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L'«Idea nazionale» ha fatto una scoperta. Ha scoperto che
in una tabaccheria di Napoli, il 27 novembre, per ben quindici centesimi
caduna, furono acquistate due scatole di cerini, pericolose per la patria.
Erano esplosivi i cerini? Avevano della dinamite nella capocchia o nel gambo?
Affatto. Le scatole avevano delle vignette socialiste. Invece delle teste di
regnanti, o di scene idilliache, le vignette rappresentavano «I lavoratori che
spezzano le catene», «La fede socialista che guida i lavoratori». Nel verso di
una era persino riprodotta la prima strofa dell'inno turatiano. Roba da far
drizzare i capelli a tutti i Federzoni ed a tutti i Monicelli... cui certi
ricordi devono seccare infinitamente. Neppur fumare un sigaro senza che le
reminiscenze di tempi meno beati e meno fruttiferi siano risvegliate! L'«Idea
nazionale» protesta! Come, in tempo di guerra il Monopolio dello Stato mette in
circolazione i cerini rivoluzionari, con inni dei lavoratori, incitamento
all'odio di classe, allegorie avveniristiche e tutti gli ingredienti reali e
simbolici della propaganda pus3...? L'«Idea
nazionale» documenta, riproduce le quattro vignette, in quattro clichés
abbastanza brutti, onde non c'è nessun dubbio che il fattaccio sia realmente
avvenuto, che i prefetti e i censori non reprimono la propaganda oscena! Vada
per l'osceno. Ce ne sono tante a questo mondo di cose oscene... compresa la
vendita di penne ai trustaioli della siderurgia...!
Ma noi ringraziamo l'«Idea nazionale» della notizia
fornitaci. Poiché quelle scatole di cerini sono il frutto di una iniziativa
presa, se non sbagliamo, qualche anno fa da un ex prete, oggi ex socialista ed
interventista, regolarmente imboscato. Vi era stato un accordo con una ditta di
Trofarello, la quale si impegnava ad usufruire di quei clichés ed a
versare in compenso qualche somma alla cassa della nostra Federazione
socialista provinciale. Ma i quattrini non si videro mai. Non sappiamo se gli
industriali, foraggiatori dell'«Idea nazionale», mantengano cosí i loro
impegni. Probabilmente però, i pennaioli nazionalisti riescono sempre a
prenderli, i quattrini.
Noi invece, che di affari non siamo pratici, fummo fino ad
oggi truffati. Credevamo anzi che la ditta Lavaggi non ne stampasse piú di
quelle vignette. L'«Idea» ci avvisa che esse continuano a circolare. Mille
grazie! Il nostro amministratore si è affrettato a chiedere la regolarizzazione
dei conti. Non solo la propaganda socialista, ma anche i quattrini, avremo.
Come sono stati gentili i colleghi romani! Perdoniamo loro l'oscena!
(15
dicembre 1917).
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