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Emilio De Marchi
Due anime in un corpo

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-attra | attua-compe | compi-elemo | elett-iera | ignor-mario | marit-poltr | polve-risol | rison-solid | solin-tonfo | topo-zul

     Parte,  Cap.
1005 2, I | suo figlio?~Il Sultano si compiaceva delle tenebre. Si agitò 1006 Con | giudizio intorno alla vita, e compiange di cuore gli uomini di troppo 1007 1, IX | febbrile, un desiderio vago di compiere qualche grande impresa, 1008 1, IX | assassino? Gli uomini, che compiono ogni sorta di delitti, non 1009 1, III | mandato dal dottore, persona compitissima, che, udito il caso, voleva 1010 1, XIII| prove vicine e parlanti, di complicare il processo e di guadagnar 1011 1, VI | che potevano nascere molte complicazioni fatali per tutti. Colto 1012 1, XII | utilissime a scoprirne i complici. Firmato: Il Sultano».~ ~ 1013 1, VIII| facevano torto».~ ~Qui si comprende meglio il cuore del Lucini 1014 1, VII | aveva letto molti scritti, e comprendeva la pena, onde era stato 1015 1, VI | mediatore dell’osteria, Marcello comprese che una parola in fallo 1016 2, VI | qualche cosa.~Provai quasi la compressione di due dita di legno sul 1017 1, VI | parola in fallo poteva [100] comprometterlo per tutta la vita. Preferii 1018 1, VII | del lucido e dei generi comuni, o a dargli una mano, se 1019 1, XII | sia rimandato.~(La Corte concede e la seduta è prorogata).~ ~ 1020 1, XIV | mie dichiarazioni, e mi ha concessa la mano di Gioconda.~Presidente. 1021 1, XIII| dal colpevole qualunque concessione. L... non era che il Sultano, 1022 2, V | volentieri accettava le concessioni del padrone.~Quella fuga 1023 1, XIII| inutile, nel breve spazio concessogli per salvarsi, mentre io 1024 1, IX | meraviglia parole nuove, e concetti fantastici, che avevano 1025 1, XIV | fortuna nel nostro partito), e concluse: – Tempo s’innova, dice 1026 1, XIII| inesorabile, era venuto a conclusioni troppo precise, e che il 1027 2, VI | che era facile supporre concordarono in fascio a dirmi: Essa 1028 1, IX | mio pallore, una specie di concupiscenza del dolore.~Questa era la 1029 2, II | Chi ti ha salvato? chi ti conduce ora sulle traccie del colpevole, 1030 1, I | altra, coll’indice teso, conducono diritte nelle braccia del 1031 2, IV | queste righe il Sultano mi condurrà, senza volerlo, innanzi 1032 1, VIII| Anzela. Egli è partito. Posso condurre più liberamente mio padre 1033 2, II | sapeva bene la sua strada, mi condusse per calli e viottoli e strette 1034 1, X | accarezzavano i baffi.~Il conduttore serrava ad uno ad uno gli 1035 1, XIV | Leonardo Lasca, droghiere, conferma la voce di intime relazioni 1036 1, IX | erranti, per non dire dei casi confermati da certe scienze magnetiche 1037 1, XIII| che non avete coraggio di confessare a voi stesso...~Il nome 1038 1, X | colto all’improvviso, non confessaste?...~– Ma... – interruppi.~– 1039 1, IV | l’anima; egli stesso però confessava di sentirsi molto pigro 1040 1, VIII| Appena mio padre mi confessò l’abisso in cui era caduto 1041 1, VII | gli ammalati; due vasi di confetti e di caramelle per la tosse; 1042 1, XI | qualcuno vuole ad ogni costo conficcarmi nella cassa d’un violino. 1043 1, IX | muro e il barbiere restò conficcato sopra una lampada, mentre 1044 2, I | poco monsieur Talbot, e gli confidava i progetti, le speranze, 1045 1, III | corso al suono della Stella confidente seguito dalla baraonda di 1046 1, X | una donna che ha tutte le confidenze del Signore, e che vive 1047 1, XIII| avesse potuto guadagnare i confini e trascinarsi in qualche 1048 1, VII | strozzare serpenti, trovai confitta in un traversino della portineria 1049 1, IX | in me avveniva anche un conflitto fra due anime, che cercavano 1050 1, VII | amore, una pietà profonda confluivano rapidamente e si raggruppavano 1051 1, IX | questa parola, e il pianto mi confonde la vista. Vi amo, Marina».~ ~ 1052 2, II | laconismo del suo mestiere egli confondeva Marina cogli altri colpevoli.~– 1053 2, IV | che a lungo guardarle si confondono, per cui, rimasto solo in 1054 1, IX | stesso è un patimento senza conforto e senza ira. Mi parlate 1055 1, XII | sarebbe troppo il pericolo a confronto del vantaggio. Avete parlato 1056 1, V | donna. Marcello, [96] che confusamente se la sente dintorno, dimentica 1057 1, VI | disordine. Arrossì e si confuse al primo vedermi, ma seguendo 1058 2, VI | mani contro quei vecchi congegni di ferro.~Un altro gemito 1059 2, I | libbre di piombo, che si congelava.~Il Sultano sapeva formarsi 1060 1, XII | di Sultano; siamo in una congrega di falsari. All’indirizzo 1061 1, I | correndo col passo d’un coniglio, scivolò dalle branche delle 1062 1, XIII| il pegno d’una devozione coniugale, costante fino alla morte. 