10-attra | attua-compe | compi-elemo | elett-iera | ignor-mario | marit-poltr | polve-risol | rison-solid | solin-tonfo | topo-zul
Parte, Cap.
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11 1, VIII| sparita col portafogli.~[110]~ ~ ~ ~
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78 2, V | di un’anima presa dallo [177] spavento. Se fosse dato
79 2, V | per andar sempre innanzi.~[178] Ma la strada ingombra di
80 2, V | rigido d’un moribondo.~[179]~ ~ ~ ~
81 2, VI | eterno il suo tragitto pel [180] salottino, e quando me
82 2, VI | finalmente la sua voce!~[181] – La chiamo così per dirle
83 2, VI | cominciai a lamentarmi, [182] a muovermi con più trepidazione,
84 2, VI | apparire dei due carabinieri.~[183] Questi erano venuti per
85 2, VI | gemito mi rispose di dentro.~[184] – Sono il Lucini, vengo
86 2, VI | offenderla, potevo sollevarla, [185] metterla a giacere coll’
87 2, VI | viaggio: vedo discendere [186] molti veli bruni innanzi
88 2, VI | emo sepolta sta matina.~[187]~ ~ ~ ~
89 Pre | Prof. Marco D’Olona~Aprile 1878.~[75]~ ~ ~ ~ ~
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120 2, I | della fanciulla, sperando di abbagliarla coi diamanti del Viceré
121 2, V | buoni signori il grosso abbaglio in cui erano caduti; belle
122 1, VIII| lagrime fossero contate. Abbandonai tutte le amiche, perché
123 1, III | con singhiozzi strozzati, abbandonando la testa morta sul guanciale;
124 1, X | Ah! Giorgio! – esclamò, abbandonandosi sullo schienale e incrociando
125 2, VI | geloso marito aveva potuto abbandonarla sola quella mattina?~Non
126 1, X | per liberarsi di voi vi abbandonarono a gente prezzolata, che
127 2, VI | vita, e l’altro e la testa abbandonati sulla sponda, pallida...~
128 2, I | proprio un filo d’argento. Abbandonò del tutto la testa sui guanciali
129 1, V | io avessi una gondola...~Abbassai il riverbero dello stereoscopio
130 2, III | sindaco – disse il delegato, e abbassò il vetro della carrozza.
131 2, I | non sono i suoi capelli abbondanti, non il suo sguardo. Ebbe
132 1, IV | allora era necessario che si abbracciasse al suo violino, che ritornasse
133 1, VII | la cottura. Il caffè va abbronzato tutto eguale, perché se
134 1, IV | cenere giacevano due legni abbruciacchiati) stava il letto, poi una
135 1, VIII| padrone. Ho paura di dovervi abbruciare, Giorgio.~ ~«Ha dimenticato
136 2, III | buoni pronostici sulla mia abilità e con una certa sollecitudine
137 2, I | ODALISCA~ ~Il cuore ha i suoi abissi come il ghiaccio, e chi
138 1, V | cara al defunto. Che Marina abitasse uno di quei palazzi? una,
139 1, XII | Noi trovammo nella camera abitata dal sedicente Lucini, e
140 1, VIII| di quel suo palazzo, già abitato da una famiglia di dogi.
