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grassetto = Testo principale
Parte grigio = Testo di commento
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2 III | Roma, il dì 5 di settembre 1508.~ ~A servirvi sempre obligatissimo~
3 V | me.~ ~Alli primo luglio 1514.~El vostro Rafael, pittore~
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5 | 5
6 Son | benignia a me tua alma inclina~abasso..~ ~VI) e se ben guardi...
7 VII | notissimi.~Avendo adunque abastanza dichiarato quali edificî
8 Son | fianco,~ha di vaghezza che abbaglia di splendore.~ ~L'insieme
9 II | signor duca, a la quale Dio abi misericordia a l'anima,
10 V | presto vi avviserò del tutto; abiate pazienza che questa cosa
11 VII | subiugati e facti servi altrui, abitar di quel modo e con quella
12 VII | el modo dello edificare e abitare, e apparve uno extremo tanto
13 VII | fu trovato da Doro, re di Acaia, edificando in Argo un tempio
14 VII | paruto che così ricerchino accioché gli occhi possino vedere
15 VII | chiamerà «traguardo», e serà acconcio di modo che si poterà volgere
16 VII | delle sue forze sole, si accordasse con la fortuna e con li
17 III | mano, conforme il nostro accordo, ché ve l'avrei mandato
18 II | bisognia avere pazienzia e acordarsi con la volontà de Dio. Io
19 VII | vadi al suo dritto e se acosti a quella parete, che si
20 IV | tutti, se tutti non mi sono adulatori, ma non sodisfaccio al mio
21 VII | altri fariano pio. Non debbe adunche, padre santo, esser tra
22 Son | mondo esar felice~ ~III) Adunqua tu sei sola alma felice~
23 Son | Amor mi fece per mio gravo afanno,~ma lui pur ne ringrazio
24 IV | d'arte, io non so; ben m'affatico di averla. Vostra Signoria
25 III | assicuratevi che sento le vostre afflizioni come mie proprie; seguite
26 VII | la felicitate a' popoli e aggiunge al colmo della excellenzia.
27 VII | venenoso morso di quello aggiunsero l'empio furore del ferro
28 VI | curarvi.~ ~De Roma, li 15 d'agosto MDXIV.~ ~Il vostro Rafaello
29 III | per conoscere non potere aguagliare il vostro. Compatitemi per
30 VII | paragone de li antichi, aguagliarli e superarli, come ben fa
31 | ai
32 VII | la meta ch'era nella via Alexandrina, l'arco che era alla entrata
33 I | I~PROMEMORIA PER L'ALFANI~~ Recordo a voi, Meneco,
34 Son | ebbi tal grazia,~che inteso alfin fu suo spiar dubioso:~ ~
35 Son | quel sole alto che face~[s]alir da' bassi ai più sublimi
36 Son | rei.~ ~E se quello altero almo in basso cede,~vedrai che
37 II | toc[c]a a Sua Signoria de alocare; ve ne prego, se è posibile,
38 VII | per dritta linea devesi alor svolgerlo, cominciando l'
39 VI | molti dificî antiqui, e alsì è in questa sentenzia messer
40 VII | e queste due linee siano alte quanto ha da essere lo edificio,
41 Son | pensi[e]r rei.~ ~E se quello altero almo in basso cede,~vedrai
42 VII | benché bisogna intendere le altezze, le quali facilmente si
43 VII | quelle fabulose, che vere. Ma altramente a me sòle avenire e aviene;
44 | altrove
45 | altrui
46 VII | dessiderio di quelli che amano di vedere e comprendere
47 III | come mie proprie; seguite d'amarmi, come io vi amo di tutto
48 Son | considerade [a] la beltate amena.~II~ ~Como non podde dir
49 Son | Ognor fisso studiar in dolce amica~quella beltà che ciel credea
50 V | racomando. Salutate tutti gli amici e parenti per parte mia,
51 III | seguite d'amarmi, come io vi amo di tutto cuore.~ ~Roma,
52 Son | poco a poco.~ ~XII) ma omni amuna gentil di basso loco~cerca
53 I | quella tempesta che ebbe andando i[n] uno viagio, e che recordiate
54 V | Vi prego voi vo[g]liate andare al duca e alla duchessa
55 VII | di Tito e la sua casa e l'anfiteatro, niente di meno erano facti
56 II | Dio abi misericordia a l'anima, e certo non podde senza
57 VII | un travo, e altri strani animali e figure e fogliami fuor
58 VII | potria dire veramente ch'Annibale non che altri fariano pio.
59 V | spendere sessanta mila ducati l'anno per questa fabrica, e non
60 III | datario aspetta con grand'ansietà la sua Madonella, e la sua
61 VI | questi dì ciercando le belle anticalie [che] stanno per queste
62 VII | pretermettendo ancor le antiche, e vedesi che concorda nel
63 VII | qualche notizia di quell'antiqua architettura. Il che in
64 VII | studioso di queste tali antiquitati, e avendo posto non piccola
