10-attra | attua-compe | compi-elemo | elett-iera | ignor-mario | marit-poltr | polve-risol | rison-solid | solin-tonfo | topo-zul
Parte, Cap.
1505 1, IV | sinistra, magra, nervosa, elettrica e se nell’ardore della musica
1506 Pre | ma la parsimonia degli elogi compensi quella dei biasimi.~
1507 1, XIV | seminario, il quale non fa che elogiare il prevenuto.~[142] Presidente.
1508 2, V | È lei – domandò il più eloquente dei due compagni – è lei
1509 2, I | parola comune, pure la nativa eloquenza e la buona fede degli ascoltatori
1510 1, X | passeggiasse sotto di me nell’altro emisfero.~– Non vi chiedo un perdono,
1511 2, VI | disse:~– Povera putela, l’emo sepolta sta matina.~[187]~ ~ ~ ~
1512 1, XII | è in preda alla più viva emozione).~Presidente. Vorreste indicare
1513 1, IV | passò innanzi, fumando un enorme trabucos; una bionda uscì
1514 1, XIV | vera, sebbene per i difetti enormi del nostro codice si sia
1515 1, I | che le griglie dell’una entrano quasi nell’altra, serrano
1516 2, III | signore alquanto dubitoso d’entrare.~Io sentii un pezzo di ghiaccio
1517 1, I | spalle e a passo di marcia entrarono nei corridoio, che rimbombò;
1518 1, X | andasse bene per entrambi. Entrati, lo feci sedere nella poltroncina
1519 1, IV | questo cuore alla buona, entravano per la prima volta sentimenti
1520 2, I | gondola nera come una bara, entrò negli stretti canali, sepolti
1521 1, XIV | Vediamo un po’ meglio questo episodio di Gioconda.~ ~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~(
1522 1, IX | dato di farne un piccolo epistolario ad uso delle anime silenziose
1523 1, XII | due anime, due principii equipollenti.~Avvocato della difesa.
1524 1, XIV | come mai fu possibile l’equivoco?~Teste Manganelli. Non erano
1525 1, I | d'diali e riconoscenti,~er far circolare il materiale
1526 | eran
1527 1, VIII| è tanto fertile che ogni erba vi mette radice, talché
1528 2, III | bicchierino di non so qual succo d’erbe, gagliardo come il basilisco,
1529 1, X | diverrei il martello degli eretici, ed ora, avendo udito il
1530 | ergo
1531 2, VI | cencio di carta la chiudeva ermeticamente: chiedere soccorso in quella
1532 1, VI | bassa [98] della cantina: – Ernesto, il padre Lumaca è tornato
1533 2, I | figlio vive. Dopo una vita errabonda, condotto a Parigi da certi
1534 1, IX | Scrittura parla di spiriti erranti, per non dire dei casi confermati
1535 2, V | amici; ognuno è soggetto ad errare, e Sua Eccellenza pareva
1536 1, XIV | ogni uomo è suscettibile d’errore. (Il teste parte salutando
1537 Con | inventano di curiose.~ ~Errori materiali corretti:~ ~ ~~~
1538 1, VI | trovava d’accordo cogli eruditi.~Il sarto da uomo stava
1539 2, V | del carrozzino e pareva un erudito che investigasse i segni
1540 2, VI | uccisa?~V’è un punto di esaltamento in cui il cervello par che
1541 1, XIV | romanzo francese, di quei che esaltano la fantasia?~Teste. Eh no!
1542 2, VI | il vecchio e stranamente esaltata Marina. Ella sentì della
1543 1, X | il momento che mio padre esaminava il conterello dell’oste,
1544 1, V | inesplicabile.~Per accertarmi esamino la cartina al rovescio,
1545 1, XIV | cavaliere, che non paga esattamente i quartali, come ogni semplice
1546 2, I | da Marcello il racconto esatto della morte di Giorgio,
1547 2, I | indegnamente ai piedi di quel letto esclamando:~[155] – Ah! io l’ho ucciso;
1548 1, III | disprezzo, interrompendomi con esclamazioni secche, che volevano dire:
1549 2, VI | occhi, mentre le forze mi escono da tutte le membra.~È un
1550 1, IX | palazzo della Serenissima ed eseguita da mani volgari in un viottolo
1551 1, II | pensare, sto per dire, che le esequie fossero un pochino per me,
1552 1, IX | vissuti in quella cameretta, esercitandomi sul violino, sentivo la
1553 1, IV | assenza mi reca, non vorrà esigere gli arretrati di questo
1554 1, XII | Cavalletto nessuno sa che esista una sign... una donna di
1555 1, XIV | tiene in mano già i fili. Esiste un colpevole d’assassinio,
1556 1, XII | proclivi a credervi, se non esistessero tutte queste menzogne.~[
1557 1, IV | un formicolaio di vivi, esisteva adunque anche la donna?
1558 1, XII | andavate a Venezia?~Accusato. (esita a rispondere).~Presidente.
1559 2, VI | gemevo come un tormentato.~L’esitazione non fu che di un quarto
1560 2, I | sbarra di ferro.~Marina esitò, e si resse in piedi, contro
1561 2, I | sapeva leggere per lunga esperienza i geroglifici dei [147]
1562 1, VIII| delitto che ella, innocente, espiava? era un raggiro di cui il
1563 2, I | come il ghiaccio, e chi li esplora è più temerario che forte.
1564 1, VIII| perché non conveniva ch’io mi esponessi al pericolo d’invidiarle.