141 1, IX | caso alla mia prima [111] abitazione del numero ventitré. Allora
142 1, VII | donna pareva divenuto già abituale alla mia mente, perché anche
143 2, I | dei sacrifici di Marina e abusando di liquori, godeva qualche
144 2, V | buon vivente, a cui ne sia accaduta una bellina assai.~Intanto,
145 1, IX | questi fatti, che sarebbero accaduti, se Dio non vi poneva un
146 1, X | raccontai il fatto, come era accaduto, e i sospetti che m’erano
147 1, IX | veramente di due anime, che si accapigliavano dentro di lui.~ ~«Vi amo,
148 1, XI | molta tenerezza, come se accarezzassi qualcuno fuori di me, rannicchiai
149 1, X | gigantesche persone, che si accarezzavano i baffi.~Il conduttore serrava
150 2, I | sopra lo spazio, invece di accartocciarla come una pillola in un vaso:
151 1, IV | sul mio conto, pensai di accendere un po’ di fuoco e di rifare
152 1, IV | la seconda risoluzione di accenderne una; dalli, dalli, ci consumai
153 2, IV | camminavo e più sentivo accendersi la voglia d’andare presto,
154 2, III | grassotto, avvolto nel pelo.~– Accendetemi un fanale, che si è spento –
155 1, X | la vettura, e mentre si accendevano le lampade per le vie, e
156 1, IX | avrei potuto vagamente accennare a un gran pericolo e alla
157 1, XIV | interno.~Presidente. Vorrebbe accennarle?~Teste. Portava la berretta
158 1, VIII| troppo pigro a scrivere e accennava a consigli dati poco prima
159 2, IV | che egli è morto, no, ma accennerai il pericolo in cui si trova
160 1, XIV | che so io?~Presidente. Accenni questi difetti.~Teste. Mettere
161 1, V | turbamento inesplicabile.~Per accertarmi esamino la cartina al rovescio,
162 1, V | freddo e dalla paura, onde, accesa anche la seconda candela
163 1, IV | Viveva del suo lavoro, accettando ogni occasione, risparmiando
164 1, VIII| una grande speranza, aveva accettata la prima occasione; altre
165 2, V | cavallo, che volentieri accettava le concessioni del padrone.~
166 1, IV | un altro violino, che non accettò, se non in quanto io gli
167 2, IV | striscie taglienti come l’acciaio, forse il mare.~Spinsi l’
168 2, I | grassa, per non so quale accidente, e allora le rughe scappavano,
169 2, I | credette adagiarsi in una beata accidia e il Sultano sentì tornare
170 1, VI | di polvere di caffè; mi accolse con gioia schietta e mi
171 2, I | inattesa, la devozione onde fu accolta in un palazzo dogale, le
172 1, III | a destra e a sinistra e accompagnando il moto con tentennamenti
173 1, I | piacere, s’erano offerti di accompagnare; il povero Lucini, il quale,
174 1, V | carezzevole e flessuosa, che accompagnata dallo squillo del campanello,
175 2, III | avvolte nei mantelli e accompagnate da un tintinnìo, che ha
176 2, III | ultimi fatti, un sospetto accompagnato da spavento tentava farsi
177 2, III | sordo nel vincere una riva, accompagnava i miei ragionamenti, e io
178 2, III | miei ragionamenti, e io mi accordava alle ruote; onde fra me
179 2, III | susurrarono gli ultimi accordi e coi fucili sotto i mantelli,
180 1, XII | senza nome?~Accusato. (si accorge della sua contraddizione
181 1, IV | Cominciò a piangere e, non accorgendosi che io aspettava indicazioni
182 1, XI | carte, e non pareva che si accorgessero di me: mi avevano fin lì
183 1, II | non conveniva che io mi accorgessi di queste elemosine pietose,
184 1, IX | per la prima volta io mi accorgo a qual pericolo, o amica,
185 1, II | sento bussare al mio uscio; accorro e vedo il Lucini pallido,
186 1, III | Gioconda, la figliuola, che accorsero colle mani in mano, invocando
187 2, I | susurra. Nessuno sarebbe accorso al tonfo. Così pensò.~Ma
188 1, X | io, sono Marcello – dissi accostandomi. – È questo mantello che
189 1, IV | per paura, non osavano accostarsi al letto del morente, ma
190 2, IV | Intanto il passo sonoro si accostava e già udivo il brontolìo
191 2, I | la testa e se lo vide d’accosto. Rifuggì inorridita.~– L’
192 2, I | molto pelo pareva una belva accovacciata sopra una sedia: la [156]
193 1, XIII| accusava, aveva creduto coll’accumulare sul mio capo una duplice
194 2, I | fuggire, o per vendetta lo accusasse egli stesso?~Marina traguardò
195 1, VI | istizzissero, pareva che mi accusassero di crudeltà e di ipocrisia.
196 1, VII | sospiri del sarto da uomo mi accusavano troppo apertamente. Dov’
197 1, XIV | piombare, come tre fulmini, tre accuse: assassinio, falso, e offesa
198 2, VI | Ammalò alcun poco, ma ne accusò il viaggio. Onde suo marito,
199 1, VII | che sono il suo tallone d’Achille e che non vi rinuncierà
200 2, I | tutto lo spazio di sotto, acquisti la curva e l’immensità del
201 2, II | prima volta sentiva gli acuti desideri della gioventù
202 2, I | gran male e Marina credette adagiarsi in una beata accidia e il
203 1, V | Dio traeva la costola ad Adamo e che il mondo, curioso,
204 1, IV | dissi, voltando le spalle, e adattando la voce a un accento stretto;
205 2, I | fin dietro la nuca, ove addensavasi un po’ di ciccia, gli venivano
206 2, III | una strada postale che si addentrava certamente nel Friuli, ma
207 1, IV | Onorevole signor Lucini!~Milano, addì 25 gennaio~ ~Stante
208 1, XII | prove che la lettera ci addita sarebbero contro di voi.