65 VII | spoglie di Traiano e di Antonino Pio sono excellentissime
66 VII | delli edifici, il che non apar nel dissegno di quelli che
67 VII | piramide e nell'obiecto aplica la base e in sé retiene
68 Son(1)| sonetto è quasi di sicuro apocrifo.
69 VII | facendosi il tempio di Apolline misurando le colonne doriche
70 VII | sempre bisogno aver pronte e apparecchiate le misure giuste di palmi,
71 VII | dello edificare e abitare, e apparve uno extremo tanto lontano
72 VII | dimostrativo, non solamente delli appositi vènti, ma ancora delli gradi,
73 VII | similitudine che se gli appresenta per la bella proporzione
74 VII | scritto, né inteso che sia apresso alcuno antico el modo di
75 II | altri.~ ~Lì ... XI 28 de aprile M.D.VIII.~ ~El vostro Rafaello,
76 VII | per concordar li edifici apropriati alla loro intenzione, e
77 VII | della calamita, e partita apunto di quel medesimo modo, con
78 VII | ragione però che nacque dalli arbori non ancor tagliati, alli
79 Son | II~ ~Como non podde dir d'arcana Dei~Paul, como disceso fu
80 VII | quelli che son misurati architecticamente. Perché la grossezza de'
81 VII | ricercavano, rimettendo le misure architectiche alli altri tre primi, con
82 Son | ingenie,~ ~VI) Sol per most[r]arci...~VI1~ ~Come la veggo e
83 Son | fenice.~ ~IV) che 'l mio cor arde qual nel foco fenice.~ ~
84 Son | tanto di ben mi face,~ch'ardendo onior più d'arder me consu[
85 Son | ch'ardendo onior più d'arder me consu[mi].~ ~Quanto fu
86 VII | incendio e quella misera ruina ardesse e ruinasse, insieme con
87 VII | altri ornamenti antichi? che ardirei dire che questa nova Roma,
88 Son | costumi.~ ~Tal che tanto ardo, ch[e] né mar né fiumi~spegnar
89 Son | mi tormenta lo infinito ardore.~Il volto roseo, il seno
90 VII | di Acaia, edificando in Argo un tempio a Junone; di poi
91 VII | tal reliquie, che per vero argumento si possono infallibilmente
92 II | e familiare, non altro. Aricomandatime al maestro... e a Redolfo
93 VII | che delli romani, circa l'arme, e della città di Roma,
94 VII | ancora delli gradi, come l'armille nello astrolabio, e questo
95 Son | infimo loco.~ ~VII) ...Arno, Po, Nil, Inde e Gange~ ~
96 VI | rengrazio de core; quando arò tempo (e, per le molte mia
97 III | altre mie cose, che mi sento arrossire, sì come faccio ancora di
98 VII | malvagi uomini, anzi fère, arse e distrutte; ma non però
99 VII | che più parse meglio a l'artefice per concordar li edifici
100 Son | poco a poco.~ ~XIII) ma asa[i] fia el tacer che dirne
101 Son | rimembra[r]se in modo~di quello asalto, ma più gravo è il danno~
102 II | insiemo, li facine onore senza asparagnio nisuno, e voi ancora li
103 III | preziose.~Monsignor il datario aspetta con grand'ansietà la sua
104 Son | n]on vedi tu gli efetti aspri e tenace~[de] cului che
105 II | prego voi [che] li faciate assapere, quando c'è persona che
106 III | vostra solita prudenza, e assicuratevi che sento le vostre afflizioni
107 I | che voi solecitiate madona Atala[n]te che me manda li denari,
108 Son | che in ozio giace,~most[r]ateli quel sole alto che face~[
109 Son | e l'altro surse in loco,~ato più da far fati che parole.~ ~
110 VII | in Italia venisse questa atroce e crudel procella di guerra
111 V | signore mi ha dato perché io attenda alla fabbrica di San Petro
112 VII | disegnarli, acioché chi vorrà attendere alla architectura sappia
113 VI | ho a dirvi per ora, e voi attendete a curarvi.~ ~De Roma, li
114 VII | Roma, essi medesimi hanno atteso con ogni studio lungamente
115 VII | jonico, corinto, toscano e attico; e di tutti il dorico è
116 Son | pensier tutto commosse,~che atto non fe' il saper; perciò
117 VII | per il divino consiglio e auctorità di Vostra Santità speriamo
118 | avanti
119 VII | si vede e considera. Ché, avegna che a' dì nostri l'architettura
120 | avendomi
121 VII | Ma altramente a me sòle avenire e aviene; perché, considerando
122 II | r]ete adesso [come] uno averà bisognio di loro. Ancora
123 V | dirli questo, ché so lo averanno caro a sentire che un loro
124 V | corociato con meco, ché in vero avereste torto, considerando quanto
125 IV | non so; ben m'affatico di averla. Vostra Signoria mi comandi.~
126 | averlo
127 | avesse
128 | avete
129 | aveva
130 | avevano