1565 1, XII | ma non ho il coraggio di esporla a questo pericolo. So che
1566 1, XIII| certi fenomeni viventi, esposti nei baracconi. Alcune volte
1567 1, VII | bottega per non rimanere esposto all’aria fissa del vetro
1568 1, XII | falso Lucini: è piena di espressioni tenere e annuncia una necessaria
1569 | essendovi
1570 1, V | farine odorose, fiale d’essenza, uno specchietto, un cannocchiale
1571 | essergli
1572 2, I | riuscivano a trasfigurarlo in esseri e cosi grotteschi: a poco
1573 Pre | cronico non è, corre ad esserlo. Perciò non abbiate in mala
1574 | esservi
1575 1, VIII| Mio marito ha momenti di estasi, nei quali gli sembro troppo
1576 1, IX | puri del sole, e l’infinita estensione del cielo? Anch’io piango...».~ ~
1577 2, I | avrebbe saputo spenderli all’estero e sperperare tutte le traccie:
1578 1, II | vedo il Lucini pallido, esterrefatto, cogli abiti in strapazzo,
1579 1, XIV | cuore e di una trama ben più estesa, di cui l’Autorità tiene
1580 2, I | perversa, e la pietà non estinta de’ suoi primi anni sorse
1581 2, I | Linucci, il quale era vissuto esule e vagabondo a Parigi...
1582 | et
1583 1, I | diremo un rosario alla salute eterna di suo fratello.~– Non è
1584 1, IX | le anime nostre non siano eterne? non ci siamo noi conosciuti
1585 1, VI | ma che per circostanze eterogenee io sento di non meritarne.
1586 2, II | monti di Bergamo, e i colli Euganei, e tutta una natura brulla
1587 2, I | di pensieri convolti, che evaporassero da un cervello malsano.
1588 1, XII | Ilarità). La calligrafia è evidentemente alterata... Eccola. La riconoscete?~
1589 1, V | pieghe e di roba con tanta evidenza, ch’io guardai nella pancia
1590 2, VI | indietro a cercare la mano d’un fabbro, era perdere troppo tempo.~
1591 | facciate
1592 2, I | sinistra e vide quattro faccie che gli ridevano scioccamente
1593 1, I | vasca della tromba.~Un bel faccione di sasso, colle ganascie
1594 2, III | vegliato il morto, e si facean vivi ancora certi fantasmi,
1595 | facendo
1596 | facendosi
1597 | facesse
1598 | facevo
1599 1, VIII| prima e quando ripenso alla facilità colla quale anch’io, per
1600 1, II | a cono, con una piuma di fagiano nel cordone. Il Lucini vestiva
1601 1, I | calce dispersa, di gusci di fagiuoli, di penne di gallina, di
1602 2, IV | di sasso, che teneva una falce. La neve gli aveva ricamato
1603 1, X | considerarmi con occhio di falchetto e a sogguatare il droghiere,
1604 2, III | asciugata la bocca con una falda del mantello, mi rimetteva
1605 1, VI | comprese che una parola in fallo poteva [100] comprometterlo
1606 1, IV | seta, con tre spanne di falpalà, era disteso sopra la sbarra
1607 2, VI | sonnecchia.~Addio, luce falsa del mondo: l’aria gela intorno
1608 1, XII | siamo in una congrega di falsari. All’indirizzo di via Cavalletto
1609 2, I | tunisino?~– Sì, per nuove falsificazioni.~– Mio Dio!~– E l’autorità
1610 2, II | corruzione, di omicidio, di falsità, e tu stai per affogare
1611 1, IX | un ubriacone di cattiva fama, abbia voluto sapere il
1612 1, X | seminare la discordia nelle famiglie, accusare altri prima di
1613 1, XII | quel G. P. è il padre della famosa Marina: quell’L... è il
1614 2, VI | piangere, all’infuriare, al fanatismo della selvaggia, che sale
1615 2, I | come una rana che salti nel fango.~Il Sultano restò solo col
1616 2, I | più vicine, più cupe, più fantastiche. Non splendevano stelle,
1617 1, XIII| tanti altri amori, da una fantasticheria, passando attraverso a queste
1618 1, VIII| trova tutto bello, tutto fantastico; non vi può essere altra
1619 1, V | se addormentasse un suo fantolino.~ ~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~
1620 2, I | dal Marzani e da un altro farabutto, venne a Milano, fiutando
1621 1, IX | sicuro. I parenti di Gioconda farebbero un sacrilegio per maritarla.~
1622 | Faremo
1623 | farete
1624 1, XIV | singhiozzo e non ci fu modo di farglielo smettere; colpa nostra se...~
1625 1, V | spazzole, saponette, astucci di farine odorose, fiale d’essenza,
1626 | farli
1627 1, III | signor Gaspare alla vicina farmacia e ritornò poco dopo, menandosi
1628 2, II | volta in una dura impresa, farneticava fra me e me, studiando il
1629 | farvi
1630 1, VII | botticelli sopra un trespolo, fasci e rotoli di cordame raggruppati
1631 2, I | potuto scrivere, come nelle fascie dei quadri antichi: Io prenderò
1632 1, III | quasi scavalcasse delle fascine, girando gli occhi a destra
1633 2, I | lei e l’ubriaco correva un fascino: colle mani, colla volontà,
1634 2, III | dalla testa le idee più fastidiose, guardo oltre il vetro...