209 1, XI | me, rannicchiai le gambe addolorate, mi aggrappai insomma, come
210 2, VI | venir meno, che sembra un addormentarsi, anzi provo la strana sensazione
211 1, V | occhi socchiusi, come se addormentasse un suo fantolino.~ ~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~
212 2, I | o in California), si era addormentata sulla paglia, e svegliandosi
213 2, III | il vetturale era finito addormentato sul fieno insieme a’ suoi
214 1, XI | col fatto del Lucini, e addormentatomi a cavallo di questa idea,
215 2, I | della monacella, quando si adira un poco col suo stornello.
216 2, VI | e apersero solamente l’adito ad una mano. Allora mi parve
217 1, I | mani contro il freddo e adocchiando la torcia più grossa.~Quattro
218 1, X | vettura che aveva già prima adocchiata e dissi: – Alla stazione.~
219 2, II | tiranni e delle vittime sono adombrati di mistero: chi potrebbe
220 1, IV | dimentica le dita, quando non le adopra. Accesi il fuoco con due
221 2, III | chinai colle palme aperte a adorare il fuoco. Certamente il
222 2, VI | mia vita non era mai stata adorna di fiori e non conosceva,
223 | adunque
224 1, X | un formicolio di persone affaccendate, che mi davano la sordia.~
225 1, XIV | ebbe alcuna mano nel brutto affare del povero Lucini, stanteché
226 2, IV | ero mosso.~Marina mi aveva affascinato e mi attirava con tutte
227 2, V | e i suoi cavalli troppo affaticati per vincere la sfida.~Il
228 1, IX | mai suo padre – risposi, afferrandomi alla maniglia dell’uscio
229 1, I | per paura che scappasse, l’afferrarono per il vestito, per le braccia,
230 2, VI | testa pesare, e indarno le afferro e l’una e l’altra mano,
231 1, X | da un impulso naturale d’affetto, mi pareva sincero. Come
232 1, VI | disse la madre con voce affettuosa per insegnare alla figliuola
233 Pre | aspetto da chi mi fu discepolo affezionatissimo opere di maggior momento,
234 2, I | seduzione; ma l’ostacolo affila il desiderio, e più sommergi
235 2, I | morto.~La solitudine lo affogava: cercò, tastando, l’uscio
236 1, X | cioccolatte incartato. La sala era affollata e tutti cicalavano, ritti
237 1, X | per le vie, e la gente si affollava di qua e di là, – era giorno
238 1, X | voltai [125] lo sguardo, affrettai il passo, entrai nella sala
239 2, II | fortuna maligna a essere agente di polizia, dopo essere
240 2, I | d’una ruota, negozianti, agenti di cambio, studenti al verde,
241 1, IV | moribondo. La fantasia si aggirava in quell’aria verdognola
242 2, III | leggesse nel cuore, e voleva aggiungere: non [168] spaventiamo quella
243 1, III | inchiesta, sebbene il Lucini aggiungesse di nuovo soltanto che nel
244 1, XIV | Un giornale più popolare aggiungeva:~ ~«Sappiamo da fonte certa
245 1, XI | le gambe addolorate, mi aggrappai insomma, come un gatto che
246 2, VI | ghiaccio: io muoio tentando di aggrapparmi a lei.~ ~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~
247 2, I | pazzia, traspariva nell’aggrottare spesso delle ciglia, nel
248 1, IV | urtava la testa contro gli aggrovigliamenti delle crome, e snodava colla
249 1, IX | anima diversa.~Divenni più agile e più delicato nei movimenti,
250 2, I | sospesa nell’aria, le dita agili e metalliche, finché trovò
251 1, IX | più nervosa ed entrambe agire sulle corde con bell’arte
252 1, XI | magica di spaventi, di sogni, agitandomi tutta la santa notte fra
253 2, I | presa d’artrite, non può agitarsi senza spasimo. A tale era
254 1, IV | come se una mano vigorosa agitasse un branco di sassolini in
255 2, VI | nemico fino alla villa, agitato da continui spaventi, provò
256 2, I | raccapriccio dell’anima, e si agitavano come serpi assiderate che
257 2, III | dei sogni più brutti.~Mi agito un po’, caccio via dalla
258 1, XI | terza qualità. Un’afa d’agosto, una secchezza, uno strozzamento...~
259 2, V | ne rincresce; aspetto l’agrimensore e non vorrei... Però se
260 1, IV | finestrone e la cupola coll’aguglia, profilata e rarefatta (
261 1, XIV | innocente. Egli prese di qui l’aire per una frase felicissima
262 1, VII | Verga, che qualche volta aiuta l’amico a involgere i cioccolatini
263 1, VIII| le quali mi fu possibile, aiutandomi con la filosofia studiata
264 1, XII | legge): «Ella potrebbe aiutarci, perché scrive bene, ma
265 1, X | signore mi offrì la mano per aiutarmi a [126] discendere, io spiccai
266 2, VI | apparso dal ritratto, e dell’alabastro teneva anche la morbidezza
267 2, I | nel fondo, come se fosse l’alba d’una nuova esistenza..
