15-fama | famil-prima | princ-zelo
grassetto = Testo principale
Parte grigio = Testo di commento
501 II | come suo antico servitore e familiare, non altro. Aricomandatime
502 VII | e del fuoco; onde quelle famose opere, che oggidì più che
503 Son | Dur]e fatiche, e voi, famosi afanni,~[r]isvegliate el
504 VI | invenzioni che me nascono per la fantasia, che forsi ve piaceranno.
505 | faranno
506 VII | operarla a chi non sapesse. Farassi adunque uno istrumento tondo
507 | farete
508 VII | ch'Annibale non che altri fariano pio. Non debbe adunche,
509 II | nisuno, e voi ancora li farite careze per mio amore, ché
510 | farla
511 | farli
512 | farne
513 V | torto, considerando quanto è fastidioso lo scrivere quando non importa;
514 III | più divote e ben fatte. Fatevi intanto animo, valetevi
515 Son | in loco,~ato più da far fati che parole.~ ~Ma io restai
516 VII | son li più excellenti e fatti con più bella maniera e
517 VII | distrutta, e de li marmi fattone calcina, ruinata la magior
518 Son | co.~ ~IX) ma, se li mi[e] favile a poco a poco~ ~X) [E] guarda
519 VII | magni edifici, col nutrire e favorire le virtuti, e risvegliare
520 Son | vince di luce~or per...~V~ ~[Fe]llo pensier, che in ricercar
521 Son | tutto commosse,~che atto non fe' il saper; perciò nemica~
522 VII | pace e concordia nasce la felicitate a' popoli e aggiunge al
523 Son | talor di morte el crudel felo~se gusta, ma tu rimedio
524 VII | scapo, ad imitazione di feminile statura lo composero. E
525 VII | di malvagi uomini, anzi fère, arse e distrutte; ma non
526 Son | che 'l dol ristrisse del ferite core~s'esso se vede al marzial
527 VII | tramontana, e come è ben fermata a questo verso, si indirizzi
528 VII | omo, onde servò simetria e fermezza e bella misura, senza altri
529 VII | tutto lo ingegno e l'arte, e fèrnosi tanto ignoranti, che non
530 Son | più che gli altri in la fervenzia esciede.~ ~Ma pensa ch'el
531 II | Giovano da Roma [che] me la fesen avere: me farla grande utilo
532 VII | questo, tante colonne rotte e fesse pel mezzo, tanti architravi,
533 II | e in Francia. Fat[t]o le feste, forsi ve scrivirò quello
534 Son | con lo rotondo delicato fianco,~ha di vaghezza che abbaglia
535 VII | ornamento pongono un qualche figurino ranicchiato mal fatto, peggio
536 VII | legno, o di ottone, giusto a filo di quella parete, o strata,
537 Son | compirà la mia fatica.~ ~ ~FINE~
538 II | tavola monta, ché io ho finito el cartone, e - fat[t]o
539 Son | disiar di parlar, più riman fioco.~ ~Varianti~I) più di dispetti
540 VII | oggidì più che mai sarebbono fiorenti e belle, furono dalla scelerata
541 II | venendo là Tadeo Tadei fiorentino, [del] quale n'avemo ragionate
542 Son | tanto ardo, ch[e] né mar né fiumi~spegnar potrian quel foco;
543 VI | MANE DE MESSER FABIO CALVO~FIXICO EXCELLENTISSIMO, IN ROMA~ ~
544 V | sì che, carissimo zio, vi fo onore a voi e a tutti li
545 VII | o cruciera, o che altra foggia si siano. In somma, con
546 VII | strani animali e figure e fogliami fuor d'ogni ragione. Pur,
547 VII | pozzolana, si siano scavati i fondamenti, onde in poco tempo poi
548 VII | edifici, gloria delli lor fondatori? Quanti hanno comportato
549 VII | animi antichi, non estimo fòr di ragione credere che molte
550 Son | altre cose io' non dico, che fôr m[olti],~ché soperchia docenza
551 VII | immagina tutto l'edificio fornito con li suoi ornamenti.~De'
552 Son | perché debol riman per forte amore.~ ~Sì mi tormenta
553 V | perfettissimo in quest'arte; ha nome fra' Giocondo, e ogni dì il papa
554 Son | bellezza, il mio pennello franco~non è in pingere egual e
555 Son | celo,~ma prima cangerò nel fronte el pelo,~che mai l'obligo
556 VI | hanno a essere e ve farò el frontespizio de ordine dorico con un
557 VI | questa sentenzia messer Fulvio nostro, col quale siamo
558 VII | empio furore del ferro e del fuoco; onde quelle famose opere,
559 VII | animali e figure e fogliami fuor d'ogni ragione. Pur, questa
560 VII | seconda si è la parete di fuora, con li suoi ornamenti;
561 VII | tempo degl'ultimi imperatori furno sempre edificati con bona