1063 2, VI | cauzione di nuove tenerezze coniugali. Dirò anche che il pensiero 1064 1, II | cappelletto di panno verde a cono, con una piuma di fagiano 1065 1, IV | guardare per la sottile, non conoscendo il Lucini che all’ingrosso, 1066 1, XII | rapporti.~Presidente. Almeno la conoscerete.~Accusato. (risoluto). Non 1067 1, X | mio signore – se volete conoscerlo del tutto – era un omiciattolo 1068 1, V | istrumento imparasse subito a conoscermi e sedutomi sopra la coda 1069 1, I | ventiquattro anni e, sebbene non conoscesse il Lucini, piangeva di compassione.~ 1070 1, X | ella deve seguirmi. Noi ci conosciamo, n’è vero?~– Noi?... – Era 1071 2, VI | cominciai a lottare, strappando, conquassando, lacerando quelle vecchie 1072 1, IX | spinto quel malvivente a consegnare qualche lettera a un uomo, 1073 1, X | avvicinandomi all’uscio, dopo aver consegnato il ritratto al poveretto, 1074 1, IX | morto. Una poteva essere conseguenza dell’altra, e il filo invisibile 1075 1, IX | potevano riuscire a funeste conseguenze. L’eroe, che tratto tratto 1076 1, VII | quartiere un po’ solitario, che conserva ancora un’idea di borgo, 1077 1, XIII| non lesinava sui mezzi di conservarla, aveva finto delle lagrime 1078 1, IX | invecchiata: mentre vi scrivo vo considerandomi nello specchio e scopro 1079 1, IV | sul pulpito e che solevo considerare all’ingrosso, non più che 1080 2, V | coscienza non sapeva nemmeno se considerarlo come nemico o come figliuolo.~ 1081 1, VI | imminenza del pericolo, mi consigliarono a star sulle generali e 1082 2, II | preparando le parole di consolazione, di consiglio, di tenerezza 1083 1, IV | abitudine di pronunciarlo, consolò l’agonia di quel derelitto.~ 1084 Pre | per esempio “Se l’Y sia consonante o vocale” di cui vidi le 1085 1, XIV | informato, dirò quel che mi consta per relata refero. Il signor 1086 1, X | immodestie? non sai che si consultò perfino la santa di Pusiano 1087 1, IV | accenderne una; dalli, dalli, ci consumai addosso dieci zolfini, perché, 1088 2, III | d’una vita casalinga, da consumarsi giorno per giorno fra la 1089 1, VI | stiratrice, una magruzza, che si consumava sui fatti altrui, come la 1090 2, I | non tanto, ma le speranze consumavano, limando a poco a poco, 1091 2, I | altro genere più prezioso di consumazione. Due sentimenti gli erano 1092 1, VIII| che le mie lagrime fossero contate. Abbandonai tutte le amiche, 1093 2, I | ricordò i colpi assassini contati nell’ombra d’una viuzza 1094 1, IX | Passavo alcune ore, muto, a contemplare lo spazio bianco fra le 1095 1, IX | amici, che non cessavano di contemplarmi. Lella, che mi aveva tagliato 1096 1, VIII| filosofo placido e chiaro, che contemplate la vita da lontano, ove 1097 2, III | ragione per la testa, mentre contemplavo gli ultimi carboni d’un 1098 1, X | vero, e lasciate che vi contempli in silenzio. Poi, se vi 1099 2, VI | risposi, ma non sapeva come contenermi.~– Vi ho subito riconosciuto, 1100 1, II | pieno di ferravecchi, m’era contentato per allora di abiti smessi 1101 1, X | che mio padre esaminava il conterello dell’oste, scrissi sopra 1102 1, V | sinistra, degne tutte di una contessa, un bel ponte sullo sfondo, 1103 1, X | pian terreno, dove rovescia continuamente secchi d’acqua di pozzo 1104 2, IV | coscienza, a me sconosciuta, continuarono la salita, finché fra due 1105 1, XIV | vorrebbe che il processo continuasse a porte chiuse, ma il signor 1106 2, VI | fino alla villa, agitato da continui spaventi, provò lo scompiglio 1107 2, VI | sei giorni. – Il vecchio contò questi giorni sulla punta 1108 2, III | obbediva alle necessità senza contraddire.~– Dateci del fuoco e del 1109 1, XII | Accusato. (si accorge della sua contraddizione e la corregge così): Avrei 1110 1, IX | perfino nell’accento io contraffacevabene il Lucini, che qualche 1111 1, IV | batteva in due correnti contrarie i marciapiedi, lasciando 1112 1, XIII| baracconi. Alcune volte al contrario la coscienza ch’io fossi 1113 2, I | sopracciglia piatte, le labbra contratte a un’espressione di ribrezzo, 1114 2, III | dire, a Calcutta; ma il contratto di vendita delle case e 1115 1, IX | miei nervi soffrivano una contrazione penosa forse per la dilatazione 1116 1, X | sfere d’orologio dietro le contrazioni delle labbra.~Sedendo, riempiva 1117 1, IV | che aveva l’aria d’una contumelia per chi d’inglese ne sapeva 1118 2, VI | il furioso Sultano, ma lo conturbava di uno spavento misto a 1119 1, IX | saggio e forse vi sembra conveniente per mio e per vostro bene 1120 1, X | Clementina, una santa, morta nel convento di Monza.~Mio padre, sebbene 1121 2, I | gentile. Erano tre persone convenute in un solo destino; stava 1122 2, I | e vi si stabilì.~La sua conversazione era piacevole, specialmente 1123 1, X | Lucini.