268 2, III | alla trappola. Al primo albeggiare noi due andremo a piedi
269 | alcuna
270 | alcuno
271 1, I | un grottesco di tufo e di alghe dipinte in mattone, è la
272 2, I | avrebbe voluto volare con ali di stecco. Il Sultano sapeva
273 1, XIV | egli abbia potuto provare l’alibi, e nessun movente al delinquere.
274 2, VI | coloriva le guancia, e un alito sottile le moveva appena
275 1, V | sentiva un bisogno strano di allargare le braccia, di stringere
276 2, I | In uno di questi istanti allegri, Marina passò sotto i portici
277 2, I | propriamente quella scherzosa allegria, che versa un secchio d’
278 1, VI | una chiara ragione, molto allegro, e andava dicendo che una
279 1, XII | Accusato. (non risponde, sembra allibito),~Cancelliere. Seconda lettera: «
280 2, I | egli lasciasse Venezia, per allontanare l’orme del delitto, e seguito
281 1, XIII| occhi di porcellana che all’allontanarsi del convoglio si fissarono
282 1, XI | anche quel buon uomo, che si allontanava tintinnando le chiavi. La
283 2, III | notaio. Il Sultano non si allontanerà, senza aver prima regolato
284 | allorché
285 1, IX | fra quelle pareti umide e allumacate la vecchia anima di Marcello
286 1, XIII| povero Marcello, avrei allungate le braccia alle catene.~
287 2, I | dello scalone.~A destra si allungava un corridoio, che finiva
288 2, V | precipitosi e arruffati che almanaccava in capo.~– O io sogno, o
289 2, IV | strada era più asciutta e più alpestre: la siepe spesso interrotta
290 2, VI | pavimento barcollasse come un’altalena.~A destra dell’uscio scorsi
291 1, I | piani, sormontate da un’altana di legno, traforate da tante
292 1, IV | il confessionale, o all’altare della madonna, biascicanti
293 1, VII | fanciulli; candelette per altarini, liquirizia in legno e in
294 1, XII | fingeste un altro nome, alteraste scritture, e tradiste perfino
295 1, XII | calligrafia è evidentemente alterata... Eccola. La riconoscete?~
296 2, V | delle sue rozze, non si alterava per questo, né bestemmiava,
297 2, VI | ritrovarmi, ma forse per l’alterazione del pensiero vedeva le cose
298 1, IV | fiocchi dei campanelli.~All’altezza del primo piano giungeva
299 | altrimenti
300 1, XII | Sultano».~ ~Accusato. Chi? (Si alza rabbiosamente).~Presidente.
301 1, X | dolori.~– Basta! – dissi, alzandomi rapidamente.~– Ancora una
302 1, XIV | faccia al Presidente, senza alzare gli occhi).~Presidente.
