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Alcuni episodi minimi della recentissima crisi di governo,
annunziati in poche righe dai giornali, hanno gettato sprazzi di luce
rivelatrice su uomini e su metodi, su maneggi e su retroscene.
La «Stampa», in una corrispondenza romana, varava una
candidatura di Teofilo Rossi ad un qualsiasi ministero. Chi sa perché: per
levarselo d'intorno a Torino, o per introdurre nel ministero un fido segugio di
S. E. Giolitti, nel cui nome possono riconciliarsi Rossi e Frassati? Purtroppo
l'affare non attaccò: nessun altro giornale ne fece cenno, ed il posto
riservato al senatore piemontese fu conquistato da Ruffini. Ma Teofilo non
rimase inerte, si precipitò a Roma e fu ricevuto da Boselli. Che cosa
succedette? Quali argomenti e quali parole commoventi ebbe per perorare la sua
causa o quella del fratello? Certo qualcosa ottenne: se non il portafoglio per
sé, il sottosegretariato per il fratello Cesare Rossi, che arriva in questo
modo alle Poste.
Cosí il potere politico si conserva nella famiglia e si
tramanda di parente in parente.
Ricordate come Cesare divenne deputato di Carmagnola? Il
collegio era stato conquistato da Teofilo, ed era costato alla ditta parecchie
centinaia di migliaia di lire. Egli era poi già riuscito a diventare
sottosegretario, quando i consorti torinesi, non sapendo quale migliore
esponente scegliere della coalizione clerico-moderata a capo della città,
elessero questo grosso e grasso commerciante, dalla mentalità, dalle ambizioni
e dalle abitudini di arricchito bottegaio bôgianen. Ebbe allora il sindacato e
il laticlavio, e cedette il collegio al fratello. Cosí l'ascensione dell'uno
facilitò quella dell'altro, e i danari spesi nell'industria elettorale-politica
fruttarono bene per ambedue. Allora la «Stampa» andò in bestia contro il
feudalismo della ditta Rossi; adesso tace! Ma in fondo gli elettori di
Carmagnola furono ben soddisfatti del successore, che continuò a pagare, ad
offrire bandiere alle società di mutuo soccorso ed oboli alle varie madonne ed
ai relativi sacri servi. Oggi Cesare succede a Teofilo, anche nel sottosegretariato,
e proprio in quello delle Poste.
Nessuno ha mai avuto in parlamento la fortuna di sentire
la voce di Cesare Rossi, nessuno ne conosce merito o qualità alcuna, ché
unanime giudizio fu pronunziato sulla sua infinita ignoranza ed incompetenza
politica, ma è gente che sa guadagnare centinaia e migliaia di lire...!
Cinquanta milioni di bottiglie di vermouth all'anno esportate; la ditta
trionfa! Il vermouth serve a diventare deputati o senatori e ministri, le
cariche politiche valorizzano l'industria ed in occasioni opportune le
procurano facilitazioni convenienti; e gli affari tutti vanno splendidamente!
(22
giugno 1916).
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