1635 1, IV | sentimento succedevano alle fatiche del giorno; ritornava in
1636 | fattane
1637 1, II | gente di campagna, che, fattasi una certa fortuna, vedeva
1638 1, IV | meno vivi e le guancie più fatticcie; egli aveva due baffetti
1639 1, V | null’altro; ma finalmente, fattomi coraggio, provai a sollevarla
1640 1, VI | trovato per me una buona fattoria in campagna e vuol che ritorni
1641 2, I | rischiarare di molti fuochi fatui il cupo sotterraneo dell’
1642 1, VIII| alla bottiglia un calore fatuo di vita, o una pietosa smemorataggine.
1643 2, VI | avrebbe tolta in quel punto la favella.~La mia vita pareva sostenuta
1644 Pre | dirvi oggi: Caro mio, la favola è zoppa, le parti disarmoniche,
1645 1, VI | secco ch’era una leggenda favolosa e senza saperlo si trovava
1646 1, VI | sincere, quantunque non a mio favore, pure non poteva negare
1647 1, XIII| aspettare un’occasione più favorevole, se Dio volesse.~Io era
1648 1, XIV | elegantemente vestito, con due favoriti alla milord, e i capelli
1649 1, VIII| restare nascosta per sempre, favorivo con gaia spensieratezza
1650 1, VI | cambiato in padre Lumaca mi fé balzare la senape al naso;
1651 2, III | Un picchio all’uscio mi fe’ trasalire. Per la neve caduta
1652 1, XII | della difesa. L’accusato è febbricitante e non sa quel che si dice:
1653 1, IX | veniva un’irrequietezza febbrile, un desiderio vago di compiere
1654 1, IX | Gioconda sarebbe il deus fecit.~Il signor Manganelli andava
1655 2, I | avvoltolarsi nell’ombra. Felice se avesse potuto uscirne
1656 1, XIV | qui l’aire per una frase felicissima contro la pena di morte
1657 1, II | e sotto un cappello di feltro scolorito, restarono edificati,
1658 1, XII | caso di dire: “Cherchez la femme”.~[134]~ ~ ~ ~
1659 1, V | collocato con diligenza quasi femminile, e avvolto in un profumo
1660 1, XIV | l’impreza del teatro La Fenice. Mi era raccomandato dal
1661 1, XIII| altro a somiglianza di certi fenomeni viventi, esposti nei baracconi.
1662 1, III | mi accorsi che egli fosse ferito, se non che cercava farmi
1663 1, VI | addosso da una specie di feritoia del primo piano; intesi
1664 1, XIII| aveva parlato troppo ed egli feriva colle mie stesse armi.~Quest’
1665 1, I | curioso, passando di là, si ferma a spiare un minuto fra i
1666 1, X | promesse la Gioconda, di averla fermata sulle scale sul far della
1667 1, IV | fino al cimitero, e una fermatina che feci, per mangiare un
1668 2, IV | mi ravvisassero, per cui, fermatomi, pensai essere necessario,
1669 2, I | sedeva con lui a tavola, e fermavasi la notte a’ piedi del suo
1670 2, III | fino a me.~– Fra poco ci fermeremo all’osteria d’un sindaco,
1671 1, II | mondo, col capo pieno di ferravecchi, m’era contentato per allora
1672 1, XII | verificare il biglietto della ferrovia trovato indosso all’accusato.
1673 1, VIII| delle supposizioni è tanto fertile che ogni erba vi mette radice,
1674 1, VIII| pensare, con tutto quel fervore, che si prega Dio nei momenti
1675 2, I | fasto, il chiasso delle feste per un poco incipriarono
1676 1, I | le sue serate e i giorni festivi nel perfezionare e nel montare
1677 2, I | ridestata la sua più schietta festività, dico propriamente quella
1678 2, VI | camera con una bianchezza festosa. Bisognava che io corressi
1679 1, XIV | biasimò la rigidezza di certe feudalità che vorrebbero inalberare
1680 2, VI | che pareva determinato a fiaccarmi la vita.~In quell’attesa
1681 1, V | astucci di farine odorose, fiale d’essenza, uno specchietto,
1682 2, III | paurosa e fioca.~Una buona fiammata mi scaldò il sangue, e un
1683 1, X | in volto, collo sguardo fiammeggiante, mentre il signor droghiere
1684 2, III | ombre a cavallo sono ai fianchi della carrozza, avvolte
1685 1, XIII| che si movevano l’uno a fianco dell’altro a somiglianza
1686 1, VII | scacchi rossi, verdi e gialli; fiaschi impagliati, caffè di ghiande
1687 2, III | bisbigliavano intorno a un fiasco, ed io mi chinai colle palme
1688 2, I | donna non si scosse, non fiatò.~– Ecco perché son tornato
1689 2, VI | uscio, che tentai smuovere. Ficcai l’occhio nella serratura,
1690 2, V | lasciato la strada maestra per ficcarsi in quel viottolo, egli stesso
1691 2, IV | cuffia e orlato di un candido fichu le costole e le anche. Ma
1692 1, VI | suo trono all’ombra d’un fico e l’enfant cogli occhi bendati;
1693 1, X | Giorgio. Finora ha fatto a fidanza colla sua coscienza, ma
1694 1, VI | pane restituito.~– Va’ a fidarti dei preti – brontolò il
1695 1, XII | sucido; essa dice): «Non fidatevi di L... È troppo positivo
1696 1, IV | sarebbe troppo fatale; mi fido a lei, perché a tempo opportuno
1697 2, III | finito addormentato sul fieno insieme a’ suoi cavalli.