303 1, VII | il barile e il banco deve alzarsi sulla punta dei piedi e
304 1, VIII| rispettoso fino allo scrupolo. Ama i costumi inglesi, e quel
305 1, X | amato e che anch’io forse amai in un istante di leggerezza,
306 1, XII | ma che tiene a bada due amanti, avrà avuto la cura di distruggere
307 2, I | annerivano, e un acre sapore amareggiava il suo palato. Dentro a
308 2, I | sì forte, col pretesto di amarla troppo, che la mandò per
309 2, IV | sorpassarle, e a bere il caffè amaro con lo zuccaro accanto.~
310 1, IX | amo, Marina, come avrei amata mia madre, come amo la luce
311 1, XII | Sensazione).~Presidente. Amate voi questa donna?~Accusato. (
312 1, VII | a prendere il fiato: un’ambascia, un contento misterioso,
313 2, IV | se poi odiasse il triste ambasciatore? Diavolo! che Marcello non
314 1, II | premendosi le ossa del petto con ambe le mani, si avanzò come
315 1, VI | avevano spampanato un po’ per ambizione, un po’ per malizia, quell’
316 1, VIII| non so quali inclinazioni ambiziose, non so quale mia tendenza
317 1, I | di una fioccata di Sant’Ambrogio, stava una specie di barella;
318 1, VIII| contate. Abbandonai tutte le amiche, perché non conveniva ch’
319 1, VI | arredi incartocciati nell’amido; molti figurini di Parigi
320 1, VII | sempre freschi, per gli ammalati; due vasi di confetti e
321 1, III | maltrattare e a rimbrottare l’ammalato, perché non si fosse posto
322 1, I | insomma dell’osteria, il quale ammannisce seriamente le gastriche
323 1, I | lungo, stretto, montante e ammattonato si riusciva in un cortile
324 2, VI | pericolo, eh? Il Sultano voleva ammazzarvi, lo so, ed è venuto a Milano
325 1, X | tenuissimo filo di ragione.~– Ammetto quel che ella mi dice –
326 1, V | quattrocento lire circa l’ammontare di quella roba e fattane
327 2, III | alla mia sinistra, russava amorosamente; ma il caro signor delegato
328 1, IX | Ognuno sa che nelle lettere amorose il bello e il buono è quello
329 2, I | arte la verità. Vestì un’ampia sottana di flanella bianca,
330 2, I | sera il Sultano leggeva un ampio foglio francese nel gabinetto
331 2, VI | Pareva dicesse: Questo amplesso è per te.~Per me, povero
332 2, I | non capì: si appoggiò coll’anca alla sponda della tavola,
333 1, IX | lasciò il mio bottone, me ne andai ben volentieri, perché il
334 2, V | una specie di istinto per andar sempre innanzi.~[178] Ma
335 1, VI | era in croce. Risoluto d’andarmene ad ogni costo, suonai il
336 1, X | che voleva ad ogni costo andarsene.~– Mio figlio è un matto,
337 1, IV | nascosta, mi aveva pregato di andarvi verso sera, nel suo [86]
338 2, VI | questa mattina ed è forse andata alla messa di San Giorgio.
339 1, XII | Venezia).~Presidente. Perché andavate a Venezia?~Accusato. (esita
340 1, III | ruota della carrozza, io andavo rimuginando questi brutti
341 1, X | mi siedo qui, e non me ne andrò senza di te, dovessi rimanere
342 1, I | diremo nobile, segue un androne quasi buio, sotto il quale
343 1, III | ma non l’orologio, non un anello prezioso, che aveva in dito.~–
344 1, IV | atteggiamento di sante e di angeli scappati giù dai loro quadri?~
345 1, X | uscii di casa co’ miei due angioli custodi, mostrandomi buono
346 1, IV | si rannicchiavano ombre angolose popolate di spaventi, e
347 1, IX | avevano un non so che d’angoloso, che faceva orrore. Con
348 2, I | scintille nel buio: v’è un’angoscia in cui anche i pensieri
349 2, V | tortuosa, più profonda, più angusta, man mano che discendeva
350 2, I | egli che per poco non era annegato in una goccia d’inchiostro.~
351 2, I | ottenebravasi, le cose si annerivano, e un acre sapore amareggiava
352 1, IX | mano gelata. Si chiamava Annetta e questo nome l’ho scritto
353 1, IV | perché a tempo opportuno le annunci...~E dopo un istante ancora: –
354 1, XII | di espressioni tenere e annuncia una necessaria separazione).~
355 2, II | ancora nella condizione di annunciarle la morte di Lucini, ma era
356 1, XII | Accusato. Di evitare a Marina l’annuncio della morte del Lucini.~
357 1, XI | porcellana... Oh mio Dio! che ansia, che sete, che rombo, che
358 1, I | fanciulli intanto guardavano ansiosamente su per la scaletta, che
359 2, II | quali mi agitava ancora, ansioso d’uscirne.~Vedi, Marcello –
360 1, VIII| talché riunendo questi [106] antecedenti al modo della morte del
361 2, I | nelle fascie dei quadri antichi: Io prenderò il pesce con
362 1, VI | Gaspare, che aveva capito l’antifona, tornò alla sua marsina,
363 1, X | sorte di quel qualunque antipodo, che passeggiasse sotto
364 | anziché
365 | Anzitutto
366 2, III | tambussò di dentro, finché si aperse uno spiraglio della porta.
