccio via dalla 258 1, XI | terza qualità. Un’afa d’agosto, una secchezza, uno strozzamento...~ 259 2, V | ne rincresce; aspetto l’agrimensore e non vorrei... Però se 260 1, IV | finestrone e la cupola coll’aguglia, profilata e rarefatta ( 261 1, XIV | innocente. Egli prese di qui l’aire per una frase felicissima 262 1, VII | Verga, che qualche volta aiuta l’amico a involgere i cioccolatini 263 1, VIII| le quali mi fu possibile, aiutandomi con la filosofia studiata 264 1, XII | legge): «Ella potrebbe aiutarci, perché scrive bene, ma 265 1, X | signore mi offrì la mano per aiutarmi a [126] discendere, io spiccai 266 2, VI | apparso dal ritratto, e dell’alabastro teneva anche la morbidezza 267 2, I | nel fondo, come se fosse l’alba d’una nuova esistenza.. 268 2, III | alla trappola. Al primo albeggiare noi due andremo a piedi 269 | alcuna 270 | alcuno 271 1, I | un grottesco di tufo e di alghe dipinte in mattone, è la 272 2, I | avrebbe voluto volare con ali di stecco. Il Sultano sapeva 273 1, XIV | egli abbia potuto provare l’alibi, e nessun movente al delinquere. 274 2, VI | coloriva le guancia, e un alito sottile le moveva appena 275 1, V | sentiva un bisogno strano di allargare le braccia, di stringere 276 2, I | In uno di questi istanti allegri, Marina passò sotto i portici 277 2, I | propriamente quella scherzosa allegria, che versa un secchio d’ 278 1, VI | una chiara ragione, molto allegro, e andava dicendo che una 279 1, XII | Accusato. (non risponde, sembra allibito),~Cancelliere. Seconda lettera: « 280 2, I | egli lasciasse Venezia, per allontanare l’orme del delitto, e seguito 281 1, XIII| occhi di porcellana che all’allontanarsi del convoglio si fissarono 282 1, XI | anche quel buon uomo, che si allontanava tintinnando le chiavi. La 283 2, III | notaio. Il Sultano non si allontanerà, senza aver prima regolato 284 | allorché 285 1, IX | fra quelle pareti umide e allumacate la vecchia anima di Marcello 286 1, XIII| povero Marcello, avrei allungate le braccia alle catene.~ 287 2, I | dello scalone.~A destra si allungava un corridoio, che finiva 288 2, V | precipitosi e arruffati che almanaccava in capo.~– O io sogno, o 289 2, IV | strada era più asciutta e più alpestre: la siepe spesso interrotta 290 2, VI | pavimento barcollasse come un’altalena.~A destra dell’uscio scorsi 291 1, I | piani, sormontate da un’altana di legno, traforate da tante 292 1, IV | il confessionale, o all’altare della madonna, biascicanti 293 1, VII | fanciulli; candelette per altarini, liquirizia in legno e in 294 1, XII | fingeste un altro nome, alteraste scritture, e tradiste perfino 295 1, XII | calligrafia è evidentemente alterata... Eccola. La riconoscete?~ 296 2, V | delle sue rozze, non si alterava per questo, né bestemmiava, 297 2, VI | ritrovarmi, ma forse per l’alterazione del pensiero vedeva le cose 298 1, IV | fiocchi dei campanelli.~All’altezza del primo piano giungeva 299 | altrimenti 300 1, XII | Sultano».~ ~Accusato. Chi? (Si alza rabbiosamente).~Presidente. 301 1, X | dolori.~– Basta! – dissi, alzandomi rapidamente.~– Ancora una 302 1, XIV | faccia al Presidente, senza alzare gli occhi).~Presidente. 303 1, VII | il barile e il banco deve alzarsi sulla punta dei piedi e 304 1, VIII| rispettoso fino allo scrupolo. Ama i costumi inglesi, e quel 305 1, X | amato e che anch’io forse amai in un istante di leggerezza, 306 1, XII | ma che tiene a bada due amanti, avrà avuto la cura di distruggere 307 2, I | annerivano, e un acre sapore amareggiava il suo palato. Dentro a 308 2, I | sì forte, col pretesto di amarla troppo, che la mandò per 309 2, IV | sorpassarle, e a bere il caffè amaro con lo zuccaro accanto.