~– Voi? ho capito: vi conviene questo contegno dal momento 1124 2, I | davano l’imagine di pensieri convolti, che evaporassero da un 1125 2, III | tutto il corpo un tremito convulso, facevo ogni sforzo per 1126 1, V | segno di croce. Sollevato il coperchio, in modo che poggiasse sulla 1127 2, VI | adocchiava qua e per le aiuole coperte di neve, come se cercasse 1128 2, I | poggiando a questi estremi e coprendo tutto lo spazio di sotto, 1129 2, III | le vecchie nevi, andava coprendosi di lanuggine fresca. Il 1130 1, I | feretro sopra la barella e lo coprirono d’un panno nero orlato di 1131 2, V | umori rabbiosi. Era astuto, coraggioso, ricco, ma non rimaneva 1132 2, I | boccone a que’ due labbri di corallo, che con un bacio avrebbero 1133 1, IV | idee, che da molti anni mi corazzano a guisa di squame contro 1134 1, VII | trespolo, fasci e rotoli di cordame raggruppati negli angoli, 1135 1, IX | ed entrambe agire sulle corde con bell’arte e trarne suoni 1136 2, I | libro fece alla testa una cornice quasi tonda con le braccia. 1137 1, VIII| felicità per lui, oltre le cornici dorate di questi specchi; 1138 1, XII | sua contraddizione e la corregge così): Avrei cercato del 1139 1, I | donnicciuola strinse, e correndo col passo d’un coniglio, 1140 1, IV | bollichio, batteva in due correnti contrarie i marciapiedi, 1141 2, VI | festosa. Bisognava che io corressi alla finestra e invocassi 1142 2, VI | vecchio si fermò per dirmi: – Correste un brutto pericolo, eh? 1143 Con | curiose.~ ~Errori materiali corretti:~ ~ ~~~Pag. 87~~~~È un un 1144 2, VI | ambiente era già abbastanza corretto, perché io potessi aprire 1145 2, III | il coltrone di cavallo.~Correvo a imaginare i suoi spaventi. 1146 1, XI | su per le scale, giù pel corridoi; vidi e parlai a lungo con 1147 2, V | poteva vincerla su quei corridori di buona gamba, che sentivano 1148 1, IX | sento che l’anima vostra corrisponde alla mia. Piangiamo insieme 1149 2, I | e che scoprì una segreta corrispondenza fra sua moglie e il giovane 1150 2, V | pericolo, tentare insomma di corrompere, di persuadere, di provare 1151 1, X | in breve di stento e di corruccio. E così? sono prove parlanti? 1152 2, II | malizia umana ti accusa di corruzione, di omicidio, di falsità, 1153 2, VI | avevano tentato di lacerare il corsetto alla gola, nello spasimo 1154 1, IX | piedini lividi, la gonnella corta e i capelli irti e rovesciati 1155 1, XI | tranquilla, il trattamento cortese, una formalità insomma, 1156 2, III | zimarrone tané, e con lui i corti piaceri d’una vita casalinga, 1157 2, VI | Corsi innanzi a quelle cortine di seta, le lacerai, strappandole 1158 2, I | trasfigurarlo in esseri e cosi grotteschi: a poco a poco 1159 1, V | fazzoletto, spolvero il cosmorama, porto le due candele sulla 1160 1, I | restrinsero in un angolo a cospettare fra i denti, e a lacerarsi 1161 2, II | suo mantello – quanto mi costa la tua eredità! quel giorno 1162 1, XIII| una devozione coniugale, costante fino alla morte. Io lo vedevo 1163 1, II | puntigli e il desiderio di non costar nulla al babbo.~L’impiego 1164 1, V | che il buon Dio traeva la costola ad Adamo e che il mondo, 1165 2, I | trattenuta dalla compassione, costretta a pensare, a provvedere, 1166 2, I | indegna dell’umanità, il costringerlo a darsi un nome in quel 1167 2, I | pensare, a provvedere, a costruire, mentre stava per distruggere; 1168 2, II | riconoscendo senza dubbio il mio costume, non avrebbe potuto celare 1169 1, VI | rammendare e arricciare camici e cotte da sagristia e ogni mattina 1170 1, I | aglio, del burro e dell’olio cotto, misto a quello delle miscele 1171 1, VII | costretto a troncare a mezzo la cottura. Il caffè va abbronzato 1172 1, X | pronto all’obbedienza, ma covando nell’anima un tradimento. 1173 2, I | fumi di due o tre liquori, cozzando fra loro, riuscivano a trasfigurarlo 1174 2, III | Marcello aveva sentito un gran cozzo nel cuore e nella testa; 1175 2, IV | inferriata a scacchi, orlata di crani, e sormontato da uno scheletro 1176 1, V | giuocherella colle dita, crea, distrugge.~Ma a un tratto 1177 1, VIII| castigato, si compiace di crearsi un mondo coi fumi dell’ebbrezza. 1178 2, I | desiderio di peso. Vive! chi ha creato un uomopensava – ha meno 1179 1, IX | mistico, sulla vita delle creature umane, sull’avvicendarsi 1180 1, X | ancora più stringenti?~– Creda...~– Volete che vi racconti 1181 1, VII | parlava naturalmente, e credendo, per dirla con lui, di portare 1182 2, III | abbandonata sola a villa Carnica.~Credereste? il sangue mi salì a flutti 1183 1, XII | saressimo più proclivi a credervi, se non esistessero tutte 1184 1, X | Mio padre, sebbene non credesse a tutte queste profezie, 1185 Pre | una gallina e il raspare, credetelo a me, è segno di carestia.