367 2, VI | piccolo gancio di ferro, e apersero solamente l’adito ad una
368 1, X | detto ch’egli fosse morto.~Apersi l’uscio con un po’ d’imbarazzo,
369 2, I | Stette alquanto con la bocca aperta a un mezzo sorriso, inteso
370 1, XIV | alla milord, e i capelli aperti come un ventaglio dietro
371 2, I | traguardò nella piccola apertura dell’uscio e vide i lineamenti
372 2, VI | passarono innanzi come un’apoteosi da teatro. Se Marina, supponiamo,
373 2, I | di tenebre, dove ciò che appare non è luce, ma pallore.~
374 1, XII | sistema è di nascondere l’apparecchio in una finta stufa. Distruggete
375 2, VI | ragione che gli restava all’apparire dei due carabinieri.~[183]
376 2, VI | temevo – che Marina non mi apparisse di qua o di là: la sua vista
377 1, IX | bastava più; le cose mi apparivano doppie, come se per ciascuno
378 2, VI | d’alabastrino, che mi era apparso dal ritratto, e dell’alabastro
379 1, IV | Meno il mobilio, il resto apparteneva al povero Lucini; sua quella
380 1, VIII| sembra che i nostri mali appartengano ad altri. Io non posso dir
381 1, I | materiale fra studiosi e appassionati.– Un soldo, due soldi appena. –
382 1, IV | impaurita dai fantasmi, che si appiattano sotto al letto di chi muore;
383 2, IV | restasse a fare e corsi ad appiattarmi dietro uno spigolo dell’
384 2, I | la presenza del crotalo appiattato.~– Non ero aspettato? –
385 1, IV | scrivania, sua quella cravatta appiccata alla maniglia della finestra;
386 1, XIV | Il valente oratore fu applaudito e noi crediamo che l’avvocato
387 2, VI | adesso più semplice e più applicabile. Perché riservarsi alle
388 2, VI | ululare del cane, e io mi appoggiai al paletto dell’uscio, che
389 2, VI | braccia e con le ginocchia, appoggiando la schiena al muro opposto (
390 2, IV | pianura e al mare.~Dovetti appoggiarmi a un muricciuolo per uno
391 1, I | bella cuffia di grisetto, appoggiate le mani al davanzale, come
392 2, VI | so, ed è venuto a Milano apposta.~– Ella lo sa? – chiesi
393 1, XIV | Teste. Io non mi zono mai apposto, non penzando a una mistificazione.~
394 1, I | seduzioni, che tradivano un’arte appresa e dimenticata da un pezzo,
395 2, V | trepidazione del cammello all’appressarsi del leone.~[176] Bisognava
396 2, I | dai vicini nascondigli.~Approdò a una scalea: suonò un campanello
397 1, XI | sfere erano due mustacchi appuntati, ed ecco due occhi di porcellana...
398 2, VI | stento al suo parapetto; l’aprii, e mi volsi. Avevo le vertigini.~
399 Pre | Cav. Prof. Marco D’Olona~Aprile 1878.~[75]~ ~ ~ ~ ~
400 1, X | indietro, se la folla all’aprirsi delle porte, sbucando come
401 1, X | prima che l’uno o l’altro aprisse bocca, il padre, s’intende,
402 1, VII | profumata di zafferano d’Aquila.~Marcello fra tanti raggiri,
403 2, I | ad arco acuto, con vetri arabeschi, in cui batteva qualche
404 1, VI | diventare re di Spagna o arcivescovo.~Il signor Placido, con
405 2, I | poltrona innanzi al camino. Ardeva un po’ di fuoco; la bottiglia
406 2, I | G. P., espose un progetto ardito. Egli aveva già in pronto
407 1, IV | nervosa, elettrica e se nell’ardore della musica una corda per
408 2, V | discendeva in un vallone arenoso poco discosto dal mare.