131 VII | altramente a me sòle avenire e aviene; perché, considerando dalle
132 I | pos[s]o altro ecc., voi avisatime ecc.~
133 II | ancora non ve ne posso dare aviso; pur, secondo [che] me ha
134 | avrei
135 | avrete
136 V | alle strette, e presto vi avviserò del tutto; abiate pazienza
137 III | faccio ancora di questa bagatella, che voi vi goderete, perciò,
138 VII | per farne paragone con la barbara, perché la differenzia è
139 VII | nelli capitelli e nelle basi e in tutto il tronco, over
140 VII | ruinata la magior parte della basilica del foro... oltra di questo,
141 Son | alto che face~[s]alir da' bassi ai più sublimi scanni.~ ~[
142 II | CARISSIMO ZIO~SIMONE DE BATISTA DI CIARLA DA URBINO~ ~Carissimo
143 V | CARISSIMO ZIO~SIMONE DI BATTISTA DI CIARLA DA URBINO~IN URBINO~ ~
144 VII | LEONE X~ ~Sono molti, padre beatissimo, che, misurando col loro
145 Son | e da rosa vivace,~da un bel parlar in donnessi costumi.~ ~
146 Son | felice~in cui el c[i]el tuta beleza pose,~che rivelasse al mondo
147 Son | envesscasti con doi lumi~de doi beli occhi dov'io me strugo e [
148 Son | chiara sta nel core~tua gran bellezza, il mio pennello franco~
149 VII | tutto lo edificio - aveano bellissime le cornice, li fregi e gli
150 III | sommamente vi ringrazio. Egli è bellissimo, e tanto vivo che m'inganno
151 Son | studiar in dolce amica~quella beltà che ciel credea sol fosse,~
152 Son | rivolti,~considerade [a] la beltate amena.~II~ ~Como non podde
153 VII | della terra. E quel spazio, bench'el fosse in monte, bisogna
154 Son | foco fenice.~ ~V) e, se benignia a me tua alma inclina~abasso..~ ~
155 Son | me strugo e [s]face,~da bianca neve e da rosa vivace,~da
156 VI | desidèro) ve designerò ne' bianchi le figure che v'hanno a
157 Son | volto roseo, il seno colmo e bianco,~con lo rotondo delicato
158 VII | si metta la calamita in bilancia, come si usa di fare nelli
159 IV | dipingere una bella, mi bisogneria veder più belle, con questa
160 II | quello [che] non è riparo bisognia avere pazienzia e acordarsi
161 II | adesso [come] uno averà bisognio di loro. Ancora vi prego,
162 VII | E, per questo, è sempre bisogno aver pronte e apparecchiate
163 VII | delle Milizie. E così per bon spazio di tempo seguitorno
164 V | secondo [che] ho inteso, di bonissima fama lei e li loro, che
165 VII | archi e delle vôlte, o a botte, o cruciera, o che altra
166 Son | la catena~de' toi candidi braci al col mio vòl[ti],~che,
167 V | sapia che, se Francesco Buffa ha delli partiti, che ancor
168 II | faciate assapere, quando c'è persona che venga, [che]
169 VII | dolore, vedendo quasi il cadavero di quest'alma nobile cittate,
170 IV | Pietro. Spero bene di non cadervici sotto, e tanto più quanto
171 VII | di modo che sopra quella caggiano in piombo e in perpendicolo
172 VII | virginale, e fu d'esse inventore Calimaco in Corinto, onde si chiamano «
173 Son | giogo e la catena~de' toi candidi braci al col mio vòl[ti],~
174 Son | nel petto celo,~ma prima cangerò nel fronte el pelo,~che
175 VII | quale misurerassi con la canna, o cubito, o palmo, fino
176 VII | e prospecti - cioè tante canne, o palmi, a tanti gradi
177 VII | la quale faccia da l'un canto e dall'altro dui angoli
178 VII | molto più reggerebono le capanne fatte di travi incatenati,
179 III | Madonella, e la sua grande il cardinale Riario, come tutto sentirete
180 III | riporò fra le, cose più care e preziose.~Monsignor il
181 IV | scelta del meglio Ma, essendo carestia e di buoni giudici e di
182 II | e voi ancora li farite careze per mio amore, ché certo
183 V | ricevuto una vostra, a me carissima per intendere che voi non
184 VII | l'ossa del corpo senza carne. Ma perché ci doleremo noi
185 Son | perché, senza vergante e in carte~ch'io dimostrai el contrario
186 II | monta, ché io ho finito el cartone, e - fat[t]o Pasqua - serimo
187 VII | non esserci governati a caso e per sola pratica, ma con
188 IV | IV~LETTERA AL CASTIGLIONE~~ Signor conte.~Ho fatto
189 Son | Quanto fu dolce el giogo e la catena~de' toi candidi braci al
190 VII | satisfatti. E, ben ch'io abbia cavato da molti auctori latini
191 Son | quello altero almo in basso cede,~vedrai che non fia a me,
192 Son | scanni.~ ~[Div]ine alme celeste, acuti ing[e]ni,~che . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~
