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| Maria Antonietta alias Marchesa Colombi Torrioni Torelli-Violli Prima morire IntraText CT - Lettura del testo |
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XX.
Fra quelle frasi che due settimane fa vi facevano ridere, ce n'è una che s'è riabilitata nella vostra opinione, mi pare. Comprendete ancora cosa vuoi dire: Brillare in società. Ieri sera non avevate altro pensiero, nè altra ambizione. O Eva! Se aveste potuto udirvi in quelle vostre chiacchierine con quell'ufficiale, come vi sareste fatta pietà! Dicono che tutti i parlatori vani si ascoltino parlare. E voi eravate vana; non c'è cortesia che possa mostrare di dubitarne, e l'amicizia sente il dovere di dirvelo con tutta l’asprezza della sincerità. Perchè non vi ascoltavate come la gente vana? Credo che la parte nobile e retta del vostro cuore vi avrebbe troncate le parole sulle labbra. In quello scambio di frasuccie a doppio senso, in quel ribattere i complimenti che vi faceva quel Marte, per obbligarlo a ripeterli, ad ampliarli, a diluirli, in quell’insistenza a parlare di voi, c'era qualche cosa di meschino; si vedeva che domandavate d’essere corteggiata, ed ancora, e di più, e più a lungo. Il Marte aveva sentenziato che i capelli neri sono più belli dei biondi. Era detto. Si capiva che era un complimento volgare al vostro indirizzo, potevate esserne contenta. Ma no. Volevate sapere il perchè di quella superiorità del nero sul biondo. Non gli pareva che la carnagione delle bionde fosse più fresca....? ecc. ecc. Facevate una serie di osservazioni superficiali e paradossali, senza pensarle affatto, senza crederci; soltanto per fargli dichiarare che anche la carnagione, anche gli occhi, tutto è più bello nelle brune, — in voi. Se v'importava tanto di piacere a quella nullità in uniforme, perchè non glielo dicevate addirittura? Almeno l’audacia della confessione vi avrebbe indotta a farla a bassa voce; per lui solo. Invece con quei discorsi provocati, il cui senso non era meno audace, mendicavate l’ammirazione e le preferenze d'un uomo, alla presenza dei vostri vicini di villa; e facevate quell'immenso sacrificio alle vostre delicatezze di donna, senza neppure arrossire. Ecco, a che si riduce la frivola ambizione di brillare in società, — a mettere a nudo le piccolezze del carattere, e tutto quello che c’è di meno nobile nell'animo d’una donna; all’abnegazione completa della propria dignità. Vi rimpiango, povera e cara Eva, come un bel sogno svanito. Avevo sperato di innalzarvi sul piedestallo della virtù; ma era troppo alto, le vostre forze non hanno resistito alla prova di quell’atmosfera sottile e pura. Respirate meglio nell’aria viziata della società. Volete che si dica che siete una donnina di spirito, irresistibile, che fate delle conquiste. Che il signor Tale, colla tunica imbottita e gli spallini lucidi, è innamorato di voi. Che gloria! Sapevate che io ero là per voi sola. Che la vostra amicizia è il solo conforto della mia vita. Ma che v’importava di me? Sono severo come un vecchio; sono pedante; non vi faccio la corte; vi parlo poco, esito persino a guardarvi per paura di compromettervi in faccia al mondo. Che soddisfazione procura alla vostra vanità un amico tanto ombroso? Quando si è in villa isolati, e non s'ha nessuna altra distrazione, allora anche l'amicizia è un’emozione, tanto per non lasciar addormentare il sentimento; e lo studio di migliorarsi è un esercizio che aiuta a passare il tempo. Ginnastica del cuore e ginnastica del cervello. Ma quando vi sono dei giovani eleganti, della gente che sa far la corte alle belle donne, allora l’amicizia diventa una cosa sbiadita, e si cercano nella galanteria delle emozioni più vive. Se l’amico s’era illuso d’aver preso un posto durevole nel cuore della sua amica, se soffre di vedersi trascurato per un altro, che importa? Lui è serio; non ha diritto d'esser geloso. Ma io sono geloso, Eva. Sono geloso del vostro decoro, sono geloso della vostra superiorità sulle altre donne; e sopratutto sono geloso del vostro affetto, delle vostre preferenze. È per questo che sono severo. L'amicizia ha le stesse suscettività dell’amore, e la gelosia è inevitabile in ogni sentimento profondo. Vi sono dei figli gelosi dell'amore della madre pei fratelli. Caino era geloso d’Abele per passione religiosa. Per questo l'uccise. Io sento l'amicizia così; con tutte le forze e tutte le debolezze della passione. Voglio essere il primo nel vostro cuore. Non vi profanerei con una parola d’amore. Vi rispetto, vi venero come una santa, ma non tollero altri devoti al vostro altare.
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