1698 1, V | a disporla come per una fiera un po’ sul [94] divano,
1699 2, I | spesso delle ciglia, nel figgere ch’egli faceva lo sguardo
1700 1, VI | malizia, quell’amore, che la figliola chiudeva in cuore pel padre
1701 1, VI | incartocciati nell’amido; molti figurini di Parigi impastati sul
1702 2, IV | la salita, finché fra due filari di pini, [174] vagamente
1703 1, X | mentre stringeva un filo, ne filava un altro. Però quella faccia
1704 1, V | increspature davanti e due file di bottoni; la vita sottilissima,
1705 2, I | cifre d’oro, ne cercava i filoni nelle astruserie aritmetiche,
1706 1, VIII| possibile, aiutandomi con la filosofia studiata in seminario, di
1707 1, VIII| bellezza, né all’educazione fina della fanciulla. Si parla
1708 1, X | convoglio si mosse tutti dalle finestrelle non guardavano che me. Che
1709 2, IV | innanzi a una delle [173] finestrette laterali, da cui un curato
1710 1, XII | ingannaste la portinaia, fingeste un altro nome, alteraste
1711 1, III | di cattivo gusto, finché finì coll’odiarlo, insieme a
1712 1, X | assaltarmi da ogni parte, finirono per stordirmi. Invidiai
1713 1, VIII| schiavitù, perché è di lavoro finissimo. Sebbene per vecchia abitudine
1714 1, X | I baffi tinti e incerati finivano in punta di spillo, e giravano
1715 1, XII | in una rete. La figliuola finse innamorarsi di lui e quando
1716 1, VIII| suono sì fastidioso, che finsi raccomodare il fuoco sul
1717 2, III | la voce si fa paurosa e fioca.~Una buona fiammata mi scaldò
1718 2, IV | scaturiva dalla nebbia.~Di fioccare era cessato, anzi un venticello
1719 1, I | interminabile avanzo di una fioccata di Sant’Ambrogio, stava
1720 1, VI | il suo ombrello, mentre fioccava alla più bella.~La mia porta
1721 2, I | negli affari, cantanti e fioraie.~Il Sultano aveva una parola
1722 2, I | acuto e tagliente come un fioretto. Provò a muovere i piedi,
1723 2, I | né lumi alle finestre; il fiotto dell’acqua morta e livida
1724 1, XII | a scoprirne i complici. Firmato: Il Sultano».~ ~Accusato.
1725 1, I | di chi casca dal sonno; fischia il manico, zufola Doro e
1726 1, X | passavano e ripassavano fischiando le macchine, e ne nasceva
1727 2, V | stringeva le labbra, ora fischiava raucamente nella strozza,
1728 2, I | mare, e si compiacque di fissare lo sguardo in quel barlume,
1729 1, XIII| allontanarsi del convoglio si fissarono in me. Marcello non seppe
1730 1, IV | casa del Lucini, dove aveva fissato di arrivare, senza dare
1731 2, I | coscienza d’un omicida. Egli fissava le parole, le quali prendevano
1732 2, V | per una di quelle idee fisse, che hanno spesso lo splendore
1733 1, IV | Cara questa frinfrina! s’è fitta in capo che io bruci per
1734 1, IX | senza posa in tre pagine fitte; dovevo essere trasfigurato
1735 1, VI | vestita di un abito di cotone, flaccido e sbrendolato, tirato su
1736 1, V | Era una voce carezzevole e flessuosa, che accompagnata dallo
1737 1, IV | con quella stanchezza e floscezza, che in Lucini pareva natura,
1738 1, I | colore, vestite di gonne floscie e sbrendolate, parlando
1739 2, I | caduta: era inzuppato e floscio. Tornò a Milano spinto da
1740 1, VI | all’improvviso, sotto il flusso di quelle lagrime, superbo
1741 2, III | Credereste? il sangue mi salì a flutti e mi accese le guance. Era
1742 1, III | cerchi giallognoli, che fluttuano nelle pupille. A me pareva
1743 1, IV | io mi trovassi in loco et foco del quondam benedetto. Il
1744 2, III | sonnecchiava nell’angolo del focolare; il vetturale era finito
1745 1, X | maniche alla cappuccina foderate in flanella, e con due tasche,
1746 1, IV | Marcello, figliuola mia, è foderato doppio ed ora ha tra le
1747 1, I | alzando due dita in [76] foggia di un V maiuscolo, pare
1748 1, VII | chiacchiere, a leggere i foglietti stampati che il signor Leonardo
1749 1, X | dell’oste, scrissi sopra un foglietto due parole di addio e di
1750 2, I | anima; gozzovigliò da solo, folleggiò con se stesso, finché non
1751 2, I | spadroneggiava in lei l’ira e la follia.~Uscì da quella stanza,
1752 2, VI | triste spettacolo della follìa, a un perpetuo rammarico?~ ~
1753 2, II | quella cameraccia nera, fonda e illuminata dal gas in
1754 1, II | sospettoso della società, non più fondata, ahimè! sopra i principii
1755 2, II | verdi schiene dei bassi fondi man mano che si guadagnava