~ 1186 Pre | offendersi per un libro di più.~ ~Credetemi il Vostro~più intimo amico~ 1187 1, I | la povera [78] anima. La credevano una parente e per paura 1188 1, XIV | oratore fu applaudito e noi crediamo che l’avvocato Del Fosco 1189 1, V | opportuno alla mia ignota creditrice, quando avessi il piacere 1190 1, X | mio conto e voi le avete credute. Vi avranno detto che io 1191 1, VII | era in agonia, malata di crepacuore; i Tanelli disperati, e 1192 2, I | carta di quella lettera crepitava davvero fra le dita, e le 1193 2, IV | in mattoni scalcinato e crepo, con una inferriata a scacchi, 1194 1, VIII| che voi chiamate azzurre, cresce e infuria intorno a me».~ ~ 1195 1, V | rannicchiata un’anima.~Sentiva crescermi le lagrime agli occhi, come 1196 2, II | avvicinarmi a questa donna, cresceva quel tumulto del cuore e 1197 1, X | di Dio. In quel molliccio crescono funghi e licheni e le gambe 1198 2, I | siete livido.~L’occhio cristallino del Sultano si fissò. Stette 1199 2, V | uno sguardo fuggitivo, e cristallizzato. Però due piccole lagrime, 1200 Pre | sembra rubare il mestiere ai critici, persone a modo, che non 1201 2, V | di una colonna, sopra un crocicchio, vedendo quella figura e 1202 1, IV | gli aggrovigliamenti delle crome, e snodava colla mano sinistra, 1203 2, I | con un rapido sguardo la cronaca cittadina di quella gazzetta 1204 Pre | bozzettino e alla novelluccia, se cronico non è, corre ad esserlo. 1205 2, VI | me, e forse mi serra una crosta di ghiaccio: io muoio tentando 1206 2, I | l’indiano la presenza del crotalo appiattato.~– Non ero aspettato? – 1207 2, II | io Marcello, dopo la via crucis del mio processo, venissi 1208 2, I | notizia data così nuda e cruda parve possibile, ed egli 1209 2, I | volevano rispondere alle crudeli contraddizioni del padrone; 1210 1, VI | pareva che mi accusassero di crudeltà e di ipocrisia. Ero confuso, 1211 1, V | gente imballata morta nella crusca; ma fu la storia di un momento, 1212 1, VI | aprì, tenendo in mano un cucchiaio orlato di polvere di caffè; 1213 1, I | quando sull’uscio della cucina, senza lasciare di levar 1214 2, II | stai per affogare sotto il cumulo delle prove, stai per morire 1215 1, V | Sotto sotto una cartella di cuoio, serrata a chiavetta, che 1216 Pre | scriveste un po’ troppo a cuor leggero. Ecco quel che non 1217 2, VI | cadere in quella tranquillità cupa, che precede il furore.~ 1218 2, I | di molti fuochi fatui il cupo sotterraneo dell’anima; 1219 1, XII | due amanti, avrà avuto la cura di distruggere delle prove.~ 1220 1, VI | disse la madre, lasciando di curare un pentolino di latte sul 1221 1, IV | magazzini, pare che la gente si curasse da sé. Come la prima volta, 1222 2, IV | finestrette laterali, da cui un curato morto vent’anni prima mi 1223 2, VI | Ella lo sa? – chiesi curiosamente. Ma al modo di ridere mi 1224 Con | anche quando ne inventano di curiose.~ ~Errori materiali corretti:~ ~ ~~~ 1225 1, I | raccolto un crocchio di curiosi; molti domandavano, ma nessuno 1226 1, IX | accostò di qualche passo, e curvatosi quasi fino al mio orecchio, 1227 2, I | passo passo, colle spalle curve, barcollante, preso da vertigini, 1228 2, III | che pareva soffocata da un cuscino; l’oste non ebbe paura ed 1229 2, I | non abitava che un vecchio custode.~[160]~ ~ ~ ~ 1230 1, X | casa co’ miei due angioli custodi, mostrandomi buono e pronto 1231 2, I | palazzo fece inchinare quel dabben uomo, che silenzioso, ritto 1232 1, XII | pubblico).~Presidente. Questa dama, che non si trova, ma che 1233 2, VI | vita.~– Sono il Lucini. – Dammi aiuto, madonna santissima, 1234 1, IV | colla tesa sopra il bavero, dando così la linea del Lucini, 1235 1, V | che la segue morbidamente dappertutto, fino all’orlo del collo, 1236 2, IV | questa la causa della nostra dappocaggine. Per me, dopo tanti casi 1237 2, VI | quella risoluzione balenata dapprima parve adesso più semplice 1238 2, III | osteria d’un sindaco, che ci darà buone indicazioni.~– Da 1239 1, I | e calcolando quel che ne darebbe il droghiere.~Sulla porta, 1240 1, V | guardo, mi stizzisco, mi darei alle streghe, finché mi 1241 1, VII | e dei generi comuni, o a dargli una mano, se il droghiere 1242 2, III | come il basilisco, pretese darmi un coraggio che non avevo; 1243 1, VI | si scaldasse un ferro per darvi l’ultima mano; la Gioconda 1244 2, III | necessità senza contraddire.~– Dateci del fuoco e del vinodisse 1245 1, VIII| scrivere e accennava a consigli dati poco prima nell’altra lettera, 1246 1, I | grisetto, appoggiate le mani al davanzale, come per sorreggersi, guardava 1247 1, V | sulle tende, sui fiori, sui davanzali, sul ponte, sulla laguna; 1248 1, IX | desideri di Marina, e frattanto davo ascolto a una voce non mia, 1249 1, XIV | ma non sono a ricercarsi davvicino. L’Autorità procede».