562 | furon
563 Son | mercede,~fi[n] che nel petto fuso el parlar fi[o]co.~ ~IX)
564 IV | non tanto che basti. Della Galatea mi terrei un gran maestro,
565 Son | Arno, Po, Nil, Inde e Gange~ ~VIII) e, se 'l pregar
566 Son | viddi e quanto io fei~pel gaudio taccio, che nel petto celo,~
567 Son | isvegliate el pensier che in ozio giace,~most[r]ateli quel sole
568 | giammai
569 Son | esendo io fiama e tu di giazio, ho fede~che da mia fiama
570 V | quest'arte; ha nome fra' Giocondo, e ogni dì il papa ce manda
571 Son | mi].~ ~Quanto fu dolce el giogo e la catena~de' toi candidi
572 III | parte di ritorno fra sei giorni, un altro disegno, ed è
573 II | fa io scrisse al zeo e a Giovano da Roma [che] me la fesen
574 III | mandato fatto da qualche mio giovine, e da me ritocco, che non
575 VII | gli occhi possino vedere e giudicare la grazia di quella similitudine
576 IV | essendo carestia e di buoni giudici e di belle donne, io mi
577 IV | ma non sodisfaccio al mio giudicio, perché temo di non sodisfare
578 III | della vostra istoria della Giuditta, io lo riporò fra le, cose
579 VII | misurando col loro debile giudizio le grandissime cose che
580 VII | non essere ancora in tutto giunti né alla excellenzia, né
581 VII | regola di legno, o di ottone, giusto a filo di quella parete,
582 III | questa bagatella, che voi vi goderete, perciò, più in segno di
583 VI | quel passo intende che la gola tanto può essere de sopra
584 II | letera di recomandazione al gonfalonero di Fiorenza dal signor prefetto;
585 VII | questa opera, non esserci governati a caso e per sola pratica,
586 VII | fatte ad imitazione della gracilità e sottigliezza virginale,
587 III | Monsignor il datario aspetta con grand'ansietà la sua Madonella,
588 VII | si farà una facilitate grandissima; e sarà, questa, quasi un
589 VII | loro debile giudizio le grandissime cose che delli romani, circa
590 VII | di palmi, piedi, diti e grani, fino alle sue parti minime.
591 III | longhezza del mio che, per le gravi e incessanti occupazioni,
592 VII | si distendesse ancora in Grecia, dove già furono gl'inventori
593 VII | vènti collaterali, che sono greco. lybeccio, maestro e syroco.
594 Son | contrario del mio core.~ ~[I]o grido e dico or che tu sei el
595 VII | architecticamente. Perché la grossezza de' corpi non si può dimostrare
596 Son | abasso..~ ~VI) e se ben guardi... infimo loco.~ ~VII) ...
597 VII | tempo che Roma fu ruinata e guasta dalli gotti e da altri barbari;
598 VII | sia extirpato in tutto e guasto dalli maligni e ignoranti,
599 Son | morte el crudel felo~se gusta, ma tu rimedio al mio mal
600 III | pure le mirerò con quel gusto e sodisfazzione che vedo
601 Son | ch'io restai como quei ch'hano~in mar perso la stella,
602 IV | né so se il volo sarà d'Icaro. Me ne porge una gran luce
603 IV | donne, io mi servo di certa idea che mi viene nella mente.
604 VI | essere de sopra el dentello, idest nel sotto de lo sgociolatoio,
605 VII | tempo seguitorno con quella ignoranzia che in tutte quelle cose
606 II | inteso la morte del nostro illustrissimo signor duca, a la quale
607 VII | mettessero ad effetto ciò che imaginarno e che solo el volere rompesse
608 VII | resti viva qualche poco di imagine e quasi un'ombra di questa,
609 VII | quella exercitazione meglio immagina tutto l'edificio fornito
610 Son | parlar...~ ~V) pel fisso immaginar quel...~ ~VI) nel mio pensi[
611 VII | excellenzia, né a quella immensa spesa che nelli antichi
612 V | sapientissimo, acciò ch'io possa imparare, se ha alcun bello secreto
613 VII | che non tocchi, per non impedire el moto di quella, e acioché
614 VII | quel tempo insieme con l'imperio perdessero tutto lo ingegno
615 VII | scelerata rabbia e crudel impeto di malvagi uomini, anzi
616 V | fastidioso lo scrivere quando non importa; adesso, importandomi, ve
617 V | quando non importa; adesso, importandomi, ve rispondo per dirvi intieramente
618 VII | primi, con li quali sarebbe impossibile, o - almeno - difficilissimo,
619 VII | quelle che a noi paiono impossibili, che ad essi paressero facilissime.