1756 1, VII | perenne come l’acqua d’un buon fontanino; ma al sabato, quando passano
1757 1, XIV | aggiungeva:~ ~«Sappiamo da fonte certa che l’assassino del
1758 2, IV | strano, che ne spinge a forare le montagne invece di sorpassarle,
1759 2, II | soffrire? Stranezze umane! un forellino di spillo. Tutto è falso
1760 1, II | piegare, finché ridotti alla forma d’un cetriolo, sparivano
1761 2, V | raccogliere i pensieri e di formare un progetto, e noi sappiamo
1762 2, III | del calesse, cercavo di formarmi una tana, tirando le orecchie
1763 2, I | congelava.~Il Sultano sapeva formarsi l’idea d’ogni più orribile
1764 1, IV | ingrosso, non più che un formicolaio di vivi, esisteva adunque
1765 1, X | stazione era un via vai, un formicolio di persone affaccendate,
1766 1, XIV | riempirà un bel vuoto nel Foro».~[144 bianca]~[145]~ ~ ~ ~
1767 2, II | cavalleresco, di capriccio fors’anche; ma non avrei vinto
1768 2, VI | ripugnanza, perché, animo di gran fortezza, superato il primo sgomento
1769 2, I | autentici di molte bellezze fortunate: qualcuna (e l’aveva conosciuta
1770 1, V | teatro, uno stereoscopio per fotografie, tutto ben ripiegato o collocato
1771 1, IX | aria si sentiva una timida fragranza di primavera, o così pareva
1772 1, VIII| seminario, di radunare i frammenti di quella storia, che conoscevo
1773 1, X | la legge. Egli spalancò francamente l’uscio e lo tenne aperto
1774 1, V | ma guarda in faccia con franchezza; i capelli, più disfatti
1775 Con | pretendente al trono di Francia: poveretto!~Più fortunato
1776 2, I | salotto per bevere la luce. La frangia della tenda gli rasentò
1777 Pre | abbiate fatta pompa in queste frascherie né di troppo genio, né di
1778 2, VI | quelle pareti di vecchio frassino.~– No, Marina, – ripetei
1779 1, IV | colle sponde rivoltate e frastagliate a coda di delfino, in terra
1780 1, VII | crede più né ai preti, né ai frati.~Un giorno, di parola in
1781 | frattanto
1782 1, XIV | dirò, ze mi zi permette la fraze, la mia zimpatia, come il
1783 1, I | a’ suoi avventori, e va freddamente impiccando il suo amabile
1784 1, I | La giornata era secca, freddina, e uno spicchio di sole
1785 2, II | andò fregandosi le mani.~Io fregai anch’io le mani: anche il
1786 2, I | possibile, ed egli poteva fregarsi le mani dentro di sé.~–
1787 2, III | mi rimetteva a piombo, fregava l’uno e l’altro polpaccio,
1788 1, IX | avevano del diabolico; i nervi fremevano per un piacere muto e indecifrabile,
1789 1, X | Questo nome mi dava un fremito. Venezia per me voleva dire
1790 1, XII | che spiega il verbum ai frequentatori del parterre, diceva: –
1791 1, VII | vaso di biscotti sempre freschi, per gli ammalati; due vasi
1792 2, IV | dare nelle fosse, uscii frettoloso, come se alcuno mi aspettasse
1793 1, II | occhiata che pareva dire: Friggerlo il maledetto!~Una sera,
1794 2, III | addentrava certamente nel Friuli, ma di cui non saprei or
1795 Pre | alle nudità, al liscio, ai fronzoli.~L’arte di oggidì mi sembra
1796 1, IX | Incontratomi in qualche frotta di persone, mi accorsi al
1797 1, IV | dove calano d’ordinario a frotte quegli uccelli di passaggio,
1798 1, XIII| entra nel vostro cuore, vi fruga tutti gli angoli più riposti,
1799 1, I | tanto che, per salvarmi, frugai in tasca, presi a caso un
1800 1, X | sono pronto a giurarlo.~Frugando nelle tasche del mantelletto,
1801 2, I | sono sicuro che se anche frugassi qui intorno, non avrei nessuno
1802 1, VII | Marina mi era nota, avendo frugato nelle carte del defunto:
1803 2, II | pensieri d’una notte funebre; frughi fra le reliquie del morto,
1804 1, V | un bastimento e palpo, e frugo, e guardo, mi stizzisco,
1805 2, VI | camera vicina mi rispose un fruscio...~Io... Devo dirlo il senso
1806 2, V | galoppo, e ad ogni colpo di frusta andava ripetendo una frase
1807 2, V | selvatico. Il Sultano avrebbe frustato quel miserabile, che si
1808 2, V | po’ di libertà, per cui frustò rabbiosamente il suo bel
1809 2, I | ortolano che vuole pochi frutti grossi e meravigliosi. Conosco
1810 2, III | gli ultimi accordi e coi fucili sotto i mantelli, uscirono.~–
1811 1, IX | una buca della posta, e fuggendo via, come un ladroncello,
1812 2, VI | sbarazzò con una stretta e fuggì verso un muricciuolo, che
1813 1, IX | padre? Cominciai: «Marina, fuggite con vostro padre: egli sa
1814 2, II | mio amore per questa donna fuggitiva prendeva abitudini da poliziotto.