409 2, IV | le siepi, rasentando un argine e sempre in mira d’una macchia
410 2, III | difficile scegliere chi argomentasse meglio. A volte tornavo
411 Pre | occuparsi di gravi e solenni argomenti a sollievo dell’umanità
412 1, V | tentai, pensando all’antico Arione, qualche corda qua e là;
413 2, I | filoni nelle astruserie aritmetiche, egli che per poco non era
414 1, VI | mamma corse, frugò nell’armadio, sparì, lanciandomi un’occhiata;
415 1, I | 79] costui dev’essere un arnesaccio, morto disfatto nelle braccia
416 1, I | grommose e i due amici si arrabattavano sommessamente, finché una
417 2, VI | circondate dai rami secchi degli arrampicanti. Quando giunsi sotto l’atrio
418 1, X | scavalcare montagne di ferro, di arrampicarmi sopra una gabbia.~Una mano
419 2, VI | in un salottino a destra, arredato un po’ all’antica con molti
420 1, VI | intorno, cariche di ceste e di arredi incartocciati nell’amido;
421 2, I | certo è una durezza che ci arresta, il dubbio è il flutto che
422 2, VI | Son venuti stamattina per arrestarmi... ah povero me!~– Potrei
423 1, IV | reca, non vorrà esigere gli arretrati di questo mese.~Passando
424 1, VI | lavoravano in rammendare e arricciare camici e cotte da sagristia
425 1, XIII| astuzia dei segugi non sarebbe arrivata a sciogliere il nodo, ma
426 1, VII | violino? a che punto erano arrivate le mie indiscrezioni colla
427 2, III | vincitore. Ah Sultano! noi ti arriveremo alle calcagna, mentre tu
428 1, XIII| da due strisce di capelli arroncigliati alle orecchie, e punzecchiata
429 1, X | che venendo dalla nuca, si arroncigliavano alle orecchie. I baffi tinti
430 1, XIV | almeno il suo amante?~Teste (arrossendo). Nossignore.~Presidente.
431 1, VI | un seducente disordine. Arrossì e si confuse al primo vedermi,
432 1, IX | quale melodia, e a ripeterlo arrossiva fino allo scarlatto, e dormendo
433 1, IX | deposi la penna che pareva arroventata. Il mio modo di scrivere
434 2, V | quei progetti precipitosi e arruffati che almanaccava in capo.~–
435 1, VI | dice, alla giornata dell’articolo; perciò speravo di trovare
436 1, IX | Questa era la mia vita artificiale da due o tre giorni, quando
437 1, II | cordone. Il Lucini vestiva artisticamente, da pari suo, mentre io,
438 2, I | e l’anima, come presa d’artrite, non può agitarsi senza
439 1, IV | portinaia e ai vicini di arzigogolare sul mio conto, pensai di
440 1, V | letto, per terra, sotto ascella, palpando ogni tasca, agitando
441 1, VII | anch’essa stretta sotto le ascelle, lucida, anzi brunita sul
442 2, III | stesso ne rimbalzavo. Allora, asciugata la bocca con una falda del
443 1, I | uh! uh! – Il ragazzo si asciugava gli occhi col tovagliolo.~[
444 1, X | Il bravo signore si asciugò un occhio per volta col
445 2, IV | svolto. La strada era più asciutta e più alpestre: la siepe
446 1, XIV | disperata; non ha voluto [139] ascoltarci, ed eccolo in un labirinto.