193 Son | V) [d]ivene alme, o voi, celesti ingenie,~ ~VI) Sol per most[
194 Son | gaudio taccio, che nel petto celo,~ma prima cangerò nel fronte
195 VII | acuti, li quali hanno dui centri: e però ancora molto più
196 VII | posto non piccola cura in cercarle minutamente e in misurarle
197 VII | patria e a noi; ma più presto cerchi Vostra Santità, lassando
198 VII | diocleziane et el tempio di Cerere nella via Sacra, una parte
199 Son | costumi.~ ~Tal che tanto ardo, ch[e] né mar né fiumi~spegnar
200 VII | vede nella torre che si chiama delle Milizie. E così per
201 Son | loco,~giammai non resteria chiamar mercede,~fi[n] che nel petto
202 VII | altre parti piccole, che si chiamarano gradi, così dal grado di
203 V | ogni dì il papa ce manda a chiamare, e ragiona un pezzo con
204 VII | statura lo composero. E questo chiamaron «jonico»; ma quelle che
205 VII | li muri dello edificio, e chiamasi questo disegno - come è
206 VII | quella che avemo dicto e chiamata «parete di dentro», con
207 VII | astrolabio, e questo si chiamerà «traguardo», e serà acconcio
208 Son | VI1~ ~Come la veggo e chiara sta nel core~tua gran bellezza,
209 VII | nostra opera. E, acioché più chiaramente ancora si intenda, avemo
210 VII | quanto ornata di palazzi, di chiese e di altri edifici, sia
211 VII | umbilico di ferro, come un chiodetto, dirittissimo e acuto, e
212 VII | tutto dì veggiamo. Di poi chiuderemo questo luoco della calamita
213 | ci
214 | ciascun
215 | ciascuna
216 VII | credere che essa sola sotto il cielo fosse sopra la fortuna e,
217 VI | quale siamo iti di questi dì ciercando le belle anticalie [che]
218 V | ducati d'oro, e d'entrata cinquanta scudi d'oro, perché la Santità
219 | cinque
220 VII | a chi vòle operare. E la circonferenzia di questo instrumento partiremo
221 VII | misure, fin tanto che si circuisca tutto lo edificio. E questo
222 VII | romani, circa l'arme, e della città di Roma, circa 'l mirabile
223 VII | cadavero di quest'alma nobile cittate, che è stata regina del
224 VII | esser veramente pastore clementissimo, anzi padre optimo di tutto
225 VII | che 'l tempo di Nerone e coetanei della casa Aurea. E, benché
226 VII | linea interseca li raggi si coglie misura giusta del... con
227 VII | l'altro senza errore. E cognosca noi, nella discripzione
228 VII | ultima che si perse, e questo cognoscer si può da molte cose e,
229 VII | disegno Roma antica, quanto cognoscier si può per quello, che oggidì
230 VII | parere che difficil fosse el cognosciere li edificî antiqui dalli
231 Son | Varianti~ ~I) ...ce ho pensier cole che onclinar volti~ ~II) ...
232 VII | delli altri quattro vènti collaterali, che sono greco. lybeccio,
233 VII | a uso di colonne con li colmi loro e coprimenti, come
234 VII | avendomi Vostra Santità comandato che io ponessi in disegno
235 IV | averla. Vostra Signoria mi comandi.~Di Roma.~
236 VII | linea devesi alor svolgerlo, cominciando l'altra linea, che si ha
237 V | quanto mi pare a me, e ho cominciato un'altra stanzia per Sua
238 VII | nobile e potente, che già cominciavano gli uomini a credere che
239 VII | pessima e di niuno valore. Cominciossi di poi quasi per tutto a
240 Son | insieme allo pensier tutto commosse,~che atto non fe' il saper;
241 VII | La pianta si è quella che comparte tutto el spazio piano del
242 VII | Dissegnato che sia la pianta e compartita con li suoi membri con le
243 VII | antichi. Né senza molta compassione posso io ricordarmi che,
244 III | vostre parole; pregovi a compatirmi, e perdonarmi la dilazione
245 III | potere aguagliare il vostro. Compatitemi per grazia, perché voi bene
246 III | operato, e che voi vi siete compiaciuto di lodar tanto sì come fate
247 Son | fosse,~fia che il desiar compirà la mia fatica.~ ~ ~FINE~
248 VII | per satisfare ancor più compitamente al dessiderio di quelli
249 VII | l'arco di Costantino, il componimento del quale è bello e ben
250 VII | si vuol misurare, quanto comporta la circumferenzia dello
251 VII | fondatori? Quanti hanno comportato che, solamente per pigliare
252 VII | imitazione di feminile statura lo composero. E questo chiamaron «jonico»;
253 VII | troverannosi ancora molti edifici composti di più maniere, come di
