Parte
1 III | spesso lacero l'indomani.~Lavoro alla mia opera. Vorrei non
2 VI | opera, la mia speranza, il lavoro delle mie ore dolorose,
3 VI | appoggi. La mia opera è un lavoro inutile. C'erano là alcuni
4 XXI | grande opificio per dare del lavoro a tutti i poveri; e lei
5 XXIII | che mi toglievano al mio lavoro. E quando ci tornavo esaltato
6 XXIII | convulse o fiacche; era il lavoro d’un cervello malato. Così
7 XXIII | ci sono che due vie; il lavoro assiduo ed onesto, o il
8 XXIII | non ti sacrifichi ad un lavoro assiduo, e non sei disonorato.~—
9 XXIII | il frutto d'una vita di lavoro con cui avevo sperato d’
10 XXIII | consacra degli anni ad un lavoro, che ci mette uno studio
11 XXVII | mie aspirazioni, al mio lavoro, ai miei propositi di virtù,
12 XXVII | proscritta ed oscura, il lavoro quotidiano per il pane quotidiano.~
13 XXXII | Re Lear. È soltanto dal lavoro che spero per te il conforto
14 XXXII | che non ridesse. Teneva il lavoro in mano, ma aveva le mani
15 XXXIII| pubblicare una pagina d'un lavoro tedesco moderno; ma me l'
16 XXXV | riuscito d'assorbirmi nel lavoro; ma era una lotta improba
17 XXXV | espressione, dalla potenza di quel lavoro. Ed in un impeto d'orgoglio
18 XXXV | trionfo, distruggerò il mio lavoro, il mio orgoglio, la mia
19 XXXVI | comune per morire col suo lavoro. Doveva consegnarlo oggi
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