1815 2, V | al cielo, con uno sguardo fuggitivo, e cristallizzato. Però
1816 1, XII | panca come colpito da un fulmine: mormorio nel pubblico).~
1817 1, XIV | venute a piombare, come tre fulmini, tre accuse: assassinio,
1818 1, IV | il mio, mi passò innanzi, fumando un enorme trabucos; una
1819 2, I | sempre nel proprio interesse. Fumava in una pipa di porcellana
1820 1, VIII| agiatezza gli sarebbe oggidì più funesta, perché, dopo tanti dolori,
1821 1, IX | parlare potevano riuscire a funeste conseguenze. L’eroe, che
1822 1, X | quel molliccio crescono funghi e licheni e le gambe della
1823 2, I | candela smoriva intorno al fungo del lucignolo. Qualcuno
1824 2, I | per rischiarare di molti fuochi fatui il cupo sotterraneo
1825 1, XI | cercai inutilmente il sorriso furbesco del buon babbo. Tutti quei
1826 2, II | nascondersi, che è preferito dai furbi – rispose.~– Quale?~– Il
1827 1, X | risento ora a scrivere: una furia s’era cacciata nel mio corpo,
1828 2, I | e la morte, spinta dalle furie, trattenuta dalla compassione,
1829 2, VI | spingeva più all’ira il furioso Sultano, ma lo conturbava
1830 2, VI | tranquillità cupa, che precede il furore.~Marina n’ebbe paura, perché
1831 1, XIV | accusato si asciuga una lagrima furtiva: il pubblico è commosso).~ ~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~ ~
1832 1, X | santa ingrossano come due fusti di quercia. Nei tempi che
1833 2 | a lungo con uno dei più gagliardi ingegni, il quale aveva
1834 2, III | non so qual succo d’erbe, gagliardo come il basilisco, pretese
1835 1, VIII| per sempre, favorivo con gaia spensieratezza questi giudizi,
1836 1, IV | influenze sulle uova e sulle galline. La Mariona serviva da trent’
1837 1, XI | buon trotto e cominciò a galoppare nel sangue. Mi distesi sul
1838 2, V | ombra minacciosa, che gli galoppava dietro e di cui sentiva
1839 2, I | giornale francese, ma il signor Gambetta non restava dal gridargli:
1840 2, VI | al di fuori da un piccolo gancio di ferro, e apersero solamente
1841 2, II | il mio compagno), sempre garbato, andava istruendomi sul
1842 1, III | Giunti nel quartiere di porta Garibaldi, che per essere più vicino
1843 1, I | ammannisce seriamente le gastriche a’ suoi avventori, e va
1844 1, XI | aggrappai insomma, come un gatto che voglia dormire, e piansi
1845 2, I | Nessuno saprebbe descrivere il gaudio che scintillò nell’anima
1846 2, I | cronaca cittadina di quella gazzetta milanese; aprì qualche noterella,
1847 2, IV | cessato, anzi un venticello gelato, che penetrava fino al cervello,
1848 1, VII | la Gioconda, ma una donna gelosa, certo una donna di perduti
1849 1, XIII| di Marina, che io tenevo gelosamente riguardato nel mio pensiero,
1850 2, VI | piangevo, senza accorgermi, e gemevo come un tormentato.~L’esitazione
1851 1, VIII| rimproveri io mi sento più generosa, o almeno non tanto superba.
1852 1, IX | filosofo, anzi per poco generoso. Sono sola, lo sapete: nella
1853 Pre | frascherie né di troppo genio, né di procacità, della
1854 1, X | una semplice formalità.~Il gentiluomo signore mi offrì la mano
1855 2, IV | giunto alla villa.~Il disegno geografico era semplice, ma avviene
1856 2, I | leggere per lunga esperienza i geroglifici dei [147] caratteri umani
1857 1, IV | lo stampo d’una statua di gesso. Non avrei dormito là sotto,
1858 1, III | che, udito il caso, voleva gettar via la testa; domandò, notò,
1859 2, III | false.~– E allora?~– Tempo gettato. Bisognerà riassumere le
1860 2, III | carrozza, passando via, gettava bagliori sfacciati sulle
1861 1, V | fra lo scompiglio di quel ghetto sparirebbe un bastimento
1862 2, IV | settentrione, coperta di ghiacci, splendeva d’oro e d’argento.~
1863 1, VII | fiaschi impagliati, caffè di ghiande e mosche morte.~La bottega
1864 2, VI | andavano a finire in un ghiribizzo, innanzi a un porticato
1865 2, IV | freddo nelle spalle, quel ghirigoro nella cenere prendeva un
1866 1, VII | certo riguardo, giungere la giacchetta color mattone, anch’essa
1867 1, X | le ortiche. Là sotterra giace una donna, che mi ha amato
1868 2, VI | sollevarla, [185] metterla a giacere coll’innocenza e il candore,
1869 2, VI | mi lasciò vedere dov’ella giacesse, e già sentivo dei cerchi,
1870 1, IV | caminetto (fra la cenere giacevano due legni abbruciacchiati)
1871 1, III | nelle ossa e a quei cerchi giallognoli, che fluttuano nelle pupille.
1872 2, III | alla vista d’una ruota gigantesca e d’una lanterna a vento,
1873 1, X | tre passi di distanza due gigantesche persone, che si accarezzavano
1874 1, VI | vitella, candida come un giglio, – ve ne sono ancora dei
1875 1, IV | fiamma della candela, che si gingillava nello specchio, e così seguitai
1876 1, IV | seconda della stagione. Giova sapere che un giorno prima
1877 1, VII | Verga.~Ma l’ombrellaio che, giovandosi della comodità, aveva preso
1878 1, IX | vecchio... non sono più un giovinotto, e la Gioconda sarebbe il
1879 1, VII | pantofole, e in calotta, gira solennemente il tostino.