620 V | al mondo che Roma? qual impresa è più degna di San Petro,
621 VII | le capanne fatte di travi incatenati, e posti a uso di colonne
622 VII | distrutta, parve che quello incendio e quella misera ruina ardesse
623 III | lodar tanto sì come fate incessantemente dell'altre mie cose, che
624 III | mio che, per le gravi e incessanti occupazioni, non ho potuto
625 Son | se benignia a me tua alma inclina~abasso..~ ~VI) e se ben
626 | Inde
627 VII | come diametro manderemo un indice, el qual serà sempre dimostrativo,
628 VII | fermata a questo verso, si indirizzi el traguardo con una regola
629 VII | termina la misurata; e così, indrizandolo a quella, medesimamente
630 VII | quel vento verso el qual è indrizato el muro, o la via, che si
631 VII | con la qual si misura, e indrizzisi di modo che la linea di
632 Son | più sublimi scanni.~ ~[Div]ine alme celeste, acuti ing[
633 VII | vero argumento si possono infallibilmente ridurre nel termine proprio
634 VII | spezzati, che è stato pur una infamia di questi tempi l'averlo
635 Son | VI) e se ben guardi... infimo loco.~ ~VII) ...Arno, Po,
636 VII | come li antichi, che con infinita spesa par che mettessero
637 Son | amore.~ ~Sì mi tormenta lo infinito ardore.~Il volto roseo,
638 Son | ine alme celeste, acuti ing[e]ni,~che . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~
639 III | bellissimo, e tanto vivo che m'inganno tallora, credendomi di essere
640 Son | dir di questo inusitato ingano~ch'Amor mi fece per mio
641 VII | imperio perdessero tutto lo ingegno e l'arte, e fèrnosi tanto
642 Son | ivene alme, o voi, celesti ingenie,~ ~VI) Sol per most[r]arci...~
643 Son | che schermo non val, né ingenio o arte,~a schifar le tue
644 VII | sono insino a qui fatte ingiurie a quelli animi che col sangue
645 VII | vandali e d'altri perfidi inimici del nome latino, se quelli
646 VII | parte del suo circulo, come insegna Euclide nel terzo.~Avendo
647 VII | moderni, però parmi bene insegnar con diligenzia l'operarla
648 VII | quelli dalli altri, resta ad insegnare il modo che noi avemo tenuto
649 II | avemo ragionate più volte insiemo, li facine onore senza asparagnio
650 | insomma
651 VII | più chiaramente ancora si intenda, avemo posto qui di sotto
652 VI | che Vetruvio in quel passo intende che la gola tanto può essere
653 VII | progresso di quello che noi intendemo fare e mostrare. E troverannosi
654 VII | gli altri. E questi soli intendiamo di dimostrare, né bisogna
655 VII | auctori latini quello ch'io intendo di dimostrare, tra gli altri
656 VII | edifici apropriati alla loro intenzione, e maxime nelli templi.~
657 II | farla grande utilo per l'interesse de una certa stanza da lavorare,
658 VII | punti dove questa linea interseca li raggi si coglie misura
659 VII | punto del centro, dove si intersecano le linee, conficaremo un
660 VII | debita proporzione, bisogna intersecare li raggi pyramidali delli
661 VII | passando per el centro, intersecherà la linea di ostro e di tramontana
662 VII | con quella proporzione e intervallo che fa parere li obietti
663 VII | architectura è nobile e ben intesa. Ma, poiché Roma in tutto
664 VII | fossero men belli, o men bene intesi, o d'altra maniera. Perché
665 V | importandomi, ve rispondo per dirvi intieramente quanto io posso fare ad
666 VII | grado. E se, verbigrazia, s'intraguardi in un muro piedi trenta
667 Son | el nodo~a dir di questo inusitato ingano~ch'Amor mi fece per
668 VII | sottigliezza virginale, e fu d'esse inventore Calimaco in Corinto, onde
669 VII | Grecia, dove già furono gl'inventori e li perfetti maestri di
670 VI | le virtù con varie altre invenzioni che me nascono per la fantasia,
671 VII | parve che 'l tempo, come invidioso della gloria delli mortali,
672 Son | centro al ciel, più sù che Iove o Marte,~e che schermo non
673 III | riceverò quello della vostra istoria della Giuditta, io lo riporò
674 I | Meneco, che me mandiate li istranboti de Riciardo di quella tempesta
675 VII | sapesse. Farassi adunque uno istrumento tondo e piano, come uno
676 Son | e voi, famosi afanni,~[r]isvegliate el pensier che in ozio giace,~
