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Maria Antonietta alias Marchesa Colombi Torrioni Torelli-Violli
Prima morire

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  • XXIV.   Massimo Malvezzi ad Eva.
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XXIV.

 

Massimo Malvezzi ad Eva.

 

Mia cara Evelina,

 

Tutto è in ordine; mancano soltanto i tappeti, e la Gigia mi assicura che il tappezziere verrà a stenderli domani. Oggi hanno appese le tende nel tuo salottino verde, ed il fumista ha messo in ordine i caloriferi.

Il novembre comincia male, e non vedo l’ora che siate rientrate in città tanto te che la Marichita, perchè temo sempre che vi raffreddiate lassù. Io verrò sabato a sera, e, se credi, puoi disporre per tornare in città domenica.

Ho una triste notizia da darti. Il nostro povero maestro è gravemente ammalato. Mi pareva strano che, sapendomi a Regoledo per gli ultimi quindici giorni della villeggiatura, non fosse mai venuto a vedermi. Non mi persuadeva la tua supposizione che non avesse ricevuta la mia lettera. Le lettere non si perdono.

Volli sapere la verità, e ieri, appena giunto, comunicai in fretta i tuoi ordini alla Gigia, poi andai dal maestro; ma non potei neppure vederlo. Mi ricevette un suo amico; quel Leonardo Giordani di cui ci ha parlato tante volte, che è venuto apposta dalla Liguria per assisterlo.

Pare che si tratti d'un tifo e che la cosa sia molto grave. Il Giordani era disperato. Si vede che lo veglia da un pezzo perchè è abbattutissimo. Mi disse che il malato è in una continua alternativa, tra una prostrazione assoluta, ed un delirio violento che lo lascia sempre più sfinito.

Avrei voluto fare qualche cosa per lui; mi sono offerto per tutto quello che posso. Ma non lasciano entrare nessuno, ed il suo amico non lo abbandona mai.

Oggi cercherò di vedere il medico per sapere qualche cosa di più positivo, e quando tu sarai qui, vedremo di mandargli almeno un servitore per la notte; ci adopreremo da buoni amici.

Non puoi credere che impressione mi fanno quei due giovani poveri e solitari che si aiutano a vicenda: mi commuovono. Il Giordani ha la figura più nobile ch'io abbia veduta; è cordiale e buono, ma freddo, e sembrava che volesse allontanarmi. Forse teme che il male sia contagioso, o si vergognava di lasciarmi vedere in che modesta stanza vive il suo amico. Sai che ha una camera sola; egli lo diceva sempre. Mi ha ricevuto in piedi in un piccolo atrio che fa le veci di anticamera, e non è mobigliato.

Addio, cara. Sta ben riguardata e bada che la bimba non esca all'umido. Vedi come si fa presto ad ammalarsi.

Un bacio a tutt'e due ed a rivederci doman l’altro all'ultimo sbarco.

                                                                                                                                              Tuo

Massimo.

 




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