254 VII | quelli che amano di vedere e comprendere bene tutte le cose che saranno
255 Son | sendo io tuo sogetto, o[g]ni concede~che per mia fiama ardresti
256 VII | le antiche, e vedesi che concorda nel scriver le «regioni»
257 VII | meglio a l'artefice per concordar li edifici apropriati alla
258 VII | ragione di architectura e però concordavano con li più antiqui, onde
259 VII | arti, così dalla pace e concordia nasce la felicitate a' popoli
260 III | recatomi da Bazotto, ben condizionato e senza offesa alcuna, del
261 IV | veder più belle, con questa condizione: che Vostra Signoria si
262 VII | continuo li buoni auctori e conferendo l'opere con le loro scripture,
263 VII | si intersecano le linee, conficaremo un umbilico di ferro, come
264 VII | gloria delli mortali, non confidatosi pienamente delle sue forze
265 VII | nostra fatica, restino senza confusione ben satisfatti. E, ben ch'
266 VII | exemplare dissegnata se congiunga con la linea che è tirata
267 III | conviene, anzi converiasi, per conoscere non potere aguagliare il
268 V | Son certo che adesso lo conoscete ancora voi ch'io non saria
269 VII | dimostra il cortile, la conrespondenzia dell'altezza della cornice
270 VII | loro scripture, penso aver conseguito qualche notizia di quell'
271 VII | nelli antichi si vede e considera. Ché, avegna che a' dì nostri
272 Son | pensi[e]r in me rivolti,~considerade [a] la beltate amena.~II~ ~
273 VII | over modi - si possono considerare minutamente tutte le parti
274 VII | Come pur per il divino consiglio e auctorità di Vostra Santità
275 Son | ardendo onior più d'arder me consu[mi].~ ~Quanto fu dolce el
276 IV | AL CASTIGLIONE~~ Signor conte.~Ho fatto disegni in più
277 V | volisti dare prima, ne son contentissimo e ringrazione Dio del continuo
278 | contra
279 III | per altro rispetto; se in contracambio riceverò quello della vostra
280 Son | carte~ch'io dimostrai el contrario del mio core.~ ~[I]o grido
281 VII | della servitù, come non si convenisse a quelli, che già subiugati
282 III | che non si conviene, anzi converiasi, per conoscere non potere
283 VII | Perché, come al pictore convien la notizia della architettura
284 III | da me ritocco, che non si conviene, anzi converiasi, per conoscere
285 II | una tavoleta, che era la coperta de la Nostra Donna de la
286 VII | colonne con li colmi loro e coprimenti, come descrive Victruvio
287 VII | con un vetro, overo con un corno subtilissimo e trasparente,
288 V | altra, ma pure non mi farete corociare con voi, come voi fate con
289 V | intendere che voi non sète corociato con meco, ché in vero avereste
290 VII | Perché la grossezza de' corpi non si può dimostrare in
291 VII | ruinati né si veggono punto, corrispondenti a quelli che restano in
292 VII | la fortuna e, contra 'l corso naturale, exempta dalla
293 VII | diviso per mezzo: dimostra il cortile, la conrespondenzia dell'
294 VII | tra l'altre, da l'arco di Costantino, il componimento del quale
295 Son | un bel parlar in donnessi costumi.~ ~Tal che tanto ardo, ch[
296 VII | antiqui per tòrne le pietre cotte e, in piccioli quadretti
297 VII | seppero far pur li mattoni cotti, non che altra sorte di
298 Son | amica~quella beltà che ciel credea sol fosse,~fia che il desiar
299 III | vivo che m'inganno tallora, credendomi di essere con esso voi e
300 II | voi me la mandiate, ché credo, quando se dimandarà al
301 VII | delle vôlte, o a botte, o cruciera, o che altra foggia si siano.
302 VII | numero si noti: cioè tanti cubiti, a tanti gradi di ostro,
303 VII | misurerassi con la canna, o cubito, o palmo, fino a quel termine
304 | cui
305 Son | efetti aspri e tenace~[de] cului che n'usurpa i più belli
306 III | come io vi amo di tutto cuore.~ ~Roma, il dì 5 di settembre
307 VI | per ora, e voi attendete a curarvi.~ ~De Roma, li 15 d'agosto
308 VII | base del monte, e non la curvità dell'altezza, di modo che
309 VII | architettura. Il che in un punto mi dà grandissimo piacere, per
310 Son | asalto, ma più gravo è il danno~del partir, ch'io restai
311 Son | dispetti è ricordarsi el dano~del suo partir...~ ~II)
312 II | ditta tavola, dice che me darà da fare per circa a trecenti
313 V | ha risoluto Sua Santità darmelo per compagno, ch'è uomo
314 III | e preziose.~Monsignor il datario aspetta con grand'ansietà