~ ~ 1250 2, I | nella spuma, come la bella dea [154] del mare; che non 1251 1, XIV | vedemmo come il magistrato non debba mai perdere il suo occhio 1252 1, VIII| riparare molte offese e molti debiti verso il prossimo. Se questo 1253 2, I | mi ha pagato un vecchio debito in biglietti da cinquecento 1254 2, I | antica famiglia veneziana decaduta, avrebbe voluto volare con 1255 1, IX | viale era asciutto, ma nei declivi molli e nell’aiuole del 1256 2, II | l’imagine di certe statue decorative, greche nell’aspetto, e 1257 1, II | fortuna, vedeva in me il decoro e l’avvenire della famiglia. 1258 2, I | ventiquattro ore – tante erano decorse dal colpo – gli sembrava 1259 2, I | quel che era a farsi e così decretò di uccidere il Linucci.~ 1260 1, VIII| naturale inclinazione, potrà dedurre un giudizio, se pur è necessario 1261 1, XIV | contro la pena di morte che definì “la grande insidia degli 1262 1, I | insolito, che non sapeva ben definire, qualche cosa che non era 1263 1, III | era un rubare la luce ai defunti e chi di noi vorrebbe esser 1264 1, IV | fuoco; ma quand’è che l’ho degnata d’uno sguardo poetico? chi 1265 1, V | destra, sette a sinistra, degne tutte di una contessa, un 1266 1, I | vecchio pelo, sempre però degno d’un morto, andava stropicciandosi 1267 2, II | processo, venissi nella deliberazione fissa di correre in cerca 1268 1, IX | Divenni più agile e più delicato nei movimenti, più gentile 1269 2, I | collocare secondo un mosaico già delineato. Quando fu sicuro delle 1270 1, VI | frinfrina era caduta in deliquio: la mamma corse, frugò nell’ 1271 Pre | avventura la mia mente qui non delira, scriveste un po’ troppo 1272 2, I | incapace di amore, spesso delirava. Marina era una fanciulla 1273 1, IX | che compiono ogni sorta di delitti, non hanno inventate tutte 1274 1, XII | riuscita. Deludete [sic per: Deludente?]. Il miglior sistema è 1275 1, XII | vedrete, non è riuscita. Deludete [sic per: Deludente?]. Il 1276 1, VIII| invidiarle. Dicevano che delusa in una grande speranza, 1277 2, II | un’altra delle mie tante delusioni. Andate piano a desiderare: 1278 2, I | deserto. Ma le tenebre erano dense, e ricacciò la testa nel 1279 2, I | fumo, uscendo a globuli densi, davano l’imagine di pensieri 1280 2, III | momenti d’un dormire più denso mi pareva quasi di toccare 1281 1, XIV | dovuto pagarmi le visite. (Depone altre cose di poca importanza}.~ ~ 1282 2, III | portasse qua e a capriccio e deponesse ben volentieri in un angolo 1283 1, XIV | Udienza del giorno 10([1])~ ~Deposizione del dottor Chiodo~ ~Presidente ( 1284 1, V | momenti? la veduta l’ho deposta sconsideratamente qui, , 1285 2, I | la testa sui guanciali e deposto il libro fece alla testa 1286 1, IV | consolò l’agonia di quel derelitto.~La camera era rischiarata 1287 1, I | sempre così, se li beve e deruba le vere bisognose. – E a 1288 1, VIII| sebbene io lo sgridi e lo derubi, ma egli cerca alla bottiglia 1289 1, VI | a un tratto squallida e deserta, mi stringesse come in una 1290 2, II | parvero scialbi, guasti, deserti.~Il più che mai garbatissimo 1291 1, X | interruppi.~– Parlo io. Desiderate delle prove ancora più stringenti?~– 1292 1, VII | sera tardi per un po’ di desinare e la mattina di buon’ora 1293 1, II | alla trattoria, dove si desinava assieme. Si scambiaron quattro 1294 1, V | Chi? – esclamai a quella desinenza confusa, divenendo pallido 1295 2, VI | vecchio, spettacolo sempre desolante, la fuga del Sultano, quel 1296 | dessa 1297 | desse 1298 1, VIII| Lucini e lo scopo, cui era destinato quel poco della sua eredità.~ ~« 1299 2, IV | passassero innanzi, io avrei destramente girato l’ossario, finché 1300 2, VI | martellare sonoro, che pareva determinato a fiaccarmi la vita.~In 1301 1, XIV | Una la scrissi sotto la dettatura del moribondo, l’altra per 1302 2, II | la santa di Pusiano aveva dette e il babbo ripetute a me: « 1303 1, IX | e la Gioconda sarebbe il deus fecit.~Il signor Manganelli 1304 1, I | suffragio: – Eh già! [79] costui dev’essere un arnesaccio, morto 1305 2, V | conveniva voltare in una porta, deviare dallo stradone, o tirar 1306 1, IV | massimo rispetto~      suo devotissimo servo~Cav. Emanuele Gangamela».~ ~ 1307 1, X | matto, un bestemmiatore?... Di’, can da pagliaio, ti avrebbero 1308 2, I | parlava ogni lingua e ogni dialetto e che sapeva facilmente 1309 1, I | o volentierilicazioni d'diali e riconoscenti,~er far circolare 1310 1, II | città, gli parvi un buon diavolaccio e così si strinse un po’ 1311 1, X | mio padre a cercare di me: dicano che io ho dovuto partire 1312 2, III | veniva dal cuore andava dicendomi:~– Che speri? Marina è morta.