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Il signor Italo Minunni si è offeso dell'attributo
«canagliesco» con cui abbiamo accompagnato la sua interpretazione (e dell'on.
Bevionc) del discorso di Lloyd George, nella parte riguardante la Russia. Il signor
Minunni prende lo spunto da quel nostro aggettivo per compiangere «i poveri
illusi che credono il socialismo voglia sinceramente la pace per spirito di
giustizia». E conclude tragicamente:
Il socialismo vuole la pace, quando fare la guerra significa liberare i
nostri fratelli dal giogo austriaco, quando significa abbattere la egemonica
potenza politica e militare del tedesco: ma chiama «canaglia» chi afferma che
il sangue del nostro proletario e del nostro borghese non deve essere sparso in
difesa di chi ha dato prova di tradimento e di vigliaccheria. Il socialismo non
vuole la guerra per Trento e Trieste, ma non sarebbe alieno dal pretenderla,
per farci difendere i bolscevichi traditori. In questo caso siamo noi, i
«guerrafondai», che diciamo: no.
Il signor Minunni si è preso una scalmana proprio a
freddo. Non è il «socialismo» che vuole, ecc.; è semplicemente un «individuo»
socialista, il quale, avendo letto il discorso di Lloyd George, ha trovato che
i signori Minunni e Bevione ne hanno dato, per ciò che riguarda la Russia, un'interpretazione
arbitraria, volontariamente (preferisce il Minunni «stupidamente»? si accomodi)
contraria allo spirito e alla lettera. Pertanto l'interpretazione non meritava
che l'aggettivo «canagliesca».
[Undici righe censurate].
Abbiamo solo rilevato una falsificazione di documento.
Lloyd George ha detto testualmente (piú o meno, a seconda della volontà delle
agenzie):
Gli attuali governanti
della Russia si sono impegnati, senza consultarsi preventivamente coi paesi che
la Russia ha
tratti alla guerra, in negoziati separati coi comuni nemici. Io non faccio
dei rimproveri. Mi limito a enunciare delle constatazioni, per mostrare
chiaramente perché la
Gran Bretagna non potrebbe essere tenuta responsabile di
decisioni prese in sua assenza e sulle quali non è stata consultata.
E dopo aver espresso la sua persuasione che i tedeschi
avrebbero, ad ogni costo, conservate le conquiste fatte sul fronte orientale, e
avrebbero assoggettato economicamente e politicamente la Russia, conclude:
Deploriamo tutti una tale prospettiva. La democrazia britannica vuole
combattere a fondo al fianco delle democrazie di Francia, d'Italia e di tutti
gli alleati. Saremo fieri di combattere fino in fondo al fianco della giovane
democrazia russa. Ma se quelli che governano la Russia operano
indipendentemente dagli alleati, noi non abbiamo alcun mezzo d'intervenire per
impedire la catastrofe che minaccia sicuramente il loro paese.
Queste constatazioni, il Minunni e il Bevione hanno fatto
diventare volontà di dare la rivoluzione russa in preda ai tedeschi come prezzo
di concessioni tedesche agli alleati in occidente.
[Quattordici righe censurate].
(16
gennaio 1918).
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