315 VII | che altri fariano pio. Non debbe adunche, padre santo, esser
316 Son | egual e viene manco,~perché debol riman per forte amore.~ ~
317 VII | sol centro; e, oltra la debolezza, el terzo acuto non ha quella
318 VII | fossero lungamente ite in declinazione, e peggiorando fino al tempo
319 V | Roma? qual impresa è più degna di San Petro, ch'è il primo
320 | Dei
321 VII | corinzie» sono più svelte e più delicate, e fatte ad imitazione della
322 Son | e bianco,~con lo rotondo delicato fianco,~ha di vaghezza che
323 I | Atala[n]te che me manda li denari, e vedete d'avere oro; e
324 VI | tanto può essere de sopra el dentello, idest nel sotto de lo sgociolatoio,
325 V | sappiate che 'l papa ha deputato di spendere sessanta mila
326 VII | altro, se non che tutti derivano dalli cinque ordini che
327 VII | tramontana sopra l'altra linea descripta nella carta, e tirisi la
328 VII | quali medesimamente son descripte.~E perché ad alcuno potrebbe
329 VII | loro e coprimenti, come descrive Victruvio della origine
330 Son | credea sol fosse,~fia che il desiar compirà la mia fatica.~ ~ ~
331 VI | serà così tosto come ho desidèro) ve designerò ne' bianchi
332 VI | tosto come ho desidèro) ve designerò ne' bianchi le figure che
333 VII | ancor più compitamente al dessiderio di quelli che amano di vedere
334 VII | memoria loro excitano e destano alle virtù li spiriti che
335 VII | calamitate della guerra nasce la destruzione, ruina di tutte le discipline
336 VII | la misura delle colonne, detti pilastri, delle finestre
337 VII | medesimi gradi e modi che si è detto delli altri. Facto così,
338 VII | edificio, e per questo si deve pigliare la linea dritta
339 VII | così più alto e più basso, dextro e sinistro, secondo l'angolo.~
340 Son | tua mercede~socorso non li dia a tempo e loco.~ ~Varianti~
341 VII | ornamenti. Ma nel tempio di Diana mutarno forma, ordinando
342 | dice
343 VII | Avendo adunque abastanza dichiarato quali edificî antiqui di
344 VII | secondo che occurrerà, dichiareremo li ordini di tacce presuponendo
345 VI | sofficiente nelle lectere - dicieva che Vetruvio in quel passo
346 VII | altre opere, oltra le tre dicte: cioè attica e toscana,
347 VII | padri e tutori, dovevano difendere queste povere reliquie di
348 VII | appartiene allo architecto è differente da quel del pittore, dirò
349 VII | con la barbara, perché la differenzia è notissima; né ancor per
350 VII | alcuno potrebbe parere che difficil fosse el cognosciere li
351 VII | dalli moderni. Non è adunque difficile cognoscere quelli del tempo
352 VII | impossibile, o - almeno - difficilissimo, ridurre tal cose nelle
353 VII | con li più antiqui, onde difficultà alcuna non è di discernergli
354 VII | el volere rompesse ogni difficultate. Li edifici, poi, del tempo
355 VI | questo se vede in molti dificî antiqui, e alsì è in questa
356 VII | delle quali e forma scrive difusamente Victruvio, al qual rimettemo
357 III | compatirmi, e perdonarmi la dilazione e longhezza del mio che,
358 VII | di tutti gli altri che si diletteranno di questa nostra fatica,
359 II | mandiate, ché credo, quando se dimandarà al signor prefetto per me,
360 VII | E in tali disegni non si diminuisca nella extremitate, ancora
361 VII | architecto, dalla linea diminuita, non può pigliare alcuna
362 Son | vergante e in carte~ch'io dimostrai el contrario del mio core.~ ~[
363 VII | con gli edifici, che di sé dimostrano tal reliquie, che per vero
364 VII | può l'uom servire, come io dimostrarò. Piglisi adunque la carta
365 VII | indice, el qual serà sempre dimostrativo, non solamente delli appositi
366 Son | stegeniase, Amore,~per li efetti dimostri da me in parte,~tu sai el
367 VII | ornamenti dissegnati nella metà dinante della pianta dello edificio;
368 V | stanzia per Sua Santità a dipignere, che montarà mille duecento
369 IV | porta, e le dico che, per dipingere una bella, mi bisogneria
370 VII | questi quasi dui extremi direttamente oppositi; né ancor dalli
371 VII | per mettere nella parete diritta un piano sopra il quale
372 VII | ferro, come un chiodetto, dirittissimo e acuto, e sopra questo
373 V | al duca e alla duchessa e dirli questo, ché so lo averanno
374 Son | asa[i] fia el tacer che dirne poco.~III~Un pensier dolce
