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I ribaldi sparafucili del ceto esercentesco che si pascono
dello strame clericale del «Momento» ci devono ancora una dimostrazione.
Categoricamente avevano promesso di fare la dimostrazione concreta del calmiere
a rovescio esercitato dall'Alleanza cooperativa. Messi con le spalle al muro,
questi bacchettoni corrosi dalla coscienza della loro infecondità ideologica e
pratica, si sono accontentati di abbaiare contro l'istituzione creata dalla
nostra volontà economica, e hanno fatto delle piccole malignazioni bottegaie, e
hanno ghignato o hanno mostrato di spaventarsi e di far spaventare per il fatto
che i socialisti torinesi si propongono di fare del socialismo anche attraverso
la cooperazione.
Nessuno ha mai preso sul serio le abbaiate del «Momento»;
noi ci abbiamo riso sopra, e abbiamo invano cercato di vedere se fra gli
invertebrati del giornale clericale ci fosse un uomo di carattere, che volesse
avallare col suo nome le castronerie e le scemenze dei vari Luigi Chiesa. Ma il
«Momento» ha ben altro da fare che curarsi di cercare la verità. Gli importa
soltanto di ottenere un po' di successo bottegaio, mostrare che compie il suo
compito di sparafucile dell'... obolo di S. Pietro. E non si stanca. E riesce
anche ad aver dei successi. Perché nel nostro miracoloso paese chiunque accosta
le due parole: socialisti e tedeschi, ottiene dei successi mirabili. Le due
parole sono certamente le parole fatate che Circe usava per trasformare gli
uomini in bestie. Il loro effetto è infallibile. I patriottissimi del
«Momento», che non volevano fosse tolto all'ambasciatore austriaco Palazzo
Venezia, conoscono i loro polli, sanno a maraviglia l'arte di Circe. Volevano
mordere a tutti i costi; sollevare uno scandaletto sul nome dell'Alleanza
cooperativa, alla quale non riescono a togliere i clienti, alla quale non
riescono a togliere la saldezza, che dà nervi e resistenza al Partito
socialista. E lanciano la diffamazione, loyolescamente moderata, furbescamente
insinuante. Le farmacie dell'Alleanza hanno in magazzino dei prodotti tedeschi;
le farmacie dell'Alleanza possono ancora vendere medicinali tedeschi. E quindi
il neutralismo, ecc. Chissà che i tedeschi non forniscano addirittura gratis i
socialisti dell'Alleanza? Ciò è sufficientemente idiota, ma tutto serve; se il
fatterello potesse diventare uno scandalo e questo potesse essere gonfiato, e
l'autorità avesse un pretesto per intervenire! I contrabbandieri di ieri, i
paladini del ministro Meda, che dice costar poco la frutta in Italia, mentre si
trovano limoni siciliani nelle trincee austriache, insinuano che i socialisti
facciano il contrabbando. Gli altri giornali lo affermano addirittura, a mano a
mano che il processo circeo si compie e si solidifica. Il «Momento» è
soddisfatto; ha lanciato la pietruzza: ora aspetta che la valanga si formi. I
suoi padroni saranno soddisfatti e l'obolo di S. Pietro crescerà.
Ma noi ce ne infischiamo. E anche la guerra economica è
nelle nostre teorie, e siamo troppo poco cristiani per odiare il «nemico» e
seminare l'odio in ogni occasione ed in ogni modo.
Non ci saremmo neppure curati dei lombrichi di corso
Oporto, se non fossero riusciti a farsi riportare, a dar respiro ampio al loro
chiocciolio piattoloso. Purtroppo nel regno zoologico inferiore in cui il
«Momento» vive, il parere vale quanto l'essere. I preti lo sanno, e ne abusano.
Che il dio ribaldo che vive nelle loro coscienze sia loro propizio. Noi
ripetiamo la frase di Proudhon.
(10 ottobre 1916).
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