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Catone trionfa. Il segaligno e bilioso romano che
perseguitava con la ferula implacabile delle sue leggi il lusso eccessivo delle
opulenti matrone, si è trasformato in rond-de-cuir, e armato di matita
bleu cancella, cancella per la salvezza delle istituzioni e della pace sociale.
Il catonismo si è dilatato, ha invaso tutte le attività sociali e ha trovato
nello stato di guerra l'ambiente favorevole per il suo completo sviluppo, come
i microbi lo trovano nelle culture dei gabinetti anatomici. Non è
l'intolleranza gagliarda di chi non può sopportare lo sproposito, di chi non
può sopportare che il blocco granitico delle sue idee sia incrinato
dall'equivoco e dal dondolismo; è lo stato d'animo che trova perfetta
rispondenza nella massima di La Rochefoucauld: «A che pro convincere quando si
può far tacere?», stato d'animo di grettezza e di mancanza di spirito di
libertà, che è in alcuni la continuazione di un'abitudine prebellica, ed in
altri l'espansione di una velleità per lungo tempo covata nel piú profondo
dell'animo. A che pro convincere? Per convincere bisogna polemizzare, produrre,
bisogna affermare verità che scalzino convinzioni, lavorare insomma. Ma se lo
stesso risultato si può ottenere facendo tacere? Stolto chi si arrabatta a
battagliare contro gli avversari quando può farli mettere in carcere.
I clericali, che dopo duemila anni di predicazione non
sono riusciti a convincere nessuno della diabolicità della carne, censurano
persino Una partita a scacchi di Giacosa. Il «Momento» infatti scrive
che «all'Istituto del divin cuore» è stata recitata da signorine beneducate la
innocente romanticheria del Giacosa finemente ed opportunamente
ritoccata in alcune parti, e al prof. Bettazzi solo, ossessionato com'è
dall'impudicizia, potrebbe venire in mente di censurare anche il discorso della
Montagna, col solo effetto di far pensare alle signorine beneducate a chi sa
quali enormità nascondentisi sotto qualche frase un po' avanzata del buon
Piero.
Il consigliere Marconcini ha fatto censurare il Carnevale: questo grande
peccatore è stato mandato in castigo a Porta Pila, e Marconcini ha ottenuto
l'effetto di far dire in consiglio molte bugie all'assessore Barberis, e di far
riversare la folla nella parte piú fetida e piú schifosa della vecchia Torino.
Al Chiarella hanno censurato Beethoven anche dopo che è
stato dimostrato (sia pace all'anima degli eruditi) che il grande compositore
era fiammingo e non tedesco.
[Dodici righe censurate].
Catonismo, grande malattia dei pruriginosi discendenti dei
reazionari del Concilio di Trento! E dire che proprio in Italia, il
Rinascimento è stato maestro a tutto il mondo di libertà spirituale! Ma per un
solo Vico napoletano, Giordano Bruno e Campanella è in Germania che hanno avuto
i piú grandi continuatori, contro i quali ora i frombolieri della latinità
scagliano le innocenti loro palle di neve.
(8
marzo 1916).
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