Cap.
1 30| carducciana. Perché anche noi ci sentiamo plebei, e non vogliamo essere
2 86| Eppure nella prosa del Péguy sentiamo espressi con empito sovrumano,
3 86| poco ci siano riconosciuti. Sentiamo in noi una vita nuova, una
4 93| nella ragione umana, noi sentiamo che siamo ormai liberi dei
5 95| anche nell'assassinio. Tutti sentiamo questo elemento nuovo, ma
6 9 | traballante seggio, e poi sentiamo anche noi, e anzi certo
7 17| forze proletarie, e noi sentiamo invece sempre maggiore il
8 41| beffarde dei nostri avversari, sentiamo anche noi come una diminuzione
9 41| scaccia questo pessimismo. Ci sentiamo vecchi perché il destino
10 41| che ineluttabilmente ce ne sentiamo noi stessi intaccati. Come
11 49| comunemente.~Pertanto, non sentiamo collera contro Campora.
12 65| sua volontà e attività. Sentiamo questa spinta enorme, irresistibile
13 65| ci viene dal passato, la sentiamo nel bene che ci apporta,
14 65| l'esperienza altrui. E la sentiamo nel male, in questi residui
15 65| superati. E cosí è che ci sentiamo inevitabilmente in antitesi
16 65| Perché il passato noi lo sentiamo bensí vivificare la nostra
17 45| nascere, per estrinsecarsi. Sentiamo le stesse impressioni di
18 45| dei nostri meriti. Adesso sentiamo invece l'incapacità assoluta,
19 45| tra gli uni e gli altri: sentiamo che un'uguaglianza c'è.
20 34| dell'anima nazionale, se ci sentiamo costretti a domandare perdono
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