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Gli italiani amano poco lo sport; gli italiani allo sport
preferiscono lo scopone. All'aria aperta preferiscono la clausura in una
bettola-caffè, al movimento la quiete intorno al tavolo.
Osservate una partita di foot-ball: essa è un
modello della società individualistica: vi si esercita l'iniziativa, ma essa è
definita dalla legge; le personalità vi si distinguono gerarchicamente, ma la
distinzione avviene non per carriera, ma per capacità specifica; c'è il
movimento, la gara, la lotta, ma esse sono regolate da una legge non scritta,
che si chiama «lealtà», e viene continuamente ricordata dalla presenza
dell'arbitro. Paesaggio aperto, circolazione libera dell'aria, polmoni sani,
muscoli forti, sempre tesi all'azione.
Una partita allo scopone. Clausura, fumo, luce
artificiale. Urla, pugni sul tavolo e spesso sulla faccia dell'avversario o...
del complice. Lavorio perverso del cervello (!). Diffidenza reciproca.
Diplomazia segreta. Carte segnate. Strategia delle gambe e della punta dei
piedi. Una legge? Dov'è la legge che bisogna rispettare? Essa varia da luogo a
luogo, ha diverse tradizioni, è occasione continua di contestazioni e di
litigi.
La partita a scopone ha spesso avuto come conclusione un
cadavere e qualche cranio ammaccato. Non si è mai letto che in tal modo si sia
mai conchiusa una partita di foot-ball.
Anche in queste attività marginali degli uomini si riflette la struttura
economico-politica degli Stati. Lo sport è attività diffusa delle società nelle
quali l'individualismo economico del regime capitalistico ha trasformato il
costume, ha suscitato accanto alla libertà economica e politica anche la
libertà spirituale e la tolleranza dell'opposizione.
Lo scopone è la forma di sport delle società arretrate
economicamente, politicamente e spiritualmente, dove la forma di convivenza
civile è caratterizzata dal confidente di polizia, dal questurino in borghese,
dalla lettera anonima, dal culto dell'incompetenza, dal carrierismo (con
relativi favori e grazie del deputato).
Lo sport suscita anche in politica il concetto del «gioco
leale».
Lo scopone produce i signori che fanno mettere alla porta
dal principale l'operaio che nella libera discussione ha osato contraddire il
loro pensiero (!?)
(26
agosto 1918).
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