677 VII | parve che non solamente in Italia venisse questa atroce e
678 VII | madre della gloria e nome italiano, per testimonio di quelli
679 VII | arti fossero lungamente ite in declinazione, e peggiorando
680 VI | nostro, col quale siamo iti di questi dì ciercando le
681 Son | pensier, fa che...~ ~V) [d]ivene alme, o voi, celesti ingenie,~ ~
682 | IX
683 VI | che me riciercate, frate Jocondo - uomo, come voi sapete,
684 VII | tempio a Junone; di poi in Jonia, facendosi il tempio di
685 VII | di più maniere, come di jonica e corinzia, dorica e corinzia,
686 Son | furore.~ ~II) né Saturno né Jove, Mercurio o Marte~ ~III)
687 VII | edificando in Argo un tempio a Junone; di poi in Jonia, facendosi
688 VII | mondo, così miseramente lacerato. Onde, se ad ognuno è debita
689 II | e certo non podde senza lacrime lègere la vostra letera;
690 V | scrivo, ch'io me averia a lamentare di voi, che tutto il dì
691 V | nominare un mio patre; e non vi lamentate di me, che non scrivo, ch'
692 VII | con li suoi membri con le larghezze loro, o in tondo, o in quadro,
693 Son | spirto a poco a poco~el corpo lasarà, se tua mercede~socorso
694 VII | dalli meno antichi, per non lassar dubbio alcuno nella mente
695 VII | cavato da molti auctori latini quello ch'io intendo di
696 VII | perfidi inimici del nome latino, se quelli che, come padri
697 VII | quattro angoli retti, e in un lato della circumferenzia signerà
698 II | interesse de una certa stanza da lavorare, la quale toc[c]a a Sua
699 V | pagato di quello [che] io lavoro quanto mi pare a me, e ho
700 VI | sapete, sofficiente nelle lectere - dicieva che Vetruvio in
701 II | non podde senza lacrime lègere la vostra letera; ma transiat:
702 VII | fossero ristaurati, come si legge che nel medesimo luoco dov'
703 VII | misurarle con diligenzia, e leggendo di continuo li buoni auctori
704 VII | traguardo con una regola di legno, o di ottone, giusto a filo
705 Son | rlar]...~ ~VII) moso tanta letizia che...~IV~ ~[S']a te servir
706 VII | casa Aurea. E, benché le lettere, la scultura, la pittura
707 Son | altro polo.~[D]a l'ocaso al leva[nte]...~ ~IV) ...pensier,
708 IV | belli ingegni. Ma io mi levo col pensiero più alto. Vorrei
709 II | Redolfo e a tuti gli altri.~ ~Lì ... XI 28 de aprile M.D.
710 III | dire esser privo della sua libertà, e viver obligato a patroni,
711 VII | quanto è la servitute dalla libertate; e ridusse a maniera conforme
712 V | dare una sua parente, e con licenza del zio prete e vostra li
713 VII | barbari, li quali alla edace lima e venenoso morso di quello
714 Son | stella, se 'l ver odo.~ ~Or, lingua, di parlar disogli el nodo~
715 Son | di luce~or per...~V~ ~[Fe]llo pensier, che in ricercar
716 III | vi siete compiaciuto di lodar tanto sì come fate incessantemente
717 IV | piace a Sua Santità, ed è lodato da molti belli ingegni.
718 VI | che me ha dato el vostro Lodovico vicentino, scritto de bellissima
719 III | perdonarmi la dilazione e longhezza del mio che, per le gravi
720 VII | li obietti che si veggono lontani più o meno, secondo la distanzia
721 VII | vede nelli ornamenti, è lontanissima dalla bella maniera delli
722 VII | apparve uno extremo tanto lontano da l'altro, quanto è la
723 V | verso di me.~ ~Alli primo luglio 1514.~El vostro Rafael,
724 Son | tu m'envesscasti con doi lumi~de doi beli occhi dov'io
725 VII | maniera delli quali in molti luoghi ancor dura, spesso per ornamento
726 VII | collaterali, che sono greco. lybeccio, maestro e syroco. E questi
727 Son | cose io' non dico, che fôr m[olti],~ché soperchia docenza
728 II | Lì ... XI 28 de aprile M.D.VIII.~ ~El vostro Rafaello,
729 III | con grand'ansietà la sua Madonella, e la sua grande il cardinale
730 VII | che resta di questa antica madre della gloria e nome italiano,
731 VII | quale serva quasi per una maestra al dritto di tramontana;
732 VII | gl'inventori e li perfetti maestri di tutte l'arti, onde ancor
733 | maggior
734 VII | superarli, come ben fa con magni edifici, col nutrire e favorire
735 VII | in tutto e guasto dalli maligni e ignoranti, che purtroppo
