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Non sappiamo chi sia il signor Arnaldo Monti. La sua firma
illustre appare per la prima volta sul giornale di via Quattro Marzo. Forse è uno
studente di liceo cui la «Gazzetta» ha affidato il compito di descrivere la
vita che passano i soldati feriti negli ospedali di chirurgia.
Il signor Arnaldo ha descritto tutto per bene.
Ecco anzi come descrive — su un giornale che passa per
anticlericale e massone — la preghiera dei soldati:
Mentre i piantoni
cominciano la distribuzione delle vivande, una dama fa il segno della croce e
recita sommessa la breve preghiera ante cibum. I soldati si levano in
piedi, si scoprono.
Tutte le mattine, mi
dicono, si celebra la Messa
in una raccolta e modesta cappella. La domenica viene celebrata la Messa grande, su, al terzo
piano delle scale. Vi è un altare quasi nudo con due mazzi di fiori, quattro
candelieri. Al di sopra la statua della Vergine (Vi maiuscola), della Consolatrix
afflictorum, tra due bandiere tricolori. Ho la visione fantastica di tanti
soldati silenziosi, intenti alla funzione religiosa, affollati su su per le
scale.
Fremito corre; ché,
splendor d'Iddio,
splende nella raggiera
l'Ostia magna.
Il Cappellano militare dice la sua Messa con un che di marziale
indefinibile, diffondendo sugli animi dei feriti una vasta vibrazione d'amore.
Da questo squarcio di commovente prosa che abbiamo voluto
riprodurre ognuno vede come il giornale anticlericale e massone si preoccupa
della penetrazione clericale negli ospedali.
Il «Momento» che cosa ha da dire? Chi l'avrebbe detto
l'anno scorso, quando fra i due giornali imperversava la polemica aggressiva a
proposito di anticlericalismo e di clericalismo, che la guerra avrebbe finito
col metterli d'accordo e col determinare la «Gazzetta» di Botero a dare
ospitalità alle rugiadose esaltazioni delle dame che insegnano a pregare e dei
cappellani militari che dicono la messa con aria marziale?
Ma se la messa procura delle vibrazioni d'amore, perché la
«Gazzetta» non si mette a pubblicare — come fa il «Momento» — gli orari
giornalieri delle messe e delle prediche che si tengono nelle varie chiese di
Torino? E perché non dedica una rubrica apposita ai resoconti delle prediche
religiose e alle opere educative di tutti i ricreatori cattolici?
Quell'Arnaldo che ha cosí bene iniziato la sua
collaborazione mistica potrebbe essere ottimamente utilizzato per una rubrica
del genere che farebbe guadagnare alla «Gazzetta» tanti abbonati fra i parroci
ed i membri delle confraternite.
(6
febbraio 1916).
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