~ 310 1, IX | amo, Marina, come avrei amata mia madre, come amo la luce 311 1, XII | Sensazione).~Presidente. Amate voi questa donna?~Accusato. ( 312 1, VII | a prendere il fiato: un’ambascia, un contento misterioso, 313 2, IV | se poi odiasse il triste ambasciatore? Diavolo! che Marcello non 314 1, II | premendosi le ossa del petto con ambe le mani, si avanzò come 315 1, VI | avevano spampanato un po’ per ambizione, un po’ per malizia, quell’ 316 1, VIII| non so quali inclinazioni ambiziose, non so quale mia tendenza 317 1, I | di una fioccata di Sant’Ambrogio, stava una specie di barella; 318 1, VIII| contate. Abbandonai tutte le amiche, perché non conveniva ch’ 319 1, VI | arredi incartocciati nell’amido; molti figurini di Parigi 320 1, VII | sempre freschi, per gli ammalati; due vasi di confetti e 321 1, III | maltrattare e a rimbrottare l’ammalato, perché non si fosse posto 322 1, I | insomma dell’osteria, il quale ammannisce seriamente le gastriche 323 1, I | lungo, stretto, montante e ammattonato si riusciva in un cortile 324 2, VI | pericolo, eh? Il Sultano voleva ammazzarvi, lo so, ed è venuto a Milano 325 1, X | tenuissimo filo di ragione.~– Ammetto quel che ella mi dice – 326 1, V | quattrocento lire circa l’ammontare di quella roba e fattane 327 2, III | alla mia sinistra, russava amorosamente; ma il caro signor delegato 328 1, IX | Ognuno sa che nelle lettere amorose il bello e il buono è quello 329 2, I | arte la verità. Vestì un’ampia sottana di flanella bianca, 330 2, I | sera il Sultano leggeva un ampio foglio francese nel gabinetto 331 2, VI | Pareva dicesse: Questo amplesso è per te.~Per me, povero 332 2, I | non capì: si appoggiò coll’anca alla sponda della tavola, 333 1, IX | lasciò il mio bottone, me ne andai ben volentieri, perché il 334 2, V | una specie di istinto per andar sempre innanzi.~[178] Ma 335 1, VI | era in croce. Risoluto d’andarmene ad ogni costo, suonai il 336 1, X | che voleva ad ogni costo andarsene.~– Mio figlio è un matto, 337 1, IV | nascosta, mi aveva pregato di andarvi verso sera, nel suo [86] 338 2, VI | questa mattina ed è forse andata alla messa di San Giorgio. 339 1, XII | Venezia).~Presidente. Perché andavate a Venezia?~Accusato. (esita 340 1, III | ruota della carrozza, io andavo rimuginando questi brutti 341 1, X | mi siedo qui, e non me ne andrò senza di te, dovessi rimanere 342 1, I | diremo nobile, segue un androne quasi buio, sotto il quale 343 1, III | ma non l’orologio, non un anello prezioso, che aveva in dito.~– 344 1, IV | atteggiamento di sante e di angeli scappati giù dai loro quadri?~ 345 1, X | uscii di casa co’ miei due angioli custodi, mostrandomi buono 346 1, IV | si rannicchiavano ombre angolose popolate di spaventi, e 347 1, IX | avevano un non so che d’angoloso, che faceva orrore. Con 348 2, I | scintille nel buio: v’è un’angoscia in cui anche i pensieri 349 2, V | tortuosa, più profonda, più angusta, man mano che discendeva 350 2, I | egli che per poco non era annegato in una goccia d’inchiostro.~ 351 2, I | ottenebravasi, le cose si annerivano, e un acre sapore amareggiava 352 1, IX | mano gelata. Si chiamava Annetta e questo nome l’ho scritto 353 1, IV | perché a tempo opportuno le annunci...~E dopo un istante ancora: – 354 1, XII | di espressioni tenere e annuncia una necessaria separazione).~ 355 2, II | ancora nella condizione di annunciarle la morte di Lucini, ma era 356 1, XII | Accusato. Di evitare a Marina l’annuncio della morte del Lucini.~ 357 1, XI | porcellana... Oh mio Dio! che ansia, che sete, che rombo, che 358 1, I | fanciulli intanto guardavano ansiosamente su per la scaletta, che 359 2, II | quali mi agitava ancora, ansioso d’uscirne.