736 VII | sculture del tempo suo sono di malissima maniera e mal fatte, e le
737 VII | rabbia e crudel impeto di malvagi uomini, anzi fère, arse
738 V | io ne ho, ch'io trovo una mamola bella, secondo [che] ho
739 Son | saper; perciò nemica~fece la man che al ben ritrar non mosse.~ ~
740 V | Signoria voleva; non posso mancar di fede: simo più che mai
741 V | quali non mi sono mai per mancare sinché vivo, e son certo
742 Son | in pingere egual e viene manco,~perché debol riman per
743 II | altro dì al zio prete che me mandasse una tavoleta, che era la
744 II | prefetessa; non me l'ha mandata: ve prego voi [che] li faciate
745 III | accordo, ché ve l'avrei mandato fatto da qualche mio giovine,
746 VII | instrumento, come diametro manderemo un indice, el qual serà
747 VI | VI~LETTERA AL CALVO~A LE MANE DE MESSER FABIO CALVO~FIXICO
748 VII | architettura si osservava e manteneasi con bona ragione, et edificavasi
749 V | che voi sapete che Santa Maria in Portico me vòl dare una
750 Son | ferite core~s'esso se vede al marzial furore.~ ~II) né Saturno
751 V | parenti per parte mia, e massime Ridolfo, el quale ha tanto
752 VII | sostiene, secondo la ragione matematica, un mezzo tondo, il quale
753 VII | li ornamenti non sono di materia tanto preziosa come li antichi,
754 VII | che non seppero far pur li mattoni cotti, non che altra sorte
755 VII | alla loro intenzione, e maxime nelli templi.~
756 VI | De Roma, li 15 d'agosto MDXIV.~ ~Il vostro Rafaello dipintore.~
757 VII | divini, che pur talor con la memoria loro excitano e destano
758 VII | disegno della pianta, e un memorial per dissegnar tutto il resto.~
759 I | L'ALFANI~~ Recordo a voi, Meneco, che me mandiate li istranboti
760 VII | fatto, peggio inteso per mensola, a sostenere un travo, e
761 Son | II) né Saturno né Jove, Mercurio o Marte~ ~III) e s'alcun
762 V | penna in mano, e mettete sei mesi da una lettera a l'altra,
763 IV | signore con l'onorarmi m'ha messo un gran peso sopra le spalle.
764 VII | molte cose belle, come la meta ch'era nella via Alexandrina,
765 VII | acuto, e sopra questo si metta la calamita in bilancia,
766 VII | secondo l'angolo.~E, per mettere nella parete diritta un
767 VII | con infinita spesa par che mettessero ad effetto ciò che imaginarno
768 V | avete la penna in mano, e mettete sei mesi da una lettera
769 V | che sempre non vi abbia in mezo al core, e quando vi sento
770 VII | torre che si chiama delle Milizie. E così per bon spazio di
771 | mille
772 V | vista, che montarà più d'un millione d'oro; e sappiate che 'l
773 VII | quali si ritrova da ogni minima parte del suo circulo, come
774 VII | grani, fino alle sue parti minime. La terza parte di questo
775 VII | più lontane si vegghino minori con la debita proporzione,
776 VII | città di Roma, circa 'l mirabile artificio, ricchezze, ornamenti
777 III | precisamente da Bazotto; io pure le mirerò con quel gusto e sodisfazzione
778 VII | quello incendio e quella misera ruina ardesse e ruinasse,
779 VII | stata regina del mondo, così miseramente lacerato. Onde, se ad ognuno
780 II | duca, a la quale Dio abi misericordia a l'anima, e certo non podde
781 VII | muravano, dividendo con quella mistura le parete, come or si vede
782 VII | le quali facilmente si misurano col quadrante, e li edifici
783 VII | nelle proprie forme, che misurar si potessero, benché in
784 VII | instrumento. Con questo, adunque, misuraremo ogni sorte di edificio di
785 VII | cercarle minutamente e in misurarle con diligenzia, e leggendo
786 VII | che noi avemo tenuto in misurarli e disegnarli, acioché chi
787 VII | quella parete, la quale misurerassi con la canna, o cubito,
788 VII | a gradi sei di levante, misurinsi piedi trenta e segninsi.
789 IV | sotto, e tanto più quanto il modello ch'io n'ho fatto piace a
790 V | uscito da proposito della moglie; ma, per ritornare, vi rispondo
791 | molta
792 III | cose più care e preziose.~Monsignor il datario aspetta con grand'
793 II | scrivirò quello che la tavola monta, ché io ho finito el cartone,
794 VII | alla edace lima e venenoso morso di quello aggiunsero l'empio