375 VII | differente da quel del pittore, dirò qual mi pare conveniente
376 VII | difficultà alcuna non è di discernergli da quelli che furono al
377 Son | d'arcana Dei~Paul, como disceso fu dal c[i]elo,~così el
378 VII | destruzione, ruina di tutte le discipline e arti, così dalla pace
379 VII | errore. E cognosca noi, nella discripzione di questa opera, non esserci
380 VII | dello exemplar dissegnato, e discrivasi nella carta dove si vòl
381 VII | maestro e syroco. E questi si discriveranno con li medesimi gradi e
382 VII | notissima; né ancor per discrivere l'ordine suo, essendone
383 VII | gradi di tal vento -, per disegnar poi bene el tutto è oportuno
384 VII | muro, o la via, che si vòl disegnare, e così trovisi el medesimo
385 VII | avemo tenuto in misurarli e disegnarli, acioché chi vorrà attendere
386 VII | sovraponga la carta dove è disegnato lo exemplar della bussola
387 VII | hanno permesso le ruine e disfacimenti delli templi antichi, delle
388 Son | tormenta, ché dove l'on sòle~disiar di parlar, più riman fioco.~ ~
389 Son | quell'alma gentil non mi dislazia,~ond'io ringrazio Amor,
390 Son | Or, lingua, di parlar disogli el nodo~a dir di questo
391 Son | fioco.~ ~Varianti~I) più di dispetti è ricordarsi el dano~del
392 Son | disprezando le pompe e scetri e regni,~ ~
393 VII | tutte le cose che saranno dissegnate, avemo - oltre li tre modi
394 VII | e degli altri ornamenti dissegnati nella metà dinante della
395 VII | grazia, senza maniera alcuna, dissimili dalli antichi e dalli moderni.
396 VII | lontani più o meno, secondo la distanzia che 'l pittore, over prospettivo,
397 VII | e di distruzione, ma si distendesse ancora in Grecia, dove già
398 VII | ogni studio lungamente a distrugerle e a spegnerle? Quanti pontefici,
399 VII | uomini, anzi fère, arse e distrutte; ma non però tanto che non
400 VII | procella di guerra e di distruzione, ma si distendesse ancora
401 I | e vedete d'avere oro; e dite a Cesarino che ancora lui
402 VII | giuste di palmi, piedi, diti e grani, fino alle sue parti
403 II | me ha ditto el patrone de ditta tavola, dice che me darà
404 VII | architettura proposti e sopra ditti - dissegnato ancora in prospettiva
405 II | pur, secondo [che] me ha ditto el patrone de ditta tavola,
406 Son | ai più sublimi scanni.~ ~[Div]ine alme celeste, acuti
407 V | in architettura, acciò io diventa perfettissimo in quest'arte;
408 III | di quel Preseppe, se bene diverso assai - come vedrete - dall'
409 VII | pertenente al architecto si divide in tre parti, delle quali
410 VII | marmi, con essi muravano, dividendo con quella mistura le parete,
411 VII | nome d'un degli otto vènti, dividendoli in trentadue altre parti
412 VII | testimonio di quelli animi divini, che pur talor con la memoria
413 VII | per le ruine di Roma la divinitade di quelli animi antichi,
414 VII | excellenzia. Come pur per il divino consiglio e auctorità di
415 VII | di dentro, come se fosse diviso per mezzo: dimostra il cortile,
416 III | nissun altro più belle, e più divote e ben fatte. Fatevi intanto
417 Son | fôr m[olti],~ché soperchia docenza a mo[r]te men[a],~e però
418 V | tre mila scudi d'oro in docta, e sono in casa in Roma,
419 VII | Roma, che ancor non sono dodici anni son state ruinate molte
420 Son | Varianti~I) che 'l dol ristrisse del ferite core~
421 VII | senza carne. Ma perché ci doleremo noi de' gotti, de' vandali
422 VII | excellente cosa, e grandissimo dolore, vedendo quasi il cadavero
423 VII | altra durò tanto che Roma fu dominata da' gotti e ancora cento
424 V | intendere. Prima, circa a tôr don[n]a, ve rispondo che quella
425 IV | buoni giudici e di belle donne, io mi servo di certa idea
426 Son | vivace,~da un bel parlar in donnessi costumi.~ ~Tal che tanto
427 Son | rimedio al mio mal sei.~ ~II) Donnqua te pregarò, ché 'l peregar
428 VII | Apolline misurando le colonne doriche con la proporzione del omo,
429 VII | antico, il qual fu trovato da Doro, re di Acaia, edificando
430 V | dato un compagno, frate dottissimo e vecchio de più d'octant'
431 VII | che, come padri e tutori, dovevano difendere queste povere
432 VI | con un arco e le figure drento de le virtù con varie altre
433 VII | poi perfette nelli suoi dritti disegni. E, per questo,