~Vedi, Marcello 360 1, VIII| talché riunendo questi [106] antecedenti al modo della morte del 361 2, I | nelle fascie dei quadri antichi: Io prenderò il pesce con 362 1, VI | Gaspare, che aveva capito l’antifona, tornò alla sua marsina, 363 1, X | sorte di quel qualunque antipodo, che passeggiasse sotto 364 | anziché 365 | Anzitutto 366 2, III | tambussò di dentro, finché si aperse uno spiraglio della porta. 367 2, VI | piccolo gancio di ferro, e apersero solamente l’adito ad una 368 1, X | detto ch’egli fosse morto.~Apersi l’uscio con un po’ d’imbarazzo, 369 2, I | Stette alquanto con la bocca aperta a un mezzo sorriso, inteso 370 1, XIV | alla milord, e i capelli aperti come un ventaglio dietro 371 2, I | traguardò nella piccola apertura dell’uscio e vide i lineamenti 372 2, VI | passarono innanzi come un’apoteosi da teatro. Se Marina, supponiamo, 373 2, I | di tenebre, dove ciò che appare non è luce, ma pallore.~ 374 1, XII | sistema è di nascondere l’apparecchio in una finta stufa. Distruggete 375 2, VI | ragione che gli restava all’apparire dei due carabinieri.~[183] 376 2, VI | temevo – che Marina non mi apparisse di qua o di : la sua vista 377 1, IX | bastava più; le cose mi apparivano doppie, come se per ciascuno 378 2, VI | d’alabastrino, che mi era apparso dal ritratto, e dell’alabastro 379 1, IV | Meno il mobilio, il resto apparteneva al povero Lucini; sua quella 380 1, VIII| sembra che i nostri mali appartengano ad altri. Io non posso dir 381 1, I | materiale fra studiosi e appassionati.– Un soldo, due soldi appena. – 382 1, IV | impaurita dai fantasmi, che si appiattano sotto al letto di chi muore; 383 2, IV | restasse a fare e corsi ad appiattarmi dietro uno spigolo dell’ 384 2, I | la presenza del crotalo appiattato.~– Non ero aspettato? – 385 1, IV | scrivania, sua quella cravatta appiccata alla maniglia della finestra; 386 1, XIV | Il valente oratore fu applaudito e noi crediamo che l’avvocato 387 2, VI | adesso più semplice e più applicabile. Perché riservarsi alle 388 2, VI | ululare del cane, e io mi appoggiai al paletto dell’uscio, che 389 2, VI | braccia e con le ginocchia, appoggiando la schiena al muro opposto ( 390 2, IV | pianura e al mare.~Dovetti appoggiarmi a un muricciuolo per uno 391 1, I | bella cuffia di grisetto, appoggiate le mani al davanzale, come 392 2, VI | so, ed è venuto a Milano apposta.~– Ella lo sa? – chiesi 393 1, XIV | Teste. Io non mi zono mai apposto, non penzando a una mistificazione.~ 394 1, I | seduzioni, che tradivano un’arte appresa e dimenticata da un pezzo, 395 2, V | trepidazione del cammello all’appressarsi del leone.~[176] Bisognava 396 2, I | dai vicini nascondigli.~Approdò a una scalea: suonò un campanello 397 1, XI | sfere erano due mustacchi appuntati, ed ecco due occhi di porcellana... 398 2, VI | stento al suo parapetto; l’aprii, e mi volsi. Avevo le vertigini.~ 399 Pre | Cav. Prof. Marco D’Olona~Aprile 1878.~[75]~ ~ ~ ~ ~ 400 1, X | indietro, se la folla all’aprirsi delle porte, sbucando come 401 1, X | prima che l’uno o l’altro aprisse bocca, il padre, s’intende, 402 1, VII | profumata di zafferano d’Aquila.~Marcello fra tanti raggiri, 403 2, I | ad arco acuto, con vetri arabeschi, in cui batteva qualche 404 1, VI | diventare re di Spagna o arcivescovo.