1880 2, VI | piagnucolìo fastidioso. Girai lo sguardo a destra e a
1881 1, I | giallo, mentre il prete, girandogli intorno, brontolava un’orazione,
1882 1, IX | via, come un ladroncello, girandolai qualche ora attraverso la
1883 2, I | un briciolo di cuore, e girandolando di città in città per [146]
1884 1, XI | povero Marcello aveva un bel girare gli occhi in cerca d’una
1885 2, IV | innanzi, io avrei destramente girato l’ossario, finché fossi
1886 1, X | finivano in punta di spillo, e giravano come due sfere d’orologio
1887 1, IV | chiusi in camera con due giri di chiave, parendomi così
1888 1, IV | raccontava spesso) s’era smarrito girondolone per le vie di Parigi, con
1889 1, V | gabbanella comune di fatica, una giubba lunga di panno fino con
1890 1, X | rotoletto, come sarebbe a dire, giudicando al tatto, zuccaro o cioccolatte
1891 1, VIII| padre, che non saprebbe giudicare giustamente di noi. Le leggo
1892 1, VIII| tutti gli atti umani siano giudicati. Per me è già troppa l’indiscrezione
1893 1, VIII| dalla infanzia, e tutte mi giudicavano un po’ severamente. Poiché
1894 1, XIV | giorno che il popolo fatto giudice di se stesso non avrà né
1895 1, VIII| gaia spensieratezza questi giudizi, che mi facevano torto».~ ~
1896 1, VIII| le note del suo violino, giungendo dalla camera vicina, mentre
1897 1, X | che quella notizia non gli giungesse tutt’affatto nuova.~Io sentii
1898 2, III | qualche campanile lontano giungevano a noi come imbottite di
1899 2, V | del leone.~[176] Bisognava giuocare l’estrema partita; quanto
1900 1, III | lui rabbioso, come se gli giuocasse uno scherzo di cattivo gusto,
1901 1, XIII| nello stereoscopio? Chi mi giuocava questo brutto scherzo?~Non
1902 1, V | piacere in quell’aria molle, giuocherella colle dita, crea, distrugge.~
1903 1, X | Finora ho tergiversato, ma giuraddio...~– Andiamo, Leonardo;
1904 1, X | ambo le mani nelle mie, gli giurai sul capo de’ miei poveri
1905 1, IX | Cavalletto, n. 28; o avete giurato di non scrivere più? Voi
1906 1, VI | sordo? ~– Ma le giuro.~– Non giuri niente, non strazi il cuore
1907 1, XII | la pena per tutti. – Non giuriamo che il vecchietto del gilet
1908 1, VIII| che non saprebbe giudicare giustamente di noi. Le leggo segretamente
1909 1, IV | benefattore, che a conti giusti, aveva guadagnato il trenta
1910 1, VIII| più semplice e pura, una giustificazione per me? Non dico per voi,
1911 | gl’
1912 | Gliela
1913 2, I | lume d’una grande lucerna a globo, e leggeva un po’ sollevata
1914 2, I | non era annegato in una goccia d’inchiostro.~Era molto
1915 1, V | per tornare sulla laguna a godermi la festa di quell’illuminazione.
1916 1, I | rifugiandomi fra gli operai, che godevano un mondo a quella commedia;
1917 1, XIV | lealtà che pochi uomini hanno goduta, la mia dirò, ze mi zi permette
1918 1, VI | sbrendolato, tirato su in due goffi nella guaina del grembiale,
1919 1, IX | scrivere per verità era goffo e selvatico, e anche le [
1920 1, I | scempiaggine gli dava un golino colle sue ditacce grommose
1921 1, V | riverbero, e appoggio i gomiti al balaustro della scrivania.
1922 2, I | gondola tutto solo e disse al gondoliero di condurlo a casa: il nome
1923 2, VI | padre sorridergli in faccia, gonfiando le ganascie, e stralunando
1924 2, I | sgangherarsi, di allargarsi, di gonfiarsi fino alle proporzioni di
1925 1, I | di sasso, colle ganascie gonfie e gli occhi spiritati, fra
1926 1, I | nessun colore, vestite di gonne floscie e sbrendolate, parlando
1927 1, IX | Que’ piedini lividi, la gonnella corta e i capelli irti e
1928 1, IV | Marcello non tirasse tanto alle gonnelle, e osservandola bene, mi
1929 1, IV | di lui. Una voce di donna gorgheggiava le scale sul pianoforte:
1930 1, XIII| letticciuolo a guardare in quei gorghi, vedevo come due personaggi,
1931 2, V | profonda, sommessa, come il gorgoglio di uno che sta per affogare,
1932 1, I | gallina, di zampe d’oca, di gorguzzoli, e di tutto quel po’ di
1933 2, I | doveva scaturire un ceffo da gorilla: che importa! Marina era
1934 1, IV | tornava il sangue alle sue gote, socchiudeva gli occhi,
1935 1, X | tenerezza e io sotto il governo d’un imbarazzo non mai provato.~–
1936 2, I | sotterraneo dell’anima; gozzovigliò da solo, folleggiò con se
1937 2, IV | stile, sostenuto da una gradinata e colla faccia rivolta alla
1938 Pre | AUTORE~ ~Pubblico di buon grado per incominciare una lettera
1939 1, VII | un chiodo, che gli aveva graffiato la pelle. A un tratto si
1940 1, XII | semplicità dello stile e della grammatica.~ ~Udienza del giorno 7~ ~(
1941 1, VII | tutto eguale, perché se la grana è zoppa, prende il sapore
1942 1, VI | spiegazione dei fatti del grand’eroe, specialmente quando
1943 1, V | collo, donde si rovescia una grandiglia di pizzo bianco, che ribatte
1944 1, VI | stomaco nel mezzo d’un sogno grandioso, quando si è lì lì per diventare
1945 1, VI | settimana certi mediatori di grano e di bestiame cogli affittaiuoli
1946 2, I | egli rompesse in una risata grassa, per non so quale accidente,
1947 2, III | solamente io speravo nella sua gratitudine, ma soffrivo già del ritardo,
1948 1, VIII| mezzo, nessuno me ne sarebbe grato, n’è vero? Nulla sarebbe
1949 1, VII | e sui polpacci che egli gratta volentieri.~Si parla in
1950 1, IV | po’ sospeso sul da farsi, grattandomi la zucca come smarrito e
1951 Pre | meno parolaia, occuparsi di gravi e solenni argomenti a sollievo
1952 1, XIV | e le susurrava paroline graziose.~Presidente. Ma come mai
1953 1, IV | di bestemmie napoletane graziosissime. Quelle mani ora sono troppo
1954 1, VII | zuccaro, e risme di carta greggia a mucchio; casse vuote,
1955 1, V | braccio destro riposa sul grembo e ha fra le dita un ventaglio.