795 Son | che, sogliendomi, io sento mortal pen[a].~ ~D'altre cose io'
796 VII | invidioso della gloria delli mortali, non confidatosi pienamente
797 Son | s[u]o pa[rlar]...~ ~VII) moso tanta letizia che...~IV~ ~[
798 Son | man che al ben ritrar non mosse.~ ~Ognor fisso studiar in
799 VII | tocchi, per non impedire el moto di quella, e acioché non
800 VII | riducendo li marmi, con essi muravano, dividendo con quella mistura
801 VII | Ma nel tempio di Diana mutarno forma, ordinando le colonne
802 VII | edificare. Onde, essendosi tanto mutata la fortuna de' romani e
803 VII | subito - con la fortuna - si mutò el modo dello edificare
804 VII | che nell'animo di alcuno nasca dubbio che, tra li edifici
805 VI | altre invenzioni che me nascono per la fantasia, che forsi
806 VII | circulo: e vedesi che la natura non cerca quasi altra forma.
807 VII | fortuna e, contra 'l corso naturale, exempta dalla morte e per
808 | ne'
809 VII | suoi ornamenti. E questa è necessaria non meno che l'altre due,
810 VII | questa ragione e le altre necessarie alla prospectiva avemo observate
811 | nello
812 Son | non fe' il saper; perciò nemica~fece la man che al ben ritrar
813 Son | strugo e [s]face,~da bianca neve e da rosa vivace,~da un
814 Son | loco.~ ~VII) ...Arno, Po, Nil, Inde e Gange~ ~VIII) e,
815 III | l'altre, non vedendone da nissun altro più belle, e più divote
816 II | facine onore senza asparagnio nisuno, e voi ancora li farite
817 | niuno
818 Son | lingua, di parlar disogli el nodo~a dir di questo inusitato
819 | nondimeno
820 VII | a quella, medesimamente notar li gradi del vento e 'l
821 VII | quel modo che si è dicto, e notate le misure e prospecti -
822 VII | misurata, el numero delli piedi notatovi misurando e li gradi di
823 VII | linea, e questo numero si noti: cioè tanti cubiti, a tanti
824 VII | perché la differenzia è notissima; né ancor per discrivere
825 Son | furore.~ ~Or questo qui fia noto: el foco ascoso~io portai
826 VII | ardirei dire che questa nova Roma, che òr si vede, quanto
827 VII | notissimi, sì per esser novi, come per non essere ancora
828 VII | non altro, almeno per la novità che li fa notissimi.~Avendo
829 Son | polo.~[D]a l'ocaso al leva[nte]...~ ~IV) ...pensier, fa
830 VII | li gradi del vento e 'l numer delle misure, fin tanto
831 VII | fa con magni edifici, col nutrire e favorire le virtuti, e
832 III | perciò, più in segno di obbedienza e d'amore, che per altro
833 VII | angolo è minore, tanto l'obbiecto veduto par minore, e così
834 VII | parenti e la patria, mi tengo obbligato di exponere tutte le mie
835 VII | forma di piramide e nell'obiecto aplica la base e in sé retiene
836 VII | intervallo che fa parere li obietti che si veggono lontani più
837 III | 1508.~ ~A servirvi sempre obligatissimo~il vostro Rafaelle Sanzio~
838 III | della sua libertà, e viver obligato a patroni, che poi etc.
839 Son | fronte el pelo,~che mai l'obligo volga in pensi[e]r rei.~ ~
840 VII | necessarie alla prospectiva avemo observate nelli disegni che lo ricercavano,
841 VII | ornamenti.~De' quali non occorre dir altro, se non che tutti
842 VII | come la pianta del piede occupa quel spazio che è fondamento
843 III | per le gravi e incessanti occupazioni, non ho potuto sin ora fare
844 VII | quasi che così questa pianta occupi el spazio del fondamento
845 VII | notizia. Noi, secondo che occurrerà, dichiareremo li ordini
846 V | dottissimo e vecchio de più d'octant'anni; el papa vede che '
847 VI | tempo (e, per le molte mia ocupazioni, tempo non serà così tosto
848 Son | perso la stella, se 'l ver odo.~ ~Or, lingua, di parlar
849 III | ben condizionato e senza offesa alcuna, del che sommamente
850 VII | quali avevano il medesimo officio che ha Vostra Santità, ma
851 | Ognor
852 | ognuno
853 Son | io' non dico, che fôr m[olti],~ché soperchia docenza
854 | oltre
855 VII | poco di imagine e quasi un'ombra di questa, che in vero è
856 | omni
857 VII | doriche con la proporzione del omo, onde servò simetria e fermezza
858 Son | ce ho pensier cole che onclinar volti~ ~II) ...voler seguita
859 | ond'