~Il signor Placido, con 405 2, I | poltrona innanzi al camino. Ardeva un po’ di fuoco; la bottiglia 406 2, I | G. P., espose un progetto ardito. Egli aveva già in pronto 407 1, IV | nervosa, elettrica e se nell’ardore della musica una corda per 408 2, V | discendeva in un vallone arenoso poco discosto dal mare. 409 2, IV | le siepi, rasentando un argine e sempre in mira d’una macchia 410 2, III | difficile scegliere chi argomentasse meglio. A volte tornavo 411 Pre | occuparsi di gravi e solenni argomenti a sollievo dell’umanità 412 1, V | tentai, pensando all’antico Arione, qualche corda qua e ; 413 2, I | filoni nelle astruserie aritmetiche, egli che per poco non era 414 1, VI | mamma corse, frugò nell’armadio, sparì, lanciandomi un’occhiata; 415 1, I | 79] costui dev’essere un arnesaccio, morto disfatto nelle braccia 416 1, I | grommose e i due amici si arrabattavano sommessamente, finché una 417 2, VI | circondate dai rami secchi degli arrampicanti. Quando giunsi sotto l’atrio 418 1, X | scavalcare montagne di ferro, di arrampicarmi sopra una gabbia.~Una mano 419 2, VI | in un salottino a destra, arredato un po’ all’antica con molti 420 1, VI | intorno, cariche di ceste e di arredi incartocciati nell’amido; 421 2, I | certo è una durezza che ci arresta, il dubbio è il flutto che 422 2, VI | Son venuti stamattina per arrestarmi... ah povero me!~– Potrei 423 1, IV | reca, non vorrà esigere gli arretrati di questo mese.~Passando 424 1, VI | lavoravano in rammendare e arricciare camici e cotte da sagristia 425 1, XIII| astuzia dei segugi non sarebbe arrivata a sciogliere il nodo, ma 426 1, VII | violino? a che punto erano arrivate le mie indiscrezioni colla 427 2, III | vincitore. Ah Sultano! noi ti arriveremo alle calcagna, mentre tu 428 1, XIII| da due strisce di capelli arroncigliati alle orecchie, e punzecchiata 429 1, X | che venendo dalla nuca, si arroncigliavano alle orecchie. I baffi tinti 430 1, XIV | almeno il suo amante?~Teste (arrossendo). Nossignore.~Presidente. 431 1, VI | un seducente disordine. Arrossì e si confuse al primo vedermi, 432 1, IX | quale melodia, e a ripeterlo arrossiva fino allo scarlatto, e dormendo 433 1, IX | deposi la penna che pareva arroventata. Il mio modo di scrivere 434 2, V | quei progetti precipitosi e arruffati che almanaccava in capo.~– 435 1, VI | dice, alla giornata dell’articolo; perciò speravo di trovare 436 1, IX | Questa era la mia vita artificiale da due o tre giorni, quando 437 1, II | cordone. Il Lucini vestiva artisticamente, da pari suo, mentre io, 438 2, I | e l’anima, come presa d’artrite, non può agitarsi senza 439 1, IV | portinaia e ai vicini di arzigogolare sul mio conto, pensai di 440 1, V | letto, per terra, sotto ascella, palpando ogni tasca, agitando 441 1, VII | anch’essa stretta sotto le ascelle, lucida, anzi brunita sul 442 2, III | stesso ne rimbalzavo. Allora, asciugata la bocca con una falda del 443 1, I | uh! uh! – Il ragazzo si asciugava gli occhi col tovagliolo.~[ 444 1, X | Il bravo signore si asciugò un occhio per volta col 445 2, IV | svolto. La strada era più asciutta e più alpestre: la siepe 446 1, XIV | disperata; non ha voluto [139] ascoltarci, ed eccolo in un labirinto. 447 2, VI | che la madonna mi avesse ascoltato, e perché mi accorsi che 448 2, I | eloquenza e la buona fede degli ascoltatori lo rendevano il pernio del 449 1, IX | Marina, e frattanto davo ascolto a una voce non mia, che 450 2, VI | rinculai per non essere asfissiato. In faccia a me era la finestra 451 1, IV | di quelle due scarpe, che aspettano inutilmente. Egli dormì 452 2, II | otto giorni abbia voluto aspettarci?~– V’è un modo curioso di 453 2, IV | frettoloso, come se alcuno mi aspettasse veramente altrove.~Sulla 454 2, VI | di averla veduta uscire. Aspettate, prendo il cappello e sono 455 2, I | crotalo appiattato.