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Poiché il proverbio dice: «Pioggia d'aprile, ogni goccia
mille lire», ho cercato, per una buona mezz'ora, di calcolare quante migliaia
di lire siano cadute nei soli chilometri quadrati della circoscrizione comunale
torinese. Tanti milioni di miliardi da far restare di stucco tutti i cassieri
riuniti delle banche anglo-franco-americane. Tanti milioni di miliardi da
pagare tutti i debiti di guerra, se i debiti potessero essere pagati in
migliaia di lire e non in tonnellate di merce. Ho pensato che l'Italia è
diventata una delle piú ricche nazioni del mondo, con tanta acqua d'aprile, e
che potrebbe compiere un bel gesto: i giornali hanno pubblicato il bilancio
russo, cento miliardi di passivo, tre miliardi di attivo. L'Italia che ha un
bilancio meno rivoluzionario, meno bolscevico, dovrebbe fare il bel gesto di
colmare lo spaventevole deficit della Russia socialista. Coi giochi di parole
degli economisti-giornalisti e con l'acqua d'aprile il bel gesto costerebbe
piccolo sacrificio.
[Sessantadue righe censurate].
(30
aprile 1918).
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