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Meno male! Adesso ne so di piú. La procrastinazione è
giustificata. Bisogna gridare ai quattro venti la grande giustificazione. Ai
quattro venti in modo che essa arrivi in tutti i borghi, in tutti gli antri
dove pullulano i barabba obbedienti agli ordini di corso Siccardi. Bisogna
recidere lo stame a tutte le illusioni protestatarie.
Salandra non viene, non è venuto, ma verrà. Quando? Quando
meglio gli pare e piace.
Dunque anche i droghieri torinesi hanno ragione di
prepararsi al ricevimento. Devesi sapere che la visita dell'on. Salandra,
appunto dopo il suo rinvio, ha destato il piú grande entusiasmo in diversi ceti
cittadini. Vedo con piacere che il Consorzio dei droghieri e la Società dei medesimi hanno
spontaneamente deliberato, non... il ribasso del prezzo dello zucchero, ma la
solenne partecipazione di tutti i soci alle onoranze per il capo del governo.
La partecipazione di questi benemeriti cittadini, fra i
quali non si troverà certamente nessuno che abbia fatto quattrini rubando sul
peso e adulterando la merce, servirà a dimostrare eloquentemente che la
categoria delle drogherie è all'avanguardia nelle manifestazioni patriottiche.
Per la piú solenne riuscita della festa c'è da augurarsi
che l'esempio della sullodata associazione venga subito seguito con lo stesso
entusiasmo da altre categorie di esercenti e da altri consorzi. Non si
comprenderebbe, infatti, perché i commessi di farmacia, gli impresari di carri funebri,
i venditori di carote e di altri erbaggi, i commercianti in anelli di gomma per
ombrelli e in tiranti per bretelle, ecc. ecc. dovrebbero essere da meno dei
droghieri in fatto di entusiasmo verso l'on. Salandra.
Infine noi vorremmo che al ricevimento non mancassero le
rappresentanze di altre benemerite associazioni che potrebbero essere ancora
piú gradite al paterno cuore dell'on. Salandra. Per esempio: la confraternita
dei Santi Pietro e Paolo, quella della Misericordia, quella delle ragazze
pentite e dei mariti traditi e quella ancora delle vergini per forza e delle
venerande perpetue e tutte le altre congreghe religiose che sono ben conosciute
anche dall'on. Panié e persino dall'on. Bevione.
Naturalmente, perché il ricevimento sia degno dell'ospite,
a torto rimproverato di fornicamenti massonici e franciosi, sarebbe bene che
questi ultimi ingredienti della festività ed ospitalità fossero completati da
una brava teoria di moccoli debitamente accesi e di stendardi giallo-neri. Di
questi ultimi il «Momento» a Torino, il cardinale delle caramelle e dei
panettoni permettendolo, riuscirebbe ad esibirne parecchi.
Anch'io, come il marchese Colombi, sono d'avviso che le
feste si fanno o non si fanno, e se si fanno devono essere complete. Lo sappia
il comitato di preparazione civile.
(25
gennaio 1916).
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