434 Son | inteso alfin fu suo spiar dubioso:~ ~e quell'alma gentil non
435 V | liate andare al duca e alla duchessa e dirli questo, ché so lo
436 Son | usurpa i più belli anni?~ ~[Dur]e fatiche, e voi, famosi
437 VII | quali in molti luoghi ancor dura, spesso per ornamento pongono
438 VII | exempta dalla morte e per durare perpetuamente. Onde parve
439 VII | di que buoni antichi, che durarono dalli primi imperatori sino
440 VII | da altri barbari; l'altra durò tanto che Roma fu dominata
441 | ebbi
442 IV | Se questa ha in sé alcuna eccellenza d'arte, io non so; ben m'
443 VII | scelerati barbari, li quali alla edace lima e venenoso morso di
444 VII | trovato da Doro, re di Acaia, edificando in Argo un tempio a Junone;
445 VII | di Nerone di poi furono edificate le terme di Tito e la sua
446 VII | imperatori furno sempre edificati con bona ragione di architectura
447 VII | manteneasi con bona ragione, et edificavasi con la medesima maniera
448 VII | e dimostra la metà dello edifico di dentro, come se fosse
449 | Egli
450 Son | franco~non è in pingere egual e viene manco,~perché debol
451 IV | Vostra Signoria faccia eletta d'alcuno, se alcuno sarà
452 | ella
453 Son | como disceso fu dal c[i]elo,~così el mio cor d'uno amoroso
454 VII | morso di quello aggiunsero l'empio furore del ferro e del fuoco;
455 V | quale ha tanto buono amore en verso di me.~ ~Alli primo
456 Son | I SONETTI~I~ ~Amor, tu m'envesscasti con doi lumi~de doi beli
457 VII | occhi nostri con una linea equidistante da esso occhio, perché così
458 Son | ho fede~che tua virtù m'esalta a poco a poco.~ ~XIII) ma
459 Son | loco~a poter dir nel mondo esar felice~ ~III) Adunqua tu
460 Son | gli altri in la fervenzia esciede.~ ~Ma pensa ch'el mio spirto
461 Son | non abbi a gi[o]co,~ché, esendo io fiama e tu di giazio,
462 | esse
463 VII | discrivere l'ordine suo, essendone già tanto excellentemente
464 | essendosi
465 | esserci
466 VII | si scrivono, più presto estimano quelle fabulose, che vere.
467 | etc.
468 II | satisfare a madona, ché sap[r]ete adesso [come] uno averà
469 VII | suo circulo, come insegna Euclide nel terzo.~Avendo misurato
470 II | quello che io non pos[s]eva, e ancora non ve ne posso
471 VII | per la cognizione di tanto excellente cosa, e grandissimo dolore,
472 VII | suo, essendone già tanto excellentemente scripto per Victruvio. Basti
473 VII | imperatori, li quali son li più excellenti e fatti con più bella maniera
474 VII | Traiano e di Antonino Pio sono excellentissime e di perfetta maniera. Il
475 VI | MESSER FABIO CALVO~FIXICO EXCELLENTISSIMO, IN ROMA~ ~Messer Fabio
476 VII | talor con la memoria loro excitano e destano alle virtù li
477 VII | linea di tramontana nel exemplare dissegnata se congiunga
478 VII | contra 'l corso naturale, exempta dalla morte e per durare
479 VII | prospettiva perché con quella exercitazione meglio immagina tutto l'
480 VII | patria, mi tengo obbligato di exponere tutte le mie piccole forze
481 VII | oggidì sono tra noi, non sia extirpato in tutto e guasto dalli
482 VII | furono questi quasi dui extremi direttamente oppositi; né
483 VII | dello edificio. Dalle due extremitati della linea della larghezza
484 VII | e abitare, e apparve uno extremo tanto lontano da l'altro,
485 VII | e di altri edifici, sia fabricata di calcina fatta di marmi
486 VII | più presto estimano quelle fabulose, che vere. Ma altramente
487 VII | colonne fatte a quattro facce; la toscana è assai simile
488 V | sentire che un loro servo si facci onore, e racomandatemi a
489 VII | per farli mostrare, due faccie. Perché lo architecto, dalla
490 | faccio
491 | facendosi
492 | facevano
493 VII | pianta dello edificio; e faciasi el tutto sempre tirando,
494 II | mandata: ve prego voi [che] li faciate assapere, quando c'è persona
495 VII | dimostrare, e ancora come facil cosa sia cognoscere quelli
496 VII | impossibili, che ad essi paressero facilissime. Onde, essendo io stato
497 VII | la pratica, si farà una facilitate grandissima; e sarà, questa,
498 VII | intendere le altezze, le quali facilmente si misurano col quadrante,
499 II | ragionate più volte insiemo, li facine onore senza asparagnio nisuno,
500 V | ho inteso, di bonissima fama lei e li loro, che mi vòl
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