~ 1313 2, III | di rubinia. Per quanto io dicessi di no, una voce che veniva 1314 2, IV | Animo dunque, Marcello, – dicevo – il Sultano ha pensato 1315 1, X | prese dalla polizia. Mi dichiarai pronto, quando egli volesse, 1316 1, VI | impresario, nella quale dichiarava più che oneste le sue ragioni 1317 2, II | di tenerezza e quasi una dichiarazione della mia stima e quasi... 1318 1, XIV | Brigida fu persuasa delle mie dichiarazioni, e mi ha concessa la mano 1319 1, IV | Passando a salutarla, mi dichiaro col massimo rispetto~      1320 1, VI | causa di un dolore, che, diciamolo pure, mi lusinga, ma che 1321 2, III | signor sindaco si scosse, e dié la voce. Un’altra rispose, 1322 1, I | della mia disperazione, diè di piglio, o fece finta 1323 1, IV | Lucini pareva natura, la differenza per un occhio distratto 1324 1, IX | Marina, già inclinata alla diffidenza e al sospetto; ma io, traendo 1325 1, IV | silenzio notturno, largo, diffuso fino agli estremi limiti 1326 1, IX | D’altro lato la coscienza dignitosa non sapeva rassegnarsi a 1327 2, I | cadde sopra una sedia, digrignando i denti e pensando se dovesse 1328 2, IV | la nebbia, verso oriente, dilatandosi innanzi al calore del sole, 1329 2, I | questo vantaggio, che può dilatare la fantasia sopra lo spazio, 1330 2, V | andavano soffiando dalle nari dilatate immensi globuli di fumo, 1331 1, IX | contrazione penosa forse per la dilatazione dello spirito. Ne veniva 1332 2, I | treno per Genova, l’altro dileguò come una rana che salti 1333 1, XIII| fino all’estremo la sua diletta Marina, colla paura che 1334 2, II | Marina? – pensai, ma non osai dimandarlo.~Man mano che sentivo avvicinarmi 1335 1, I | guattero dell’osteria vicina, dimena da mattina a notte con quella 1336 1, III | baraonda di coloro, che dimenano volentieri le spalle dietro 1337 1, IX | turbato? Ma io non potrò dimenticare e questo sarà il mio castigo. 1338 1, I | tradivano un’arte appresa e dimenticata da un pezzo, tanto che, 1339 2, II | carabinieri in buona uniforme. Non dimenticherò mai quella traversata della 1340 2, VI | avevano prolungata la loro dimora che per necessità. Come 1341 1, XII | Accusato. Le lettere lo dimostrano.~Presidente. E voi in che 1342 Con | avendo potuto il suo avvocato dimostrare che il Lucini era figlio 1343 | dinnanzi 1344 1, VIII| perché dalla sua sorte dipende in gran parte la mia; ma 1345 2, IV | freccia e un’iscrizione dipinta sul muricciuolo. Molte finestre 1346 1, VIII| chiedendo a me quel che direbbero gli altri, se fossero a 1347 1, VII | postale di Venezia. Era diretta a me, cioè al Lucini, che 1348 1, VII | altre noie, non vi pensava direttamente, io lo sentiva in modo confuso 1349 1, X | mi pareva sincero. Come dirgli ad un tratto che quel suo 1350 1, VII | terzo anche il barbiere dirimpetto, che abita una stanzuccia 1351 2, IV | correva per un buon pezzo diritta, ma giunta a un certo ossario – 1352 1, I | coll’indice teso, conducono diritte nelle braccia del signor 1353 1, III | ritratto di donna. Non volle dirne il nome, né spiegarsi di 1354 1, IV | venivano a illuminare i tuoi, a dirti il segreto di tante belle 1355 1, VI | signor Marcello, del mio disabiglié?~– Che devo dire? – rispose 1356 2, I | la Camera francese era in disaccordo, ma non si grida tanto nell’ 1357 2, VI | avvolto in una zimarra disadorna, venire strascicando i piedi 1358 Pre | favola è zoppa, le parti disarmoniche, vi si vede la fretta, il 1359 2, I | il nome di Linucci suonò disarmonico al suo orecchio, e che scoprì 1360 2, V | più angusta, man mano che discendeva in un vallone arenoso poco 1361 Pre | sono, aspetto da chi mi fu discepolo affezionatissimo opere di 1362 2, V | città di Mestre, che già discerneva, o fermarsi e affrontare 1363 2, V | correva a precipizio per una discesa, vista che fece sorridere 1364 2, VI | anima nuova e bizzarra, che discese in me col primo pensiero 1365 1, X | il tempo di rispondere, e discesi a precipizio, ripresi la 1366 Pre | pratiche cose e alle severe discipline sociali, ha manco bisogno 1367 1, X | permesso, per Dio, seminare la discordia nelle famiglie, accusare 1368 1, IV | una cavatina, si fermava a discorrere del suo passato, un malinconico 1369 2, V | un vallone arenoso poco discosto dal mare. Come, quando e 1370 2, III | Cinque e una sei... ora discreta... sì, sì... – Il signor 1371 2, IV | stanchezza era naturale, onde discussi un poco il partito di tornarmene 1372 2, I | capelli. Il Sultano vide disegnarsi sulla parete un’ombra colossale, 1373 2, VI | gentile, come io me l’era disegnata, in un grazioso disordine 1374 2, IV | po’ di nebbia. L’oste mi disegnò sulla cenere la strada che 1375 1, V | franchezza; i capelli, più disfatti che fatti, stretti a mezzo 1376 1, I | essere un arnesaccio, morto disfatto nelle braccia di qualche 1377 2, III | fuoco e tutti all’intorno a disgelare.