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La notizia non mi sorprende, la cronaca — quasi come la
storia — è fatta d'imprevisti; ora piú che mai. L'on. Salandra domani non sarà
a Torino. Tiro un sospirone di rammarico. Perché alla visita del presidente del
Consiglio dei ministri avevo già mollemente adattato il pensiero. Io vi dico
che l'on. Salandra non è proprio peggiore della sua lama. Certo è piú avveduto
di quelle brave persone che lo avevano sollecitato a dare una capatina nella
nostra città. Non parlo di chi voleva addirittura l'apologia. Una cosa
stomachevole.
Persino il cittadino di Troia se n'è accorto e ai suoi
adoratori ha fatto capire che non avrebbe voluto gazzarre. In tal modo è
rientrato nella testa vuota degli apologisti il proposito di fare un convegno
regionale e di tenere un banchetto in onore dell'ospite.
Adesso che si annuncia ufficialmente che la visita è
procrastinata per una buia ragione di Stato, «aria ai monti» respira meglio, il
prefetto è piú tranquillo e il questore non è piú di cattivo umore. Il nostro
Donvito, poi, può dormire sonni tranquilli.
Coloro che devono trovarsi male sono i presidenti e i vice
dei circoli spurii della periferia: quelli che si apprestavano al ricevimento
con l'abito nero stirato e la nera tuba lucente. L'on. Salandra è scontroso,
non ama i salamelecchi, ma a tante riverenze avrebbe pure lasciato cadere
qualche decorazione in segno di riconoscenza.
Sarà per un'altra volta. Salandra verrà a tempo piú
opportuno, quando farà meno freddo, quando forse almeno la temperatura potrà
compensare la freddezza — come dire — della cittadinanza.
Certo, torto marcio avrebbe chi pensasse che la
procrastinazione si sia avuta per l'ostilità dei socialisti torinesi. Quattro
scavezzacolli, questi, e si fa presto a zittirli. La ragion di Stato del rinvio
non ha niente di attinente con l'ostilità del Partito socialista. Nessun dubbio
in proposito. Salandra non è l'uomo che voglia indietreggiare di fronte a certe
minacce. Tutto il suo passato parlamentare sta a testimoniare il suo coraggio
di combattente e di duce politico. Forse è solo il timore dei dipendenti che
nuoce alla sua reputazione.
Pazienza. Rimandata la visita, è questione di rimandare le
accoglienze. E anch'io rimetto il pensiero nell'attesa. La quale — come nel
verso di un poeta celebre — adegua... le sorti...
(23
gennaio 1916).
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