860 Son | ben mi face,~ch'ardendo onior più d'arder me consu[mi].~ ~
861 IV | degno. Nostro signore con l'onorarmi m'ha messo un gran peso
862 VII | alla architectura sappia operar l'uno e l'altro senza errore.
863 VII | meno, come piace a chi vòle operare. E la circonferenzia di
864 VII | insegnar con diligenzia l'operarla a chi non sapesse. Farassi
865 III | assai - come vedrete - dall'operato, e che voi vi siete compiaciuto
866 VII | disegnar poi bene el tutto è oportuno aver una carta della forma
867 VII | dui extremi direttamente oppositi; né ancor dalli nostri moderni,
868 VII | circumferenzia, e questa linea all'opposito del primo grado di tramontana
869 VII | clementissimo, anzi padre optimo di tutto il mondo.~Ma, per
870 VII | che questa nova Roma, che òr si vede, quanto grande ch'
871 VII | di Diana mutarno forma, ordinando le colonne con la misura
872 VII | come si usa di fare nelli orioli del sole che tutto dì veggiamo.
873 VII | luoghi ancor dura, spesso per ornamento pongono un qualche figurino
874 VII | sia, quanto bella, quanto ornata di palazzi, di chiese e
875 VII | ornamenti, e - per dir così - l'ossa del corpo senza carne. Ma
876 VII | imperatori, pur l'architettura si osservava e manteneasi con bona ragione,
877 VII | una regola di legno, o di ottone, giusto a filo di quella
878 | ove
879 VII | della calamita con un vetro, overo con un corno subtilissimo
880 Son | isvegliate el pensier che in ozio giace,~most[r]ateli quel
881 VII | principalmente seguitato P. Victore, el qual, per esser
882 Son | mio pensi[e]r quel s[u]o pa[rlar]...~ ~VII) moso tanta
883 VII | latino, se quelli che, come padri e tutori, dovevano difendere
884 V | averne degl'altri, e poi sono pagato di quello [che] io lavoro
885 V | sento nominare, che non mi paia di sentir nominare un mio
886 VII | bella, quanto ornata di palazzi, di chiese e di altri edifici,
887 VII | con la canna, o cubito, o palmo, fino a quel termine che '
888 VII | piana e posta in piano sia parallela a tutti li piani dello edificio,
889 V | Portico me vòl dare una sua parente, e con licenza del zio prete
890 VII | impossibili, che ad essi paressero facilissime. Onde, essendo
891 VII | invenzione de' moderni, però parmi bene insegnar con diligenzia
892 VII | dorica, secondo che più parse meglio a l'artefice per
893 VII | degli ultimi, può dar più particular notizia delle ultime cose,
894 VII | circonferenzia di questo instrumento partiremo in otto parti giuste, e
895 VII | bussola della calamita, e partita apunto di quel medesimo
896 V | Francesco Buffa ha delli partiti, che ancor io ne ho, ch'
897 VII | animi che col sangue loro parturirono tanta gloria al mondo e
898 VII | edificî li quali a noi è paruto che così ricerchino accioché
899 II | el cartone, e - fat[t]o Pasqua - serimo a ciò. Averia caro
900 VII | un'altra linea, la qual, passando per el centro, intersecherà
901 VII | di quel grado, dritta che passi per el centro dello exemplar
902 VI | dicieva che Vetruvio in quel passo intende che la gola tanto
903 VII | questo è lo esser veramente pastore clementissimo, anzi padre
904 II | secondo [che] me ha ditto el patrone de ditta tavola, dice che
905 III | libertà, e viver obligato a patroni, che poi etc. Vi mando intanto,
906 Son | non podde dir d'arcana Dei~Paul, como disceso fu dal c[i]
907 V | avviserò del tutto; abiate pazienza che questa cosa si risolva
908 II | è riparo bisognia avere pazienzia e acordarsi con la volontà
909 VII | figurino ranicchiato mal fatto, peggio inteso per mensola, a sostenere
910 VII | lungamente ite in declinazione, e peggiorando fino al tempo degli ultimi
911 Son | prima cangerò nel fronte el pelo,~che mai l'obligo volga
912 Son | sogliendomi, io sento mortal pen[a].~ ~D'altre cose io' non
913 V | che tutto il dì avete la penna in mano, e mettete sei mesi
914 Son | tua gran bellezza, il mio pennello franco~non è in pingere
915 Son | a],~e però tacio, a te i pens[e]r rivolti.~ ~Variante~
916 Son | velo~ha ricoperto tuti i penser miei.~ ~Però quanto ch'io
917 VII | tutto lo edificio. E questo pensiamo che basti, quanto al misurare,
918 VII | santo, esser tra gli ultimi pensieri di Vostra Santità lo aver
919 IV | ingegni. Ma io mi levo col pensiero più alto. Vorrei trovar
920 VII | opere con le loro scripture, penso aver conseguito qualche
921 VII | tempo insieme con l'imperio perdessero tutto lo ingegno e l'arte,
922 III | pregovi a compatirmi, e perdonarmi la dilazione e longhezza
923 Son | Donnqua te pregarò, ché 'l peregar qui lice,~per ritrovarsi
924 VII | nostro, al qual piace la perfeczione del circulo: e vedesi che
925 VII | furono gl'inventori e li perfetti maestri di tutte l'arti,
926 V | architettura, acciò io diventa perfettissimo in quest'arte; ha nome fra'
927 VII | gotti, de' vandali e d'altri perfidi inimici del nome latino,
928 VII | dico - pontefici hanno permesso le ruine e disfacimenti
929 VII | caggiano in piombo e in perpendicolo tutti li muri dello edificio,
