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E c'era anche una bandiera rossa; fra le tante bandiere
c'era anche una bandiera rossa. Certamente il colore era rosso, obiettivamente
doveva essere rosso. Era una bandiera fra molte, troppe bandiere, e in esse
anche doveva obiettivamente esistere il color rosso. Successe ciò che succede
tra i colori. I colori simpatizzano tra loro e si uniscono tra loro in tenere
confusioni, in dolcissime sfumature. Cosí accadde per quella bandiera; tutti
gli altri colori simpatizzavano con lei, essa era immersa fra tante bandiere,
fra tanti colori, e si confondeva, si lasciava assorbire.
Eppure quella bandiera era obiettivamente di color rosso.
L'osservatore imparziale, riunendo nel pensiero astratto le sovrapposizioni
sintetiche del quadro generale doveva convenirne: quella bandiera è rossa.
Non è il solito rosso delle bandiere rosse. Le solite,
vecchie, convenzionali bandiere rosse tagliano netta la pupilla, si figgono
nella pupilla; esse sono come una piaga appena squarciata che brilla; esse
ricordano veramente una piaga che non si rimargina, perché mani proterve
staccano i lembi e nuovo sangue fanno zampillare.
Quella bandiera non era una piaga; stava alla piaga come
la macchia di pomodoro che i comici, morendo di morte violenta nei palcoscenici
di provincia, si applicano sulle tempie strizzando nel pugno chiuso l'economica
solanacea. Non era una piaga: forse che i piagati, i feriti vanno sotto
l'aspersorio di un cardinale a farsi irrorare d'acqua santa? Ebbene, quella
bandiera, obiettivamente rossa, andò sotto il santissimo sacramento e fu
consacrata dall'aspersorio di un cardinale.
Non bruciò la ferita, non sentí la carne viva il morso
salso dell'acqua santa; non c'era ferita, non c'era carne viva, il rosso era
obiettivamente rosso come il sugo di pomodoro.
E la bandiera continuò a bighellonare tra le molte, le
troppe altre bandiere. Iniziata, la carriera degli onori è facile e vellutata.
Andò ad inchinarsi dinanzi al prefetto; la ferita non senti slargarsi i lembi
sanguinolenti dalle mani proterve, non zampillò piú vermiglio il sangue. Anzi
le molte, le troppe bandiere si unirono piú strettamente e la innata simpatia
strinse il nodo della gamma dei tanti colori. La bandiera fu assorbita, il poco
rosso obiettivo si confuse ancor piú nella girandola; un papavero in una cesta
di barbabietole e insalata.
Povero colore del sangue vivo, povero colore delle
bandiere solite a rimaner sole, povero colore che nelle moltitudini sembri una
ferita recente. In quella moltitudine, tra le molte, le troppe altre bandiere,
scomparivi, scialba, assorbita nella gamma della girandola, slavata dall'acqua
dell'aspersorio di un cardinale; ma hai iniziato la carriera, farai fortuna,
poiché ti accontenterai del tuo scomparire, poiché non domandi che di
dissolverti, proprio come il sugo del pomodoro, saporito condimento per gli
stomaci robusti, che hanno molto, troppo appetito.
(26
giugno 1918).
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