~Il sindaco, interrogato 1378 1, IV | lunga, tutta d’un colore, disgustosa a vedersi; fra il camino 1379 2, VI | padre di Marina: dovevo io disingannarlo? Quand’anche avessi voluto, 1380 1, IV | era meglio ballare con disinvoltura, anzi che cascare sulle 1381 1, X | quest’idea.~– Io non posso disobbedirvi: vi darò prove della mia 1382 1, III | morire sia il mestiere dei disoccupati. Giunti nel quartiere di 1383 1, XII | Presidente. Voi eravate disoccupato in questo tempo.~Accusato. 1384 2, I | ragioni della sua morte e il disonore, scontato quasi con tanta 1385 2, III | un’ombra si agitò, poi disparve insieme al lume, tambussò 1386 1, VII | di crepacuore; i Tanelli disperati, e il fatto grave, ma grave 1387 1, I | terra è un pattume di calce dispersa, di gusci di fagiuoli, di 1388 1, IV | restia, e che metteva qualche dispettuccio. Se ella piangeva non era 1389 1, X | avvedo che la mia visita vi dispiace; infatti non ho alcun merito 1390 2, I | ordine non si turba.~Non gli dispiacque nemmeno che questa gioia 1391 1, V | roba, capo per capo e a disporla come per una fiera un po’ 1392 1, IV | è l’uomo, che non possa disporne liberamente?~Con un raschio 1393 1, XIV | seminario?~Accusato. Per poca disposizione allo stato ecclesiastico.~ 1394 2, VI | rassicurò, trovandola perfino disposta a lasciare l’Italia; nella 1395 1, III | mi lanciava occhiate di disprezzo, interrompendomi con esclamazioni 1396 2, V | Sono persone educate – diss’egli fra i denti senza ridere, 1397 2, I | imbiancato il pelo, non disseccata l’immaginazione. A sessant’ 1398 1, VI | la sua camera.~– Ecco! – dissero i due vecchi e mi voltarono 1399 2, V | Ora non so imaginare la dissoluzione di un’anima presa dallo [ 1400 1, V | Eccola.~Una donna quasi viva, distaccata com’è, in forza delle lenti 1401 2, IV | Innanzi all’ossario si distaccava la seconda strada della 1402 1, V | lato. Era tanto lunga e distesa, che colle due braccia aperte 1403 1, X | necessità di spiegarmi di più, e distesamente e con la maggior calma possibile 1404 1, IV | queste abitudini.~Le gambe distese, le mani in tasca, il capo 1405 1, XI | galoppare nel sangue. Mi distesi sul letto, presi la testa 1406 1, XIV | vis oratoria che tanto lo distingue. Egli disse come sul [143] 1407 2, IV | carri e di carrozze se ne distinguevano due fresche e sottili, onde 1408 1, XIII| che la chiami così. Io non distinguevo più me stesso dagli altri 1409 2, V | delle donne, dei bimbi distratti. Perché aver pietà? Un pitocco, 1410 2, I | sgangherandosi un poco per la distrazione della mente, mostrava pochi 1411 1, XII | apparecchio in una finta stufa. Distruggete questa lettera. G. P.».~ 1412 1, XII | lettere? non si sa: si sono distrutti avvertitamente gli indirizzi. 1413 2, V | salvare almeno, fra tanta distruzione, la bellezza di Marina; 1414 2, V | al comando, non volevano disturbare Sua Eccellenza prima del 1415 1, I | dava un golino colle sue ditacce grommose e i due amici si 1416 1, X | occupa dei fatti miei?~– Ditegli, Leonardo, perché sono venuto 1417 1, X | scoperto il mio nascondiglio?~– Diteglielo voi, Leonardo.~– Dal registro 1418 1, IX | Marina nelle sue lettere divaga in confessioni intime, che 1419 1, V | quella desinenza confusa, divenendo pallido strabuffato, e lo 1420 1, X | egli parlava, la sua voce diveniva più tremante e mista di 1421 1, X | ne’ miei, e ingrossandosi divennero bianchi come la porcellana.~– 1422 1, XIII| romperla in uno scandalo o diventar matto.~Bastava ch’io indicassi 1423 2, VI | Giorgio era da un pezzo diventata mia e il destino di Marina 1424 1, IX | lettere che Giorgio fosse diventato pigro a scrivere, e forse 1425 1, VI | dell’oriente e che la città, divenuta a un tratto squallida e 1426 1, X | aveva profetizzato che io diverrei il martello degli eretici, 1427 1, IX | occhi guardasse un’anima diversa.~Divenni più agile e più 1428 1, XII | vecchie lettere, ripiegate, diverse prove di biglietti falsi 1429 2, I | accusare il complice per dividere la pena; suo padre aveva 1430 2, I | guarda giù e vede... potenza divina! un mantello col bavero 1431 1, X | grassotto accanto a me, colla divisa di sorvegliante, gridò trenta 1432 1, X | il buon consiglio te lo io e subito. Vieni con me.~– 1433 2, VI | cioè di riprendere certi documenti dal suo notaio, ed essere 1434 2, I | fu accolta in un palazzo dogale, le gemme, il fasto, il 1435 2, VI | chiamò di nuovo con più dolcezza: – Marina, Marina.~Silenzio, 1436 1, V | ricade la sera. È l’ora dei dolci susurri, delle care penombre, 1437 1, X | increspatura della fronte i più dolorosi pensieri, e agitando i pollici 1438 1, X | voltossi di nuovo al droghiere, domandando: – Siete sicuro di non aver 1439 2, IV | del povero Lucini. Ella domanderà perché egli non sia venuto 1440 1, XII | defunto Lucini.