1956 1, VIII| quella povera casa, dove la grettezza di suo marito l’aveva ridotto,
1957 1, II | falde. Il mio carattere era greve, un po’ per natura, un po’
1958 1, II | punto in bianco mi saltò il gricciolo di studiare il violino,
1959 2, I | in disaccordo, ma non si grida tanto nell’assemblea di
1960 1, X | uno ad uno gli sportelli gridando: – Partenza, partenza, Venezia,
1961 2, I | Gambetta non restava dal gridargli: Oui, oui, toi, toi, e lo
1962 1, I | nicchiarmi coi loro occhietti grigi e bianchi e con tutte quelle
1963 1, V | un cappuccione di nuvole grigie, che parevano imbottite
1964 2, VI | colore, cominciai a pensar grigio. Quell’ululato che usciva
1965 1, I | in una bella cuffia di grisetto, appoggiate le mani al davanzale,
1966 1, I | golino colle sue ditacce grommose e i due amici si arrabattavano
1967 2, V | combattere fra sé una lotta grottesca; il suo bel ridere pareva
1968 2, I | trasfigurarlo in esseri e cosi grotteschi: a poco a poco scomparì
1969 1, I | occhi spiritati, fra un grottesco di tufo e di alghe dipinte
1970 1, VI | galanteria arrivava sempre con le gruccie. – Sono venuto per avvertirli
1971 2, III | casetta isolata, la prima d’un gruppetto di case, collocate sul ciglione
1972 2, IV | siepe spesso interrotta da gruppi di belle piante, di pioppi,
1973 2, II | personaggi, tutti in un gruppo, come le biscie d’inverno.~
1974 1, XIII| complicare il processo e di guadagnar tempo, non solo, ma di rendersi
1975 1, IV | che a conti giusti, aveva guadagnato il trenta o il quaranta
1976 1, XII | sarebbero di troppo. I lettori guadagneranno senza dubbio nella semplicità
1977 1, XIII| scherzosa col flutto, ma guai se dura a lungo! Un colpo
1978 1, VI | tirato su in due goffi nella guaina del grembiale, scapigliata
1979 1, V | comodo a prenderle.~Ma il guaio era la cassa, alla quale
1980 1, V | qua e là; ma lo strumento guaiva, temendo che lo scorticassi
1981 2, III | a flutti e mi accese le guance. Era gioia? era amore? Era
1982 2, VI | di roseo le coloriva le guancia, e un alito sottile le moveva
1983 1, IV | solamente meno vivi e le guancie più fatticcie; egli aveva
1984 1, XI | mano, come si porterebbe un guanto. Vidi anche il Sultano,
1985 1, IX | parole mi toccò: noi ci guardammo fissi.~[118]~ ~ ~ ~
1986 1, XIV | Conosce l’accusato?~Teste. (guardandolo con l’occhialino). Non mi
1987 1, V | non mi ricordo, però senza guardarla oltre, la ripongo al suo
1988 1, IX | per ciascuno degli occhi guardasse un’anima diversa.~Divenni
1989 2, III | segno di sorpresa; fece – guardate mo’! – de’ buoni pronostici
1990 2, IV | casa. Di tanto in tanto guardavo i vetri d’una finestra,
1991 1, VIII| giorno, perché dite che per guarire i propri dolori, bisogna
1992 1, X | nostri mali, come ogni cane guarisce le sue piaghe colla propria
1993 1, X | mezz’ora pareva una macchina guasta, e mentre stringeva un filo,
1994 2, II | fossi, mi parvero scialbi, guasti, deserti.~Il più che mai
1995 1, I | della tromba, che Doro, il guattero dell’osteria vicina, dimena
1996 2, II | intirizzita ancora dalle guazze, io riandava sotto il cappelletto
1997 Con | che passano attraverso la guglia del duomo, si sente chiamato
1998 1, VI | pareti l’intera storia di Guglielmo Tell, a colori rossi, verdi,
1999 2, VI | una brutta idea, che mi guizzò nella mente, e ne vidi il
2000 1, I | pattume di calce dispersa, di gusci di fagiuoli, di penne di
2001 1, XIII| vento potrebbe slanciare il guscio a capofitto.~Ragionando
2002 1, IX | superbo della mia missione, gustando quasi l’acre sapore della
2003 2, I | francese nel gabinetto dell’Hôtel de la Ville. Gli erano vicini
2004 Con | tenebra~~~~~~Pag. 100~~~~iera sera~~~~ieri sera~~~ ~ ~ ~ ~ ~ ([
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