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Michele Lessona
Il mare

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  • V.
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V.

 

Le acque delle fonti, dei ruscelli, delle fiumane, de' torrenti e dei fiumi, che chiamansi dolci, contengono tutte aria, e qualche porzione di materia minerale disciolta; ed è bene che ciò sia, perciò altrimenti non ci potrebbero servir di quotidiana bevanda: la differenza fra queste acque e quelle del mare sta in ciò, che queste ultime contengono materie minerali disciolte in maggior copia, e in tanta copia da non essere più potabili.

La sostanza che più abbonda nell'acqua marina, siccome ognuno sa, è il sal comune, o sal di cucina: si dice che ove si potesse trar fuori del mare tutto il sale che è in esso e distenderlo sulla terra, vi farebbe sopra uno strato dell'altezza di dodici metri: le altre sostanze minerali disciolte nell'acqua marina, ma in molto minor copia, sono principalmente sali di calce e di magnesia. Piccole tracce di molte altre sostanze si trovano pure nel mare, o negli animali del mare che le piglian da esso: il professore Haekel, di Jena, trovava in alcuni animaletti marini microscopici e natanti a fior di acqua nei giorni di calma una sostanza minerale detta celestina; il nostro professore Piria dimostrava in certi molluschi la presenza del rame; è dimostrata nel mare la presenza dell'arsenico; Malaguti e Durocher vi trovavano stagno ed argento. Quest'ultimo metallo non è senza dubbio in gran copia nell'acqua marina che si viene esaminando ma se si considera la quantità sterminata di quest'acqua, si deve concludere che il complesso dell'argento in essa sia assai ragguardevole, come, abbenchè nell'aria atmosferica sia piccolissima la quantità dell'acido carbonico, presa l'aria in massa, si viene ad avere una quantità d'acido carbonico sterminata, e tale da dar pascolo di carbonio a tutte le piante che veston la terra. E come nell'aria atmosferica si trovan tracce di minime quantità di moltissime sorta di sostanze aeriformi, e corpuscoli solidi minutissimi e liquidi sospesi e portati in giro dai venti, così nel mare si trovano tracce di moltissime sorta di materie minerali disciolte.

L'aria è sciolta in copia nell'acqua marina; ma questa scioglie un po' più di ossigeno che non di azoto, onde l'aria dell'acqua è più ricca d'ossigeno che non l'aria atmosferica, dal qual fatto, sia detto di passata, si deduce che l'aria atmosferica non è un composto chimico, ma sì un semplice miscuglio. L'acqua marina contiene pure acido carbonico, e gran copia di una mucosità animale che si produce dall'infinito numero di esseri viventi che brulicano in essa.

Nei mari chiusi dentro terra e comunicanti coll'Oceano per via di piccoli stretti, la salsedine è diversa da quella degli aperti mari. Così il Mediterraneo, in cui è promossa dal calore una grande evaporazione, contiene un mezzo per cento di sale più che non l'Oceano; mentre il Baltico, il quale, per via della sua posizione al nord, non sopporta uno svaporamento così notevole, e da molti grossi fiumi riceve gran copia d'acqua dolce, ha appena la metà di sale del mare del nord che gli sta presso.

Il più ricco di sali fra tutti i mari è il mar Morto, ove è tanta la densità delle acque, che un uomo senz'altro vi galleggia.

Nell'aperto Oceano il continuo movimento delle acque produce un mirabile agguagliamento di composizione; ma il dott. Lenz, il quale fu compagno di Kotzebue nel suo secondo viaggio di circumnavigazione, e si diede molto pensiero di questo argomento, trovò che l'Atlantico, specialmente dalla parte di ponente, ha qualche maggior copia di sale che non il Pacifico; e che l'Oceano indiano, che sta frammezzo a questi due vasti mari, è più salato verso il primo, che non verso il secondo.

In generale, l'acqua marina è meno salsa alla superficie, e cresce la sua salsedine man mano che si discende: ciò avviene in particolar modo e con molto maggiore evidenza presso lo sbocco dei grandi fiumi (Hartwig, opera citata).

È un fenomeno singolare quello di certe sergenti d'acqua dolce che scaturiscono in mezzo all'acqua del mare; nota e visitata da tutti gli stranieri è la sorgente d'acqua dolce che per tal modo sgorga alla distanza di una ventina di metri dalla spiaggia nel Golfo della Spezia, perfettamente potabile: investigando la ragion delle fonti sulle terre emerse, molto agevolmente s'intende questo fatto.

 




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