~Presidente. Si domandino questi testimoni. Come conoscete 1441 1, V | loro maniera.~«Se costei domattina non mi riconosce più e mette 1442 2, I | illusione d’una vita buona, domestica, il vecchio si accorse che 1443 1, IV | Ecco mia madre, una donnetta del Signore, un vero tesoro 1444 1, XII | Accusato. Io sono un’anima doppia. (L’accusato sorride stupidamente).~ 1445 1, IX | più; le cose mi apparivano doppie, come se per ciascuno degli 1446 1, I | nera con una testa da morto dorata nel mezzo, a traverso un 1447 1, VIII| per lui, oltre le cornici dorate di questi specchi; è il 1448 Con | più malinconica, sebbene dorma, senza pericolo, nel letto 1449 1, IV | aspettano inutilmente. Egli dormì tre giorni fa in quel letto...~ 1450 2, III | è come il palazzotto dei dormienti.~Tre miglia!... Il mio cuore, 1451 2, III | anch’io in un mezzo sonno; dormigliando via via, mi pareva di ritirarmi 1452 2, I | volta nel letto, col non dormir più sul cuore, col tornare 1453 1, XI | studente avrebbe potuto dormirvi comodamente i suoi sonni 1454 2, I | sonno. Era necessario che dormisse, e strettosi in un tappeto 1455 1, IV | statua di gesso. Non avrei dormito sotto, certo certo, e 1456 1, XII | me lo avete nominato non dormo più quieto. G. P.».~Presidente. 1457 2, I | esistenza.. A quell’ora tutti dormono a Venezia, e le nere gondole 1458 2, I | Marina poteva avere una dote di centomila lire in carta. 1459 1, VIII| dall’arte, che anche i più dotti devono, se vogliono, impararla 1460 1, XIV | 10([1])~ ~Deposizione del dottor Chiodo~ ~Presidente (dopo 1461 1, IX | Marcello mancava a’ suoi doveri religiosi e ne chiesi perdono 1462 1, VIII| il padrone. Ho paura di dovervi abbruciare, Giorgio.~ ~« 1463 1, X | me ne andrò senza di te, dovessi rimanere cinquant’anni.~ 1464 1, I | fu al benedire, il prete dovette toccarlo sotto il naso coll’ 1465 2, IV | non è di ghiaccio, ella dovrà dire a questo povero figliuolo: « 1466 2, VI | coperto da una cortina di drappo e io vi tenni gli occhi 1467 2, V | dallo stradone, o tirar dritto, oltre la città di Mestre, 1468 1, VII | bottega a dieci passi dalla drogheria, in quest’occasione fa una 1469 2, III | in mezzo ai tanti altri dubbi e pensieri, che mi riempivano 1470 1, XI | quale ordine di pensieri dubitai che si mangiasse poco in 1471 1, X | Manganelli e cominciai a dubitare che i Tanelli fossero in 1472 1, IX | in me, quasi non era da dubitarne. Anche la Sacra Scrittura 1473 2, I | camera, quella particella dubitativa fu un palmo [151] di terra 1474 2, VI | queste parole nessuno avrebbe dubitato meno di me che fossero una 1475 1, IX | tenersi per l’avvenire. Non dubitavo più che il Lucini fosse 1476 1, X | suo turbamento, o signore, dubito che ella obbedisca di mala 1477 2, III | disse un signore alquanto dubitoso d’entrare.~Io sentii un 1478 2, VI | il suo viaggio non doveva durare, secondo la sua intenzione, 1479 1, IX | era cieco. Da quanto tempo durasse il tradimento è incerto 1480 1, II | Sicché tra me e i parenti durava un po’ di ruggine, superficiale 1481 2, I | vita: un fatto certo è una durezza che ci arresta, il dubbio 1482 2, V | del padrone.~Quella fuga durò quasi un’ora, perché i carabinieri, 1483 | ebbero 1484 1, VIII| crearsi un mondo coi fumi dell’ebbrezza. I nostri pensieri non s’ 1485 2, VI | bagliori radi e moribondi per l’ebbro libertino che sonnecchia.~ 1486 1, IV | rasati alla canonica. Forse eccedevo due dita la sua statura, 1487 1, IV | guisa di squame contro gli eccessi del bene e del male, si 1488 1, XIV | disposizione allo stato ecclesiastico.~Teste. È stato un capriccio 1489 | eccoli 1490 | eccoti 1491 2, I | cercarle un principe russo, edificare una reggia. Aveva sessant’ 1492 1, II | feltro scolorito, restarono edificati, e me ne accorsi, quando 1493 1, IV | conservatorio, e fatto [91] educare, solamente da tre anni aveva 1494 2, V | del tempo.~– Sono persone educate – diss’egli fra i denti 1495 2, V | piccolo spazio, con certi modi educati che indicavano un uomo, 1496 1, VIII| né alla bellezza, né all’educazione fina della fanciulla. Si 1497 2, I | coi diamanti del Viceré d’Egitto, non gli parve sicuro: e 1498 1, XIV | difesa che le fece il nostro egregio amico avvocato Del Fosco, 1499 1, VI | replicava quel maligno.~– Tutti eguali, santi e non santi. Ma senta, 1500 1, IV | una bella zazzera; i miei egualmente neri, ma rasati alla canonica. 1501 Pre | momento, come so che già state elaborando. Quel vostro studio per 1502 1, XIV | Gangamela.~ ~(È un signore elegantemente vestito, con due favoriti 1503 1, IV | molti altri usci abbastanza eleganti, specialmente nei fiocchi 1504 1, II | mi accorgessi di queste elemosine pietose, non me ne accorsi;


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