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Lo Stato italiano è lo Stato di un paese allegro. I
cittadini italiani ignorano persino che lo Stato esista: infatti non sanno come
funziona, non sanno come dovrebbe funzionare in ossequio alle leggi fondamentali
del regno, e, dinanzi ad un atto dei poteri, non sanno dire se esso sia giusto
o ingiusto, se leda o no lo Statuto, e quindi se leda o no i diritti acquisiti
dei cittadini, il minimo di libertà che lo Statuto garantisce. La libertà viene
concepita in modo grottesco e puerile: non si arriva a comprenderla come
garanzia per tutti, impersonalmente tutelata dalle leggi, che le autorità per
le prime debbono essere tenute a rispettare. Il popolo italiano non è popolo di
liberi, o di cittadini che liberi vogliono diventare: l'Italia è davvero,
purtroppo, la nazione carnevale, e la libertà è libertà di divertirsi e
grattarsi la rogna al sole.
[Ottanta righe censurate].
I cittadini hanno appena una vaga nozione delle leggi
dello Stato, e credono che esse siano soltanto punitive; non concepiscono la
legge come garanzia, come sicurezza individuale. Gli italiani sono
individualisti, dicono gli psicologi. Ma il vero è che gli italiani sono
analfabeti e incolti e che l'Italia è la nazione carnevale, con una libertà, unica
desiderata: la libertà di divertirsi.
(1°
giugno 1918).
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