930 VII | tirinsi due linee parallele perpendiculari sopra la linea della base,
931 VII | dalla morte e per durare perpetuamente. Onde parve che 'l tempo,
932 VII | altre arti, l'ultima che si perse, e questo cognoscer si può
933 Son | como quei ch'hano~in mar perso la stella, se 'l ver odo.~ ~
934 II | faciate assapere, quando c'è persona che venga, [che] io possa
935 VII | dissegno adunque delli edificî pertenente al architecto si divide
936 VII | speriamo tutti che s'abbia a pervenire al secol nostro; e questo
937 IV | onorarmi m'ha messo un gran peso sopra le spalle. Questo
938 VII | scultura e architectura pessima e di niuno valore. Cominciossi
939 V | a chiamare, e ragiona un pezzo con noi di questa fabrica.
940 VI | la fantasia, che forsi ve piaceranno. Per quello che me riciercate,
941 VII | punto mi dà grandissimo piacere, per la cognizione di tanto
942 VII | quando già è rasente al pian della terra. E quel spazio,
943 VII | linea della base del monte piana e posta in piano sia parallela
944 VII | sia parallela a tutti li piani dello edificio, e per questo
945 Son | ringrazio Amor, che a me piatoso~. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .~ ~
946 VII | tòrne le pietre cotte e, in piccioli quadretti riducendo li marmi,
947 VII | segnino con la misura delli piccoli piedi su la linea di quel
948 VII | architecto.~Perché, come al pictore convien la notizia della
949 VII | edificio, come la pianta del piede occupa quel spazio che è
950 VII | ancor tagliati, alli quali, piegati li rami e rilegati insieme,
951 VII | mortali, non confidatosi pienamente delle sue forze sole, si
952 VII | se ad ognuno è debita la pietade verso li parenti e la patria,
953 VII | muri antiqui per tòrne le pietre cotte e, in piccioli quadretti
954 VII | che fanno l'altezza, si pigli la misura delle colonne,
955 VII | servire, come io dimostrarò. Piglisi adunque la carta sopra la
956 Son | pennello franco~non è in pingere egual e viene manco,~perché
957 VII | sopra quella caggiano in piombo e in perpendicolo tutti
958 VII | manda li raggi in forma di piramide e nell'obiecto aplica la
959 | poca
960 Son | vedi tu da l'uno a l'altro polo.~[D]a l'ocaso al leva[nte]...~ ~
961 Son | disprezando le pompe e scetri e regni,~ ~Varianti~ ~
962 VII | nell'altro, il primo di ponente. Così, tra queste linee,
963 VII | Santità comandato che io ponessi in disegno Roma antica,
964 VII | dura, spesso per ornamento pongono un qualche figurino ranicchiato
965 VII | concordia nasce la felicitate a' popoli e aggiunge al colmo della
966 VII | ciascuna di quelle parti poremo el nome d'un degli otto
967 IV | volo sarà d'Icaro. Me ne porge una gran luce Vitruvio,
968 VII | altezza delle finestre, delle porte, delli archi e delle vôlte,
969 V | sapete che Santa Maria in Portico me vòl dare una sua parente,
970 Son | cui el c[i]el tuta beleza pose,~che rivelasse al mondo
971 VII | ogni diligenzia a me stata possibile, acioché l'animo di Vostra
972 VII | ricerchino accioché gli occhi possino vedere e giudicare la grazia
973 VII | della base del monte piana e posta in piano sia parallela a
974 VII | fatte di travi incatenati, e posti a uso di colonne con li
975 VII | un tempo è stata nobile e potente, che già cominciavano gli
976 | poter
977 VII | acconcio di modo che si poterà volgere intorno, stante
978 III | converiasi, per conoscere non potere aguagliare il vostro. Compatitemi
979 | potessero
980 | potrebbe
981 VII | averlo sostenuto e che si potria dire veramente ch'Annibale
982 Son | né mar né fiumi~spegnar potrian quel foco; ma non mi spiace,~
983 | potuto
984 VII | dovevano difendere queste povere reliquie di Roma, essi medesimi
985 VII | solamente per pigliare terra pozzolana, si siano scavati i fondamenti,
986 III | come tutto sentirete più precisamente da Bazotto; io pure le mirerò
987 Son | ricercar t'afanni~[d]e dare in preda el cor per più tua pace,~[
988 I | Cesarino che me manda quella predica e recomandatime a lui; ancora
989 II | de la Nostra Donna de la prefetessa; non me l'ha mandata: ve
990 Son | e Gange~ ~VIII) e, se 'l pregar mi[o] in te avesse loco,~
991 Son | mal sei.~ ~II) Donnqua te pregarò, ché 'l peregar qui lice,~
992 II | la tavola, non ho fatto pregio e non lo farò, se io po[
993 III | sentire le vostre parole; pregovi a compatirmi, e perdonarmi
994 VII | risvegliare gl'ingegni, dar premio alle virtuose fatiche, spargendo
995 III | disegno, ed è quello di quel Preseppe, se bene diverso assai -
996 VII | dichiareremo li ordini di tacce presuponendo le cose di Victruvio.~Sono
997 VII | notizia delle ultime cose, non pretermettendo ancor le antiche, e vedesi
998 VII | non sono di materia tanto preziosa come li antichi, che con
999 III | fra le, cose più care e preziose.~Monsignor il datario aspetta
1000 VII | lo edificio misurato. E primamente si tiri sopra essa una linea,
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