447 2, VI | che la madonna mi avesse ascoltato, e perché mi accorsi che
448 2, I | eloquenza e la buona fede degli ascoltatori lo rendevano il pernio del
449 1, IX | Marina, e frattanto davo ascolto a una voce non mia, che
450 2, VI | rinculai per non essere asfissiato. In faccia a me era la finestra
451 1, IV | di quelle due scarpe, che aspettano inutilmente. Egli dormì
452 2, II | otto giorni abbia voluto aspettarci?~– V’è un modo curioso di
453 2, IV | frettoloso, come se alcuno mi aspettasse veramente altrove.~Sulla
454 2, VI | di averla veduta uscire. Aspettate, prendo il cappello e sono
455 2, I | crotalo appiattato.~– Non ero aspettato? – Egli posò le mani sulla
456 1, IV | innanzi a una porta, dove aspettavano d’essere introdotti una
457 2, III | calcagna, mentre tu non l’aspetti, e io, Marcello, erede d’
458 1, IX | perdono a Dio con una rapida aspirazione verso il cielo [116] limpido
459 1, III | a narrare d’essere stato assalito nella via delle Tanaglie
460 1, X | tante prove, che venivano ad assaltarmi da ogni parte, finirono
461 2, I | non si grida tanto nell’assemblea di Versailles come nella
462 1, IV | vista del danno che la sua assenza mi reca, non vorrà esigere
463 2, VI | averlo perseguitato, come un assetato del deserto incalza la visione
464 1, VII | vuote, tirate in piedi, assicelle sopra mensole, ingombre
465 1, X | questa lettera, Giorgio assicura che per tutto carnevale
466 2, III | Tant’è: avevo bisogno di assicurarmi che questa Marina fosse
467 1, X | sedie e dello scrittoio per assicurarsi di non essere in un labirinto
468 2, VI | Marina gli era mantenuta e assicurata, almeno finché il vecchio
469 2, IV | minaccia.~L’oste mi aveva assicurato che il signore, passato
470 2, I | si agitavano come serpi assiderate che si svegliano: egli aveva
471 Con | semplicità dell’anima, ha ieri assistito al matrimonio di Gioconda
472 Con | CONCLUSIONE~ ~ ~Il Sultano è stato assolto, avendo potuto il suo avvocato
473 1, VI | un pollo freddo, incapace assolutamente d’una vera affezione di
474 1, VII | tostino. L’ombrellaio viene ad assorbire un po’ di quel profumo poetico,
475 2, I | comperato un trono. Il padre fu assorbito dalla tentazione e Marina
476 1, I | parlando tutte insieme, assordavano la signora Brigida per ottenere
477 1, XIV | questo estate a Venezia, dove assunzi l’impreza del teatro La
478 2, II | nell’aspetto, e quattro asticciuole di dietro.~Così le gondole,
479 2, I | innanzi al sistema degli astri. Mi pare che il mio pensiero,
480 2, I | ne cercava i filoni nelle astruserie aritmetiche, egli che per
481 1, V | poi spazzole, saponette, astucci di farine odorose, fiale
482 2, VI | Chi sa? la scelleraggine è astuta e forse il Sultano aveva
483 2, V | degli umori rabbiosi. Era astuto, coraggioso, ricco, ma non
484 1, VII | lui, di portare nottole ad Atene, supponeva che il signor
485 1, IX | sentiva quasi l’armonia degli atomi intorno a lui. Non solo,
486 2, VI | arrampicanti. Quando giunsi sotto l’atrio del palazzo, non un’anima
487 2, I | Sarebbe stata una pena atroce, indegna dell’umanità, il
488 1, VII | anni veste certi calzoni attaccati alla pelle, strofinati sulle
489 2, I | Restava un forse e vi si attaccò: poteva esservi uno scambio
490 1, IV | vergine, la fiamma non voleva attecchire. Si sparpagliò finalmente
491 1, I | innanzi alla porta, dove attendeva la carrozza funebre, s’era
492 1, IV | distratto era invisibile. Queste attenenze spiegavano meglio l’inganno
493 1, X | incerto e pauroso fermarono l’attenzione d’un signore, che nell’angolo
494 2, VI | fiaccarmi la vita.~In quell’attesa dolorosa si ripeté anche
495 2, I | spiccio lo licenziò.~Egli attese che nella casa fosse tornato
496 1, X | convengono a’ miei: vi ho atteso un’ora innanzi all’uscio,
497 1, VIII| necessario che tutti gli atti umani siano giudicati. Per
498 2, IV | strada tirarono innanzi.~Attinsi il respiro fin dalle scarpe
499 2, IV | mi aveva affascinato e mi attirava con tutte quelle stregonerie,
500 1, V | faccenda, per non morire attrappito dal freddo e dalla paura,
501 2, I | alla terra, si sentì come attratta dalla voce del morto [158]
502 2, V | maschera scempia sopra il volto attratto e rigido d’un moribondo.~[
503 2, I | storia di colore oscuro, attraversare una regione di tenebre,
504 1, IV | imagini color d’aria, che attraversavano le meditazioni di Marcello,
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