~– Non ero aspettato? – Egli posò le mani sulla 456 1, IV | innanzi a una porta, dove aspettavano d’essere introdotti una 457 2, III | calcagna, mentre tu non l’aspetti, e io, Marcello, erede d’ 458 1, IX | perdono a Dio con una rapida aspirazione verso il cielo [116] limpido 459 1, III | a narrare d’essere stato assalito nella via delle Tanaglie 460 1, X | tante prove, che venivano ad assaltarmi da ogni parte, finirono 461 2, I | non si grida tanto nell’assemblea di Versailles come nella 462 1, IV | vista del danno che la sua assenza mi reca, non vorrà esigere 463 2, VI | averlo perseguitato, come un assetato del deserto incalza la visione 464 1, VII | vuote, tirate in piedi, assicelle sopra mensole, ingombre 465 1, X | questa lettera, Giorgio assicura che per tutto carnevale 466 2, III | Tant’è: avevo bisogno di assicurarmi che questa Marina fosse 467 1, X | sedie e dello scrittoio per assicurarsi di non essere in un labirinto 468 2, VI | Marina gli era mantenuta e assicurata, almeno finché il vecchio 469 2, IV | minaccia.~L’oste mi aveva assicurato che il signore, passato 470 2, I | si agitavano come serpi assiderate che si svegliano: egli aveva 471 Con | semplicità dell’anima, ha ieri assistito al matrimonio di Gioconda 472 Con | CONCLUSIONE~ ~ ~Il Sultano è stato assolto, avendo potuto il suo avvocato 473 1, VI | un pollo freddo, incapace assolutamente d’una vera affezione di 474 1, VII | tostino. L’ombrellaio viene ad assorbire un po’ di quel profumo poetico, 475 2, I | comperato un trono. Il padre fu assorbito dalla tentazione e Marina 476 1, I | parlando tutte insieme, assordavano la signora Brigida per ottenere 477 1, XIV | questo estate a Venezia, dove assunzi l’impreza del teatro La 478 2, II | nell’aspetto, e quattro asticciuole di dietro.~Così le gondole, 479 2, I | innanzi al sistema degli astri. Mi pare che il mio pensiero, 480 2, I | ne cercava i filoni nelle astruserie aritmetiche, egli che per 481 1, V | poi spazzole, saponette, astucci di farine odorose, fiale 482 2, VI | Chi sa? la scelleraggine è astuta e forse il Sultano aveva 483 2, V | degli umori rabbiosi. Era astuto, coraggioso, ricco, ma non 484 1, VII | lui, di portare nottole ad Atene, supponeva che il signor 485 1, IX | sentiva quasi l’armonia degli atomi intorno a lui. Non solo, 486 2, VI | arrampicanti. Quando giunsi sotto l’atrio del palazzo, non un’anima 487 2, I | Sarebbe stata una pena atroce, indegna dell’umanità, il 488 1, VII | anni veste certi calzoni attaccati alla pelle, strofinati sulle 489 2, I | Restava un forse e vi si attaccò: poteva esservi uno scambio 490 1, IV | vergine, la fiamma non voleva attecchire. Si sparpagliò finalmente 491 1, I | innanzi alla porta, dove attendeva la carrozza funebre, s’era 492 1, IV | distratto era invisibile. Queste attenenze spiegavano meglio l’inganno 493 1, X | incerto e pauroso fermarono l’attenzione d’un signore, che nell’angolo 494 2, VI | fiaccarmi la vita.~In quell’attesa dolorosa si ripeté anche 495 2, I | spiccio lo licenziò.~Egli attese che nella casa fosse tornato 496 1, X | convengono a’ miei: vi ho atteso un’ora innanzi all’uscio, 497 1, VIII| necessario che tutti gli atti umani siano giudicati. Per 498 2, IV | strada tirarono innanzi.~Attinsi il respiro fin dalle scarpe 499 2, IV | mi aveva affascinato e mi attirava con tutte quelle stregonerie, 500 1, V | faccenda, per non morire attrappito dal freddo e dalla paura, 501 2, I | alla terra, si sentì come attratta dalla voce del morto [158] 502 2, V | maschera scempia sopra il volto attratto e rigido d’un moribondo.~[ 503 2, I | storia di colore oscuro, attraversare una regione di tenebre, 504 1, IV | imagini color d’aria, che attraversavano le meditazioni di Marcello,


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