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Il consigliere cattolico Olivieri di Vernier ha presentato
al sindaco un'interrogazione sulla deficienza nel servizio dei soccorsi
d'urgenza. Il consigliere cattolico prepara facili meriti alla sua parte. Alla
sua parte stanno molto a cuore le sorti degli infelici, che devono ricorrere al
servizio municipale quando capita loro un infortunio. Un po' di spolvero, una
piccola interrogazione; saranno dimenticati i gravi appunti che nel nostro
giornale sono stati fatti agli istituti pubblici di ospedalità dove
spadroneggiano le suore e i medici cattolici. Saranno dimenticati, per l'amore
del prossimo, che si estrinseca nelle interrogazioni, i casi di quegli
ammalati, che per la settarietà di una madre superiora e la faziosità di un
medico sono stati cacciati dai luoghi di cura stremati dalle infermità,
esasperati nel loro sentimento di giustizia, senza mezzi di sussistenza,
esposti all'aggressione micidiale del freddo invernale. Un po' di spolvero, un
decino di buone parole, una avemaria per le anime dei poveri defunti.
Diciamo queste cose perché risulti sempre piú chiaramente
l'intimo carattere demagogico dell'azione clericale. Essa si esaurisce nelle
belle parole, nelle esteriorità, non si approfondisce nei fatti, non cerca in
nessun modo di operare sulla realtà per trasformarla, e specialmente per creare
una coscienza diffusa del come le cose dovrebbero veramente essere. I clericali
s'infiltrano nella vita pubblica solo per compiervi opera settaria, puramente
particolaristica. Non fanno il bene per il bene, non compiono il dovere per il
dovere. Il loro fine religioso stesso finisce con l'essere perduto di vista.
Ciò che importa loro è l'apparenza di una loro forza, di una loro esistenza,
che si manifesti in una grande quantità di persone che adempiano le pratiche
del culto, in una grande quantità di persone che diano il voto ai loro
candidati. Purché ci sia la pratica fanno a meno della fede; nel voto non
ricercano un'anima, un'adesione ideale, una volontà che si prepara per
un'affermazione di vita piú importante e piú profonda. Spolvero, esteriorità,
macchinalità. Affermare e non fare, splendere e non rischiare, proclamare la
carità ed essere freddamente crudeli, grettamente intolleranti.
E i liberali lasciano che i clericali facciano aumentare
l'antipatia per il loro metodo politico, per il loro patrimonio ideale. Passerà
quest'inverno; al ricominciare della dolce stagione gli ammalati ritorneranno
al lavoro, riprenderanno le loro operosità interrotte. E quando il freddo
ricomincerà, e l'infermità non darà loro tregua e saranno costretti a
ridomandare ricovero negli istituti pubblici, ritroveranno le stesse suore
caritatevolmente ostili, persecutrici dei loro piú intimi e preziosi affetti,
gli stessi medici che scroccano lo stipendio per non adempiere il loro mandato.
Ma nel frattempo i consiglieri cattolici avranno
manifestato il loro amore per gli infelici in venti interrogazioni, il
«Momento» avrà celebrato l'ennesimo elogio del beato Cottolengo, e il senatore
Frola avrà conclamato la piena vitalità della dottrina liberale, laica e
anticlericale.
(26
gennaio 1918).
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